Terza Via

“Avvolte sogno cose impossibili è mi domando?perchè no” John Fitzgerald Kennedy

Il Partito Democratico Come Lo Vorresti Tu?

Pubblicato da ernestoscontento su Ottobre 19, 2006

 

Il Partito Democratico come lo vorresti tu:

  • Completamente aperto alla società civile ?
  • Il metodo di scelta dei candidati, lo vorresti con le primarie?
  • I Partiti attuali dovrebbero avere una quota di Ingresso ?
  • Se i partiti detengono una quota di ingresso, come vengono decisi i loro candidati!!!! Da un organismo interno al P.D.? o con il metodo delle Primarie?
  • I temi etici, cattolici e di appartenenza alla casa madre Europea stanno dividendo i due partiti di maggioranza impegnati nella costituzione del P.D., cosa faresti tu!!!! andresti avanti con la fusione…rischiando di perdere dei compagni di viaggi, ma aggregandone altri nell’area di centro che oggi non si vede rappresentata dai partiti attuali? O ritarderesti la costituzione del P.D. cercando di aggregare le correnti interne ai partiti e attualmente in dubbio?

Approfondimenti:


246 Risposte a “Il Partito Democratico Come Lo Vorresti Tu?”

  1. paco frangies detto

    cosi come lo vuole il governo.
    tutti più poveri per favorire la ricerca cioè dare soldi alle aziende convenzionate con il potere e i grossi capitali anche dei convenzionati anzi sopratutto fuori .
    fuori dall’euro entro 3 anni e poi tutti in cinquecento che farà nuova per la nuova italia la FIAT.
    paco frangies

  2. pippopampo detto

    Lo vorrei pulito…senza i professionisti della pilitica che da oltre 40 nni fanno danni..e con le primarie…cosi scelgo chi mi deve rappresentare.

    pippopampo

    PS:

    è da un po che non ti leggo più dal grillo come mai?????

  3. francesco catarsi detto

    Io mi accontenterei che fosse fatto da politici onesti…ma purtroppo so già che non sarà cosi.

    cio francesco.

  4. enrico billeri detto

    Ciao ernesto ho letto i tuoi post dal grillo, dove indicavi anche questo blog.

    Io il Pertito democratico lo vorrei aperto…ma soprattutto lo vorrei fatto di politici onesti e senza condanne MA COME DICE FRANCESCO NON E’ CHE CI SPERI MOLTO ORMAI IL TASSO DI INQUINAMENTO IN ITALIA E’ ALTISSIMO.

    Speriamo bene!!!!

    O.T.

    leggendo il tuo commento sugli stipendi dei manager pubblici sono rimasto di sasso è una cosa vergognosa…che una persona prenda 256 volte lo stipendio di un operaio, oltretutto le aziende statali vanno tutte male…MA CIMOLI COSA STA FACENDO PER ALITALIA???? E PERCHE’ LO DOBIAMO PAGARE COSI TANTO???

    ECCO QUESTE SONO LE COSE CHE MI FANNO INCAZ…CI CHIEDONO SACRIFICI CON LA FINANZIARIA MA LORO DI SACRIFICI NE FANNO POCHI.

    ciao a rileggerci enrico billeri

  5. balthazaar detto

    Buongiorno.
    A dire il vero questo “superpartitone” io non lo vorrei. Ho l’impressione che questo progetto, come quello di Berlusconi di fondare un superpartito del centro-destra, nasconda il progetto di soffocare le minoranze. E una situazione del genere, a mio avviso, mette in pericolo la democrazia.

  6. Prima di rispondere vi devo ringraziare per essere intervenuti, siete i primi a cui rispondo perché è vero che ormai sono un veterano della rete ma non avevo mai aperto i miei POST ai commenti per il semplice motivo che poi non o sempre il tempo necessario per rispondere adeguatamente.

    Finiti i convenevoli provo a rispondere:

    @ paco frangies

    Vedo che sei ottimista…devo dire che il governo in carica non a iniziato bene anzi sta facendo parecchia confusione dimostrando tutti i limiti di una coalizione che necessita delle alee estreme per decidere, il processo riformista è i riformisti per ora sono andati in soffitta.

    @ pippopampo

    anche io lo vorrei come te.

    @ francesco catarsi @ enrico billeri

    anche qui concordo ma sono più ottimista anche se l’onesta e un valore che scarseggia al giorno d’oggi e non solo in politica.

    @ balthazaar

    balthazaar, invece tu sei pessimista…..ai paura che le minoranze siano soffocate!!!!MA CHE COSA C’E’ DI STRANO!?!?

    Le minoranze devono essere tutelate dalla legge elettorale che io vorrei bipolare al doppio turo sul modello Francese.

    Ma dopo caro balthazaar bisogna governare seguendo il volere della maggioranza perché questa è Democrazia….non è naturale quello che succede oggi…che per motivi di coalizione le minoranze contano più delle maggioranze..

    LA FINANZIARIA è FIGLIA DELLA SINISTRA RADICALE…. E SI VEDE!!!!

    Una cosa è dare la libertà di espressione anche alle minoranze e se riescono a creare consenso acquistano forza per incidere sulle scelte…ma devono avere la forza del consenso popolare…

    Ma no come ora!!!! che se non fai come dicono loro sei sotto ricatto…stare al governo non è uguale a stare nel sindacato dove tratti sempre su tutto!!!!

    Le scelte devono essere coerenti e responsabili….

    Perché i costi delle scelte sbagliate e non realiste le pagano tutti dopo…..compreso i proletari e sottoproletari ( passami i termini giusto per rinfrescarmi la memoria).

    PS: ti verro a trovare sul tuo blog è grazie di nuovo per la visita.

    ernesto scontento

  7. GINO SERIO detto

    Ciao ernesto :-) .

    vedo che ti stai allargando :-)

    Mi trovo a Menphis (USA) :-) sai che ogni tanto per non scordare cosa significhi la parola DEMOCRAZIA mi faccio un giro qui per schiarirmi le idee .

    La FINANZIARIA ? ERNESTO !!! si sapeva che andava a finire così e puoi stare certo che affinchè non ritoccheremo la costituzione nei punti nevralgici il nostro paese non avanzerà di un millimetro :-)

    La SOLUZIONE ? il federalismo :-) ma quello vero però .

    Il sistema politico italiano è malato ,1.200.000 politici che attingono la pagnotta nel pozzo dei desideri :-)

    La destra fa finta di LIBERALIZZARE ,la sinistra ha messo in piedi una baracca che non reggerà ,anche se credo che quello che doveva fare ,l’abbia gia fatto .

    La TERZA VIA proposta dal grande BILL CLINTON è la strada giusta anche per me :-) ma per percorrere quella strada non bisogna avere paura di “osare” un pochino .

    Il modello sta qui caro ERNESTO ,basta copiarlo .

    La parola d’ordine ? CAMBIARE :-) La vita è tutto un cambiamento basta non aver paura di approfittare .

    Ciao Dagli USA :-)

  8. ernesto scontento detto

    Ciao Gino sono contento di rileggerti….vedo che l’America ti piace beato te che ti stai divertendo. Domani scrivo a Ugo e da qualche giorno che non lo leggo….gli dirò di passa re di qui per lasciare un commento magari chissà potremmo anche trovarci qui ogni tanto…..in questo blog è possibile mettere anche dei post con la password . Divertiti ernesto PS: lo sai che mi ai dato un’idea con le faccine…io sto provando con fckeditor

  9. Hugo Kolion detto

    … Perchè non passi e lasci una tua idea su come vorresti i nuovi partiti o un partito Democratico stile America o New Labur!!!! …

    Buona domanda la tua Ernesto, alla quale però vorrei rispondere in modo insolito: non ho un preciso modello politico di riferimento, so solo cosa non vorrei, e sono parecchie cose.

    Prima cosa: non possiamo fare riferimento ad altri partiti sparsi per il globo per il semplice motivo che nel 2006 non disponiamo ancora dell’assetto occorrente per rendere una democrazia efficace a modo. Con il costume che ci ritroviamo andrebbe buca di sicuro, perché non siamo ancora maturi per capire che l’andazzo nostrano non ha mai fruttato. Va quindi prima ripristinato un comportamento a noi ancora del tutto estraneo, altro non sarebbe che l’ennesima illusione o scappatoia che ci ha sempre contraddistinti. Qui però bisogna prima ammettere e poi accettare la sconfitta del pensiero italico: dal regno ad oggi non siamo mai stati capaci di mettere in piedi una società analoga a quella di paesi più evoluti del nostro, e un motivo ci sarà.

    Seconda cosa: visto il ritardo non solo culturale inutile farsi delle illusioni, il tempo perso non potrà mai più venire recuperato, non se prendiamo come riferimento i paesi che ci stanno davanti. Va quindi capito che bisogna percorrere una nuova strada per non esporci ad inutili o illusori paragoni con questi paesi. Una di strada ci sarebbe, quella della nostra antica civiltà, perché anche se trascurata per qualche secolo è pur sempre la più grande risorsa che abbiamo. Il mondo ce la invidia, e noi non sappiamo sfruttarla. Va quindi tirata giù dal soffitto, rispolverata e lustrata a dovere per innescare di nuovo ciò che in passato ha civilizzato intere nazioni.

    Una nuova qualità di vita “Made in Italy” come nuovo parametro di misura, soprattutto in tempi dove le risorse scarseggiano sempre più e dove l’ambiente ormai è solo l’ombra di ciò che una volta era. In poche parole: meno è di più, ed è qui che dobbiamo riprenderci, economicamente, culturalmente, moralmente. Una volta innescato questo processo non saremmo più secondi a nessuno …

    Questo sarebbe secondo me l’identikit di un popolo che preferisce reagire all’avvento di un mondo nuovo con un balzo in avanti, ripristinando la sua cultura, ripartendo dalle radici della civiltà italiana …

    Un chiaro e netto addio a quella anomalia italiana che secondo Leopardi ha cancellato in Italia gli antichi valori di un etica secondo natura, senza però sostituirli con quei simulacri di virtù che, generati dalla ragione e dal progresso, garantiscono una convivenza civile alle nazioni moderne.

  10. @ Hugo Kolion Ottobre 21st, 2006 a 8:18

    Ciao Hugo, intanto grazie per la visita.

    Prima di risponderti sono andato a rileggere le mail che ci siamo scambiati in merito..
    comunque su una cosa siamo d’accordo la nostra storia forma la nostra cultura nel bene è nel male è nessuno può alterarla..non è corretto moralmente!!!

    In questo POST  – la grande bugia

    Scrivo:
    IL FUTURO DI UNA NAZIONE NON SI SCRIVE SULLE BUGIE…. NEL BENE E NEL MALE SI SCRIVE SULLA VERITA’ !!!!! NOI SIAMO CIO CHE SIAMO E NON CIO CHE VOREMMO IDEALMENTE ESSERE.


    Inoltre più volte ci siamo detti che fondamentale è il senso civico che ognuno di noi deve avere è che deve essere insegnato fin dalle scuole elementari ( senso civico = Responsabilità Pubblica).
    Ma io volevo spostare l’attenzione su un metodo….in questi giorni ho riletto il destino della Ragione edizione RESET. Dove vi sono riportati due saggi uno di Dario Antiseri e l’altro di Ralf Gustav Dahrendorf.
    In Particolare mi ha colpito quelli di Antiseri sulla razionalità del pensiero….è il metodo razionale che esiste fra lo scienziato è il politico…..In sintesi lo scienziato agisce sempre per trovare le falsificazioni…nel senso che anche quando una scoperta sembra certa è incontrovertibile non si da mai per scontato che essa è certa è si lavora per trovarvi le falsificazioni….quindi la scienza progredisce dai suoi errori essendo sempre alla ricerca delle falsificazioni…naturalmente lo fa sempre partendo da dai dati precedenti.
    Antisieri riporta il metodo sul pensiero delle idee politiche ( la teoria non e sua ma di Karl Popper)
    Quindi afferma che per progredire bisogna ricercare la falsificazione è cambiare….quindi bisogna essere Riformisti in politica.

    Ma qui lui divide i riformisti in due categorie i costruttivisti e gli intelligenti.

    I costrutivisti sono coloro che tendono a riformare la società partendo dal presupposto di attuare una ingegneria sociale per modificare la società è l’uomo….abbandonando il campo della conoscenza che dovrebbe venire dalle esperienze passate ( in somma sono anche utopisti)…purtroppo dice antiseri questo tipo di riformisti non si preoccupa di verificare la falsificazione della teoria con le esperienze del passato.
    I Riformisti intelligenti invece partono dal presupposto che la natura umana non è modificabile nei suoi valori naturali….quindi elaborano teorie politiche partendo da questo presupposto….ma ne cercano la falsificazione attingendo dall’esperienza e dalle ricerche del passato universalmente riconosciute idonee dalla comunità.
    In sostanza I riformisti intelligenti operano come gli scienziati Idea attivazione del progetto idea è verifica della falsificazione intesa come ricerca dell’errore umanamente possibile in base alle conoscenze attuali prima di attuarlo .
    Che ne pensi????

    ernesto :-)

    PS:
    anche qui vedo delle analogie con quello che diceva il mio vecchio Prof. di cui ti ho parlato in altre occasioni….lui diceva che l’uomo intelligente è colui che si documenta sulle cose che deve affrontare.

  11. Jane Five detto

    Caro Ernesto Scontento,
    sai una cosa?

    Non vorremmo più i partiti!

    Jane Five

  12. Hugo Kolion detto

    … In sostanza I riformisti intelligenti operano come gli scienziati Idea attivazione del progetto idea è verifica della falsificazione intesa come ricerca dell’errore umanamente possibile in base alle conoscenze attuali prima di attuarlo .
    Che ne pensi???? …

    @ ernesto scontento Ottobre 23rd, 2006 a 3:36 pm

    Pienamente d’accordo Ernesto, idem anche per ciò che sosteneva il tuo vecchio Prof …

    Ma nello stesso tempo sostengo che in Italia ormai NON È PIÙ POSSIBILE DISTINGUERE TRA REALTÀ E FINZIONE, perché ormai sono secoli che si fa uso dell’autoinganno …

    Eludere la realtà con lo strumento dell’autoinganno: per arrivare in una prima fase alle conclusioni desiderate o anche solo per confermare dei pregiudizi, viene attivato un dispositivo semplice ma ingegnoso che funge da filtro: i fatti oggettivi e le relative informazioni, che corrispondono o che sembrano corrispondere con la propria veduta / alle proprie aspettative, vengono raccolti e memorizzati, mentre tutto ciò che non corrisponde rimane appeso nel filtro, per poi venire immediatamente cancellato.

    Così può accadere che la propria veduta e un fatto oggettivo sembrano realmente coincidere, tuttavia solo in quei casi dove si coprono opportunamente con la propria veduta / aspettativa, ma non necessariamente con la realtà. La responsabilità morale di un individuo capace di autoinganno poggia su quella cognitiva. Cioè, la risposta all’imputabilità morale è legata al tema della deliberazione intenzionale. Occorre decidere se l’individuo autoingannato sia paziente o agente cognitivo del fenomeno.

    Nel primo caso, ciò che si afferma è una visione unitaria dell’io; nel secondo, si accorda invece esistenza alla contraddizione e si va in cerca di un modo descrittivo per spiegarla e inquadrarla nell’architettura del mentale.

    E’ stato H. Fingarette (1969) ad aver per primo sottolineato che il rapporto tra ciò che un individuo crede e ciò che dice non è solo descritto dalla coppia verità / menzogna, aggiungendo perciò che l’autoinganno non deve essere interpretato alla stregua di un paradossale “mentire a sé stessi”.

    Fingarette assume che vi sia, tra gli altri, un compito che l’attività linguistica di verbalizzazione assume per gli esseri umani: quella di “ammettere” la realtà di certe proposizioni sul mondo o su se stessi. Il rifiuto di sottoporsi ad un simile “sforzo”, in ultima analisi di natura etica, mina la capacità degli individui di costituirsi come autentici attori “personali”, dotati cioè di una integra identità personale.

    SOSTENGO QUINDI CHE NON SIAMO PIÙ CAPACI DI INTENDERE DA NOI … e ogni minimo tentativo nel giustificare o eludere questa anomalia italiana non è altro che l’ennesima ricaduta nell’autoinganno … o come scritto più su, ci si accorda con la contraddizione e si va in cerca di un modo descrittivo per spiegarla e inquadrarla nell’architettura del mentale…

    Questo fenomeno ALL’OCCORRENZA rende impossibile il più semplice ragionamento, la più semplice operazione logica: 1 + 1 + 1 ALL’OCCORRENZA e grazie all’autoinganno non fa più 3 ma può fare 4, 13, 999 o anche 0. L’intelligenza dell’individuo nulla più può se c’è di mezzo l’inconscio, la conoscenza viene sostituita con credenza ed il gioco è fatto.

    Rimane ovviamente una realtà oggettiva, ma viene percepita solo da una minoranza, per altro sempre e costantemente emarginata … alla quale poi non altro rimane che subire il malcostume o scappare via. E il mondo è pieno di italiani …

  13. Hugo Kolion detto

    Ernesto, quando si parla del diavolo … ci avviciniamo al resoconto storico :-)

    Chi ha letto LA GRANDE BUGIA di Pansa, che non ha paura di raccontare la storia dell’Italia di 60anni fa?

    … Corriere della Sera, 4.10.2006 -Un libro «vergognoso, non revisionista ma falsario», «una vergognosa operazione opportunista», «libro vergognoso di un voltagabbana», «una cinica operazione editoriale»: sono solo quattro (rispettivamente di Aldo Aniasi, di Giorgio Bocca, di Liberazione e di Sandro Curzi) delle decine e decine di definizioni ingiuriose piovute sulla testa di Giampaolo Pansa quando pubblicò pochi-anni fa II sangue dei vinti …

    Yahoo Answers:

    … Che cosa gli rimproverava la sinistra più conservatrice e aggressiva, quella, come lui la chiama, degli «uomini di marmo»? Semplicemente di aver rotto il tabù delle migliaia di fascisti (o presunti tali, o addirittura, in più di un caso, di antifascisti perfino) brutalmente fatti fuori dai partigiani all’indomani del 25 aprile. Di avere smascherato cioè La Grande Bugia, “il racconto per metà falso (…) dilagato anno dopo anno in centinaia di libri, per migliaia e migliaia di pagine”, “un’immensa tomba destinata a seppellire per sempre la verità” …

    Miglior risposta – Scelta dal richiedente

    … e adesso te ne accorgi?? io sono andato a fare il docente negli USA perchè qui la cultura è ingessata come la verità biancorossaeverde! E’ questo e non i soldi a far scappare da più bel paese del mondoi veri cervelli, quelli che si occupano del pensiero umano; l’Italia è un mondo “culturale” ormai marcio(intendo la cultura antropologica ovvero come la cosietà in cui vivi ti insegna a concepire i fatti gli eventi e le realtà che ti circondano…)
    E non è una questione di schieramenti, si sa benissimo che la cultura(tutta la cultura e l’arte tutta l’arte) fanno parte di un mondo di Sinistra (Gramsci aveva concepito:” prendetevi la cultura e avrete il potere”)…. certo che li hanno massacrati..perchè erano colpevoli di non pensarla come loro e per questo a quei tempi ti sforacchiavano dopo averti(gentilmente e umanamente) messo ad un muro…adesso è peggio perchè TUTTI IN CORO ti sforacchiano isolandoti dal mondo culturale in un tripudio di “civilissimi” fischi ed insulti… ecco perchè hanno istituito le commissioni per i libri di testo, ecco perchè la storia è la materia con i testi più subdoli e noiosi ecco perchè ci saranno molti che si scandalizzeranno delle tue e mie affermazioni… li hanno ebetizzati trasformandoli in quello che volevano incanalando i loro pensieri…allineati e coperti marsh …

    … sto leggendo in questi giorni La grande bugia, Libro sconvolgente. Non mi meraviglia affatto che i sacerdoti della religione resistenzistica si inalberino contro Panza. Per di più costoro hanno dimostrato ,in decenni , di mentire sapendo di mentire. Basti pensare a Curzi ed il suo elogio all’URSS ( roba da internarlo all’istante) scritto alla vigilia della caduta del muro.Consiglio sopratutto ai giovani che si stanno avvicinando al Comunismo , di leggere prima tutta l’opera di Panza , così tanto per farsene un’idea …

    … Gianpaolo Pansa ha scritto la verità ed è ancor più verità dato che è scritta da un uomo di sinistra che non ha mai sconfessato la sua ideologia. Pansa ha scritto quel che in molti, troppi, hanno testimoniato e chi ha avuto accanto coloro che quei giorni li hanno vissuti sa che nelle parole del giornalista vi era una dolente e tremenda verità. La verità però fa male. Curzi e Bocca non sono, tra l’altro, dei fulgidi esempi di imparzialità quindi non potevano che dire peste e corna del collega giornalista reo di aver guardato anche il rovescio della medaglia e di averlo scritto, come disse lui all’epoca, per onestà intellettuale e per non portarsi il peso sulla coscienza delle bugie della sinistra …

    http://it.answers.yahoo.com

  14. Hugo Kolion detto

    Svelata la «Grande Bugia» sui crimini partigiani in Liguria :-(

    di Maria Vittoria Cascino

    Il terzo libro-verità di Pansa svela nuovi particolari sulle vendette a guerra finita

    A Reggio Emilia lo attaccano ferocemente. Lo insultano. C’entra il suo ultimo libro. C’entra quel titolo che affronta a muso duro chi resta di allora e chi gestisce l’oggi. Giampaolo Pansa scrive La Grande Bugia, Sperling&Kupfer, 468 pagine, 18 euro. A Reggio la prima nazionale e l’incursione di militanti antifascisti, «dodici apostoli rossi dalle teste rasate». Dopo gli insulti, la solidarietà del Presidente Giorgio Napolitano. A chiudere il cerchio sul libro che apre riferendo il suo primo messaggio dal Parlamento: «Ci si può ormai ritrovare superando vecchie laceranti divisioni nel riconoscimento del significato e del decisivo apporto della Resistenza pur senza ignorare zone d’ombra, eccessi e aberrazioni». Che chiude riagganciando le stesse parole. Niente. Deflagrazione totale. Pansa non trova più l’avvocato Alberti del Sangue dei Vinti e Sconosciuto ‘45.
    Lo specchio di ritorno è Emma Cattaneo, nipote di Alberti, avvocato anche lei. Un dialogo-pretesto: Pansa attaccato dalla sua stessa parte culturale. Pansa che fa un test «sul grado di tolleranza della sinistra che non esiste più». Pansa che riflette su come per sessant’anni «abbiamo narrato la guerra civile del 1943-45. E la riflessione mi ha suggerito l’immagine de La Grande Bugia». Diario, raccolta di testimonianze, risposta agli attacchi. Ha buttato dentro tutto. Feroce e ironico, Un altro giro di vite. La sua «patria morale è la Resistenza». È cresciuto studiandola. Gli anni negli archivi piemontesi e genovesi. L’incontro con Genny Burlando all’istituto di Genova. Lei, segretaria del Cln clandestino ligure, e il suo sguardo disincantato sui documenti che Pansa annotava. Lei che gli parla delle donne in guerra, «sono loro ad aver patito di più. Sulle ragazze partigiane i fascisti hanno compiuto spesso violenze bestiali. Ma anche i partigiani non sono stati da meno. Se un’ausilaria di Salò finiva nelle mani di una delle nostre bande, quasi sempre la sua sorte era segnata».

    Pansa aggancia gli episodi della sua giovinezza. Rosicchia e accorpa. Che questo approccio alla storia arriva da lontano. Mica roba di ieri. Frammenti dalla redazione del Giorno, dove da retroterra opposti si dialogava. Democrazia. Poi più niente. L’ha fatta grossa col mettere in piazza le voci strozzate nella gola dei vinti. Eccome se gliene hanno dette. Lui ha annotato tutto e adesso risponde a fendenti. A Giorgio Bocca e a Sandro Curzi. Lo zoom sugli «uomini di marmo» di Rifondazione Comunista. Una scuola di pensiero a marce serrate. L’Anpi schierata che stronca il Sangue dei Vinti senza averlo letto. Il ping pong di Pansa che scopre i nervi. Intercalato dagli incontri alle presentazioni dei suoi libri. Con le trasmissioni tivù che misero a confronto gli opposti schieramenti. Con Italo Pilenga, l’imprenditore bergamasco a capo dell’Associazione nazionale famiglie caduti Repubblica Sociale, che a proposito dei 20.000 giustiziati dopo la Liberazione dichiara: «Penso che la cifra si possa raddoppiare. Per esempio per la colonia di Rovegno, Val Trebbia, un documento della questura di Genova parla di seicento fucilati. Ma i corpi recuperati sono metà della metà». Provoca Pansa. Li stana. Con le leggende da sfatare. Sui veri obiettivi del Pci di allora. Su quanti antifascisti davvero ci fossero in Italia. Sulla «zona grigia». Sui contadini del Monferrato che «mica stavano tutti con i partigiani». Sui numeri veri della Resistenza. Spilli. Indizi. Poi la sterzata ancora sulle morti misteriose. Quelle della Sesta Zona partigiana della Liguria. La faccenda di Aldo Gastaldi «Bisagno», il cattolico comandante della Cichero, i suoi scontri con i vertici del partito e la strana morte in un incidente. Giallo su giallo. Pansa recupera i fatti di Bogli, frazione di Ottone, fra l’estate e l’autunno del 1944. Campo di raccolta di prigionieri fascisti. Lo controllava un partigiano «sadico, un po’ pazzo, che si divertiva a torturare le prede che gli erano state date in custodia. Una parte dei prigionieri fu giustiziata nei boschi intorno a Bogli. Li avevano portati a morire sul dorso di muli: non potevano più camminare tanto i loro piedi erano straziati dalle piaghe».

    Poi l’enigma Acquaviva, l’impiegato che ad Asti capeggiava un piccolo movimento alla sinistra del Pci. Morì ammazzato. Altro mistero. Una virata sul 25 aprile e le donne rasate dai partigiani. La ragazzina di 14 anni che viveva in un piccolo centro del Piemonte. Colpevole d’essere figlia di fascisti. Torna a casa per recuperare della biancheria. I partigiani la prendono e uno la rasa in piazza, segnandole il cranio con una svastica rossa. Passano gli anni. Lei diventa medico e si ritrova quel partigiano come paziente. Altro frammento. A darti la misura di quegli anni. Poi di nuovo ad agguantare i signori della Storia. Gli inquisitori del «diavolo revisionista». Pansa tira dentro anche Sergio Luzzatto, genovese, docente di Storia moderna a Torino e stringe sui due cardini del suo pensiero: «l’impossibilità d’una memoria condivisa tra fascisti e antifascisti» e la «condanna netta dell’uso pubblico della storia, fatto da persone che storici non sono». Tutto materiale che ti consegna. Panoramiche più che allargate. Poi la parentesi su chi sera già messo di traverso e il ritratto del «maledetto Pisanò». Ancora linciaggi. Pansa ci sguazza. Un lungo elenco di libri. Due per affondarci mani e piedi e bocca. Tanto basta per La Grande Bugia. La rovescia a fiume. Occhi spalancati sui fatti omessi per anni. Riagguantati ogni volta che la penna gli scappa sulla real-politik. Li ha ancora tutti lì davanti. Gli servono accanto. Gli servono per ignorare chi lo insulta quando vuole raccontarli. Gli servono per scrollarsi di dosso il vestito stretto. Sono la forza per dirla tutta. Senza tregua.

  15. Hugo Kolion detto

    Reggio Emilia, pugni e schiaffi alla presentazione del libro. Lo scrittore: disonorate la Resistenza

    Skinhead di sinistra e partigiani, rissa per Pansa

    REGGIO EMILIA — È la prima presentazione de «La grande bugia. Le sinistre italiane e il sangue dei vinti», il libro in testa alle classifiche. Giampaolo Pansa ha scelto Reggio Emilia, «città di misteri, terra del triangolo della morte», e ha invitato il cronista del Corriere a intervistarlo. L’autore esordisce rievocando quanto è accaduto un anno fa, in questa stessa sala dell’hotel Astoria, al termine della presentazione del suo penultimo libro, «Sconosciuto 1945». «Si alzò un signore sulla sessantina e disse: “Io non mi sento un cittadino di serie A. Sono solo un cittadino di serie B. Perché da sessant’anni cerco le ossa di mio padre, e non le ho ancora trovate».
    In quel momento nella sala entra un giovane dalla testa rasata, scaraventa una copia de «La grande bugia» sul tavolo, si avventa contro Pansa e urla: «Io sono un cittadino di serie A, e lei ha scritto un libro infame per fare soldi sulle spalle della Resistenza! ». Entrano di corsa venti giovani dei centri sociali, alcuni di Reggio, altri venuti da Roma. Lunghi capelli con le treccine, pugni chiusi. Occupano la sala, srotolano striscioni rossi con le scritte «Revisionisti assassini» e «Ora e sempre Resistenza», cantano in coro «Bella Ciao».
    La sala è strapiena, e ognuno reagisce a modo suo. Un gruppo di ragazzi di destra si scaglia contro i contestatori, tenta di strappare le bandiere rosse, volano spintoni e insulti. Ma pure alcuni ex partigiani si ribellano: «Siamo comunisti da cinquant’anni ma siamo qui per ascoltare Pansa, se non lo fate parlare siete peggio dei fascisti!». Altre botte, altri insulti. Dalla prima fila, dove siedono tra gli altri il direttore della Mondadori Gian Arturo Ferrari, quello della Sperling Marco Ferrario, Paolo Pisanò, l’avvocato Odoardo Ascari e l’editorialista di Repubblica Edmondo Berselli, alcuni si alzano per stringersi attorno a Pansa, che però rifiuta di abbandonare la sala: «Sono qui per incontrare i miei lettori reggiani e non mi lascerò intimidire da un gruppo di intolleranti».
    Il cronista del Corriere tenta di convincere i più disponibili al dialogo a leggere un comunicato e andarsene. «La sala è occupata, sarete voi ad andarvene! ». Altri cori di Bella Ciao, minacce, tafferugli con i fotografi. Vengono distribuiti volantini: «Pansa prezzolato/ con l’infamia c’hai speculato». Dalla sala ritmano: «Libertà! ». I ragazzi dei centri sociali urlano: «Viva i fratelli Cervi! Viva Giorgio Bocca!». Coro di «buuu». Pansa tenta di farli ragionare: «Non state rendendo un servizio alla memoria dei partigiani». Alla fine arrivano tre volanti della polizia e la sala viene sgomberata.
    Lungo applauso per Pansa, che a tarda sera può cominciare a parlare. «Sono contento di quanto è avvenuto. Perché indica di quale carica d’odio sia intrisa la vita pubblica italiana, e quanti pregiudizi ideologici facciano velo al dibattito libero sulla storia. L’importante è comportarsi come abbiamo fatto noi stasera: restare calmi, non lasciarci intimidire, e rendere ognuno libero di esprimere la sua opinione. Loro, e noi».

    Aldo Cazzullo

    http://www.corriere.it

  16. Hugo Kolion detto

    «LA GRANDE BUGIA» di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

    la Resistenza e i Miti da Sfatare

    Un libro «vergognoso, non revisionista ma falsario», «una vergognosa operazione opportunista», «libro vergognoso di un voltagabbana», «una cinica operazione editoriale»: sono solo quattro (rispettivamente di Aldo Aniasi, di Giorgio Bocca, di Liberazione e di Sandro Curzi) delle decine e decine di definizioni ingiuriose piovute sulla testa di Giampaolo Pansa quando pubblicò pochi anni fa Il sangue dei vinti. Che cosa gli rimproverava la sinistra più conservatrice e aggressiva, quella, come lui la chiama, degli «uomini di marmo»?
    S emplicemente di aver rotto il tabù delle migliaia di fascisti (o presunti tali, o addirittura, in più di un caso, di antifascisti perfino) brutalmente fatti fuori dai partigiani all’indomani del 25 aprile. Di avere smascherato cioè La Grande Bugia , «il racconto per metà falso (…) dilagato anno dopo anno in centinaia di libri, per migliaia e migliaia di pagine», e diventato «un’immensa tomba destinata a seppellire per sempre la verità della guerra civile italiana: quella stessa Grande Bugia che dà il titolo al libro che Pansa ha appena mandato in libreria (Sperling & Kupfer editori, pp. 469, 18).

    Si tratta in un certo senso del completamento del Sangue dei vinti. Sia perché aggiunge nuovo materiale (nuovo perlomeno per il grande pubblico) sui delitti efferati che dopo la Liberazione insanguinarono per mesi alcune zone del Paese, tra l’altro con molte vittime svanite nel nulla non essendosene mai più trovati i corpi (nella sola provincia di Reggio Emilia la cifra oscilla intorno ai 130-140!); sia perché in queste pagine Pansa cerca di spiegare le ragioni a suo avviso di quella mattanza, e insieme il perché della furibonda volontà di mantenere in piedi ancora oggi la menzogna di cui sopra.

    Sulle ragioni della mattanza il nostro autore non ha dubbi. Si trattò di «un’operazione pianificata messa in atto da veri e propri squadroni della morte». Non si può attribuire alcun valore, insomma, alla spiegazione / giustificazione avanzata mille volte da quando la verità ha cominciato a farsi strada e che a un dipresso suona così: «Che c’è da scandalizzarsi? Si sa, le guerre civili mica possono finire d’un tratto. Esse si lasciano sempre dietro una scia di odi che dura a lungo». Già, ma come spiegare allora – se lo è chiesto per primo Paolo Mieli – il fatto che a questa, chiamiamola così, vischiosità della guerra fossero sensibili solo i partigiani comunisti? Non risulta neppure un caso, infatti, di un commando azionista, socialista o cattolico, che settimane e settimane dopo la fine delle ostilità si sia recato a casa di qualcuno o lo abbia aspettato dietro una siepe, lasciandolo stecchito o facendone scomparire per sempre anche il cadavere. Ripeto, neppure un caso: come mai?

    Invece tutti i casi che conosciamo riguardano assassini commessi da uomini delle formazioni comuniste ai danni di persone che seppure avevano talvolta, ma solo talvolta, degli insignificanti trascorsi fascisti, si segnalavano soprattutto per rappresentare posizioni politiche o di classe potenzialmente ostili a quelle rappresentate allora dal Partito comunista. A cominciare da esponenti anticomunisti dello stesso mondo partigiano, come il popolarissimo comandante della divisione Cichero, Aldo Gastaldi, detto Bisogno, ventiquattrenne ex sottotenente del Genio, che nella primavera del ’45, ci racconta Pansa, protesta sempre più duramente contro l’egemonia del Pci nelle file delle bande nonché la sua strumentalizzazione della Resistenza («Un giorno – scrive – dovremo vergognarci di essere scesi a Genova alla loro testa»), e alla fine trova la morte in un «inverosimile incidente stradale» subito dopo la Liberazione.

    Del tutto ragionevolmente a parere di chi scrive, Pansa è convinto che i delitti riferibili ai membri delle formazioni comuniste non fossero per nulla casuali, bensì che dietro di essi vi fosse un disegno più o meno compiuto e consapevole di conquista del potere; perlomeno che un tale disegno vi fosse in settori significativi del partito, specie nel Nord, i quali non intendevano affatto la Resistenza come una guerra contro nazisti e fascisti, ma soprattutto come una guerra di classe destinata a sfociare in un regime socialista di tipo sovietico.

    Dunque, l’immagine della Resistenza dominata dalla dimensione antifascista e combaciante sostanzialmente con essa è la prima delle «leggende da sfatare» che secondo l’autore costituiscono a loro volta la «Grande Bugia» che la sinistra ha finito per far credere al Paese. Le altre quattro sono: che la repubblica di Salò non abbia avuto una consistente e convinta base di massa; di converso che la Resistenza sia stata davvero una «lotta di popolo» con i contadini in particolare tutti schierati con i partigiani; che non ci sia stata – come invece c’è stata, e come! – una vasta «zona grigia» di attendisti, e infine è pure un’assoluta leggenda, secondo Pansa, quella che continua a chiamarsi «l’unità politica della Resistenza». La quale fu invece attraversata da rivalità e contrapposizioni anche feroci: «Tutti diffidavano di tutti, leggiamo, i comunisti volevano imporre la loro supremazia. E quasi sempre ci riuscivano. Gli altri si difendevano con durezza. Il braccio di ferro è stato continuo, senza pause. E spesso si è lasciato alle spalle dei morti. Ossia partigiani uccisi da partigiani». Pur essendo sempre stato e continuando ad essere un uomo di sinistra, Pansa non esita a definire l’antifascismo della vulgata storica alimentata dalla sinistra con le leggende ora dette una «ideologia proterva». Ideologia che per mantenersi in vita è ricorsa sempre più spesso negli ultimi anni ad uno strumento in particolare (di cui il nostro autore ha fatto le spese come pochi altri): l’accusa di «revisionismo», «un’arma contundente» usata senza scrupolo contro chiunque rifiutasse di credere alla «Grande Bugia».

    Ma perché, ci si può chiedere, la sinistra si è trovata costretta a dover «campare di antifascismo», come scrive icasticamente Pansa: dell’antifascismo di una vulgata così bugiarda? a puntare su una costruzione ideologico-retorica così priva di basi reali? La sua risposta è che ciò è dipeso in parte dall’arroganza della sinistra stessa, congenitamente incapace di riconoscere i propri torti, ma soprattutto dal suo rifiuto di tenere nel minimo conto le ragioni degli «altri», dei fascisti, e dunque dalla conseguente necessità di operare una costante manipolazione / negazione dei fatti al fine di nascondere la verità. Personalmente spingerei lo sguardo più lontano. Sono convinto, infatti, che l’origine prima della vulgata resistenzial-antifascista sia stato (oltre l’ovvia necessità di nascondere lo sporco sotto il tappeto) il tante volte sottolineato bisogno del Partito comunista di trovare una legittimazione nella nascente democrazia italiana che la sua natura totalitaria gli negava.

    Grazie all’egemonia culturale questo orientamento ha fondato un vero e proprio luogo comune, un topos storiografico, a cui hanno supinamente acceduto tanti altri, che oggi tuttavia, credo, viene difeso con aggressività smisurata per una ragione diversa da quella originaria.

    In realtà l’antirevisionismo odierno, infatti, rappresenta un momento essenziale della battaglia della sinistra per continuare a pensare se stessa come detentrice del monopolio del Bene. Ma solo se trova ogni volta qualcuno da dipingere come portabandiera del male, la sinistra, nata storicamente all’insegna di un forte rapporto con esigenze di tipo etico, continua a poter nutrire la sua illusoria certezza di essere buona o comunque migliore in modo sostanziale dei propri avversari. Cattivo è ovviamente chiunque non condivida il suo pensiero medio, i suoi pregiudizi e i suoi tabù, e siccome il fascismo è altrettanto ovviamente il prototipo del male, ecco perché – specie in anni in cui lo sgretolamento ideologico ha reso sempre più scarsi i nemici reperibili sul mercato interno (con la fortunata eccezione di Berlusconi) – ecco perché i «revisionisti» vengono automaticamente qualificati come «fascisti» più o meno mascherati, comunque dei poco di buono in qualche modo collusi con il potere cattivo.

    Anche così, anche con questi metodi, si è costruita quell’egemonia il cui successo consolidatosi negli anni spiega perché – come scrive Pansa, che l’ha imparato a proprie spese – nello scontro polemico è sempre meglio avere per nemica la destra piuttosto che la sinistra (…) La destra ha poche armi, pochi giornali, poche case editrici. Pochi clan intellettuali che contano. (…) La sinistra, invece, possiede tutto ciò che manca alla destra: una capacità di fuoco capace di stroncare chiunque». Soprattutto, nella guerra per la memoria del Paese essa ha dalla sua la stragrande maggioranza della storiografia accademica. La quale, non per nulla, a suo tempo è scesa massicciamente in campo contro Il sangue dei vinti e il suo autore. Ricorrendo alle più svariate motivazioni: da quella pregna di boria professorale che i libri di Pansa «non sono libri di uno storico» (Angelo D’Orsi: come se contasse questo e non già la verità delle cose dette), a quella di fornire «benzina per nuove molotov contro l’antifascismo e la Resistenza» (sempre D’Orsi), a quella di scrivere al solo scopo di «suscitare orrore e ripugnanza» (Giovanni De Luna), all’accusa di avere indebitamente alimentato «il piagnisteo sul sangue dei vinti» (Sergio Luzzatto).

    La sinistra di tradizione comunista o che in essa è confluita cerca insomma di difendere a tutti i costi l’idea che il binomio antifascista-Resistenza (ivi inclusa l’analisi storica di entrambi) debba essere una sorta di suo appannaggio personale in quanto parte della sua specifica identità e – essa vorrebbe far credere – solo della sua. Ma per fortuna non è così. In quanto espressione e impegno per la libertà, antifascismo e Resistenza sono conseguenza naturale di ogni fede democratica e non sopportano né pudori né clericalismi ideologici di alcun tipo. Contribuisce davvero a rafforzare quella fede perciò non chi si straccia le vesti sui suoi supposti dogmi, ma quelle personalità libere, come è appunto Giampaolo Pansa: un giornalista, sì un semplice giornalista (e sono sicuro che a lui piace essere definito solo così), che tuttavia, per restituire agli Italiani la verità sul loro passato ha fatto molto, molto di più di tanti storici di professione.

    http://www.treviattiva.it

  17. enrico manetti detto

    Ciao ernesto,visto gli ultimi avvenimenti il partito democratico mi sembra una chimera!!!!!

    La coalizione di CS ogni due giorni deve fare una revisione urgente…SARA’ MA IO NON CI CREDO CHE CON QUESTA COMPOSIZIONE SI POSSA FARE IL PARTITO DEI DEMOCRATICI LIBERALI E PROGRESSISTI….qui qualcuno rivorebbe si ma la rinascita URSS di Stalin per accentrare il potere sulla nomenklatura, e ripristinare la burocrazia del Partito comunista quello che sta accadendo è la volontà della sinistra radicale e non dei riformisti…. speriamo che ci risparmino almeno le “grandi purghe” e i Gulag…ANZI SPERIAMO CHE CASCHINO ALLA SVELTA SPACCANDOSI LE ALI…. E SI VADA DIRITTI VERSO IL PARTITO DEMOCRATICO.

    Ciao Enrico

  18. @ enrico manetti

    Ciao enrico, concordo con la tua sintesi, siamo in una fase di transizione politica….qui l’unico collante è quello della seggiola non mi sembra che ci siano progetti chiari di dove si vuole andare e con chi.

    Io credo che D’Alema stia facendo cuocere a fuco lento Prodi…per fare si il Partito democratico…ma con una forte presenza dei partiti!!!!

    ALLORA AMICO MIO NIENTE SARA’ CAMBIATO SE NON IL NOME.

    ernesto

  19. @ Hugo Kolion

    Ugo amico mio vedo che ti sei messo di buzzo buono come dicono dalle mie parti.

    Che dire concordo con te del resto l’avevo già scritto nel post la grande bugia 

    Ti do l’indirizzo di un quotidiano Web se non lo conosci penso che ti farà piacere….

    terzarepubblica quotidiano della società aperta
    ernesto

  20. cicerone detto

    Monito del presidente della Camera sulla riforma previdenziale

    Il ministro Damiano: “Serve flessibilità. Lo scalone non è compatibile”

    Pensioni, Bertinotti all’Unione
    “Il programma è vincolante”

    La replica del presidente della Camera al ministro Chiti

    (“il programma non è il Vangelo”):

    “Il mandato degli elettori va rispettato”.
    E, secondo il Prc, la riforma delle pensioni non è prevista nel documento sottoscritto dai partiti di centrosinistra

    Fonte: La Repubblica
    *******

    Ernesto io no so come la vedi tu, ma io il partito democratico lo vedo sempre più lontano….magari mi sbagli e ne sarei anche contento.

    Comunque io lo vorrei aperto a tutti con obbligo delle primarie.

    cicerone

    ( ma che è successo da grillo non ti leggo più)

  21. Caro cicerone, tu lo vorresti come me il partito democratico, ma credo anche come tante altre persone.
    Per quanto riguarda il caos che c’è in giro fra i vari partiti…. non ti preoccuprae ora, il bello deve sempre venire; tutto uno puole fare, ma una cosa la vita ci insegna, l’incompatibilità di anima e di carattere sono incontrollabili per lungo tempo.

    Per quanto riguarda il blog di grillo è vero, da un po di tempo non posto più i commenti come una volta, il fatto è che sono impegnato con il lavoro e quel poco di tempo che mi resta lo uso per postare sul blog del Listone, o su quello dell’associazione Confronto che si occupa di tematiche specifiche della mia città, Livorno.

    Nell’attesa di rileggerti qui o altrove ti saluto.

    ernesto scontento

  22. Ignazio scilla detto

    ERNESTO!!!!!!!!!!! MA TU CI SPERI SEMPRE AL PARTITO DEMOCRATICO?????
    DAI RETTA LASCIA PERDE CHE TE FANNO MALE QUESTI.

  23. la gatta detto

    Io non lo vedo proprio il partito Demoratico, la difesa dei diritti dei più deboli è legata alle forse della sinistra!!!! QUELLI CHE SCENDONO IN PIAZZA SENZA TIMORI.

    Ti saluto erni stammi bene.

  24. @ Ignazio scilla Dice: Novembre 6th, 2006

    Certo Ignazio che ci spero!!!!anzi per la verità ormai sono anni che mi sento un senza tetto.

    @ la gatta Dice:Novembre 6th, 2006

    Ma come sei acida gatta….ogni tanto cerca di graffiare,ma poi fatti accarezzare che è meglio.

    Grazie ad entrmbi per la vista ernesto

  25. Hugo Kolion detto

    Il prezzo delle palle raccontate è pagato non da chi le racconta, ma da chi ci crede … Piera Graffer :-)

  26. Hugo Kolion Dice:Novembre 7th, 2006 a 6:43 pm
    Il prezzo delle palle raccontate è pagato non da chi le racconta, ma da chi ci crede … Piera Graffer
    ****
    HUGO AMICO MIO, MA QUELLA P VA INTERPRETATA????
    DalBeppe c’è Gino che sta combattendo la battaglia a stelle e striscie….speriamo che legga il commento che gli ho lasciato di passare a trovarci.
    ernesto
    PS: in settimana ti mando una Mail.
    Se ti capita il Tirreno di domenica, alla pagina voce dal web,trovi un mio commento pubblicato.

  27. Hugo Kolion detto

    :-)

    … Cara bassi nei paesi dove l’istruzione è di gran lunga migliore della nostra i genitori si comporatno nella medesima maniera dei genitori italiani ,ma li la scuola funziona :-)

    … Cercare di giustificare L’andazzo non giova a nessuno ,neppure a LEI ,comunque difendere la pagnotta è un suo diritto …

    GINO SERIO( the original :-) 13.11.06 18:59

    Puro vangelo il tuo, Gino (e bentornato :-)

    Un certo malcostume fa si che da noi gli orologi non sono sincronizzati con quelli del presente, alias laddove viene prodotto progresso senza se ne ma … quindi senza alcun manifesto sotto il braccio ma in compenso con i fatti alla mano !

    Gli insegnanti da noi invece (non tutti ma quasi) sono scadenti … e non sono io a dirlo ma l’Indagine internazionale OCSE-PISA che classifica la nostra scuola come una delle peggiori (nonostante la spesa per alunno fosse il doppio di quella tedesca :-(

    I risultati globali italiani sono allarmanti. Gli esiti dell’istruzione italiana rivelati da quest’indagine comparata, frutto di una delle più importanti imprese scientifiche sul piano mondiale nel settore scolastico, dimostrano che la nostra scuola non fa assolutamente quanto dovrebbe.

    Esempio: nella prova di matematica, il campione italiano è nettamente al di sotto della media OCSE e si colloca al quart’ultimo posto, il 25esimo tra i 29 paesi dell’OCSE considerati. Peggio dell’Italia figurano solo i seguenti paesi dell’OCSE: Portogallo, Grecia, Turchia e Messico.

    Inoltre, da noi troppi insegnanti (il doppio della media UE) che lavorano troppo poco … ma che in compenso ci mangiano persino la carta igienica nei cessi (infatti, non è la prima volta che una delle mie bambine ha dovuto portare a scuola un rotolo) …

    Domanda: come mai tutto questo andazzo?
    Domanda di riserva: come mai ci sono ancora certi partiti da museo come per esempio quello comunista?

    Risposta: deficit culturale in tutti i sensi ! Viva la scuola che ci insegna …

    Hugo Kolion 13.11.06 19:42

    http://www.beppegrillo.it/2006/11/w_la_scuola.html

  28. Hugo Kolion detto

    Giovi Ahoi !

    Passavo per caso e ti trovo qui, in piena mission impossible, alias a voler fare entrare un po’ d’aria fresca in qualche cervellino-stanzino dalle pareti colore rosso …

    Peccato però, che in certi stanzini manchi sempre l’essenziale, proprio come in quei negozi diventati poi famosi per essere stati sempre pieni di gente (e speranze) ma vuoti di merce …

    Ah, dimenticavo … ma questi negozi non erano di casa dietro la cortina di ferro, alias laddove si divideva proprio tutto, in primis la miseria?

    Si?

    Ma allora che ci fanno ancora qui tutti sti Stali-nani a difendere l’infendibile?

    Vedi caro amico?

    Fatti una risata e lascia perdere, questi non sanno ancora che Stalin è morto :-) te lo do io il sabato delle salme !

    (commento non certificato + non ancora censurato :-) ma va a …

    Hugo Kolion 05.12.06 16:34

    Posted: http://www.beppegrillo.it/2006/12/il_sabato_delle.html

    Hugo link to: http://capek.misto.cz/english/communist.html

    Why I am not a Communist …

  29. Hugo Kolion detto

    Ernesto, grande articolo …

    Che Guevara Horror Picture Show
    di Jay Nordlinger*
    da Ideazione, marzo-aprile 2005

    A volte ho la sensazione che Che Guevara sia ritratto su più oggetti di Topolino. Parlo di magliette e simili (ma soprattutto magliette). Un artista ha avuto l’ispirazione di combinarli: ha messo le orecchie di Topolino su Guevara. Non deve piacere molto ai fans di quest’ultimo. Il mondo è inondato da accessori del Che ed è un’offesa continua alla verità, alla ragione e alla giustizia (un bel trio). I cubani-americani rimangono sconcertati da questo fenomeno, come altre persone dotate di un po’ di decenza e di consapevolezza. Una reazione contro la glorificazione del Che esiste, ma è minima se paragonata al fenomeno stesso. Un cambiamento di tendenza contro Che Guevara richiederebbe una rieducazione massiccia, cosa che il vecchio comunista apprezzerebbe molto.

    I suoi gadgets si trovano nei posti più insospettabili. Ma forse la cosa non è poi così sorprendente. La New York Public Library ha un negozio di articoli da regalo dove, fino all’altro giorno, vendevano un orologio con la faccia del Che e la parola “Revolution”. La pubblicità diceva: «La rivoluzione è uno stato permanente con questo intelligente orologio con la classica immagine romantica di Che Guevara, intorno alla quale gira (revolves, ndt) la parola “rivoluzione”». Veramente intelligente. Che una delle più prestigiose biblioteche del mondo debba vendere un articolo che decanta un brutale criminale non era niente di nuovo, ma alcuni cubani-americani, e pochi altri, hanno reagito. Avendo saputo dell’orologio, molti hanno scritto alla biblioteca, implorando i suoi funzionari di rientrare in sé. Un cubano-americano, cercando di fare leva sulle vecchie sensibilità americane, scriveva: «Vendereste orologi con le immagini del Gran Dragon del KKK?”». Ricordò anche che la Cuba comunista, che Guevara contribuì enormemente a fondare e modellare, è particolarmente dura con i bibliotecari. Il movimento delle biblioteche indipendenti è stato brutalmente represso e alcuni dei più autorevoli prigionieri politici provengono da quel movimento.

    E però non c’è praticamente alcuna solidarietà fra i bibliotecari del mondo libero e i bibliotecari di Cuba, o aspiranti bibliotecari. Un anno fa il sostenitore dei diritti civili Nat Hentoff “ha rinunciato” – parole sue – al premio conferitogli dall’American Library Association, perché l’istituto trattava freddamente i cubani, preferendo parteggiare per l’amato tiranno “socialista”, Castro. In ogni caso, proprio prima di Natale la New York Public Library ha ritirato l’orologio, senza rilasciare nessuna dichiarazione.

    La nebbia del tempo e la forza dell’anti-anti-comunismo hanno oscurato il vero Che. Chi era costui? Era un rivoluzionario argentino che prestò servizio come tagliagole principale di Castro. Era particolarmente infame perché dirigeva le esecuzioni sommarie a La Cabãna, la fortezza che fungeva da mattatoio. Gli piaceva amministrare il colpo di grazia, il proiettile nella nuca. E amava far sfilare la gente sotto El Paredón, il muro rosso di sangue contro il quale furono uccisi tanti innocenti. Inoltre, istituì il sistema di campi di lavoro dove innumerevoli cittadini – dissidenti, democratici, artisti, omosessuali – soffrivano e morivano. Stiamo parlando del gulag cubano. Uno scrittore cubano-americano, Humberto Fontova, descrisse Guevara come «una combinazione fra Beria e Himmler». Antony Daniels, in vena di spiritosaggini, disse: «La differenza fra [Guevara] e Pol Pot era che [il primo] non aveva studiato a Parigi».

    E tuttavia, uno degli uomini più illiberali viene esaltato dai “liberal”. Come Paul Berman recentemente ha riassunto su Slate: «Il Che era un nemico della libertà ed è stato eretto a simbolo della libertà. Ha contribuito ad istituire un sistema sociale ingiusto a Cuba ed è stato eretto a simbolo della giustizia sociale. Si è schierato per le antiche rigidità del pensiero latino-americano in versione marxista-leninista ed è stato esaltato come un libero pensatore e un ribelle».

    Quelli che conoscono, o ai quali importa, la verità su Guevara, hanno spesso la tentazione di abbandonarsi alla disperazione. Il sito web del nostro National Institutes of Health lo descrive in questo modo: un «fisico e combattente per la libertà argentino». Guevara era un fisico più o meno come Ceausescu era un chimico. Per quanto riguarda il combattente per la libertà… ancora una volta la tentazione di abbandonarsi alla disperazione è forte.

    E tuttavia, i cubani-americani e i loro amici non cedono del tutto, come abbiamo visto per la New York Public Library. Ecco un altro caso: non molto tempo fa la Burlington Coat Factory, un gigantesco rivenditore di abbigliamento, ha lanciato uno spot televisivo con un teenager che indossava una maglietta di Guevara. Il titolo dello spot era – sentite questa! – “Valori”. Gli anti-comunisti hanno organizzato boicottaggi, picchettaggi, hanno scritto lettere e l’azienda ha ritirato la maglietta, ma non prima di aver definito gli attivisti “provocatori”, “fanatici” e “estremisti”. (L’azienda deve modernizzarsi: il termine castrista preferito per i democratici e i sostenitori dei diritti umani è gusanos, “vermi”).

    Intanto, a Los Angeles, un negozio chiamato La La Ling, vende una maglietta con Guevara per bebè; anzi, in realtà è una tutina. La pubblicità dice testualmente: «Consigliato dalla guida allo shopping delle vacanze del Time Magazine, “Viva la revolution [sic]!” Ora anche i più piccoli ribelli possono esprimersi con questa fantastica tutina. Questa classica icona di Che Guevara è disponibile anche su magliette a maniche lunghe in taglie da bambino… Lunga vita al ribelle dentro di noi… non c’è un’icona più cool di quella del Che!».

    Chi potrebbe obiettare? Nonostante le proteste, il negozio ha tenuto duro. Il suo proprietario ha detto al Sun-Sentinel della Florida: «[La tutina] è uno dei nostri articoli più venduti. In questo momento l’immagine del Che è semplicemente trendy… Non credo che la maglietta venga comprata per la politica attuata da Guevara. Ho un negozio per bambini e ai miei occhi si tratta solo di una maglietta».

    Gradi di colpa

    Proprio qui sono racchiuse alcune delle questioni chiave. Sembra ovvio che alcune persone sappiano cosa stanno esaltando e altre no. Essendo cresciuto ad Ann Arbor nel Michigan, ho visto molto spesso la faccia del Che e, nella stragrande maggioranza dei casi, quelle persone sapevano cosa stavano facendo: apprezzavano le posizioni di Guevara. Altre sono totalmente inconsapevoli. Altre ancora sono forse semi-inconsapevoli e vogliono esprimere semplicemente sdegno o provocazione o palesare il proprio anticonformismo. (In realtà ad Ann Arbor indossare il Che significava conformarsi). L’attrice Margaret Cho si è fatta ritrarre in posa alla Guevara per il suo “Cho Revolution” tour. Il pugile Mike Tyson si è fatto tatuare Guevara sul torso, quando si è sentito vittima di torti. E l’estate scorsa, si poteva trovare il Che alla fiera dello Stato del Minnesota: era ritratto con i semi. (Come, non avete mai sentito parlare di arte dei semi?)

    Una delle più nauseabonde recenti celebrazioni di Guevara ha avuto la forma di un film, The Motorcycle Diaries, il cui produttore esecutivo era Robert Redford (uno dei più devoti apologeti di Castro che esistono a Hollywood, non so se mi spiego). Al Sundance Festival il film è stato accolto da una standing ovation. Per commentare questa disgustosa agiografia e distorsione, mi limiterò a citare Tony Daniels: «È come se qualcuno facesse un film su Adolf Hitler descrivendolo come un vegetariano che amava gli animali e voleva combattere la disoccupazione. Sarebbe tutto vero, ma piuttosto poco pertinente». Sta per uscire un altro film su Guevara, diretto da Steven Soderbergh. Possiamo immaginarne il contenuto dal materiale pubblicitario: «Combattè per il popolo». Ma certo. Di recente un importante cubano-americano ha pranzato con un attore famoso e potente per discutere la possibilità di fare un film, che raccontasse la verità su Guevara. L’attore era completamente d’accordo, ma diceva che semplicemente non si poteva fare: Hollywood non lo avrebbe permesso.

    A parte le proteste o i boicottaggi occasionali, c’è un po’ di reazione alla moda Guevara: in forma di magliette o contro-magliette, se preferite. (Sì, in un certo senso l’anti-comunismo è contro-culturale). Su una maglietta c’è l’immagine di Guevara barrata da una linea diagonale e le parole «I comunisti non sono cool». Su un’altra c’è Guevara in un mirino (violento, troppo nello stile del Che). Su un’altra ancora, sotto l’immagine, c’è la scritta: «Non ho idea di chi sia questo!». Su una quarta maglietta c’è un campo di esercitazione con Guevara ornato di strass e la scritta «Liberache» (ache: dolore, ndt).

    Il Centre for a Free Cuba di Washington D. C. produce una maglietta molto più seria. Davanti c’è Guevara con la scritta Cuba libre nei capelli; dietro sono elencati i prigionieri politici cubani, comprese le loro condanne. In Francia lo straordinario gruppo Reporter senza Frontiere ha preso un’immagine molto nota in quel paese: un poliziotto che brandisce un manganello e uno scudo. Ma, al posto della faccia del poliziotto, c’è quella di Guevara con sotto la scritta: «Benvenuti a Cuba, la più grande prigione per giornalisti del mondo». Una donna, Diane Díaz Lopez, si è opposta: è la figlia di “Korda”, il defunto fotografo cubano che scattò “l’immagine iconica” del Che. Pare che sia una marxista a oltranza. Ha portato in tribunale Reporter senza Frontiere e ha vinto. Così hanno dovuto abbandonare quella particolare tattica.

    Fra tristezza e rabbia

    Alcune persone conserveranno sempre un sentimento romantico per Guevara e per la rivoluzione cubana. Per loro Guevara era un vero uomo, non una pappamolla liberal, uno intransigente: con una volontà così pura da fare quello che era necessario. Un anti-comunista che conosco ha chiesto a una sua amica perché ammirava Guevara. Gli ha risposto: «Non si è mai venduto». Frank Calzón, direttore esecutivo del Center for a free Cuba, dice: «Sì, Guevara era “coraggioso” e “impegnato”. Anche molti rapinatori di banche lo sono». Prima della guerra in Iraq, ho chiesto a Bernard Kouchner, il grande filantropo e politico francese, come mai molti dei suoi compatrioti sembravano entusiasti di Saddam Hussein. Mi ha risposto che il loro entusiasmo per Saddam era simile al loro attaccamento al Che: un modo per esprimere anti-americanismo (in breve), a prescindere dai fatti su questi due uomini. Ma per i cubani-americani, i fatti non sono una cosa trascurabile. Immaginate di essere uno di loro e di vedere tutt’intorno a voi immagini che esaltano Guevara. Immaginate – peggio – di essere figlio di qualcuno che Guevara ha giustiziato personalmente. Negli Stati Uniti ci sono queste persone. O immaginate – ancora peggio – di essere un prigioniero politico cubano e di sapere che, in paesi liberi, un sacco di persone portano il Che sul petto.

    Se si chiede ai cubani-americani cosa provano, parleranno subito di Hitler e dei nazisti: nessuno venderebbe o sfoggerebbe gadget che esaltano quelle bestie; che differenza c’è, proporzioni a parte? Otto Reich è un cubano-americano che ha molto riflettuto su questa cosa. È stato funzionario con gli ultimi tre presidenti repubblicani ed è fuggito da Cuba; suo padre era fuggito dall’Austria nazista. Reich dice: «La prima reazione [nel vedere un capo d’abbigliamento con il Che] è la repulsione. Il secondo è più simile alla pietà, perché quelle persone non hanno la più pallida idea di quello che fanno».

    Ronald Radosh ha raccontato di un attivista democratico di Hong Kong. Nella sua ingenuità, quest’uomo – Leung Kwok-hung, soprannominato “Capellone” – va in giro con una maglietta di Guevara. Come sottolinea Radosh, Guevara sarebbe orripilato da quest’uso della sua immagine e «favorirebbe l’immediato arresto [di Capellone] come contro-rivoluzionario, se non una pronta fucilazione da parte del plotone di esecuzione». E da una mia conoscente che insegna alla scuola americana in Giappone, ho sentito raccontare: «Immaginatevi lo shock, quando la settimana scorsa ho visto un mio alunno di quattro anni venire a lezione con una felpa, che aveva quell’immagine del Che sovrapposta alla bandiera americana. È un bambino simpatico e chiaramente non sapeva di cosa si trattasse, ma semplicemente stare nella stessa stanza con quella maglietta mi metteva a disagio. Diavolo, solo sapere che quella maglietta esiste in una taglia che va a un bambino di quattro anni mi metteva a disagio». È chiaro che la mia conoscente non ha mai visto la tutina.

    Un’ultima storia: qualche settimana fa l’Hartford Courant ha pubblicato la foto di una matricola del Trinity College che protestava contro l’esecuzione di un serial killer. Aveva un cartello che diceva: «Perché uccidiamo chi uccide per dimostrare che uccidere è sbagliato?». E indossava un cappello alla Che Guevara! Quando si dice mandare messaggi contraddittori. Alcuni si consolano con il fatto che Guevara, il comunista che voleva distruggere tutto quello che era capitalista, è diventato un bene di consumo. Ma si tratta di una magra consolazione, perché la glorificazione senza fine di questo criminale è, sì, un’offesa alla verità, alla ragione e alla giustizia. Pensate a chi potrebbe prendere il suo posto sulle magliette; per esempio Oscar Elías Biscet, uno dei detenuti di lungo corso di Castro. È un democratico, un fisico – uno vero – ed è afro-cubano (se a qualcuno interessa). Ha dichiarato che i suoi eroi sono Gandhi e Martin Luther King. Non solo merita di essere celebrato, ma un po’ di pubblicità potrebbe anche servirgli. Ma niente.

    Senza dubbio, parte del culto di Guevara è dovuto alla bellezza fisica (anche se credo che Biscet sia abbastanza attraente, nonostante gli anni di sadiche violenze subite). Più di un anti-comunista si è lamentato del fatto che gli zigomi del Che hanno fatto battere milioni di cuori e crollare milioni di coscienze. Tony Daniels cita un intimorito giornalista britannico che incontrò Guevara all’ambasciata sovietica dell’Havana nel 1963: “Era incredibilmente bello”. Povero Stalin, così tarchiato e butterato. Avrebbe potuto diventare una star.

    Guevara, però, ha un po’ di competizione da quando alcune celebrità americane sono state viste con magliette del Subcomandante Marcos. Chi è il Subcomandante Marcos? Grosso modo il Che messicano, anche se sembra poco probabile che riesca a superare Guevara, la cui perpetua esaltazione è uno dei fenomeni più dolorosi e irritanti dell’era moderna.

    14 marzo 2005

    traduzione dall’inglese di Barbara Mennitti

    http://www.ideazione.com

  30. GINO SERIO detto

    Ciao ERNESTO ciao HUGO e a tutti gli amici del blog ;-)

    C’è in agguato un PERICOLO AMICI miei .

    Ci stanno sviando , ci stanno dribblando , ci stanno prendendo per il CULO in poche parole
    DEAGLIO , Le varie MENIFESTAZIONI ,I MALORI ECC.

    Si è gia rimessa in moto la macchina democristiana più pericolosa , più subdola , più articolata di prima :-)

    Mi viene da pensare di tutto :-) Non cadiamoci un’altra volta , CASINI , RUTELLI , BUTTIGLIONE ,MASTELLA , PRODI .

    Fonderanno il grande partito di centro per dare agli italiani un’alternativa L’ENNESIMA che sta volta ci farà affondare del tutto , regalandoci la SECESSIONE :-)

    Ricordi HUGO ho sempre sostenuto anche quando la politica non mi interessava più di tanto ,che abbiamo bisogno di un GIOVANE maschio o femmina non importa basta che porti idee nuove ,idee fresche .

    Ernesto perchè non chiedi ai tuoi blogger cosa pensano a riguardo ?

    Mi sa che il partito DEMOCRATICO per modo di dire lo fonderanno proprio questi MARPIONI .

    CIAO .

  31. Hugo Kolion detto

    Sindacati & Co., risposta mail Giovi Alitalia

    C’è un solo motivo, sempre se si vuole andare all’origine del problema Italia: sottocultura che favorisce credenze di ogni genere e quindi anche le ideologie, oggi (nonstante fallimento) in prima linea è rimasta quella rossa. Gli scioperi continui non sono organizzati per aumentare i diritti (altrimenti figuriamoci se dopo 60 anni di lotte un tranviere non beccherebbe quanto un suo collega che vive in Francia o in Germania), ma bensì per contrastare ogni forma politica diversa dalla propria.

    L’ideologia rossa nell’immediato dopoguerra non è riuscita a raggiungere il primato assoluto, quindi si è data alla lotta, in poche parole si è infiltrata nella società e nelle istituzioni per destabilizzare il paese. Dall’altra parte una forza (in prevalenza) oscura a contrastarla, un mix tra cosche mafiose, servizi segreti e intrallazzi politici di terza categoria.

    Fessi contro scemi o furbi contro scaltri, ma ormai nulla più importa volerci vedere chiaro o magari approfondire perché la storia ci ha già ampiamente confermato che questa è e rimane sempre una lotta tra ignoranti e quindi mai nulla di positivo porterà. Un girotondo eterno questo, la spinta di poli opposti ma tutti negativi, e qui la fisica ci insegna che da soli non si fermeranno mai.

    La tattica usata dai rossi è stata semplice – come i neri, i furbi e certe cosche – hanno sfruttato il deficit culturale di un popolo che da secoli soffre un complesso di inferiorità causa pigrizia mentale … perché non c’è paese nella sfera del benessere che abbia aderito prima alle cosche mafiose di ogni tipo e poi anche a tutte e due le ideologie, quella nera e quella rossa, se non il nostro.

    Il paese oggi soffre ancora le conseguenze della propria sottocultura, ormai sono secoli che come un adolescente immaturo tenta di entrare nel mondo dei grandi senza pagare il biglietto d’entrata … e come un adolescente immaturo reagisce con rabbia quando ciò non gli riesce. E come un adolescente immaturo non vuole sentire ragione, blocca tutto ciò che non capisce o fa finta di non capire per poter agire secondo il proprio tornaconto, per non pagare l’entrata nel mondo degli adulti.

    E perciò bisognerà attendere affinché capirà da solo o più semplicemente smetterà di fare il furbo. Intanto però passano i decenni … ma così è da secoli e così continuerà per altri secoli, salvo qualche miracolo …

    Ma secondo me non può più farcela da solo, altrimenti non saremmo qui a parlare di questo adolescente immaturo ma anche assai scaltro e malizioso, che nel dubbio chissà perché gli viene naturale optare quasi sempre per il male, sfruttando possibilmente il suo prossimo.

    [ … Dico che il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro i generosi. Quando due o più birbanti si trovano insieme la prima volta, facilmente e come per segni si conoscono tra loro per quello che sono; e subito si accordano; o se i loro interessi non patiscono questo, certamente provano inclinazione l'uno per l'altro, e si hanno gran rispetto. Se un birbante ha contrattazioni e negozi con altri birbanti, spessissimo accade che si porta con lealtà e che non gl'inganna, se con genti onorate, è impossibile che non manchi loro di fede, e dovunque gli torna comodo, non cerchi di rovinarle; ancorché sieno persone animose, e capaci di vendicarsi, perché ha speranza, come quasi sempre gli riesce, di vincere colle sue frodi la loro bravura. Io ho veduto più volte uomini paurosissimi, trovandosi fra un birbante più pauroso di loro, e una persona da bene piena di coraggio, abbracciare per paura le parti del birbante: anzi questa cosa accade sempre che le genti ordinarie si trovano in occasioni simili: perché le vie dell'uomo coraggioso e da bene sono conosciute e semplici, quelle del ribaldo sono occulte e infinitamente varie. Ora, come ognuno sa, le cose ignoto fanno più paura che le conosciute; e facilmente uno si guarda dalle vendette del generosi, dalle quali la stessa viltà e la paura ti salvano; ma nessuna paura e nessuna viltà è bastante a scamparti dalle persecuzioni segrete, dalle insidie, né dai colpi anche palesi che ti vengono dai nemici vili. Generalmente nella vita quotidiana il vero coraggio è temuto pochissimo; anche perché, essendo scompagnato da ogni impostura, è privo di quell'apparato che rende le cose spaventevoli; e spesso non gli e creduto; e i birbanti sono temuti anche come coraggiosi perché, per virtù d'impostura, molte volte sono tenuti tali … Giacomo Leopardi, PENSIERI ]

    Acque pigre le nostre, lente nello scorrere, quasi stagnanti … un paese tardo, poco agile intellettualmente, ottuso, indolente e apatico … un paese che priva la voglia di fare e agire … un paese che quasi sempre gli riesce di “vincere colle frodi la bravura” …

  32. Hugo Kolion detto

    Con le persone come te, talmente piene di certezze da pensare di sapere tutto a priori degli altri, conviene sempre, se si vuole fare loro una cortesia, lasciarli pensare ciò che preferiscono anzichè spiegarsi.

    Io ho voluto farti una cortesia e vedo che l’hai molto apprezzata, approfittandone.

    Alla prossima
    Baci

    manuela bellandi 09.01.07 21:31

    Se condannare certe ideologie che hanno prodotto solo nefandezze significa essere “talmente pieni di certezze”, ebbene, sono pieno di queste certezze. Ma eludere queste nefandezze, vuoi o non vuoi, significa solo e sempre lavorare contro l’essere umano …

    Da qui il fallimento di certe idee, che oserei definire balorde. Inutile un dialogo se escludi a priori una parte della storia, ed è qui che volete arrivare (o meglio ritornare) … in un mondo pieno di menzogne e orrore.

    Perché a voi non interessa migliorare l’attuale sistema, imperfetto ma sempre migliore di ogni altra forma finora sperimentata … a voi interessa un nuovo ordine, ovviamente con una certa elite al posto di commando!

    Un’elite che guarda caso potreste essere voi stessi … vi sentite “al di sopra di ogni cosa”, ed è proprio qui che sta di casa il problema: gente come voi, all’apparenza normale, ma che una volta in sella è capace di tutto … tranne fare del bene.

    Un semplice errore intellettuale il vostro, niente di più … da qui il vostro disprezzo profondo verso tutti quelli che la pensano diversamente.

    Hugo Kolion 10.01.07 09:47

    http://www.beppegrillo.it/2007/01/lotta_di_classe.html

  33. Hugo Kolion detto

    VIGLIACCHETTO! TI SEI DIMENTICATO QUESTO!

    Io ho sempre ignorato te (Paolo Cicerone), Hugo kolion, Gino Serio, JSM alias G.V, alias…, alias, Ernesto Scontento e tutta la combriccola vostra, perché non ho mai trovato nulla che m’interessasse, nè il minimo interesse ad offendervi, come invece è abituata la vostra combriccola. Io, il vostro vomito, ve lo faccio rimangiare, se continuate ad offendere.

    Max Stinker 10.01.07 17:15

    Fai lo sbruffone perché hai dalla tua lo staff di MISTER DELIRIO. Questo sarebbe il fair play alla Grillo :-) ve la do io l’Italia diversa :-) tornate all’asilo … mo puoi fare togliere il commento!

    Hugo Kolion 10.01.07 17:44

    @PAOLO CHIACCHIERONE

    Rispondo per l’ultima volta sull’inutilissima discussione riguardante la correttezza di Max e solo perchè insisti a darmi del bugiardo quando proprio dagli scritti si evince che non solo non è così, ma chi sta mentendo (e anche abbastanza spudoratamente) stavolta sei tu.

    Tanto x cominciare non ho mai detto che Max ha insultato Hugo NEL SUO PRIMO SCRITTO (non fare la furbina ;]).

    Ho affermato invece che gli insulti sono stati inseriti per la prima volta nella loro discussione nel commento del 08.01.07 ore 19:27 e che vado ad elencare per completezza di informazione:

    “Kolion di nome e di fatto”
    “Feccia” (2 volte)
    “Nullità”
    “Ceffi”
    “Mentecatti”
    “Fallito”

    autore: MAX STIRNER

    Insulti precedenti proprio non ne vedo sempre che come ho già detto a Max, non si ritenga un insulto il pensarla diversamente sulla questione.

    Il tutto verificabile sempre che qualcuno non provveda alla cancellazione di tale commento.
    ….

    …e mo basta però.
    Paolo Cicerone Commentatore certificato 10.01.07 10:32 |
    __o__

    A cosa servono oltre 2000 caratteri per dirti solo che dovresti dare un occhiata, prima nello specchio, e poi in un buon libro di storia?

    Se ci sei “già” arrivato, almeno fin qui a bloggare (spero da solo e anche senza aiuti particolari), devo pur presumere un tuo minimo di massa cranica che ti permette di immaginare e poi forse anche a comprendere, almeno e anche per una sola volta, uno scenario posto al di fuori dei soliti schemi ideologici :-) o sbaglio?

    Hugo Kolion 08.01.07 18:21
    –O–

    VIGLIACCHETTO! TI SEI DIMENTICATO QUESTO!

    Io ho sempre ignorato te (Paolo Cicerone), Hugo kolion, Gino Serio, JSM alias G.V, alias…, alias, Ernesto Scontento e tutta la combriccola vostra, perché non ho mai trovato nulla che m’interessasse, nè il minimo interesse ad offendervi, come invece è abituata la vostra combriccola. Io, il vostro vomito, ve lo faccio rimangiare, se continuate ad offendere.

    Max Stirner

    Max Stirner 10.01.07 17:15

    http://www.beppegrillo.it/2007/01/lotta_di_classe.html

  34. Hugo Kolion detto

    Il potere dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione è zero. Lavoro come funzionario tecnico in un piccolo Comune in Provincia di Palermo è posso confermarti che, all’interno della macchina amministrativa, si vedono concussioni, collusioni, favoritismi, pagamenti a pioggia a dipendenti che non fanno niente e tante altre cose che il cittadino neanche immagina. I dirigenti degli Uffici ricattano e vengono ricattati dagli amministratori locali con il rischio di bloccare i servizi per il cittadino, i rappresentanti sindacali interni (i famosi R.S.U.) non servono a niente perchè, essendo dipendenti locali, non hanno diritto di parola pena severe ripercussioni sul lavoro. I dirigenti degli Uffici percepiscono laute indennità per mettere solo una firma approfittando del lavoro di altri dipendenti sottopagati. Se il cittadino ha bisogno di qualche servizio legittimo, deve prima passare dalle “mani” del dirigente o dell’amministratore che gli farà “cortesemente” capire che, dietro suo interessamento, potrà ottenere rapidamente una cosa che dovrebbe spetargli di diritto. E’ uno schifo. Ormai il dipendente pubblico percepisce lo stipendio mensile solo perchè va al lavoro, non perchè produca qualcosa. La “produzione” va ricompensata con emolumenti extra. Quello è il lavoro. Al lavoro tutti si guardano da tutti. Sembra di andare in guerra (psicologica). il lavoro pubblico dovrebbe essere equiparato al privato. Chi produce e lavora va avanti. Chi fa finta di produrre e lavorare a casa. Altri che sindacati.

    antonio candela 13.01.07 19:51

  35. Hugo Kolion detto

    DIMENTICAVO…
    quando un nick comincia a …puzzare, so che lo cambi per dire le tue stupidaggini, lanciare le tue provocazioni, le tue offese.
    Il tuo attuale, Hugo Kolion, è in fase di dismissione, ma il lezzo che trasuda dai tuoi post, firmati con altri nick, ti rivela sempre.

    Max Stirner 13.01.07 22:07

    Il mio nick è mio, al contrario del tuo, che non fa di te automaticamente uno Johann Caspar Schmidt e nemmeno un cosiddetto “Eigner” … :-) per altro ti manca semplicemente l’ironia di Schmidt per capire ciò che già il buon Goethe scrisse in una sua poesia:

    … io ho fondato la mia causa sul nulla :-)

    Volta pagina, addio sogni e goditi questo Max …

    Machiavelli: … e perché sono di tre generazione cervelli, l’uno intende da sé, l’altro discerne quello che altri intende, el terzo non intende né sé né altri, quel primo è eccellentissimo, el secondo eccellente, el terzo inutile …

    Max, la medaglia di bronzo è già tua, già solo perché non sei cosciente dei tuoi limiti :-)

    Hugo Kolion 14.01.07 10:04

  36. Hugo Kolion detto

    Da “La virtù dell’egoismo” di Ayn Rand

    Se si auspica una società libera, ossia il capitalismo, occorre comprendere che il suo fondamento indispensabile è rappresentato dai diritti individuali. Se viceversa si vogliono difendere i diritti individuali, occorre comprendere come il capitalismo sia l’unico sistema che possa sostenerli e proteggerli. E infine, se si vuole valutare in che relazione si trovino la libertà e gli scopi degli intellettuali odierni, è sufficiente rilevare come il concetto di diritti individuali venga eluso, distorto, pervertito e raramente discusso, in particolare da parte dei cosiddetti “conservatori”.

    Quello dei “diritti” è un concetto morale, è il concetto che permette di realizzare la transizione logica tra i principi che guidano le azioni di un individuo e i principi che regolano la sua relazione con gli altri, è il concetto che conserva e protegge la moralità individuale in un contesto sociale, è il collegamento tra il codice morale di un uomo e il codice giuridico di una società, ossia tra l’etica e la politica. I diritti individuali rappresentano il mezzo per subordinare la società alla legge morale.
    Qualsiasi sistema politico si fonda su un codice etico. L’etica dominante nella storia umana è sempre stata una variante della dottrina altruista-collettivista che subordina l’individuo a un’autorità superiore, autorità che può essere mistica o sociale. Di conseguenza, la maggioranza dei sistemi politici non è che una variante della stessa tirannia statalista, diversa nella forma, ma basata sullo stesso principio fondamentale e limitata esclusivamente dagli accidenti della tradizione, del caos, delle lotte intestine o di crolli periodici. In ciascuno di detti sistemi la moralità rappresenta un codice applicabile all’individuo e non alla società. La società viene posta al di fuori della legge morale, rappresentandone l’incarnazione o l’interprete esclusivo, mentre si ritiene che inculcare una devozione al servizio sociale che può giungere all’autosacrificio sia il principale scopo dell’etica nel corso dell’esistenza terrena dell’uomo. Dato che l’entità detta “società” non esiste, in quanto la società non è altro che un certo numero di singoli individui, ciò significa in pratica che i governanti della società sono esentati dalla legge morale. Soggetti solo ai rituali tradizionali, essi detengono un potere assoluto ed esigono un’obbedienza cieca, sulla base del principio implicito che afferma “Buono è ciò che è buono per la società (o per la tribù, la razza, la nazione) e gli editti del sovrano ne rappresentano la voce in terra”. Ciò è stato vero per tutti i sistemi statalisti, per tutte le varianti, mistiche o sociali, dell’etica altruista-collettivista. Il “diritto divino dei re” riassume la teoria politica del primo genere, mentre “vox populi, vox Dei” riassume il secondo. Si pensi alla teocrazia egiziana, in cui il faraone rappresentava l’incarnazione divina, al governo illimitato della maggioranza, ossia alla democrazia di Atene, allo Stato assistenziale gestito dagli imperatori romani, all’Inquisizione del tardo Medioevo, alla monarchia assoluta in Francia, allo Stato assistenziale della Prussia di Bismarck, alle camere a gas della Germania nazista, all’immane macello nell’Unione Sovietica. Tutti questi sistemi politici rappresentano espressioni dell’etica altruista-collettivista; la caratteristica che li accomuna è il fatto che la società si erge al di sopra della legge morale, come un onnipotente, sovrano adoratore dell’arbitrio. Pertanto, dal punto di vista politico, tutti questi sistemi sono varianti di una società amorale.

    Il prodotto più profondamente rivoluzionario degli Stati Uniti d’America è stata la subordinazione della società alla legge morale. Il principio dei diritti umani rappresentava l’estensione della moralità nel sistema sociale, come limitazione del potere dello Stato, come protezione dell’uomo contro la forza bruta della collettività, come subordinazione della forza al diritto. Gli Stati Uniti furono la prima società morale della storia. Tutti i sistemi precedenti avevano considerato l’uomo alla stregua di un mezzo sacrificabile ai fini altrui e la società come un fine di per sé stessa. Gli Stati Uniti consideravano l’uomo come un fine in sé e la società come un mezzo che permettesse la coesistenza pacifica, ordinata e volontaria degli individui. Tutti i sistemi che li avevano preceduti sostenevano che la vita dell’uomo appartiene alla società, che la società può disporne a piacimento e che la libertà di cui egli gode gli appartiene solo in virtù del favore, ossia del permesso, della società, che può revocarlo in qualsiasi momento. Gli Stati Uniti sostenevano che la vita di un uomo gli appartiene per diritto (che significa: per principio morale e per natura), che un diritto è altresì la proprietà di un individuo, che la società come tale non gode di alcun diritto e che l’unico scopo morale di un governo è la protezione dei diritti individuali.
    [...]
    Il concetto di “diritto” attiene esclusivamente all’azione; più esattamente, alla libertà di agire. Esso comporta la libertà dalla costrizione fisica, dalla coercizione e dall’interferenza degli altri. [...] Il diritto alla vita è l’origine di tutti i diritti, mentre il diritto di proprietà ne rappresenta l’attuazione. In assenza di diritti di proprietà non è possibile l’esistenza di alcun diritto. Giacché l’umanità deve sostenersi in vita grazie alla propria opera, l’uomo che non ha diritto ai frutti del proprio lavoro non ha i mezzi per tenersi in vita. L’uomo che produce mentre altri dispongono è uno schiavo. [...] La dichiarazione di Indipendenza americana afferma che “gli uomini sono dotati dal loro Creatore di taluni diritti inalienabili”. Indipendentemente dal fatto di credere che l’uomo sia il prodotto di un Creatore o della natura, il problema dell’origine umana non altera il fatto che egli è un’entità di un genere ben specifico, un essere razionale, che non può operare nel migliore dei modi se sottoposto alla coercizione, e che i diritti rappresentano una condizione necessaria alle sue particolari modalità di sopravvivenza.
    [...]
    Violare i diritti di un uomo significa obbligarlo ad agire in modo contrario al proprio giudizio o espropriarne i valori. Fondamentalmente vi è un solo modo per fare tutto ciò: ricorrere alla forza fisica. Esistono due potenziali violatori dei diritti umani: i criminali e il governo. La grande conquista degli Stati Uniti fu quella di delineare la distinzione tra i due, ovvero quella di proibire al secondo d’intraprendere la versione legalizzata delle attività dei primi. La Dichiarazioni d’Indipendenza stabilì il principio che “i governi vengono istituiti tra gli uomini al fine di garantire tali diritti”. Quest’affermazione forniva l’unica giustificazione valida per un governo e ne definiva il solo scopo corretto: proteggere i diritti dell’uomo proteggendo questi dalla violenza fisica. In tal modo il ruolo del governo venne cambiato da quello di padrone a quello di servitore. Il governo era costituito per proteggere l’uomo dai criminali e la Costituzione venne scritta per proteggere l’uomo dal governo. [...] Il risultato fu un modello di società civile che, per il breve lasso di tempo di circa centocinquanta anni, l’America andò vicina a realizzare. [...] Questi erano l’intento e il significato essenziale della filosofia politica americana, impliciti nel principio dei diritti fondamentali. Ma tale intento non venne formulato esplicitamente, né accettato appieno, né tanto meno praticato correttamente.
    [...]
    Come in campo materiale il saccheggio della ricchezza di un paese si può realizzare tramite l’inflazione della moneta, così oggi possiamo constatare l’applicazione del processo inflattivo al campo dei diritti. Il processo comporta una tale proliferazione di “diritti” promulgati ex-novo, che le persone non si rendono conto del fatto che il concetto di diritti viene stravolto. Proprio come il denaro fasullo scaccia il denaro buono, questi “diritti da tipografia” negano i diritti autentici.
    [...]
    Il “diritto al lavoro” non esiste: quello che esiste è soltanto il diritto alla libertà di scambio, ossia il diritto di accettare un posto di lavoro se un altro decide di offrirlo. Analogamente non esiste il “diritto alla casa”, bensì solo il diritto alla libertà di scambio, ovvero il diritto di costruire o acquistare una casa. Il diritto a un salario “equo” o a un prezzo “giusto” non esiste, a meno che non vi sia qualcuno disposto a pagarlo, ad assumere un uomo o ad acquistarne i prodotti. Analogamente il “diritto del consumatore” a disporre di latte, scarpe, film o champagne non esiste, se nessuno decide di produrre tali beni (esiste invece il diritto a fabbricarseli da sé). Né esistono diritti di particolari gruppi, come i “diritti degli agricoltori, degli operai, degli uomini di affari, dei dipendenti, degli imprenditori, degli anziani, dei giovani, dei nascituri”. Esistono soltanto i Diritti umani, ovvero i diritti posseduti da ciascun singolo uomo e da tutti gli uomini in quanto individui.
    [...]
    In ogni epoca e in ogni paese i criminali rappresentano una esigua minoranza e i danni da essi arrecati all’umanità sono infinitesimali se confrontati con gli orrori (lo spargimento di sangue, le guerre. le persecuzioni, le confische, le carestie, l’asservimento, la distruzione generale) perpetrate dagli Stati. Potenzialmente, un governo è la minaccia più pericolosa per i diritti umani: esso detiene il monopolio legale dell’uso della forza fisica ai danni di vittime legalmente disarmate. Quando è privo di limiti e non è tenuto a freno dai diritti individuali, un governo è il più mortale nemico degli uomini.

  37. Hugo Kolion detto

    THE KILLING MACHINE

    Traduzione mia personale, spero leggibile, dalla versione spagnola di

    Che Guevara: The Killing Machine

    By Alvaro Vargas Llosa

    Che Guevara, che tanto fece (o fu poco?) per distruggere il capitalismo, si è convertito in un marchio, quintessenzialmente capitalista. La sua immagine adorna tazze di caffé, accendini, portachiavi, taccuini, cappellini da baseball, cappelli, tovaglioli, borse, te alle erbe e, ovviamente, l’onnipresente maglietta con la foto, scattata da Alberto Korda, dell’idolo socialista con il suo baschetto durante i primi anni della rivoluzione, quando il Che apparve per casualitá nell’obiettivo del fotografo e che ancora è, 38 anni dalla sua morte, il logo del chic rivoluzionario ( o è capitalista?). Sean O’Hagan sostenne sul The Observer che esiste addirittura un sapone in polvere con lo slogan:” Che lava piú bianco”.

    I prodotti del Che vengono commercializzati da grandi corporazioni e da imprese piccole, come la Burlington Coat Factory, la quale fece una pubblicitá in televisione nella quale appare un giovane con pantaloni da militare e maglietta del Che o la Flamingo’s Boutique en UNION City, New Jersey, il proprietario della quale rispose alla furia degli esiliati cubani locali con il seguente argomento devastante: ” Io vendo quello che la gente vuole comprare”. Anche i rivoluzionari si unirono a questa frenesia di prodotti – dal “The Che Store”, che vende provvigioni, fino al sito internet che risponde a “tutte le necessitá rivoluzionarie”, e lo scrittore italiano Gianni Miná, il quale ha venduto a Robert Redford i diritti cinematografici del diario del Che riguardo al viaggio lungo l’America del Sud nell’anno 1952 in cambio di poter essere presente durante le riprese del film I diari della motocicletta e che potesse poi produrre un proprio documentario. E come non menzionare poi Alberto Granado, che accompagnó il Che durante il viaggio e adesso consiglia documentaristi, e che si lamentava non molto tempo fa, a Madrid, secondo il quotidiano El Pais, di fronte ad un Rioja e ad un magret d’oca, che l’embargo statunitense nei confronti di Cuba gli rende difficile il guadagno sui diritti (royalties). Per portare l’ironia ancora piú lontano: l’edificio nel quale nacque Guevara nella cittá di Rosario, Argentina, uno splendido immobile del principio del secolo XX situato all’angolo tra Via Urquiza ed Entre Rios, era fino a poco tempo fa occupato dall’amministratrice del fondo privato di pensionamento e assicurazione integrativa Maxima AFJP, una figlia della privatizzazione dei servizi sociali argentini nella decade del 1990.

    La metamorfosi di Che Guevara in un marchio capitalista non è nuova, peró il marchio sta conoscendo un rinascimento – un rinascimento decisamente importante, dato che esso ha luogo anni dopo il collasso politico e ideologico di tutto ció che il Che rappresentava. Questa inaspettata sorte è dovuta sostanzialmente a “I diari della motocicletta”, il film prodotto da Robert Redford e diretta da Walter Salles ( È uno dei tre film piú importanti che riguardano il Che realizzato o in fase di produzione negli ultimi due anni; gli altri due sono stati diretti da Josh Evans e Steven Soderbergh.) Molto ben girato tra paesaggi che chiaramente hanno eluso gli effetti erosivi dell’inquinamento capitalista, il film mostra il giovane in un viaggio d’auto-scoperta di sé a misura che la sua coscienza sociale che sta sbocciando, inciampa nello sfruttamento sociale ed economico, e tutto ció prepara il terreno per la riinvenzione dell’uomo il quale Sartre chiamerá alcune volte l’essere umano piú completo della nostra epoca.

    Peró, per essere piú precisi, il rinascimento attuale del Che ebbe inizio nel 1997, in occasione del trentesimo anniversario della sua morte, quando ben cinque biografie riempirono le librerie e le sue resta furono scoperte vicino ad una pista d’atterraggio nell’aereoporto di Vallegrande, in Bolivia, dopo che un generale boliviano ritirato, con una rivelazione spettacolarmente opportuna, indicherá l’esatta ubicazione. L’anniversario riportó l’attenzione sulla famosa fotografia di Freddy Alborta del cadavere del Che steso sopra un tavolo, pieno d’escoriazioni, morto e romantico, lucente come Cristo in un quadro del Mantenga.

    È normale che gli adepti di un culto non conoscano la vera storia del proprio eroe. (Molti rastafari rinuncerebbero a Haile Selassie se avessero una minima idea di ció che fu in realtá). Non sorprende che i seguaci contemporanei di Guevara, i suoi nuovi ammiratori post comunisti, ingannino se stessi nell’afferrarsi ad un mito – eccezion fatta per i giovani argentini che intonano un’espressione con rima perfetta: ” Ho una maglietta del Che e non so perché”.

    Si consideri qualcuno degli individui che recentemente hanno mostrato o invocato il ritratto di Guevara come emblema di giustizia e ribellione contro l’abuso di potere. Nel Libano, alcuni manifestanti che protestavano contro la Siria di fronte alla tomba dell’ex primo ministro Rafiq Hariri portavano l’immagine del Che. Thierry Henry, un giocatore di calcio, francese, che gioca nell’Arsenal, in Inghilterra, partecipó ad un importante gala organizzato dalla FIFA, l’associazione mondiale del calcio, indossando una maglietta rossa e nera del Che. In una recente rassegna pubblicata sul New York Times riguardo a Land of the Dead di George A. Romero, Manohla Dargis risaltava il fatto che “qui, il maggior impatto puó essere quello della trasformazione di uno zombi nero in un virtuoso leader rivoluzionario”, e aggiunse: ” Credo che dopo tutto, il Che vive veramente”.

    L’eroe calcistico Maradona ha ostentato l’emblematico tatuaggio del Che sul braccio destro durante un viaggio in Venezuela dove incontró Hugo Chavez. A Stavropol, nel sud della Russia, alcuni manifestanti, che reclamavano il pagamento in denaro dei benefici del benessere sociale, occuparono la piazza centrale con bandiere del Che. A San Francisco, City Lights Books, il sito leggendario della letteratura beat, invita i visitatori ad una sezione dedicata all’America Latina nella quale metá degli scaffali è occupata da libri sul Che. José Luis Montoya, un ufficiale di polizia messicano che combatte il crimine associato con la droga a Medicali, porta una bandana del Che perché lo fa sentire piú forte. Nel campo di rifugiati di Dheisheh, sulla sponda occidentale del fiume Giordano, gli affezionati del Che adornano un muro che rende tributo all’Intifada. Una rivista domenicale dedicata alla vita sociale a Sydney, Australia, elenca i tre invitati ideali ad una cena: Alvar Aalto, Richard Branson, e Che Guevara. Leung Kwok-hung, il ribelle eletto nella giunta legislativa di Hong Kong, sfida Pechino vestendo una maglietta del Che. In Brasile, Frei Betto, consigliere del Presidente Lula da Silva e incaricato del programma d’alto profilo “Fame zero”, afferma che “dovremmo prestare meno attenzione a Trotsky e molta di piú a Che Guevara. “E la cosa piú stupenda di tutte, nella cerimonia di quest’anno dei premi dell’Accademia, Carlos Santana e Antonio Banderas interpretarono la canzone principale del Film “I diari della motocicletta”: Santana sì presentó con una maglietta del Che e un crocefisso. Le manifestazioni del nuovo culto del Che sono ovunque. Una volta di piú il mito sta appassionando ad individui che lottano per cause che per la maggior parte rappresentano esattamente l’opposto di ció che era Guevara.

    Nessun uomo difetta di alcune qualitá attenuanti. Nel caso di Che Guevara, queste qualitá possono aiutarci a misurare l’abisso che separa la realtá dal mito. La sua onestá (intendo: onestá parziale) significa che lasció testimonianza scritta delle sue crudeltá, incluse cose molte brutte, anche se non le peggiori. Il suo coraggio – che Castro descrisse come “la sua maniera, nei momenti difficili e pericolosi, di far le cose piú difficili e pericolose” – significa che non visse per assumere le piene responsabilitá per l’inferno di Cuba. Il mito puó dir tanto a proposito di un’epoca come la veritá. Ed è cosí che grazie anche alla sua scomparsa prematura, possiamo sapere esattamente quanto vengono ingannati molti dei nostri contemporanei riguardo a molte cose.

    Guevara si puó essere innamorato della sua morte, peró era innamorato molto di piú della morte aliena. Nell’aprile del 1967, parlando per esperienza, riassunse la sua idea omicida di giustizia nel suo “Messaggio alla Tricontinental”: “L’odio come fattore di lotta; l’odio intransigente verso il nemico, che pulsa piú in lá delle limitazioni dell’essere umano e lo converte in un’effettiva, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere”. I suoi primi scritti si presentano pure intrisi di questa violenza retorica e ideologica. Anche se la sua ex ragazza Chichina Ferreyra dubita che nella versione originale dei diari del suo viaggio in motocicletta contenga l’osservazione ” sento che le mie narici si dilatano nell’annusare l’amaro odore della polvere e del sangue del nemico, ” Guevara condivise con Granado in quella sua giovane etá quest’esclamazione: ” Rivoluzione senza sparare un tiro? Sei pazzo. “In altre occasioni il giovane boheme sembrava incapace di distinguere tra la frivolezza della morte come uno spettacolo e la tragedia delle vittime di una rivoluzione. In una lettera a sua madre nel 1954, scritta in Guatemala, dove fu testimone della caduta del governo rivoluzionario di Jacobo Arbenz, scrisse:” Qui è stato molto divertente con spari, bombardamenti, discorsi e altre schermaglie che hanno tagliato la monotonia nella quale vivevo”.

    La posizione di Guevara quando viaggiava con Castro dal Messico a Cuba a bordo del Granma è catturata in una frase di una lettera a sua moglie che redazionó il 28 di gennaio del 1957, non molto tempo dopo esser sbarcato, pubblicata nel suo libro Ernesto: Una Biografia di Che Guevara nella Sierra Maestra: “Sono nella manigua cubana, vivo e coperto di sangue”. Questa mentalitá era stata rinforzata dalla sua convinzione che Arbenz aveva perso il poter perché aveva sbagliato nel non uccidere tutti i suoi potenziali nemici. In una lettera precedente alla sua ex ragazza Tita Infante aveva osservato che ” Se queste fucilazioni avessero avuto luogo, il governo avrebbe conservato la possibilitá di contraccambiare le botte prese”. Non sorprende che durante la lotta armata contro Batista, e poi tra l’ingresso trionfale a L’Habana, Guevara assassinará o supervisionerá le esecuzioni frutto di un giudizio sommario di moltissime persone – nemici comprovati, meri sospettati e coloro che si trovavano al posto sbagliato nel momento sbagliato.

    Nel Gennaio del 1957, cosí come indica il suo diario dalla Sierra Maestra, Guevara sparó ad Eutimio Guerra perché sospettava che egli stesse passando informazioni: ” Mi son levato il problema di torno sparandogli un colpo con una pistola calibro 32 nella tempia destra, con un buco di uscita nel lobo temporale destro…le cose in suo possesso passarono in mio potere”. Piú tardi uccise a pisolate Aristidio, un contadino che espresse il desiderio di andarsene, quando i ribelli proseguivano il cammino. Mentre si domandava se questa vittima in particolare ” era in realtá sufficientemente colpevole per meritare la morte”, non vacilló nell’ordinare la morte d’Echeverria, il fratello di uno dei suoi camerata, per ragioni di crimine non specificato: “Doveva pagare il prezzo.”. In altri momenti simulerá esecuzioni senza portarle a fine, come metodo di tortura psicologica.

    Luis Guardia e Pedro Corzo, due investigatori che lavorano in Florida per un documentario su Guevara, hanno ottenuto la testimonianza di Jaime Costa Vazquez, un ex comandante dell’esercito rivoluzionario conosciuto come “El Catalan”, il quale sostiene che molte delle esecuzioni attribuite a Ramiro Valdes (futuro ministro degli Interni di Cuba) furono responsabilitá dirette di Guevara, dovuto al fatto che Valdes si trovava sotto i suoi ordini sulle montagne. “Di fronte al dubbio, uccidilo” furono le istruzioni del Che. Alla vigilia della vittoria, secondo Costa, il Che ordinó l’esecuzione di un par di dozzine di persone a Santa Clara, in Cuba centrale, verso dove aveva marciato la sua colonna come parte di un’assalto finale contro l’isola. Alcuni di loro furono uccisi in un Hotel, come scritto da Marcelo Fernandes-Zayas, altro ex rivoluzionario che poi si convertirá in giornalista (aggiungendo che tra le persone uccise c’erano dei contadini conosciuti come casquitos che si erano uniti all’esercito semplicemente per sfuggire alla disoccupazione).

    Peró la “fredda macchina per uccidere” non dette mostra di tutto il suo rigore fino a che, immediatamente dopo il collasso del regime di Batista, Castro lo mise a carico della prigione de La Cabaña. (Castro aveva un buon occhio clinico per scegliere la persona perfetta per proteggere la rivoluzione contro l’infezione.) San Carlos de La Cabaña è una fortezza di pietra che fu utilizzata per difendere La Habana dai pirati inglesi nel secolo XVIII; piú tardi sará convertita in un quartiere militare. In un modo che evoca il pauroso Lavrenti Beria, Guevara presedette durante la prima metá del 1959 uno dei periodi piú oscuri della rivoluzione. José Vilasuso, avvocato e professore nell’Universitá Interamericana di Bayamón in Puerto Rico, il quale apparteneva al gruppo incaricato del processo di giudizio sommario a La Cabaña, mi disse recentemente che:

    “Il Che diresse la Comisión Depuradora. Il processo si avvaleva della legge della sierra: tribunale militare di fatto e non giuridico, e il Che ci raccomandava di farci guidare dalla convinzione. Ossia: “Sappiamo che tutti sono degli assassini, quindi procedere radicalmente è la parte rivoluzionaria”. Miguel Duque Estrada era il mio capo immediato. La mia funzione era quella d’istruttore. Significava legalizzare professionalmente la causa e passarla al ministero fiscale, senza giudizio proprio alcuno. Si fucilava dal lunedí al venerdí. Le esecuzioni si portavano a fine di prima mattina, poco dopo di dettare sentenza e dichiarare senza possibilitá d’appello. Nella notte piú sinistra che ricordo furono eseguite 7 fucilazioni”.

    Javier Arzuaga, il cappellano basco che portava conforto ai condannati a morte e che fu presente personalmente in dozzine d’esecuzioni, parló con me recentemente da casa sua in Puerto Rico. Ex sacerdote cattolico di settantacinque anni d’etá, il quale si descrive come “piú vicino a Leonardo Boff e alla sua Teologia della Liberazione che all’ex Cardinale Ratzinger, “Arzuaga ricorda che:

    “Il carcere di La Cabaña si mantenne pieno fino a scoppiare. Circa 800 uomini pressati in uno spazio pensato per non piú di 300: Militari battistiani o membri di alcuni dei corpi di polizia, alcuni “chivatos”, giornalisti, impresari o commercianti. Il giudice non doveva essere uomo di legge; sí, nivee, appartenere all’esercito ribelle, come i compagni che occupavano con lui il tavolo del tribunale. Quasi tutte le udienze d’appello furono presiedute da Che Guevara. Non ricordo nessun caso la sentenza del quale fu revocata in quegli appelli. Tutti i giorni visitavo la “galleria della morte” dove rimanevano i prigionieri dalla sentenza fino alla morte. Corse voce che io ipnotizzassi i condannati prima di uscire verso la parete e che per questo motivo erano le cose tanto facili, senza scene sgradevoli, e Che Guevara dette ordine che nessuno fosse condotto alla parete senza che io fossi presente. Assistetti a 55 fucilazioni fino il mese di maggio, quando me ne andai. Questo non significa che non si continuasse a fucilare. Herman Marks era un americano, si diceva che fosse profugo della giustizia. Lo chiamavamo “el carnicero” perché godeva gridando “plotone, attenzione, su il fucile, puntare, fuoco”. Conversai piú volte con il Che al fine di intercedere per determinate persone. Ricordo molto bene il caso di Ariel Lima che era minorenne, peró fu inflessibile. Lo stesso posso dire di Fidel Castro, il quale interpellai per gli stessi propositi. Ne soffrii un trauma. Alla fine di maggio mi sentivo male e mi fu consigliato di abbandonare la parrocchia di Casa Blanca, nei limiti della quale si trovava La Cabaña e che io avevo servito negli ultimi tre anni. Me ne andai in Mexico per un trattamento. Quando ci salutammo, Che Guevara mi disse che eravamo andati d’accordo, cercando entrambi di prendere l’uno dal suo campo per attrarlo nel campo dell’altro. “Abbiamo fallito entrambi. Quando ci togliamo le maschere che abbiamo portato saremo nemici, uno di fronte all’altro”.

    Quanta gente fu assassinata a La Cabaña? Pedro Corzo parla di circa 200, e cosí pure Armando Lago, un professore d’economia in pensione che ha compilato una lista di 179 nomi come parte di uno studio di 9 anni sulle esecuzioni avvenute a Cuba. Vilasuso mi disse che quattrocento persone furono uccise tra il mese di gennaio e la fine di giugno del 1959 ( quando il Che lasció l’incarico a La Cabaña). I contatti segreti inviati dall’ambasciata degli Stati Uniti a La Habana al Dipartimento di Stato a Washington parlano di “piú di 500. “Secondo Jorge Castañeda, uno dei biografi di Guevara, un cattolico basco simpatizzante della rivoluzione, il caduto Padre Iñaki de Aspiazú, parlava di settecento vittime. Felix Rodriguez, un agente della CIA che fu parte del gruppo incaricato della cattura di Guevara in Bolivia, mi disse che rinfacció al Che, dopo la sua cattura, “le duemila e piú” esecuzioni delle quali fu responsabile durante la sua vita. ” Disse che erano tutti agenti della CIA e no si riferí alla cifra,” ricorda Rodriguez. Le cifre maggiori possono includere esecuzioni che ebbero luogo nei mesi posteriori alla data nella quale il Che smise di essere a capo della prigione.

    Tutto ció ci porta di riflesso a Carlos Santana e al suo elegante indumento del Che. In una lettera aperta pubblicata sul The new Herald il 31 di Marzo di quest’anno, il gran musicista jazz Paquito D Rivera rimproveró a Santana il modo in cui era vestito durante la cerimonia dei Premi Oscar, e aggiunse: ” Uno di quei cubani fu mio cugino Bebo, imprigionato lí proprio per il suo essere cristiano. Mi racconta sempre con amarezza come ascoltava dalla sua cellula al sorgere del sole le fucilazioni senza giudizio di molte che morivano gridando “Viva Cristo Re!”.

    L’ansia di potere del Che aveva altre maniere d’espressioni oltre l’assassinio. La contraddizione tra la sua passione nel viaggiare – una specie di protesta contro le limitazioni dello stato – nazione – e il suo impulso nel convertirsi in uno stato schiavizzante in relazione alle altre persone è patetico. Nello scrivere a proposito di Pedro Valdivia, il conquistatore del Cile, Guevara rifletteva: ” Apparteneva a quella classe speciale di uomini che la specie produce ogni tanto, nei quali la ricerca del potere illimitato è cosí estrema che qualsiasi sofferenza per ottenerlo sembra naturale.”. Avrebbe potuto descrivere se stesso. In ogni tappa della sua vita adulta, le sue megalomanie si manifestavano nell’impulso depredatore per impossessarsi delle vite e delle proprietá delle altre persone, e di abolire la loro libera volontá.

    Nel 1958, dopo la presa della cittá di Sancti Spiritus, Guevara tentó senza successo di imporre una specie di sharia, regolando le relazioni tra gli uomini e le donne, l’uso di alcol, e il gioco informale – un puritanesimo che non caratterizzava precisamente il suo proprio modo di vivere. Ordinó pure ai propri uomini che assaltassero banche, una decisione che giustificó in una lettera ad Enrique Oltuski, un subordinato, nel novembre di quell’anno: “Le masse che lottano sono d’accordo con gli assalti alle banche perché nessuno di loro tiene un centesimo nelle stesse.”. Quest’idea della rivoluzione come una licenza per rassegnare le proprietá secondo convenienza condusse il puritano marxista ad impossessarsi della casa di un emigrante grazie al trionfo della rivoluzione.

    L’impulso di togliere agli altri la loro proprietá e di reclamare la proprietá del territorio di altri fu un punto centrale della politica oppressiva di Guevara. Nelle sue memorie, il leader egiziano Gamal Abdel Nasser racconta che Guevara gli domandó quante persone avessero abbandonato il suo paese a causa della riforma agraria. Quando Nasser replicó nessuna, il Che rispose arrabbiato che il modo di misurare la profonditá del cambio è per mezzo del numero d’individui ” che sentono che non c’è posto per loro nella nuova societá.”. Quest’istinto depredatore raggiunse un’apoteosi nel 1965, quando cominció a parlare, come Dio, dell’”Uomo Nuovo” che lui e la sua rivoluzione creeranno.

    L’ossessione del Che per il controllo collettivista lo portó a collaborare alla formazione di un apparato di sicurezza che fu creato per soggiogare 6 milioni e mezzo di cubani. All’inizio del 1959, una serie di riunioni segrete ebbe luogo a Tarará, vicino a La Habana, nella casa nella quale il Che si ritiró temporaneamente per recuperarsi da una malattia. Lí fu dove i leaders principali, incluso Castro, disegnarono lo stato poliziesco cubano. Ramiro Valdes, subordinato del Che durante la guerriglia, venne posto al comando del G-2, un corpo inspirato alla Cheka. Angel Ciutah, un veterano della guerra civile spagnola inviato dai sovietici che era stato molto vicino a Ramon Mercader, l’assassino di Trotsky, e che piú tardi intavolerá amicizia con il Che, disimpegnó una carta fondamentale nell’organizzazione del sistema, assieme a Luis Alberto Lavanderia, il quale aveva servito il capo a La Cabaña. Lo stesso Guevara si fece carico del G-6, il gruppo il quale aveva il compito di indottrinare ideologicamente le forze armate. L’invasione contrastata dagli Stati Uniti della Baia dei Porci nell’aprile del 1961 sì convertí nell’occasione perfetta per consolidare il nuovo stato poliziesco, con l’arruolamento di decine di migliaia di cubani e una nuova serie d’esecuzioni. Come lo stesso Guevara si espresse all’ambasciatore sovietico Sergei Kudriavtsev, i controrivoluzionari mai piú “sarebbero tornati ad alzare la testa.”.

    “Controrivoluzionario” è il termine che si applicava ad ognuno che si distanziasse dal dogma. Era l’equivalente comunista di “eretico.”. I campi di concentramento erano una forma nella quale il potere dogmatico era impiegato per sopprimere il dissenso. La storia attribuisce al generale spagnolo Valeriano Weyler, il capitano generale di Cuba alla fine del secolo diciannovesimo, il fatto di aver usato per primo la parola “concentramento” per descrivere la politica di circondare le masse di potenziali oppositori – nel suo caso i simpatizzanti del movimento indipendentista cubano – con filo spinato e palizzate. Che ironico ( e appropriato) che i rivoluzionari di Cuba piú di mezzo secolo piú tardi continuassero con questa tradizione locale. All’inizio la rivoluzione mobilitó i volontari per costruire scuole e per lavorare nei porti, piantagioni, e fabbriche – tutte squisite opportunitá fotografiche per il Che scaricatore di porto, per il Che falciatore di canne, il Che fabbricante di tele. Non passó molto tempo, prima che il lavoro volontario lo divenisse un poco meno: il primo accampamento di lavori forzati, Guanahacabibes, si situava nella Cuba occidentale fino alla fine del 1960. Cosí spiegava il Che la funzione disimpegnata di questo metodo di sconfinamento: ” A Guanahacabibes si invia la gente che non deve finir in carcere, la gente che ha commesso mancanze contro la morale rivoluzionaria di maggiore o minore grado…è un lavoro duro, non bestiale”.

    Quest’accampamento fu il precursore del confinamento sistematico, a partire dal 1965 nella provincia di Camagüey, di dissidenti, omosessuali, vittime dell’AIDS, cattolici, Testimoni di Geova, sacerdoti afro cubani, e altre scorie per lo stile, sotto la bandiera delle Unitá Militari d’Aiuto e Protezione (UMAP). Stipati in autobus e camion, i “disadattati” saranno trasportati con la pistola puntata contro nei campi di concentramento organizzati sulla base del modello di Guanahacabibes. Alcuni non torneranno; altri saranno violentati, picchiati, o mutilati; e la maggioranza rimarrà traumatizzata per tutta la vita, come il filmato documento di Nestor Almendros Conduca Impropia lo mostrerá al mondo intero, un paio di decine di anni dopo.

    In questo modo, la rivista Time sembra essersi sbagliata nell’agosto 1960, quando descrisse la divisione del lavoro della rivoluzione come una nota a pié di pagina presentando il Che come il “cervello”. Fidel Castro come “il cuore” e Raul Castro come “il pugno”. Pero la percezione rivelava il ruolo cruciale di Guevara nel fare di Cuba un bastione del totalitarismo. Il Che era in qualche modo un candidato improbabile per la purezza ideologica, dato il suo spirito boheme, peró durante gli anni d’allenamento in Mexico e nel periodo risultante di lotta armata in Cuba emerse come l’ideologo comunista localmente innamorato dell’Unione Sovietica, in gran misura per il fastidio di Castro e degli altri che erano essenzialmente opportunisti disposti a utilizzare qualsiasi mezzo necessario per guadagnare potere. Quando gli aspiranti rivoluzionari furono arrestati in Mexico nel 1956, Guevara fu l’unico ad ammetter il fatto d’essere comunista e che stava studiando russo. ( Parló apertamente della sua relazione con Nikolai Leonov dell’ambasciata sovietica.) Durante la lotta armata in Cuba, forgió una ferrea alleanza con il Partito socialista popolare (il partito comunista dell’isola) e con Carlos Rafael Rodriguez, che ebbe un ruolo importante nella conversione del regime di Castro al comunismo.

    Questa fanatica disposizione convertí il Che in una parte essenziale della “sovietizzazzione” della rivoluzione che si era vantato ripetutamente del suo carattere indipendente. Poco dopo che “los barbudos” arriveranno al potere, Guevara partecipó alla negoziazione con Anastas Mikoyan, il vice primo ministro sovietico, il quale visitó Cuba. A lui venne affidata la missione di promuovere le negoziazioni sovietico-cubane durante una visita a Mosca nella fine del 1960. ( La stessa fu parte di un lungo viaggio nel quale la Corea del Nord di Kimm II Sung fu il paese che piú lo impressionó.) Il secondo viaggio in Russia di Guevara, nell’agosto del 1962, fu ancora piú indicativo, a ragione del fatto che lui stesso firmó l’accordo per convertire Cuba in un’avanguardia di spiaggia nucleare sovietica. Si incontró con Khrushchev a Yalta per finalizzare i dettagli riguardo un’operazione che giá era iniziata e che comprendeva l’introduzione nell’isola di quarantadue missili sovietici, la metá dei quali erano armati con testate nucleari, cosí come basi di lancio e quarantaduemila soldati russi. Mettendo sotto pressione glia alleati sovietici con il pericolo che gli Stati Uniti potessero scoprire quello che stava succedendo, Guevara ottenne garanzie che la marina sovietica sarebbe intervenuta – in poche parole, che Mosca era preparata per andare in guerra.

    Secondo la biografia di Guevara di Philippe Gavi, il rivoluzionario si era vantato del fatto che ” il suo paese si mostrava desideroso di rischiare tutto in una guerra atomica di inimmaginabile capacitá distruttiva per difendere un principio.”. Subito dopo la fine della crisi dei missili cubani – quando Khrushchev rinnegó la promessa fatta a Yalta e negozió un accordo con gli Stati Uniti alle spalle di Castro che includeva la rimozione dei missili statunitensi dalla Turchia – Guevara disse ad un giornale comunista britannico: ” Se i razzi fossero rimasti, gli avremmo utilizzati tutti e diretti contro il cuore stesso degli Stati Uniti, incluso New York, in difesa contro l’aggressione.”. E un paio d’anni piú tardi, nelle Nazioni Unite, fu fedele al suo modo d’essere: ” Come marxisti abbiamo sostenuto che la coesistenza pacifica tra le nazioni non includa la coesistenza pacifica tra gli sfruttatori e lo sfruttato.”.

    Guevara prese le distanze dall’Unione Sovietica negli ultimi anni della sua vita. Lo fece per ragioni sbagliate, incolpando Mosca per l’essere troppo morbida ideologicamente e diplomaticamente, e di fare troppe concessioni – a differenza della Cina maoista, nella quale vide un rifugio dell’ortodossia. Nell’ottobre del 1964, una memoria scritta da Oleg Daroussenkov, un funzionario sovietico a lui vicino, cita Guevara dicendo: ” Chiedemmo armi ai Cecoslovacchi; e rifiutarono. Poi le chiedemmo ai cinesi; dissero di sí in pochi giorni, e nemmeno vollero essere pagati, dichiarando che non si vendono le armi agli amici. ” In realtá, Guevara fu risentito per il fatto che Mosca stesse sollecitando altri membri del blocco comunista, inclusa Cuba, qualcosa in cambio del suo colossale aiuto e appoggio politico. Il suo attacco finale contro Mosca ebbe luogo in Argelia, nel febbraio del 1965, in occasione di una conferenza internazionale durante la quale accusó i sovietici di adottare la “legge del valore”, sta a significare, il capitalismo. La sua rottura con i sovietici, in sintesi, non fu un grido in favore dell’indipendenza. Fu un urlo nello stile di Enver Hoxha per la totale subordinazione della realtá alla cieca ortodossia ideologica.

    Il grande rivoluzionario ebbe un’opportunitá di mettere in pratica la sua visione economica – la sua idea di giustizia sociale – come direttore della Banca Nazionale di Cuba e del Dipartimento dell’Industria dell’Instituto Nazionale della Riforma Agraria alla fine del 1959, e, sin dall’inizio del 1961, come ministro dell’industria. Il periodo nel quale Guevara era a capo della maggior parte dell’economia cubana provocó il quasi totale collasso della produzione di zucchero, il fallimento dell’industrializzazione e l’introduzione del razionamento – tutto questo mentre Cuba era stato uno dei quattro paesi economicamente di maggior successo dell’America Latina sin prima della dittatura di Batista.

    Il suo compito come direttore della Banca Nazionale, durante il quale conió biglietti che riportavano la firma “Che”, è stato sintetizzato dal suo assistente, Ernesto Betancourt: ” Riscontrai nel Che un’ignoranza assoluta dei principi piú elementari d’economia”. I poteri di percezione di Guevara rispetto all’economia mondiale furono espressi molto bene nel 1961, durante una conferenza dell’emisfero sud in Uruguay, dove predicó una tassa di crescita per Cuba del 10% “Senza il minimo timore, ” e, per il 1980, un ingresso pro capite maggiore di quello degli “Stati Uniti nell’attualitá. “In veritá, fino al 1997, il trentesimo anniversario della sua morte, i cubani si trovano con una dieta composta da una razione di cinque libbre di riso e una libbra di fagioli al mese; quattro once di carne due volte all’anno; quattro once di pasta di soia alla settimana; e quattro uova al mese.

    La riforma agraria tolse la terra ai ricchi, peró la giró ai burocrati, non ai contadini. (il decreto fu redatto nella casa del Che.) Il nome della diversificazione, l’aerea coltivata venne ridotta e la mano d’opera disponibile ridiretta verso altre attivitá. Il risultato fu che tra il 1961 e il 1963, la raccolta si ridusse della metá: appena 3,8 milioni di tonnellate. Era giustificato questo sacrificio per fomentare l’industrializzazione cubana? Sfortunatamente, Cuba difetta di materie prime per l’industria pesante, e, come una conseguenza della ridistribuzione rivoluzionaria, non contava con una moneta forte con la quale acquistarle – o incluso acquistare i prodotti essenziali. Per il 1961, Guevara dovette dare delle spiegazioni imbarazzate ai lavoratori nell’ufficio: ” I nostri camerata tecnici nelle compagnie hanno prodotto un dentifricio…buono come quello precedente; pulisce esattamente allo stesso modo, nonostante che dopo un po’ di tempo diventi come una pietra.”. Nel 1963, tutte le speranze di industrializzare Cuba vennero abbandonate, e la rivoluzione accettó il suo ruolo di provveditrice coloniale di zucchero al blocco sovietico in cambio di petrolio per coprire le proprie necessitá e per rivenderlo ad altri paesi. Durante le tre decadi seguenti, Cuba sopravvivrá in base ad un sussidio sovietico piú o meno tra 65 miliardi e 100 miliardi di dollari.

    Avendo fallito come eroe della giustizia sociale, merita Guevara un posto nei libri di storia quale genio della guerra delle guerriglie? Il suo maggiore risultato militare nella lotta contro Batista – la presa della cittá di Santa Clara dopo aver imboscato un treno con rinforzi pesanti – viene seriamente messo in discussione. Numerosi testimoni indicano che il conduttore del treno si arrese anzitempo, accettando regali in cambio. (Gutierrez Menoyo, il quale dirigeva un gruppo guerrigliero differente in quest’area, fa parte di quelli che hanno criticato la storia ufficiale di Cuba riguardo la vittoria di Guevara.) Immediatamente dopo il trionfo della rivoluzione, Guevara organizzó eserciti guerriglieri in Nicaragua, nella Repubblica Dominicana, in Panama, e Haiti – i quali vennero tutti sconfitti e distrutti. Nel 1964, invió il rivoluzionario argentino Jorge Ricardo Masetti verso la morte nel persuaderlo che montasse un attacco contro il suo paese natale dalla Bolivia, poco dopo che la democrazia rappresentativa fosse stata ristabilita in Argentina.

    Particolarmente disastrosa si riveló la spedizione nel Congo nel 1965. Guevara si alleó con due ribelli – Pierre Mulele ad Ovest e Laurent Kabila ad Est – contro il non gradito governo del Congo, il quale era sostenuto dagli Stati Uniti, per mezzo di mercenari sudafricani ed esiliati cubani. Mulele aveva preso possesso di Stanleyville prima di essere cacciato via. Durante il suo regno di terrore, cosí come descritto da V.S. Naipaul, assassinó tutti quelli che potevano leggere o che indossavano una cravatta. Per quanto riguarda l’altro alleato di Guevara, Laurent Kabila, si trattava meramente di un pigro e un corrotto per quel tempo; peró il mondo scoprirá negli anni 90 che anche lui era una macchina per uccidere. In ogni caso, Guevara trascorse gran parte del 1965 aiutando i ribelli dell’Est prima di abbandonare il paese in modo indegno. Poco tempo dopo, Motubu arrivó al potere e instauró una tirannia che sarebbe durata decine d’anni. (Nei paesi latinoamericani, Argentina e Perú, le rivoluzioni inspirate dal Che ottennero lo stesso risultato pratico di rinforzare il militarismo brutale per molti altri anni.)

    In Bolivia il Che fu nuovamente sconfitto, e per l’ultima volta. Male interpretó la situazione locale. Una riforma agraria aveva avuto luogo alcuni anni prima; il governo aveva rispettato molte delle istituzioni delle comunitá contadine; e l’esercito era vicino agli Stati Uniti nonostante il suo nazionalismo. “Le masse contadine non ci aiutarono nella maniera piú assoluta” fu la malinconica conclusione di Guevara nel suo diario boliviano. Ancora peggio, Mario Monje, il leader locale comunista, il quale non aveva fegato per una guerra di guerriglia dopo essere stato umiliato nei comizi, condusse Guevara verso un’ubicazione vulnerabile nel sud-est del paese. Le circostanze della cattura del Che tra le rovine di Yuro, poco dopo l’essersi riunito con l’intellettuale francese Regis Debray e il pittore argentino Ciro Bustos, entrambi arrestati mentre abbandonavano l’accampamento, furono, come gran parte della spedizione boliviana, cose per affezionati.

    Guevara fu sicuramente audace e coraggioso, e rapido nell’organizzare la vita in base a principi militari nei territori sotto il suo controllo, pero non era un Generale Giap. Il suo libro La Guerra delle Guerriglie insegna come le forze popolari possano vincere contro un esercito, che non è necessario aspettare che ci siano le condizioni necessarie visto che un fuoco insurrezionale puó provocarlo, e che il combattimento deve aver luogo principalmente nelle campagne. (Nella sua ricetta per la guerra delle guerriglie, riserva anche per le donne il ruolo di cuoche e infermiere.) Ció nonostante, l’esercito di Batista non era un esercito bensí un corrotto manipolo d’assassini senza motivazioni e mal organizzati; i fuochi guerriglieri, con l’eccezione del Nicaragua, terminarono tutti in cenere per i fuochisti, e l’America Latina si è urbanizzata per un 70% in questi ultimi quattro decenni. Anche in questo, Che Guevara, fu un crudele allucinato.

    Negli ultimi decenni del secolo diciannove, Argentina aveva il secondo piú alto tasso di crescita del mondo. Verso il decennio del 1890, il guadagno reale dei lavoratori argentini era superiore a quello degli svizzeri, tedeschi e francesi. Nel 1928, questo paese occupava il dodicesimo posto nel mondo in quanto a PIL pro capite. Questo risultato, che la generazione seguente rovinerá, si dovette in gran misura a Juan Bautista Alberdi.

    Come a Che Guevara, Ad Alberdi piaceva viaggiare: camminó attraverso la pampa e i deserti del sud e del nord all’etá di quattordici anni, e tutte le vie di Buenos Aires. Come Guevara, Alberdi di opponeva ad un tiranno, Juan Manuel Rosas. Come il Che, Alberdi ebbe l’opportunitá di aver influenza su un leader rivoluzionario al potere – Justo José de Urquiza, il quale destituí Rosas nel 1852. Al pari di Guevara, Alberdi rappresentó il nuovo governo in tour mondiali, e morí all’estero. Peró a differenza del vecchio e nuovo prediletto della sinistra, Alberdi non uccise mai una mosca. Il suo libro, Base e punto di partenza per l’organizzazione della Repubblica Argentina, fu la base della Costituzione del 1853 che limitó i poteri dello Stato, aprí le porte al commercio, allentó l’immigrazione e assicuró i diritti di proprietá, inaugurando in questo modo un periodo di settanta anni d’assoluta prosperitá. No si intromise negli affari delle altre nazioni, opponendosi alla guerra del suo paese contro il Paraguay. La sua immagine non adorna l’addome di Mike Tyson.

    http://daverik.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=693419

  38. Hugo Kolion detto

    Europa: un continente in crisi di identità

    di Carlo Zucchi

    Come tutte le guerre, anche l’ultima tra Iraq e angloamericani ha fatto le sue vittime. Se ne ha fatte meno del solito per quanto riguarda i civili iracheni, ben di più ne ha fatte dal punto di vista politico. ONU, NATO E UE sono uscite assai malconce, e se i commenti si sono sprecati per l’ONU, un po’ più sotto silenzio sono passate le divisioni all’interno dell’UE.
    Seppur legittima e motivata, la protesta dell’opinione pubblica europea contro la guerra ha toccato punte di antiamericanismo che devono far riflettere. Non più di 12 anni orsono, la prima guerra contro l’Iraq durò due volte tanto e fece un numero di vittime civili quasi mille volte superiori, eppure, oltre alle rituali marce della pace dei pacifisti da combattimento della sinistra marxista, le opinioni pubbliche europee non si mostrarono così ostili come è avvenuto quest’anno. Se a tutto ciò aggiungiamo che questa volta si andava a cacciare un tiranno unanimemente odiato come Saddam Hussein e che l’11 settembre 2001 gli Stati Uniti sono stati colpiti nel modo vile che sappiamo, è evidente che il sentimento antiamericano si è notevolmente acuito. Facendo un paragone tra il 1991 e oggi si può osservare come in questi 12 anni l’antiamericanismo sia stato scientemente nutrito da una sinistra post-marxista che, perso ogni progetto ideale costruttivo con il crollo del muro di Berlino, sembra trovare la propria identità soltanto nel demonizzare il nemico di sempre, ossia quegli Stati Uniti che l’hanno svegliata dal sogno della rivoluzione proletaria. Se allora, nonostante la guerra più cruenta, le proteste furono molto minori, ciò fu dovuto al fatto che, con il crollo del comunismo avvenuto soltanto due anni prima, i post-marxisti erano ancora piuttosto spaesati.
    Non sapendo più cosa realizzare, i neo-comunisti sanno perfettamente cosa distruggere. In seguito al crollo dell’URSS il comunismo ha trovato il modo di sopravvivere camuffandosi subdolamente con terminologie nuove, e se il comunismo è finito nel discredito più totale, le sue conseguenze e i suoi germi sono ormai stabilmente tra noi, sotto forma di idee sbagliate e pregiudizi anacronistici che hanno fatto breccia anche in chi è sempre stato visceralmente anticomunista. Ma ancora di più, il comunismo ha lasciato le sue venefiche scorie attraverso l’odio diffuso che ha inculcato nelle menti e nei cuori di chi ha abbracciato questa ideologia; odio che con il crollo del Muro è tutt’altro che scomparso e che, anzi, sembra essersi nutrito del risentimento verso il mondo una volta tramontato il sol dell’avvenir.
    Con lo sviluppo del movimento no-global, poi, quella cultura sta rialzando la testa sotto mentite spoglie (sono comunisti, ma lo negano), e se il pericolo di un’invasione sovietica è scongiurato, la penetrazione di ideologie che fanno leva sull’invidia e sulle viscere di spostati, frustrati e incapaci, è altrettanto pericolosa, in quanto tende a minare le fondamenta della civiltà occidentale. L’ideologia no-global ha fatto da ponte tra antiamericanismo e antisemitismo comunisti e antiamericanismo e antisemitismo panarabi, tanto che si può dire senza troppa ipocrisia che le uniche globalizzazioni finora riuscite sembrano essere quelle dell’antiamericanismo e dell’antisemitismo. L’odio verso la civiltà ebraico-cristiana alimentato dall’alleanza tra risentimento musulmano e risentimento anticapitalista sembra aver trovato nell’Europa delle ideologie e dell’immigrazione islamica un terreno quantomai fertile. Ma perché l’Europa? Cosa la divide dagli Stati Uniti?
    Ciò che oggi divide sempre più gli Stati Uniti dall’Europa delle ideologie è proprio la questione legata ai valori di fondo della società occidentale; valori che negli Stati Uniti sono ancora presenti nel cuore della gente, in particolare nella gente comune, mentre in Europa si denigra tutto quanto è occidentale, e nemmeno dopo la caduta del comunismo, si è compreso quanto il capitalismo degli ultimi due secoli abbia elevato il nostro standard di vita, sia sotto l’aspetto materiale, sia sotto quello morale.
    L’abitudine tutta giacobina di giudicare i comportamenti umani in base alle intenzioni (la via dell’inferno non è lastricata di buone intenzioni?) e non in base alle conseguenze ha fatto sì che ogni genocidio fatto in nome di nobili ideali riscuotesse molto meno biasimo rispetto a imprenditori, che, pur perseguendo fini egoistici, hanno creato benessere per tante persone. Fissare i propri giudizi morali sulle intenzioni è tipico delle persone infantili, mentre valutare le conseguenze delle proprie azioni è tipico delle persone adulte e responsabili, e proprio la responsabilità della persona è stato l’elemento centrale che il cristianesimo ci ha insegnato nei secoli, prima che le ideologie irreligiose di stampo statolatrico-illuministico creassero i presupposti per il disastro morale che oggi abbiamo sotto i nostri occhi. Espropriati a poco a poco (dallo Stato) della propria capacità decisionale, gli europei non sono invecchiati, bensì regrediti all’età infantile in cui non ci si assume responsabilità alcuna e si critica chi, talvolta sbagliando (come gli USA), ci leva dai guai, facendoci magari sentire pavidi e mollaccioni.
    Ebbene, fino a che l’Europa non capirà da cosa deriva il proprio benessere e la capacità di cooperazione dei propri popoli, sarà sempre un continente debole, e come una casa con fondamenta deboli, sarà destinata a crollare sotto il peso delle intemperie. Purtroppo, però, i segnali non sono incoraggianti. Il rifiuto di sottolineare le origini cristiane dell’Europa nella futura costituzione dell’Unione Europea è un gran brutto sintomo della crisi di identità del continente europeo.
    Se è pur vero che l’intervento anglo-americano in Iraq ha prestato il fianco a molte critiche più che giustificate, non altrettanto giustificato è l’odio che la pattumiera intellettuale europea ha scagliato verso gli Stati Uniti, colpevoli più di aver scelto un presidente “di destra” che di aver scatenato una guerra quantomeno criticabile. Il crollo del comunismo, purtroppo, non ha portato un ricambio nella classe intellettuale europea. Troppi comunisti riciclati, o non sufficientemente pentiti, sono ancora al proprio posto nelle aule universitarie e nelle redazioni di giornali e TV. Le idee sbagliate in circolazione sono ancora troppe. E persino la Chiesa cattolica sembra essere pervasa da questa cultura, come dimostrano fenomeni tipo la Teologia della liberazione, che, coniugando vangelo e marxismo (e mitra), vent’anni orsono spopolò in America latina, e che oggi sembra tornare in auge, sotto mentite spoglie, proprio in Italia.
    Inoltre, non può non saltare agli occhi che gli elementi di spicco del terrorismo arabo (analogamente a quanto accadeva con i terroristi filo-comunisti europei degli anni ‘70) non sono dei poveracci, ma borghesi che hanno girato il mondo, e che lo stesso Osama Bin Laden ha studiato a Londra e ha “subodorato” quell’ideologia anticapitalista che nei campus universitari occidentali sembra, purtroppo, non tramontare mai. Infatti, a essere presi di mira l’11 settembre, non sono stati obiettivi religiosi, ma politico-militari (Pentagono) e, soprattutto, economici, come le Twin Towers, autentico simbolo del capitalismo occidentale. Se poi pensiamo che nel recente passato anche molti leaders comunisti del terzo mondo si sono formati in Europa, come Pol Pot che ha studiato alla Sorbona di Parigi, il quadro è completo. Ciò che deve far riflettere, è che proprio l’occidente (soprattutto l’Europa) ha partorito dal suo seno coloro che rischiano di portarlo alla rovina. L’Europa, specie nella sua versione più statolatrica rappresentata da Francia e Germania (autentiche palle al piede dell’UE), sembra lanciare segnali ostili come non mai verso gli Stati Uniti, forse sapendo che se anche le cose si mettessero male, questi verrebbero comunque in nostro aiuto. Questo conflitto tra risentiti marxisti e musulmani da una parte e civiltà occidentale dall’altra sembra riproporre nuovamente l’eterno conflitto tra oriente dispotico e cultura ebraico-cristiana. Ma l’odio verso la nostra civiltà immesso dalla cultura comunista si è ormai espanso come una metastasi che ci ha indebolito a tal punto, che la colonizzazione araba prossima ventura costituisce una minaccia assai preoccupante, visto che dovremo risolvere da noi questo problema, e che gli americani, con nostra somma gioia, non potranno intervenire a tirarci fuori dai guai. Se l’ultima guerra in Iraq sarà foriera di conseguenze positive o negative sarà il tempo a dirlo, ma l’occidente deve prendere coscienza che i maggiori pericoli per il proprio futuro non vengono dall’esterno, ma dalle proprie aule universitarie e dalle proprie casematte ideologiche, che hanno esportato miseria e morte in paesi che oggi si rivoltano contro di noi in nome di ideali corrotti da nostre ideologie che continuano a sopravvivere, nonostante prematuri certificati di morte.

  39. Hugo Kolion detto

    Ernesto, roba da matti, ma te l’avevo detto …

    Scritto il alle 20:40 del 23/12

    Per quanto riguarda il fascismo per me che ho 22 anni si riconduce a quanto si dice in giro e a quello che si cerca di estrapolare da commenti in televisione, sui giornali o riviste. Purtroppo la scuola pubblica non sempre riesce a insegnare la storia sino ad i giorni nostri ed ahimè siamo malapena arrivati alla prima guerra mondiale nella V liceo. Pertanto ne approfitto per ringraziare tutti voi delle nozioni storiche che m’avete fornito aiutandomi a colmare qualche lacuna.

    Il fascismo dopo la caduta del regime non va più inteso come l’ideologia suprema che ha guidato tantissimi giovani in buonafede anche dopo l’armistizio. Il fascimso è diventato, rimane il mio modesto parere, una sorta di maglia da indossare per potersi schierare in un mondo dove se vuoi veramente andare contro corrente non puoi essere un fumato e fottuto comunista. Quindi accetti di buon grado l’esser fascista seppur lo pronunci con vergogna perchè sai anche tu quanto male si celi dietro quella bestemmia, dichiararsi fascista appunto.
    So di certo che se fossi nato durante il ventennio non mi sarei mai schierato con il regime fascista, anzi avrei brigato per rovesciarlo quanto prima perchè non tollero le imposizioni dall’alto.
    Se fossi nato nell’immediato dopoguerra però difficilmente mi sarei schierato contro gli ex fascisti. Perchè seppur non condivido il mezzo dell’ideologia condivido il fine e gli ideali che sono alla base dell’ideologia fascista.
    Se fossi stato ragazzo negli anni 70 poi di sicuro avrei lottato al fianco dei fascisti, il comunismo ci puntava i missili contro vorrei proprio vedere se lottavo a favore di quei farabutti.
    Ma sono nato nell’84 e oggi vivo un post rivoluzione borghese attuato negli anni di mani pulite con l’italia salvata dal tempestivo intervento di Berlusconi che si è associato alle altre forze anti comuniste per scongiurare l’ennesimo e spero ultimo tentativo di portare l’italia sotto un regime di ridotta democrazia.

    Quanto al neofascismo oggi, che dire. Se si entra nell’ottica che la parola fascismo non è una bestemmia e se si cancellano da statuti neofascisti l’auspicio di un ritorno al regime statalista ed autoritario ben vengano, non credo che l’ideale fascista sia poi così diverso da quello che la destra italiana professa.
    Ma la storia va avanti e non torna indietro, quindi mi trovo in disaccordo con MFL quando sostiene che il neofascismo sarebbe il bene per l’italia.

    No non sarebbe il bene come non lo sarebbe un ritorno alla democrazia cristiana. Ora come ora il bene dell’Italia lo farebbe un partito laico ancorato alle radici cristiane che limiti, nel rispetto dei diritti dell’uomo, le pretese dei fautori della nuova guerra fredda, gli estremisti (estremisti?) islamici. Pertanto sono contrario al ritorno del fascismo in ogni sua forma seppur non mi vergogni in cor mio di essere nero come la pece.

    Modificato da Angelhearts il alle 20:43 del 23/12

    http://www.ilgiulivo.com/cms/forum/viewthread.php?rowstart=80&forum_id=25&thread_id=703#post_11529

  40. Hugo Kolion detto

    Ernesto, ma ci sono anche quelli buoni :-)

    Ciao a tutti, mi inserisco e butto li la mia..

    Ho letto tutti i vostri post, interessanti, da tutti i lati si evince subito la differenza sostanziale tra la moderna destra liberale e il neocomunismo. Mentre da questa parte ci si può confrontare sul bene/male del fascismo con un netto riferimento al passato, che lascia intendere che è ben lungi dal nostro comune pensiero il desiderio del ritorno al regime, dall’altra il comunismo è visto ancora in moltissimi ambienti con nostalgia se non addirittura come obbiettivo irrinunciabile, benchè credo che la differenza tra regimi Rossi o Neri dal punto di vista di chi li ha subiti sia irrilevante.

    Mi è piaciuto l’elenco che ha postato Fabio di Firenze, preso a uno a uno sono un’elenco di punti in gran parte condivisibili, pieni di rispetto per il prossimo, di ottimi intenti sociali.
    Il problema è che quella serie di punti sono presto diventati obblighi inderogabili, motivo di vessazione, prigionia, pestaggi.
    Il nodo fondamentale a mio parere non è sul bene o sul male assoluto del fascismo, trovo inutile fare distinzioni su questo è bene e questo è male. Si citava il fascismo coloniale, è vero abbiamo costruito ponti, ferrovie e strade, e per convincerli che era cosa buona e giusta siamo stati i primi al mondo a usare i gas.
    Il bene portato con la forza personalmente non mi suona ‘bene’, mi lascia alquanto perplesso.

    La forza del pensiero liberale sta proprio nella capacità di convincere, che se scelgo autonomante di costruire la mia esistenza nel rispetto di chi mi circonda, l’autolimitazione non diventa un’imposizione ma un segno di maturità intellettuale e sociale.
    La più grande espressione di libertà è il poter scegliere di privarsi di questa libertà in nome di qualcosa che si ritiene più grande, un ideale, una religione, ad esempio farsi prete, entrare in corpo speciale, diventare un testimone di Geova, e perchè no scegliere di seguire la regola Fascista.
    Il regime Fascista ha tagliato la libertà personale in quasi tutte le sue possibilità di espressione, e personalmente questo è su tutti il motivo principale per il quale resta e resterà sempre un vissuto del passato che non potrà mai trovare spazi nella vita democratica moderna.
    Poi si può tracciare la famosa T e dividere questo è stato bene e questo è stato male, ma è un lavoro sterile, soprattutto per la mia generazione. Da trentenne tutto il fascismo che conosco l’ho ascoltato e letto, il comunismo l’ho visto e lo vedo, e non mi piace.

    Un saluto a tutti.

  41. Hugo Kolion detto

    Nazismo e comunismo: due volti dello stesso male
    di Odoardo Reggiani

    Ci siamo più volte espressi anche su queste colonne a favore della celebrazione, per legge, di una giornata dedicata alla memoria della Shoah, ma siamo altrettanto convinti che la memoria storica non debba funzionare in modo emiplegico. Tutto ciò che meritoriamente viene fatto per ricordare i crimini del nazismo deve essere fatto anche per le decine di milioni di vittime dell’altro orrore del secolo scorso: il comunismo. Nazismo e comunismo, benché nemici e geneticamente diversi, sono stati definiti dallo storico francese Pierre Chaunu “gemelli eterozigoti” per gli innumerevoli tratti comuni che presentano. La storiografia e l’intellighentia di sinistra respingono tenacemente qualsiasi accostamento e accusano di “nevrosi comparativa”, come ha fatto Gad Lerner, chiunque lo azzardi. Il comunismo, secondo costoro, sarebbe stata una utopia benefica e libertaria ancorché male applicata, mentre il nazionalsocialismo fu un’idea dichiaratamente sterminatrice. Insomma, i comunisti avranno anche sterminato decine di milioni di persone più dei nazisti ma le loro intenzioni, al contrario di quelle dei nazisti, erano buone.

    Questa tesi che per mezzo secolo ha paralizzato gli studi sui rapporti di parentela fra nazismo e comunismo sta ormai crollando. Molti sono i lavori storiografici autorevoli che hanno infranto il tabù dell’incomparabilità fra comunismo e nazismo. Citiamo ad esempio i libri di Alain Besançon (Novecento, il secolo del male – Ideazione) di Marco Revelli (Oltre il Novecento – Einaudi), di Alain De Benoist (Comunismo e nazismo: riflessioni sul totalitarismo del XX secolo – Arianna editrice) ma anche Pier Luigi Battista che intervenendo a un forum promosso da Il Giornale e pubblicato il 14 settembre 2000, si era così espresso: “Va infranto il tabù della incomparabilità. Una vasta letteratura ha rivelato le fortissime affinità, somiglianze e convergenze tra due sistemi misurabili non già sulla quantità pazzesca di morti che hanno provocato, bensì dalla comune idea che per arrivare a un mondo perfetto non c’è prezzo sufficientemente elevato che non possa essere pagato. Il loro principale tratto di somiglianza che Besançon ha messo perfettamente in luce è l’inclinazione sterminazionista. È previsto in entrambi i modelli teorici lo sterminio di interi gruppi, di intere categorie umane, a prescindere dalla colpa soggettiva (…).

    Nelle ideologie sterminazioniste cade totalmente il criterio della colpa soggettiva e si viene colpiti esclusivamente per appartenenza. Perché si è. Quindi si massacrano gli ebrei in quanto tali o la borghesia come classe”. Sicché, il ruolo degli ebrei nella teoria nazista e quello di intere classi sociali come la borghesia e i kulaki o etnie come i ceceni, o nazionalità come gli ucraini, nella teoria comunista, hanno avuto la stessa funzione. Molti capi bolscevichi hanno usato un linguaggio che i nazisti avrebbero potuto fare proprio rimpiazzando semplicemente il termine “borghese” con “ebreo”. Comunismo e nazionalsocialismo avevano in comune l’odio feroce per la democrazia, la libertà individuale, i diritti umani. Nondimeno, i gran sacerdoti della storiografia “politicamente corretta”, non solo italiani, mentre riservano al nazismo la giusta esecrazione e una “damnatio memoriae” permanenti e capillari, concedono al comunismo una amnesia e una amnistia inaccettabili.

    Alain Besançon, intervistato da Maurizio Blondet per Avvenire (14/7/2003) affermava che interrogando Minitel (una specie di internet francese – ndr) alla voce “nazismo” si trovano 408 schede; alla parola “stalinismo” 7; su “Auschwitz” se ne trovano 105 mentre su “Kolyma”(gulag comunista) solo 2; per “fame in Ucraina” zero. Barbara Spinelli nel suo ottimo libro “Il sonno della memoria” – Mondadori ed. – afferma che è “urgente” scrivere a tutte lettere che la carestia del 1932-33 in Ucraina fu uno “sterminio consapevole” (sei milioni di morti, ndr) e la Kolyma “altro non era che un lager” proprio come quelli nazisti. Alain De Benoist nel sopracitato libro scrive “Il comunismo ha distrutto ancor più vite del nazismo. Non basta dire che è una bella idea che ha preso una brutta piega”.

    I regimi politici vanno infatti giudicati in base ai loro atti, non alle loro intenzioni. Com’è stata e come continua ancora ad essere possibile la coltre di amnesia e di condiscendenza nei confronti del comunismo? Alain Besançon l’attribuisce alla alleanza militare fra le democrazie occidentali e l’Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale. “Per fare la guerra con il cuore” scrive “una democrazia ha bisogno che il suo alleato possieda un certo grado di rispettabilità. All’occorrenza, gliela presta”. L’ideologia comunista, coi suoi orrori, resta così dietro lo scenario di Stalingrado e dei milioni di caduti russi nella guerra contro Hitler. Ma il tempo farà ancora una volta il suo lavoro e dimostrerà che il comunismo non è stata una buona idea che ha avuto un cattivo esito. È stata solo una cattiva e tragica idea.

  42. Hugo Kolion detto

    Ernesto, ecco secondo me l’esempio da imitare :-)

    Presentazione di noiseFromAmeriKa

    Per perdere tempo a scrivere un blog bisogna avere ottimismo in dosi multiple. Primo, bisogna essere ottimisti sul fatto di avere un certo flusso di cose interessanti da dire. Secondo, bisogna essere ottimisti sull’essere capaci di renderle comprensibili e scriverle. Terzo, bisogna essere ottimisti sul fatto che ci sia gente che abbia voglia di leggerle. Noi siamo ottimisti (o illusi, tanto fa lo stesso ai fini pratici), e quindi eccoci qua.

    Il blog è iniziato da qualche mese, ed è rimasto fino ad ora in stato semi-sperimentale. Visto che sembra essere in grado di sopravvivere, ora vorremmo provare a fare un po’ più sul serio. Questo pezzo ha lo scopo di presentare le caratteristiche del sito ai nuovi lettori, che sarebbero altrimenti costretti a sorbirsi le lunghe tirate di Michele o gli spaventosi grafici di Alberto per farsi un’idea. Se dopo la presentazione avete ancora voglia di leggere, registratevi, cliccate sugli articoli e commentate. Benvenuti fra noi!

    Quello che ci ha spinto a iniziare questo blog – oltre ad una dose non comune di goliardia anarcoide ed uno spirito d’amicizia che, già solido, è venuto rafforzandosi in questi sei mesi – è lo stato a nostro avviso delirante del dibattito di politica economica (e spesso del dibattito politico-culturale in generale, ma su questo siamo meno competenti) in Italia. Non siamo appena usciti dall’asilo, lo sappiamo che in questo tipo di discussioni spesso gli attori hanno forti interessi, materiali e ideologici, che li portano a cercare di distorcere i fatti e le posizioni altrui. Questo è normale, e succede ovunque. La peculiarità italiana sta nel fatto che molti politici, sindacalisti, imprenditori, giornalisti, accademici e opinion makers in generale sembrano essere completamente ignoranti del metodo e dei risultati delle scienze economiche e sociali.

    Due esempi, tra i politici (non chiedeteci di cercare esempi tra le altre categorie “intellettuali,” li abbiamo, oh se li abbiamo). Qualche anno fa l’allora ministro Tremonti se ne saltò fuori con una fantastica idea per ridurre l’inflazione ‘causata dall’euro’. Era essenziale, ci spiegò il ministro (nonché ordinario di scienza delle finanze), introdurre le banconote da 1 euro al posto delle monetine. Perché, vedete, le monetine vengono prese in scarsa considerazione dal consumatore, che le spende senza pensarci troppo e quindi causa inflazione. Con le più austere banconote, ben altra è la propensione a “tesaurizzare”!

    La proposta venne accolta con ostinato silenzio negli altri paesi europei e dai banchieri centrali; possiamo solo supporre che a Francoforte si provi un certo imbarazzo a dare del deficiente ad un ministro d’uno stato membro. Ma la reazione in Italia fu ben diversa da quella da noi auspicata. Cosa avremmo voluto vedere? Niente di speciale. Per esempio, che i principali giornali interrogassero qualche economista monetario di riconosciuto prestigio sui meriti della proposta (ma gente seria, non quelli che hanno scritto un paio di articoli in italiano nella rivista del barone loro protettore nel ‘63 e da allora siedono nel consiglio di amministrazione di banche e aziende varie). Ci sono teorie economiche a sostegno delle tesi dell’illustre commercialista? Cosa dicono i dati per i casi in cui questi cambiamenti ci sono stati? Non ci sarebbe voluto molto per scoprire che la proposta era una grottesca baggianata. E a quel punto il suo ideatore sarebbe dovuto essere ricoperto di pece e piume, fare la figura dell’ignorante che è, forse perfino rinunciare a qualche carica. Non successe nulla di tutto questo, dimostrando che nel dibattito di politica economica in Italia si può dire qualunque sciocchezza senza pagare alcun prezzo politico. Allo stesso tempo in cui, è utile aggiungere, qualsiasi affermazione dell’allenatore del Poggibonsi è sottoposta all’attento scrutinio degli esperti dei massimi sistemi calcistici. Come Sandro ha recentemente ricordato, a noi il buon calcio piace assai: ma nel calcio come nella politica economica ci piacciono i seri professionisti.

    Il secondo esempio è più recente. Alitalia ha, per l’ennesima volta, annunciato risultati negativi. Gianluca ha già chiarito cosa pensiamo vada fatto. Invece il ministro Bersani, che pure è lungi dall’essere il peggior politico in Italia, ha annunciato con una certa pomposità che ‘un grande paese non può fare a meno di una compagnia di bandiera’. Si tratta purtroppo di un’idea molto diffusa, sia a destra sia a sinistra, ed è esemplare di come tante ottusità vengano tranquillamente ripetute senza la minima sfida intellettuale. Gli USA non sono un grande paese? Perché, forse il ministro non ne è al corrente, loro la compagnia di bandiera non ce l’hanno. E il ministro si è accorto che da una trentina d’anni, cioè da quando la deregolamentazione del settore aereo iniziata da Carter si è diffusa nel mondo, l’occupazione nel settore è cresciuta, i prezzi sono calati e il numero dei viaggiatori è cresciuto esponenzialmente? E che Alitalia (e Air France, e Iberia, e tutti gli altri carrozzoni governativi) non hanno contribuito nulla al progresso del settore e hanno continuato a succhiare soldi ai contribuenti? Dove sta il ragionamento, uno straccio di ragionamento, per sostenere l’importanza dell’esistenza delle compagnie di bandiera? Abbiamo sentito sostenere che senza compagnia di bandiera si volerebbe solo a Milano e Roma. Forse che gli americani a College Station, Texas, e a Bismarck, North Dakota, ci vanno a piedi? Nessuno dovrebbe passarla liscia con simili strampalate affermazioni. Può darsi che sia impossibile per ragioni politiche liquidare Alitalia, ma allora vogliamo che il dibattito si centri su quali sono queste ragioni.

    La nostra pretesa, in questo sito, è di contribuire un al ripristino di un minimo di decenza nel dibattito, sia suggerendo gli strumenti a nostro avviso più appropriati e rigorosi per analizzare i problemi del momento, sia, ogni tanto, sollevando noi stessi qualche discussione su questioni di fondo. Soprattutto, come ha fatto Giorgio nella sua rentree’, ce la prenderemo con tutte quelle affermazioni, luoghi comuni, banalità e bestialità varie che vengono continuamente ripetute senza sfida e senza commento sui mass media italiani. Ognuno lo farà con il proprio stile, chi più aggressivo e chi più conciliante, chi più sottile e chi più sfacciato, chi più prono a studiare i dati e chi più incline a elaborare teorie, chi con poche righe e chi con lunghe pagine. Ci guadagniamo il pane facendo ricerca economica, diciamo così, non banale e riportata nei nostri non proprio lillipuzzani curricula, ma scriviamo come mangiamo, con le mani che prendono ordini dalla corteccia (pre)frontale. La povertà delle idee è spesso associata, Lacan&Derrida docet, a un linguaggio complesso, con la sue belle piramidi di subordinate – che ‘noi abbiamo fatto il classico’ – ed un linguaggio tronfio e superbo dove ogni bisillaba è rimpiazzata da qualche parolone pescato sul Devoto-Oli. Anche in questo ci vogliamo distinguere: le idee ce le abbiamo, non c’è ragione di usare la forchetta, parlare a bassa voce e per allusioni, e fingersi Cicerone.

    Ora, uno può dire, ma perché devo dare retta proprio a voi e non a qualcun altro? Stampa e televisioni in Italia sono controllati e asserviti, ma sulla rete ci sono tante voci che si dedicano a vivisezionare le notizie, offrendo analisi spesso assai sofisticate. Beh, chi ha del filo da tessere, tesserà. Quello che possiamo dire è che in questo sito non abbiamo difficoltà a sbertucciare chiunque. Chi avesse voglia di sfogliare il nostro archivio se ne accorgerà immediatamente. Nessun atteggiamento di favore per una parte politica, nessun tentativo di apparire il think tank di nessuno. Solo argomentazioni e commenti, come ci vengono; quando diciamo pirlate facciamo autocritica, e’ gia’ successo. Inoltre, non abbiamo problemi a firmarci con nome e cognome, anziché ‘paperoga’ o cose del genere. Se cliccate sul bottoncino CHI SIAMO del nostro minimalissimo menù, troverete non solo i nostri nomi ma anche i siti web con relativi curricula.

    Nei mesi di prova il gruppo iniziale ha reclutato alcuni amici, quindi ora la banda è un po’ più ampia e forse crescerà ulteriormente, ma non molto. Noterella tecnico-burocratica: come vedete questo filtro e’ firmato dagli editori, per i quali vale quanto qui detto, sia sopra che sotto. Gli amici che si stanno offrendo di collaborare non c’entrano (per loro buona sorte). Alcuni usano uno pseudonimo, e continueranno a farlo: si tratta di persone in posizioni “delicate” in quel del Bel Paese e, visto il loro legittimo desiderio di dire cio’ che pensano senza dare l’impressione di voler favorire una parte politica o l’altra e senza dover poi perdere tempo a difendersi/scusarsi/coprirsi/destreggiarsi/chiarificare, abbiamo ritenuto che mantenere lo pseudonimo fosse un prezzo ragionevole a fronte del beneficio. Del fatto che nessuno qui persegue particolari obiettivi personali e che non vi sono conflitti d’interesse d’alcun tipo garantiamo noi … e comunque, non pensiate che dietro a “Stockli” si nasconda l’amministratore delegato della Telecom!

    Nel caso non fosse già esplicito, meglio confessarlo spontaneamente: intellettualmente siamo un tantino elitari e non ne proviamo vergogna alcuna. Anche per questo permettiamo ad Andrea, oltre che di guidarci fra i tempestosi flutti del software per blogs fai-da-te, d’illustrarci dottamente la cinematografia clandestina dei nostri giorni.

    Concludendo, che sarebbe anche ora, cercheremo di essere attenti e rigorosi, obiettivo più facilmente raggiungibile se si rischia di perdere la faccia mettendo il proprio nome in calce a un’asinata. Per il resto, libertà più assoluta. Se continuerete a leggere il sito scoprirete che il fatto di essere tutti economisti non ci impedisce di avere opinioni spesso assai differenti. Va benissimo così, non vogliamo avere una linea, non vogliamo avere protetti, e non vogliamo avere protettori. Tante cose c’interessano, il meretricio non ancora.

    15 Ottobre 2006

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/docs/Presentazione_di_noiseFromAmeriKa

  43. Hugo Kolion detto

    Lo scandalo dei bambini bolliti
    di Stefano Magni

    In Cina, ai tempi di Mao, i bambini venivano bolliti per ricavarne concime per i campi. Quando Berlusconi lo ha ricordato in un incontro elettorale a Napoli, è subito scoppiata una polemica di tipo elettoralistico-diplomatico. Ha replicato per prima la Cina, con il Ministero degli Esteri di Pechino che dichiara il suo “sconcerto” di fronte alle dichiarazioni di Berlusconi. E la sinistra italiana ha cavalcato l’onda: “È un’offesa fatta ad un popolo con un miliardo e 300 milioni di persone. E anche se la metà se la dimentica, 650 milioni se la ricorderanno comunque. Siamo screditati all’estero e senza crescita all’interno”, ha dichiarato Romano Prodi. Mentre per D’Alema l’Italia deve restituire al mondo “l’immagine di un paese dell’accoglienza. Solo questo centro-estra poteva escogitare l’idea di un’Italia razzista”.

    Offesa? Discredito? Razzismo? Ma cosa c’entrano? Che senso hanno di fronte all’evidenza dei fatti ricordata da Berlusconi? Forse per motivi di etichetta, occorre nascondere una realtà? Nella Cina di Mao i bambini erano realmente usati come concime. Ed erano anche mangiati. Durante la grande carestia, provocata dal regime comunista con il suo “Grande Balzo Avanti” (il tentativo fallito di industrializzare le campagne), i contadini stipulavano dei patti mutui, informali, con i quali le famiglie si scambiavano i figli per mangiarli. “Davanti agli occhi, tra le erbacce – ricorda il dissidente Wei Jingsheng – mi apparve all’improvviso una scena che mi era stata raccontata durante un banchetto: quella di famiglie che si scambiavano tra loro i figli per mangiarli. Distinguevo chiaramente il volto afflitto dei genitori che masticavano la carne dei bambini con i quali avevano barattato i propri. I ragazzini che cacciavano le farfalle tra i campi nei dintorni del villaggio mi sembravano la reincarnazione di quei piccoli divorati dal loro padre e dalla loro madre. Mi facevano pietà. Ma ancora di più mi facevano pietà i genitori. Chi li aveva costretti a mangiare, tra le lacrime e il dolore degli altri genitori, quella carne umana di cui mai, nemmeno nei loro peggiori incubi, avrebbero pensato di sentire il sapore? Capii allora chi era quel boia, ‘uomo di tal fatta che l’umanità, in parecchi secoli, e la Cina, in parecchi millenni, poterono partorirne uno solo’: Mao Tse-tung”.

    Perché è utile ricordarlo anche oggi? Perché in Cina succede ancora. Il cannibalismo ai danni dei bambini, nelle misere campagne del “colosso” cinese, non si è affatto estinto. Lo rivela Asia News, con un lancio di agenzia dello scorso 5 aprile: nel Gansu la polizia ha scoperto in una discarica le braccia di bambini bolliti e cucinati con spezie. “Le braccia – come scrive un cronista locale – appartengono chiaramente ad un bambino: hanno bicipite ed avambraccio e le mani hanno ancora le unghie”. Il direttore dell’Ufficio Stampa di Lanzhou, la capitale del distretto, minimizza, sostiene che i resti trovati devono ancora essere identificati, ma non nega il ritrovamento. La polizia locale è invece più precisa: le braccia appartengono a bambini dai 5 agli 8 anni di età. Non si tratta di un caso isolato. La galleria degli orrori, negli ultimi anni, purtroppo è lunga: 121 teschi umani sono stati ritrovati nell’area fluviale di Tianzhou, solo due settimane fa; mentre nel 2003 era trapelata la notizia che in alcuni ristoranti del Guangdong si serviva carne di bambino. E negli anni Novanta, sempre nel Guangdong, era stato scoperto un traffico di feti umani da bollire per fare zuppe o per ricavarne prodotti di bellezza. In tutti questi casi, le autorità cinesi hanno sempre nascosto le notizie, negato, accusato i giornalisti di fare propaganda anti-cinese. Hanno sempre mantenuto un atteggiamento di omertà complice.

    Anche perché c’è poi un’altra forma di “cannibalismo” istituzionalizzata: il riciclaggio degli organi e delle cornee dei prigionieri condannati a morte, pratica documentata da testimonianze e persino resoconti dettagliati. Di fronte all’orrore della Cina comunista, all’incubo di una società resa misera e bestiale dal più grande regime totalitario del mondo, c’è poco da parlare di “offesa”, di “discredito”, o di “razzismo”. Ci sarebbe solo da gridare allo scandalo. E lo scandalo è la Cina Popolare, non la dichiarazione di Berlusconi”.

    06 aprile 2006

  44. Hugo Kolion detto

    Lo scandalo dei bambini bolliti
    di Stefano Magni
    [06 apr 06]

    In Cina, ai tempi di Mao, i bambini venivano bolliti per ricavarne concime per i campi. Quando Berlusconi lo ha ricordato in un incontro elettorale a Napoli, è subito scoppiata una polemica di tipo elettoralistico-diplomatico. Ha replicato per prima la Cina, con il Ministero degli Esteri di Pechino che dichiara il suo “sconcerto” di fronte alle dichiarazioni di Berlusconi. E la sinistra italiana ha cavalcato l’onda: “È un’offesa fatta ad un popolo con un miliardo e 300 milioni di persone. E anche se la metà se la dimentica, 650 milioni se la ricorderanno comunque. Siamo screditati all’estero e senza crescita all’interno”, ha dichiarato Romano Prodi. Mentre per D’Alema l’Italia deve restituire al mondo “l’immagine di un paese dell’accoglienza. Solo questo centro-estra poteva escogitare l’idea di un’Italia razzista”.

    Offesa? Discredito? Razzismo? Ma cosa c’entrano? Che senso hanno di fronte all’evidenza dei fatti ricordata da Berlusconi? Forse per motivi di etichetta, occorre nascondere una realtà? Nella Cina di Mao i bambini erano realmente usati come concime. Ed erano anche mangiati. Durante la grande carestia, provocata dal regime comunista con il suo “Grande Balzo Avanti” (il tentativo fallito di industrializzare le campagne), i contadini stipulavano dei patti mutui, informali, con i quali le famiglie si scambiavano i figli per mangiarli. “Davanti agli occhi, tra le erbacce – ricorda il dissidente Wei Jingsheng – mi apparve all’improvviso una scena che mi era stata raccontata durante un banchetto: quella di famiglie che si scambiavano tra loro i figli per mangiarli. Distinguevo chiaramente il volto afflitto dei genitori che masticavano la carne dei bambini con i quali avevano barattato i propri. I ragazzini che cacciavano le farfalle tra i campi nei dintorni del villaggio mi sembravano la reincarnazione di quei piccoli divorati dal loro padre e dalla loro madre. Mi facevano pietà. Ma ancora di più mi facevano pietà i genitori. Chi li aveva costretti a mangiare, tra le lacrime e il dolore degli altri genitori, quella carne umana di cui mai, nemmeno nei loro peggiori incubi, avrebbero pensato di sentire il sapore? Capii allora chi era quel boia, ‘uomo di tal fatta che l’umanità, in parecchi secoli, e la Cina, in parecchi millenni, poterono partorirne uno solo’: Mao Tse-tung”.

    Perché è utile ricordarlo anche oggi? Perché in Cina succede ancora. Il cannibalismo ai danni dei bambini, nelle misere campagne del “colosso” cinese, non si è affatto estinto. Lo rivela Asia News, con un lancio di agenzia dello scorso 5 aprile: nel Gansu la polizia ha scoperto in una discarica le braccia di bambini bolliti e cucinati con spezie. “Le braccia – come scrive un cronista locale – appartengono chiaramente ad un bambino: hanno bicipite ed avambraccio e le mani hanno ancora le unghie”. Il direttore dell’Ufficio Stampa di Lanzhou, la capitale del distretto, minimizza, sostiene che i resti trovati devono ancora essere identificati, ma non nega il ritrovamento. La polizia locale è invece più precisa: le braccia appartengono a bambini dai 5 agli 8 anni di età. Non si tratta di un caso isolato. La galleria degli orrori, negli ultimi anni, purtroppo è lunga: 121 teschi umani sono stati ritrovati nell’area fluviale di Tianzhou, solo due settimane fa; mentre nel 2003 era trapelata la notizia che in alcuni ristoranti del Guangdong si serviva carne di bambino. E negli anni Novanta, sempre nel Guangdong, era stato scoperto un traffico di feti umani da bollire per fare zuppe o per ricavarne prodotti di bellezza. In tutti questi casi, le autorità cinesi hanno sempre nascosto le notizie, negato, accusato i giornalisti di fare propaganda anti-cinese. Hanno sempre mantenuto un atteggiamento di omertà complice.

    Anche perché c’è poi un’altra forma di “cannibalismo” istituzionalizzata: il riciclaggio degli organi e delle cornee dei prigionieri condannati a morte, pratica documentata da testimonianze e persino resoconti dettagliati. Di fronte all’orrore della Cina comunista, all’incubo di una società resa misera e bestiale dal più grande regime totalitario del mondo, c’è poco da parlare di “offesa”, di “discredito”, o di “razzismo”. Ci sarebbe solo da gridare allo scandalo. E lo scandalo è la Cina Popolare, non la dichiarazione di Berlusconi”.

  45. Hugo Kolion detto

    … Dove esiste la libertà d’opinione, vi è anche libertà d’azione e ne traggono vantaggio i migliori e non coloro che hanno più conoscenze e contatti …

    V. Avanti verso il futuro
    La sinistra vuole ricondurre la Svizzera al periodo buio degli anni dal 1990 al 2003. Vuole togliere quanto possibile a chi s’impegna, a chi lavora seriamente e ridistribuirlo attraverso lo Stato, preferibilmente a se stessa. Che a causa di ciò i cittadini stanno peggio e il Paese è ridotto sul lastrico, viene sottaciuto. È evidente: la sinistra, ossia il PS e i Verdi, vogliono una Svizzera socialista. È questo dovrebbe lasciare indifferenti i consiglieri federali?

    Signore e signori, nel 2007 il popolo svizzero deve decidere:

    Vogliamo tornare agli anni bui anteriori al 2003? O vogliamo avanzare verso un futuro che promuova nuovamente i valori svizzeri e garantisca benessere e libertà? Vogliamo nuovamente distruggere la rinascita politica degli ultimi anni?

    Signore e signori, è richiesto l’impegno dei partiti borghesi – soprattutto dell’UDC – come forze di opposizione.
    Se il PS definisce decisive le elezioni del 2007 alleandosi con un partito non governativo, i Verdi, con l’obiettivo principale di tornare alla politica degli anni bui che in fin dei conti ridurrebbe sul lastrico la Svizzera, allora bisogna intervenire: l’UDC, in quanto forza politica che deve condurre la campagna elettorale, e i consiglieri federali che espongono le loro idee sul corso della Svizzera. L’UDC è diventato il partito più forte perché dal 1990 si è opposta a una politica fatale! È comprensibile che i rossoverdi combattano l’UDC e vogliano buttarmi fuori dal Consiglio federale – ciò non è esente da una certa logica.

    L’UDC presa di mira e i suoi esponenti rappresentano i valori tradizionali della Svizzera, i valori che rafforzano la Svizzera. La politica di sinistra degli anni Novanta ha indebolito la Svizzera e una sua vittoria elettorale indebolirebbe o addirittura distruggerebbe il benessere e la libertà del nostro popolo.

    Quello che ha reso forte e renderà forte anche in futuro la Svizzera è proprio la politica dei valori tradizionali.

    Soprattutto per affrontare le sfide della globalizzazione è urgentemente necessaria una politica che poggia su questi valori tradizionali. Solo essa garantisce il successo.

    Vedete ora l’importanza delle elezioni?
    Vedete l’importanza dell’UDC?
    Vi rendete conto del significato delle elezioni del 2007?

    http://www.ejpd.admin.ch/ejpd/it/home/dokumentation/red/2007/2007-01-19.html

  46. Hugo Kolion detto

    Prc di Vicenza: ‘Con la base Usa via Rifondazione dal governo’ …

    Con un comunicato stampa, la segreteriaprovicniale di Rifondazioen Comunista di Vicenza ribadisce il proprio ‘No’ all’ipotesi di trasformare l’aeroporto El Molin in una megabase per l’esercito Usa. “Se il governo dovesse ribadire il proprio Sì al progetto Dal Molin il PRC deve togliere immediatamente il sostegno al governo Prodi”.

    Riteniamo che il compromesso raggiunto tra sinistra radicale e sinistra moderata ottenuto attraverso il programma dell’Unione e che ha permesso al Sig. Romano Prodi di diventare Presidente del Consiglio sia stato ancora una volta tradito.

    Ezio Lovato, Gianmarco Anzolin, Urbano Boscoscuro , Piero Zalltron (segreteria provinciale PRC Vicenza), Gianni Turcato (coordinatore provinciale Giovani Comunisti Vicenza).

    La sinistra contesta la base Usa le coop già in coda per l’appalto …

    di Stefano Filippi

    Gente previdente, gli americani. L’accordo con il governo italiano per ampliare la base militare di Vicenza non è ancora perfezionato, ma la Marina militare Usa non perde tempo e ha già avviato la procedura che porterà ad assegnare i lavori. Il 17 novembre ha pubblicato su internet una cosiddetta «presolicitation notice», cioè l’avviso di un prossimo bando per assegnare le opere. Le imprese interessate hanno tempo fino al 6 marzo per segnalarsi e chiedere informazioni. La torta da spartire è allettante, il bugdet riportato dal capitolato è pari a 310.150.000 euro. Fra le prime a registrarsi nel sito di «e-solicitation» (cioè «invito elettronico») del Naval Facilities Engeneering Command della Us Navy ci sono tre coop, i colossi dell’edilizia rossa: la Cmc (Cooperativa muratori cementisti) di Ravenna, la Cmr (Cooperativa muratori riuniti) di Ferrara e la Ccc (Consorzio cooperative costruzioni) di Bologna.

    Non è una novità: la Cmr da anni lavora per l’Aviazione americana nelle basi aeree di Aviano (Pordenone), Camp Darby (Livorno) e nella stessa Vicenza. In Toscana ha un contratto per la manutenzione completa della base, stesso incarico per il «Villaggio della pace» di Vicenza (dove vivono le famiglie dei soldati), invece in Friuli la Cmr ha recentemente costruito un giardino d’infanzia, il centro benessere, la Clubhouse del campo di golf, la centrale di comunicazione (l’intervento edile più importante) e ne ha ristrutturato l’ingresso principale. Dal fitness al golf al kinderheim, le truppe a stelle e strisce di Aviano si rilassano grazie ai muratori delle coop.

    «Money is money», si dice. Mentre i pacifisti occupano stazioni e lanciano pomodori, mentre nei partiti della sinistra fioccano le prese di distanza (proprio l’altra sera sono giunte 84 autosospensioni dalla Quercia di Vicenza dopo l’analoga decisione del direttivo provinciale della Margherita) e il governo è scosso da critiche e polemiche da ogni parte, i giganti dell’edilizia cooperativa tifano perché l’affare vada in porto. E si preparano a partecipare alla gara d’appalto per il raddoppio delle strutture che consentiranno l’unificazione della 173ª brigata aviotrasportata alla periferia di Vicenza.

    Sono 76 (fino a ieri) le imprese che si sono registrate al capitolato numero N33191-06-R-3229 per avere informazioni. C’è di tutto, dalle ditte di serramenti (Schuco) a quelle di antifurti, dagli studi di progettazione ai numeri uno delle telecomunicazioni (Fastweb, Telecom Italia, Siemens), dalle ditte vicentine e trevigiane a imprese straniere (francesi, svizzere, tedesche, ceche, americane), fino ai grandi «general contractor» come Rizzani de Eccher, Bonatti, Pizzarotti, Protecno. E anche Ccc, Cmr e Cmc, tra le prime a iscriversi sul registro elettronico del Navfac: l’hanno fatto nei primi tre giorni successivi alla pubblicazione della «presolicitation notice».

    Il capitolato del Comando per le opere ingegneristiche della Marina statunitense dal titolo «Multiple Facilties Complex, Vicenza, Italy» è tutto alla luce del sole, consultabile al sito http://www.esol.navfac.navy.mil, come pure l’elenco delle società interessate ai lavori. Esso riporta i requisiti richiesti alle imprese per la partecipazione, i criteri di selezione e la lista di ciò che dev’essere costruito, anche se mancano i dettagli: case, magazzini, supermercati, strade, mense, impianti sportivi, negozi, un ufficio postale, un hotel, parcheggi, lavanderie, passaggi pedonali e aree verdi, recinzioni e controlli agli ingressi. «Il Comando del Navfac ha in programma di pubblicare una gara per la selezione di offerte al massimo ribasso – si legge -. La data prevista è gennaio 2007 previa approvazione delle autorità italiane competenti». Alla scadenza del preavviso di bando, cioè le 14 del prossimo 6 marzo, la Us Navy farà scattare un periodo previsto di circa 100 giorni al termine del quale assegnerà i lavori.

    Le proteste e i cortei non disturbano dunque i «business plan» delle coop rosse e non fermano le autorità americane. L’altro giorno il console statunitense a Milano, Deborah Graze, è stato a Vicenza per colloqui con il sindaco, il presidente della Provincia e il prefetto. Gli americani non vogliono perdere altro tempo e sono pronti a soddisfare le richieste aggiuntive italiane, dalla nuova viabilità all’impatto ambientale al rilancio dello scalo civile. Il console Graze ha ripetuto che quanto prima sarà lanciato il bando di gara, gli appalti saranno assegnati in estate e i cantieri saranno avviati entro la fine dell’anno.

  47. Hugo Kolion detto

    Clemente Carlucci 25.01.07 13:36

    Imparzialità? Dovresti tu stesso aprirti un po’ di più: rigetti fatti storici con una qualche spiegazione accampata in aria, e in questo non ti distingui per niente dai fascisti nostrani. Anche loro, come te, sempre alla mano una spiegazione-giustificazione pronta, in mezzo però rimane quel centinaio di milioni di vittime …

    E qui viene a mancare il sentimento umano, quello che dovrebbe indurre te e anche loro ad una riflessione più oggettiva su certe idee sperimentate sulla pelle di innocenti. E se manca questo sentimento, non capisco cosa ti possa interessare le condizioni di vita d’altrui …

    Riguardo il Che, com per Mao, ci sono fatti alla mano, le varie testimonianze che ci parlano di un individuo che ha commesso “anche” delle nefandezze … Anche qui, negando di partenza qualunque fatto oggettivo non altro fai che del negazionismo per sola presa di partito. Ma anche in questo di caso, se non riesci a metterti nei panni delle sue vittime, che cosa parli di giustizia umana?

    Hugo Kolion 25.01.07 14:30

    Ti stai innervosendo? Non vale la pena innervosirsi per un comunista.
    Scherzi a parte, quali sono le nefandezze commesse da zio Ernesto?
    Perchè se si limitano all’uccisione in battaglia di qualche decina di fedelissimi di Fulgencio Batista e di qualche altro dittatore fascista in Africa e Sud America, le considero azioni meritorie e non nefandezze.
    Per la tua filosofia del “volemose bene”, è il metodo più usato dalla classe borghese per metterla in c… a noi proletari. Uno mi parlava cosi anni fa. “Sono uno come te, la lotta di classe è una sciocchezza. L’azienda siamo io e te. E’ anche tua” ecc. ecc.
    Sono ancora in causa con lui per 16000 euro di stipendi arretrati. ed in più di tre anni ho ottenuto solo il tfr. Sputando sangue, pagando avvocati.
    E stesso comportamento ho osservato nella maggior parte dei borghesi datori di lavoro che ho avuto. E nelle banche. E nelle assicurazioni. E nei padroni di casa (mai stato sfrattato per antipatia?) Ed io che sono proletario, figlio di proletari, non dovrei odiarli?
    No, amico mio. Io li odio. Con tutto me stesso. Con la convinzione che se gentaglia come quella perisse, si respirerebbe un’aria più pura. Con l’odio che può provare un figlio quando vede la propria madre lavorare col gesso fresco al piede, perchè è una povera collaboratrice domestica al nero e “la padrona”, la putt. borghese non le paga i giorni di malattia. E di questi episodi personali te ne potrei raccontare a bizeffe. Senza contare quelli visti in giro.
    Sentimenti umani? Per chi? Per la feccia capitalista? No. Niente di tutto questo. Sarà poco cristiano, sarà poco chic, sarà poco morale, sarà quello che dici tu, ma io li considero nemici di classe. Nemici… Non avversari.
    Ed i nemici in guerra si ammazzano. Con un pò di schifo, con il dispiacere che si ha quando si considera che la persona che hai davanti era, nonostante tutto un essere umano (perlomeno biologicamente).
    Gli sbirri di Batista vittime di nefandezze? Sono invece criminali giutiziati!

    Clemente Carlucci 25.01.07 20:13

    http://www.beppegrillo.it/2007/01/un_paese_a_sovr.html

  48. Hugo Kolion detto

    La «libertà» per Prc: televisione vietata ai film Usa
    di Gianni Pennacchi

    70% della programmazione cinematografica a film e documentari europei, metà della quale in prime time; e per la pay tv: 50% della programmazione a opere europee, metà della quale da trasmettere in prime time, e 70% della programmazione cinematografica a film e documentari europei.
    Produzione – Le quote di investimento sono essenzialmente quelle già previste dalla legge 122, ma meglio specificate con riferimento al cinema. Le tv nazionali (satellite compreso) devono riservare almeno il 10% degli introiti pubblicitari alla produzione e all’acquisto di programmi audiovisivi europei, almeno il 60% dei quali devono essere film. In più, la Rai deve riservare almeno il 20% del canone esclusivamente alla produzione di opere europee (almeno al 60% film).
    Promozione – Tra i punti del disegno, l’obbligo per ogni rete Rai di dedicare una trasmissione settimanale, sia radio sia tv, all’informazione sulla produzione cinematografica nazionale. Gli spot su questi temi non rientrano nei limiti di affollamento pubblicitario. Tutte le emittenti, satellite compreso, destinano uno spazio settimanale gratuito ai trailer dei film italiani.
    Sanzioni – Chi viola le norme sulle quote di investimento è soggetto a una multa pari al 10% degli introiti pubblicitari dell’anno di riferimento.
    Va detto che persino Pietro Folena, rifondarolo anch’egli e presidente della Commissione cultura della Camera, si dice «sconcertato» e pronto a sottrarsi a questa «guerra ideologica, perché il cinema americano è nel Dna culturale dell’epoca moderna». Anche il dipietrista Massimo Donadi, dice «no alle quote tricolori» di Rifondazione, sorpreso che «nel terzo millennio ci sia ancora qualcuno che avanza proposte per un cinema di Stato». L’Istituto Bruno Leoni bolla l’idea come «demenziale». Mario Monicelli invece, decano dei registi italiani, benedice: «Sono d’accordissimo nel difendere a spada tratta il cinema italiano».

    Da Il Giornale, 25 gennaio 2007

  49. Hugo Kolion detto

    Per tanto non sono solo quattro grulli di estrema destra ma un numero ben più ampio. E poi c’è anche quel tipo sottosviluppato che non si crede ma che va etichettato come fascio-comunista, il peggiore di tutti. Quindi, tirando le somme: una bella parte della società continua a marciare con la testa in giù. Poco importa poi a quale schieramento appartiene quando il danno e sempre il medesimo: regresso sotto ogni aspetto.

    Hugo Kolion 27.01.07 23:24

    Scusa ma non capisco se parli sul serio o fai del sarcasmo. Chi sarebbe il “fascio-comunista”? E perché una bella parte della società continua a marciare con la testa in giù?
    Spiegati meglio.

    Davide Procopi 27.01.07 23:35

    Niente sarcasmo, qui parlo di un ibrido tutto italiano: basta pensare a certe immagini di raccapriccio, di facce bavose che schiumano odio, rancore … (l’eterno livore italiano che fa di ogni evento uno sfogo di rabbia e di vendetta) ed alle loro frange … che hanno appunto questo denominatore comune: violenza cieca e razzismo. Sono 60 anni che questo manipolo di esaltati tiene in giogo il paese, 60 lunghi anni … ma l’infantilismo politico non può appartenere al comportamento maturo e civile di una moderna democrazia! Mai! Questo ibrido si colloca ad ambedue gli schieramenti estremi del paese, un cocktail unico, il fascio-comunista.

    Testa in giù: bisogna togliere al più presto questo indebito ed indegno monopolio sull’evento fondante della nostra democrazia ai comunisti. Riguardo il fascismo bisogna sfatare i miti che l’accompagnano e che l’alimentano tutt’ora: quindi niente più italiani brava gente ma una storia che va rivisitata e riscritta, portando alla luce tutte le nefandezze finora tenute ben nascoste, per poi smontare pezzo per pezzo quella ostentata vanità e quella boria che dal dopoguerra ad oggi ha sempre limitato la crescita anche culturale di questo paese.

    Hugo Kolion 28.01.07 09:50

    http://www.beppegrillo.it/2007/01/pillola_rossa_l.html

  50. Hugo Kolion detto

    Hugo Kolion 28.01.07 09:50

    Scusami ancora, ma continuo a non capire il tuo discorso! Forse è per colpa mia, ma vorrei sapere a chi ti riferisci quando parli di un “manipolo di esaltati che da 60 anni tiene in giogo il paese”. La tua critica è rivolta a dei partiti specifici o alla gente che li votano? Quali sono i miti che alimentano il fascismo? E cosa intendi per “ostentata verità e boria” che limiterebbero la crescita culturale dell’Italia? Io penso che alcuni italiani NON VOGLIONO crescere, ma aspetto la tua risposta.

    Davide Procopi 28.01.07 12:16

    Non ho scritto ostentata verità e boria, ma ostentata vanità e boria. Il mito italiani brava gente? … Per interi secoli l’italica stirpe si è dedicata a costruire e a mantenere in vita con anima e corpo il mito di una diversità che avrebbe dovuto farla apparire migliore degli altri. Ne è conseguito un deficit culturale che è alla base di un rapporto malato con l’altro e che genera nell’italiano un atteggiamento di superiorità, per poi tramutare in disprezzo per chi è considerato diverso e/o inferiore: lo dimostra per altro l’operato italiano nelle varie colonie, dall’Unità in poi, che non è stato altro che un mito attraverso i massacri tricolori … ti basta andare su Google e digitare “Italiani brava gente” o “crimini di guerra italiani” per capire questo mio discorso.

    La nostra storia ufficiale é una storia di rimozioni profonde, per nascondere i crimini e le atrocità di ieri. Serve sopratutto per legittimare il potere, quale che esso sia, nessuno escluso.

    E infine arriviamo agli esaltati, coloro che preferiscono credere ai miti anziché tenersi ai fatti storici, e sono milioni !

    Sono 60 anni che continuano a fare e disfare, ma con le menzogne non si potrà mai produrre una realtà positiva, servono solo a costruire la giustificazione del presente stato di cose !

  51. Hugo Kolion detto

    Alitalia, o del mondo alla rovescia
    Interessante sequenza di dichiarazioni del segretario generale della Cisl sull’Alitalia, a meno di una settimana dalla scadenza del bando governativo volto ad individuare potenziali acquirenti. Secondo Bonanni, per Alitalia

    “Air France non mi sembra il partner più adatto per il ruolo che una compagnia di bandiera deve avere in Italia. Ci vuole, comunque, un accordo con una compagnia italiana in modo da controllare almeno il 60-70% del mercato italiano”. Anche il partner ideale “dovrebbe essere distante dall’Italia in modo che i nostri aeroporti non diventino dei sotto-hub” di altre compagnie.

    Bonanni finge di non capire che il potere negoziale di un’azienda è strettamente legato al suo potere di mercato, cioè alla sua redditività. Mettersi a pontificare sulla scelta del partner ideale per un’azienda che pesa sulle tasche dei contribuenti in modo vieppiù inaccettabile dà la misura dell’arroganza (oltre che della crescente perdita di contatto con la realtà) che ormai caratterizza i sindacati italiani. Bonanni chiede “lumi” al governo sul futuro della compagnia. Ma perchè mai, visto che dispone già di tutte le informazioni rilevanti? Il governo italiano è in uscita (almeno, così dice) dall’azionariato di Alitalia, e ha tracciato in modo netto ed inequivocabile (soprattutto in negativo, per i potenziali acquirenti) le linee-guida della “privatizzazione” della compagnia di bandiera. Tali linee-guida sono disegnate per “tutelare l’interesse generale”, recita il bando di gara. Ottimo, sottoscriviamo. Ma cosa è, operativamente, “interesse generale”? quello dei contribuenti italiani o quello dei dipendenti Alitalia?

    Bonanni si esercita poi nello sport preferito di sindacati e politici, il tiro al piccione-manager. E’ vero, come dice il segretario generale della Cisl, che a tanto potere deve corrispondere tanta responsabilità. Così come è vero che i sistemi di compensation negoziati dai manager con l’azionista Tesoro appaiono viziati da una palese assenza di sistemi realmente incentivanti per creare valore. Ma non si dimentichi che, a differenza delle aziende private, in Alitalia non esiste una chiara demarcazione delle competenze e delle responsabilità sostanziali di gestione. A dirla tutta, in Alitalia vige da sempre una versione patologica del concetto di cogestione, quella di sindacati onnipotenti e manager la cui unica funzione di utilità non è il conto economico ma la tutela dei collegi elettorali del rappresentante pro-tempore dell’azionista pubblico.

    Bonanni, bontà sua, afferma che il sindacato sa che “dobbiamo innalzare la produttività ma non siamo disposti a perdere posti di lavoro. Se Alitalia verrà data a persone che non sono operatori del settore protesteremo e su questo stiamo attenti”. Questo sembra un veto alla cordata, eterogenea e del tutto sui generis, messa assieme da Paolo Alazraki. Quindi riepilogando: no ad Air France, no ad Alazraki, si al mantenimento dello status quo, cioè delle perdite sul groppone dei contribuenti. Non male come progettualità. Nel frattempo, il 29 gennaio si avvicina. Il governo potrebbe (forse) contare sul soccorso di Carlo De Benedetti e di alcune facilmente identificabili grandi banche, ma non è detto che sia in grado di offire le robuste contropartite che verosimilmente essi richiederanno per impegnarsi in quella che appare una mission impossible.

    Certo, il sindacato potrebbe dar prova di audacia ed imprenditorialità organizzando un buyout da parte dei dipendenti, in cordata con partner finanziatori esterni sufficientemente robusti, ma è certamente più agevole giocare di rimessa e di veto, l’unico modello di relazioni industriali che il sindacato italiano sembra conoscere, dopo decenni di attiva compartecipazione alla devastazione del bilancio pubblico.

    http://phastidio.net/2007/01/23/alitalia-o-del-mondo-alla-rovescia/#more-802

  52. Hugo Kolion detto

    A Tarsia Eiidio
    non necessariamente siamo spugne che si imbevono della negatività circostante
    Dobbiamo rovesciare la situazione e smettere di viverci come succubi
    Cominciamo a pensare a noi stessi come fari!
    Per piccola che sia la luce di un faro di fronte all’universo, è tuttavia qualcosa, può illuminare una porzione microscopica di spazio, può essere utile a sventare il buio
    Da troppo tempo ognuno si vive come se non contasse nulla, come se non potesse nulla
    Non è vero: ognuno è un qualcosa che può sommarsi a un altro qualcosa e fare un insieme più forte, ma non è né sarà mai un niente
    Non è nemmeno vero che il mondo riposa sul male.
    Se non esistesse tanta gente onesta, che lavora, che occupa bene il suo tempo, che è positiva che costruisce, ripara, rassetta, riordina, ricostruisce, sana, cura, aiuta.. il mondo nemmeno esisterebbe, sarebbe finito da un pezzo. E’ proprio grazie alla resistenza quotidiana di tutte queste persone operose e utili e sane che la vita regge, che il mondo va avanti
    Ma questa gente per lo più si è astratta dal potere e dal suo uso, crede di non contare nulla, mentre conta più di coloro che hanno il potere e il governo, spesso è l’unica che conta e che riesce a ricostruire la vita
    L’autoconsapevolezza è il primo passo
    Rimettere ognuno di noi al posto che gli compete nell’ordine dell’universo
    E capire una volta per tutte che quanto più sapremo e capiremo tanto più potremo
    E che nessun governo o nessun male potranno mai diffondersi se le persone di buona volontà si opporranno, perché troppi crimini e troppi atti di puro potere fine a se stesso riposano solo sull’ignoranza, sull’inerzia e sul pessimismo di tanti. E sull’idea sbagliata che non possiamo cambiare il corso negativo delle cose
    Leggere, informarsi e informare, confrontarsi e imparare, conoscere e praticare.. ognuno può essere faro di maggior luce con gli atti pratici, l’esempio, l’accoglienza, la solidarietà, la difesa di chi soffre
    Ognuno responsabile di tutto

    viviana. vivarelli (viviana. vivarelli) 31.01.07 08:32

    http://www.beppegrillo.it/2007/01/gli_indifferent.html

  53. Hugo Kolion detto

    Caro Beppe,“la mediocrità del male”, che nella sua natura, attraverso l’odio e il silenzio, può nuovamente travolgerci.Stiamo perdendo la memoria sui tanti significati del male e sulla tragedia che ha prodotto nel secolo scorso.Da alcuni anni la società occidentale, opulenta e individualista, vive senza avere più radici del passato, proiettata verso il futuro e il “benessere” materiale, nella corsa affannata per ottenerlo, attraverso la competizione sfrenata e senza regole. Stiamo diventando una società egoista, insofferente alla democrazia, senza spirito di appartenenza e senza più solidarietà verso gli altri, che sono invece le basi fondamentali su cui costruire il tessuto sociale democratico.Giornalmente le notizie che riceviamo attraverso i media ci colgono distratti, apatici, assuefatti, di fronte ai profondi drammi come: le guerre, i morti in Iraq, quelli in Africa causati dal sottosviluppo e dallo sfruttamento dei paesi ricchi delle loro risorse,la morte per fame e malattia di milioni di vecchi e di bambini e la terra ormai largamente inquinata e sfruttata nella quale riusciamo a fatica a vivere. Non abbiamo più una coscienza con la quale fare i conti, l’abbiamo perduta, quando abbiamo accettato di non guardare più gli altri come esseri umani, ma come oggetti privi di sentimenti e di umanità: noi stessi stiamo diventando non umani. Stiamo chiusi dentro le nostra mura dorate e abbiamo buttato via le chiavi.Ho parlato di “mediocrità del male”, per indicare che il male si nasconde e si manifesta non solo come indole maligna, radicata nell’anima, quanto piuttosto nell’ignoranza delle nostre azioni, perché il male peggiore che gli uomini commettono è causato dall’analfabetismo morale, dal vuoto lasciato in noi dall’assenza di pensiero. Per questo motivo è necessario ritrovare i sentimenti che sono all’uomo fondamentali, perché ne caratterizzano il suo modo di vivere e gli danno quelle somiglianze che insieme al pensiero sono la vera essenza dell’essere umano

    Valdemaro Morandi 31.01.07 11:33

    http://www.beppegrillo.it/2007/01/gli_indifferent.html

  54. Hugo Kolion detto

    Diario di viaggio nella Repubblica del Texas
    di gian luca clementi, 31 Gennaio 2007
    Brevi considerazioni sul Texas ed (alcuni) Texani, maturate durante un breve viaggio di lavoro.

    Scrivo sull’aereo che mi porta da Dallas a casa, a New York. Sono stato a Texas A&M University per un seminario. In Texas ci sono stato molte volte. Vi ho anche vissuto per sei mesi, ad Austin, ma non ero mai stato nel Texas vero, quello extra-urbano, se non per brevi escursioni. Ne sono rimasto impressionato. Texas A&M, dove ‘A’ sta per Agricultural e ‘M’ sta per Mechanical, e’ la seconda universita’ dello Stato per importanza, dopo la University of Texas. E’ statale, cosi’ come UT, e conta circa 40mila studenti. Il campus e’ enorme. Tra i piu’ grandi degli Stati Uniti, se non il piu’ grande. Ha un campo da golf di 18 buche, stadio per il football da 85mila posti, palazzo dello sport da 14mila, stadi minori per calcio, baseball, e softball. Le discipline di punta sono le scienze agrarie, veterinaria, ingegneria. Hanno anche un paio di reattori nucleari (per la ricerca), e un centro dedicato allo sviluppo di tecnologie per l’offshore drilling. Negli ultimi decenni hanno sviluppato anche le scienze sociali. Il dipartimento di economia, per decisione di qualche burocrate, si trova al margine del campus, a dieci minuti d’auto dal fulcro dello stesso. E’ ubicato nel palazzo che ospita la George Bush Presidential Library, ovvero la biblioteca destinata a raccogliere tutta la documentazione relativa alla figura di Bush senior e, soprattutto, al suo mandato. Negli USA e’ usanza costruire una biblioteca per ogni Presidente, finanziata da donazioni di soggetti privati. George Bush ha voluto che la sua si realizzasse sul terreno di Texas A&M. UT, per fare un altro esempio, ospita quella di Lyndon Johnson. Nel retro della Bush Library ci sono anche le tombe destinate ad accogliere le spoglie di tutti i componenti della famiglia, con tanto di lapidi e relative iscrizioni. Particolare forse macabro, ma anche curioso.

    Per interessi, formazione, ed origine etnica, il dipartimento non si differenzia da molti altri che ho avuto occasione di visitare. Il collega che mi ha invitato e’ di Tel Aviv. Lo conobbi a Rochester, quando eravamo entrambi studenti. Poi, tra gli altri, ci sono una peruviana e un paio di tedeschi, di cui una via Universitat Pompeu Fabra (Barcellona), e l’altro anch’egli Rochesteriano. La sorpresa e’ stata l’incontro con il nume tutelare dei dipartimento, un macroeconomista di nome Leonardo Auernheimer, non piu’ giovanissimo ma ancora in gran forma. Nativo di Cordoba, in Argentina, cresciuto a Buenos Aires, moglie tedesca, PhD a Chicago, e in Texas da tempo immemorabile. Un vero signore. Colto, affabile, simpatico, fine conoscitore della cinematografia italiana, viaggiatore instancabile. Ci ho parlato per un’ora e mezzo. Oltre che di economia, s’e’ parlato dell’ultimo film di Almodovar, dei fasti passati dell’Universita’ di Bologna, di Alberto Sordi, di dittatori o aspiranti tali (Chavez, Berlusconi, …), del fascino di Buenos Aires,… Non me l’aspettavo proprio di incontrare una persona del genere in quel di College Station, TX.

    Come suggerito dal nome, College Station e’ una comunita’ cresciuta attorno all’Universita’. Mi dicono che conta circa 70mila abitanti. Confina con un’altra citta’, Bryan, che ha piu’ o meno le stesse dimensioni. Quali sono i tratti piu’ evidenti di College Station? La popolazione e’ a stragrande maggioranza white caucasian (di quelli alti/e e biondi/e), cristiana e parecchio conservatrice. La citta’ e’ completamente orizzontale (probabilmente ci sono 3 stabili con piu’ di tre piani), e senza alcuna parvenza di pianificazione urbanistica: una distesa interminabile di abitazioni unifamiliari e strip malls. Per i non addetti ai lavori, le strip malls sono essenzialmente enormi parcheggi, circondati da esercizi commerciali quali supermercati, barbieri, parrucchieri, ristoranti, tutti appartenenti a grandi catene. Il business model dei ristoranti e’ sempre lo stesso: prezzi bassi, qualita’ bassa, e quantita’ spropositate (di quelle che piacciono ad Alberto, insomma – battuta!). Fa eccezione, ovviamente, la carne bovina, che a mio giudizio e’ seconda solo a quella argentina.

    Tra i riti che accompagnano questo tipo di visite, v’e’ la cena post-seminario, con relativo scambio di anedottica e pettegolezzi. I miei commensali mi hanno introdotto al concetto di church rush hour. Sembra che la domenica mattina il traffico impazzisca, perche tutti vanno in chiesa, e ci vanno rigorosamente in auto. Gli uomini, in giacca e cravatta. Le donne e i bambini, con il vestito della festa. I cristiani di qua sono parecchio destrorsi, al punto che alcuni si rifiutano di annoverare i Cattolici tra le loro fila. A questo proposito, mi e’ stato riferito un aneddoto divertente: pare che un professore di filosofia abbia scandalizzato i suoi studenti undergraduate al punto tale che questi ultimi hanno organizzato un gruppo di preghiera per salvarlo dall’Inferno.

    Ho smesso di scrivere per qualche minuto. In questo tratto non ci sono nuvole, e il sole illumina la vastita’ del continente sotto di noi. Penso che si tratti del Kentucky. Presenza antropica ridotta al minimo. La natura la fa ancora da padrona. Ne sono affascinato.

    Torno a scrivere della mia visita. Il Texas e’ anche uno tra gli Stati piu’ ricchi, ed in maggiore crescita, di tutto il Paese. Piu’ di due volte l’Italia per estensione, solo 21 milioni di abitanti, e molto, molto piu ricchi degli Italiani. La Brazos Valley, dove College Station e’ situata, a meta’ strada tra Austin e Houston, non e’ la parte piu’ abbiente, ma il benessere e’ evidente. Ovviamente, bisogna cercarne i segni in quelle attivita’ cui i Texani tengono. L’albergo. Un semplice Holiday Inn Express, che ha il comfort di un 4 stelle italiano, ma con molto piu’ spazio, e probabilmente costa 40 dollari a notte. Le auto. Quasi tutte nuove e in media da 30mila dollari, suppergiu’. L’aeroporto. Anch’esso di proprieta’ dell’Universita’, con due sole porte d’imbarco, ma rigorosamente dotate di jetways retraibili. Le attrezzature sportive. Campi da calcio, basket, tennis, football, sparsi un po’ dovunque e in perfette condizioni.

    Dopo averci pensato qualche minuto, mi accorgo di non aver ancora accennato all’aspetto del Texas che mi colpisce maggiormente ogni qual volta ci vado: l’estrema gentilezza dei Texani. Anche in questo senso, qui siamo a migliaia di chilometri da New York e dalla ruvidezza dei Newyorkers. Il Texano (nel mio caso, meglio se la Texana) ti accoglie con un sorriso, e non si tratta del solito sorriso ebete ed ipocrita che ti aspetta all’entrata di un qualsiasi Wal-Mart. E poi si fa in quattro per aiutarti.

    Molti Europei hanno una mediocre opinione dei Texani, probabilmente plasmata da una certa cinematografia e peggiorata dal comportamento dell’amministrazione di GW Bush. A me, tutto sommato, piacciono parecchio. Certo, bisogna prendere coscienza dei loro principi di base: promozione delle liberta’ individuali, rifiuto dello Stato, etica del lavoro, meritocrazia, solidarieta’. Si’, solidarieta’. Per i Texani e’ un valore assoluto, che ben si concilia, nella loro visione, con l’esigenza di limitare il piu’ possibile il ruolo dello Stato nella vita delle persone. Da generazioni, ogni Italiano che nasce si ritrova uno Stato elefantiaco, che fa tutto e il contrario di tutto. Soprattutto, e’ portato a pensare che l’assicurazione sociale, intesa come trasferimento di risorse dalla societa’ at large verso i piu’ sfortunati (mi riferisco ai disabili, per esempio, e non ai vagabondi) debba essere compito pressoche’ esclusivo dello Stato. Il Texano medio la pensa diversamente. Il suo prior e’ che la filantropia possa e debba giocare un ruolo importante. Principalmente, per una questione di incentivi: il filantropo spende il suo denaro, non quello dei contribuenti. Qui mi fermo. Mi pare che ci sia del materiale per futuri post.

    Due curiosita’ di giorgio topa, 31 Gennaio 2007, 22:51
    GL,

    due domande, senza alcun intento polemico. La prima, che atteggiamento hanno i Texani che hai avuto modo di osservare nei confronti degli immigrati (immagino in prevalenza messicani)? Te lo chiedo perche’ se non vado errato la presenza di messicani va aumentando, tanto da influenzare le dinamiche politiche del Texas – candidati, piattaforme elettorali, ecc.

    La seconda riguarda la filantropia in generale, ed e’ piu’ che altro una considerazione. Siamo sicuri che la filantropia da parte di privati molto ricchi sia “meglio” dell’assicurazione sociale fornita da uno stato o da altre entita’ pubbliche? Mi sorge il dubbio che, sol perche’ uno e’ ricco, non e’ detto che sia anche necessariamente abile ad intervenire in situazioni che richiedono assistenza. Magari l’assistenza pubblica comporta anche vari checks and balances che la rendono meno prona a cantonate. Lo stesso puo’ valere, chesso’, per gli interventi delle varie agenzie dell’ONU rispetto alle iniziative di Bill Gates.

    Non ho la piu’ pallida idea se la risposta sia affermativa o negativa, ma mi sembra un dubbio legittimo.

    Re: Due curiosita’ di gian luca clementi, 01 Febbraio 2007, 00:18
    A proposito dell’atteggiamento verso i messicani, e il loro ruolo crescente anche nella politica texana, mi ricordo di una conversazione che ebbi con il deputy dean di arts & sciences a UT Austin. Il tipo era convintissimo del self-selection argument tra gli immigrati messicani. In poche parole, mi disse che secondo lui i messicani, al momento di entrare negli US, hanno idee molto chiare sulla differenza di trattamento che troveranno nei vari Stati. In maniera molto stilizzata, fece il confronto tra la California e il Texas. La California, con tasse sul reddito alte, forte presenza sindacale, e welfare generoso, attirerebbero gli immigrati meno abili e meno laboriosi. Il Texas, che non ha tasse sul reddito, essenzialmente non ha welfare, ad eccezione di quello federale, e ha sindacati totalmente inefficaci, attirerebbe i piu’ capaci e laboriosi. Non ho mai visto alcun lavoro empirico che provasse a testare la storiellina, ma e’ appealing. Mi ricordo che la raccontai a Prescott, e come puoi immaginare, gli piacque molto. Un corollario della storiellina e’ che gli immigrati in Texas sono piu’ facilmente assimilabili alla mentalita’ che ho descritto come average in Texas. Credo che l’attorney general Gonzales (anche se in realta’ e’ second generation immigrant) sarebbe lo stereotipo dell’immigrato ideale per i texani. (wow, forse c’e’ un esempio migliore :-)

    Sulla filantropia. Un tema interessantissimo, credo. Personalmente, io credo che welfare state e filantropia siano complementari. Chi credo debba organizzare le case-famiglia che accolgono i bambini handicappati? Un burocrate qualsiasi con i soldi dello Stato, o Don Oreste Benzi con i soldi di Bill Gates. Non ho dubbi, scelgo l’accoppiata Benzi-Gates. Oppure: preferisco pagare lo 0.1% di tasse in piu’ alla City of New York per finanziare i ricoveri per i senza-dimora, oppure fare un assegno al prete per finanziare il suo, di shelter? Io scelgo il prete. Perche’ lo conosco. Perche’ posso andare allo shelter e verificare di persona come spende i miei soldi. Perche’ se non mi piace come lavora, non gli faccio piu’ l’assegno. Allo stesso tempo, ci sono scenari in cui vi sono soggetti che la maggiorparte di noi riterrebbe meritevoli di aiuto, ma i filantropi non se li filano proprio. Oppure lo fanno con una intensita’ che e’ molto lontana da quella che desidereremmo. In questi casi credo si possa prescindere dal welfare state.

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/472#body

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  56. Hugo Kolion detto

    E anche Giacomo Leopardi diventa un protocomunista
    di Romano Bracalini

    L’organo di Rifondazione “Liberazione”, in vena di scavi archeologici, dopo aver rivalutato Giosuè Carducci, che da repubblicano mangiapreti divenne monarchico, ha arruolato tra gli antesignani del comunismo (e qui reggetevi forte) nientemeno che Giacomo Leopardi, il cui pessimismo esistenziale l’aveva portato a considerare “il popolaccio italiano il più cinico dei popolacci”, sentenza che non sembrerebbe in armonia col culto proletario coltivato a sinistra. Ma al mercatino dell’usato dell’ideologia si prende quel che si trova. Del resto la distinzione tra destra e sinistra, ovvero tra liberali e “democratici”, specie in Italia, paese squinternato e proteiforme, non è mai stata di agevole lettura. Destra e sinistra non sono categorie dello spirito ma qualche volta si fa fatica a raccapezzarsi nell’intrico delle buone intenzioni e nel solito tiro al piccione tra sponde rivali. Nicola Bombacci, voltagabbana antemarcia, meriterebbe un monumento all’incostanza dell’animo umano.

    Comunista, aveva abbracciato il fascio, tornò socialista rosso nel crepuscolo del regime e venne messo al muro dai partigiani, antichi compagni che misero un accanimento speciale nell’appendere il traditore: partiti insieme per ritrovarsi dalla parte opposta dei fucili. All’apparenza Bombacci fu vittima di un abbaglio in tutta buona fede, difatti non è detto che il fascismo delle origini non fosse un’emanazione della sinistra estrema: non solo lo credeva il povero Bombacci, che sbagliava solo i tempi, ma ne era perfettamente convinto Lenin, che mandò il suo emissario Cicerin a rendere omaggio al duce “il più grande rivoluzionaro d’Europa”. E il duce ricambiava il complimento chiamandolo il “camerata Lenin”. Mussolini in Svizzera aveva seguito le lezioni di Vilfredo Pareto ma la spinta decisiva gliela diede il socialismo utopico di Louis-Auguste Blanqui, comunista, “pacifista”. Starace e Goebbel hanno in comune con Beria e Malenkov più di quanto la vulgata “democratica” sia disposta ad ammettere; a parte che Starace da Gallipoli (come D’Alema che gli somiglia) è il più divertente e il più innocuo.

    Non c’è da meravigliarsi che a “Liberazione” continuino a fare confusione e nella macelleria all’ingrosso del comunismo introducano qualche elemento estraneo, come Leopardi. Come avviare le vergini al bordello. Il Pci nel 1945 fece il pieno di fascisti che continuarono a coltivare le medesime idee di prima. Davide Lajolo passò indenne tra due regimi. Poi scrisse “Il voltagabbana” e credette di averla fatta franca. Per avere un’idea meno confusa sull’ideale politico di Giacomo Leopardi basterebbe rileggere le sue operette morali nella storia della letteratura del De Sanctis, anziché insistere sul Capitale di Marx che ha fatto fallire anche l’economia del Ghana. Nell’accezione moderna la differenza sostanziale tra liberali e “democratici” è che i liberali giudicano su un metro morale diverso, ma senza imporre il loro punto di vista a nessuno, anzi il loro maggior merito è quello di rispettare le idee che non condividono; i cosiddetti “democratici”, invece, hanno bisogno del vasto plebiscito di massa e in nome delle loro idee sono disposti a sovvertire la legalità con tutti i mezzi e abolire la libertà di cui fanno così pretenzioso sfoggio. I comunisti d’una volta, per rimarcare la differenza, parlavano di partiti “borghesi” in opposizione ai partiti “democratici”, che erano loro e i loro famigli socialisti. Il compagno Dimitrov, al VII Congresso del Pcus, nell’agosto 1935, proclamò senza incertezze: “La democrazia sovietica è la democrazia più coerente che esista al mondo”. Parrebbe che anche oggi l’estrema sinistra italiana abbia della “democrazia” la stessa vaga nozione. Si chiamavano “democrazie popolari” i paesi satelliti dell’Urss.

    Il Vietnam si proclama “repubblica democratica”, la Cina, esagerata in tutto, a cominciare dalle bocche da sfamare e dalle sentenze di morte da eseguire, è una “repubblica popolare”. Diffidare dalle imitazioni. Nell’Ottocento Quintino Sella, uomo di destra, rimise in sesto i conti e risanò il bilancio. Francesco Crispi, uomo di sinistra, diede inizio alle guerre d’Africa, svuotò le casse dello stato e prese a cannonate il popolo. Il fatto è che le idee “democratiche” degenerano spesso in violenza benché i “democratici” si proclamino anche “pacifisti” nascondendo la P38. La sinistra ama far proseliti, si sente investita di una sacra missione, è buona e fiduciosa ed è propensa a credere di poter cambiare l’uomo, nonostante l’uomo. Dice di amare il popolo ma lo piega ai suoi comandi con tutti i rigori della legge. Non sarà forse inutile ricordare che la Rivoluzione francese, generando il bonapartismo, ha fatto da levatrice a tutti gli “ismi” omicidi che hanno devastato l’Europa: dal comunismo al fascismo al nazismo, varianti del medesimo pensiero totalitario. Il taglio della testa è “un’invenzione della libertà” che superava in raffinatezza tutti gli strumenti di morte dell’Ancien Règime.

    Sotto la testata del Popolo d’Italia Mussolini mise il motto di Napoleone: “La rivoluzione è un’idea che ha trovato delle baionette” accanto a quello di Blanqui: “Chi ha del ferro, ha del pane”, in un ideale piuttosto confuso. Il fatto è che destra estrema e sinistra estrema hanno molti lati in comune: gli intellettuali cortigiani che dopo aver servito il fascismo servirono il comunismo a loro modo furono coerenti. Nel comunismo videro il superamento del fascismo, non il suo antagonista di classe. La destra liberale è sempre stata una minoranza in Italia, schiacciata tra due estremismi apparentemente di segno contrario. Il solo tentativo liberale in Italia fu quello di Giovanni Giolitti, contrario alla guerra e a tutte le avventure che i “democratici” gli proponevano. Lui si sarebbe accontentato di tenere in piedi la baracca e di adattare “l’abito al gobbo”. Il gobbo era l’Italia. E’ stato John Kennedy, puttaniere “democratico”, a scatenare la guerra del Vietnam; è stato il repubblicano Nixon a riaprire il dialogo con la Cina di Mao. Il pessimismo sarà di destra, ma almeno preserva dalla tragedia dei secoli. La differenza è tutta qui.

    http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=32&id_art=572&aa=2007

  57. Hugo Kolion detto

    Giulio Cesare , scritto alle 14:22 del 10/02
    dar0x , scritto alle 13:58 del 10/02

    Caro Darox,
    io non ho mai insultato te ne alcun elettore di sinistra che si è affacciato su questo blog e non lo farò neanche in futuro.
    Tutto ciò premesso, non ti dovresti meravigliare molto se qualcuno ti insulta, anche se personalmente non condivido gli insulti come ho piu’ volte sottolienato.
    Tu, come altri, venite su questo blog, scrivete la vostra piccola provocazione, generalmente incentrata sul vostro odio antiberlusconiano, dopodichè vi beccate le risposte che vi beccate e vi lamentate.
    Tutto normale.
    Anche il tuo precedente commento trasudava da tutti i pori il solito elitarismo di sinistra. Tu accusi gli altri di ciò che è prassi quotidiana a sinistra: il disprezzo della verità oggettiva, l’odio di classe sparso a piene mani, il considerare l’avversario un nemico da abbattere (v. ultimo Diliberto, ma non solo). Q
    uando voi scrivete, scrivete sempre dall’alto del vostro moralismo superiore, della vostra presunta cultura superiore, del vostro presunto saper distinguere tra il bene ed il male, dalla vostra presunta intelligenza superiore. Voi pensate regolarmente di essere la parte migliore della società, la crema, ve lo hanno insegnato da bambini e non vi accorgete che non fate altro che ripetere le quattro sciocchezze che vi hanno insegnato.
    Voi, purtroppo, non pensate, voi agite in base a riflessi pavloviani.
    Se veniste qui con la voglia vera di discutere e ragionare, forse ciò sarebbe possibile, in realtà venite qui con l’intento di “convertirci” alla vostra “religione superiore”. Questo è uno dei motivi per cui io personalmente ho smesso di rispondere a voi.
    Entra nei siti di sinistra e vedrai che l’unica cosa di cui sanno ancora discutere è Berlusconi, per riversarvi tutto il l’odio in cui sono sono stati allevati.
    Il tuo appello ad una discussione scevra da “odio” in realtà è fasullo, tu sei il primo a perpetuare questi meccanismi senza accorgerti per di piu’.
    Volevi discutere veramente? Bene, ora c’è un nuovo governo. Questo governo sta facendo delle cose, discuti di quello che fa. Sii onesto, non cambiare i numeri in tavola, almeno quando sono dati da istituzioni credibili e “super partes”. Riconosci gli errori di questo governo, criticalo, come qui si è fatto spesso con il governo Berlusconi, e vedrai che troverai degli interlocutori.
    Se, invece, vieni qui per affermare la tua presunta superiorità morale e culturale, anche se non ammetterai che è così, avrai due tipi di risposte: gli insulti o il venir ignorato come faccio io ed altri.

    Quanto sopra vale anche per il signor Brutus.

    Ora se vuoi puoi continuare a fare la vittima insultata, per me non cambia nulla. Ti faccio solo notare che qui ti lasciano scrivere tutto quello che vuoi, non appena io mi affaccio su un blog di sinistra, con argomentazioni, a volte anche provocatorie, vengo regolarmente bannato nel giro di poche ore o giorni e gli amministratori del blog continuano a scrivere menzogne su di me e ad insultarmi impedendomi di replicare. C’è una piccola differenza che forse tu non noti, ma è quella che distingue un liberale da un comunista. Rifletti, forse ti aiuterà a capire molte cose.
    Ciao Darox.

    http://www.ilgiulivo.com/cms/news.php?readmore=324

  58. Hugo Kolion detto

    Zombies dal passato, incubi del presente
    di giorgio topa e michele boldrin, 13 Febbraio 2007

    Sono stati arrestati 15 presunti brigatisti rossi. Fra i possibili obiettivi, pare vi fossero Pietro Ichino, case ed altre proprieta’ di Berlusconi o a lui riconducibili, dirigenti ex Breda, il giornale Libero …

    Pare che i presunti di cui sopra ce l’avessero con Pietro Ichino per aver sostenuto, ad esempio, «l’idea che non è tutto oro quello che luccica, nè nel diritto sindacale nè in quello del lavoro. Molte norme – afferma [Ichino] – possono trasformarsi in fonte di rendita e in un ostacolo al progresso. Questo implica una capacità di riflettere e di discutere che nel movimento operaio ha fatto difetto». Oppure per aver scritto un saggio dal titolo “A cosa serve il sindacato – le follie di un sistema bloccato e la scommessa contro il declino”, o ancora per aver sostenuto, in tempi recenti, che bisognerebbe licenziare i dipendenti pubblici improduttivi.

    Perche’ ce l’avessero con Berlusconi e con Libero ognuno se lo puo’ immaginare: simboli nazionali del capitalismo selvaggio (o forse dello stato imperialista delle multinazionali, occorrera’ attendere la pubblicazione dei soliti opuscoli per leggere le scemenze esatte) e della sua ristrutturazione (secondo le BR il capitalismo e’ in ristrutturazione eterna, ed egualmente eterna crisi) tesa ad attaccare la “classe operaia”, indebolirne l’avanguardia politica rivoluzionaria ed eliminarne le conquiste. Per quanto riguarda i dirigenti ex Breda le cose non son chiare, ma pare trattarsi di “punizione” per loro colpe nella gestione della fabbrica e nell’uso dell’amianto che avrebbero portato alla morte di un operaio.

    Ma il punto non e’, ovviamente, quali fossero le ragioni puntuali per cui costoro si stavano addestrando a sparare e piazzar bombe per ammazzare i loro “nemici”. Il punto e’ che costoro esistono ancora. Perche’? Forse vale la pena chiederselo, visto che negli ultimi 5 anni hanno ucciso due persone e questa e’ la terza (o quarta?) “colonna” delle BR che viene “smantellata”.

    A caldo, colpiscono varie cose,

    L’Italia e’ l’UNICO paese europeo in cui il terrorismo di stampo comunista-rivoluzionario continua a risorgere, ad uccidere, a trovare proseliti. I temi su cui gira sono gli stessi, l’ideologia la stessa, i riferimenti politico-sociali gli stessi. Fatta eccezione per ETA, per la quale l’ideologia comunista oramai nulla conta mentre domina quella ferocemente nazionalista, zombies del genere non appaiono in nessun paese europeo. Le analogie e le differenze con ETA, comunque, vanno ponderate.
    In quasi quarant’anni i terroristi di estrema sinistra in Italia non si sono spostati di una virgola. Dopo i “simboli del capitale monopolistico”, l’altro obiettivo primario e’ costituito sempre e comunque dagli individui che si propongono di sbloccare il mercato del lavoro o di ridurre l’influenza dei sindacati. “Disarticolare il piano del capitale colpendo i suoi lacche’” rimane la consegna nella fase di ritirata tattica del partito rivoluzionario.
    Mentre negli anni ‘70 e primi anni ‘80 i terroristi vivevano al bordo del sindacato, cercando di screpolarlo e di attrarne delle frangie, ora ci sono entrati dentro a pieno, e pare che ci sguazzino. Sono ai livelli bassi, almeno quelli che han preso sino ad ora, ma son dentro. Questo rende opportuno rileggere certe discussioni fatte ai tempi dell’omicidio Biagi.
    Fanno sul serio, nel senso che li guida una cosa che essi chiamano “odio di classe” e che noi non sappiamo bene come chiamare, ma percepiamo per cio’ che e’. Un odio letale, simile a quello di ETA per il “non abertzale”, un odio che uccide senza remora alcuna, e che Pietro Ichino ben catturava nella coraggiosa lettera di quasi quattro anni fa.

    Dopo gli episodi di violenza nel calcio, e soprattutto dopo le varie manifestazioni di odio verso le forze di polizia e verso chiunque sembri “normale” a cui abbiamo assistito giusto domenica scorsa, l’emergere di un altro spezzone di “societa’ antagonista” fa abbastanza impressione. Nel frattempo ci si prepara ad un altro week end di paura a Vicenza, dove tra una gramigna e l’altra qualcuno si prepara a far “casotto”. Un pezzo non piccolo di Italia ha tanta voglia di fracassare la testa o perlomeno bruciare le macchine del resto del paese. Chiamiamolo “odio antagonista”, se non di classe, ma odio abbastanza profondo ed anomalo sembra essere.
    Alcuni cattivi maestri tali rimangono, nella loro totale e cieca irresponsabilita’: le parole sono pietre, ed anche pallottole. All’improvviso, le cialtronate verbali di Edoardo Sanguineti appaiono molto meno divertenti di quanto egli argomentasse giorni fa, citando a vanvera dei morti piu’ intelligenti di lui. Lo stesso vale, eccome, per i Negri e per gli Scalzone (che s’appresta a tornare libero in Italia) ma anche per i Fo e le di loro consorti affascinate dagli assassini in liberta’, i petulanti Caruso che vogliono schedare i poliziotti, ed i vari pseudo intellettuali o politici “irriducibili” che pascolano per le piazze d’Italia, e siedono su alti scranni nelle sue aule parlamentari.
    Simili rilievi d’irresponsabilita’ politica e morale valgono anche per molta stampa. Senza voler fare “d’ogni erba un fascio”, e sottolineando la differenza sostanziale fra i testi degli uni e degli altri, bastano gli ultimi due giorni per trovare esempi. Da Liberazione, la cui terrificante prima pagina di ieri (11/2/2007) trovate alla fine dell’articolo, a il Manifesto che, sempre ieri, propinava questo bell’editoriale da guerra civile ai propri creduli lettori, per finire (saltando alcuni passaggi intermedi) con Repubblica che da settimane “commemora”, con poco spirito critico e molte foto “militanti” se non “inneggianti”, la stagione in cui tutto brucio’. Il link a quest’ultima saggia iniziativa storico-culturale, che campeggiava da settimane sulla prima pagina del portale internet, oggi pomeriggio e’ improvvisamente sparito … che sia per caso? Per chi non ci crede che le parole possono essere pallottole, o non ha memoria, consigliamo la rapida lettura di Insurrezione Armata, per poi continuare con altri testi del tempo che saremo lieti di consigliare su richiesta.
    Il tutto, ovviamente, produce una terrificante sensazione di “paese bloccato” nel passato. Un paese che sembra ancora vivere (o una parte sostanziale del quale sembra vivere) nelle ideologie, violenze, divisioni, subculture, politiche, organizzazioni, obiettivi, valori, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, che si svilupparono nel periodo 1966-1970 e che caratterizzarono il decennio 1970-1980. Questo vale per le sempre risorgenti BR, ma vale anche, e soprattutto, per le molte altre cose che definiscono il presente politico, sociale ed economico dell’Italia.

    Tout se tient, le BR fanno parte di questo equilibrio del vivere guardando indietro e con la testa nel passato. E’ patetico far finta che continuamente riappaiano per puro caso, o per qualche oscura trama del nemico. No, non appaiono per caso e non sono per nulla “Fuori stagione”, come titola, persistendo nella sua storica ed arrogante ambiguita’, il Manifesto di oggi. E’ il Manifesto, assieme ad una fetta sostanziale del paese, che e’completamente “fuori stagione” o, come si dice nelle campagne venete, “anda’ in semenza”.

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/489#body

  59. Hugo Kolion detto

    Il modello svizzero

    Prima “unione registrata” stamane in Ticino. Una coppia dello stesso sesso ha potuto, grazie all’entrata in vigore ieri della nuova normativa federale, unirsi ufficialmente nella buona e nella cattiva sorte. La registrazione agli uffici di stato civile, accettata con referendum popolare nel giugno del 2005, ha quasi lo stesso valore del matrimonio con tutti i diritti e i doveri che ciò implica. In particolare questo tipo d’unione comporta vantaggi giuridici in caso di morte o malattia del partner. La nuova legge modifica sul piano giuridico, migliorandola, la situazione di queste coppie, ma essa non va confusa con l’istituzione del matrimonio. In effetti, le coppie omosessuali registrate non potranno, ad esempio, adottare un bambino o ricorrere alla procreazione assistita (art.28 della legge).

    La nuova legge federale consente alle coppie omosessuali di far registrare la loro unione de facto all’Ufficio dello stato civile e quindi di garantirne e sancirne l’inviolabilità del profilo giuridico. Inoltre, in ambito fiscale, ereditario, delle assicurazioni sociali e della previdenza professionale, la nuova legge equipara le coppie omosessuali alla stessa stregua di quelle eterosessuali.

    La registrazione dell’unione domestica è pubblica. Ciò significa che tutti i cittadini possono verificare la registrazione delle unioni presso l’Ufficio dello stato civile. I partners omossessuali che hanno registrato la loro unione sono obbligati ad assistersi ed a rispettarsi reciprocamente, oltre che provvedere in comune al mantenimento dell’unione domestica, ciascuno nella misura delle proprie disponibilità. Inoltre, possono disporre (vendere, locare, disdire un contratto di locazione, impegnare, ipotecare, ecc.) della loro abitazione comune solo con il consenso di entrambi. Su richiesta devono scambiarsi reciproche informazioni sui loro redditi, la sostanza ed i debiti, come avviene già per legge per le coppie eterosessuali.

    Se un partner non adempie ai propri obblighi di mantenimento e/o di assistenza a favore dell’altro partner, quest’ultimo può adire le vie legali e richiedere al giudice l’ordine di adempimento.

    La registrazione dell’unione domestica non ha conseguenze sul cognome legale. Ogni partner mantiene il proprio cognome. Nell’ambito del diritto successorio, le assicurazioni sociali e la previdenza professionale, la legge prevede per le coppie omosessuali gli stessi diritti e doveri dei coniugi eterosessuali. Alcuni specialisti svizzeri di rapporti patrimoniali e diritto di famiglia ritengono tuttavia opportuno regolarizzare tali aspetti mediante una convenzione speciale e/o un testamento, stante l’assoluta novità dell’istituto introdotto.

    La legge, approvata nel 2004 dal parlamento federale, duramente avversata dalla destra tradizionalista e dagli integralisti religiosi, è stata accettata con il 58% dei voti espressi in un referendum del giugno 2005.

    Ecco un esempio di pragmatismo e rigore nella tutela dei rapporti patrimoniali, affettivi e di mutua assistenza derivanti da un’unione stabile. Personalmente, riteniamo corretta la decisione di impedire adozioni e pratiche di procreazione assistita a coppie omosessuali. Il legislatore italiano potrebbe ispirarsi a (o meglio, potrebbe pedissequamente copiare) questa legge per realizzare una normativa socialmente avanzata di tutela dei rapporti familiari per le coppie omosessuali. Temiamo, invece, che prevarranno le “guerre di religione” e che l’intera materia resterà priva di una regolamentazione, per quanto minimale, perchè così fa comodo ad entrambe le parti in commedia.

    Il testo completo della legge: http://www.admin.ch/ch/i/ff/2004/2755.pdf

    http://phastidio.net/2007/01/02/il-modello-svizzero/

  60. Hugo Kolion detto

    A volte ci vogliono dei modelli :-)

    Legge sull’unione domestica registrata
    Conferenza stampa del 22 aprile 2005; il Consigliere federale Christoph Blocher, in merito alla votazione popolare del 5 giugno 2005
    Discorsi, DFGP, 22.04.2005. Vale il testo parlato

    Gentili Signore, egregi Signori,
    la storia della civiltà umana mostra che le persone di orientamento omo-sessuale sono sempre esistite. In talune culture queste persone sono tutta-via state oggetto di persecuzioni e discriminazioni. Oggi – almeno nel mon-do occidentale – ciò non avviene più. L’orientamento sessuale e il modo di vita che ne deriva fanno parte della libertà personale, che in Svizzera è tutelata dalla Costituzione. Le ultime tracce di discriminazione dell’omosessualità in Svizzera sono state cancellate dal diritto penale nel 1992.

    Il diritto vigente tratta le coppie omosessuali alla stregua delle coppie con-viventi eterosessuali. Vi è la necessità, analogamente all’unione coniugale, che dall’esterno venga percepito il carattere di comunità proprio a questi partenariati omosessuali, che spesso durano anni.

    Ciò comporta conseguenze in particolare nell’ambito del diritto successorio. Alla morte del partner, il superstite è tenuto a pagare le imposte di succes-sione sul patrimonio ereditato, come se fosse un estraneo.

    A differenza di quanto previsto per i coniugi stranieri di cittadini svizzeri, il partner omosessuale di nazionalità straniera non ha alcun diritto all’ottenimento di un permesso di dimora. Anche nell’ambito del diritto delle assicurazioni sociali le coppie omosessuali non vengono trattate come co-munità, ma in quanto persone singole, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano.

    Il 5 giugno, per la prima volta in Europa, il popolo di uno Stato sarà chiama-to a decidere se conferire alle coppie omosessuali uno speciale istituto giu-ridico, nella forma dell’unione domestica registrata.

    La soluzione adottata dal Parlamento non è stata frutto della precipitazione. In una prima consultazione sono infatti stati posti in discussione cinque modelli che spaziavano da modifiche puntuali, un contratto di diritto privato e l’unione registrata con modalità diverse, fino al riconoscimento del matri-monio attraverso una modifica costituzionale. Una chiara maggioranza si è espressa in favore della creazione di un istituto giuridico proprio. Ci si è espressi altrettanto chiaramente contro la possibilità di contrarre matrimo-nio o contro l’adozione di una soluzione meramente contrattuale. In una seconda fase è stato elaborato un avamprogetto di legge, successivamente posto in consultazione.

    Riteniamo che lo Stato abbia interesse a garantire che i suoi cittadini pos-sano intrecciare tra loro relazioni sicure, e quindi tutelate dal diritto.
    È pure nell’interesse dello Stato che queste relazioni siano sottoposte a un ambito unitario, di modo che i rapporti tra un partner e l’altro e quelli tra la coppia e l’esterno siano definiti in modo chiaro.

    Il legislatore ha preso spunto dall’immagine di due persone adulte che vi-vono in comunione domestica, organizzano insieme la loro vita e assumo-no responsabilità l’uno nei confronti dell’altro.

    Secondo la nuova legge, le coppie omosessuali possono farsi registrare presso l’ufficio dello stato civile, unendosi in una comunione di vita con dirit-ti e doveri reciproci chiaramente definiti.

    In diversi ambiti le coppie sposate e quelle registrate sono sottoposte a disposizioni simili. Ciò è giustificato dal fatto che in talune situazioni le cop-pie omosessuali devono affrontare problemi affini o addirittura identici a quelli incontrati dai coniugi. Infatti, a prescindere dal tipo di coppia, la vita in comune di due persone solleva sempre questioni giuridiche simili. Nell’ambito delle imposte sul reddito e sulla sostanza, l’unione registrata aumenta il carico fiscale della coppia, se entrambi esercitano un’attività lucrativa. E nell’ambito dell’AVS, la coppia non avrà più diritto, come finora, a due rendite singole, ma bensì a un’unica rendita per la coppia pari al 150 per cento di una rendita individuale. In caso di scioglimento della coppia, i risparmi accumulati nell’ambito della previdenza professionale vengono divisi e un partner può essere tenuto a versare contributi di mantenimento all’altro.

    Tuttavia, nonostante alcune analogie con il diritto matrimoniale, l’unione domestica registrata si distingue chiaramente dal matrimonio.

    Ciò è dimostrato già solo dal fatto che viene creata un’apposita legge e che le pertinenti disposizioni non sono state integrate nel diritto di famiglia del Codice civile. In tal modo si mette in evidenza la volontà del legislatore, secondo il quale l’unione di coppie omosessuali, a differenza del matrimo-nio, non consente di fondare una famiglia.
    Per natura, due persone dello stesso sesso non possono procreare. La nuova legge preclude alle coppie omosessuali la via dell’adozione o della medicina riproduttiva. È pure esclusa la possibilità di adottare un figliastro.

    Fanciulli che crescono in comunità domestiche formate da persone con lo stesso orientamento sessuale sono un dato di fatto anche in Svizzera. L’approvazione o il rifiuto del nuovo istituto giuridico da parte del popolo non muterà la realtà delle cose. La questione relativa alle persone con cui il fanciullo cresce va tuttavia distinta da quella relativa a chi sono legalmente i suoi genitori.

    Sia il Consiglio federale che il Parlamento rifiutano con decisione la possibi-lità di attribuire in adozione un fanciullo a due madri o a due padri. Ciò vio-lerebbe i principi fondamentali del diritto svizzero in materia d’adozione.

    Non si comprenderebbe inoltre per quale motivo la possibilità di adottare verrebbe accordata unicamente alle coppie omosessuali, ma non a due sorelle o a due altre persone che vivono in comunione domestica.

    La legge sull’unione domestica registrata mette a repentaglio il matrimonio tradizionale? La Corte costituzionale tedesca, che si è pure chinata sulla questione, ha fornito la risposta appropriata. L’unione registrata non può essere in concorrenza con il matrimonio, poiché si rivolge a una cerchia di interessati completamente diversa. Sulla base di questa distinzione, l’unione registrata non rappresenta un matrimonio sotto false apparenze, ma un istituto diverso, destinato unicamente a persone che per definizione non possono contrarre matrimonio. Il matrimonio sarebbe minacciato qua-lora le coppie eterosessuali potessero scegliere tra il matrimonio e un altro istituto, quale ad esempio l’unione registrata. Ciò non è tuttavia il caso.

    Se la legge sull’unione registrata verrà accettata, rischierà di avverarsi una politica dei piccoli passi, come affermano gli oppositori? In altri termini, la nuova legge aprirebbe la via al matrimonio, alla medicina riproduttiva e all’adozione anche per le coppie omosessuali?

    Si può affermare con certezza che l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali dovrebbe superare l’arduo ostacolo della modifica costituzio-nale. Occorrerebbe quindi l’approvazione di popolo e Cantoni. Lo stesso vale per l’accesso degli omosessuali alla medicina riproduttiva: anche in questo caso sarebbe necessaria una revisione della Costituzione.

    Gentili Signore, egregi Signori, la legge sull’unione domestica registrata è l’espressione del mutamento delle concezioni sociali. Si tratta di un istituto voluto dalle persone che, per loro inclinazione, conducono un modo di vita diverso dalla grande maggioranza della popolazione. La legge si inserisce in un’evoluzione in atto non soltanto in Svizzera, ma in molti Stati europei.

    http://www.ejpd.admin.ch/ejpd/it/home/dokumentation/red/2005/2005-04-22.html

  61. Hugo Kolion detto

    I dirigenti deboli risolvono tutto spendendo di più …

    … i cittadini e le imprese devono poter disporre liberamente del loro denaro. Vanno quindi ridotte sia le tasse e le imposte prelevate dai cittadini sia le spese pubbliche. Soltanto così potranno aumentare gli investimenti privati, i posti di lavoro, i tassi di crescita, i consumi e quindi il benessere per tutti. È un obiettivo che presuppone senso della realtà e coraggio, perché spesso i cambiamenti comportano rinunce. Eppure è l’unico modo per tornare sulla via della crescita … :-)

    Non si può fare politica negando la realtà
    Intervento del consigliere federale Christoph Blocher al forum di Sigriswil
    Discorsi, DFGP, 06.10.2005. Vale il testo parlato

    Sigriswil (BE), 06.10.2005. In occasione del suo intervento al forum di Sigriswil il consigliere federale Christoph Blocher ha affrontato quattro argomenti: la politica finanziaria della Confederazione, la politica estera, le inadeguatezze di uno Stato sociale sovradimensionato e infine l’UDC e la sua posizione nel paesaggio politico. Interpellato al riguardo da talune domande del pubblico, il consigliere federale Blocher si è inoltre espresso in merito all’estremismo di destra.

    Signore e Signori,
    I problemi principali che affliggono l’Europa occidentale sono ben noti:

    Gli Stati vivono al di sopra dei propri mezzi. Da tempo i prelievi tributari in costante aumento non sono più in grado di coprire le uscite.
    Sotto la spinta delle spese statali gonfiate a dismisura, l’onere fiscale è rimbalzato e l’apparato burocratico si è fatto paralizzante nella maggior parte degli Stati europei. La competitività e la crescita economiche ne risultano compromesse, con conseguente aumento della disoccupazione e calo del benessere.
    Fin qui l’analisi. Purtroppo la Svizzera non sfugge a questo tipo di problemi. Sorge quindi spontanea la domanda se la Svizzera è in grado di affrontare le sfide che ne derivano. Permettetemi di porre la domanda in altri termini: la Svizzera ha riconosciuto la portata di tali sfide? È importante porsi tale domanda perché un’analisi nuda e cruda della realtà è indispensabile per trovare soluzioni utili. Spesso basta infatti additare il problema senza falsi riguardi e porre le domande giuste per avvicinarsi alla soluzione!

    Oggi si tende a eludere le principali domande e a disconoscere i problemi, sebbene in molti siano convinti di essere ben informati. Ma il peggio è che oltre a chi misconosce i problemi, c’è chi ne nega addirittura l’esistenza o capovolge disinvoltamente il quadro della situazione. Alcune cerchie politiche hanno perso ogni senso della realtà, con effetti disastrosi sulle incombenze che ci toccherebbe affrontare.

    Intendo illustrare la situazione soffermandomi su quattro argomenti: la politica finanziaria della Confederazione, la politica estera, le inadeguatezze di uno Stato sociale sovradimensionato e infine l’UDC e la sua posizione nel paesaggio politico.

    Mito numero uno. Il nostro Paese è in preda a una mania del risparmio – è l’asserzione preferita in assoluto dai politici (di sinistra).
    Dalle cifre – e le cifre parlano chiaro – emerge una realtà completamente diversa. La situazione in termini di politica finanziaria è sconfortante. Le spese statali sono in continuo aumento sebbene non si faccia che parlare di risparmi. Eccovi alcune cifre: nonostante tutti i programmi di risparmio (programma di sgravio 03, programma di sgravio 04, piano di rinuncia a determinati compiti, ecc.), le uscite preventivate saliranno del 14,5 per cento nei prossimi quattro anni, pari a una media annuale del 3,4 per cento. Si tratta di un aumento superiore alla crescita economica e al rincaro! Insomma, stiamo vivendo nettamente al di sopra dei nostri mezzi, senza contare che le cifre menzionate non contemplano le ingenti somme contabilizzate a conto patrimoniale. E non si sta delineando alcuna inversione di tendenza. Anzi, le spese preventivate per il 2009 sono quasi raddoppiate rispetto al 1990, e nel 2006 il debito statale si assesterà sui 132,6 miliardi, con un aumento di oltre 25 miliardi tra il 2001 e il 2006. Chi in tale contesto parla di “mania del risparmio” ha perso ogni contatto con la realtà! Le spese crescono nonostante il freno all’indebitamento votato il 2 dicembre 2001, quando l’84,7 per cento dei cittadini si è espresso in favore di conti in equilibrio. Questo mandato costituzionale è disatteso, aggirato e infranto in continuazione.

    Noi dobbiamo cambiare rotta finché possiamo farlo in piena sovranità e con le nostre forze. Rendere di più spendendo poco è una grande sfida manageriale, che non si addice certo a chi mira alla facile popolarità. Ai vertici incombono i compiti più difficili. I dirigenti deboli risolvono tutto spendendo di più, ma nel caso della Confederazione si tratta di denaro sottratto all’economia e ai cittadini. Dirigere significa farsi carico degli inconvenienti nell’interesse degli altri. Il grande capo che non lo fa conduce l’impresa alla rovina. Il genitore che educa il figlio senza trovare la forza di imporre anche la rinuncia, gli rende un cattivo servizio.

    Vogliamo che la Svizzera poggi su fondamenta finanziarie solide, un obiettivo che presuppone un’economia prospera e concorrenziale. A tal fine i cittadini e le imprese devono poter disporre liberamente del loro denaro. Vanno quindi ridotte sia le tasse e le imposte prelevate dai cittadini sia le spese pubbliche. Soltanto così potranno aumentare gli investimenti privati, i posti di lavoro, i tassi di crescita, i consumi e quindi il benessere per tutti. È un obiettivo che presuppone senso della realtà e coraggio, perché spesso i cambiamenti comportano rinunce. Eppure è l’unico modo per tornare sulla via della crescita.

    La Confederazione potrebbe fornire un contributo riorganizzando l’Amministrazione, caratterizzata da troppi doppioni. I Dipartimenti devono dare l’esempio. Tutti i servizi centrali del DFGP sono stati esaminati quanto a compiti e necessità. La riorganizzazione dei servizi centrali si concluderà entro la fine dell’anno e taglierà i costi del 22 per cento senza ridurre le prestazioni – né per i cittadini né per chiunque altro. Ricordo che l’obiettivo principale del programma di legislatura 2003/2007 era di risanare le finanze federali. La decisione fu presa da tutti i membri del Consiglio federale! Il Dipartimento delle finanze è stato incaricato soltanto quest’estate – quindi quasi a metà della legislatura in corso – di esaminare le spese statali per ridurle del 20 per cento. Dovremmo evitare di ripetere gli errori commessi in Germania per poi operare una difficile inversione di rotta. Dobbiamo guardare in faccia la realtà. Di fronte a un debito pubblico complessivo pari a circa 250 miliardi di franchi e a uscite statali in massiccio aumento, chi parla di “mania del risparmio“ dovrebbe assumersi la responsabilità politica.

    Mito numero due. La Svizzera pratica una politica d’isolamento.
    Da anni c’è chi continua a ripetere che la Svizzera si sta isolando dall’estero. È un’asserzione piuttosto ricorrente nei battibecchi politici. Eppure è veritiera quanto l’affermazione che la Svizzera sia sinonimo soltanto di montagne, cioccolata, Heidi e corni delle alpi.

    La politica estera della Svizzera rimane oggetto di controversie transpartitiche che pregiudicano gravemente la politica interna. La retorica bellicosa deplora l’isolamento della Svizzera. È un accusa che può muovere soltanto chi non conosce né l’estero né la Svizzera. Il nostro Paese ha sempre intrattenuto stretti legami economici e culturali con il mondo intero e dà prova di grande apertura se paragonato ad altri Stati. L’Unione europea è un ottimo interlocutore, un interlocutore importante. Tuttavia non è l’unico. Per troppo tempo abbiamo circoscritto le nostre attenzioni al solo spazio europeo. Considerando che attualmente i mercati più dinamici si situano nell’Est asiatico e negli USA, ci conviene orientare la nostra politica anche verso queste regioni.

    La politica estera della Svizzera (in particolare la politica europea) è dettata dall’emotività. A questo punto va messo in chiaro quanto segue:

    Un partito politico che mette in risalto i pregi della Svizzera adoperandosi per conservarli (che si tratti della democrazia diretta, della sovranità fiscale, del segreto bancario o della sua indipendenza), non agisce affatto in chiave “nazionalista“, ma dà semplicemente prova di un patriottismo più che comprensibile.

    Un partito politico che definisce la politica estera innanzitutto come “politica degli interessi” non fa niente di riprovevole, ma piuttosto qualcosa di alquanto naturale. La tutela dei propri interessi è consuetudine di ogni Paese ragionevole (e che abbia successo). Anche l’Unione europea difende i propri interessi, e non si aspetta certo che la Svizzera faccia altrimenti. È giusto quindi che l’UDC si proponga come tenace difensore della politica degli interessi.

    Un partito politico che, alla luce di quanto detto, critica gli accordi mal negoziati non è di per se “antieuropeista“. Già ai tempi del mio mandato come consigliere nazionale avevo segnalato i miseri risultati negoziali ottenuti nei Bilaterali I. Per quanto concerne gli accordi in materia di trasporti, ci rendiamo conto che il pedaggio, il limite delle 40 tonnellate o la denuncia dell’accordo aereo con la Germania non sono certo risultati di cui andare fieri. L’UDC deve continuare a mettere il dito nella piaga senza falsi riguardi.

    Del resto, anche oggi la neutralità integrale costituisce la migliore strategia di sopravvivenza di cui dispone un piccolo Stato. I nostri avversari ci rinfaccino pure “una concezione storica superata“. La neutralità ci protegge dagli entusiasmi bellici e da prese di posizione precipitose, offrendoci pure un’opportuna protezione nell’epoca del terrorismo. Certo, la neutralità non garantisce la sicurezza totale, ma è un elemento importante che non dovremmo abbandonare con leggerezza. Ecco perché sono orgoglioso che l’UDC perori la neutralità.

    Pare inoltre assurdo parlare di “isolamento” considerato che dal 1990 sono arrivate in Svizzera complessivamente 1,3 milioni di persone. Ora, se il mio partito ritiene che le capacità e le disponibilità integrative del nostro Paese stiano per esaurirsi, ciò non è indice di ”xenofobia“ o di “isolazionismo“, ma denota una reale preoccupazione per la coesione del tessuto sociale.

    Portati a termine gli accordi bilaterali, per il momento abbiamo risolto tutti gli incarti importanti con l’Unione Europea. Ora l’Amministrazione è all’affannosa ricerca di altri oggetti da negoziare, ma io ritengo che ciò rischia soltanto di indebolire ulteriormente la nostra posizione. Dovremmo mettere in risalto la nostra autonomia, ragion per cui sostengo il celere ritiro della domanda d’adesione. Perché favorisco il ritiro della domanda? Perché la Svizzera deve puntare sulle proprie forze, proprio come farebbe un’impresa. La nostra economia funziona al meglio laddove può offrire prodotti e servizi di altissima qualità. È un principio che dovrebbe guidare i nostri passi anche in politica.

    Dobbiamo mettere fine a questa ripresa autonoma e mal ponderata del diritto europeo, che va a detrimento del nostro spazio vitale ed economico. Significa che dobbiamo essere competitivi anche nei confronti dell’Unione europea. Rincorrere, scimmiottare, imitare non ha mai condotto al successo. Vogliamo una legislazione nostra, più adatta al nostro piccolo Stato. Ecco perché abbiamo bisogno di una Svizzera sovrana che sia capace di agire.

    Mito numero tre. Non ci sono abusi, né nel settore dell’asilo, né nell’assicurazione invalidità e tanto meno nell’assistenza.
    Uno Stato sociale condiviso dalla maggioranza della popolazione va definito in senso stretto. Non è concepibile che siano sempre meno i cittadini che lavorano e pagano gli oneri sociali e fiscali, finendo per sentirsi lo zimbello di turno.

    Oggi quasi un franco su tre guadagnati in Svizzera va a finire nello Stato sociale e assistenziale. Tale potenziamento eccede di gran lunga le nostre capacità economiche e pone in bilico l’intero Stato assistenziale: ne è la prova la pessima situazione finanziaria della Confederazione e di molti Cantoni. Il tono di fondo statalista predominante soprattutto negli anni ottanta e novanta, e che del resto non aveva contagiato soltanto i partiti di sinistra, ha fatto della Svizzera un sofisticato Stato fornitore di prestazioni, che illude i cittadini con il miraggio della presa a carico totale a costo zero – mentre anno per anno si finanzia con debiti miliardari e con prelievi fiscali e sociali in crescita perenne.

    Esaminiamo da vicino i principali cantieri dello Stato sociale. I costi della salute, da soli, raggiungono oltre 50 miliardi di franchi annui. Quest’anno l’assicurazione invalidità divorerà circa 12 miliardi di franchi. Nelle città il numero di coloro che dipendono dall’assistenza registra tassi di crescita a due cifre.

    Il nostro Stato sociale sta per collassare. E a noi non resta che chiederci quanto sia sociale questo nostro Stato sociale. Considero del tutto sbagliato versare prestazioni assistenziali a ragazzi appena ventenni. Chi si abitua allo Stato assistenziale sin da giovane, resterà a carico della collettività per decenni. Il problema va posto in questi termini, per quanto possano suonare drastici. Non possiamo infatti soffermarci sulle vicende individuali, pur tristi che siano. Anche la grande maggioranza che lavora ha un diritto, quello di essere difesa da questa mentalità sempre più pretenziosa. È inconcepibile che un numero crescente di persone pretenda dagli altri il finanziamento dei propri disegni di vita falliti.

    Considerando per principio “povero” il dieci per cento di coloro che appartengono agli strati sociali più bassi, ci ritroveremo sempre con una folta schiera di poveri. I gruppi d’interesse stanno abilmente alimentando il numero degli indigenti applicando standard discutibili e legittimando pretese che finiscono per indebolire la coesione sociale. Lo Stato sociale deve aiutare chi ne ha veramente bisogno.

    L’assicurazione invalidità evidenzia più di ogni altra istituzione quanto sia problematico il nostro sistema. L’UDC è stata la prima a puntare il dito sull’aumento esponenziale delle rendite AI – e per questo è stata duramente criticata. Ma non importa. Infatti le reazioni suscitate non facevano che confermare l’esattezza di quanto stavamo asserendo. Il numero dei beneficiari di rendite AI è aumentato di colpo a partire dagli anni Novanta, soprattutto nelle fila degli impiegati statali sebbene, come ben sappiamo, non fossero certo esposti alle asperità dell’economia privata. Oggi i beneficiari AI sono oltre 280′000 (mentre nel 1990 erano soltanto 164′000). La crescita maggiore è stata registrata nei settori caratterizzati da quadri clinici poco chiari, vale a dire nell’ambito delle malattie psichiche o dei dolori diffusi. Tuttavia questa crescita non dovrebbe sorprenderci, se consideriamo che ogni dolorino, ogni piccola indisposizione può essere addotta per accedere a una rendita.

    Quando si può parlare d’abuso? La definizione più interessante in proposito ci giunge da Beatrice Breitenmoser, già direttrice dell’AI, che ha dichiarato in televisione: “Non può essere considerato abuso il fatto che qualcuno sfrutti abilmente il sistema a proprio vantaggio.” Ma a questo punto cosa va considerato come abuso? Chi reinterpreta l’abuso ne diventa complice. Per risanare l’AI non occorrono altri finanziamenti miliardari, ma una ridefinizione del concetto di invalidità e quindi pure la verifica retroattiva delle rendite già assegnate. Non devo certo ricordarvi quale partito politico si batte per questi obiettivi.

    Quanto alla sanità, l’UDC si batte per un sistema sanitario sostenibile in termini finanziari lanciando l’iniziativa a favore della riduzione dei premi. Anche in questo ambito siamo chiamati a rispondere a domande scomode. Cosa rientra nell’assicurazione di base e cosa invece no? Dove finiscono le cure mediche di base e dove inizia invece la medicina del benessere, benefica certo, ma i cui costi non vanno scaricati sulla collettività? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un’agenzia delle Nazioni Unite, non definisce la salute come mera assenza di malattia e invalidità, ma come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”. È una definizione assurda. Conoscete qualcuno che si senta completamente bene sul piano fisico psichico e sociale? Non avvertite un lieve fastidio alla terza vertebra cervicale? Chi vi sta attorno riconosce i vostri meriti? No? Allora siete malati ai sensi dell’OMS – come tutto il resto dell’umanità. Chi definisce la salute in questi termini fa lievitare i costi al punto che l’intero sistema finirà per collassare. È questo quello che vogliamo?

    Nelle mie competenze in veste di capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia rientra anche la legislazione in materia di stranieri e di asilo. Spesso mi viene chiesto in che direzione si muove questo settore. La risposta è semplice: si muove nella direzione voluta dalla politica. La domanda da porre invece è: “Che politica in materia di stranieri e di asilo vogliamo?”

    La maggior parte di coloro che chiedono l’asilo in Svizzera non sono veri rifugiati. Le persone ammesse a titolo provvisorio e i rifugiati riconosciuti costituiscono soltanto il 24 per cento circa dei casi sfociati in una decisione in materia d’asilo. Il 75 per cento circa di tutte le domande d’asilo sono pertanto infondate o perfino abusive, una situazione cui dovremo porre rimedio!

    L’obiettivo principale dell’anno scorso consisteva nel ridurre il numero dei richiedenti privi di motivi d’asilo legittimi. Il nostro lavoro ha dato i primi frutti: infatti dall’anno scorso il numero delle domande d’asilo continua a diminuire, e la tendenza persiste. Nell’anno in corso 6′375 persone hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera (stato: fine agosto), ossia il 39,7 per cento in meno che nello stesso periodo dell’anno precedente. Per la prima volta nella storia dell’asilo, la Svizzera registra cifre inferiori a quelle dei suoi vicini europei; nella media europea, infatti, il numero di domande è calata soltanto del 17 per cento nel medesimo periodo. È quindi lecito considerare efficaci i provvedimenti adottati, in particolare la procedura abbreviata e il blocco dell’aiuto sociale per le persone con una decisione di non entrata nel merito (NEM).

    In quale ambito dobbiamo intensificare gli interventi? Il problema principale resta l’esecuzione dell’allontanamento. Numerosi richiedenti respinti (come del resto altre persone con soggiorno illegale) non lasciano la Svizzera. I motivi sono ben noti. La maggior parte dei richiedenti l’asilo cela la propria identità e non presenta alcun documento. Tuttavia, lo Stato di provenienza non è tenuto a riammettere un richiedente respinto la cui identità non possa essere dimostrata. Eppure le persone respinte tenute a tornare in Patria, oltre a un aiuto immediato, percepiscono anche l’aiuto sociale. È pertanto indispensabile estendere il blocco dell’aiuto sociale a tutte le persone del settore dell’asilo toccate da decisioni negative passate in giudicato. Il nostro messaggio rivolto a queste persone dev’essere inequivocabile: dovete andarvene dal nostro Paese, proprio come le persone con una NEM (decisione di non entrata nel merito). È inconcepibile creare favoritismi tra le varie categorie di persone che soggiornano illegalmente in Svizzera. Gli abusi non vanno tollerati, ma quando sono le istituzioni a promuoverli, a difenderli e persino a premiarli, allora la politica deve chiamarsi in gioco. Il nostro partito esercita da anni pressioni in questo ambito, registrando un crescente successo. Basta ricordare per quanto tempo si negava l’evidenza considerando inviolabili o addirittura inesistenti gli abusi nel settore dell’asilo!

    Mito numero quattro. La verità sta in mezzo.
    Di fronte a uno Stato sociale predisposto agli abusi, alla politica debitoria e all’eccessiva crescita delle uscite, oggi dobbiamo chiederci chi sono i responsabili. La sinistra vuole spendere di più. La sinistra potenzia lo Stato. La sinistra chiede che lo Stato intervenga nella politica, nella società, nella famiglia, nell’economia. In questo modo la sinistra si confeziona su misura un elettorato pagato, segnatamente quello che dipende dallo Stato. Anche la destra, quindi l’UDC, vuole qualcosa dallo Stato, ma confida nell’individuo e rispetta il cittadino. Ecco perché vogliamo soprattutto che questo Stato ci lasci in pace, per quanto possibile. Non chiediamo altro. L’individuo avere la libertà di manovra che gli consenta (e a volta gli imponga) di assumersi le proprie responsabilità. I cittadini e le imprese dovrebbero poter disporre liberamente del proprio denaro giacché la presa a carico totale da parte dello Stato conduce alla rovina. Ne sono un esempio la RDT e in parte anche la Germania unificata.

    La sinistra, lo sappiamo, non è la forza maggioritaria nei parlamenti. Eppure negli ultimi 10/15 è riuscita a realizzare con successo i propri obiettivi, grazie al sostegno fornito dai partiti di centro smaniosi di trovare soluzioni. È proprio il centro ad asserire che “la verità sta in mezzo”. Ed ecco fornita la prima prova per sfatare il mito. La verità appunto non sta in mezzo, perché altrimenti sarebbe sorprendentemente volubile. Infatti, il centro si sposta a sinistra non appena quest’ultima si dimostra forte. Se invece si rafforza il polo di destra, il centro si sposta a destra. La verità è quindi una bandiera che segue la via dell’opportunismo? Non credo proprio.

    Anche l’elettore deve decidere se votare sì oppure no. Votando ni perde il suo voto. Certo, deve ponderare il progetto, considerarne vantaggi e svantaggi, ma alla fine dovrà decidere: sì o no.

    L’UDC ha fama di essere un partito che dice di no a tutto e a tutti. È una critica che mi sorprende. Sono nato in un’epoca che disprezzava gli invertebrati incapaci di esprimere disaccordo. Essere d’accordo sempre e comunque è più facile e più comodo e denota un’assoluta mancanza di carattere. L’unica critica da muovere all’UDC potrebbe quindi essere quella di non aver detto no abbastanza spesso.
    L’UDC avrebbe forse dovuto dire sì all’indebitamento?

    Magari l’UDC dovrebbe dire sì alla legge sull’assicurazione malattia che, come unica frazione, aveva respinto nel 1994?

    L’UDC dovrebbe magari tollerare gli abusi nel sistema sociale, nell’assicurazione sociale, nell’assistenza?

    L’UDC dovrebbe magari farsi vedere smaniosa di trovare soluzioni, dicendo sì all’introduzione di nuove imposte miliardarie per finanziare i problemi invece di risolverli?

    L’UDC non è certo passata all’opposizione per mero piacere o per mettersi in bella luce. Lo ha fatto perché la Svizzera ha intrapreso una strada sbagliata. Dal 1848 al 1990, per ben 142 anni, la Confederazione ha accumulato un debito di 38,5 miliardi di franchi. Nei 15 anni successivi al 1990 il debito è cresciuto di altri 90 miliardi. Non credo proprio che queste cifre vi facciano esclamare: “Sì! Così va bene, continuiamo così”.

    Più la dipendenza dallo Stato prende piede e più sarà difficile trovare una maggioranza disposta a porre un freno politico a questa follia. Il numero di coloro che cedono alle tentazioni dello Stato sociale è in aumento, anche tra i ceti professionali più elevati, anche ai piani alti della politica e dell’economia. Siamo forse arrivati al punto in cui le persone preferiscono pensare a come farsi mantenere dallo Stato, ossia dalla comunità, piuttosto che dare prova di responsabilità individuale, migliorando la propria vita e quella dei propri familiari e procurandosi da sé beni e servizi? È molto pericoloso penalizzare il successo e il rendimento assoggettandoli a imposte più elevate, per premiare nel contempo l’insuccesso e la pigrizia elargendo aiuti sociali. Purtroppo ci troviamo nel bel mezzo di questo processo rovinoso.

    Un solo partito si è opposto, convinto, a tutto ciò, affrontando numerosi inconvenienti: l’UDC. È un lavoro indispensabile e importante.

    Negli anni passati l’UDC ha svolto un compito importante, facendo opposizione in merito a molte questioni rilevanti. Ora la nostra posizione in Governo si è rafforzata, per cui dobbiamo far valere le nostre posizioni sul in questa sede. Tuttavia siamo ancora lontani da una politica di centro-destra, come ho appena illustrato con le mie considerazioni di politica finanziaria, estera e sociale. Ecco perché anche un partito di Governo forte e deciso come l’UDC deve ricordarsi di mantenere la rotta.

    http://www.ejpd.admin.ch/ejpd/it/home/dokumentation/red/2005/2005-10-06.html

  62. Hugo Kolion detto

    ci sono 470 commenti, più o meno, e non ho intenzione di leggerli. Aborro la violenza ma conosco la rabbia e fra un po ci troveremo tutti a capire cosa significa disperazione.
    Per i commenti sul governo, ogni volta che fra voi e un altro scegliete voi, ogni volta che non dite che quello che avete lo dovete a qualcuno, ogni volta che pur di andare avanti non dite la verità e ogni volta che perdete un piccolo pezzo di stima di voi stessi per guadagnare quella degli altri,
    siete bobo craxi. non è demagogia. siamo tutti ladri e farabutti.

    corra dimu 18.02.07 23:28

    http://www.beppegrillo.it/2007/02/brigate_cgil.html

  63. Hugo Kolion detto

    Tre donne su dieci vittime di violenza

    di Manuela Febbo
    21/2/2007

    L’indagine, presentata a Palazzo Chigi dal Ministro Barbara Pollastrini e dal Presidente dell’Istituto Centrale di Statistica Luigi Biggeri, rileva che oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita. La maggior parte di queste violenze sono ad opera del partner

    Quando si parla di violenza, su chiunque venga commessa, non esiste scusante. Ma scoprire che questa, ancora oggi, colpisce in modo preponderante le donne e che soprattutto, il più delle volte, è causata da chi dovrebbe proteggerle e tutelarle, rende tutto più amaro.
    L’indagine, presentata nella giornata di mercoledì 21 febbraio a Palazzo Chigi, dal Ministro Barbara Pollastrini e dal Presidente dell’Istituto Centrale di Statistica Luigi Biggeri, mostra come oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita e che, andando a considerare il totale di questi soprusi, la maggior parte sono ad opera del partner (il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%), è triste dirlo, ma non è stata denunciata.

    Questo inquietante quadro è stato delineato prendendo in considerazione un campione di donne di età compresa fra i 16 e 70 anni ed appare alquanto diversificato per tipologia di violenza e maltrattamento.

    ALCUNI DATI
    Sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), nello specifico le violenze subite sono 5 milioni di tipo sessuale (23,7%), 3.961.000 quelle di tipo fisico (18,8%). Inoltre, ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia).
    Se andiamo a considerare gli ultimi 12 mesi il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%).
    Di questo totale il 3,5% ha subito violenza sessuale e il 2,7% fisica. Un terzo delle vittime subisce sia violenza fisica che sessuale, anche più volte (il 67,1% dal partner contro il 52,9% dal non partner)
    La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%, ma il dato tragico riguarda la percentuale di quei casi che non sono emersi, un dato elevatissimo che raggiunge circa il 96% delle violenze da parte di un non partner e il 93% da parte del partner.
    Spesso soprattutto gli stupri non sono denunciati, di questi ben il 91,6%, il che significa che la maggior parte delle donne mostra un blocco nel parlare di violenze subite: il 33,9% per quelle subite dal partner e il 24% per quelle subite da non partner.
    Si delinea così un problema sociale davvero complesso e difficile da risolvere per la scarsa presenza o quasi totale assenza di consapevolezza che deriva dal timore di denuncia.

    QUALE VIOLENZA
    Sarebbe bello se la violenza non ci fosse affatto e invece non solo c’è, ma bisogna anche descriverla nello specifico, perchè ci sono diversi, infiniti modi per fare del male a una persona.
    Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente il caso di donne che sono state spinte, strattonate, alle quali sono stati tirati i capelli (56,7%), ci sono donne minacciate di essere colpite (852%), altre schiaffeggiate, prese a pugni, a calci o a morsi (36,1%). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali umilianti (6,1%).
    La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne (6.092.000 solo psicologica), il 43,2% con partner attuale.
    Di queste 3.477.000 l’hanno subita spesso o sempre (21,1%). Ma ci sono anche 1.042.000 donne che hanno subito sia violenza psicologica che fisica o sessuale. La violenza psicologica si esprime con l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni (7,8%).

    DONNE PERSEGUITATE DA EX PARTNER
    Sono 2.077.000 le vittime di comportamenti persecutori da parte di ex partner. Ci sono donne ( il 18,8% del totale) che non hanno il coraggio di lasciare un marito violento, perchè terrorizzate dal suo comportamento al momento della separazione o dopo la separazione stessa.
    Questa pratica di persecuzione chiamata stalking ha visto alcuni ex mariti cercare insistentemente di parlare con l’ex moglie contro la sua volontà (68,5%) , chiedere ripetutamente appuntamenti per incontrarla (61,8%), aspettarla fuori casa o a scuola o al lavoro (57%), inviarle messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati (55,4%), seguirla o spiarla (40,8%) ed escogitare le più strane strategie per avvicinarla (11%).
    Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha subito anche lo stalking, ma c’è anche chi (1.139.000 donne) è stata perseguitata, ma non sottoposta a violenze concrete.
    Basterebbe un po’ di buon senso per porre rimedio a questo triste quadretto di vita sociale. Bisogna educare alla non violenza e soprattutto superare le disparità tra uomo e donna che ormai nel 2006 non hanno più senso.

    http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001040205

  64. Hugo Kolion detto

    Tutti uniti, tutti insieme … di Adam Hayek, 25 Febbraio 2007, 05:18

    Scusa Michele, ma stavolta preferisco scriverti pubblicamente. Confesso che non ho capito. Ma davvero sei sorpreso di questa roba qua? Davvero credevi che non ci fosse un’abbondante dose di gioco delle parti in tutto quello che passa per la stampa e gli altri media? Davvero confidavi in qualcuno dalle parti de Il Riformista per una rivoluzione liberale (mi vien da ridere solo a scriverlo) in Italia? Non posso credere a simile ingenuità, se non pensare che manchi dall’Italia da ormai troppo tempo. Ripeto quello che ti ho già scritto tante volte: altro che sogni, in politica si fa quel che si può con quello che si ha a disposizione, e in termini di “meno peggio” non c’è gara su chi debba essere preferito tra Prodi e Berlusca (lo hai ammesso anche tu “dando i punti” agli ultimi due governi). Il massimo che si può ottenere da chi governa in Italia è la difesa di pochi, pochissimi semplici principi, tipo “mettere il meno possibile le mani nelle tasche delle famiglie”, “difendere i valori tradizionali”, “combattere il conformismo delle idee sinistrorse e politically correct”, e poco più. Tutto il resto va lasciato allo stellone italico ed alla nostra incredibile capacità di reinventarci ogni volta nuovi modi per sfangarla. In breve, siamo italiani, e lo restiamo. Perché tu e tanti altri vi ostinate a sognare di trasformarci in qualcosa d’altro, in francesi, scandinavi o spagnoli? E soprattutto perché rimanete sempre sconvolti dallo scoprire che questo non è ovviamente possibile?

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/509

  65. Hugo Kolion detto

    Utopia prodiana al capolinea. Sinistra in ritardo con la storia
    di Federico Punzi

    Ancora 48 ore o qualche mese, ma l’ "utopia prodiana" sembra volgere al termine.
    Ma in cosa consisteva esattamente l’ "utopia prodiana"? Nell’idea che l’Ulivo,
    alleandosi con la sinistra neocomunista e massimalista, potesse non solo "cacciare"
    Berlusconi e vincere le elezioni, ma anche governare il paese. “Senza l’ala
    radicale non si vince, ma con l’ala radicale non si governa". L’impegno dei
    vertici del centrosinistra negli ultimi undici anni è stato sempre volto a
    smentire la seconda di queste due proposizioni. Mai si è tentato di smentire la
    prima. Chi ha detto, infatti, che senza l’ala "radicale" – che qui preferiamo
    chiamare con il suo nome: "comunista", o "neocomunista" – non si vince? Per
    undici anni Prodi, come Berlusconi per il centrodestra, è stato l’unico
    possibile interprete e collante dell’eterogeneità della coalizione. L’altra
    faccia della medaglia, però, è che il prodismo, nell’arco di questo lungo
    periodo, ha impedito alla sinistra di fare i conti con se stessa, di accorgersi
    di quanto fosse ingombrante il suo passato, seppure oggi nella veste di un
    antagonismo post-ideologico, e quindi di diventare forza di governo.

    Per assenza di coraggio la classe dirigente ex comunista si è illusa che il
    prodismo fosse la scorciatoia per arrivare al governo del Paese senza alcuna
    reale trasformazione culturale e politica.
    Ha quindi coltivato i rapporti
    con l’estrema sinistra e con l’ex sinistra democristiana, mortificando invece le
    componenti socialiste e liberali, vissute come un pericolo “mortale” perché
    capaci di far esplodere le contraddizioni interne. E’ la malattia del “continuismo”,
    l’istinto di conservazione dell’eredità del comunismo italiano – percepita come
    ricchezza collettiva e non, invece, come un cumulo di errori – a spiegare le
    tante “svolte”, tutte di mera facciata, degli eredi del Pci dalla caduta del
    Muro in poi. Un credo “riformista” di volta in volta rinnovato e rilanciato,
    purché non implicasse atti effettivi che, rompendo con l’area massimalista e
    pacifista, mettessero in discussione il tabù dell’unità della sinistra
    costruendo sulle sue ceneri.

    Dunque, il Governo Prodi è in crisi non a causa di una fragilità meramente
    numerica della sua maggioranza al Senato. Né a causa dei due senatori
    dissenzienti, Turigliatto e Rossi, il cui voto non sarebbe comunque stato
    sufficiente, poiché nel contempo con la loro presenza in aula si sarebbe alzato
    il quorum a 161; né a causa dei senatori a vita Cossiga, Andreotti e Pininfarina,
    dietro i quali può essere suggestivo, ma fin troppo comodo autoconsolatorio,
    vedere le lunghe leve di tre “poteri forti” come Stati Uniti, Vaticano e
    Confindustria, secondo le ormai abusate teorie complottistiche. Dal punto di
    vista politico assai più che numerico è certamente la sinistra neocomunista e
    massimalista la causa scatenante di questa crisi. Tuttavia, la responsabilità
    politica – a partire dal deludente risultato elettorale dell’Ulivo a fronte del
    successo dei partiti neocomunisti – va ricercata ancora più indietro nel tempo e
    investe le stesse forze “riformiste”.

    Durante i cinque anni di governo di Berlusconi come è stato impiegato il
    prezioso tempo passato all’opposizione? Non producendo nient’altro che
    chiacchiere riguardo formule e contenitori, come il Partito democratico, senza
    alcuna elaborazione politica e culturale sui contenuti.
    Peggio, gli stessi
    Ds e Margherita hanno pensato di blandire partiti e movimenti neocomunisti o
    massimalisti, hanno cavalcato e legittimato la piazza pacifista e antagonista,
    coltivato l’anti-americanismo, appoggiato e coccolato gli istinti più
    conservatori dei Sindacati. Qualunque “girotondo” faceva comodo contro l’odiato
    Berlusconi. Nessun confine è stato tracciato a sinistra nella costruzione della
    coalizione che di lì a poco avrebbe dovuto sfidare la Cdl. Era inevitabile che
    prima o poi si pagasse il prezzo politico di scelte, quelle sì, davvero
    “scellerate” e “irresponsabili”. Lo si è pagato nelle urne e, una volta al
    governo, con lo spazio regalato all’estrema sinistra, che ha potuto ottenere
    poltrone pesanti (perfino la Presidenza della Camera) e porre veti su tutto,
    fino a manifestare in piazza contro il suo stesso governo e a “sfiduciare” la
    politica estera e di difesa al Senato.

    Come sembrò ineluttabile all’indomani delle elezioni, con la lista dell’Ulivo
    anemica al 31 per cento (i Ds lontani dal 20 e la Margherita sotto l’11) e la
    Rosa nel Pugno ferma al 2,5, il “motore riformista” si è inceppato alla prima
    accelerata della sinistra massimalista, che invece lo scorso aprile fece il
    pieno di voti, estremizzando l’asse politico della coalizione. Alla luce di quei
    risultati elettorali, e memore della lezione del ‘98, quando furono proprio i
    dissidi con l’ala estrema della coalizione a far mancare i numeri al suo primo
    governo, Prodi ha deciso di puntellare il nuovo Esecutivo con un asse
    privilegiato con Bertinotti, eletto presidente della Camera. Il problema è che
    in politica i nodi vengono al pettine e quando accade non se ne può uscire
    gratis. Se in nessun paese europeo la sinistra democratica e liberale governa
    insieme a quella neocomunista ci sarà pure un motivo. In Gran Bretagna Blair ha
    svecchiato il Labour dopo un decennio di coraggiose scommesse politiche; in
    Germania il socialdemocratico Schroeder si è rifiutato di allearsi con i
    Bertinotti di lì ed ha sostanzialmente pareggiato nel confronto con la Merkel.

    Nei paesi scandinavi, o in Danimarca, Olanda, e anche in Spagna, la sinistra
    non governa con i comunisti. Se davvero aspiriamo a riformare la sinistra in
    senso liberale dobbiamo capire che portare al governo la sinistra massimalista è
    un’anomalia solo italiana e che la resa dei conti con i neocomunisti non va
    rinviata ma provocata, e passa per il fallimento dell’ "utopia prodiana".
    La
    decisione di Prodi di blindare il suo governo così com’è, vincolando i partiti
    su 12 punti che ripropongono le solite ambiguità, e gli effimeri giuramenti di
    lealtà dei leader, sono la conferma che il “prodismo” non si basava su un
    accordo fatto per governare, ma per evitare che Berlusconi mantenesse, o
    riconquistasse, il potere. Ma è proprio vero che il centrosinistra non può
    vincere facendo a meno dell’alleanza con l’ala comunista e massimalista? Parte
    dei consensi sarebbe recuperata da sinistra, da quanti farebbero confluire il
    loro voto su chi avrebbe chance reali di battere la destra. Ma una parte
    decisiva di voti verrebbe da quel “centro” politico dell’elettorato, da quel
    ceto medio produttivo, de- ideologizzato e pragmatico, che il “riformismo debole”
    alleato con i comunisti non potrà mai conquistare. Una leadership lungimirante
    avrebbe dovuto progettare tutto ciò anni fa, ma rinviare ancora vorrebbe dire
    pagare un conto ancora più salato.

    L’unica certezza a questo punto è che Prodi – non importa se dura ancora 48 ore
    o sei mesi – è “bruciato”, ma nessuno si vuole prendere la responsabilità del
    suo incenerimento. Ds e Margherita lo sanno perfettamente, ma hanno bisogno di
    circa un anno – meglio con Prodi, ma se non fosse possibile anche senza – prima
    delle elezioni anticipate, per far partire il progetto del Partito democratico e
    presentare un nuovo leader, per esempio Veltroni. E forse in quel nuovo
    “centro-sinistra” vedremo l’Udc al posto di Rifondazione e Pdci, i cui leader
    sono molto spaventati dalla crisi. Non può sfuggire, infatti, come un D’Alema
    spazientito nella sua replica al Senato abbia sfidato i dissenzienti comunisti
    (“è questa la politica internazionale dell’Italia, se non vi piace non votatela”)
    e non si può del tutto escludere che lo abbia fatto per calcolo: se avesse vinto,
    si sarebbe preso i meriti dello statista, altrimenti avrebbe aperto la fase del
    dopo-Prodi, com’è poi accaduto. Inoltre, nei giorni scorsi le sue dure parole
    contro quella “sinistra che non serve al paese”, l’apertura al sistema
    elettorale tedesco, modello caro a Casini, e il retroscena di Francesco
    Verderami, sul Corriere della Sera, che vede D’Alema e Rutelli uniti dal
    progetto di un nuovo centrosinistra che vada dai Ds all’Udc.

    Ma perché in Italia per conquistare nuovi consensi, e allargare la propria
    coalizione, si tentano alleanze con i piccoli partiti contigui piuttosto che
    cercarli politicamente nel paese, convincendo gli elettori della bontà della
    propria proposta di governo?
    L’assenza di un sistema elettorale veramente
    maggioritario e di una cultura bipartitica non aiuta, spingendo i partiti più
    grandi ad allearsi con i partiti minori anziché contendergli i voti. Il
    vantaggio del collegio uninominale, invece, sarebbe proprio quello di
    costringere le forze politiche maggiori a trovare candidati che possano
    intercettare il consenso dell’elettorato “di mezzo”, o addirittura avversario,
    allargando così la loro base elettorale politicamente, non “geograficamente”,
    subendo i ricatti dei partiti centristi che mirano alla palude o di quelli
    estremisti, con i quali è impossibile governare.

    Purtroppo, vecchi schemi e pregiudizi ideologici impediscono ancora oggi al
    centrosinistra di allargare politicamente il proprio consenso e il punto debole
    rischia di trovarsi proprio nei “riformisti”. Nelle classi dirigenti ex
    comuniste ed ex democristiane permane una certa resistenza al prevalere delle
    idee liberali. L’adesione al libero mercato in economia, la scelta “occidentale”
    in politica estera, persino i diritti civili, sembrano atti dovuti per realismo
    piuttosto che convinzioni di fondo e opzioni ideali di modernità, e ciò riduce
    il loro appeal. La sinistra sembra ancora ignorare che la libertà
    dell’individuo dai poteri coercitivi dello Stato dovrebbe rappresentare la
    motivazione ideale e l’obiettivo concreto di una forza di sinistra democratica,
    liberale e moderna.

    http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=48&id_art=836&aa=2007

  66. Hugo Kolion detto

    Ciampi, non Calderoli il vero autore del “Porcellum”
    di Sandra Giovanna Giacomazzi

    Premesso che la legge elettorale attuale non è mai stata di nostro gradimento, non riusciamo a capire l’ostilità della sinistra verso una legge che le ha dato una maggioranza che poteva solo sognare con i risultati risicati ottenuti alla Camera, senza il premio aggiuntivo concessole dalla nuova legge. E se non gode della stessa maggioranza al Senato, pare che non sia colpa degli autori della legge ma del tanto osannato Presidente della Repubblica di allora, che ha rifiutato la promulgazione della legge originaria motivando che al Senato il premio si doveva applicare non ai risultati nazionali, ma Regione per Regione, suggerimento che è stato accolto producendo il famoso “Porcellum” odierno con tutte le sue impasse, annessi e connessi di un governo perennemente appeso al filo del rasoio.

    http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=51&id_art=894&aa=2007

  67. Hugo Kolion detto

    Premesso il fatto che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, questa propoganda da quattro soldi te la potevi risparmiare Grillo. Molte volte mostri sensibilità per temi importanti, e poi cadi in queste banalità.

    Sei un comico? un giornalista? Un politico? Che sei? Perchè oggi sei una cosa, domani un altra. E intanto io posso ipotizzare la mia “ipotesi di complotto”: segui la corrente del gossip come tutti, per arrivare a dire che il tuo blog è il più letto in italia. Non è solo berlusconi che ci sa fare con la comunicazione e la pubblicità. Perchè qui mi sembra che non te la cavi così male neppure tu.

    Detto questo, io dico una cosa: perchè non ti chiedi, come spesso faccio io, se o meno un italia esista una cosa come il GIORNALISMO INVESTIGATIVO. Quello che ti rivolta le budella, va a fondo con gli scandali, mette gente alla gogna con INFORMAZIONI COMPROVATE e aiuta la società?

    Perchè in italia è tutto, come del resto lo sei tu caro Grillo, fatto per fare “audience” e poi viene abbandonato senza andare a fondo?

    ti chiedi perchè è stato abbandonato il discorso Brigate Rosse? bene, io dico PERCHE’ IN QUESTO PAESE DELL’INFORMAZIONE NON GLIENE FREGA NULLA A NESSUNO, INTERESSA SOLO IL GOSSIP CHE VENDE.

    chiediti perchè I GIORNALISTI che hanno tanto parlato di brigate Rosse, non ci dicono chi sono queste persone? Che vita facevano? Quali reali prove sono state trovate? Che corrente seguivano?

    perchè non gliene frega più un cazzo a nessuno di leggerle, e loro quindi non venderebbero i loro giornali.

    perchè la notizia, è scomparsa da TUTTI i giornali, inclusi quelli di sinistra. E non solo perhè l’italia è un “protettorato”, ma perchè il giornalismo fa cagare.

    Tu, come questi giornalisti, fai la stessa cosa. Propaganda da quattro soldi per fomentare ulteriore odio, senza dare un briciola di prova.

    Questo è il mio parere, e rimarrà comunque fino a quando leggerò cose sensate e non propaganda gossip anche qui.

    Carlo zani 05.03.07 14:16

    http://www.beppegrillo.it/2007/03/born_in_the_usa.html

  68. Hugo Kolion detto

    Caro Beppe,
    se l’Italia è strutturata in un certo modo, dobbiamo prendercela con noi stessi e con la nostra testaccia. Sia la politica che tutto il resto al quale assistiamo in questo paese, è lo specchio degli Italiani stessi. Non vorrei fare di tutta un’erba un fascio, ma in genere l’italiano si è sempre distinto per essere un fanatico al quale piace fare la bella vita e avere il portafogli pieno senza fare niente dalla mattina alla sera. Hai detto bene. In Italia regna la cafonaggine e l’ignoranza. Lasciamo stare quello che fanno quattro scozzesi in piazza Duomo a Milano, forse in un momento di euforia a causa di qualche evento sportivo. Guardiamo a tutte le mancanze di rispetto che abbiamo noi italiani. Potremmo essere un popolo che potrebbe farla da maestro a causa delle profonde radici culturali e storiche che abbiamo, e invece dobbiamo solo imparare dagli altri. Se nel Bel Paese sfrecciano auto svizzere a 200 all’ora sull’autostrada, bisogna anche andare in fondo e vedere chi sono e per quali motivi lo fanno. Se degli svizzeri vanno a quella velocità sulle strade italiane, significa che vedono gli italiani che lo fanno. Siamo sicuri che siano svizzeri e non italiani emigrati in Svizzera? Io opterei di più per la seconda. Comunque, non ci lamentiamo di tutto quello che succede in giro, perchè qui vedo molte persone che si lamentano dalla mattina alla sera, e poi si comportano come tutto il resto della massa. Se crediamo in qualcosa, mettiamolo in pratica, altrimenti e meglio darsi all’ippica.

    Riccardo G. 10.03.07 06:42

    http://www.beppegrillo.it/2007/03/un_paese_di_ris.html

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  77. Hugo Kolion detto

    Ciao Ragazzi, ho appena pubblicato “Beppe Grillo, da censurato a censuratore”

    Estratto:

    Cari bloggers, ebbene si, Beppe Grillo è un censuratore! Eccome! Una censura metodica, applicata sia nel blog che nel Meetup di Beppe Grillo, fa sì che la realtà venga pesantemente distorta. Il visitatore che accede al blog o al Meetup di Beppe Grillo non legge mai tutti i commenti postati, bensì solo una parte, quella prevalentemente favorevole al pensiero di Beppe Grillo. Grazie a questa vera e propria falsificazione della realtà, viene così data l’impressione del consenso quasi univoco. Ma la realtà è ben diversa.

    Inoltre ci sono anche le prove:

    Il Meetup di Beppe Grillo e la censura metodica
    Il blog di Beppe Grillo e la censura metodica

    Potrete anche postare i vostri commenti, le vostre testimonianze.

    Colgo l’occasione per ringraziare anche tutti i bloggers che mi hanno sostenuto in questa lotta per fare venire a galla la censura metodica per mano di Beppe Grillo.

    http://new-italy.net/miti-e-leggende/beppe-grillo-da-censurato-a-censuratore/

  78. petite detto

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  79. ozzejewospe detto

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  80. wlacfyny detto

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  81. yolanda/Mondo Help Iolanda Baccelliere detto

    Ciao a tutti.
    Premetto,che ho aiutato Kolion,a diffondere le censure che vengono messe in atto sul blog di Grillo.
    Ma devo denunciare che anche il sig.Kolion,sul suo sito censura,in maniera più subdola che nel blog di Grillo.
    Fa sparire commenti e link,per poi farli apparire (non tutti),quando e dove gli pare.
    Ad esempio è una settimana,che aspetto che mi pubblichi,un mio commento,dove postavo,la lettera di una donna irachena,ad un soldato americano,quindi,non c’era nessun tipo di insulto o di imprecazioni,ma il sig.Kolion,che getta fango,su noi italiani,chiamandoci antiamericani,se ci dichiariamo contrari alla guerra,ha pensato bene,di avere,l’ultima parola,come al solito,non pubblicando,il mio commento,troppo duro da digerire,per chi,disprezza il popolo italiano e difende a spada tratta,il governo americano.
    Gli ho precisato,che è sbagliato dire,che gli italiani,odiano il popolo americano,che in realtà,sono contrari ai governi americani,ma il sig.Kolion,ripeto tende a modificare,il dialogo a suo favore,per darci degli antiamericani ed antisemiti.
    Quindi,qualsiasi cosa pensiate di Grillo,non date retta ad un anti italiano come Kolion,se andate sul suo sito,vi renderete conto che quello che scrivo,corrisponde a realtà,il suo rancore verso noi italiani,lo dimostra postando articoli,che ci descrivono come parassiti.
    La censura che lui,ha denunciato,sul blog di Grillo,è niente in confronto,alla manipolazione che lui fa nel suo sito.

  82. ccipjaqm detto

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  83. Hugo Kolion detto

    Ciao Yolanda

    Me l’aspettavo, hai messo in pratica le tue minacce, stai spargendo per la rete le tue calunnie. Sei profondamente disonestà e perciò non hai menzionato che volevi postare dei links ad un sito antisemita. Poi, piena di rabbia hai iniziato una sorta di scempio, nel giro di 24 ore hai postato tre dozzine di commenti, tra parolacce, insulti e oscenità. Tutto da rileggere

    http://new-italy.net/i-falsi-profeti/allarme-ciarlatani-o-in-italia-ci-sono-solo-troppi-creduloni/

    in quanto mai censurato (nemmeno quei contenuti che ci parlano dei complotti mondiali degli ebrei). Il tutto perché non ho ceduto al tuo ricatto: volevi che togliessi i tuoi commenti per non fare brutta figura. Sei una brutta persona, prepotente, bugiarda, piena di rancore e seminatrice di odio. Lo dimostra il fatto che sei venuta qui da Ernesto a continuare lo scempio.

  84. yjijhusu detto

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  85. yolanda/Mondo Help Iolanda Baccelliere detto

    Caro Kolion,il disonesto,sei tu,infatti,la lettera della “donna irachena,ad un soldato americano”,non me l’hai pubblicata,ma non è l’unico commento che mi hai censurato.
    Poi ancora con la storia degli antisemiti,a te Kolion,manca la capacità,di capire che se si dice che gli ebrei,non devono fare ad altri quello che hanno fatto a loro,non si è antisemiti,semplicemente,si è contrari a qualsiasi forma di violenza,contro qualsiasi popolo,anche se si tratta di popoli musulmani.
    Ma tu questo,non lo capisci,perchè sei troppo occupato,a pensare a te stesso, a sputare sentenze,verso il popolo italiano,come se tu fossi l’unico portatore di verità.
    In quanto agli orari,dei commenti,se li pubblicavi subito,l’orario sarebbe stato quello italiano,ma tu sei molto scaltro e di commenti caro Kolion,ne mancano,eccome se ne mancano e io e te lo sappiamo.
    Ma i commenti con i miei insulti,che hai pubblicato con l’inganno,proprio perchè,gli altri me li censuravi,dicendomi che non avresti pubblicato più le mie risposte,i commenti con gli insulti,da bravo infamemli hai pubblicati….
    Quindi,prima di insegnare a me cosa vuol dire “rispetto”,guardati allo specchio,se ancora ne possiedi uno.
    E la prox volta,prima di dire che Grillo o altri,ti censurano,fatti un esame di coscienza,perchè tu stravolgi la verità,censurando,manipolando,i commenti contrari alle tue castronerie,da forcaiolo,contro noi italiani.
    Se mi dirai di nuovo che quei post,sono la prova che altri scrivono, ciò che posti,ti rispondo che se posti quegli articoli,è perchè tu ci vedi cosi’…
    Puoi continuare a negare,ma io e te lo sappiamo che censuri.
    Visto che tu,lo hai detto di Grillo,come l’ho detto io,dovresti sapere che la censura,è ingiusta anche se attuata da te,nei confronti di altri,visto che sei cosi’”RISPETTOSO”,perchè censuri,chi la pensa diversamente da te?
    I miei commenti,non ci sono tutti caro Kolion e questo è tutto.
    La lettera di una donna irachena ad un soldato americano,non l’ hai pubblicata,in quanto scomoda,per la”tua verità”…come altri miei commenti,che smentivano le tue accuse di antisemitismo,nei miei confronti..
    Ho denunciato le tue censure,come hai fatto tu,quando ti hanno censurato,perchè non avrei dovuto farlo?
    Chi sei tu?
    Un’altra cosa Kolion,sul tuo sito,hai pubblicato,i miei insulti,ma i tuoi,non ci sono,in quanto,da furbetto,quale sei,mi hai insultata alla grande,tramite mail,hai continuato ad insultarmi,anche di fronte ad una mail nel quale ti dicevo,che mio padre è stato prigioniero in germania,e per questo,non potri essere razzista,verso gli ebrei,come tu adori definirmi.
    Hai continuato ad insultarmi,anche quando,ti ho detto sempre tramite mail che non può essere colpa mia,se la sanità italiana va male,che mia madre è stata uccisa da medici incapaci,ne ho le prove,ho le mail,quindi,non dirmi che io non rispetto ne te ne gli ebrei.

    Non ti rendi conto di quanto sei falso?

    Vuoi continuare a dire castronerie?

    Guarda che ho le prove di quello che dico,vuoi che le lascio in giro?
    Ma cosa ti aspetti,che tu puoi censurare e che non lo si dica?
    Potevo farne a meno,se non denunciavi dappertutto,le censure che hai subito tu da altri,ma se ti comporti allo stesso modo,ti spetta la stessa sorte.

    Te lo ripeto,puoi anche manipolare,quante volte vuoi i commenti,ma chilegge lo capisce benissimo che non ho mai detto nulla contro gli ebrei.
    Cresci Kolion,è giunta l’ora,non puoi sputare fango su tutti e comportarti peggio,di chi sputtani.

  86. uhicfex detto

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  87. johnydifjuw detto

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  88. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda

    I numeri del nostro paese smentiscono ogni cosiddetto “sputtanamento” (da parte tua), mi pare semplice. Adesso, rompere il termometro per non misurare la febbre mi sembra assai cosa stupida. Un po’ come succhiarsi una videata del buon Michael Moore e poi “credere” di saper tutto come fai te. Chiudo aggiungendo che dopo la data del 28 ottobre 2007, nella quale tu testualmente dichiari “sono stanca di scontrarmi con te, getto la spugna” non ci sono più commenti tuoi, visto che ho chiuso la faccenda rispettando alla lettera la tua volontà di finirla lì.

    Dopo un’ottantina di commenti sparati a casaccio, oltre che una certa quantità di insulti rivolti al sottoscritto, tanto per manifestare una certa tua indole, direi che può bastare. Cercati qualcun altro, o altrimenti rientra nelle file degli adepti di Grillo. Almeno troverai qualcuno che ti capirà. Ma non solo, lì troverai chi sosterrà con odio le accuse più assurde senza mai allegare le prove, proprio come usi fare tu o il tuo maestro, il buon Moore o il Grillo che hai riscoperto di amare in quanto fin troppo simile a te.

    Omaggio alla calunnia, tratto da Il Barbiere di Siviglia:

    La calunnia è un venticello / Un’auretta assai gentile / Che insensibile sottile / Leggermente dolcemente / Incomincia a sussurrar / Piano piano terra terra / Sotto voce sibilando / Va scorrendo, va ronzando, / Nelle orecchie della gente / S’introduce destramente, / E le teste ed i cervelli / Fa stordire e fa gonfiar … Alla fin trabocca, e scoppia, / Si propaga si raddoppia / E produce un’esplosione / Come un colpo di cannone, / Un tremuoto, un temporale, / Un tumulto generale / Che fa l’aria rimbombar …

    PS: adesso sai come fare, vai per questa strada, bella pacifista che ti reputi. Tappezza la rete con le tue calunnie, ma te lo do io l’odio e la guerra, quando sei la prima a soffocare un minimo di buon senso e rispetto per il prossimo! Il tuo è solo fanatismo, ed è per questo che non mi puoi soffrire.

    Ciao
    Hugo

  89. Kolion,come volevo dimostrare e ci sono riuscita,hai postato quel commento per smentirmi.
    Sei falso,in quanto dei miei commenti mancano compreso questi:

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:19

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:41

    Mi sembra che io li abbia postati dopo il 28 ottobre,dove sono?

    Sono sicura che questo non lo posterai.
    Risparmiati le tue,non tue…poesie e te lo ripeto,continua pure a negare,ma tu lo sai che censuri,fatti un esame di coscienza.
    La gente,non è stupida,Kolion,la guerra l’hai voluta tu,quando da infame,quando mi censuravi,hai postato i miei insulti.
    Ma non mi fa paura il fatto che tu li lasci,infatti,li ho postati anche sulla “Pulce di Voltaire”.
    Come vedi,io mi prendo le mie responsabilità,tu perchè non ti prendi le tue?
    Ti assicuro,poi,che preferirei tornare tra le file dei grillini piuttosto,che avere a che fare con un bugiardo falso e forcaiolo come te,che per averla vinta,sputtana chiunque,definendo l’interlocutore antisemita…
    Cmq,rassegnati,ho denunciato le tue censure come ho fatto in passato con Grillo,te lo ripeto chi sei tu?
    Perchè non dovrei denunciare le tue censure?
    Questo commento,lo salvo Kolion,per sicurezza,visto che è scomodo,per te e non me lo pubblicherai…

    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Mercoledì, 07.11.2007 alle 20:13

    Kolion,aggiugo,correggo solo una cosa,”Il barbiere di Siviglia”,non è una poesia,sai anche io ho studiato musica…

    Se non hai pubblicato,quest’ultimo commento,oltre agli altri due,che ho citato sopra,come vuoi chiamare,questa cosa?
    A mio parere e anche quello di altri,si chiama CENSURA,non dai diritto di replica CENSURANDO,Kolion,scendi dal tuo piedistallo,non predicare,fatti un esame di coscienza,oppure corri sul tuo sito a pubblicare,ciò che ancora una volta hai CENSURATO.

  90. Kolion,io ho mandato un commento,per rispondere a Jim,dicendo che tanto non lo avresti pubblicato e tu per smentirmi,lo hai postato,il commento di Jim era questo e incollo anche la tua risposta:

    Jim on Novembre 4th, 2007 14:23

    Ciao, volevo solo chiedere una cosa, non voglio né insultare né creare problemi, ma vorrei avere solo chiarimenti!
    Sono un frequentatore del “Terzo Occhio” (www.terzoocchio.org) e vagando come faccio ogni tanto mi sono imbattuto su una discussione che ti riguarda un po’ e riguarda un po’ anche questo tuo post sul Grillo!
    Ti ricordo il link, cosicché non sembri che io stia parlando di aria fritta: http://www.terzoocchio.org/comments.php?id=111_0_1_0_C#commenti
    Quello che vorrei chiederti è: Tutto vero quello che dice Yolanda? E se fosse così come lei dice, perché scrivere un post del genere che intende una cosa mentre poi ne fai un altra? … In altre parole mi chiedo se le voci di Yolanda siano fondate, e se sia reale il tuo comportamento analogo al Grillo!
    Cordiali saluti! Jim

    Hugo Kolion on Novembre 4th, 2007 17:09 Ciao Jim

    Il discorso Yolanda è partito da questa stanza:

    Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?

    Rileggendo i commenti potrai farti una tua opinione sull’accaduto. Fatto è, inoltre, che il sottoscritto non dice solo che Beppe Grillo censura, bensì allega anche le prove salvate. Non una sola, ma parecchie, sia della censura praticata nel blog che nel Meetup.

    Mentre Yolanda non allega le prove, accusa e basta. L’ha fatto perché non le ho permesso di postare un link che portava ad un sito antisemita, inoltre – come potrai verificare da te – perché non ho ceduto ad un suo ricatto, voleva che togliessi tutti i commenti targati Yolanda (testualmente: “o elimini tutti i commenti come ti ho già detto oppure troverai le prove delle tue censure”) per non fare una brutta figura visto ciò che ha scritto in quella stanza.

    Non ho ceduto e quindi eccoci qui a parlare di Yolanda, che purtroppo si è rivelata persona prepotente e bugiarda, piena di rancore e seminatrice di odio. Ma non lo dico io, bensì lei stessa con i suoi commenti riportati nella stanza su menzionata.

    Io allora ho postato nella stanza:Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?

    Yolanda scrive:
    Naturalmente,io non posso replicare,perchè censurata,dal grande uomo,Kolion,quindi Jim,se caso mai il Kolion,pubblicherà questo mio commento,sarà facile,giusto per smentire la mia denuncia del fatto che censura,cerca in google:Yolanda/Mondo Help,su my space,nel mio blog,ti dirò anche la mia,visto che Kolion qui non me lo permette,ho lasciato,un post,per te.
    Ciao Jim.

    PS:

    CARA YOLANDA, VISTO CHE STAI TAPPEZZANDO LA RETE CON LE CALUNNIE PIÙ IMPENSABILI:

    I NUMERI DEL NOSTRO PAESE SMENTISCONO OGNI COSIDDETTO “SPUTTANAMENTO”, MI PARE SEMPLICE. ADESSO, ROMPERE IL TERMOMETRO PER NON MISURARE LA FEBBRE MI SEMBRA ASSAI COSA STUPIDA. UN PO’ COME SUCCHIARSI UNA VIDEATA DEL BUON MICHAEL MOORE E POI “CREDERE” DI AVER RISOLTO OGNI PROBLEMA OLTRE CHE OVVIAMENTE SAPER TUTTO MEGLIO DEGLI ALTRI.

    CHIUDO AGGIUNGENDO CHE DOPO LA DATA DEL 28 OTTOBRE 2007, NELLA QUALE TU (DA RILEGGERE NEL COMMENTO DEL 28 OTTOBRE QUI SOPRA) TESTUALMENTE DICHIARI “sono stanca di scontrarmi con te, getto la spugna” NON CI SONO PIÙ COMMENTI TUOI, VISTO CHE HO CHIUSO LA FACCENDA RISPETTANDO ALLA LETTERA LA TUA VOLONTÀ DI FINIRLA LÌ.

    DOPO UN’INFINITÀ DI COMMENTI SPARATI A CASACCIO, OLTRE CHE UNA CERTA QUANTITÀ DI INSULTI RIVOLTI AL SOTTOSCRITTO, TANTO PER MANIFESTARE UNA CERTA TUA INDOLE, DIREI CHE PUÒ BASTARE. CERCATI QUALCUN ALTRO, O ALTRIMENTI RIENTRA NELLE FILE DEGLI ADEPTI DI GRILLO. ALMENO TROVERAI QUALCUNO CHE TI CAPIRÀ. MA NON SOLO, LÌ TROVERAI CHI SOSTERRÀ CON ODIO LE ACCUSE PIÙ ASSURDE SENZA MAI ALLEGARE LE PROVE, PROPRIO COME USI FARE TU O IL TUO MAESTRO, IL BUON MOORE O IL GRILLO CHE HAI RISCOPERTO DI AMARE IN QUANTO FIN TROPPO SIMILE A TE.

    OMAGGIO ALLA CALUNNIA, TRATTO DA IL BARBIERE DI SIVIGLIA:

    La calunnia è un venticello / Un’auretta assai gentile / Che insensibile sottile / Leggermente dolcemente / Incomincia a sussurrar / Piano piano terra terra / Sotto voce sibilando / Va scorrendo, va ronzando, / Nelle orecchie della gente / S’introduce destramente, / E le teste ed i cervelli / Fa stordire e fa gonfiar … Alla fin trabocca, e scoppia, / Si propaga si raddoppia / E produce un’esplosione / Come un colpo di cannone, / Un tremuoto, un temporale, / Un tumulto generale / Che fa l’aria rimbombar …

    PS: ADESSO SAI COME FARE, VAI PER QUESTA STRADA, BELLA PACIFISTA CHE TI REPUTI. CONTINUA A TAPPEZZARE LA RETE CON LE TUE CALUNNIE, MA TE LO DO IO L’ODIO E LA GUERRA, QUANDO SEI LA PRIMA A SOFFOCARE UN MINIMO DI BUON SENSO E RISPETTO PER IL PROSSIMO! IL TUO È SOLO FANATISMO, ED È PER QUESTO CHE NON MI PUOI SOFFRIRE.

    CIAO
    HUGO

    Martedì, 06.11.2007 alle 16:30

    Kolion,io poi ti ho postato questo:

    Kolion,come volevo dimostrare e ci sono riuscita,hai postato quel commento per smentirmi.
    Sei falso,in quanto dei miei commenti mancano compreso questi:

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:19

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:41

    Mi sembra che io li abbia postati dopo il 28 ottobre,dove sono?

    Sono sicura che questo non lo posterai.
    Risparmiati le tue,non tue…poesie e te lo ripeto,continua pure a negare,ma tu lo sai che censuri,fatti un esame di coscienza.
    La gente,non è stupida,Kolion,la guerra l’hai voluta tu,quando da infame,quando mi censuravi,hai postato i miei insulti.
    Ma non mi fa paura il fatto che tu li lasci,infatti,li ho postati anche sulla “Pulce di Voltaire”.
    Come vedi,io mi prendo le mie responsabilità,tu perchè non ti prendi le tue?
    Ti assicuro,poi,che preferirei tornare tra le file dei grillini piuttosto,che avere a che fare con un bugiardo falso e forcaiolo come te,che per averla vinta,sputtana chiunque,definendo l’interlocutore antisemita…
    Cmq,rassegnati,ho denunciato le tue censure come ho fatto in passato con Grillo,te lo ripeto chi sei tu?
    Perchè non dovrei denunciare le tue censure?
    Questo commento,lo salvo Kolion,per sicurezza,visto che è scomodo,per te e non me lo pubblicherai…

    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Mercoledì, 07.11.2007 alle 20:13

    Kolion,nel tuo sito,non c’è,come mai?
    Corri a pubblicarlo per smentirmi,oppure credi che io molli?

    Caro Kolion,postali come si deve i commenti,perchè poi io li leggo.
    Adesso ti incollo il post che ho fatto altrove,per rispondere a Jim:

    Questo post,è per Jim,ti rispondo qui,riguardo alle censure che Kolion attua nel suo blog…
    Ciao volevo rispondere a Jim,che ha chiesto spiegazioni,a Kolion,sul fatto che denuncio le censure che Kolion,attua nel suo sito,Jim,Kolion,non mi permette di risponderti nel suo sito,tu gli hai chiesto questo:
    Jim scrive:
    Ciao, volevo solo chiedere una cosa, non voglio né insultare né creare problemi, ma vorrei avere solo chiarimenti!
    Sono un frequentatore del “Terzo Occhio” (www.terzoocchio.org) e vagando come faccio ogni tanto mi sono imbattuto su una discussione che ti riguarda un po’ e riguarda un po’ anche questo tuo post sul Grillo!
    Ti ricordo il link, cosicché non sembri che io stia parlando di aria fritta: http://www.terzoocchio.org/comments.php?id=111_0_1_0_Ccommenti
    Quello che vorrei chiederti è: Tutto vero quello che dice Yolanda? E se fosse così come lei dice, perché scrivere un post del genere che intende una cosa mentre poi ne fai un altra? … In altre parole mi chiedo se le voci di Yolanda siano fondate, e se sia reale il tuo comportamento analogo al Grillo!
    Cordiali saluti! Jim

    Domenica, 04.11.2007 alle 14:23
    Kolion ti ha risposto questo:
    Hugo Kolion scrive:
    Ciao Jim

    Il discorso Yolanda è partito da questa stanza:

    Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?

    Rileggendo i commenti potrai farti una tua opinione sull’accaduto. Fatto è, inoltre, che il sottoscritto non dice solo che Beppe Grillo censura, bensì allega anche le prove salvate. Non una sola, ma parecchie, sia della censura praticata nel blog che nel Meetup.

    Mentre Yolanda non allega le prove, accusa e basta. L’ha fatto perché non le ho permesso di postare un link che portava ad un sito antisemita, inoltre – come potrai verificare da te – perché non ho ceduto ad un suo ricatto, voleva che togliessi tutti i commenti targati Yolanda (testualmente: “o elimini tutti i commenti come ti ho già detto oppure troverai le prove delle tue censure”) per non fare una brutta figura visto ciò che ha scritto in quella stanza.

    Non ho ceduto e quindi eccoci qui a parlare di Yolanda, che purtroppo si è rivelata persona prepotente e bugiarda, piena di rancore e seminatrice di odio. Ma non lo dico io, bensì lei stessa con i suoi commenti riportati nella stanza su menzionata.

    Domenica, 04.11.2007 alle 17:09

    Jim,
    Kolion,ha cancellato,molti miei commenti e mi da dell’antisemita,perchè,sul suo sito,ho postato,un articolo,bada bene,non un link,l’articolo lo ha rimosso,insomma un articolo,sulla legge Levi Prodi,quell’articolo,l’ho preso,in un sito che parla anche dello sterminio,che gli israeliani,attuano nei confronti dei palestinesi,penso che sia una realtà,sotto lo sguardo di tutti e negare,questi fatti gravi,non aiuta di certo,il popolo italiano che Kolion, tanto disprezza,nel suo sito,ad aprire gli occhi.

    Ti faccio un esempio,se gli indiani,sterminassero,tutti gli americani,perchè a loro volta sterminati,dai governi americani,sarebbe giusto?Se gli africani,si accanissero,con la stessa rabbia degli israeliani,contro i palestinesi,bene se gli africani schiavizzati dai governi europei,si accanissero,contro il popolo europeo,sarebbe giusto?
    Ha il diritto Kolion di definire antisemita chi denuncia il governo israeliano,che si accanisce contro il popolo palestinese?Kolion,ha manipolato ben bene,ciò che gli postavo,non ero di certo prevenuta da stare li a salvare tutti i commenti,come ha fatto,lui con Grillo,ma se ti è possibile,leggere ciò che lui ha pubblicato di me,ti renderai conto che non sono un antisemita,come vuole farmi apparire lui.
    Preciso,che prima che io gli dicessi,di togliere i miei commenti,il Kolion,mi aveva minacciata,dicendomi che li avrebbe più pubblicati ,ma forse lui da sbadato,quel suo commento,non lo ha modificato e la prova,è ancora li,se non la cancellerà,leggendo questo post.

    Gli insulti,miei nei suoi confronti,sono arrivati dopo un bel pò,che cercavo di difendermi e che il Kolion,automaticamente,non postava i miei commenti.
    Li ha postati con l’inganno,perchè da ingenua,pensavo che non mi pubblicasse più nulla,visto che molti commenti,non li ha pubblicati.
    Cmq,il caro furbetto,se ne è guardato bene dall’insultarmi sul suo sito,lo ha fatto tramite mail,dandomi della razzista,anche dopo che gli ho detto che mio padre,è stato prigioniero in Germania,mi ha detto che dovrei vergognarmi di come va la sanità in Italia,anzichè dare retta a Moore,cita sempre Moore.

    Il sig.Kolion,adesso,sputa fango su Moore è fissato,anche se gli ho precisato che non so molto di Moore e che mi informo su altre fonti,per quanto riguarda la sanità in America,cmq,mi ha insultata dicendomi di vergognarmi,anche quando gli ho detto che io,come altri siamo vittime della sanità,italiana,perchè mia madre è stata uccisa da dei medici incapaci,questi insulti li ho nelle mail.

    Il sig.Kolion,ancora una volta, dimostra che c’è chi predica bene e poi razzola male,lui da della bugiarda a me,ma anche se voi gli credete,dentro se,sa quanto è falso.

    Kolion ha denunciato,le censure subite,nel blog di Grillo,io denuncio le sue.
    Dice che non ho le prove,ma neppure quando aiutavo Kolion a diffondere le censure di Grillo,ne avevo,eppure in quell’occasione, ha voluto credere,gli ha fatto comodo credere, nella sottoscritta!In quel caso,non ero bugiarda!
    Intendiamoci,venivo censurata,ma oltre a dirlo,non sono cosi’ fissata,da stare li,a salvare tutti i commenti che mi censurano.
    Semplicemente,voglio che si sappia che colui che denuncia di essere censurato,in questo caso Kolion,attua anche lui la censura.
    Un ultima cosa,leggi i post che Kolion,pubblica nel suo sito e confronta,se sono io la persona cattiva che semina odio.
    I suoi post,sono pieni di disprezzo e ogni tipo di accuse contro noi italiani.
    Ti incollo qui,un commento che il caro Kolion,si è meritato,sul sito di Guzzanti,da parte di un’altra persona che veniva attaccata da lui…
    Però,prima ti incollo qui,una prova che alcuni commenti,non li ha pubblicati,ma bada che molti altri,non li ho salvati,dicono,che i miei commenti,sono in attesa di moderazione,ma non erano insulti,semplicemente,gli avevo postato,”Lettera ad un soldato americano”,non c’era nulla di antisemita,vai a vedere,se ti va,se trovi quei commenti,guarda l’ora e la data,non li ha mai pubblicati…

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:19

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:41

    Quello che ti posto qui sotto,è un commento che un’altro malcapitato che ha avuto a che fare con Kolion,ha scritto per Kolion,sul blog di Guzzanti,lo trovi ancora.

    Sergio Rizzitiello scrive:

    23 Ottobre 2007 alle 23:03
    Caro Hugo, sono triste perchè tu vuoi giocare a chi ce l’ha più grosso, ti lascio volentieri il primato.
    Il tuo linguaggio oscuro e in alcuni tratti ermetico è funzionale alla tua filosofia dell’assoluto che si compiace di verbosità.
    All’inizio pensavo che si fosse in un dialogo, poi ho capito che avevi già tracciato una linea dove tu volevi vincere.
    Peccato, è un’occasione mancata.
    Una ragione che non si bagni di emozioni vitali è un fantasma, una ragione che non affondi le sue speculazioni nella passione e nell’amore è una ragione morta.
    Un mesto saluto

    Lo trovi qui:
    http://www.paologuzzanti.it/archives/504

    Caro Jim,il sig. Kolion,che disprezza cosi’ tanto noi italiani,vuole sempre avere ragione e vincere,è per questo che mi censura,non perchè sono antisemita.

    5 Novembre 2007 alle 22:38

    E poi caro Kolion,sorpresa,vado sul sito di Guzzanti e cosa vedo?
    Qualcuno,ha postato il mio post…
    Ci sarà un motivo,Kolion?
    Non penso che sia stato tu,qualche anima pia,in questa Italia,degli italiani,che tanto disprezzi,c’è,ma sta dalla parte giusta…

  91. what is freaking blog about http://facebook-proxy-vpn.blogspot.com
    i understand that is for anonymous surfing people use it for http://facebook.com http://myspace.com other social networking sites
    like http://360.yahoo.com how can i use it for torrent or eDonkey.

  92. AGGIUNTA DEL 9.11.2007 PER YOLANDA: RILEGGI BENE QUANTO RIPORTATO QUI SOPRA DA ME. SIGNIFICA CHE TUTTI I TUOI COMMENTI INVIATI DOPO LA DATA DEL 28.10.2007 NON VERRANNO PIÙ PUBBLICATI. PER ME IL DISCORSO “YOLANDA” È CHIUSO DEFINITIVAMENTE. CIAO HUGO.

    Evviva,finalmente lo hai ammesso,mi CENSURI.
    Bravo Kolion,grazie

  93. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda, tu fai parte di quelli che parlano volentieri dei diritti ma raramente dei doveri, come per esempio rispettare gli altri. Adesso vedi, entrare nel blog di qualcuno e postare dei commenti è un conto, insultare ripetutamente o postare contenuti razzisti è un altro. Se ripassi un attimino la Netiquette e poi i commenti che hai lasciato da me, ti accorgerai quanto scempio hai prodotto. Ma tu questo già lo sapevi !

    Ma perché ce l’hai proprio con me?

    Perché sei antiamericana, antisemita e credulona: hai prima trovato e poi scelto appositamente due miei post, “Grazie America” e “Allarme ciarlatani”, per farmela pagare in quanto non la penso come te. Hai per questo motivo provocato, scempiato e poi anche insultato nel giro di poche ore, postando una miriade di cavolate – per altro anche off-topic – in due stanze del mio blog.

    Il tutto premeditato, per poi farmi apparire per quello che non sono, un censuratore. Hai quindi anche per questo motivo inoltrato nel giro di pochi giorni una buona ottantina (80!!)di posts in quelle due stanze. Incredibile ma vero, è tutto lì da rileggere !

    Hai poi sempre per lo stesso motivo usato contro di me una sorta di mobbing per sputtanarmi in rete: hai setacciato tutta la rete per trovare miei commenti e poi postare accodate le tue calunnie. E pur di riuscire nel tuo intento sei stata capace di smentire addirittura la censura del Grillo che tu stessa però hai propagato per la rete non tanto tempo fa grazie al mio lavoro.

    Per me in ogni caso è stata una lezione, mai più aiuterò una persona come te, che crede a certe panzane tipo Ufo o complotti mondiali per non dire di peggio: esempio quella tua storia sui milioni ( !) di americani che ogni anno perdono la loro vita causa sanità americana.

    Altrove, invece, non ti permettono di postare gli stessi contenuti, ma questo a te non interessa mica, visto che non ho mai letto tue lamentele a riguardo ma nemmeno contenuti simili – su siti simili al mio ! – a quelli che però hai messo sul mio sito. Quindi non è questo che ti interessava !

    Ho ormai capito che a te non interessa fare dell’informazione, bensì solo sfogare la tua rabbia e l’odio cieco e bieco che provi nei confronti degli ebrei e americani, inoltre anche di chi non è razzista oltre che credulone come te. Sei falsa e bugiarda, hai premeditato tutto ancora prima di lanciare il tuo primo post in quelle stanza. Sapevi inoltre bene che mi occupavo dell’anomalia italiana, ma anche qui ti sei scoperta difensore della patria solo dopo la vicenda qui sopra. Non prima ! Ma tu avevi un programma e l’hai attuato. Sei veramente una brutta persona.

  94. ibmalcolici detto

    Dal sito di Kolion:

    AGGIUNTA DEL 9.11.2007 PER YOLANDA: RILEGGI BENE QUANTO RIPORTATO QUI SOPRA DA ME. SIGNIFICA CHE TUTTI I TUOI COMMENTI INVIATI DOPO LA DATA DEL 28.10.2007 NON VERRANNO PIÙ PUBBLICATI. PER ME IL DISCORSO “YOLANDA” È CHIUSO DEFINITIVAMENTE. CIAO HUGO.

    Evviva,finalmente lo hai ammesso,mi CENSURI.
    Bravo Kolion,grazie,ma devi ancora ammettere tutte le censure che hai messo in atto nei miei confronti,prima del 28.10.2007.

    Cmq,hai già fatto,un piccolissimo passo verso la verità,forse riuscirai,lavorando con la tua coscienza,ad ammettere oltre che a te stesso,anche a me e a chi legge,che non ti sei comportato meglio di Grillo,che tu critichi tanto.

    Spero che tu dalle mie denunce,impari ad essere più umile e che impari ad affrontare i confronti,la mia vuole essere una critica costruttiva,perchè,se chiedi libertà di espressione,nel blog altrui,devi concederla anche nel tuo sito,questa è la democrazia,tanto decantata,ma poco utilizzata.

    Caro Kolion,sei falso e per di più ti contraddici,di continuo,ma sono pacifista o antisemita?

    E poi,in cosa mi hai aiutata?
    A me non risulta che io ti abbia mai chiesto aiutoooooo!
    Non ti sembra che me la cavi da sola?
    Hai voluto tu,che andassi in giro a denunciare le censure che hai messo e che metti in atto,non ti pare?
    Se siamo qui a discutere sul sito di un altra persona,è perchè tu nel tuo non mi lasci difendere,dalle tue ridicole accuse.

    Cmq,la prova delle tue censure,c’è quindi…per me il discorso,finisce qui.
    Kolion,la cattiveria non fa parte del mio carattere,fino a che non vengo attaccata ingiustamente e tu lo hai fatto,quindi te lo ripeto,fatti un bell’esamino di coscienza e pensa a tutte lo sputtanamento che hai fatto a Grillo,perchè ti censurava.

    Io con te ho fatto la stessa cosa,ma cosa pretendi,di non venire censurato,ma di attuare la censura tranquillamente?
    Non va cosi’,il mondo,Kolion cresci,hai quasi 50 anni e su,dai lo hai anche ammesso che censuri e le prove te le ho postate anche qui.
    Su Kolion,se punti il dito verso chi censura,lascia anche che chi viene censurato da te, faccia lo stesso,no?

    Buona fortuna Kolion,ne hai bisogno,per diventare un essere umile,perchè l’umiltà,manca ad una persona come te,tutto qui.
    E adesso,posso rilassarmi….

    Ultima cosetta e poi stop,non voglio più leggerti,Kolion,i giochetti,con me non funzionano,questo,qui sotto,lo hai scritto dopo la marea di commenti che mi hai censurato anche prima del 28.10.2007 e che da stupida,non ho salvato,perchè non sono cosi bastarda come vuoi farmi apparire tu,ma gli altri si, li ho salvati e se qualcuno vuole le prove,basta andare nel mio blog,sono li.

    Scrivi questo Kolion:
    AGGIUNTA DEL 9.11.2007 PER YOLANDA: RILEGGI BENE QUANTO RIPORTATO QUI SOPRA DA ME. SIGNIFICA CHE TUTTI I TUOI COMMENTI INVIATI DOPO LA DATA DEL 28.10.2007 NON VERRANNO PIÙ PUBBLICATI. PER ME IL DISCORSO “YOLANDA” È CHIUSO DEFINITIVAMENTE. CIAO HUGO.

    Come vedi Kolion,tu il commento dove dici che mi censuri dal 28.10.2007,lo hai postato dopo che hai letto e censurato questi ultimi che ti cito sotto,eh!Furbetto?
    Cmq,per chi volesse vedere con i propri occhi,sono nel mio blog my space.
    E poi,definisci me cattiva,falsa?
    Kolion Kolio…Mi fai pure pena,e non è bello…
    Cresci te lo ripeto,è ora….

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:19

    Yolanda scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    On 11.07.07 yolanda/Mondo Help wrote these pithy words: Your comment is awaiting moderation.

    Giovedì, 01.11.2007 alle 15:41

    Mi fai credere do pubblicare i miei commenti,ma c’è scritto questo:
    wrote these pithy words: Your comment is awaiting moderation.
    Caro Kolion,non sono stupida,i miei commenti,sono in attesa di moderazione….

    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Mercoledì, 07.11.2007 alle 20:13
    ..
    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Mercoledì, 07.11.2007 alle 20:54
    ..
    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Mercoledì, 07.11.2007 alle 20:54
    ..
    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.

    Giovedì, 08.11.2007 alle 11:01
    ..
    yolanda/Mondo Help scrive:
    Il tuo commento è in attesa di essere approvato.Giovedì, 08.11.2007 alle 11:06

    Ultimissima cosa,non mi lasci difendere sul tuo sito,e dici che il discorso “Yolanda”,è chiuso definitivamente,ma allora perchè qui,continui?
    Sii concreto,oppure come ti hanno detto sul blog di Guzzanti:
    Sergio Rizzitiello scrive:

    23 Ottobre 2007 alle 23:03
    Caro Hugo, sono triste perchè tu vuoi giocare a chi ce l’ha più grosso, ti lascio volentieri il primato.
    Il tuo linguaggio oscuro e in alcuni tratti ermetico è funzionale alla tua filosofia dell’assoluto che si compiace di verbosità.
    All’inizio pensavo che si fosse in un dialogo, poi ho capito che avevi già tracciato una linea dove tu volevi vincere.
    Peccato, è un’occasione mancata.
    Una ragione che non si bagni di emozioni vitali è un fantasma, una ragione che non affondi le sue speculazioni nella passione e nell’amore è una ragione morta.
    Un mesto saluto

    Lo trovi qui:
    http://www.paologuzzanti.it/archives/504

    Questo commento Kolion,vale 100.000 volte più di tutti i miei messi assieme,riassume in poche parole,chi sei tu.
    Quando ti ho scritto che gettavo la spugna,non l’ho fatto perchè pensavo che tu avessi ragione,ma per non perdere tempo,con una persona arrogante come te,e ancora qui hai fatto vedere la tua indole forcaiola.

    Quanti insulti Kolion,ma i tuoi nei miei confronti non li vedi,vedi solo quelli che ti ho rivolto io.

    Ma stavolta,non mi freghi,io una vita al di fuori di internet c’è l’ho e anche serena,tu non lo so.
    Addio a mai più leggerti,ho la nausea…

  95. Hugo Kolion detto

    Finalmente! Sei giunta alla fine (solo che lo dici da oltre un mese ma poi …)

    Spregiare con un’ottantina di commenti il mio sito nel giro di pochi giorni non significa democrazia, bensì il contrario! Certo, dal 28.10.2007 non passano più commenti tuoi sul mio sito, mentre tu però – miss verity ! – parlavi di censura fin dal primo commento (!).

    Poi hai buttato giù un’infinità di menzogne e questo l’hanno capito tutti, infatti sono andati a leggere i tuoi commenti e poi silenzio assoluto. Te l’avevo detto che facevi una brutta figura, ma hai creduto diversamente, volevi dimostrare a tutti come si imita certi racconta-panzane maestri tuoi.

    Peccato per te che la gente sa usare la propria testa :-) frasi tipo “Kolion, o cancelli i miei commenti o vado a dire in giro che censuri” fanno riflettere Yolanda, anche certi tuoi insulti e contenuti razzisti (che appunto volevi cancellati per non fare una brutta figura). Quindi pacifista tu? Pacifinta ipocrita è più indicato da come usi internet per sprizzare solo odio contro gli ebrei e gli americani!

    Siamo poi solo qui a discutere sul sito di Ernesto perché sei venuta qui a scempiare come hai fatto altrove. Però: no, qui non te lo permetterò, altrimenti ti inseguirò per tutta la rete, postando il giusto su di te con tanto di prove allegate.

    Infine, riguardo al commento sul sito di Guzzanti, lascia perdere perché tanto poco o nulla capisci di filosofia. Non per altro hai estrapolato un solo commento di un intero discorso, anche qui per fabbricare cosa? Una conferma di che? Che sei infingarda?

    Intanto goditi la vita fuori di internet che è meglio :-) almeno lasci in pace la gente in rete, mentre poveretti gli altri! Non oso pensare di cosa sei capace tu una volta che metti in piedi un programma come hai fatto con me! E qui ripeto: sei veramente una brutta persona!

  96. Kolion,io come avrai notato,ad altri non ho fatto nulla,anzi,in my space,ho molti contatti con tante persone di tutte le etnie,a differenza di quanto tu ami dire sul mio conto,io rispetto chiunque rispetti me.
    Se ti attacco,è perchè hai e fai il forcaiolo,verso noi italani,mentre dovresti solo ringraziare l’Italia,e gli italiani.
    Sul tuo sito,non commenta nessuno,ma non perchè non hanno nulla da dire,riguardo ai miei commenti o ai tuoi,semplicemente,il tuo sito,non se lo fila nessuno,ed è meglio per te,altrimenti,sai quanti denuncerebbero le tue censure?
    Anche qui,vuoi avere l’ultima parola,ma con me caro Kolion,sarà dura,perchè,è vero che ti dico basta,ma se tu continui,io di certo non sto li a farmele dire proprio da te.
    Poi non sono c…i tuoi,io vivo la mia vita fuori da internet,senza che me lo dica tu,come non mi devi dire di stare fuori da internet.
    Il programma messo in atto con te,Kolion,è lo stesso che tu hai messo in atto contro Grillo,te lo ripeto,chi ti credi di essere?
    Se censuri,è giusto che si sappia,lo hai fatto con Grillo o no?
    Brutta persona io?
    Mi sto scompisciando dalle risate,detto da uno che si accanisce contro noi italiani,come fai tu,mi sembra una barzelletta,ma cosa ti abbiamo fatto noi italiani?
    Forse il fatto che abbiamo gli attributi,per replicare alle tue castronerie,non ti garba?
    Allora comincia tu,a stare fuori da internet,sei tu che crei danni con i tuoi articoli,”non tuoi”,che ci disegnano come un popolo stupido e credulone.
    Io nel mio piccolo,do un contributo a chi ha bisogno di denunciare i sopprusi subiti,fatti un giro sul mio space e li puoi vedere che io non disprezzo,non odio,ma faccio qualcosa di concreto,informando sui drammi di chi ha bisogno di far sapere.
    Quindi kolion,se continui,a cercare di infangarmi,sappi che ho le p…e e la costanza di controbattere.
    Smettila di perdere tempo con me,perchè non torni sul tuo sito a postare altre cattiverie contro noi italiani?

  97. Hugo Kolion detto

    Noi italiani? Intendi gli italiani che si inventano brava gente come te o gli altri che non hanno paura di menzionare come stanno veramente le cose qui in Italia? Ne hai di coraggio per parlare così, a ripetere quel “noi”, quasi fosse un esclusiva tua. Sveglia Yolanda! Se essere italiani significa essere come te, ebbene allora non faccio parte di quella sorta di italiano che per me è sempre stata la vergogna del paese.

    Anziché rimpinzarti con i video di Moore o parlare di Ufo è meglio che apri gli occhi, poi fatti un primo esame di coscienza, infine impara a non (s)parlare di ciò che veramente non capisci. Perché le “cattiverie” da me menzionate sono reali e rivolte contro i più deboli, e perciò non vanno nascoste con le menzogne come usi fare tu. Il paese non ha bisogno di gente disonesta come te bensì di gente onesta.

    L’emarginazione del merito è un fenomeno che in una società “avversa alla ragione” riguarda tutti coloro che non si apprestano ad assecondare l’opinione corrente, ovvero il malcostume condiviso “consciamente o inconsciamente” da una maggioranza della popolazione, propensa a premiare i peggiori per semplice interesse o anche solo per eludere un dovere. E’ una sorta di “razzismo spontaneo o mobbing popolare”, diffuso ovunque nella penisola, che fa da corollario al “bisogno istintivo” di proteggere valori falsati dall’irrazionalità o credenze e usanze della propria comunità “minacciati” dalla razionalità. L’emarginazione della ragione è stato per secoli lo strumento primario di autodifesa per eccellenza, la risposta “popolare” ai non-allineati, che ha fatto emigrare i migliori in altre terre, impoverendo la nazione non solo culturalmente ma anche economicamente.

    Questa sorta di “razzismo spontaneo o mobbing popolare”, Yolanda, viene praticato da gente come te per mero istinto di conservazione, e la calunnia ne fa parte come ben hai dimostrato. Il motivo?

    Per interi secoli l’italica stirpe si è dedicata a costruire e a mantenere in vita con anima e corpo il mito di una diversità che avrebbe dovuto farla apparire migliore degli altri. Ne è conseguito un deficit culturale che è alla base di un rapporto malato con l’altro e che genera nell’italiano un atteggiamento di superiorità, per poi tramutare in disprezzo per chi è considerato diverso e/o inferiore. Negligenza e pigrizia sono le due cause principali che hanno prodotto e che continuano a produrre il sopraddetto effetto.

    Avresti fatto bene a leggere Leopardi Yolanda, o i bilanci negativi del nostro paese, anziché inventarti migliore degli altri con quel “noi” ostentato, pieno di boria. Perché quei numeri indicano esattamente l’opposto di ciò che vuoi fare credere, indicano tante sofferenze per “gli altri”, un mal costume assai diffuso, e tu ne fai piena parte di questo andazzo. Non per nulla accusi sempre gli altri, non per nulla sei antisemita e antiamericana, e non per nulla usi il disprezzo e la disonestà per affrontare chi non è come te. E poi te ne vanti anche!

    E siccome hai menzionato qualche posta fa il blog di Guzzanti:

    L’antitaliano
    di Paolo Guzzanti – 24 Agosto 2007

    E’ ORA DI RILEGGERSI IL MANZONI. NE HO PIENE LE PALLE DI CASTA E CASTAROLI. OGGI VOGLIO DETESTARE IL POPOLO DEGLI ITALIANI, UNA SENTINA DI IPOCRITI CHE DANNO SEMPRE LA COLPA AGLI ALTRI MENTRE DISTRUGGONO IL PAESE E COLTIVANO L’ODIO E FINGONO DI CREDERE CHE LA COLPA SIA DELLA CASTA, DELLA CUPOLA, DELLA MASSONERIA, DEI PARTITI, DEL VATICANO, DI TUTTI FUORCHE’ DI SE STESSI. L’ANTITALIANO.

    Voglio dire qualcosa di amaro e di cattivo – cioè di reale – sulla casta, gli sprechi, le magnerie, le ruberie, il dagli al politico, morte ai ladri e così via. Basta leggersi Manzoni, pessimo romanziere ma ottimo sociologo: è l’eterno ritratto del popolo italiano, pigro, rabbioso, amante dei privilegi sindacali, dei ponti, delle scuole facili, delle pensioni infantili, delle greppie per le quali vota volentieri altrimenti le greppie non esisterebbero. Il difetto, amici cari, è nel manico.

    E’ nell’Italia e negli italiani.

    Da sempe gli italiani vogliono violare le regole degli altri paesi, averne di proprie più privilegiate – andare in pensione prima di tutti gli altri nel mondo ma gridare allo scandalo per il vitalizio dei vecchi parlamentari, per esempio – mangiare il pane dei propri figli, appendere Mussolini a piazzale Loreto dopo averlo leccato e osannato, sputare monetine contro Craxi, fingere che la mafia, la camorra e la ndrangheta, il parassitismo e l’assenteismo dalle scuole, dai posti di lavoro, nei ministeri e nelle regioni anche nordiche, siano vizi della casta, dei padroni del vapore, non del popolo italiano.

    Io la Casta non l’ho letta perché non ho tempo.

    Ho poco tempo per scrivere il mio libro che mi assorbe totalmente e mi indigna e mi infuria mentre lo scrivo perché in piccola parte è anche la storia e lo specchio di questo disgraziato, sciagurato, rabbioso e debole paese che è il mio paese per il quale sbuffo e grido, e scrivo, e intanto so che a poco servirà. No, miei cari: mafia camorra indrangheta assenteismo evasione fiscale sono il Dna italiano. I grandi evasori? Siete voi tutti quando comperate una casa e denunciate un valore e un prezzo falso. La camorra comincia quando si ammicca dal salumiere per passare davanti a chi c’è prima.

    I sindacati difendono privilegi dei privilegiati, le nostre scuole producono ignoranza invendibile e incomprabile sul mercato del lavoro e delle idee, perché una classe di ignoranti malfattori sessantottini ha sostituito la scuola con il proprio privilegio, ed è dilagata nelle università, nei concorsi, nella magistratura, nella pubblica amministrazione. Dal basso. Tutti urlano, digrignano i denti, sputano sangue, insultano, e danno sempre la colpa all’altro, al re di Spagna, all’imperatore, al papa-re, a Franceschiello, alla Dc, al “potere” visto da Cola di Rienzo, da Masaniello, da Di Pietro, dagli straccioni sapienti, dai distributori di corruzione e dai percettori di corruzione.

    La casta, signore e signori, siete voi che oggi sputate fiele leggendo la nuova bibbia in cui si mostrano alcuni dei perversi effetti del vizio del paese, degli italiani, di questo popolo tronfio, piagnucolante, tendenzialmente assassino, mentitore, albertosordiano (nel senso dei personaggi di Sordi: Sordi era un eroe che li ha messi in piazza), sempre pronto a vedere le pagliuzze altrui e nascondendo la trave propria, ipocrita, moralmente discutibile, prepotente, quasi sempre codardo, ignorante come una capra ma supponente. Ecco quel che penso della materia prima. Prendete il libro di Manzoni, tornate alla colonna infame, ai tumulti del pane, agli untori, ad Azzeccagarbugli, alle folle impazzite. E quella era la Milano mafiosa e spagnolesca alla quale ha raddrizzato la schiena l’Imperial Regio Governo d’Austria con Maria Teresa, con Radeszki, con Cecco Peppe che era rimpianto quando io ero bambino e viaggiavo nel Trentino per il rispetto delle leggi, la costanza delle regole ma più di tutto dei comportamenti.

    Guardate le coste italiane. Guardate la televisione italiana tutta, ciò che vi puppate ogni sera. Guardate i giornali italiani. Il cinema che con la morte degli ultimi cineasti della stagione d’oro (sì, tutti di sinistra. E quelli di destra? Quando nascerà un Visconti di destra?) è diventato il cinema del nulla. La letteratura italiana non esiste più. La musica non esiste più. La produzione d’arte e persino il made in Italy sono ricordi del passato. L’Italia è oggi made in china, con coloranti proibiti dalla legge. Guardate le librerie italiane, settecento in tutto, più grill sull’autostrada, ascoltate i discorsi sotto l’ombrellone, in treno e al caffè, spiate gli italiani mentre sghignazzano, mentre violano ogni norma di buon gusto, mentre celebrano il culto della volgarità.

    E io qui ci sono nato e io qui ci resto e io qui voglio cercare di raddrizzare un po’ le cose, perché è vero che oltre tutto quel che ho detto c’è anche dell’altro: ci sono gli onesti intelligenti e non falsificati, ci sono le persone capaci di ammettere i propri errori e di non chiamare sempre in causa qualcun altro. Ci sono coloro i quali rispettano la democrazia e le norme, le leggi, il Parlamento, le istituzioni, l’ossatura su cui si dovrebbe reggere un Paese sfortunato, figlio di molti dei tutti minori, che si pasce di passato che non conosce.

    Ne ho pieni i coglioni della casta e dei castaroli. Come forse avrete capito. La destra e la sinistra? La sinistra ha voluto e favorito tutto ciò, ed è in crisi perché sa di essere colpevole. E’ in crisi perché ha voluto distruggere scuola università impresa cultura giornalismo televisione musica, e la destra è inerte incapace priva di strumenti. Grida e si arrabbia, ma non sa fare granché perché non ha mai governato un Paese e non ha ancora imparato. Oggi non mi sono svegliato storto: mi sono svegliato con la voglia di non aggiustare le cose e fingere di non sapere e non vedere la realtà. Buona e felice giornata, in questo declinante agosto che si avvia all’autunno.

    Ti riconosci Yolanda?

  98. No,non mi riconosco Kolion,chi leggerà,i miei commenti in,”Grazie America”,nel tuo sito,si renderà conto che non sono ne antisemita,ne tantomeno odio gli americani,quindi,non scriverò un papiro,te lo ripeto,come ho già fatto altre volte,non postano sul tuo sito,ma di mail me ne mandano e non sono italiani,come li descrivi tu,a darmi ragione.
    Ma di un pò,se c’è fuga di cervelli migliori,dall’Italia,come mai tu che ti reputi l’unico portatore di verità,sei ancora qui?
    E poi ancora con sto Moore ti piace dire stronzate?
    Chi va nel tuo sito,legge anche ciò che ti ho risposto,mille e ancora mille volte riguardo a Moore,ma tu ne sei ossessionato e allora,continua pure…
    Per quanto riguarda ciò che dice il Guzzanti,non è che ciò che dice lui,è sacro,continuerò come sempre a ragionare con la mia testa.
    Ne tu,ne Moore,ne Leopardi,ne Guzzanti,mi impedirete di usare i miei neuroni,te capi’ Kolion?

  99. Kolion,devi ancora imparare una cosa,su noi italiani.
    Il confronto,si fa con parole proprie,non fare i boriosi,con articoli e articoletti altrui.
    Dai della boriosa a me?
    Ah!Ah!Ah!Ennesima tua barzelletta,io non sono cattiva Kolion,anche nel sociale quando posso,quando ne ho la possibilità,faccio qualcosa,ma a te questo non importa,a te importa descrivermi come il male assoluto.
    Ma proprio te parli,che per accanirti contro Grillo,hai usato un incidente,per descriverlo come un assassino,come se lo avesse fatto apposta?
    Su Kolion,che in quanto a cattiveria,batti me,Grillo,Moore e anche tutti gli altri italiani che secondo te,sono la vergogna di questo paese.
    Ma veramente pensi di essere migliore di noi?
    Tu che usi,come arma un incidente,ma fattelo tu un esame di coscienza.

  100. Hugo Kolion detto

    Ciao Yolanda, certo, ne Guzzanti né Leopardi ti hanno impedito l’uso dei tuoi neuroni, si vede da certi tuoi discorsi tipo complotti mondiali o gli avvistamenti UFO :-)

    Chi poco o nulla sa crede sempre di saper tutto, ovvio poi che sei incorreggibile, perché sei afflitta dall’illusione incrollabile di sapere. Dagli “italiani” come te c’è quindi poco da imparare, ma forse intendevi la cattiveria travestita da buonismo?

    Tanto per fare un esempio: chi mai ha descritto Grillo come un assassino? Nella differenza tra verità e calunnia c’è tutta la tua volontà nel voler raggirare con le menzogne ogni fatto. Ed è per questo che prediligi i video di Moore o i messaggi di Grillo, perché attivano direttamente l’impulso sensitivo che con gran vanto hai cercato di spacciare come una sorta di grande cervello.

    Ma tu fai solo confusione, non è il cervello, bensì solo basso istinto.

    Da qui quel tuo razzismo cieco e bieco, perché quando un soggetto come te si crede essere “un italiano speciale”, allora saltano fuori delle storie assai brutte. Prova qui, sul sito di Sherif El Sebaie, che poi ti sgonfi da te:

    http://salamelik.blogspot.com/2007/03/italiani-brava-gente.html

    Nel periodo coloniale, le armate comandate da Oreste Baratieri, Pietro Badoglio e Rodolfo Graziani commisero ogni genere di azione violenta, eppure gli storici dell’epoca si ostinavano a propagandare, anche con pubblicazioni rivolte ai ragazzi, il mito degli “Italiani, Brava gente”. In “Sim, Ragazzo abissino”, trionfa un paternalismo subdolamente razzista nei confronti delle “popolazioni barbare”. In questo testo, sin dalle prime battute, il lettore è edotto delle finalità dell’impresa coloniale italiana dalle parole del principe Fabio di Otricoli, nobile romano giunto in Abissinia per un nobile e glorioso scopo: servire la patria, rendendo devote all’Italia le popolazioni indigene. Tra alcuni schiavi liberati, il principe resta affascinato dalla nobile figura di un ragazzo, Sim, “un magnifico esemplare tra le varie razze etiopiche”. I buoni italiani offrono agli schiavi liberati la possibilità di rifugiarsi sotto la gloriosa bandiera dell’Italia, loro nuova patria, e Sim viene portato a Roma, dove inizia la sua avventura. “Si andava verso l’Italia bella, verso la nuova patria, dove non esistono schiavi, ma tanti babbi buoni come “Celenza”", pensa tra sé e sé Sim durante il viaggio” …

    E se non bastasse quel sito a sgonfiarti puoi sempre provare qui:

    http://www.google.com/search?hl=en&q=crimini+di+guerra+italiani&btnG=Search

    Già “buona italiana” … ma rammenda, “noi italiani buoni” abbiamo tanti primati, purtroppo però – salvo qualche rara eccezione – tutti negativi. E non ci vuole coraggio nel negare tali primati, mia “buona italiana”, bensì solo una profonda disonestà oltre che codardia.

    Perché non c’è un solo articolo che puoi smentire sul mio sito, non uno, e l’aver tentato di sputtanarmi per aver pubblicato verità scomode equivale all’essere disonesto e codardo.

    Ma intanto va a difendere anche questi “noi italiani buoni”, senz’altro vittime di menzogne anche loro:

    L’Italia è al primo posto, tra i Paesi europei, nel praticare quella ignobile attività chiamata “turismo sessuale” a discapito soprattutto di bambine (e bambini) …

    Sono circa 80mila ogni anno i maschi italiani che si recano all’estero per soddisfare i loro bassi istinti. Mentre l’età di queste ultime è sempre più bassa, le prenotazioni di viaggi comprensivi di questo tipo di “servizio” continuano a crescere in modo preoccupante. La povertà e il clima di indigenza in cui vivono gli abitanti di questi paesi aiutano il mercato verso i commerci che offrono bambine e bambini come merce fresca, schiavi del piacere di qualche maschio inappagato …

    Turismo sessuale: Italia prima in Europa
    da Club Internazionale dei Diritti del Turista – 10 novembre 2005
    http://www.touristime.it/index.php?method=section&action=zoom&id=616

    Ciao Yolanda, e divertiti, prima a leggere e poi a negare anche queste evidenze. Vedrai che poi il paese come d’incanto diventerà “buono” come te.

  101. Kolion,tu sei un frustrato ,se si va a leggere i tuoi post,sia da Grillo che da Di pietro,tutti dopo un pò,non ne possono più,di leggere le tue accuse,ti lasciano perdere,perchè citi 3000 articoli,che tanto nessuno legge,non è che quello che leggi tu e giusto e quello che leggono gli altri è sbagliato.
    Kolion,ognuno legge che cavolo gli pare,ma non mi sembra che tutti,facciano come te,ci si confronta con parole e pensieri propri,non con 3000 articoli di altri.
    Mi chiedo perchè censuri e poi continui a rispondermi qui,la cosa è comica sai?
    Poi vai a toccare tasti come il turismo sessuale,ma Kolion,che ci azzecca con me?
    Cosa vuoi ancora dalla sottoscritta?
    Ho denunciato le tue censure,come tu hai fatto con Grillo,non te la prendere cosi’,se censuri,lo si denuncia tutto qui,puoi continuare a sentenziare contro me e tutti gli italiani,ma rimane il fatto che censuri,il resto,è tempo sprecato e tu da furbetto,continui a tirare fuori fregnacce,per sviare il discorso della tua censura,ma io lo dico:Kolion CENSURI…
    Il resto,non mi tocca,sono libera di pensarla come voglio,te lo ripeto,non accetto lezioni,da uno che denuncia le censure di Grillo e poi censura a manetta,per stasera basta,almeno per qualche ora.
    Qualsiasi cosa scriverai,ti risponderò che censuri,perchè mi hai proprio stufata con i 3000 articoli “non tuoi”.
    Kolion,prendi una bella camomilla e vai a nanna,magari domani,sarai più rilassato.
    Notte Kolion.
    Ps.Kolion,non leggo ciò che mi hai “ordinato”di leggere semplicemente,perchè da persona libera,leggo che cavolo mi pare e quando mi pare,quindi non aspettarti risposte su quei link che hai postato,non leggo mai gli articoli che posti qui,che ti sia chiaro,una volta per tutte.
    Spara pure altre cattiverie sul mio conto,ma rimane il fatto,che censuri.

  102. Ah!Kolion:http://new-italy.net/i-falsi-profeti/beppe-grillo-condannato-per-omicidio-colposo-leader-dei-moralizzatori/
    Hai notato che nessuno ha postato?
    Sarà,per il fatto che un incidente,può capitare a chiunque?

  103. Kolion,nel post:http://new-italy.net/i-falsi-profeti/beppe-grillo-condannato-per-omicidio-colposo-leader-dei-moralizzatori/
    Hai incollato,un articolo di un certo Hugo Fast,che secondo me potresti benissimo essere tu…

    E’ quello qui sotto:
    V-Day e Beppe Grillo: ecco perché sono perplesso
    di Hugo Fast – 4 settembre 2007

    Bene Kolion,questo tipo,ha un my space,ti do il link,ma lo saprai,perchè secondo me sei tu…

    http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=61077609

    Bene Kolion,leggi come si presenta il sig.Hugo Fast,in my space,leggi bene eh!

    Hugo Fast

    “Mi diverto a fare lo stronzo, ma non lo sono. Anzi, forse sì…”

    Uomo
    42 anni

    Italia

    Hugo Fast: parlo di me
    Chi sono:
    Principale profeta in Italia del “neo-cattivismo”, o semplicemente “cattivismo”, odio i buoni, i buonisti e le famiglie felici tipo Mulino Bianco. Quando vedo la gente ridere, mi chiedo ‘azzo c’hanno da ridere, che’ viviamo in un mondo che fa schifo… Forse si sono appena visti allo specchio? Amo la vita notturna, il nero, l’eleganza e le compagnie prestigiose. Io stesso sono soprannominato “Sua Prestigiosità”. Sono l’editor della rivista telematica Kondoria, una bomba di cattivismo, di lucidità, di musica electro e di commenti salaci, feroci, mendaci!

    Mi piacerebbe conoscere:
    Gente che mi paghi per essere insultata. Donne che mi supplichino e/o si strappino i capelli per me. Persone di contegno ed eleganza. Pazzi e creativi, ma con garbo.

    Kolion,per me sei tu,Hugo Fast,sesto senso,ho trovato parecchie cose che conducono a te,compreso il fatto,che rompi i Kolion…

  104. Hugo Kolion detto

    Ecco “buona” Yolanda

    Ci risiamo: tre staffilate di posts nel giro di pochi minuti perché non riesci a mettere insieme un solo commento sensato :-) già, i neuroni dei lumi, Yolanda, o forse più quelli di una bimba di 5 anni (visto che se uno si chiama Hugo deve per forza essere la stessa persona, che stupidità – proprio come quella dei non-commenti in un determinato post sul Grillo, mentre ci sono altri articoli che pure non hanno commenti, e che quindi devono essere per forza sballati :-) allora – seguendo questa tua logica infantile – tutto il tuo sito “Ufo, complotti e calunnie” dove lo metti?

    Non sai più dove arrampicarti e quindi eccoti di nuovo con la calunnia, il “programma Yolanda”: mettiamo in giro la voce che Hugo Fast e Hugo Kolion sono la stessa persona. Mettiamo insieme il puzzle della menzogna, alludiamo a qualcosa, proprio come fa Moore con i suoi filmati.

    Ricordi Yolanda questo mio articolo?

    Anomalia italiana, l’illusione incrollabile di sapere:
    http://new-italy.net/malcostume/anomalia-italiana-l-illusione-incrollabile-di-sapere/

    “Dal momento che il soggetto tenterà di far valere un altra ragione, a far sembrare giusto o legittimo ciò che non lo è, allora si avrà un affermazione assurda, contraria al senso comune e perciò non accettabile. Una deviazione simile dalla norma non altro è però che anomalia allo stato puro, il contrario all’evidenza logica e di conseguenza privo di ogni fondamento nella ragione e del senso comune. Sostenere perciò una supposizione assurda – il contrario a ciò che è giusto, logico o giustificabile – equivale ad un sorta di raggiro, un artificio di parole o di atti per ingannare qualcuno a proprio vantaggio. In poche parole, non altro è che un inganno realizzato con subdoli stratagemmi e artifici per sorprendere la buonafede altrui, il che implica necessariamente una malafede, la consapevolezza di frodare e mentire. Di conseguenza non altro si tratta che di un comportamento sleale in contrasto con le regole etico-sociali di lealtà e di correttezza da osservare nei rapporti sociali, privati o pubblici”.

    Il “programma Yolanda” = la consapevolezza di frodare e mentire!

    Idem per il confronto con le proprie parole, altra supponenza di chi come te la scuola l’avrà vista dal di fuori visto che ancora oggi usi parole e modi dei cosiddetti bulletti complessati, scuola elementare s’intende.

    Ti rode adesso che i “buoni italiani”, ai quali ti eri associata con un “noi” ostentato, vanno “anche” in giro a spregiare? Ma come, adesso di colpo non fai più parte del “clan”? Non leggi gli articoli che ti raccontano della “bontà” che finora hai difeso a spada tratta? Già, poi sono io che “ordino” di leggere, non tu che eviti ciò che non ti piace leggere. Certo, spregiare i bambini o commettere crimini aberranti contro l’umanità non fa parte del “buonismo” ostentato marca Yolanda, anche se il tuo razzismo ne è una componente fissa, come anche quel tuo ostentato “buonismo” per nascondere la realtà.

    Ed è proprio ciò ti associa proprio a quei tipacci cara Yolanda!

    A dire che quando ho scritto la prefazione del racconto di Genuino – La Ragnatela del Grillo – ho raccolto questa sua frase che trovo molto indicata per te:

    “Ma di impegnarci noi per primi non se ne parla neanche. Di pensare a noi stessi come i primi responsabili del degrado? Assurdo! Ma la realtà è ben diversa … PERCHÉ LA SOSTANZA, QUELLO CHE RESTA, QUANDO TOGLIAMO IL CERONE, È TRISTE E SQUALLIDA”.

    Infatti Yolanda, questa parte finale ti calza a pennello!

    Poi, altra “bontà italiana” per la nostra “buona” Yolanda: scrive sempre il buon Sherif El Se baie …

    Brava Gente. Brava Prole

    L’associazione degli immigrati romeni che vivono nel Veneto ha denunciato che in alcune scuole delle province di Treviso e di Vicenza, dei bambini romeni sono stati aggrediti e molestati da alcuni loro compagni di classe italiani. Vi sono state spinte, minacce e insulti nei confronti dei bambini romeni, accusati dai loro coetanei di appartenere a un “popolo di assassini”. Sono stati gli stessi ragazzini romeni a raccontare ai loro genitori che all’indomani del terribile delitto di Roma sono stati malmenati e insultati da alcuni loro compagni di classe. Per questo alcune madri romene hanno tenuto a casa da scuola i loro figli per paura di ritorsioni, dopo che i piccoli avevano riferito di avere subito maltrattamenti e offese.

    Vedi su Repubblica:
    http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/romeni-bimbi/romeni-bimbi/romeni-bimbi.html

    Ti riconosci Yolanda?

    Perché se rileggo i tuoi commenti sul mio sito, i tratti sono gli stessi, ne fai parte e non provi nemmeno vergogna! Come non detto, sei tutto un programma fatto di odio e disprezzo, e mi pare che la vita a te abbia detto di no proprio per questo motivo!

    Pensaci “buona” Yolanda, magari – se ci riesci – in un solo post, e se possibile per una sola volta con meno frode e menzogna, riportando magari – per la prima volta – un vero argomento, visto che finora hai solo usato l’arma della calunnia. Lo so, i bulli fanno così, fanno del mobbing, ma tu adesso mostraci la tua bravura, la tua (presunta) superiorità, visto che – oltre già essere un lume – sei anche la parte “buona” del paese. O hai paura, perché una volta tolto il cerone della “buona” non altro risulterai essere che una persona squallida?

    Facci quindi vedere come sa ragionare una “vera” italiana, brava persona!

    Scriverò poi un bel post dal titolo “L’arte della calunnia: come ti rovino la vita”.

    Ho studiato i tuoi metodi e leggendo parecchi articoli sul tema mi sono reso conto che hai seguito passo per passo tutto il repertorio della calunnia. Bassezze queste, ancora assai praticate e quindi molto diffuse da noi in Italia, e infatti ne sei la prova vivente. Solo che adesso sarai tu la protagonista. Mi bastano i tuoi commenti che mi hai lasciato come materiale. Il bello è che non potrai nemmeno negare visto che sta tutto scritto, e qui sono curioso, voglio vedere come se la caverà un lume sbugiardato.

    Adesso sai chi hai di fronte, “buona” Yolanda , d’ora in poi si balla davvero! Ha inizio un nuovo capitolo, perché adesso ti cercherò in tutta la rete, ogni tuo commento, e poi farò ciò che ti avevo anticipato: sbugiardarti davanti a tutti! E ne uscirai con le ossa rotte, e questa non è una promessa bensì certezza. Hai giocato finora a calunniare? Bene, vedremo poi cosa diranno i tuoi amici!

    Yolanda? Ah quella …

  105. Kolion,non ho letto per niente,il tuo ennesimo sfogo,da uomo frustrato.
    Ti rispondo,come già ti avevo detto.

    KOLION,SUL SUO SITO CENSURA.

  106. Adesso sai chi hai di fronte, “buona” Yolanda , d’ora in poi si balla davvero! Ha inizio un nuovo capitolo, perché adesso ti cercherò in tutta la rete, ogni tuo commento, e poi farò ciò che ti avevo anticipato: sbugiardarti davanti a tutti! E ne uscirai con le ossa rotte, e questa non è una promessa bensì certezza. Hai giocato finora a calunniare? Bene, vedremo poi cosa diranno i tuoi amici!

    Kolion,ho letto solo quest’ultimo pezzo delle tue assurde cavolate verso i miei confronti,sa che sto tremando dalla paura?
    Puoi scrivere,ciò che vuoi,ma intanto lo ripeto….

    KOLION TU CENSURI A MANETTA.

  107. Hugo Kolion detto

    Brava Yolanda!

    Solo due commenti in pochi minuti, il lume d’Italia fa progressi!

    Ed è rimasta solo la censura, mentre il resto è sparito come d’incanto :-)

    Ma hai letto questa parte?

    Qui potrete postare i vostri commenti, le vostre testimonianze. Vi prego solo di seguire le regole della Netiquette. Non sono quindi consentiti messaggi non inerenti al post, con linguaggio offensivo, che contengono turpiloquio, contenuto razzista o sessista. Il mancato rispetto di dette regole comporterà la rimozione del contenuto.

    Sai cosa significa?

    Intanto che aspetti la pettinata, fatti una cultura:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette

    Poi ripassa i tuoi commenti :-)

    PS: benvenuta nel mondo di internet! A tra non molto …

  108. Kolion CENSURA nel suo sito

  109. Ah!Kolion,ti freghi con le tue stesse mani,citi questo:

    Qui potrete postare i vostri commenti, le vostre testimonianze. Vi prego solo di seguire le regole della Netiquette. Non sono quindi consentiti messaggi non inerenti al post, con linguaggio offensivo, che contengono turpiloquio, contenuto razzista o sessista. Il mancato rispetto di dette regole comporterà la rimozione del contenuto.

    Sai cosa significa?

    Certo Kolion,so che quegli insulti,non avresti dovuti postarli,mentre sappiamo,che li hai postati con l’inganno,in quanto,ho inveito contro di te,con quegli insulti,dopo che non mi lasciavi più rispondere alle tue nefandezze sul mio conto,da ingenua pensavo che avresti CENSURATO,i miei insulti,come hai CENSURATO,i miei commenti scomodi,per te,ma io ho le p…e,Kolion e te li posto anche qui,non ho nessun timore,ma tu devi spiegare come mai,affermi questo:

    Qui potrete postare i vostri commenti, le vostre testimonianze. Vi prego solo di seguire le regole della Netiquette. Non sono quindi consentiti messaggi non inerenti al post, con linguaggio offensivo, che contengono turpiloquio, contenuto razzista o sessista. Il mancato rispetto di dette regole comporterà la rimozione del contenuto.

    E non rimuovi i miei insulti,anzi,ho spiegato,anche sulla “Pulce di Voltaire”,postandoli,che li hai pubblicati con l’inganno,come vedi,non mi fai paura,ma sei sempre falso,perchè,molti miei commenti,li hai censurati,ma gli insulti no….

    Kolion,spiega a tutti come mai,hai le regole che citi,ma pubblichi dei miei commenti,quelli qui sotto,con i miei insulti,che tu stesso dichiari di aver censurato…

    Dal sito New-Italy.Net …

    Come non detto, 26 insulti censurati nel giro di poche ore … :-)

    Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?

    Yolanda – Ott 21, 12:10 PM
    Vuoi a tutti i costi farci apparire come un popolo di cretini, continui a sputarci addosso sentenze, proprio come continui a fare con la sottoscritta e poi pretendi, che quelli che la pensano diversamente da te, non esprimano il dissenso, su quello che posti? Mi dici la differenza tra te e Grillo, che tanto critichi? Lui censura e lo sanno tutti, tu fai credere di lasciare postare tutto, ma distorci la realtà e lo sai bene, perchè con me hai fatto, un bailame con i link, gli altri potranno anche crederti, ma dentro di te sai quale è la realtà, se c’è uno che spara sentenze, sei tu, verso noi italiani, ma ti rendi conto, che ci stanno schiavizzando, anche con l’ultima legge Levi-Prodi e tu invece di fare caso a quello, ti attacchi ad un link, resta il fatto che l’articolo che ho postato per l’ennesima volta ieri, tu lo hai tolto lasciando solo il link, per fare in modo che chi va su quel sito”antisemita”, a primo impatto trovi gli articoli sugli ebrei e non quello che io ti ho riportato qui, sulla legge Levi – Prodi, se questa caro, non è manipolazione, cosa è?

    E te lo ripeto, se gli ebrei hanno vissuto l’orrore che la tua grande America ha finanziato, non è un buon motivo, per permettergli di fare ad altri ciò che hanno subito loro. Ti pregherei, di non manomettere e di non spostare dove, ti fa più comodo le mie risposte.
    Ti sei lamentato che io ti incasino il sito e che poi tu lo devi sistemare, poverino chissà che fatica, guarda che non ricevi 4000 commenti al giorno, stai ricevendo solo i miei, sopratutto in questi due giorni, quindi sii più umile e accetta qualche errore da una boccalona, meno colta di te, ma di sicuro, più umile, non umiliare gli altri per appagare il tuo ego.

    Yolanda – Ott 21, 12:36 PM
    Finalmente ti mostri per quello che sei…
    Sei fissato con Moore, come prima lo eri con Grillo, Moore con l’Italia, non c’enta nulla i link dei video che ti ho postato qui, non c’entrano nulla con Moore, e le prove sono qui, anche quelle dove dico che non conosco bene e non seguo Moore e fino a quando non rimuovi i miei commenti, ci saranno le prove di ciò che affermo. Quando parlo di parole non tue intendo dire che rispondi con 3000 articoli di altri, che per te sono portatori unici di verità, mentre quello che dicono quelle fonti in cui ci informiamo “noi”italiani, sono tutti bugiardi. Te soffri di manie di protagonismo, è per questo che ti accanisci contro altri che a loro volta informano e hanno più popolarità e sono seguiti, non ti chiedi mai perchè seguono certi personaggi, che non hanno paura di rischiare in prima persona, con tanto di nome e cognome, anzichè seguire chi si nasconde sotto un falso nome? Chi è più onesta tra i due, tu che ti firmi con un nik, oppure chi mette tanto di nome e cognome?

    Yolanda – Ott 21, 12:41 PM
    Vergognati per come mi hai usata, fino a che ti ho fatto comodo, parli male di Grillo sei peggio di lui, rimuovi i miei commenti, tutti, altrimenti ti ritroverai come Grillo. Adesso capisco perchè hai litigato anche con Prof.

    Yolanda – Ott 21, 1:17 PM
    Sei la falsità fatta persona

    Yolanda – Ott 21, 1:19 PM
    Mancano dei commenti, dove sono?

    Yolanda – Ott 21, 2:10 PM
    Vigliacco, sto ancora aspettando che pubblichi i commenti scomodi, che mi hai censurato, li ho salvati tutti e li posterò altrove, come ho fatto con Grillo, non puoi dire che qui ci sono tutti i miei commenti, perchè non è vero e te lo ripeto, se non li posti qui, andranno ovunque in rete. Sei proprio fissato con Moore eh? Guarda che fino a prova contraria sei tu che continui a tirarlo in ballo, sei invidioso della sua popolarità e gli butti del letame addosso, fino ad ora la prova che qualcuno distorce la realtà, togliendo molti miei commenti, me la stai dando tu, di Moore che continui a tirare in ballo, in maniera ossessiva, non puoi affermare che sia falso, quanto lo sei tu, censura anche questo, tanto lo salvo.

    Yolanda – Ott 21, 2:35 PM
    Ok! Lo hai voluto tu….

    Dici questo:
    Censurami, parlerò delle tue censure, come tu hai fatto con Grillo quando ti censuravano sul suo blog, o elimini tutti i commenti come ti ho già detto oppure troveri le prove delle tue censure.

    PS: COME NON DETTO: O FAI COSÌ O ALTRIMENTI TI SPUTTANO! E IO TI RISPONDO: VA A FARE CIÒ CHE RITIENI GIUSTO FARE, MAGARI ALLEGANDO NON SOLO A PAROLE LE PROVE MA ANCHE CON I FATTI. E SONO CURIOSO DI SAPERE CHE PROVE SARANNO, VISTO CHE RITROVI QUI ESATTAMENTE TUTTO CIÒ CHE HAI POSTATO. MA I TUOI COMMENTI OLTRE CHE LE BUGIE RIMANGONO QUI, COSICCHÉ TUTTI POTRANNO LEGGERE CHI SEI E SOPRATUTTO COME HAI IMPARATO BENE DA QUEL TUO AMICO CHE DI NOME FA MOORE. CIAO HUGO.

    Esattamente quello che tu hai fatto con Grillo quando ti censurava, ho salvato i commenti dove replicavo alle tue accuse e che tu hai rimosso, faranno il giro di tutta la rete, come hai fatto tu con Grillo.

    Yolanda – Ott 21, 2:38 PM
    Sono stata credulona, quando ho creduto che tu fossi onesto per questo ti ho aiutato a divulgare in giro per la rete, le censure che ci sono sul blog di Grillo, ma sai cosa ti dico, che è meglio lui di te, censura ma dicose giuste ne fa per tirarci fuori dalla m…a, tu invece ci butti m…a addosso invece che stare dalla nostra parte.
    Censura censura…

    Yolanda – Ott 21, 2:39 PM
    Sei pietoso

    Yolanda – Ott 21, 2:43 PM
    Bene ho abbastanza prove di quello che affermo sei più antidemocratico di un Nazista, preparati a raccogliere ciò che hai seminato.

    Yolanda – Ott 21, 3:11 PM
    Vergognati sei un essere spregevole, cancelli tutti i miei commenti, non mi permetti di replicare, sapranno tutti, con tanto di prove.
    Altro che Grillo o Moore tu secondo me sei un manovratore occulto e lo dimostra il fatto che sei contro noi italiani, tornatene in Svizzera e non ci rompere i coglioni, che di esseri che ci vogliono succubi, ne abbiamo piene le palle.

    Yolanda – Ott 21, 3:12 PM
    sei furbo infame?

    Yolanda – Ott 21, 3:13 PM
    sei furbo censuri prima che io possa salvare ma io salvo prima dell’invio viscido verme nazista

    Yolanda – Ott 21, 3:13 PM
    fai schifo

    Yolanda – Ott 21, 3:14 PM
    fottiti

    Yolanda – Ott 21, 3:14 PM
    vedrai come sapranno tutti chi sei censura

    Yolanda – Ott 21, 3:15 PM
    ti prometto che farò di tutto affinche paghi per come ci stai sputtanando a noi popolo italiano, nazista vattene

    Yolanda – Ott 21, 3:16 PM
    sei della peggiore razza, sei un venduto, tu non puoi definirti italiano

    Yolanda – Ott 21, 3:18 PM
    sarò contenta solo dopo avere detto a tutti il perchè delle tue critiche a Grillo, non hai la sua popolarità e questo ti ha fatto scattare la molla dello sputtanamento, ma non ci sei riuscito, i tuoi siti, non se li fila nessuno, perchè non siamo creduloni, come tu falsamente ci additi.

    Yolanda – Ott 21, 3:18 PM
    continua ti romperò i coglioni fino all’inverosimile Giuda

    Yolanda – Ott 21, 3:19 PM
    poi dicevi che il Prof, voleva la scena, mi hai ingannata per benino, ma ti ho smascherato e continuerò a farlo

    Yolanda – Ott 21, 3:21 PM
    pagherai, per la fregatura che mi hai dato, usi le persone fino a che ti fanno comodo, ma se ben ricordi te lo avevo detto che non mi convincevi, non ti firmi col tuo nome, perchè dietro al tuo nik, si cela un nazista per giunta massone, stai facendo lo sporco gioco di chi ci schiavizza.

    Yolanda – Ott 21, 3:22 PM
    Devo andare via, ma torno torno stai pure tranquillo che ti perseguiterò fino a che ti leverai dai coglioni

    Yolanda – Ott 21, 7:13 PM
    Kolion censura peggio di Grillo

    Yolanda – Ott 21, 7:14 PM
    Tornatene a Berlino

    Yolanda – Ott 21, 7:16 PM
    Ma chi ti credi di essere per giudicare gli italiani in questo modo?

    Come vedi,Kolion,ho le palle di postare qui i miei insulti,ti dico di più,li riscriverei,perchè te li meriti tutti,quindi cosa vorresti dimostrare?

    Resta il fatto,che molti miei commenti,li hai CENSURATI e qui,li ho postati,ci sono le prove,quindi non li riposto nemmeno più.

    Adesso Kolion,devi mostrare tu di avere le palle,dicendo a tutti,la verità,che mi hai CENSURATA e continui a CENSURARMI,ma poi,non c’è ne è neppure bisogno,visto che ne stiamo discutendo qui e non sul tuo sito.
    Ma secondo te,gli altri non se ne rendono conto?

    Kolion resta sempre e cmq il fatto che CENSURI.

    Puoi dire ciò che vuoi,darmi della razzista,dellantisemita,ma chiunque leggerà,i commenti sul tuo sito,si renderà conto,che spari cavolate e i miei commenti,quelli che tu non hai censurato,lo dimostrano che non sono come mi descrivi,rassegnati.

    Kolion tu CENSURI.

  110. Benvenuta Yolanda :-)

    Ciao Hugo, è un po che non ci si sente,per la verità volevo mandarti una Mail ma poi sopraffatto da impegni di lavoro e familiari confesso che o sempre rimandato al giorno dopo.

    Spero che vada tutto bene.

    Per il resto fate come se fosse a casa vostra, il blog come avete notato è un progetto mai finito e per ora non credo che lo userò per altre cose.

    Io non vi seguo in questa cosa che è fra di voi, ma leggerò e se cambiate argomento non è detto che non intervenga a dire la mia.

    QUI DI SOLITO NON CI SONO CENSURE, LE REGOLE SONO SEMPLICI, COMANDA IL PADRONE DI CASA CHE E’ DEMOCRATICO, MA NON SI TOLLERANO OFFESE, INSULTI, INNI AL RAZZISMO ECC..ECC.. INSOMMA SE SIETE DEMOCRATICI SIETE I BENVENUTI. ALTRIMENTI CHIUDO TUTTO E TANTI SALUTI.

  111. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda

    Parole mie …

    Come non detto, 26 insulti censurati nel giro di poche ore … :-)

    E poi mi parli di censura quando te li ritrovi tutti ben elencati, uno per uno!

    Non sei perciò bugiarda quando parli di censura?
    Non vedi che hai postato 26 commenti nel giro di poche ore?
    Non vedi che hai postato un’ottantina di commenti in pochi giorni?
    Non vedi poi cosa hai scritto?
    Non vedi quanto sei infame cercando di affibbiarmi anche certi tuoi insulti?
    Non vedi come ti manca una minima cultura per comportarti a modo?
    Non vedi come eri fuori di testa?

    Credi veramente che un simile comportamento sia normale?
    Hai mai consultato prima la Netiquette, poi il Galateo e infine uno specialista?

    No che non l’hai mai fatto, perché convinta di aver ragione, di poter tutto, mentre fai solo intravedere tutta la tua incapacità nell’affrontare la realtà che ti circonda! Non hai rispetto per gli altri, sei piena di rabbia e rancore, sei bugiarda, infingarda e poi ti chiedi perché la vita ti dice no?

    Hai fatto scempio nel giro di poche settimane, da me un’ottantina di posts, altrove qualche dozzina per sputtanare il sottoscritto, infine qui. Roba da vero manicomio!

    Poi le ultime su questo sito, come la storia di Hugo Fast, dove metti insieme un costrutto degno di un malato mentale. Il tutto solo per il nome? Si può essere così malvagi pur di raggiungere lo scopo? Si, l’hai dimostrato qui!

    E ti credo :-)

    Ti cucchi un video di Moore e poi mi parli di milioni di americani morti ogni anno per causa della sanità americana, hai sentito dire che gli ebrei sono gli artefici di tutti i mali di questo pianeta e poi via con il razzismo, leggi da qualche parte che sono stati avvistati gli Ufo e via con le accuse di occultamento rivolte ai governi del pianeta, addirittura sei arrivata a dire che la rete idrica nazionale fa acqua per via dei complotti planetari …

    Cara Yolanda, che dire? Nulla, perché sei in malafede, oltre che una sorta di fascio assai limitato – non solo perché razzista, bensì perché anche contro l’ordine democratico! 5.000 lire per ogni ebreo, questo il prezzo che i tuoi commilitoni pagavano all’epoca! Siamo nel 2007, ma l’antisemitismo, l’avversione e ostilità verso gli ebrei, continua come ti insegna il tuo ex-e-neo maestro Grillo.

    Ma scrive un altro italiano “cattivo” come il sottoscritto:

    Fascismo, malattia dell’animo italiano
    di Romano Bracalini
    da L’Opinione delle Libertà, Edizione 93 del 30-04-2006

    Vestiti di nero, vestiti di rosso sempre fascisti sono e tali resteranno. Estremismo, fascismo, comunismo sono le varianti di un medesimo stato d’animo devoluto in un sistema coerente di violenza e di odio, di chiesa manichea, e se qualcuno si fosse dimenticato che l’italiano medio è sempre stato questo, facinoroso e pavido, violento e imbelle, la piazza rossa e nera, d’ogni tempo, è li a ricordarcelo puntualmente … Si converrà che un simile riflesso di infantilismo politico non appartiene al comportamento maturo e civile di una moderna democrazia. Siamo rimasti a un cliché di miseria umana, di sottocultura, di ritardo storico in un quadro d’assieme più simile ai rituali spettacolari di paesi rimasti nel guano della lotta tribale, ai nefasti di una permanente guerra civile, nel caos di una vita pubblica senza speranza.

    Ecco “buona” Yolanda, Braccalini ha abbozzato il tuo ritratto, e tu hai fornito la cornice, con una staffilata di prove scritte per mano tua.

    E adesso dovrei anche togliere gli insulti sul mio sito per farmi accusare di censura? No cara Yolanda, rimarranno per due motivi: il primo perché prova che sei una bugiarda quando accusi il sottoscritto di censura, visto che i commenti sono pubblicati, il secondo invece perché torneranno utili in quanto collegati con quel famoso articolo che parlerà di te. Il fenomeno anomalia va spiegato, e direi che ti presti bene come esempio vivente.

    Ma non scordarti che adesso arriverà anche il conto, perché la gente prepotente come te non farà più il bello o brutto tempo senza pagare il prezzo. Finora l’ha pagato la società, ma adesso tocca a chi causa i problemi.

    Allegria Yolanda! Prima o dopo doveva capitarti :-)

  112. Ciao Ernesto,piacere di conoscerti,ti chiedo scusa per avere utilizzaro il tuo sito,ma dovevo pur difendermi dalle accuse di questo individuo.
    Cmq,non intendo abusare della tuo spazio,quindi permettimi di rispondere per l’ultima volta all’unico grande signore “della verità,assoluta”.

    Kolion,se c’è qualcuno che,mi ha insegnato a sputtanare sei tu,te lo ricordi cosa hai fatto con GRILLO?
    Ma prima di guardare e giudicare gli altri,pensa per te,se quello che ho fatto io,è roba da manicomio,allora quello che tu hai fatto con GRILLO,come lo definiamo,DELIRIO?
    Non ho letto tutte le tue castronerie,ma kolion,lo hai scritto,tu stesso che avevi censurato 26 commenti,la prova è nel tuo sito,io mica lo nego,li ho postati anche qui,ma cosa vuoi dimostrare,con questo?
    Kolion,le tue minacce,non mi spaventano,sai perchè,perchè ho la coscienza a posto.
    Chiunque,leggerà i miei commenti,quelli che non hai CENSURATO,più gli insulti,si accorgerà,come già è successo,che il falso PROFETA,sei tu.

    Kolion,questa frase,te la potevi risparmiare,questa:

    Non hai rispetto per gli altri, sei piena di rabbia e rancore, sei bugiarda, infingarda e poi ti chiedi perché la vita ti dice no?

    Tienila per te quella bella frase,ti descrivi,meravigliosamente e poi Kolion,a me la vita non dice no,io vivo benissimo,quindi risparmiati le solite castronerie,quello pieno di rabbia e rancore sei tu,basta leggere cosa scrivi qui a me e cosa scrivi nel tuo sito,sei un forcaiolo frustrato che si accanisce contro noi italiani.

    Scrivi anche questo:

    Ma non scordarti che adesso arriverà anche il conto, perché la gente prepotente come te non farà più il bello o brutto tempo senza pagare il prezzo. Finora l’ha pagato la società, ma adesso tocca a chi causa i problemi.

    Allegria Yolanda! Prima o dopo doveva capitarti .

    Ah!Kolion,mi attribuisci tutti i tuoi pregi,”prepotente io?”ma un esamino di coscienza no,Kolion?
    Ma di cosa mi accusi,perchè mai la società,paga o dovrebbe pagare per colpa mia?
    Sei tu che sputtani la società italiana,in cui vivi,mica io.

    Cmq,Kolion,ti ringrazio da ora per l’articolo,che scriverai su di me,sono davvero commossa,vuol dire che per te sono una persona importante.
    Mi toccherà,non risponderti più,non perchè ho paura,ma il mio uomo,mi consiglia di non perder tempo con te ed ha ragione.
    Ma anche perchè non voglio approfittare dello spazio di Ernesto.
    Buona fortuna Kolion,aspetto con ansia il tuo articolo,che mi farà onore.

    Ciao Ernesto,ti ringrazio,per non avere applicato la censura,non starò qui,ancora a discutere,con Kolion,tanto è inutile,con lui non si può ragionare,è ora che mi dedichi a cose più importanti.

    Buona serata Ernesto.

  113. Hugo Kolion detto

    Ciao Ernesto

    Parole chiare le tue, ma si sa, non tutti sanno cosa sono gli insulti e ancor meno il razzismo. Ad ogni modo fatti vivo, tanto sai dove sono. Sono poi curioso di sapere come sta andando su Reset.

    A te Yolanda invece dico: sei venuta qui da Ernesto per lanciare un accusa contro di me, o non sai nemmeno più leggere? Perciò lascia stare certe menate!

    Poi su Grillo: sputtanamento la censura – con tanto di prove blog e Meetup allegate – del tuo ex-e-neo-messia? Ma come, non eri fino a poco tempo fa dello stesso parere? Adesso non più per “convenienza”? Però Yolanda …

    I 26 commenti e la censura: certo che l’ho scritto, ma con la dovuta ironia :-) visto che andavi in giro a parlare di una mia censura mentre poi ti ritrovi tutti i commenti pubblicati inclusi quelli stracolmi di insulti.

    Il discorso del conto: certo che ti arriva, perché vedi Yolanda, tutto ha un limite, e tu l’hai superato di molto.

    Ma non è questo il motivo, bensì un altro: il mio sito è intitolato “Approfondimenti sugli aspetti dell’anomalia italiana”, ed è ovvio che ho tutti contro, come però è ovvio che mai nessuno è riuscito – con un ragionamento serio – ad affrontare gli argomenti del sottoscritto.

    C’è chi insulta, chi scappa, chi nega, chi pratica la calunnia come te. Ma raramente trovi qualcuno come per esempio Genuino, uomo di sinistra, che alla fine ammette lo stato presente delle cose: l’anomalia italiana. Ma non solo lo fa, scrive addirittura un racconto molto bello di come si sono svolte le cose nel Meetup di Grillo.

    http://new-italy.net/i-falsi-profeti/la-ragnatela-del-grillo/

    Ecco Yolanda, sono questi gli uomini, come per altro Ernesto, che non si limitano a negare gli andazzi, bensì li affrontano portando alla luce i fatti.

    E sono sempre di più, ma io sono del parere che ci vuole il contrasto come con te per fare intravedere il meccanismo dell’andazzo, l’emarginazione della ragione praticata – con metodo – da gente in malafede come te. Ed è per questo che non mi puoi soffrire, perché ti tocca elogiare l’assurdo, negare la realtà, pur di aver un solo argomento contro di me. Ed è per questo che hai già perso e sempre perderai. Perché sei una persona profondamente disonesta.

    Di nuovo le frasi di Genuino:

    D’altra parte Grillo rappresenta anche lo specchio della società italiana, compresi tutti noi, che siamo comunque portati ad effettuare continui aggiustamenti per adeguare la realtà ai nostri desideri e incertezze, alla nostra percezione soggettiva, dove poi giustifichiamo sempre il nostro operato poiché “così fan tutti”. Ma di impegnarci noi per primi non se ne parla neanche. Di pensare a noi stessi come i primi responsabili del degrado? Assurdo!

    Ma la realtà è ben diversa … perché la sostanza, quello che resta, quando togliamo il cerone, è triste e squallida. Infatti il racconto (al quale sono allegati alcuni documenti comprovanti quanto affermato ed esplicativi delle discussioni avvenute nel meetup) introduce il lettore nella ragnatela del Grillo, un mondo fatto di intrighi, manipolazioni e tante falsità. Termina poi con un appello al buon senso, ponendo inoltre una serie di domande rimaste ancora aperte …

    Ed è per questo che sei di interesse per me, Yolanda, perché assumi gran parte dei tratti comuni di coloro che da sempre soffocano la ragione, i buoni modi. Tutto qui Yolanda. Come vedi, niente di personale, ma a modo tuo torni utile al paese.

  114. Hugo Kolion scrive:

    14 Novembre 2007 alle 18:23
    @ Sergio Rizzitiello – 10 Novembre 2007 alle 21:22

    Ciao Sergio

    Ho letto solo adesso il tuo commento.

    Ma non chiamarla povera ragazza, ha 36 anni, è antiamericana, antisemita, crede ai complotti planetari, ed è un ex-adepta di Beppe Grillo oltre che fan di Michael Moore

    Cosa è successo? Viene sul mio blog, entra in due stanze, “Grazie America” e “Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?” e poi mi posta un link ad un sito dal contenuto antisemita che io poi ho tolto. Ma non l’avessi mai fatto! Risultato? Mi piazza un’ottantina di posts nel giro di pochi giorni, pieni di insulti, inoltre ha fatto il giro della rete per sputtanarmi come il mega-censuratore

    E siccome non cancello certi commenti perché mi occorrono, in quanto mi occupo proprio degli aspetti dell’anomalia italiana, ebbene, mi tocca a volte sopportare anche l’insopportabile. Tutto qui.

    Per altro ha usato – come prova – una tua risposta in questa stanza, e quindi ha messo il link per “dimostrare” a tutti che sono uno str****.

    Approfitto per salutare tutti i presenti!

    Kolion sei la falsità fatta persona,adesso vedrai quanto pagherai per le tue menzogne,io sarei una grillina,una adepta di Moore,ho denunciato le tue censure perchè volevo che mi cancellassi i miei insulti?
    Ma quanto strisci Kolion?
    Le prove di quanto sei falso, tutte,di ciò che affermi,sono nel tuo sito,ma anche qui,perchè te lo ripeto,io quegli insulti,te li riposterei,sono convinta di ciò che ho scritto e quegli insulti,rileggiteli tutti i giorni della tua vita,te li meriti.
    Avevo deciso di finirla li,ma tu continui a dire falsità!
    Vorrà dire che informerò,sul blog di Grillo,tutti quelli a cui hai rotto gli zebedei,come fai ora con me,non preoccuparti Kolion,mi sa che con le ossa rotte ci finirai tu,almeno,la smetterai,di rompermi i Kolion…

  115. Hugo Kolion detto

    YOLANDA :-)

    e HOLLYWOOD sarebbe IN MANO A SCIENTOLOGY
    «Il mondo è dominato da ebrei o alieni»
    La rivista «Wired» ha raccolto le più note tesi cospirazioniste, dall’11/9 allo sbarco sulla luna

    MILANO – L’uomo non è mai atterrato sulla Luna perché la missione fu una messinscena della Nasa, l’11 settembre è stato orchestrato dalla Casa Bianca e Lady D fu uccisa dagli 007 britannici per impedire che portasse a termine la gravidanza. La rivista Wired ha raccolto le più popolari teorie cospirazioniste e ha chiesto ai suoi lettori di votare le loro preferite, a prescindere dalla maggiore o minore credibilità. Ecco dunque la «top ten» della dietrologia.

    GOVERNO USA DIETRO L’11 SETTEMBRE – Secondo questa tesi, che ha riscosso un certo credito grazie a studi e documenti visivi arrivati anche in Italia, Al Qaeda sarebbe totalmente estranea ai terribili attentati alle Torri Gemelle del 2001. La «mente» dell’operazione sarebbe niente meno che la Casa Bianca o in alternativa la lobby ebraica. A conferma di questa tesi il documentario «Loose Change» sosteneva che non è stata trovata la carcassa dell’aereo schiantatosi contro il Pentagono e che il carburante non può polverizzare un Boeing 757.

    LA PRINCIPESSA DIANA FU UCCISA – Le voci cominciarono a rincorrersi subito dopo il fatale incidente nel tunnel dell’Alma, la notte del 31 agosto 1997 a Parigi. Tra le varianti, anche quella che simulò la morte per sfuggire all’assedio dei media o che la Casa Reale si sbarazzò di Lady D per impedirle di sposare il suo compagno musulmano. Per gli ultimi scenari, consultare il sito del padre di Dodi, Mohammed al Fayed.

    L’ALLUNAGGIO? UN MONTAGGIO TV – Secondo una delle versioni, lo scrittore di fantascienza Arthur Clarke ne scrisse la sceneggiatura. A sostegno di questa tesi, gli scettici citano alcune omissioni nella missione Apollo (la mancanza di trascrizioni o tabelle di marcia) o stranezze (curiose ombre rilevate nelle foto). La teoria però è in calo di credibilità: se nel 1970 un terzo degli intervistati ci credeva, oggi i «cospirazionisti» sono solo il 6 per cento.

    EBREI CONTROLLANO TUTTO – Da Hollywood a Wall Street. Una toeria secondo cui il mondo è in mano agli ebrei e si è dunque realizzato il disegno de «Il protocollo degli anziani di Sion» (un’opera che descrive un ipotetico piano per la conquista del dominio). Una tesi avallata dal fatto che nessun ebreo sarebbe morto nel crollo delle Torri Gemelle.

    HOLLYWOOD IN MANO A SCIENTOLOGY – A conferma, la lunga lista di attori, Tom Cruise in testa, che hanno abbracciato il culto. Figurano tra i seguaci John Travolta, Kirstie Alley, Jennifer Aspen, Anne Archer, Catherine Bell, Nancy Cartwright (voce originale di Bart Simpson), Erika Christensen, il musicista jazz Chick Corea, Placido Domingo Jr. (figlio del celebre cantante lirico), Jenna Elfman e suo marito Bodhi, Emilio Estevez, Isaac Hayes, Chaka Khan, il divo delle soap operas Eduardo Palomo (deceduto nel 2003) e sua moglie, Juliette Lewis, Priscilla Presley e Lisa Marie Presley, Kelly Preston, Leah Remini, Giovanni Ribisi, Mimi Rogers, Jerry Seinfeld e la giornalista Greta van Susteren.

    PAUL MCCARTNEY È MORTO – Nel 1969 l’ex Beatle morì e fu rimpiazzato da un sosia; e la prova sarebbe in una serie di indizi disseminati nelle canzoni e copertine dei Beatles.

    L’AIDS FU CREATO A TAVOLINO – Una teoria secondo cui il virus sarebbe stato prodotto in laboratorio per sterminare la popolazione gay e le minoranze. Dietro l’operazione ci sarebbero scienziati americani o russi al servizio dell’esercito o in alternativa la Cia.

    IL POLLO FRITTO PROVOCA STERILITÀ – Ma solo negli individui dalla pelle nera. È una delle teorie razziste più popolari del Ku-Klux-Klan.

    IL MONDO È GESTITO DA ALIENI – I seguaci di un ex reporter della Bbc, David Icke, sostengono che il mondo sia dominato dai membri di una razza aliena che ha sembianze umane, a cui appartengono – tanto per fare due esempi – George W. Bush e i Reali britannici.

    IL MONDO DOMINATO DA ILLUMINATI – L’ultima teoria è leggermente più «realistica»: il mondo sarebbe guidato dai membri di sette cabalistiche, come gli Illuminati, i Rosacroce o i Massoni.

    02 novembre 2007(modificato il: 04 novembre 2007)

    http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_02/wired_teorie_cospirazioniste.shtml

  116. Hugo Kolion detto

    Yolanda 2 :-)

    Mi basta mettere il link – che non ti ho permesso – a quel famoso sito antisemita per sbugiardarti:

    http://re.ilcannocchiale.it/?TAG=SIONISMO

    Interessante la parte destra in rosso, una staffilata di links tipo:

    REVISIONISMO STORICO
    BOICOTTA ISRAELE 1
    BOICOTTAISRAELE 2
    ISRAELE RAZZISTA DA LIBERO
    SCARICA PASQUE DI SANGUE IL LIBRO
    OLOCAUSTO LA STORIA IMBAVAGLIATA
    SOCIETA ITALIANA RICERCA STORICA
    LO STORICO CLAUDIO MOFFA
    OLOCAUSTOREVISIONATO
    OPERAZIONE COLOMBA

  117. Kolion,tu sei un forcaiolo,travestito da uomo colto.
    Lo sai benissimo,che ti ho postato la “lEGGE LEVI PRODI”, articolo,che tu hai rimosso immediatamente e di cui,non c’è più traccia nel tuo sito,infame almeno quanto te!

    Hai voluto censurarmi il commento,che conteneva quella notizia,non riuscivi a confrontarti con me e hai focalizzato il tutto,dove ca..o volevi!
    E comunque caro kolion,te lo ripeto,non tutti chiudono gli occhi,davanti alle vittime che Israele,sta compiendo,col pieno appoggio dell’Europa e l’America,verso il popolo palestinese,non si tratta di antisemitismo,semplicemente,si dice,no hai crimini commessi da chiunque,lo vuoi capire o no,ignorante.
    Tu sei il classico ipocrita,che per vivere bene,giustifica i crimini,messi in atto da Bush e company.
    Ma fortunatamente non siamo tutti come te.

    Sei peggio di chi ci governa,non ti fai scrupoli a manipolare,ma stai tranquillo,che tra un pò,ti darò una bella lezioncina,di come un italiana,sa sputtanare un antidemocratico CENSURATORE,come te,ma già te ne ho dato un assaggio,il bello dovrà ancora arrivare,visto che ti avevo detto di piantarla ma tu non riesci a vivere senza fare il forcaiolo,ma questo ti costerà molto caro.
    Mi hai scritto l’altra volta che ne uscirò,con le ossa rotte,ma Kolion,tu non mi conosci,mi sa tanto che piangerai,per un bel pò,te lo assicuro,non hai idea di come mi hai nauseata e continui a farlo,falso e bugiardo,tu sei della peggior razza che esista sul pianeta terra,esseri peggiori di te,non c’è ne sono.

    Un ultima cosa e poi per oggi,vado a godermi,la mia serata,col mio uomo,ma Kolion,sei andato via dall’Italia,sei stato in Svizzera,dici di avere due mentalità,ma tu non hai due mentalità,hai più personalità,uno che per ottenere ciò che vuole usa le persone come fai tu ha due personalità…

    Torni qui in Italia e sputtani,il popolo italiano,anzichè sputtanare chi ci schiavizza!
    A Kolion,ma non provi,neppure un minimo vergogna,per come sputi nel piatto dove mangi?
    Noi senza il tuo cervello,sopravviveremo allegramente,non venirtene fuori,con la scusa che facciamo scappare i migliori cervelli all’estero,vai pure Kolion,vai pure a sputtanare,un altro povero popolo che ti ospiterà,perchè tu non hai umiltà,dovunque andrai,ti sentirai superiore,ma quello che stai dimostrando,quando scrivi falsità,che poi vengono smentite dai miei commenti,che non hai CENSURATO,e quelli che trovi qui e altrove,è che sei un egocentrico,un esaltato,pronto sempre ad accusare qualcuno.

    Kolion,ma perchè poi,non controlli prima tu,dove prendi gli articoli e chi li scrive?
    Hai presente:

    Kolion,nel post:http://new-italy.net/i-falsi-profeti/beppe-grillo-condannato-per-omicidio-colposo-leader-dei-moralizzatori/
    Hai incollato,un articolo di un certo Hugo Fast,che secondo me potresti benissimo essere tu…

    E’ quello qui sotto:
    V-Day e Beppe Grillo: ecco perché sono perplesso
    di Hugo Fast – 4 settembre 2007

    Bene Kolion,questo tipo,ha un my space,ti do il link,ma lo saprai,perchè secondo me sei tu…

    http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=61077609

    Bene Kolion,leggi come si presenta il sig.Hugo Fast,in my space,leggi bene eh!

    Hugo Fast

    “Mi diverto a fare lo stronzo, ma non lo sono. Anzi, forse sì…”

    Uomo
    42 anni

    Italia

    Hugo Fast: parlo di me
    Chi sono:
    Principale profeta in Italia del “neo-cattivismo”, o semplicemente “cattivismo”, odio i buoni, i buonisti e le famiglie felici tipo Mulino Bianco. Quando vedo la gente ridere, mi chiedo ‘azzo c’hanno da ridere, che’ viviamo in un mondo che fa schifo… Forse si sono appena visti allo specchio? Amo la vita notturna, il nero, l’eleganza e le compagnie prestigiose. Io stesso sono soprannominato “Sua Prestigiosità”. Sono l’editor della rivista telematica Kondoria, una bomba di cattivismo, di lucidità, di musica electro e di commenti salaci, feroci, mendaci!

    Mi piacerebbe conoscere:
    Gente che mi paghi per essere insultata. Donne che mi supplichino e/o si strappino i capelli per me. Persone di contegno ed eleganza. Pazzi e creativi, ma con garbo.

    Kolion,per me sei tu,Hugo Fast,sesto senso,ho trovato parecchie cose che conducono a te,compreso il fatto,che rompi i Kolion…

    Kolion,se non sei tu,poco importa,ma se ti attacchi,ai link,dove prendo iogli articoli,faccio lo stesso,quindi?
    Cosa dimostri postando quello che si trova in quel sito?

    A te,Kolion,non deve interessare se io credo ai fantasmi,agli ufo,alle fate ai Kolion ecc. ecc.
    Tu non sei in grado di affrontare un confronto,tantè che anche una signora,nel blog di Guzzanti,oltre a Sergio,ti ha dato una lezioncina…

    Il bello è che poi attribuisci i tuoi difetti a me e a tutti gli italiani.
    Kolion,un consiglio,vai su un Isola deserta,cosi’almeno nessun essere umano disprezzerà più,il tuo amato cervello,per di più,ci lasceresti in pace,li internet non ci sarebbe.
    Dio mio questo si che sarebbe un mio sogno realizzato…

  118. Kolion,hai scritto due commenti uno dietro l’altro,non si fa!
    Poi,perchè non posti,il commento che mi hai censurato,lo ricordi?

    “Legge levi Prodi”,anzichè postare post che non c’entrano nulla?
    Non è distorcere la realtà!

    Povero Kolion,povero pazzo.

    Infame questi,non li ho postati:

    Novembre 14, 2007 a 7:31 pm
    YOLANDA

    e HOLLYWOOD sarebbe IN MANO A SCIENTOLOGY
    «Il mondo è dominato da ebrei o alieni»
    La rivista «Wired» ha raccolto le più note tesi cospirazioniste, dall’11/9 allo sbarco sulla luna

    MILANO – L’uomo non è mai atterrato sulla Luna perché la missione fu una messinscena della Nasa, l’11 settembre è stato orchestrato dalla Casa Bianca e Lady D fu uccisa dagli 007 britannici per impedire che portasse a termine la gravidanza. La rivista Wired ha raccolto le più popolari teorie cospirazioniste e ha chiesto ai suoi lettori di votare le loro preferite, a prescindere dalla maggiore o minore credibilità. Ecco dunque la «top ten» della dietrologia.

    GOVERNO USA DIETRO L’11 SETTEMBRE – Secondo questa tesi, che ha riscosso un certo credito grazie a studi e documenti visivi arrivati anche in Italia, Al Qaeda sarebbe totalmente estranea ai terribili attentati alle Torri Gemelle del 2001. La «mente» dell’operazione sarebbe niente meno che la Casa Bianca o in alternativa la lobby ebraica. A conferma di questa tesi il documentario «Loose Change» sosteneva che non è stata trovata la carcassa dell’aereo schiantatosi contro il Pentagono e che il carburante non può polverizzare un Boeing 757.

    LA PRINCIPESSA DIANA FU UCCISA – Le voci cominciarono a rincorrersi subito dopo il fatale incidente nel tunnel dell’Alma, la notte del 31 agosto 1997 a Parigi. Tra le varianti, anche quella che simulò la morte per sfuggire all’assedio dei media o che la Casa Reale si sbarazzò di Lady D per impedirle di sposare il suo compagno musulmano. Per gli ultimi scenari, consultare il sito del padre di Dodi, Mohammed al Fayed.

    L’ALLUNAGGIO? UN MONTAGGIO TV – Secondo una delle versioni, lo scrittore di fantascienza Arthur Clarke ne scrisse la sceneggiatura. A sostegno di questa tesi, gli scettici citano alcune omissioni nella missione Apollo (la mancanza di trascrizioni o tabelle di marcia) o stranezze (curiose ombre rilevate nelle foto). La teoria però è in calo di credibilità: se nel 1970 un terzo degli intervistati ci credeva, oggi i «cospirazionisti» sono solo il 6 per cento.

    EBREI CONTROLLANO TUTTO – Da Hollywood a Wall Street. Una toeria secondo cui il mondo è in mano agli ebrei e si è dunque realizzato il disegno de «Il protocollo degli anziani di Sion» (un’opera che descrive un ipotetico piano per la conquista del dominio). Una tesi avallata dal fatto che nessun ebreo sarebbe morto nel crollo delle Torri Gemelle.

    HOLLYWOOD IN MANO A SCIENTOLOGY – A conferma, la lunga lista di attori, Tom Cruise in testa, che hanno abbracciato il culto. Figurano tra i seguaci John Travolta, Kirstie Alley, Jennifer Aspen, Anne Archer, Catherine Bell, Nancy Cartwright (voce originale di Bart Simpson), Erika Christensen, il musicista jazz Chick Corea, Placido Domingo Jr. (figlio del celebre cantante lirico), Jenna Elfman e suo marito Bodhi, Emilio Estevez, Isaac Hayes, Chaka Khan, il divo delle soap operas Eduardo Palomo (deceduto nel 2003) e sua moglie, Juliette Lewis, Priscilla Presley e Lisa Marie Presley, Kelly Preston, Leah Remini, Giovanni Ribisi, Mimi Rogers, Jerry Seinfeld e la giornalista Greta van Susteren.

    PAUL MCCARTNEY È MORTO – Nel 1969 l’ex Beatle morì e fu rimpiazzato da un sosia; e la prova sarebbe in una serie di indizi disseminati nelle canzoni e copertine dei Beatles.

    L’AIDS FU CREATO A TAVOLINO – Una teoria secondo cui il virus sarebbe stato prodotto in laboratorio per sterminare la popolazione gay e le minoranze. Dietro l’operazione ci sarebbero scienziati americani o russi al servizio dell’esercito o in alternativa la Cia.

    IL POLLO FRITTO PROVOCA STERILITÀ – Ma solo negli individui dalla pelle nera. È una delle teorie razziste più popolari del Ku-Klux-Klan.

    IL MONDO È GESTITO DA ALIENI – I seguaci di un ex reporter della Bbc, David Icke, sostengono che il mondo sia dominato dai membri di una razza aliena che ha sembianze umane, a cui appartengono – tanto per fare due esempi – George W. Bush e i Reali britannici.

    IL MONDO DOMINATO DA ILLUMINATI – L’ultima teoria è leggermente più «realistica»: il mondo sarebbe guidato dai membri di sette cabalistiche, come gli Illuminati, i Rosacroce o i Massoni.

    02 novembre 2007(modificato il: 04 novembre 2007)

    Mi basta mettere il link – che non ti ho permesso – a quel famoso sito antisemita per sbugiardarti:

    http://re.ilcannocchiale.it/?TAG=SIONISMO

    Interessante la parte destra in rosso, una staffilata di links tipo:

    REVISIONISMO STORICO
    BOICOTTA ISRAELE 1
    BOICOTTAISRAELE 2
    ISRAELE RAZZISTA DA LIBERO
    SCARICA PASQUE DI SANGUE IL LIBRO
    OLOCAUSTO LA STORIA IMBAVAGLIATA
    SOCIETA ITALIANA RICERCA STORICA
    LO STORICO CLAUDIO MOFFA
    OLOCAUSTOREVISIONATO
    OPERAZIONE COLOMBA

    Kolion infame questi li hai postati tu qui,ma nel tuo sito,non li trovi,in quanto non li ho mai postati,quello che ho postato io era questo,ma c’era anche l’articolo che hai rimosso dicendo che lo spostavi in “Grazie America”,ma sei sempre più falso,perchè non c’è neppure li.

    Kolion,io ho postato questo:
    Yolanda scrive:
    20 Ottobre 2007 alle 23:45
    Ciao Yolanda

    COME PROMESSO, ULTIMO RAGGRUPPO DEI TUOI COMMENTI INCLUSO I DUE LINKS, POI COME DETTO, NIENTE PIÙ COMMENTI:

    Yolanda – 20.10.2007 alle 23:45
    LEGGE LEVI-PRODI-
    fonte-http://re.ilcannocchiale.it/?TAG=LEVI

    CENSURA-IL GOVERNO RIFORMA L’EDITORIA SUL WEB-FORSE BUROCRAZIA E TASSE ANCHE PER I BLOG

    (IL CONTENUTO DELL’ARTICOLO L’HO TOLTO, VISTO CHE L’ARGOMENTO VIENE TRATTATO NELLA STANZA “GRAZIE AMERICA”).

    Te l’ho detto puoi manipolare quanto vuoi,ma ci sono le prove di quanto affermo.
    Tranquillo Kolion,i grillini e lo stesso Grillo,saranno contenti,quando sapranno che CENSURI peggio che sul blog di Grillo,tra non molto avrai la sorpresa,manca poco.

  119. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda

    Tutto è pertito da questo tuo commento sul mio sito, dove avevi messo il link al sito antisemita

    http://new-italy.net/i-falsi-profeti/allarme-ciarlatani-o-in-italia-ci-sono-solo-troppi-creduloni/#comment-320

    e dove io poi ti avevo aggiunto in maiuscolo:

    Yolanda – 20.10.2007 alle 19:25
    IL DISCORSO LEGGE LEVI-PRODI, LO PASSO NELLA STANZA “GRAZIE AMERICA”, VISTO CHE GINO L’HA APPENA MENZIONATO. INOLTRE, TI PREGHEREI DI NON METTER LINKS DI SITI OVE SI PRATICA L’ANTISEMITISMO. HUGO

    Tu poi mi hai risposto (la parte maiuscola è sempre mia):

    Yolanda scrive:
    20 Ottobre 2007 alle 20:13
    Iio ti ho messo il link dove si pratica l’antisemitismo? E quali sarebbero?

    Hugo veramente, non mi risulta, cose del genere non ne ho mai postate, se ti fa piacere dire cavolate, per non postare i link, inventane un altra. Vedo che segui, la scia del Grillo, quindi, non posterò più, proprio come ho fatto con lui, perchè anche tu censuri. Buona fortuna.

    PS: YOLANDA, HAI MESSO UN LINK LEGGE LEVI-PRODI DI QUESTO SITO: HTTP://RE.ILCANNOCCHIALE.IT/. PRIMA DI ACCUSARE ME VA QUINDI A CONTROLLARE SE CIÒ CHE DICO CORRISPONDE AL VERO O NO. CIAO HUGO.

    ==

    E dopo Yolanda, dopo questo breve scambio, dove hai negato l’evidente, cioè l’aver messo il link al sito antisemita (dai contenuti come ho postato Novembre 14, 2007 a 7:34 pm qui sopra), è partita la tua campagna di callunnia nei miei confronti! E infatti scrivi già di Grillo e censura, poi andrai oltre e infatti oggi – dopo un ottantina di commenti da me e qualche dozzina in altri siti – sei arrivata fin qui.

    Ma non è tutto: oltre che bugiarda sei anche razzista! La storia di Hugo Fast si collega poi al tuo operare pieno di menzogne, usi la calunnia perché piena di cattiveria e odio. Il resto ti viene perché afflitta da deficit culturale, oltre che da una stupidità proverbiale:

    Le leggi fondamentali della stupidità
    tratto da Allegro ma non troppo
    di Carlo M. Cipolla

    “Come è implicito nella Terza Legge Fondamentale, una creatura stupida vi perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e impensabili. Non vi è alcun modo razionale per prevedere se, quando, come e perché, una creatura stupida porterà avanti il suo attacco. Di fronte ad un individuo stupido, si è completamente alla sua mercé. Poiché le azioni di una persona stupida non sono conformi alle regole della razionalità, ne consegue che:

    a) generalmente si viene colti di sorpresa dall’attacco;

    b) anche quando si acquista consapevolezza dell’attacco, non si riesce ad organizzare una difesa razionale, perché l’attacco, in se stesso, è sprovvisto di una qualsiasi struttura razionale.

    Il fatto che l’attività e di movimenti di una creatura stupida siano assolutamente erratici ed irrazionali, non solo rende la difesa problematica, ma rende anche estremamente difficile qualunque contrattacco – come cercare di sparare ad un oggetto capace dei più improbabili e inimmaginabili movimenti. Questo è ciò che Dickens e Schiller avevano in mente quando l’uno affermò che “con la stupidità e la buona digestione l’uomo può affrontare molte cose” e l’altro che “contro la stupidità gli stessi Dei combattono invano”.

    Occorre tener conto anche di un’altra circostanza. La persona intelligente sa di essere intelligente. Il bandito è cosciente di essere un bandito. Lo sprovveduto è penosamente pervaso dal senso della propria sprovvedutezza. Al contrario di tutti questi personaggi, lo stupido non sa di essere stupido. Ciò contribuisce potentemente a dare maggior forza, incidenza ed efficacia alla sua azione devastatrice. Lo stupido non è inibito da quel sentimento che gli anglosassoni chiamano self-consciousness. Col sorriso sulle labbra, come se compisse la cosa più naturale del mondo, lo stupido comparirà improvvisamente a scatafasciare i tuoi piani, distruggere la tua pace, complicarti la vita ed il lavoro, farti perdere denaro, tempo, buonumore, appetito, produttività – e tutto questo senza malizia, senza rimorso, e senza ragione”.

    ==

    E di fatto Yolanda, sei partita con la tua prima menzogna da quel famoso commento, il resto è poi storia folle, l’arrampicarsi sulla stupidità più assurda, una staffilata di accuse aberranti e la dimostrazione che l’essere umano stracolmo di pregiudizi può solo distruggere …

    Ripeto: sei una bruttissima persona!

  120. Kolion tu CENSURI

  121. Hugo Kolion detto

    No Yolanda, chiunque in una democrazia non ti avrebbe permesso l’antisemitismo aperto !

    Ma c’è anche il programma Yolanda parte 2:

    Ieri sono andato sul tuo sito, ed ho postato – ore 20.01 e 20.19 – due commenti che però non sono apparsi per niente !

    Ma non è tutto, oggi trovo un’aggiunta nel post antecedente al mio che non è apparso:

    Comment daYolanda
    Ora: 14 Novembre 2007, 18:46

    Prima c’era solo:

    Ciao Jim,grazie a te.

    Dopo i miei due posts non apparsi invece con l’aggiunta:

    Ciao Jim,grazie a te.

    Volevo solo avvisarvi che questi post,li ho scritti,solo per dire la mia sulle accuse rivolte dal Kolion,ma non lascerò aperti i commenti,perchè,non ho tempo di approvarli,ma non ci sarà,neppure bisogno,visto che non ho intenzione di sprecare il mio tempo,ad azzuffarmi,con un Kolion,che sul suo sito,non mi ha permesso di postare.

    Quindi Kolion,se passi da queste parti,ti saluto.

    ==

    Ma tu guarda un po’ Yolanda la buona, l’aggiunta che hai messo dice tutto :-)

    Perciò Yolanda = bugiarda e infame, come da me sempre sostenuto. Sei di una falsità incredibile. Prova a negare anche questo fatto che faccio subito a fornire le foto che ho fatto del tuo sito.

    Come vedi Yolanda, le bugie hanno le gambe corte :-)

  122. Kolion,ma ti pare,che tu non mi lasci postare nel tuo sito,mi CENSURI e io adesso,dovrei darti la possibilità,di rompermi i Kolion,sul mio?
    Ma allora hai veramente bisogno di cure,io ho postato quei commenti per dire la mia a Jim,ma come avrai notato,ho visto che mi ha dato conferma di averlo letto e ho disattivato i commenti,il perchè,lo hai riportato anche qui:

    Ciao Jim,grazie a te.

    Volevo solo avvisarvi che questi post,li ho scritti,solo per dire la mia sulle accuse rivolte dal Kolion,ma non lascerò aperti i commenti,perchè,non ho tempo di approvarli,ma non ci sarà,neppure bisogno,visto che non ho intenzione di sprecare il mio tempo,ad azzuffarmi,con un Kolion,che sul suo sito,non mi ha permesso di postare.

    Quindi Kolion,se passi da queste parti,ti saluto.

    Kolion,anche tu sul tuo sito hai disattivato,su dei post i commenti,ma un conto,è disattivare i commenti,un conto,è censurarli.
    A te non deve fregare se io ho aggiunto dopo,il fatto che non posso stare dietro,al mio blog,non avendo il tempo di approvare i commenti,sta di fatto che ti avrei comunque censurato,visto che sul tuo mi hai sempre CENSURATA,quando i miei commenti,ti smentivano.

    Quindi Kolion,hai poco da accusare,ma sopratutto,a quasi 50 anni,non hai niente altro da fare,che stare a rompere i Kolion a tutti quelli che incontri in rete?
    E trovati un altro passatempo,su.
    Ti saluto Kolion…

  123. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda, le tue parole:

    “A TE NON DEVE FREGARE SE IO HO AGGIUNTO DOPO IL FATTO CHE NON POSSO STARE DIETRO AL MIO BLOG NON AVENDO IL TEMPO DI APPROVARE I COMMENTI STA DI FATTO CHE TI AVREI COMUNQUE CENSURATO VISTO CHE SUL TUO MI HAI SEMPRE CENSURATA QUANDO I MIEI COMMENTI TI SMENTIVANO …”

    Ma cara Yolanda “sincera”, “onesta” e “buona” …

    a) PRIMA SBUGIARDATA: un’ottantina (80 !) di posts tuoi – inclusi tutti gli insulti – sul mio sito dopo il fatto del link antisemita, mentre di miei sul tuo sito ZERO ! Bada bene 80:0 = giustizia Yolanda !

    b) SECONDA SBUGIARDATA: ti reputi una sorta di Maria Immacolata e Madre Teresa di Calcutta oltre che LUME DELLA PATRIA, ma poi manipoli – in un secondo tempo – un tuo post antecedente al mio – aggiungendo una parte di testo – solo per poi giustificare una tua CENSURA ! Bada bene che il manipolatore poi sono io !

    Ma gioia :-) tutta robetta che il sottoscritto non ha mai fatto, alla prova di ciò che dico tutto quel malloppo – un’ottantina (80 !) di posts – che mi hai lasciato sul mio sito … mentre alla prova di ciò che dici tu FINORA solo una immensa montagna di menzogne ma ZERO commenti miei !

    E ti credo che vai mano in mano con i tuoi maestri Grillo e Moore :-)

    PS: ci sono cinque grandi tipologie di bugie, e due fanno il tuo caso: quella strumentale, per danneggiare qualcuno e quella patologica quando le bugie diventano continue, quando si inizia a confondere la realtà con la finzione, fino a sfociare nella mitomania …

  124. Kolion,tu CENSURI,questo non puoi negarlo e poi megli 100 Grillo e 100 Moore,piuttosto che avere in giro un forcaiolo che sputa continuamente,nel piatto dove mangia,te capi’?
    Te lo ripeto,Grillo censura,ma fa qualcosa per migliorare la situazione.
    Moore,non lo conosco bene,ma te sei ossessionato…
    Per quel poco che so di Moore,anche lui,fa qualcosa per migliorare,tu non fai e non farai,mai nulla per migliorare nulla,perchè sei troppo preso a rompere i Kolion a chiunque ti dia un pò di spago,ti attacchi peggio di una sanguisuga….
    Kolion,te lo ripeto,trovati un passatempo,se ci riesci,altrimenti vai su un isoletta deserta.
    Ti saluto Kolion.

    Ps.Ricorda queste parole,ti censurerei comunque,anche se lasciassi aperti i commenti,te capi’?
    Lo capisci l’italiano?
    Io non ti porgo l’altra guancia,mi CENSURI?
    Ti CENSURO,te capi’ Kolion?

  125. Hugo Kolion detto

    Certo Yolanda che ho capito, Grillo e Moore fanno qualcosa per migliorare la situazione, la loro !

    Ovviamente grazie alla pigrizia mentale di certi presunti lumi come te :-)

    Per il resto Yolanda, sanno piuttosto – anche qui come te – cosa distruggere !
    Perché vedi, ne tu ne un Grillo tornate utili alla democrazia e nemmeno al paese, perché sparate e sprizzate solo odio da tutti i pori !

    Grillo però lo capisco, si riempie le tasche, ma tu?

    E qui mi chiedo se sei solo una serva al servizio dell’industria della coscienza, o se sei anche schiava di quella tua indole che ti impone sempre e comunque un comportamento tipico da bullo, simile a quello di quei manigoldi che in quella scuola se la sono presa con il ragazzo down !

    I sintomi ci sono tutti, hai anche la padronanza della menzogna dalla tua, inoltre sei razzista … direi che in circostanze diverse saresti uno di quei gregari del regime di turno, e qui non importa nemmeno il colore, perché una volta libera di fare saresti capace di tutto !

    Quindi fa un po’ tu chi sputa nel piatto della nostra società democratica !

    Per quello che mi riguarda ho la fortuna di vivere in una delle più belle regioni del Bel Paese, in mezzo a della gente al top del comportamento rispettoso, quindi molto lontana da certi tuoi atteggiamenti. Perciò credo di poterti dire che con “noi italiani” intendevi quella minoranza prepotente e complessata, che da sempre si distingue in quanto irrispettosa !

    No Yolanda, la maggioranza degli italiani non è di certo come te, ed è per questo che sei nera di rabbia ! Inoltre, per concludere qualche parola su Israele: sei mai riuscita a chiederti perché è un oasi democratica nel bel mezzo del deserto totalitario? Non ti sei mai chiesta perché ti identifichi più con i nemici della democrazia?

    Per me la risposta è semplice, avete tratti comuni, buon sangue non mente :-)

    Dimenticavo: salutami il barbuto iraniano, anche lui negazionista dell’Olocausto oltre che amico del Grullo !

  126. Kolion,povero folle,ma non ti accorgi nemmeno che chi sprizza solo odio da tutti i pori,sei tu?
    Continua pure a sparare le tue sentenze,cmq,chi leggerà i tuoi commenti,non farà altro che pensarla come me,non mi dilungo,non devo difendermi dalle tue accuse,non sono come mi descrivi,chiunque leggerà i miei commenti,sia qui che nel tuo sito,si renderà conto,che sei folle.
    Ma non ti stanchi mai di rompere i Kolion e fatti una vita tua,non ronzare come una zanzara fastidiosa…
    Io sto da Dio,Kolion,tu pittosto sei un caso veramente da curare.
    Adesso fammi un favore evita di rivolgerti ancora alla sottoscritta,cerca qualcun’altro…
    Addio Kolion,ho già sprecato troppo tempo,con te…

  127. Hugo Kolion detto

    Certo Yolanda, ma i numeri prevalentemente negativi del nostro paese sono fatti anche da gente come te !

    Un po’ di matematica:

    Ma chi – NUMERI ALLA MANO – non ammette l’evidenza può reputarsi onesto?
    Ma senza onestà si può diventare primi senza barare?

    Direi di no. E infatti laddove si bara siamo quasi sempre tra i primi !
    Quindi Yolanda, essendo tu DISONESTA hai dovuto barare, e l’hai dimostrato !

    Hai fatto di tutto, e non sei l’unica, sono milioni a farlo !

    ==

    Il tutto in prevalenza per evitare o rimandare ciò che prima o poi si evidenzierà come un affermazione dell’assurdo, perché nessun contorcimento potrà mai trasformare questa affermazione in una cosa vera, visto che è il contrario di quello che si deve dimostrare.

    Anomalia italiana, l’illusione incrollabile di sapere
    http://new-italy.net/malcostume/anomalia-italiana-l-illusione-incrollabile-di-sapere/

    “Il soggetto per localizzare e poi eliminare a fondo un problema, un effetto causato, dovrà di conseguenza recarsi a monte in cerca della sorgente, la causa. Dopodiché avrà una sola scelta reale senza via d’uscita: rimuovere o no la causa del problema. Tutto sta quindi in una sua volontà nel volere intraprendere o no lo sforzo dovuto per rimuovere la causa che ha generato il problema. Minore è lo sforzo intrapreso e meno riuscirà nel suo intento. L’esito dipenderà perciò da una sua personale scelta tra fatica e pigrizia nonché dal non avere una grave menomazione tale da non essere in condizione di agire in questo senso. Non vi sono quindi altri motivi validi per un mancato adempimento del dovere”.

    ==

    “È impossibile che la stessa cosa convenga e insieme non convenga a una stessa cosa e per il medesimo rispetto (e si aggiungano tutte le determinazioni opportune, affinché siano evitate difficoltà di indole discorsiva)”. Infatti è impossibile che uno stesso creda, ad un tempo, che la stessa cosa sia e non sia. Evidentemente, con un tale interlocutore, uno che nega il principio di non contraddizione, non si può discutere di nulla, perché è lui a non dir nulla: non dice che le cose stanno così o non così, ma che stanno così e insieme non così, e poi, negando daccapo questi due asserti, che non stanno né così né non così …

    Aristotele, Il principio di non contraddizione (Traduzione di Emanuele Severino).

    Forse Aristotele dice una cosa semplice in modo complicato. O forse non siamo più abituati noi a ragionare di queste cose. Ma non è forse vero che una delle principali vittime del nostro tempo è il principio di non contraddizione? E non sarà forse per questo motivo, unito ad una crescente mancanza di sincerità ed eccesso di paura e insicurezza, che non si riesce più a discutere di nulla?

    ==

    COME VEDI YOLANDA, LA COSA È MATEMATICA :-)

    QUINDI: SE NON SEI DISONESTA ALLORA HAI UNA MENOMAZIONE, ALTRESÌ L’ELOGIO DELL’ASSURDO IL CHE EQUIVALE ALLA VIOLENZA !

    A te la scelta :-)

    PS: ovviamente solo se riesci a capire un minimo di ciò che è stato appena esposto, ma ho dei seri dubbi visto i tuoi precedenti.

  128. Hugo Kolion detto

    Ragazzi, vi segnalo:

    Animal killer: i reati contro gli animali in Italia …
    http://new-italy.net/the-dark-side/animal-killer-reati-contro-animali-italia/

    Questo primo rapporto annuale sui reati contro gli animali in Italia è – come era prevedibile – una galleria degli orrori. Analizzato nell’insieme, il quadro che emerge è fatto di innumerevoli dettagli in grado di fotografare la ferocia umana nei confronti degli animali. Di tutti gli animali. Da questo rapporto appare evidente – ed è il primo elemento di rilievo – che a subire la violenza umana non sono solo i cani e i gatti. Anzi. Esiste – secondo elemento di rilievo – una precisa scala gerarchica delle violenze: nella percezione dell’uomo, infatti, la violenza contro gli animali domestici appare grave; meno grave sembra invece quella contro gli altri animali, compresi i selvatici …

    Inoltre:

    L’Italia è al primo posto, tra i Paesi europei, nel praticare quella ignobile attività chiamata «turismo sessuale» a discapito soprattutto di bambine (e bambini) …

    http://new-italy.net/the-dark-side/italiano-turismo-sessuale-bambini/

  129. sgudvu detto

    avril lavigne sexy pics

  130. Hugo Kolion detto

    NEWS :-)

    Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia …

    Devo andare via, ma torno torno stai pure tranquillo che ti perseguiterò fino a che ti leverai dai coglioni … Yolanda – Ott 21, 3:22 PM …

    I falsi sono ovunque, tra le pareti di una casa, di una chiesa o di un partito politico, tutti pronti a colpire alle spalle, se qualcuno gli promette benessere, oppure lo minaccia di molestie se non collabora. I persecutori sono sospinti dalla forza che si riconoscono, e si sentono nel pieno dei loro diritti, ignorando le leggi, i diritti altrui, e la buona educazione. Ma la persecuzione rappresenta proprio il limite e la debolezza dei suoi autori, perché dimostra che non possono convincere con la ragione, o non sanno farlo …

    E così la nostra Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia ha confermato a pieno titolo di essere una persona falsa, bugiarda oltre che razzista ! Ha fatto di tutto, è arrivata sul mio sito e ha scempiato di proposito le due stanze “Grazie America” e “Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?”, postando inoltre un link ad un sito dal contenuto antisemita che io poi ho tolto. Un sito per altro, dal quale ha riportato sul suo sito personale alcuni articoli !

    http://new-italy.net/calunnia/yolanda-mondo-help-alias-iolanda-baccelliere.html

  131. kolion,ALIAS il VENDUTO,il SERVO,SCHIAVO dei MASSONI…. che dire,grazie per la pubblicità,che stai facendo al mio space.
    Per il resto,te l’ho detto chiaro e tondo,che visto che mi CENSURI,faccio lo stesso con te,quindi,non dimostri proprio nulla,ah!ah!ah!
    Non ho letto nulla di ciò che hai postato,sulla sottoscritta,perchè so già tutto quello che ti ho scritto,compreso gli insulti che ti ho già detto più volte,tu hai postato con l’inganno,ma te ne sono grata e ti ripeto,che quegli insulti te li riscriverei tutti,anzi ne aggiungerei altri.
    Cmq,non pensare che con questa tua ultima pagliacciata,ricomincerò a discutere con te.
    Non ho tempo da perdere con uno psicopatico,pieno di rancore verso il mio popolo,che sputa veleno peggio di un serpente velenoso,della peggior specie.
    Grazie ancora, Kolion eri,Kolion sei e Kolion,purtroppo per te rimarrai.
    Addio.
    Ps.Io sto tranquilla,sei tu che hai sputtanato Grillo ed hai messo in atto la CENSURA a tua volta.
    Ah!Hai visto che bomba Grillo a Strasburgo?
    Lui si che ha le palle,non tu…
    Addiooooooo!

  132. Antisemita non solo chi critica Sharon (antisionismo) ma chi critica Bush e Condoleeza Rice.

    ..> fonte-http://smart.tin.it/rancinis/FIAMMA.html

    Fulvio Damiani intervista Fiamma Nirenstein

    Premio Fregene (foto sotto)

    “L’Abbandono” di Fiamma Nirenstein, riconoscimento per il giornalismo, descrive la natura del conflitto tra israeliani palestinesi visto e raccontato da una cronista di origine ebraica. Roma, 20 luglio 2002

    http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=28610&doc=si

    ——————————————————————————–

    FIAMMA NIRENSTEIN, ANTISEMITA PRETERINTENZIONALE

    ..> ..> di Maurizio Blondet

    lunedì, 20 dicembre 2004

    Polizia del pensiero al lavoro: gli oppressori si presentano come oppressi

    Ha fatto il giro del mondo la foto del palestinese che ha dovuto suonare il violino al posto di blocco israeliano. Bene: ora sappiamo che chi ha diffuso questa foto, o l’ha anche solo guardata, è un antisemita. I giornali (antisemiti) non hanno detto tutto: “il palestinese ha suonato di sua spontanea volontà”.
    Dobbiamo la rivelazione a Fiamma Nirenstein, corrispondente da Israele per La Stampa. L’ha fatto al convegno “Antisemitismo – minaccia per la democrazia” organizzato a Roma dal Ministero degli Esteri di Fini, dal Foglio di Wolfowitz-Ferrara e dall’Anti-Defamation League. Il convegno non ha avuto solo lo scopo di smascherare gli antisemiti annidati nei media, ma di prepararsi a processarli per delitto di pensiero (“psicoreato”, in neolingua orwelliana). Il convegno romano infatti è parte di una vasta operazione di lobby, promossa dal governo Sharon, per far tacere in Europa ogni critica al suo modus operandi. In Francia è in corso un’iniziativa del genere, che sboccherà in un nuovo corpo di psico-polizia, la Direzione Centrale per la lotta all’Antisemitismo.

    In Italia, si vuol far passare una legge che renda reato l’ “antisemitismo”, ma soprattutto che la definizione di antisemitismo perseguibile sia la più ampia possibile. Come ha sancito il compagno Ferrara, “antisemitismo diventa antisionismo e si collega all’antiamericanismo”. Dunque è antisemita non solo chi critica Sharon (antisionismo) ma chi critica Bush e Condoleeza Rice. Ferrara ha persino ravvisato il reato di “antisemitismo preterintenzionale”, che può essere commesso da ebrei come il direttore di Haaretz, quando dice la verità. Punibile con il carcere. E presto, quando Israele sarà ammessa nell’Unione Europea, chiunque appaia antisemita a Fiamma Nirenstein, sarà estradabile a Tel Aviv per esservi giudicato.

    Ma per fortuna la legge sui cattivi pensieri non c’è ancora. Sicché ci affrettiamo a dare alcune notizie che non potrete più leggere in futuro. Sui violinisti che suonano “di loro spontanea volontà” davanti a mitra spianati. Anche l’orchestrina di Auschwitz suonava di sua volontà: allungava la vita, conveniva.
    Su Fiamma Nirenstein: ha sposato un colonnello dell’esercito israeliano. Ciò ne fa la giornalista più equanime e oggettiva sul conflitto israelo-palestinese? Oppure si è macchiata di antisemitismo preterintenzionale, facendo tanto soffrire un povero ebreo? Sulla Anti-Defamation League, che ha avuto per la sua campagna l’alto patronato del Ministero degli Esteri (onorevole Gianfranco Fini): trattasi di una entità americana filiata dal B’nai B’rith, la Massoneria riservata agli ebrei. Si può dire? E’ antisemita dirlo?

    Da quando è al governo Sharon, 600 mila cittadini israeliani hanno votato coi piedi, fuggendo dalla “terra promessa” per tornare alle loro case (quelle vere) in Usa ed Europa. Se ne vanno al ritmo di 12.500 al mese. Insomma, Israele ha perso il 10 per cento della popolazione: e non devono essere proprio tutti antisemiti. E’ per bloccare questo genere di notizie che Sharon cerca di penalizzare l’antisemitismo nell’accezione più vasta possibile.
    Il 12 dicembre scorso è morta Ranya Siyam, bambina palestinese di 7 anni. Mentre era a tavola coi suoi, l’ha uccisa un cecchino israeliano che ha mirato alla testa. Questo genere di notizie sta per essere vietato: antisemitismo. L’informazione corretta, autorizzata dal colonnello Nirenstein, è: la bambina è morta di sua spontanea volontà. Del resto, era già di salute cagionevole.

    Novembre scorso: i contadini di Jayyous, villaggio palestinese di 3 mila abitanti, si sono visti confiscare (senza compenso) i loro campicelli. La terra, circa 200 ettari, andrà a ingrossare l’insediamento ebraico illegale di Zufim, e ospiterà 80 nuove “unità abitative” israeliane. I coloni di Zufim, fanatici ebrei, hanno sradicato anche 117 ulivi dei palestinesi. Pur encourager les autre. Attenzione: chi ha letto questa notizia è un antisemita. Passibile di incarcerazione preventiva e di estradizione, sotto mandato di cattura europeo, in Israele o in Turchia. Per non incorrere nel reato, la notizia va corretta nel modo seguente: il primo ministro generale Ariel Sharon sta smantellando gli insediamenti illegali ebraici dai territori occupati.

    Maurizio Blondet
    Fonte: http://www.effedieffe.com/

    ..>

    ——————————————————————————–
    http://www.aljazira.it/index.php?option=content&task=view&id=376&Itemid=

    Intervista a Maurizio Blondet
    Marcello Pamio – 5 dicembre 2004

    Il giornalista e scrittore Maurizio Blondet ci ha rilasciato una intervista telefonica che abbiamo mandato in diretta radio sull’emittente locale del Veneto, Radio Gamma 5 (94,00 MHz). Pubblichiamo un estratto di tale intervista.

    ——-

    D: Si parla sempre più spesso di tecnologie in grado di intercettare fax, cellulari, e perfino e-mail. Addirittura di satelliti militari in grado di fotografare qualunque cosa, eppure, il pericolo numero uno al mondo non si trova.
    Ma che fine ha fatto Osama bin Laden, e a chi giova la sua esistenza e i suoi videoproclami?
    R: E’ abbastanza evidente: Bin Laden era un agente della CIA almeno fino al 1999 ed è sospettato di aver fatto uccidere (su richiesta della stessa CIA) in agosto del 2001 (quindi un mese prima dell’11 settembre) il generale afgano Mossud, che poteva unificare l’Afghanistan. Quindi è probabile che lui sia tuttora un uomo che lavora per i servizi segreti americani, fingendo di essere loro nemico.
    Oramai Bin Laden manda solo delle videocassette, e da due anni non ha fatto una sola telefonata con il satellitare, perché qualunque tipo di conversazione, di comunicazione, oggi può essere controllata. Addirittura qualunque movimento finanziario. Gli americani hanno un software, che si chiama Promis, che serve appunto a controllare ogni tipo di movimento finanziario sospetto e anche non sospetto. Loro negano di usarlo, ma in realtà, visto che ce l’hanno, non si capisce perché non dovrebbero usarlo.
    E allora Bin Laden come fa a comandare al-Qaeda senza nessun tipo di comunicazione?
    Nel mio libro: “Osama bin Mossad” ho fatto un’ipotesi che alla fine – magari tra una quindicina di anni di guerre – vedrà Osama come il Grande Califfo della Mecca, in una Arabia Saudita divisa in due parti: quella petrolifera e democratica (come l’Iraq!) e l’altra della Mecca, intoccabile luogo santo.
    Oggi, i suoi videoproclami, hanno l’obiettivo di mantenere vivo questo senso di terrore. Il libro che spiega tutto è “1984″ di George Orwell, dove si racconta di una guerra che forse non esiste nemmeno, che però tiene tutta la popolazione sotto l’impero del terrore e rende necessario un governo autoritario, la gestione segreta dello Stato, ecc. ecc.
    Andrebbe però riletto attentamente, perché lo abbiamo sempre fatto come la metafora dell’impero sovietico, ma adesso sta diventando la metafora dell’impero di Bush!

    D: Nel suo libro, “11 settembre: colpo di stato in USA” lei parla di un vero e proprio colpo di stato interno all’America, portandone le prove. Da quel giorno il mantra ripetuto continuamente dai media è che “il mondo non è più lo stesso”. Quel colpo di stato, cosa effettivamente ha cambiato?
    R: Se nel 1997 vi avessero detto che l’America aveva delle basi militari permanenti in Afghanistan, in Azerbaijan, in Georgia (cioè nel cortile di casa della Russia), avremmo detto che erano pazzi. Invece proprio nel 1997 esce il libro di Zbigniew Brzezinski (Consigliere della Sicurezza Nazionale, uomo della Commissione Trilaterale e del CFR), dal titolo: “La grande Scacchiera”, nel quale dice esattamente quello che sta avvenendo oggi. Per esempio che l’America deve comprare quella zona dell’Asia Centrale (di influenza russa e non sovietica, perché anche gli Zar erano lì) per sottrarla alla Russia in modo che quest’ultima torni a diventare una micropotenza asiatica. L’Ucraina è il trait-union tra Occidente e Oriente e la rete di passaggio di tutti gli oleodotti centroasiatici. Tutto ciò sta avvenendo! Ma avevano bisogno di un pretesto che allarmasse abbastanza la popolazione americana per cominciare questa nuova avventura bellica. E il pretesto è stato l’11 settembre 2001. Anche questo era previsto nei documenti dei necons, scritti almeno 5 anni prima, in cui si diceva chiaramente che sarà necessaria una nuova Pearl Harbor…
    E infatti Pearl Harbor è avvenuta, grazie ad un agente della CIA che è Bin Laden!
    Ma la cosa incredibile è che queste cose vengono chiamate cospirazionismo, complottismo.
    Nei miei libri porto dei dati di fatto e vorrei essere smentito su questi dati.

    D: In novembre abbiamo assistito alla vittoria di George Walker Bush sul fratello di loggia John Kerry. Ci sarebbero tante cose da dire sulla votazione elettronica in Ohio, ma quello che non capisco è come Kerry, non abbia vinto. Anche lui avrebbe fatto gli interessi delle multinazionali, della lobbies delle guerre e pure quelli di Israele. Quali giochi si nascondono dietro questa elezione?
    R: La mia sensazione è che Kerry non abbia nemmeno provato a vincere le elezioni, nel senso che glielo hanno ordinato dalla centrale che comanda tutti e due i fessacchiotti (Kerry e Bush sono solo dei figuranti). Siccome bisognava veicolare l’idea che l’America è ancora una democrazia, gli hanno ordinato di fare lo sfidante (democratico). Ma come si è visto, ha fatto a mala a pena una campagna elettorale di sole 3 settimane, con un messaggio di questo tipo: “Io farò meglio le stesso cose che Bush sta facendo”. Cioè le guerre.
    Non si capisce perché bisognava votare lui!
    Tutto ciò ovviamente è telecomandato: entrambi fanno parte della società segreta Skull and Bones, dell’Università di Yale, da dove escono i funzionari e i responsabili dei governi segreti americani. E’ tutta una finzione, e infatti Putin che è lucido in questo, dice che preferisce Bush a Kerry, perché Bush almeno fa le cose in modo talmente brutale da alienarsi delle simpatie.
    Per l’Europa, se avesse vinto Kerry sarebbe stato più difficile dire di no, avremo dovuto dargli più truppe militari per l’Iraq e in futuro per l’Iran…
    E’ chiaro che questi non si vogliono fermare all’Iraq, ma Iran, Siria e Arabia Saudita.

    D: Le ho chiesto questo, perché a Stresa, sul lago di Como, in giugno scorso si è riunito il Bilderberg e mi sembra che avessero deciso per Kerry e per il suo vice Edwards….
    R: George Soros era a favore di Kerry. Quello che dice è perfettamente vero. Il Bilderberg è un gruppo formato da americani ed europei: è la Commissione Bilaterale per intenderci, e loro vedono con allarme questo scollamento fra l’amministrazione Bush e l’Europa. Vorrebbero fare le cose che fa Bush ma con la partecipazione dell’Europa, cioè vogliono avere una fetta di torta, perché alla base di alcune di queste letture, c’è il possesso delle fonti petrolifere. Sono molto allarmati che l’Europa diventi una specie di satellite degli USA.
    Però questo gruppo (i Bilderberg) è stato completamente glissato dai neocons, che sono tra le altre cose, anche messianici, quindi non pensano che le alleanze servano, perché hanno il “favore divino”.

    D: Pochi giorni fa Colin Powell è stato sostituito dalla pantera nera Condolizza Rice. Se non sbaglio, la Colomba di Washington aveva intenzione di usare il suo credito internazionale per mettere un po’ in riga la politica estremista di Sharon. E’ stata questa la causa del suo licenziamento o c’è dell’altro?
    R: Pare che sia stata proprio questa.
    Colin Powell ha fatto delle figure umilianti in giro per il mondo, ma avrebbe potuto ergersi come eroe di un’altra America, opponendosi a Bush, e invece, ha fatto il servo. Pensate che lo chiamano lo “Zio Tom”.
    Siccome sono sicuri di governare per altri quattro anni, hanno sbattuto fuori il burattino che non gli serviva più. E questo è molto grave perché va su Condoleeza Rice che è praticamente la badante di Bush.
    Bisogna aver chiaro che Bush è un uomo con gravi problemi psichiatrici: ex alcolizzato, ex cocainomane, e che quindi è un uomo facilmente manipolabile e manovrabile. Non è lui l’attore, il protagonista, è soltanto il figurante. I veri capi appaiono essere Dick Cheney (il vice presidente), e Donald Rumsfeld (il capo del Pentagono). Se c’era un uomo che doveva essere licenziato dopo le elezioni era proprio Rumsfeld, perché ha fatto dei disastri militari in Iraq…e invece è stato mandato via Powell.
    Questo indica un indurimento e vedremo delle cose ancora più terribili nei prossimi anni molto probabilmente.

    D: Che ruolo ha il paparino George Herbert Walker Bush, massone del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato?
    R: Papà è probabilmente l’iniziatore dell’aspetto, non messianico ma cinico di questa politica. E’ il capo di un fondo d’investimento molto speciale, che prima dell’11 settembre ha fatto incetta di azioni delle imprese militari, sia americane che europee. Quindi sono quelli che guadagnano di più dalle guerre fatte dal figlio.
    Questo è un altro conflitto d’interessi gigantesco: ogni volta che Bush figlio fa una guerra, Bush padre ci guadagna!

    D: L’Iran è al primo posto nella lista degli stati canaglia. Dal 2000 ha iniziato a incamerare euro al posto di dollari, e questo ha dato molto fastidio all’economia USA, per non parlare poi della fornitura di gas naturale per 100 miliardi di dollari alla Cina, contravvenendo alla legge sull’embargo. Che tipo di politica metterà in atto l’amministrazione statunitense nei confronti dell’Iran?
    R: C’è una questione da parte di Sharon di attaccare l’Iran. La cosa però non è semplice perché l’America è sfiatata dall’occupazione dell’Iraq. Bisognerà vedere cosa farà: se instaurerà la leva obbligatoria; se potrà fare guerra senza far rivoltare i cittadini americani; se per convincere il popolo bisognerà fare un altro attentato di al-Qaeda ancora più sanguinoso, come si teme, in modo da trascinare l’intero paese nella guerra all’Iran.
    L’Iran è un paese difficile perché ha 70 milioni di abitanti, è molto più vasto dell’Iraq e qualche tipo di copertura militare, russa e molto probabilmente cinese, dati i rapporti economici molto stretti che si sono stabiliti tra Cina e Iran. Con un mega-contratto da 100 miliardi di dollari di gas in 25 anni, infatti la Cina si è accaparrata una parte della sicurezza energetica. Se adesso l’Iran viene attaccato sono proprio gli interessi cinesi che vengono aggrediti.
    Non dimentichiamo anche che tutta l’operazione sull’Ucraina è un’operazione americana (come quella di George Soros in Georgia). Si vuole praticamente sottrarre a Putin l’egemonia dell’area, perché sia la Russia che l’Ucraina hanno le armi atomiche. Quelle ucraine sono sotto controllo USA, attualmente. Quindi se si arriva a una guerra civile…

    D: Volevo domandarle proprio questo: cosa sta succedendo esattamente in Ucraina?
    R: Praticamente l’idea è quella di portare l’Ucraina sotto l’influenza della sfera USA. Non europea o occidentale, ma americana! Questo crea dei gravi problemi a Putin.
    Per fare un esempio: Putin ha una flotta nel Mar Nero, e se l’Ucraina diventa ostile, non è più collegato con essa. Per non parlare dei numerosi oleodotti russi, che oggi forniscono petrolio all’Europa, che passano proprio per l’Ucraina! Da qui l’interesse USA di controllare questi oleodotti, perché in quella zona il petrolio non ha collegamenti con il mare. Quindi è un esproprio che si vuole tentare contro Putin. In questa fase egli è aggredito e non aggressore.
    Anche l’attentato sanguinosissimo di Beslan contro i bambini è stato chiaramente indicato da Putin (che è un agente del KGB e quindi sa benissimo come avvengono queste cose…): i terroristi sono solo strumenti della Roma che sta sul Tamigi e sul Potomac, che vuole dividere per imperare, come faceva la Roma antica. Sono poteri petroliferi di Londra e Washington che hanno scatenato i terroristi cosiddetti islamici. Se poi si va a vedere chi è capo di quei terroristi ceceni, Basayev. Egli è stato il capo delle guardie del corpo del più importante e ricco degli oligarchi russi Boris Berezovsky, colui che si è accaparrato tutti i beni minerari della Russia. Putin in pratica se li sta riprendendo perché questi non li hanno pagati.
    Pensate alla Yucos, che è di proprietà di un oligarca russo Komarovsky, il quale l’ha comperata per 200 milioni di dollari ai tempi delle privatizzazioni, con soldi prestati dalla famiglia Rothschild. Oggi la Yucos vale in borsa 17 miliardi di dollari!

    D: Cambiando totalmente discorso, m’incuriosisce molto uno dei suoi ultimi libri, dal titolo: “La strage dei genetisti”. Può spiegarci cosa intende per strage di genetisti?
    R: Dopo l’11 settembre misteriosamente sono morti in vari incidenti – che sono per la maggior parte omicidi – venticinque forse ventisei genetisti che si occupavano di armi genetiche, batteriologiche e con manipolazione militare del DNA.
    Non si capisce bene cosa stia succedendo, ma è probabile che sia in corso una guerra segreta su questi tipi di armamenti, le cui ricerche sono così avanzate che basta uccidere pochi uomini, pochi competenti, per frenare lo sviluppo delle armi al nemico. Se per esempio i cinesi ammazzano cinque genetisti americani che se ne occupano, è improbabile che gli americani abbiano altri cinque genetisti dello stesso livello che si occupano degli stessi studi. Quindi è in corso qualche cosa di questo tipo, e ci sono degli Stati che stanno mettendo a punto armi di questo tipo: la cosiddetta arma genetica. Un’arma, un microbo, un batterio, un virus in grado di colpire solo un tipo specifico di genotipo!
    Quest’arma genetica fu rilevata da un membro del Congresso del Parlamento israeliano. Il parlamentare fece una dichiarazioni misteriosa, e non l’ha più ripetuta…
    E’ molto allarmante, perché gli effetti di queste armi, assomigliano a malattie. Come quella che ha colpito Arafat per esempio. Il presidente dell’OLP, è morto con dei sintomi molto strani: migliaia di microemorragie nei piccoli vasi, che non corrispondono a nessuna malattia ufficiale! Da qui il sospetto di avvelenamento, ma avvelenamento con un’arma molto sofisticata e mirata…

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    Fonte:www.disinformazione.it

  133. La guerra in Sudan-Sangue e Petrolio

    Fonte-http://www.kisanji.org/?gr=articoli&aid=28&pid=4&nome=Sangue+e+Petrolio&nomeart=La+guerra+in+Sudan

    In tutti i paesi ricchi di risorse minerarie e petrolio, in Africa come in altre parti del mondo ci sono conflitti etnici e religiosi e terribili problemi.
    Chissà perchè, in quasi tutto il mondo, se non ci sono interessi del genere le etnie e religioni diverse convivono per centinaia di anni nello stesso territorio senza problemi, quando arriva qualche multinazionale ad estrarre il petrolio o i diamanti cominciano i problemi.

    Popoli avidi che vorrebbero sfruttare la situazione?
    Non c’è niente di popolare o democratico nei conflitti dei paesi petroliferi, i popoli vivono in povertà, violenza, analfabetismo e disinformazione estrema.
    In confronto, in paesi simili in cui non ci sono multinazionali e risorse minerarie c’è in genere un tenore di vita estremamente più alto.
    I conflitti sono imposti da governi dittatoriali o da gruppi di “ribelli” ugualmente dittatoriali, disertare il conflitto per i semplici cittadini significa essere uccisi.

    Perchè allora ci sono conflitti?
    L’avidità delle elite locali rispetto al fiume di miliardi di cui si arrichiscono potrebbe non essere abbastanza.
    Fondamentalmente in una guerra sparisce ogni forma di democrazia, l’unica legge che rimane è quella del più forte.
    Se qualcuno protesta per l’inquinamento, perchè le mutinazionali prendono possesso di terre che erano state per migliaia di anni proprietà di un certo popolo senza alcuno scambio, perchè i proventi del petrolio arrichiscono solo dittatori e non la popolazione, qualsiasi opposizione viene messa a tacere.
    Certi eccessi di sfruttamento delle terre e dei popoli che ci abitano non potrebbero succedere in un contesto democratico, ma solo in una guerra.
    Perchè ogni volta che c’è un conflitto del genere il prezzo del petrolio continua a salire?
    Un altro aspetto dei conflitti è quello di far credere che ci sia una situazione di pericolosa crisi non gestita, in questa maniera si alza il prezzo del petrolio con grandi guadagni delle multinazionali e si giustificano “missioni di pace” devastanti, che vengono strumentalizzate per difendere certi interessi della classe dirigente USA europea.
    Insomma questi conflitti ci sono perchè ci sono interessi ben precisi dietro, se non ci fossero tali interessi i conflitti non ci sarebbero.

    Non sono solo le multinazionali del petrolio a fruire della guerra, ma tutte quelle ad esempio sfruttano i lavoratori nel terzo mondo, una guerra vuol dire fine dei sindacati, degli scioperi, dei diritti.
    Povera gente affamata che lavora per un pezzo di pane perchè non ha alternative.
    Le multinazionali delle armi fanno affari d’oro barattando fucili con diamanti e petrolio a prezzi stracciati, ecc…..

    Quelli che pensano che gli altri con la pelle o la religione diversa siano da eliminare è solo il burattino del burattino del burattino, chi muove i fili è altrove ed ha qualcos’altro in mente.

    da “Le Monde Diplomatique – il manifesto” del Dicembre 2000

    Dalla complicità con le dittature al «capitalismo etico»
    Business, petrolio e diritti umani

    da http://www.ilmanifesto.it/g8/archivio/accordi_per_il_clima_petrolio_e_energia/3b2def4f4d3de.html

    La «battaglia di Seattle» lo ha confermato: in tempi di villaggio globale, le transnazionali operano sotto lo sguardo critico e immediato dei media, delle organizzazioni internazionali e dei cittadini. Sempre di più, agli occhi di gran parte dell’opinione pubblica, il rispetto dei diritti umani e della volontà delle popolazioni interessate fa parte integrante delle loro responsabilità, allo stesso titolo del rispetto della cultura e dell’ambiente. A maggior ragione quando queste società – in particolare le grandi compagnie petrolifere – operano in un contesto politico in cui vigono arbitrio e violenza. Tuttavia, sono ancora molte le imprese che continuano a rifiutare ogni responsabilità nei paesi nei quali investono o fanno affari.
    Roland-Pierre Paringaux*

    Human rights is not the business of business (I diritti umani non sono affare di chi fa gli affari) Questa formula è stata a lungo il principio cardine e di buona coscienza delle compagnie transnazionali (Ctn) insediate nel terzo mondo. Pur dovendo molto agli abusi inflitti alle popolazioni locali in mano a regimi tirannici, il loro successo si valutava anzitutto con i risultati industriali, in altre parole con i profitti. Per il resto, era implicito che le imprese in questione «non erano qui per fare politica» che erano «neutrali» e che la loro presenza «favoriva lo sviluppo e la democrazia». Spesso smentite dai fatti, queste formule perentorie non sono scomparse dalle argomentazioni delle compagnie petrolifere. Molte le usano ancora. Ma sempre di più sono oggetto di contestazioni. Coniugata con la crescita della «società civile», la globalizzazione economica ha cambiato le carte in tavola. Livellando le ideologie e le frontiere, essa ha offerto un mercato planetario alle multinazionali la cui potenza sta trasformando il mondo. Così facendo, essa ha dato loro nuove responsabilità. Come potrebbe essere altrimenti quando, secondo l’Onu, fra le prime cento potenze mondiali, cinquanta sono delle multinazionali? Quando le loro decisioni coinvolgono un numero sempre più alto di paesi e di popolazioni? Rispetto alle campagne per la tutela ambientale promosse da Greenpeace negli anni 1970-1980, i militanti dei diritti umani hanno tardato a rivendicarne il rispetto da parte delle transnazionali. Si è dovuto attendere il 1995 perché la britannica Amnesty International e l’americana Human Rights Watch lanciassero campagne parallele ma convergenti per indurre le multinazionali ad assumersi responsabilità economiche e sociali proporzionate alla loro potenza e influenza, in particolare in materia di diritti umani. L’argomento di base era semplice: la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, ratificata dalla maggior parte degli stati, richiede «a ogni individuo, a ogni organo della società» di rispettare e di promuovere i principi che enuncia. Dunque questi diritti riguardano tutti, gli individui e le società, le persone private e gli enti morali. A quanti respingono tale obbligo, pretendendo che il settore privato «non si occupa di morale», un ex-dirigente della società Shell, Geoffrey Chandler, oggi responsabile del Gruppo Business di Amnesty-Regno Unito, risponde: «Le grandi imprese non possono né devono essere gli arbitri della morale nel mondo. Non si tratta per loro di usurpare il ruolo dei governi né di risolvere tutti i problemi sociali cui si trovano di fronte. Tuttavia la loro influenza sulla politica economica mondiale cresce continuamente e la loro presenza incide sempre di più sulle società presso le quali operano. Tutto ciò dà loro nuove responsabilità». In un primo tempo, le campagne hanno preso di mira le multinazionali tessili e le fabbriche di macchinari, che sfruttavano la manodopera a basso costo del terzo mondo, compresi i bambini, violando le convenzioni internazionali. In questo contesto,dopo un dibattito interno a volte burrascoso, Amnesty ha scelto di tendere la mano alle multinazionali considerandole interlocutori in questa vicenda. Lasciando da parte le virulenti accuse e gli appelli al boicottaggio degli anni settanta-ottanta, Amnesty ha sviluppato una politica d’incontri e di scambi d’idee in vista di un obiettivo comune. In diversi paesi sono state predisposte strutture specifiche, ad esempio in Francia, dove alcuni rappresentanti di transnazionali incontrano quelli di Amnesty più volte ogni anno, all’interno di un Club di affari. Una geologia capricciosa Per Amnesty, si tratta sempre di capire e di convincere piuttosto che di condannare, pur salvaguardando la propria capacità critica.
    Su questo punto, l’intervento di Chandler, rivolto ad alcuni responsabili delle società petrolifere durante un forum organizzato a Oxford, nel 1997, era privo di ogni ambiguità. «Amnesty International non è a favore di nessun boicottaggio né disinvestimento, non critica le imprese impegnate in attività legittime all’estero, quale che sia la politica del paese interessato. Ma, con l’appoggio di un’opinione pubblica sempre più critica, Amnesty è convinta che queste società hanno la responsabilità di usare la propria influenza per difendere i diritti umani e promuovere la legalità.» Era quindi cambiata la strategia, ma non l’obiettivo. La prima fase della campagna ha avuto un certo successo. Alcune imprese, il cui impatto commerciale dipende dalla loro immagine presso una clientela di giovani, hanno ammesso il problema, accettato la concertazione, e infine predisposto, assieme alle Ong, codici di comportamento che includono il rispetto dei diritti della persona. Alcune società come Gap e Nike, Levy Strauss, già criticate per le condizioni di lavoro nelle loro fabbriche all’estero, hanno avuto modo di rifarsi un’immagine con poca spesa. È quanto spiegava il fornitore Reebok in un libretto dal titolo Standards de Production et Droits de l’homme: «L’esperienza di Reebok mostra che il fatto di includere, in materia di diritti umani, principi universalmente riconosciuti nella pratica degli affari, migliora il morale dei dipendenti, l’ambiente di lavoro e la qualità dei prodotti».
    Un grande passo avanti è stato fatto e la concertazione continua.
    Ma, complessivamente, la resistenza rimane forte, come constatava nel 1999 l’alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, Mary Robinson: «Certi managers sembrano pensare che il clima politico e sociale dei paesi nei quali operano non li riguardi … È una posizione poco lungimirante. La capacità degli ambienti degli affari di affrontare la questione dei diritti umani sarà determinante per il successo delle imprese a livello sia nazionale che internazionale nei prossimi anni».
    Una geologia capricciosa ha fatto sì che il petrolio sia sempre stato più raro nel sottosuolo delle democrazie che nei paesi che calpestano i diritti e le libertà individuali. È quindi in questa roccaforte, che rappresenta d’altronde uno dei grandi motori dello sviluppo economico mondiale, che nell’ultimo periodo Amnesty International e Human Rights Watch hanno cercato (la prima usando la carota, la seconda il bastone) di convincere le compagnie della necessità di adeguare la propria cultura aziendale e il proprio comportamento. All’inizio è stato difficile: «Eravano ingenui – ricorda Geoffrey Chandler – e le nostre trombe non hanno per nulla fatto tremare il bunker dei petrolieri». Se alla fine i baroni dell’oro nero si sono decisi al dialogo, è perché una serie di vicende disastrose hanno offuscato il loro blasone. Il caso più noto è quello di Shell, in Nigeria. In questo paese, prima potenza petrolifera africana, la cui popolazione rimane fra le più povere del continente, la manna del petrolio estratto dalle majors occidentali, da decenni aiuta i dirigenti tirannici e le loro clientele corrotte ad arricchirsi e a mantenersi al potere. Beneficiari di un sistema all’interno del quale Shell faceva la parte del leone, alcuni hanno accumulato ingenti fortune (1). Nei primi anni novanta, nel delta del Niger, che trabocca di petrolio, si sono verificati scontri violenti tra, da una parte, le minoranze etniche locali che accusavano Shell di danneggiare il loro ambiente e la loro cultura e dall’altra le forze nigeriane di sicurezza incaricate di proteggere gli impianti petroliferi.
    Nel 1993, il Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni, sotto la guida dello scrittore Ken Saro-Wiwa, riuscì a mobilitare decine di migliaia di persone contro la Shell. La vicenda assunse le dimensioni di una questione internazionale e il numero uno mondiale del petrolio fu costretto a bloccare la produzione. Per rilanciarla, il governo del generale Sani Abacha scatenò una repressione cruenta. Centinaia di Ogoni furono arrestati, incarcerati, a volte sommariamente eliminati.
    Due anni dopo, Ken Saro-Wiwa e otto militanti Ogoni furono uccisi, nonostante le proteste internazionali. Lo scandalo fu enorme. La Shell ha poi ammesso di essere stata costretta «con la forza» a pagare direttamente le forze di sicurezza nigeriane almeno una volta, nel 1993 (2).
    Nel 1998, toccò a British Petroleum (Bp) ritrovarsi sul banco degli imputati quando fu reso noto che si era accordata con l’esercito colombiano per proteggere i suoi impianti in una zona di guerriglia.
    Poco tempo dopo, il suo servizio di sicurezza, il Defense Systems Colombia (Dsc), fu accusato da Human Rights Watch di aver importato armi e curato l’addestramento della polizia colombiana, nota per la sua brutalità. Messo sotto inchiesta, il Dsc si rifiutò di collaborare (3). Il miglior sostegno a regimi tirannici Recentemente, il settimanale Business Week ha accusato Mobil Oil di «complicità» con le forze armate indonesiane nei massacri perpetrati nelle vicinanze degli impianti della compagnia americana, nella provincia di Aceh. A partire dal 1980, anno dei primi attacchi agli impianti di Mobil da parte dei separatisti del Gerakan Aceh Merdeka (Movimento per la liberazione di Aceh), e dell’instaurazione della legge marziale, le voci relative a sparizioni di persone ed esecuzioni massicce non si sono mai spente. Nel 1999, dopo la caduta del regime di Suharto, il Comitato indonesiano per i diritti umani ha scoperto una dozzina di fosse comuni contenenti centinaia di corpi, molti dei quali portavano i segni delle torture subite. Mobil ha smentito ogni coinvolgimento nella vicenda. Tuttavia, secondo Business Week, la compagnia ammette di aver fornito cibo, carburante e attrezzature ai soldati incaricati di proteggere i suoi impianti (4). Secondo un collettivo di Ong indonesiane, certe attrezzature sarebbero servite per scavare le fosse. La regione di Aceh fornisce all’incirca un terzo della produzione indonesiana di gas e petrolio. Nemmeno nel Sudan petrolio e diritti umani vanno molto d’accordo.
    I dirigenti islamici di Kartum, che affrontano la guerriglia dell’Esercito popolare di liberazione del Sudan (Apls), nella regione meridionale popolata da neri e cristianizzata, sono puntualmente accusati di atrocità, di deportazioni di popolazioni nonché di tolleranza verso le pratiche schiaviste vigenti presso le milizie da loro assoldate.
    In questo contesto, Amnesty International ha pubblicato una relazione nella quale afferma che la maggior parte delle compagnie petrolifere straniere «tollerano queste violazioni fingendo di volgere lo sguardo altrove (5)». E l’elenco delle compagnie petrolifere che operano nella regione dell’Alto Nilo occidentale è lungo. Vi figurano, con investimenti più o meno importanti, la China National Petroleum Corporation (Cina), Petronas (Malesia), BP Amoco (anglo-americana) e Talisman Energy (Canada), International Petroleum Corporation (Svezia), oltre a Agip (Italia), TotalFinalElf (Francia), Gulf Petroleum Company (Qatar), National Iranian Gas Company (Iran), Shell (Paesi Bassi).
    Alla fine del 1999, quando nulla lasciava presagire il benché minimo miglioramento in materia di diritti umani, il ministro dell’energia sudanese, Awad Ahmed Eljaz , ha annunciato che una mezza dozzina di compagnie petrolifere straniere aspettavano nuove concessioni.
    Nel Myanmar (ex Birmania), è la francese Total, con il suo partner americano Unocal, a ritrovarsi, a partire dal 1996, al centro di una campagna internazionale di critiche. Le due società, associate alla Myanmar Oil and Gas per lo sfruttamento dei giacimenti di gas di Yadana e la costruzione di una pipeline, sono accusate di aver approfittato di violazioni dei diritti umani da parte di militari birmani in una dozzina di villaggi, nel corso di questo lavoro. La Federazione internazionale dei diritti umani (Fidu) e altre Ong hanno denunciato deportazioni di popolazioni manu militari, lavoro coatto e persino esecuzioni sommarie. Total e Unocal hanno negato di essere direttamente coinvolti in queste accuse. La società francese, che ha messo in atto un programma di riabilitazione destinato ai villaggi interessati, e il suo partner americano, continuano ad affermare che la loro presenza, alla fine, è positiva per le popolazioni. Ma questa difesa è indebolita dal comportamento caricaturale della giunta, al potere dal 1988. Al punto che gli Stati uniti, l’Unione europea e l’Onu hanno adottato risoluzioni critiche e diverse multinazionali – Heineken, Pepsi Cola, Motorola, Eastman Kodak – ma anche le compagnie petrolifere americane Texaco e Atlantic Richfield, hanno fatto i bagagli, invocando «l’assenza di democrazia». Dopo la loro partenza, la signora Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione e Nobel per la pace, ha detto che Total è «il miglior sostegno» del regime militare.
    In Angola, le entrate provenienti dal petrolio alimentano una interminabile guerra civile che ha già fatto varie centinaia di migliaia di morti.
    Morti alquanto proficue: nel 1999, una buona metà dei 900 milioni di dollari di diritti di sfruttamento versati dalle compagnie petrolifere internazionali sarebbe servita a finanziare l’ennesima offensiva militare contro l’Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola (Unita) di Jonas Savimbi. Il resto avrebbe alimentato la corruzione.
    L’anno scorso, l’associazione britannica Global Witness ha accusato altolocati funzionari angolani di acquistare armi dalla malavita russa con le royalties del petrolio e di rivenderle a prezzi gonfiati al governo, attraverso società-ombra (6). In un rapporto molto severo, l’associazione ha inoltre accusato le multinazionali del petrolio e le banche occidentali di farsi complici di una «catastrofe umanitaria» in Angola. Una ventina di società petrolifere, a cominciare da Bp (diventato Bp-Amoco in seguito a una fusione), Exxon, Gulf e TotalFinaElf, operano in questo paese dove sono previsti investimenti per miliardi di dollari nei prossimi anni. Infine, nel gennaio 1999, Human Rights Watch accusava la società Enron, gigante americano dell’energia, di farsi complice di «serie violazioni» dei diritti della persona in India. La centrale elettrica di Dabhol, di cui Enron possiede il 50%, «utilizza forze di sicurezza che picchiano e vessano sistematicamente la gente che manifesta pacificamente contro la centrale», secondo Human Rights Watch, che accusava i governi americano e indiano di fingere di non vedere. Dabhol, il più grosso investimento straniero in India, è una joint-venture fra due delle più grandi società americane, General Electric e Bechtel, e Elettricità dello Stato di Maharashtra. A questa lista nera dei paesi nei quali lo sfruttamento del petrolio non si fa certo scrupoli di tipo morale, si potrebbero aggiungere la Cina e la Russia, la Turchia e l’Arabia saudita, il Caucaso e l’Asia centrale dove sono in corso grandi manovre legate al petrolio, oppure l’Algeria e il Pakistan, la Libia, il Congo e un pugno di stati africani. Gran parte dei casi documentati riguarda abusi da parte dei servizi di sicurezza incaricati della protezione dei petrolieri nei confronti delle popolazioni che, per varie ragioni – danni ambientali o culturali, mancato rispetto degli impegni presi, etc. – esprimono la loro opposizione. Tuttavia, secondo Human Rights Watch, la maggior parte delle compagnie ha smentito di essere stata a conoscenza di fatti del genere. Nessuna di esse ha protestato pubblicamente contro gli abusi commessi nel quadro delle sue operazioni. Nessun tentativo è stato fatto per limitare l’intervento di forze armate la cui brutalità è spesso ben conosciuta. Tranne nei casi di cui si è occupata la stampa internazionale, prevalgono ovunque indifferenza e non intervento.
    In molti paesi, le transnazionali del petrolio operano in ambienti segnati dai conflitti e dalla violenza, ed esse hanno il dovere di proteggersi. Ma «rivolgersi a forze di sicurezza per proteggersi accresce la responsabilità delle compagnie petrolifere che devono garantire che il loro intervento non generi violazioni», ricorda Human Rights Watch (7). Infatti, se le compagnie petrolifere non sono pienamente libere di scegliere dove andare, essendo le scelte dettate prevalentemente dalla geologia, possono tuttavia scegliere il modo di operare e, comunque, possono fare il massimo per limitare i danni. Amnesty propone loro una serie di «provvedimenti di buon senso» volti ad evitare che le loro operazioni abbiano un impatto negativo sui diritti umani. Ad esempio, sul piano interno, adottare una politica dei diritti umani che includa un riferimento esplicito alla Dichiarazione universale del 1948 che deve tradursi, nello spirito e nei fatti, in un codice di comportamento dell’azienda. Sul piano esterno, inserire nei contratti clausole che garantiscano il rispetto delle popolazioni locali e delle convenzioni internazionali e rendere pubblici gli accordi di sicurezza. Nelle zone di conflitto, non ricorrere a forze armate note per la loro brutalità. In caso di abusi, protestare presso le autorità, ricorrere alla giustizia e indennizzare le vittime. Fare in modo che tutti questi impegni siano verificabili per potere, al di là delle promesse, constatare la loro applicazione. Tra utopia e ipocrisia Grazie al dialogo e alle pressioni, le cose hanno cominciato a muoversi in Gran Bretagna. Da lì è partita la campagna e lì si sono registrati i primi risultati. Verso la fine degli anni novanta, diverse multinazionali, fra cui tre delle più importanti compagnie petrolifere – Shell, Bp-Amoco e la compagnia norvegese Statoil – annunciavano politiche incentrate sui diritti umani. Questa decisione si è accompagnata, per i norvegesi, a una vera e propria professione di fede: «A Statoil, – dichiarava in agosto 1998 il presidente Harald Norvik – consideriamo urgente … l’esigenza di democratizzazione, di sviluppo sociale e di sradicamento della povertà. La promozione dei diritti della persona non è soltanto una cosa buona, conviene anche al mondo degli affari».
    Nonostante questi esempi, la maggior parte delle compagnie petrolifere continua ad assumere posizioni di pretesa neutralità politica e di pragmatismo. «Finché non esiste un embargo dell’Onu, come in Iraq, noi andiamo avanti. Per il resto, spetta ai politici assumersi le proprie responsabilità», taglia corto qualcuno. Complessivamente, è quanto pensano americani e francesi. Quanto all’opzione «umanista» di Shell, Bp e Statoil, i loro concorrenti più indulgenti la vedono come un’utopia. Altri denunciano «l’ipocrisia di promesse spettacolari ma insostenibili», a maggior ragione in tempi di rialzo del prezzo del petrolio. Tuttavia, molti di loro, consapevoli dell’evoluzione degli eventi e preoccupati della propria immagine presso l’opinione pubblica, esitano a rompere la concertazione con Amnesty. Per esempio TotalFinaElf non esclude di inserire un riferimento specifico ai diritti della persona in una nuova carta dell’azienda in preparazione. Anche in altre aziende la «cultura dei diritti umani» ha fatto strada.
    Nell’aprile 2000, ribaltando l’argomento caro alle multinazionali, Amnesty International, Ashridge Center for Business and Society e The Prince of Wales Business Leaders Forum hanno lanciato una campagna sul tema: «Human Rights is the business of business» . In questa occasione, da una ricerca svolta presso cinquecento fra le più grandi società mondiali è emerso che il 36% di esse aveva deciso di rinunciare a un progetto d’investimento a causa di problemi di diritti della persona e che il 19% aveva disinvestito e abbandonato certi paesi per la stessa ragione. Questo risultato è stato interpretato in due modi: per Geoffrey Chandler, «l’indagine mostra quanto siano ignorati dagli ambienti degli affari i diritti umani, che costituiscono probabilmente la più grande sfida del XXI secolo». Nettamente più ottimista, Andrew Wilson, direttore del Centro, vede in questa indagine la prova che la questione dei diritti fondamentali ha raggiunto un livello senza precedenti presso l’élite degli ambienti degli affari. Anche se siamo soltanto all’inizio.
    «Per certe organizzazioni, il solo fatto di prendere in considerazione le questioni sociali ed etiche nella loro strategia è uno sviluppo notevole.» Oltre a questa campagna,prolungamento di quella di Amnesty, trenta paesi industrializzati hanno adottato, nel giugno 2000, un testo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che invita il mondo degli affari a rispettare i diritti della persona e dell’ambiente e a eliminare il lavoro infantile. Purtroppo, non sono sempre i governi a dare il buon esempio. In questo ambito, più ancora che in altri, capita che i diritti umani siano sacrificati sull’altare degli interessi strategici e commerciali. La maggior parte dei governi – persino quelli più legati al rispetto dei principi – esita a denunciare le violazioni e la corruzione quando c’è nell’aria odore di petrolio. Ad esempio nel 1998, il governo olandese, che figurava fino a quel momento tra i critici più severi della politica repressiva della Cina, ha aderito alla posizione dell’Unione europea che rifiutava di patrocinare una risoluzione di condanna nell’ambito della Commissione dei diritti umani dell’Onu. Poco dopo il governo di Pechino ha accordato alla Royal Dutch Shell il più grosso investimento (4,5 miliardi di dollari) mai concesso a un gruppo straniero. L’accordo, previsto nel 1997, era stato annullato quando il governo olandese, prendendo le distanze dall’Unione europea, si era fatto promotore di una risoluzione sui diritti umani in Cina…

    note:

    * Giornalista.

    (1) Il generale Sani Abacha, morto nel 1998, e i suoi amici, avrebbero accumulato «qualcosa come 3 miliardi di dollari» su conti aperti in Svizzera, dal 1993 al 1998, presso 19 banche elvetiche e francesi.
    Le Monde, 6 settembre 2000.
    (2) Secondo il rapporto annuale 1999 di Human Rights Watch, la repressione e le esecuzioni senza processo sarebbero proseguite, nel 1998 e nel 1999, in diverse regioni della Nigeria dove viene estratto il petrolio.

    (3) Sempre in Colombia, gli Uwa, una minoranza del nord-est sostenuta da un collettivo di Ong americane, si oppone da anni alle trivellazioni dell’Occidental Petroleum, la cui sede è negli Stati uniti.
    (4) Business Week, New York, 28 dicembre 1998.

    (5) «Sudan: The Human Price of Oil», Amnesty International, Londra, maggio 2000.

    (6) Sul versante dell’Unita, è il traffico di diamanti che alimenta la guerra. Global Witness, «A Crude Awakening. The Role of the Oil and Banking Industries in Angola’s Civil War and the Plunder of State Assets», Londra, dicembre 1999.
    (7) Arvin Ganesan, «Business and Human Rights, the Bottom Line».
    Sito internet: http://www.hrw.org/ (Traduzione di M.G.G.) –> –>

  134. «Commistione massoneria, affari e politica»

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/05/commistione_massoneria_affari_politica_woodckoc_indagini.shtml
    Molti i reati contestati contro la pubblica amministrazione «Commistione massoneria, affari e politica»

    Le parole del pm Woodcock sulle indagini delle presunte attività illecite delle logge.

    POTENZA – «Una inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni genere e specie». La frase eloquente è quella usata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, per descrivere le indagini sulle presunte attività illecite delle logge massoniche sulle quali indaga dal 2005. Anche in questo caso il magistrato potentino ha sviluppato il lavoro investigativo partendo da un filone principale: quello che circa due anni fa portò in carcere, tra gli altri, il faccendiere Massimo Pizza per una truffa ai danni di alcuni imprenditori.

    Contro i 24 indagati il magistrato ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata a un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione. Per raggiungere questo scopo gli indagati avrebbero promosso e partecipato associazioni segrete vietate dall’art. 18 della Costituzione, in particolare costituendo strutture associative di tipo massonico la cui esistenza è stata occultata. «Ovvero – aggiunge il Pm – venivano tenute segrete congiuntamente finalità e attività sociali, rimanendo sconosciuti, in tutto o in parte, e anche reciprocamente i rispettivi soci».

    Dalle intercettazioni e dalle indagini effettuate, gli indagati non apparterrebbero a famiglie massoniche conosciute, quali il Grande Oriente d’Italia (GOI) o la Grande Loggia d’Italia degli antichi liberi accettati muratori (GLDI). Infatti le due organizzazioni create dai personaggi finiti nell’inchiesta, ovvero la Gran Loggia Unita Tradizionale (GLUT) e il Grande Oriente Universale (GOU), non hanno ottenuto il riconoscimento di quelle che sono le organizzazioni massoniche più autorevoli in Italia.

    Secondo gli inquirenti, le indagini hanno messo in luce un quadro «piuttosto allarmante» riferito all’attività criminosa perseguita da un gruppo di persone «legate ed espressione di ambienti massonici deviati», riconducibili a logge ‘coperte’ e cioè a strutture carenti di quelle caratteristiche di pubblicità interna ed esterna e di reciproca conoscenza tra i componenti. Secondo quanto accertato, inoltre, le logge che hanno le connotazioni di un gruppo ‘ben organizzatò avrebbero una capacità operativa su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.

    05 giugno 2007

  135. Onu:gioco al massacro

    by Yolanda/Mondo Help

    Posto questo articolo,per svegliare,tutti quelli che accusano gli italiani,di antiamericanismo.Non critichiamo,ne odiamo,gli americani,come popolo,come qualcuno ci accusa,semplicemente,abbiamo aperto gli occhi è vediamo gli orrori,i crimini,che i governi americani,appoggiati dai governi europei,stanno compiendo da sempre.

    “Memorandum 200″: il genocidio diventa politica estera americana

    Fonte-http://www.disinformazione.it/memorandum200.htm

    Tratto da libro di Franco Adessa “ONU: gioco al massacro”

    Nel 1965, il presidente degli USA, Johnson, dichiarava che 5 dollari, investiti nel controllo della popolazione, valevano quanto 100 dollari investiti nello sviluppo economico; Nixon, il 18 luglio 1969, in un messaggio al Congresso sulla popolazione, sottolineava: «Crediamo che le Nazioni Unite (…) dovranno prendere l’iniziativa di reagire contro la crescita della popolazione mondiale. Gli Stati Uniti collaboreranno interamente ai loro programmi in questo senso. Sono fortemente impressionato dalla forza del recente rapporto, prodotto dal gruppo di specialisti dell’Associazione delle Nazioni Unite, di cui John Davidson Rockefeller III è il presidente».

    Nel 1970, l ‘Amministrazione Nixon emise una direttiva che chiedeva una serie di studi per la diminuzione della popolazione mondiale.
    Il 24 aprile 1974, venne pubblicato, con la firma di Henry Kissinger, il “National Security Study Memorandum 200″, che venne indirizzato, tra l’altro, al presidente americano Gerald Ford, ai Ministeri della Difesa, dell’Agricoltura, al Direttore della CIA e agli amministratori della AID (Agency for International Development). Il “Memorandum” è «(…) uno studio sull’impatto della crescita della popolazione mondiale sugli interessi strategici esteri americani. (…) (e) mette a fuoco le implicazioni politiche ed economiche internazionali della crescita della popolazione, più che (i relativi) aspetti ecologici, sociologici o di altra natura»(1).

    Il 16 ottobre 1975, il “Memorandum” viene inviato al Presidente Ford, insieme a raccomandazioni confidenziali di Henry Kissinger, che incoraggiavano il Presidente a prendere una decisione sulla necessità «della leadership degli Stati Uniti sulle questioni concernenti la popolazione mondiale».
    Questo cinico documento, che apertamente riconosce la relazione esistente tra la potenza politico-economico-militare di una nazione e il suo incremento demografico, in piena malafede, propone lo spopolamento di intere nazioni come unica soluzione in grado di mantenere i privilegi americani nel commercio di materiali strategici per il settore industriale e di conservare la supremazia militare americana. La crescita demografica di questi paesi viene additata come il peggior nemico da combattere con determinazione e con ogni mezzo! Lo studio sottolinea il pericolo, rappresentato dal crescente ruolo politico e strategico, sulla scena mondiale, delle nazioni più popolose del pianeta, e fornisce un elenco di questi paesi ai quali gli Stati Uniti devono dedicare una particolare attenzione; essi sono: India, Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Messico, Indonesia, Brasile, Filippine, Tailandia, Egitto, Turchia, Etiopia, Colombia.

    Agli elevati costi in aiuti economici, indispensabili per aumentare la produzione agricola dei paesi popolosi, viene fornita questa alternativa: «una serie di disastri nei raccolti potrebbe trasformare alcune di queste nazioni (in via di sviluppo) in casi di malthusianesimo classico, con carestie che potrebbero coinvolgere milioni di persone».
    Il Rapporto, pur riconoscendo storicamente che le nazioni in fase di industrializzazione sono accompagnate da un desiderabile incremento demografico: «…la loro popolazione, generalmente, subisce una fase di rapida crescita demografica…dovuta alla relativa facilità nell’applicazione di politiche sanitarie che determinano un declino della mortalità, mentre il tasso delle nascite rimane alto», insiste sulla politica di spopolamento, giustificandola con queste parole: «dal punto di vista degli interessi americani, la riduzione delle richieste di cibo dei paesi in via di sviluppo (dovuta alla limitazione della crescita demografica) è vantaggiosa (perché questo) riduce solo le loro richieste di aiuti economici, mentre non intacca lo scambio commerciale»(2)

    Il Memorandum riporta il “problema della resistenza delle Nazioni in via di sviluppo” ai piani di riduzione della popolazione, contenuti nel “World Population Conference Plan Action”, presentato alla Conferenza Mondiale sulla Popolazione di Bucarest, nell’agosto del 1974, lamentando i cinque tremendi attacchi dell’Algeria, con l’appoggio di diversi paesi africani; dell’Argentina, sostenuta dall’Uruguay, Brasile, Perù e, più limitatamente, da altri paesi latino-americani; del gruppo dell’Europa dell’Est (meno la Romania ); della Repubblica Popolare Cinese e della Santa Sede.
    Il Memorandum sottolinea la necessità di applicare pressioni sui governi stranieri e sui loro leaders, in modo sottile ed efficace, al fine di erodere queste opinioni e queste resistenze, offrendo anche la collaborazione del Governo americano alle Organizzazioni dell’ONU, quali: OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), UNFPA (Fondo per le Attività sulla Popolazione delle Nazioni Unite), Banca Mondiale e UNICEF, in altre attività che includono anche la pianificazione familiare.

    Un’altra direttiva del “Memorandum” richiede che gli Stati Uniti si occupino di programmi di familiarizzazione di questi obiettivi di contenimento e di riduzione della popolazione dei paesi in via di sviluppo, da tenere presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York, e indirizzati a ministri, ad alti incaricati governativi, a responsabili politici ed altri leaders privati che abbiano una certa influenza sull’opinione pubblica.
    Nello studio, viene previsto anche il ruolo della Banca Mondiale che, con le sue risorse e con la sua stretta collaborazione con agenzie dell’ONU, quali la AID (Agency for Intemational Development) e la UNFPA (Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite), potrebbe promuovere, con efficacia, l’accettazione di queste politiche anti-demografiche presso i responsabili dei paesi in via di sviluppo.

    Dopo aver individuato il pericolo di determinati paesi popolosi e ricchi di materie prime, perché, in futuro, “capaci di sostenere un’espansione demografica”, il “Memorandum” indica le linee d’azione per indurre queste popolazioni ad accettare un cambiamento radicale di mentalità e imporre il modello della famiglia ridotta e quello di società a basso tasso di natalità.
    Il documento espone al Presidente degli Stati Uniti e al Segretario di Stato il problema della crescita della popolazione come una questione di estrema importanza, raccomandando loro l’obiettivo strategico di ridurre drasticamente i tassi di fertilità nel terzo mondo.
    Nulla viene escluso per ottenere i risultati desiderati: viene raccomandato il trasferimento della “tecnologia contraccettiva”, la sterilizzazione, l’aborto, il condizionamento della popolazione e dei leaders politici; viene persino consigliato l’uso di propaganda da trasmettere nel mondo, via satellite. Tutto questo – viene suggerito – dovrà essere fatto in modo sottile senza rischiare di suscitare reazioni ed opposizioni, scegliendo la strada del propagandare più i benefici della riduzione della popolazione, quali la libertà di scelta individuale, l’assistenza sanitaria e lo sviluppo economico dei paesi più poveri, che i lati negativi.

    Se tutto questo non bastasse, si prospetta anche che gli aiuti economici e il cibo dovranno essere condizionati all’impegno, dimostrato dal paese richiedente, sul fronte della riduzione del tasso di fertilità interno!
    Il documento include, infine, una breve analisi sugli aspetti razziali, etnici, culturali e religiosi che possono portare a conflitti e a rivoluzioni politiche. In modo particolare, dove la densità demografica non sia rilevante, viene esaminata la capacità di destabilizzazione del diverso tasso di crescita demografica dei diversi gruppi etnici: «Pertanto, differenze nel tasso di crescita di queste popolazioni possono esercitare un ruolo determinante nel causare cambiamenti politici e conflitti, laddove la densità demografica, la “sovrappopolazione” di cui si parla, sia molto meno importante» 99.

    Il 26 novembre 1975, le raccomandazioni politiche del “Memorandum 200″, insieme ai suggerimenti proposti da Kissinger, vennero accolti dall’Amministrazione americana. Lo spopolamento di intere nazioni della terra entrava, così, a far parte della politica estera degli Stati Uniti! A firmare e a ufficializzare questo atto era stato il Direttore del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, e intimo di Kissinger, Brent Scowcroft. Subito dopo, Kissinger creava lo “0ffice of Population Affairs”, presso il Dipartimento di Stato, e lo “Ad Hoc Group on Population Policy”, presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale, per la messa in atto delle politiche genocide proposte dal “Memorandum 200″.
    Il primo esperimento di queste due nuove Istituzioni fu: la guerra civile in Libano!

    Note:
    (1) Summary of National Security Study Memorandum 200
    (2) Idem

    ORDINA IL LIBRO: “ONU: gioco al massacro”

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    Ecco alcune dichiarazioni del principe Filippo d’Inghilterra, massone d’alto rango e presidente internazionale del WWF:

    - «Nel caso io rinasca, mi piacerebbe essere un virus letale, così da contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione». (Deutsche Press Agentur, agosto 1988).

    - «Adesso è evidente che il pragmatismo ecologico delle religioni cosiddette pagane, come gli indiani d’America, i polinesiani e gli aborigeni australiani, è di gran lunga più realistico, per quanto concerne l’etica della conservazione, delle più intellettuali filosofie monoteistiche delle religioni rivelate». (Conferenza al National Press Club di Washington, 18 maggio 1990).

    - «Ciò che viene definito è semplicemente un sistema di auto-limitazione della natura. Fertilità e procreazione, dopo aver compensato le perdite, producono dei surplus. Predazione, variazioni climatiche, malattie, fame – e guerre e terrorismo, nel caso di quello che viene impropriamente chiamato Homo Sapiens – sono i mezzi principali che mantengono sotto controllo il numero della specie». (Dal libro del principe Filippo: “Down to Earth”, al capitolo: “il fattore demografico”).

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    http://www.disinformazione.it

    Pronti per la dittatura militare?
    Marcello Pamio – 26 luglio 2005

    Lo schema è sempre quello del controllo: Problema –> Reazione –> Soluzione
    E la storia lo insegna…

    1a Guerra Mondiale –> Lega delle Nazioni
    2a Guerra Mondiale –> Organizzazione delle Nazioni Unite

    Oggi stiamo vivendo una guerra globale contro il terrore islamico: uno scontro che può essere visto come la 3° Guerra Mondiale. Solo che questa volta il Mondo è diviso tra il Bene (occidentale) e il Male (l’islam più estremo)
    Una guerra che se usiamo lo schema sopra, porterà al Nuovo ordine globale

    3a Guerra Mondiale –> Ordine Mondiale Militare

    Fantasia? Dietrologia?
    Può essere. Ma se ci togliamo dalla testa i condizionamenti mentali che i media ci rifilano quotidianamente e riflettiamo sulle leggi repressive che sono state votate negli Stati Uniti e oggi anche in Inghilterra e Italia, capiremo che non si tratta di futili teorie del complotto, ma bensì di una oscura strategia politico-militare, il cui obiettivo è quello di restringere sempre più le libertà personali per avere il controllo globale sulle masse. Non ci credete?
    Bene, analizziamo i più recenti accadimenti e soprattutto le loro conseguenze sulla società. Sono le conseguenze che a noi interessano. La domanda infatti da porsi è sempre la stessa: Cui Prodest? A chi giova? A chi conviene?

    - 11 settembre 2001
    Da una grotta situata nelle montagne tra l’Afghanistan e il Pakistan, il miliardario saudita Osama bin Laden ha diretto dei talebani (“studenti del korano”) contro le Torri Gemelle mediante dei Boeing di linea. Questi piloti provetti erano perlopiù di provenienza araba, e Bush è andato a fare guerra in Afghanistan!
    L’intervento armato serviva per terminare un importantissimo gasdotto della Unocal, che passava proprio per quel paese, e per piazzarsi con le basi militari in pieno Medioriente (l’Afghanistan confina principalmente con il Pakistan, la Cina e guarda caso con lo «stato canaglia» dell’Iran).
    Risultato dell’intervento militare?
    - Occupazione illegittima del paese da parte di truppe militari straniere;
    - Decine di migliaia di morti innocenti, tra donne e bambini;
    - Attivazione di pericolosi focolai di odio e rabbia;
    - Aumento esponenziale della produzione dell’oppio;
    - Il nemico numero uno al mondo, Bin Laden, ufficialmente vivo e vegeto;

    Rivediamo il disastro con lo schema del controllo:
    Problema –> Attacco alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001
    Reazione –> Guerra illegittima in Afghanistan e Iraq
    Soluzione –> Leggi repressive: Patriot Act

    Se non ci fosse stato l’attacco alle Torri Gemelle, trasmesso in mondovisione a 2 miliardi di persone, le cosiddette «leggi patriottiche» NON sarebbero mai e poi mai passate. L’ondata emotiva mediatica provocata dalle immagini dei grattacieli che crollavano trascinandosi quasi 3000 persone nell’oblio, hanno surclassato e soprattutto adombrato delle leggi illiberali e non democratiche!

    - 20 marzo 2003
    Inizia un’altra guerra illegittima, questa volta in Iraq. Motivo: Saddam Hussein possiede armi di distruzione di massa e potrebbe attaccare gli Stati Uniti! L’amministrazione Bush, dopo aver tentato di collegare il dittatore iracheno con Osama bin Laden, s’inventa (e lo hanno candidamente confermato) le armi.
    L’intervento serviva per occupare militarmente il paese (l’ex Mesopotamia confina con Turchia, Siria, Arabia Saudita, Kuwait e soprattutto Iran) e per impossessarsi delle riserve petrolifere del secondo produttore dell’OPEC (anche se un ex dirigente dell’ENI ha dichiarato che le riserve irachene supererebbero addirittura quelle dell’Arabia Saudita, il primo produttore!).
    Risultato dell’intervento militare?
    - Distruzione totale del Museo di Baghdad con perdita di un patrimonio storico universale;
    - Inquinamento radioattivo del suolo per utilizzo di Uranio impoverito;
    Occupazione illegittima del paese da parte di truppe militari straniere;
    - Occupazione illegittima dei pozzi petroliferi;
    - Centinaia di migliaia di morti innocenti, tra donne e bambini;
    - Accensione di pericolosi focolai di odio e rabbia;
    - Aumento esponenziale di attacchi terroristici dentro e fuori il paese;

    - 11 marzo 2004
    Dieci esplosioni colpiscono Madrid e provocano oltre 200 morti. L’attentato è avvenuto esattamente 911 giorni dopo il disastro delle Torri Gemelle (9-11-01)

    - 7 luglio 2005
    Attacco terroristico alla metropolitana di Londra provoca oltre 50 morti. Immediatamente partono le misure di sicurezza repressive.
    Rivediamo il disastro con lo schema del controllo:
    Problema –> Attacco terroristico alla Metropolitana
    Reazione –> Indignazione della Comunità Mondiale e paura generalizzata
    Soluzione –> Leggi per la sicurezza repressive

    - 22 luglio 2005
    Sull’ondata emotiva e con le immagini di Londra davanti, il Senato degli Stati Uniti d’America approva a larga maggioranza l’estensione del Patriot Act 2.
    Cosa dice questa legge? L’FBI e il Ministero di Giustizia possono, senza chiedere permesso, accedere ai dati di biblioteche e librerie e ai servizi pubblici internet per indagare su qualsiasi persona. I provider dovranno installare il software Carnivore che permetterà alle autorità americane di monitorare la rete in tutto e per tutto. E molto altro ancora…

    E in Italia qual è la situazione?
    Il belpaese come nelle migliori tradizioni segue l’America, come Fido segue il padrone.
    Lo stesso giorno in cui il Senato d’oltreoceano votava la legge più repressiva che sia mai stata pensata, qui da noi venivano votati a maggioranza i 19 articoli del decreto Pisanu sul terrorismo (ovviamente islamico!)
    Tra gli articoli più interessanti troviamo il controllo di telefoni ed e-mail, il fermo di polizia prolungato a 24 ore; maggiori poteri al Presidente del Consiglio che potrà delegare direttamente i servizi segreti per le intercettazioni; le licenze di internet point saranno rilasciate su volere del Questore, e dulcis in fundo, il prelievo coatto della saliva per il DNA!

    Avete capito bene? Prelievo coatto di DNA umano!
    Questa notizia è molto interessante perché rientra in un progetto a più ampio respiro che contempla la creazione di una banca mondiale centralizzata (che esiste già) dove saranno registrati il DNA di tutti! Ma lasciamo parlare direttamente il Ministro della Giustizia Castelli: «Sin dal primo G8 a cui ho partecipato nel 2002 come ministro della Giustizia la questione di una banca dati mondiale per il DNA è sempre stata riproposta all’ordine del giorno».[1] Ma la chicca viene dopo con una domanda: «Perché una persona onesta – continua il Ministro – dovrebbe aver paura di dichiarare chi è anche attraverso una prova incontrovertibile?»

    Perché dovrebbe avere paura una persona onesta?
    Forse nessuno ha avvisato il guardasigilli che qui non si parla del codice fiscale, ma del codice genetico della vita! Del NOSTRO codice genetico: cioè della catena più importante che esista in Natura. Sicuramente la chiave segreta che ognuno di noi ha (ancora per poco!). Sono una persona onesta, ma diffido nella maniera più assoluta, delle persone che gestiranno i miei dati!

    Se per esempio questi dati arrivassero casualmente nelle mani delle assicurazioni? Potrebbero negarmi una assicurazione sulla vita perché sanno (ignorantemente, dico io che non credo alle predisposizioni spiegate dalla scienza medica) che mi verrà una malattia!
    Se per esempio questi dati arrivassero casualmente nelle mani di un gruppo di bioterroristi? Potrebbero creare un batterio o un virus in grado di colpire esattamente e in maniera mirata il mio genotipo. Ricordiamo che le armi genetiche esistono già!
    E se qualcuno trafugasse il database globale del DNA per poi vendere i codici genetici al miglior offerente? Magari uno stato terrorista?
    Se nei laboratori segreti dell’Opus Dei venisse creato un vaccino ad hoc per convertire al cattolicesimo tutti quanti?
    NO grazie! Sapere che il mio DNA è contenuto in qualche stanza oscura di qualche palazzo di vetro magari a Bruxelles, non mi fa stare allegro.

    Comunque sia, tutte queste misure – come dice l’antropologa Ida Magli – non servono al terrorismo, ma “servono, invece, ad attuare l’assoluta dittatura su di noi, perseguita da diversi anni dall’unione europea con il controllo su tutte le impronte digitali, su tutti i dati biometrici, su tutte le telefonate, su tutta la posta elettronica, oltre al mandato di arresto europeo nel quale il terrorismo è soltanto uno dei reati previsti”. [2]
    Ecco perché il terrorismo islamico oggi, rappresenta quello che l’Unione Sovietica rappresentò decenni fa: la scusante per spendere una marea di soldi pubblici, per creare le testate atomiche e tenere sotto scacco nucleare l’intero pianeta! Il terrore islamico è il cavallo di Troia che sta facendo entrare in maniera dirompente leggi repressive nei nostri confronti.

    L’altra cosa che aumenta il mio pessimismo è la definizione di terrorismo. Una definizione in continua evoluzione:

    “Chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Ai fini della legge penale, la finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione ed un organismo internazionale”.[3]

    Dopo averla letta sono corso ad avvisare la Casa Bianca, perché non mi piacerebbe vedere il povero Bush junior recluso da «cinque a dieci anni»! Ha una moglie e due belle figliole da mantenere. Se infatti «terrorista» è chi «promuove, organizza, dirige associazioni di eversione dell’ordine democratico», non vorrei che qualche magistrato bolscevico (sopravvissuto alla recente riforma piduista della magistratura) arrestasse George Walker per via del disastro umanitario che la sua associazione petrol-militare ha provocato in Iraq!
    Anche perché il termine terrorismo «ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero». Come d’altronde catalogare la distruzione di un intero paese straniero? E se poi questo magistrato va a mettere il naso a Falluja? E se si accorgesse dell’utilizzo di bombe al fosforo e di armi all’uranio impoverito, che sono violazioni dei trattati internazionali?
    No, è meglio per tutti modificare la definizione!

    Per concludere ricordo che è bene imparare a vedere con occhi nuovi, cioè con gli occhi della nostra coscienza, tutti gli accadimenti che stanno sconvolgendo il mondo intero. Diffidare del tubo catodico (strumento di condizionamento perfetto nelle loro mani) e dei giornali (gestiti pure loro dal Sistema).
    Quando accade qualcosa di eclatante (attacchi terroristici, crolli e/o speculazioni finanziarie, ecc.), non pensiamo meccanicamente è stato quello o quell’altro perché ce lo ha detto l’esperto di turno. Chiediamoci: Cui Prodest? Dopodichè esaminiamo attentamente come si muovono i governi e le politiche. Verificheremo l’onnipresente regola aurea del controllo: Problema-Reazione-Soluzione.
    Una volta compreso ciò, non sarà difficile intravedere una regia occulta che vuole l’instaurazione di un Ordine Mondiale Militare. E cioè un governo unico, una moneta elettronica! Il tutto per controllarci meglio.
    Il passaggio venturo sarà infatti il crollo economico pilotato (Problema) per arrivare alla crisi sociale (Reazione) e regalarci come una manna dal cielo la carta di credito con microchip (Soluzione) che farà scomparire del tutto il pericolo di eventuali crolli…
    Sono o non sono dei geni queste Potenze occulte che ci manovrano?

    Per capire la regia occulta che sta dietro gli accadimenti, dietro la politica di Bush, Blair o Sharon, dietro i proclami di Osama bin Laden (se fosse realmente vivo!), dietro le gli attentati del giordano Al Zarqawi, e quelli delle cellule impazzite di al-Qaeda consiglio di leggere i due articoli “Terrore a Londra” e “Iran: creazione e gestione di un buco nero”.
    E’ di fondamentale importanza aprire la nostra mente e il nostro cuore, anche perché coloro che stanno realmente manovrando, coloro che istillano odio e paura, non possiedono un vero e proprio cuore…

    Note

    [1] Liana Micella, intervista al Ministro Roberto Castelli, pubblicata su ” La Repubblica ” del 23 luglio 2005
    [2] Ida Magli, “I nemici siamo noi” http://www.italianiliberi.it
    [3] Il reato di terrorismo internazionale come introdotto dal Decreto-Legge 18 ottobre 2001

    http://www.disinformazione.it

  136. Altre 8 morti collegate al vaccino HPV

    Fonte http://www.disinformazione.it/gardasil2.htm

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    Ammontano a migliaia gli effetti indesiderati provocati dal Gardasil
    6 Ottobre, 2007..© 2007 WorldNetDaily.com Link alla pagina originale
    Traduzione per http://www.disinformazione.it di Stefano Pravato

    Altre otto morti, avvenute nei mesi scorsi, stanno per essere ricondotte al Gardasil, il vaccino della Merck & Co. contro il papillomavirus umano trasmesso per via sessuale. Secondo documenti rilasciati dal Judicial Watch, molti stati stanno valutando di rendere obbligatoria questa vaccinazione per tutte le donne in età scolare.
    Si sono inoltre verificati altri 1.824 casi di effetti indesiderati del farmaco, portando il “totale noto” di questi problemi a quota 3.461, secondo il gruppo di interesse pubblico che indaga e persegue la corruzione nel governo.

    “Alla luce di queste informazioni, è allarmante che gli stati e i governi locali possano imporre, in qualsiasi maniera, questo vaccino alle giovani ragazze,” dice Tom Fitton, presidente del gruppo. “I report di queste reazioni avverse indicano non solo che il vaccino provoca seri effetti collaterali ma che può risultare anche fatale”.
    La nostra testata, WND, ha già riferito di come la Merck stesse facendo lobbying sui legislatori statali per rendere obbligatoria la vaccinazione, ed abbia poi smesso una volta che queste attività erano state svelate.
    La WND ha anche già riferito quando un ricercatore di punta sul papillomavirus umano, cui è diretto il Gardasil, ha affermato che erano necessari ulteriori sperimentazioni, e di come anche il Centers for Disease Control abbiano suggerito che il vaccino non dovrebbe essere obbligatorio.

    La disputa è stata incentrata primariamente sulle richieste di alcuni stati ed enti governativi affinché le scolare fossero vaccinate contro un’infezione trasmessa solo tramite contatto sessuale.
    L’obbiettivo del vaccino è il cancro della cervice uterina, in quanto ci sono studi che mostrano che avendo avuto l’HPV si ha una probabilità maggiore di sviluppare più tardi questo tipo di cancro. Comunque, gli oppositori fanno osservare che tali cancri si sviluppano più spesso nelle donne anziane, mentre il progetto è di richiedere l’inoculazione per le ragazze dell’età di 11 o 12 anni. Citano inoltre la mancanza di prove che il vaccino possa avere un effetto prolungato negli anni.

    Il Judicial Watch ha affermato di aver ottenuto i documenti dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti, a seguito del Freedom of Information Act, pagine che dettagliano i nuovi 1.824 casi.
    Questi nuovi casi comprendono otto casi di decesso collegato al vaccino, rispetto alle tre morti verificatesi nei 1.637 precedenti casi di effetti collaterali.
    Nei nuovi referti il Judicial Watch ha trovato:

    - “Abbiamo ricevuto comunicazione … di una donna di 17 anni che nel giugno 2007 … è stata vaccinata con una prima dose di Gardasil … Nel pomeriggio dello stesso giorno, la paziente è stata rinvenuta inconscia (senza segni vitali) dalla madre. Il medico del pronto soccorso ha praticato la rianimazione ma senza successo. La paziente è quindi deceduta.”

    - “Abbiamo ricevuto comunicazione … di una paziente di 12 anni con una storia di insufficienza aortica e alla valvola mitralica … che era stata vaccinata il 01-MAR-2007 per via intra muscolare nel braccio sinistro con una prima dose di Gardasil … Il 01-MAR-2007 la paziente si è presentata al pronto soccorso con tachicardia ventricolare ed è morta.”

    - “Abbiamo ricevuto da un medico la prima segnalazione e i successivi aggiornamenti su di una paziente ‘per altri versi sana’ di 13 anni che era stata vaccinata con la sua prima e seconda dose di Gardasil. In seguito, la paziente ha accusato … paralisi dal petto in giù, lesioni del nervo ottico …Al momento della comunicazione, la paziente non si è ancora rimessa.”

    La marea di reazioni avverse verificatesi nel 2007 e riferite alla FDA dal Vaccine Adverse Event Reporting System (Sistema informativo sulle reazioni avverse ai vaccini), comprende 347 reazioni gravi.

    “Delle 77 donne che hanno ricevuto il vaccino mentre erano incinte, 33 hanno accusato effetti collaterali quali aborto spontaneo o anomalie fetali. Altre reazioni avverse continuano ad essere segnalate e includono, paralisi di Bells, sindrome di Guillain-Barre e convulsioni,” dice il Judicial Watch.
    E questi numeri potrebbero non riferirsi nemmeno a tutti i casi, dice il Judicial Watch, che ha intentato una causa questa settimana contro la FDA per avere omesso una risposta completa alle reiterate richieste di informazioni riguardanti il vaccino.

    Nello specifico, Judicial Watch chiedeva l’accesso alla corrispondenza tra la Merck e la FDA in merito al vaccino, alle comunicazioni tra la FDA e la GlaxoSmithKline , che sta sviluppando un vaccino analogo, chiamato Cervarix, e ai resoconti dei consumatori, dei medici e altri resoconti concernenti i problemi riscontrati con il vaccino HPV.
    Quando la faccenda dell’indagine della sua organizzazione sul vaccino HPV emerse, e i primi report cominciarono ad uscire, Fitton li descrisse come “un catalogo degli orrori.”

    Un referto, N°. 275438-1, descrive la reazione come trombosi dell’arteria coronarica, immediata morte cardiaca. “Somministrato il vaccino Gardasil dose n.1 12/3/07. Collassata e morta il 26/3/07… L’ecocardiogramma ha rivelato il ventricolo destro molto allargato, il ventricolo sinistro piccolo assieme a vasti coaguli sanguigni nell’atrio destro e nel ventricolo destro.”
    Un altro referto nota che la donna era stata vaccinata ed “era morta per un coagulo sanguigno otto ore dopo avere ricevuto il vaccino Gardasil.”
    Funzionari della Abstinence Clearinghouse fanno notare in un documento di presa di posizione che gruppi quali la Texas Medical Association, l’American Academy of Pediatrics, l’Association of American Physicians and Surgeons, e l’American Academy of Environmental Medicine si sono schierate pubblicamente contro la vaccinazione obbligatoria.

    “Il ragionamento di queste associazioni mediche è chiaro. Non si oppongono al progresso medico, e certamente sostengono qualsiasi sforzo volto a debellare le malattie mortali. Il problema, per come lo vedono queste organizzazioni, sta nel fatto che il farmaco è passato attraverso una sperimentazione di soli tre anni e mezzo, lasciando la comunità medica piuttosto all’oscuro per quanto concerne le reazioni avverse che potrebbero avverarsi nel lungo termine,” sostengono questi gruppi.

    “Assieme alla questione della possibilità di gravi reazioni avverse c’è quella dell’efficacia. Ci sono evidenze che, dopo approssimativamente quattro anni, la potenza del vaccino decresca significativamente. Il valore nel lungo termine del vaccino non è ancora stato determinato; se svanisse entro sei anni, le ragazze e le donne dovrebbero ripetere nuovamente la batteria di iniezioni che hanno già ricevuto?” E’ quello che chiede l’organizzazione.

    Il Michigan, per primo, ha introdotto un piano per imporre il vaccino per le ragazze giovani, ma la proposta è fallita. Anche l’Ohio ha esaminato un progetto, poi fallito, nel 2006.
    Quindi nel 2007, dopo l’aggressiva campagna lobbistica della Merck e le donazioni a Women in Government, I legislatori in almeno 39 stati e il District of Columbia hanno lavorato per sponsorizzare questi progetti.

    http://www.disinformazione.it

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    Infezione da Papillomavirus

    Da gennaio del 2008 le bambine nate nel 1996, che compiranno entro i dodici mesi successivi il dodicesimo anno di età, potranno sottoporsi alla vaccinazione contro il papillomavirus (HPV).
    La vaccinazione anti HPV sarà consigliata, ma non obbligatoria, per tutte le donne di età compresa tra i 12 e i 25 anni, ma in questa prima campagna la gratuità del vaccino sarà garantita soltanto alle bambine di dodici anni: 280 mila ragazze.
    Le donne che hanno un’età compresa tra i 13 e i 25 anni potranno ricorrere alla vaccinazione individuale: il vaccino può essere acquistato in farmacia a proprie spese.

    Vaccinazione contro il papillomavirus: i benefici ed i rischi non sono ancora completamente noti

    Secondo l’Harvard Women’s Health Watch, benchè il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) rappresenti una grande scoperta medica, è necessario essere cauti nel suo impiego, perchè i benefici ed i rischi non sono ancora completamente noti.
    E’ stato dimostrato che Gardasil, il nuovo vaccino, è in grado di proteggere contro 4 tipi di papillomavirus, considerati essere la causa, in un’alta percentuale dei casi, del tumori del collo dell’utero e dei condilomi genitali.

    Non esistono ad oggi studi pubblicati che dimostino che il vaccino sia in grado di offrire una protezione per un’altra dozzina di sierotipi di HPV, associati al tumore della cervice. Inoltre il vaccino anti-PHV non è terapeutico, cioè non è in grado di fornire protezione nelle donne già infettate con il virus.

    Le donne, anche dopo la vaccinazione, continueranno ad essere esposte ad un certo rischio di insorgenza di tumore.
    Pertanto, è importante che continuino a sottoporsi regolarmente al PAP test e a prendere precauzioni contro le malattie sessualmente trasmesse.
    Il vaccino contro il papillomavirus umano rappresenta una conquista medica che potrebbe in futuro salvare migliaia di vite ogni anno nel mondo, ma non è la soluzione perfetta al problema cancro della cervice. Ci sono ancora domande aperte circa la sicurezza del vaccino e la sua efficacia oltre i 5 anni, specialmente per le ragazze di 11 e 12 anni, individuate come gruppo target per la vaccinazione da parte delle Autorità sanitarie.

    In conclusione si può affermare che il nuovo vaccino contro il papillomavirus umano sembra avere grandi potenzialità, ma considerate le molte domande ancora senza risposta circa la sua efficacia e la sua sicurezza, l’Harvard Women’s Health Watch suggerisce che la vaccinazione dovrebbe rappresentare una scelta individuale.

    Fonte: Harvard Women’s Health Watch, 2007

    Vaccinazione anti-HPV – Il caso Gardasil: necessità o interesse?

    Il New York Times ha dedicato un articolo al caso Gardasil, il vaccino antipapillomavirus che dovrebbe essere somministrato alle adolescenti con l’obiettivo di prevenire le infezioni da virus HPV, alcune delle quali sarebbero associate a sviluppo di tumore della cervice uterina.
    La società produttrice di Gardasil, Merck & Co, sostiene la tesi che è necessario effettuare il più rapidamente possibile la vaccinazione per debellare la malattia.
    Le associazioni dei consumatori sostengono che la vaccinazione non è necessaria, perché l’incidenza di carcinoma alla cervice è bassa. Negli USA, su una popolazione superiore ai 250 milioni di abitanti, i nuovi casi di tumore alla cervice sarebbero 9.710 e 3.700 le donne che muoiono, ogni anno (dati FDA).
    In Italia, ogni anno, si contano 3.500 nuovi casi di carcinoma con circa 1.000 morti (dati ISS).

    L’obiettivo che si prefigge Merck è quello di indurre i legislatori a rendere obbligatoria la vaccinazione, in modo da vendere quantità più elevate di vaccino.
    La mancata obbligatorietà avrebbe come conseguenza un numero decisamente più basso di vaccinazioni e minori guadagni.
    Per raggiungere il proprio scopo, Merck & Co sta esercitando una forte azione di lobby. Merck ha finanziato in modo particolare l’associazione Women in Government, che raccoglie le donne legislatrici in modo bipartisan.

    Negli ultimi 2 anni, Women Government ha tenuto cene e conferenze per tutti gli Stati Uniti promuovendo la lotta contro il tumore della cervice uterina.
    Contro la vaccinazione anti-HPV, si sono schierati gli attivisti contrari all’impiego del vaccino, gruppi religiosi e associazioni dei consumatori.
    Gli attivisti anti-vaccino sostengono che la sicurezza del vaccino nel lungo periodo non è stata dimostrata, così come non è noto per quanto tempo il vaccino conferisce immunità contro i tipi virali per i quali il vaccino è stato realizzato.

    I gruppi religiosi temono che, essendo l’infezione da HPV una malattia sessualmente trasmessa, l’uso del vaccino possa favorire l’attività sessuale delle ragazze.
    La protesta dell’associazione dei consumatori è rivolta soprattutto sull’obbligatorietà della vaccinazione.
    Un altro argomento di discussione è il costo del vaccino Gardasil che negli Stati Uniti, costa 360 dollari per 3 iniezioni.
    Secondo gli analisti, il mercato dell’infezione da HPV potrebbe produrre ricavi per 5 miliardi di dollari/anno, e Merck è in pole position.
    Gli enormi interessi economici che stanno alla base della vaccinazione anti-HPV potrebbero spiegare il pressing di Merck sui politici per l’obbligatorietà della vaccinazione.

    Sulla propensione di alcuni politici a rendere obbligatoria la vaccinazione anti-HPV, alcune persone ritengono che la concessione dell’obbligatorietà sarebbe un modo per risarcire Merck dalla perdita del Vioxx, il farmaco antinfiammatorio ritirato nel 2004 perché causa di gravi eventi avversi cardiovascolari.
    Il vaccino, per esercitare la propria attività protettiva, deve essere somministrato a ragazze che non hanno avuto rapporti sessuali.

    L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione con una stima di oltre il 75% delle donne sessualmente attive infettate dal virus HPV nel corso della vita.
    La storia naturale dell’infezione è condizionata dall’equilibrio che si instaura tra ospite e virus HPV con tre possibili evoluzioni: regressione, persistenza e progressione.
    La maggior parte delle infezioni da papillomavirus (70-90%) è transitoria.
    La persistenza dell’infezione virale è una condizione per l’evoluzione verso il tumore.

    L’insorgenza del tumore è anche favorita dal particolare tipo di virus HPV (i tipi 16 e 18 sono oncogenici), dall’alto numero di partner sessuali, dal fumo di sigaretta e dalla coinfezione con altre malattie infettive sessualmente trasmesse.
    Di norma, il tempo che intercorre tra l’infezione da HPV e lo sviluppo di lesioni precancerose è di 5 anni, mentre lo sviluppo del tumore può richiedere decenni.
    Il Pap-test è in grado di individuare le lesioni e di prevenire il tumore.

    Fonte: 1) The New York Times, 2007; 2) EpiCentro ISS, 2007

    Gardasil, vaccino anti papillomavirus

    Informazioni cliniche

    Indicazioni terapeutiche
    Gardasil è un vaccino per la prevenzione della displasia di alto grado del collo dell’utero (CIN 2/3), del carcinoma del collo dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado della vulva (VIN 2/3) e delle lesioni genitali esterne (condilomi acuminati) causate dal Papillomavirus Umano (HPV) tipi 6, 11, 16 e 18.
    L’indicazione è basata sulla dimostrazione di efficacia di Gardasil in donne adulte di età compresa tra 16 e 26 anni e sulla dimostrazione dell’immunogenicità di Gardasil in bambini ed adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni.
    L’efficacia protettiva non è stata valutata nei maschi.

    Posologia e modo di somministrazione
    La vaccinazione primaria consiste di 3 dosi distinte da 0,5 ml, somministrate in accordo con la seguente schedula: 0, 2, 6 mesi.
    Ove sia necessaria una schedula vaccinale alternativa, la seconda dose deve essere somministrata almeno 1 mese dopo la prima dose, e la terza dose almeno 3 mesi dopo la seconda dose. Tutte e tre le dosi devono essere somministrate entro il periodo di 1 anno.
    Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.

    Gardasil non è raccomandato per l’impiego nei bambini di età inferiore ai 9 anni, poiché i dati di immunogenicità, sicurezza ed efficacia in questa fascia di età non sono sufficienti.
    Il vaccino deve essere somministrato per iniezione intramuscolare. Il sito preferito è la regione deltoidea del braccio o l’area anterolaterale superiore della coscia.
    Gardasil non deve essere iniettato per via intravascolare. Le somministrazioni per via sottocutanea e intradermica non sono state studiate e, pertanto, non sono raccomandate.

    Controindicazioni
    Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gli individui che sviluppano sintomi indicativi di ipersensibilità dopo aver ricevuto una dose di Gardasil non devono ricevere dosi ulteriori di Gardasil.
    La somministrazione di Gardasil deve essere rimandata nei soggetti affetti da malattie febbrili gravi in fase acuta.
    Tuttavia la presenza di un’infezione minore, come una lieve infezione del tratto respiratorio superiore o un lieve rialzo febbrile, non rappresenta una controindicazione all’immunizzazione.

    Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
    Come per tutti i vaccini iniettabili, un adeguato trattamento medico deve essere sempre prontamente disponibile in caso di una rara reazione anafilattica a seguito della somministrazione del vaccino. Come con qualsiasi altro vaccino, la vaccinazione con Gardasil potrebbe non assicurare la protezione di tutti i soggetti vaccinati.
    Gardasil proteggerà soltanto contro le patologie causate da HPV tipi 6, 11,16 e 18. Pertanto, devono continuare ad essere seguite precauzioni appropriate contro le malattie sessualmente trasmesse.

    Gardasil non ha mostrato di avere effetto terapeutico. Il vaccino non è pertanto indicato per il trattamento del carcinoma del collo dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado del collo dell’utero, della vulva e della vagina o dei condilomi genitali. Il vaccino non è altresì indicato per prevenire la progressione di altre lesioni già esistenti correlate con il papillomavirus umano.
    La vaccinazione non sostituisce l’abituale screening del collo dell’utero. Poiché nessun vaccino è al 100% efficace e poiché Gardasil non protegge contro i tipi HPV non contenuti nel vaccino o contro infezioni preesistenti da HPV, l’abituale screening del collo dell’utero mantiene importanza critica e deve essere effettuato in accordo con le raccomandazioni locali.
    Non vi sono dati disponibili riguardo all’impiego di Gardasil nei soggetti con una risposta immunitaria ridotta.

    I soggetti con una risposta immunitaria ridotta, dovuta all’impiego di una forte terapia immunosoppressiva, ad un difetto genetico, ad infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), o ad altre cause, possono non rispondere al vaccino.
    Gardasil deve essere somministrato con cautela nei soggetti affetti da trombocitopenia o da ogni altro disturbo della coagulazione poichè in questi soggetti può verificarsi un sanguinamento a seguito della somministrazione per via intramuscolare. La durata della protezione conferita non è attualmente nota. Un’efficacia protettiva prolungata è stata osservata per un periodo di 4 anni e mezzo dopo il completamento del ciclo di 3 dosi. Sono in corso studi di follow-up a più lungo termine.

    Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
    In tutti gli studi clinici sono stati esclusi soggetti che avevano ricevuto immunoglobuline o prodotti derivati dal sangue umano nei 6 mesi precedenti la prima dose di vaccino.

    Uso con altri vaccini
    La somministrazione concomitante (in siti diversi di iniezione per i vaccini iniettabili) di Gardasil con il vaccino dell’epatite B (ricombinante) non interferisce con la risposta immunitaria ai tipi di HPV. La risposta al vaccino dell’epatite B è stata in qualche misura ridotta per quanto concerne le medie geometriche dei titoli anticorpali (GMTs). Il significato clinico di questa osservazione non è stato stabilito. I tassi di sieroprotezione (proporzione di soggetti che raggiungono un livello sieroprotettivo anti-HBs maggiore o uguale a 10 mUI/ml) non hanno subito modifiche (96,5% per la vaccinazione concomitante e 97,5% per il vaccino dell’epatite B somministrato da solo).
    La somministrazione concomitante di Gardasil con altri vaccini, diversi da quello dell’epatite B (ricombinante), non è stata studiata.

    Uso con i contraccettivi ormonali
    Nel corso degli studi clinici, il 57,5% delle donne (di età compresa tra 16 e 26 anni) che hanno ricevuto Gardasil faceva uso di contraccettivi ormonali. L’uso di contraccettivi ormonali non sembra abbia influenzato la risposta immunitaria a Gardasil.

    Gravidanza e allattamento
    Non sono stati effettuati studi specifici sul vaccino in donne in stato di gravidanza. Tuttavia, durante il programma di sviluppo clinico pre-registrativo, 2.266 donne (di cui 1.115 avevano ricevuto il vaccino e 1.151 il placebo) hanno presentato almeno una gravidanza. Nel complesso, la parte di gravidanze con esito negativo è stata paragonabile nelle donne che avevano ricevuto Gardasil ed in quelle che avevano ricevuto il placebo. Per le gravidanze con inizio stimato nei 30 giorni successivi alla vaccinazione, sono stati osservati 5 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto Gardasil rispetto a 0 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto placebo.

    Nelle gravidanze con inizio dopo i 30 giorni successivi alla vaccinazione, sono stati invece osservati 10 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto Gardasil rispetto a 16 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto placebo.
    Le tipologie di anomalie osservate sono state consistenti con quelle generalmente osservate nelle gravidanze di donne di età compresa tra i 16 ed i 26 anni.
    Gli studi sugli animali non hanno indicato effetti pericolosi diretti o indiretti nei confronti della gravidanza, dello sviluppo embrionale/fetale, del parto o dello sviluppo postnatale.
    I dati sulla somministrazione di Gardasil durante la gravidanza non hanno fornito alcuna segnalazione relativamente alla sicurezza di impiego. Tuttavia, tali dati sono insufficienti per raccomandare l’uso di Gardasil durante la gravidanza. La vaccinazione deve, pertanto, essere rimandata a dopo il completamento della gravidanza.

    Nel corso degli studi clinici, durante il periodo di vaccinazione, un totale di 995 madri in allattamento ha ricevuto Gardasil o placebo. L’incidenza di reazioni avverse nelle madri e nei lattanti è stata paragonabile tra il gruppo che aveva ricevuto il vaccino e quello che aveva ricevuto placebo. Inoltre, l’immunogenicità del vaccino è stata paragonabile tra le madri in allattamento e le donne che non erano in allattamento durante la somministrazione del vaccino.

    Gardasil può essere somministrato a donne in allattamento.

    Effetti indesiderati
    Nel corso di 5 studi clinici (di cui 4 controllati con placebo), i soggetti arruolati hanno ricevuto Gardasil o placebo nel giorno dell’arruolamento e dopo circa 2 e 6 mesi dall’arruolamento.
    Pochi soggetti (0,2%) hanno interrotto la sperimentazione a causa di reazioni avverse.
    La sicurezza è stata valutata, sia per l’intera popolazione in studio (4 studi) che per un sottogruppo predefinito della popolazione in studio (1 studio), sulla base della sorveglianza effettuata tramite la scheda di vaccinazione (VRC – vaccination report card), nei 14 giorni successivi ad ogni iniezione di Gardasil o di placebo. I soggetti che sono stati monitorati sulla base della sorveglianza effettuata tramite la scheda di vaccinazione VRC includevano 6.160 soggetti che avevano ricevuto Gardasil (di cui 5.088 donne di età compresa tra 9 e 26 anni e 1.072 maschi di età compresa tra 9 e 15 anni, al momento dell’arruolamento) e 4.064 soggetti che avevano ricevuto placebo.

    Le seguenti reazioni avverse correlate al vaccino sono state osservate nei soggetti che hanno ricevuto Gardasil con una frequenza almeno pari all’1,0% ed inoltre con una frequenza maggiore rispetto a quella osservata nei soggetti che hanno ricevuto placebo.
    Le reazioni sono state raggruppate per frequenza in accordo alla seguente convenzione: molto comuni (maggiori o uguali a 1/10); comuni (maggiori o uguali a 1/100, minori di 1/10); non comuni (maggiori o uguali a 1/1.000, minori di 1/100); rari (maggiori o uguali a 1/10.000, minori di 1/1.000); molto rari (minori di 1/10.000).
    Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione – Molto comune: piressia; molto comune: al sito di iniezione: eritema, dolore e gonfiore; comune: al sito di iniezione: sanguinamento, prurito.

    Inoltre, nel corso degli studi clinici, sono state osservate, con una frequenza inferiore all’1%, reazioni avverse che sono state ritenute correlate al vaccino o al placebo dagli sperimentatori:

    Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino – Molto raro: broncospasmo
    Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo – Rari: orticaria.

    Sette casi (0,06%) di orticaria sono stati riportati nel gruppo Gardasil e 17 casi (0,18%) sono stati osservati nel gruppo placebo contenente l’adiuvante.
    Nel corso degli studi clinici, i soggetti facenti parte della popolazione valutata per la sicurezza di impiego hanno segnalato ogni nuova situazione clinica durante il periodo di follow-up fino a 4 anni. Nell’ambito di 11.813 soggetti che hanno ricevuto Gardasil e 9.701 soggetti che hanno ricevuto placebo, sono stati riportati 8 casi di artrite non specifica, di cui 6 nel gruppo Gardasil e 2 nel gruppo placebo.

    Efficacia
    Gardasil è un vaccino quadrivalente ricombinante non infettante preparato da particelle simili al virus (VLPs) dalla proteina capsidica maggiore L1 del papillomavirus umano (HPV) tipi 6, 11, 16 e 18 altamente purificate.
    Le VLPs non contengono DNA virale, non possono infettare le cellule, riprodursi o causare malattia.
    L’HPV infetta soltanto l’uomo, ma gli studi sugli animali con papillomavirus analoghi suggeriscono che l’efficacia dei vaccini L1 VLP sia mediata dallo sviluppo di una risposta immune di tipo umorale.

    Dei tipi HPV contenuti nel vaccino:

    • l’HPV 16 e 18 sono responsabili di circa il 70% dei casi di displasia del collo dell’utero di alto grado (CIN 2/3) e di adenocarcinoma in situ (AIS), e di circa il 70% dei casi di displasia della vulva di alto grado (VIN 2/3) nelle giovani donne in premenopausa. HPV 16 e 18 sono anche responsabili della maggioranza delle lesioni squamose di alto grado della vagina (VaIN 2/3). Altri tipi di HPV non contenuti nel vaccino sono responsabili del restante 20-30% dei casi di CIN 2/3, VIN 2/3 e VaIN 2/3. CIN 3 è considerato un precursore diretto del carcinoma invasivo del collo dell’utero. VIN 3 è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma della vulva nelle giovani donne in premenopausa infettate dai tipi di HPV oncogeni;

    • l’HPV 6 e 11 sono responsabili di circa il 90% dei casi di condilomi genitali;

    • l’HPV 6, 11, 16 e 18 sono responsabili per una quota variabile dal 35 al 50% di CIN1 o displasia di basso grado del collo dell’utero.

    L’efficacia del Gardasil è stata valutata in 4 studi clinici di Fase II e III, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo che includevano un totale di 20.541 donne di età compresa tra 16 e 26 anni che sono state arruolate e vaccinate senza effettuare uno screening preliminare per la presenza di una infezione da HPV.
    Gli endpoint di efficacia primaria includevano le lesioni della vulva e della vagina (condilomi genitali, VIN, VaIN) correlati all’HPV tipi 6, 11, 16 o 18 e il CIN di qualunque grado (Protocollo 013, Future I), il CIN 2/3 e l’adenocarcinoma in situ (AIS) correlati all’HPV 16 o 18 (Protocollo 015, FUTURE II), l’infezione persistente correlata all’HPV di tipo 6, 11, 16 e 18 (Protocollo 007) e l’infezione persistente correlata all’HPV 16 (Protocollo 005). Come marker clinico surrogato del carcinoma del collo dell’utero è stata utilizzata negli studi clinici la Neoplasia Intraepiteliale Cervicale (CIN) di grado 2/3 (displasia di grado da moderato ad alto).

    Efficacia della profilassi
    Le analisi primarie di efficacia sono state effettuate nella popolazione per protocollo (PPE Perprotocol Efficacy) (n = tutte e 3 le vaccinazioni entro 1 anno dall’arruolamento, nessuna deviazione maggiore dal protocollo di studio e naïve nei confronti dei relativi tipi di HPV prima della dose 1 e fino ad 1 mese dopo la dose 3 (Mese 7)). L’efficacia è stata misurata a partire dalla visita al mese 7.
    Complessivamente il 73% dei soggetti erano naïve (negativi alla PCR e sieronegativi) per tutti e 4 i tipi di HPV.

    Efficacia nei soggetti naïve ai tipi HPV contenuti nel vaccino
    L’efficacia di Gardasil contro CIN (1, 2, 3) o AIS correlati all’HPV di tipo 6-, 11-, 16-, 18-, è stata del 100% nel Protocollo 013 dove era un endpoint primario e del 95,2% nei protocolli combinati insieme.
    L’efficacia di Gardasil contro le CIN 1 correlate all’HPV 6, 11, 16 e 18 è stata del 100% nel Protocollo 013 e nell’analisi combinata è stata del 93,1%.
    In un’analisi integrata (Protocolli 007, 013, 015), l’efficacia di Gardasil contro le lesioni della vulva di alto grado (VIN 2/3) correlate all’HPV tipi 6, 11, 16 o 18 è stata del 100%.

    L’efficacia del vaccino contro le lesioni vaginali di alto grado (VaIN 2/3) non ha raggiunto una significatività statistica. In tutto vi sono stati 8 casi di VIN 2/3 e 5 casi di VaIN 2/3, tutti osservati nel gruppo placebo.
    Sulla base di una definizione a 12 mesi di infezione persistente (ad esempio almeno 2 campioni positivi nell’arco di un intervallo minimo di 12 mesi), l’efficacia contro l’infezione persistente da HPV 16 è stata del 93,3% nel Protocollo 005. Nel Protocollo 007, l’efficacia di Gardasil contro l’infezione persistente da HPV 16 o 18 è stata del 100%. Vi sono stati sei casi di infezione persistente da HPV 16 e due casi di infezione persistente da HPV 18 tutti nel gruppo placebo.

    Efficacia nei soggetti con infezione in corso o prima dell’infezione
    Non vi è stata evidenza di protezione dalla patologia causata dai tipi di HPV per i quali i soggetti erano positivi alla PCR e/o sieropositivi al basale. Tuttavia, gli individui che erano stati già infettati con uno o più tipi di HPV contenuti nel vaccino prima della vaccinazione sono risultati protetti dalla patologia clinica causata dagli altri tipi di HPV contenuti nel vaccino.

    Reazioni avverse
    In 5 studi, di cui 4 controllati con placebo, il vaccino anti-papillomavirus umano Gardasil è stato somministrato al momento dell’arruolamento e dopo circa 2 e 6 mesi.
    La percentuale dei drop-out per il presentarsi di effetti indesiderati è risultata bassa (0.1%).

    Reazioni avverse comuni associate al vaccino
    Gli effetti indesiderati che si sono manifestati con una frequenza dell’1% o più nei soggetti ai quali è stato somministrato Gardasil sono stati:
    1) 1-5 giorni dopo la vaccinazione: dolore 83.9% (48.6% con placebo), rigonfiamento 25.4% (7.3% con placebo), eritema 24.6% (12.1% con placebo), prurito 3.1% (0.6% con placebo);
    2) 1-15 giorni dopo la vaccinazione: febbre 10.3% (8.6% con placebo), nausea 4.2% (4.1% con placebo), capogiri 2.8% (2.6% con placebo);

    Gravi reazioni avverse
    Un totale di 102 soggetti su 21.464 che hanno ricevuto Gardasil e placebo ha riportato un grave evento avverso 1-15 giorni dopo la vaccinazione:

    - cefalea 0.03% (0.02% con placebo);
    - gastroenterite 0.03% (0.01% con placebo);
    - appendicite 0.02% (0.01% con placebo);
    - malattia infiammatoria pelvica 0.02% (0.01% con placebo).

    E’ stato riportato un caso di broncospasmo e due casi di asma.

    Mortalità
    Tra i partecipanti agli studi clinici (21.464 soggetti) ci sono stati 17 casi ad esito fatale. Gli eventi riportati erano in linea con gli eventi attesi nella popolazione sana.
    La più comune causa di morte è stato l’incidente con veicoli a motore (4 soggetti che hanno ricevuto Gardasil e 3 placebo), seguito da overdose/suicidio (1 soggetto con Gardasil e 2 con placebo) ed embolia polmonare/trombosi venosa profonda (1 soggetto con Gardasil e 1 con placebo).
    Inoltre, ci sono stati due casi di sepsi, 1 caso di tumore al pancreas e 1 caso di aritmia nel gruppo trattato con Gardasil e 1 caso di asfissia nel gruppo placebo.

    Disordini autoimmuni sistemici
    Negli studi clinici i soggetti sono stati valutati per nuove condizioni mediche che si sono presentate nel corso di un periodo osservazionale di 4 anni.
    Nel gruppo Gardasil sono stati segnalati: 1 caso di artrite giovanile, 2 casi di artrite reumatoide, 5 casi di artrite ed 1 caso di artrite reattiva.
    Di contro, nel gruppo placebo sono stati osservati: 1 caso di lupus eritematoso sistemico e 2 casi di artrite.

    Fonte: 1) FDA, 2007: 2 ) EMEA, 2007

    VAERS: 371 gravi reazioni avverse dopo vaccinazione con Gardasil

    5 Giugno 2007 – Judicial Watch, un’associazione di interesse pubblico, ha ottenuto dall’FDA (Food and Drug Administration) la possibilità di visionare gli effetti indesiderati correlati al vaccino contro il papillomavirus umano (HPV), Gardasil.
    All’11 maggio 2007, il sistema di farmacosorveglianza post-marketing sui vaccini VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) degli Stati Uniti, annoverava 1.637 reazioni avverse digitando la sigla HPV4, che corrisponde alla vaccinazione con Gardasil, un vaccino quadrivalente.
    Di queste reazioni, 371 sono definite gravi.

    Delle 42 donne che hanno ricevuto Gardasil mentre erano incinte, 18 sono andate incontro a reazioni avverse, che variavano tra l’aborto spontaneo ed i danni fetali.
    La paralisi, la paralisi di Bell (paralisi facciale), la sindrome di Guillain Barre e le convulsioni sono alcuni dei gravi eventi avversi neurologici associati alla vaccinazione con Gardasil.
    Nel database sono segnalati anche 3 casi di 3 persone morte dopo aver ricevuto il vaccino. Una ragazza è morta per trombosi 3 ore dopo aver assunto Gardasil.
    Due ragazze di 12 e 19 anni sono morte per problemi cardiaci e/o per trombosi.
    Secondo l’FDA queste morti non sarebbero correlate al vaccino.
    Riguardo ai 1.637 effetti indesiderati riportati da Judicial Watch, l’FDA ritiene che siano in linea con i quasi 3 milioni di persone vaccinate negli Stati Uniti con Gardasil.

    Inoltre non tutte le reazioni avverse sarebbero correlate alla vaccinazione contro il papillomavirus.
    Nonostante la rassicurazione dell’FDA rimangono dubbi sulla sicurezza del Gardasil.

    Descrizione di 20 casi dopo vaccinazione con Gardasil, scelti con modalità random, presenti nel VAERS line list Report dell’11 Maggio 2007

    - Caso 1 definito grave: ragazza di 14 anni che immediatamente dopo somministrazione di Gardasil ha avvertito un dolore intenso al sito di iniezione. E’ caduta ed ha perso i sensi per 10-15 secondi. La ragazza, che ha manifestato cefalea, visione offuscata, è stata inviata al Dipartimento d’Emergenza. L’esame neurologico è risultato normale. I medici hanno diagnosticato disidratazione e sincope vasovagale secondaria al dolore prodotto dall’iniezione al sito di somministrazione.

    - Caso 2 definito grave: una ragazza di 18 anni con nessuna storia di allergie è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno dopo ha manifestato rash ed orticaria, non al sito di iniezione. Quando si è presentata al proprio medico curante presentava orticaria in tutto il corpo. E’ stata trattata con Benadryl (Difenidramina), un antistaminico per os, e sottoposta a trattamento con Metilprednisolone (Solu Medrol).

    - Caso 3 definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 17 anni dopo essere stata vaccinata con Gardasil ha presentato intorpidimento e formicolio ai piedi e alle mani, che sono persistiti e peggiorati. Dopo 25 giorni dalla vaccinazione la ragazza ha manifestato una grave forma di debolezza. E’ stata ricoverata e gli è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre. E’ stata trattata con Immunoglobulina. La ragazza sta lentamente migliorando, ma soffre sempre di debolezza.

    - Caso 4 definito grave: una ragazza di 15 anni, che era stata precedentemente vaccinata per l’epatite A e vaccinata con vaccino meningocicco A CYW, dopo essere stata vaccinata con Gardasil, ha presentato convulsione in forma lieve. Inoltre ha avvertito un forte dolore al sito di iniezione. La ragazza è stata ricoverata per 1 giorno.

    - Caso 5 definito grave: una ragazza di 17 anni affetta da asma, è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno successivo alla vaccinazione ha presentato pollice di aspetto edematoso, e le palme della mano sono diventate rosse e calde. La ragazza ha poi avvertito senso di oppressione a livello toracico. Alla ragazza è stato somministrato immediatamente una dose massiccia di Cetirizina (Zyrtec; in Italia: Zirtec), un antistaminico, ed Acetaminofene (anche detto Paracetamolo).

    - Caso 6 definito grave: una ragazza di 17 anni che presentava allergia alle sulfonamidi, è stata vaccinata con Gardasil. Cinque giorni dopo la vaccinazione la ragazza ha presentato ingrossamento dei linfonodi a livello della clavicola, con problemi di movimento del braccio. Alla ragazza è stato consigliato l’intervento chirurgico per l’asportazione dei linfonodi.

    - Caso 7 definito grave: una ragazza di 18 anni affetta da asma e sindrome dell’ovaio policistico, è stata vaccinata con Gardasil. La ragazza stava assumendo contemporaneamente Bupropione (Wellbutin XL), Litio e Risperidone (Risperdal). Alla sera dello stesso giorno della vaccinazione la ragazza ha sviluppato gonfiore del braccio sinistro e difficoltà respiratorie. Il giorno successivo la ragazza ha sviluppato gonfiore al volto.

    - Caso 8 definito grave: una ragazza di 15 anni, affetta da asma, allergia alle arachidi ed una storia di anafilassi, è stata vaccinata con Gardasil. Dopo alcune ore la ragazza ha presentato una reazione anafilattica. Alla ragazza è stato somministrato immediatamente EpiPen ( autoiniettore di Adrenalina ), ed è stata trasportata al Dipartimento di Emergenza.

    - Caso 9 definito grave: una ragazza di 18 anni è stata vaccinata con Gardasil. Dopo circa un’ora la ragazza ha avvertito brevità del respiro e stato febbrile. La paziente è stata subito ricoverata presso il Dipartimento d’Emergenza e sottoposta a terapia.

    - Caso 10 definito grave, con disabilità permanente: una donna di 24 anni è stata vaccinata con Gardasil. Alcune ore più tardi la donna ha manifestato gonfiore agli occhi e prurito. E’ stata trattata con Benadryl, un antistaminico, ed è stata mandata a casa. Successivamente è comparsa visione offuscata.

    - Caso 11 definito grave: una ragazza di 16 anni, che era stata vaccinata con Gardasil, ha sviluppato debolezza alle estremità inferiori ed è stata ricoverata con diagnosi di sindrome di Guillain-Barre in forma lieve. Dopo trattamento con Gammaglobuline, la ragazza ha recuperato in modo quasi completo, ma è perdurato l’intorpidimento alle estremità degli arti.

    - Caso 12 definito grave, con disabilità permanente: una ragazza di 15 anni con una storia di ipersensibilità agli allergeni, è stata vaccinata con Gardasil. La ragazza stava assumendo Ortho Tri-Cyclen LO, una pillola contraccettiva a base di Etinil Estradiolo e Norgestimato. La ragazza ha sviluppato prurito ed orticaria alle gambe e alle braccia.

    - Caso 13 definito grave, minacciante la vita: una donna di 25 anni che aveva iniziato ad assumere Nitrofurantoina per un’infezione del tratto urinario qualche giorno prima della vaccinazione con Gardasil, ha manifestato orticaria. La donna è stata trattata con Metilprednisolone (Medrol). Venti giorni dopo, la donna ha presentato gonfiore della lingua e restringimento laringeo. Alla donna è stata somministrata immediatamente Epinefrina (EpiPen).

    - Caso 14 definito grave: una ragazza di 15 anni affetta da diabete di tipo 1 ed in terapia con Insulina, è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno dopo la vaccinazione la ragazza è andata incontro a crisi di grande male ed è stata ricoverata per 3 giorni in ospedale.

    - Caso 15 definito grave: Una donna di 20 anni dopo 2 ore che era stata vaccinata con Gardasil ha presentato vomito e dolore addominale, con successivo peggioramento tale da impedirle di stare supina. E’ stata ricoverata in ospedale e sottoposta ad appendicectomia.

    - Caso 16 definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 13 anni è stata ricoverata in ospedale con debolezza agli arti sia superiori che inferiori. La ragazza era stata vaccinata con Gardasil. Alla ragazza è stata diagnosticata una forma grave della sindrome di Guillan-Barre, ed infezioni delle vie respiratorie. Per il presentarsi di insufficienza respiratoria è stata sottoposta a ventilazione meccanica, e a tracheostomia con intubazione. Ha sviluppato dolore neuropatico ed ipertensione.

    - Caso 17 definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 13 anni è stata vaccinata con Gardasil, con successiva presentazione di intorpidimento e formicolio ai piedi, che si è poi esteso alle mani. Ha presentato difficoltà a camminare, per la mancanza di sensibilità ai suoi piedi. Alla ragazza è’ stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre.

    - Caso 18 definito grave: una ragazza di 12 anni affetta da emicrania, è stata arruolata in uno studio clinico ed ha ricevuto le 3 dosi del vaccino per il papillomavirus, Gardasil. Tre mesi dopo l’ultima dose di vaccino, la ragazza ha presentato difficoltà a camminare ed è stata ricoverata in ospedale. La debolezza muscolare sofferta dalla ragazza è stata ritenuta essere correlata alla vaccinazione con Gardasil.

    - Caso 19 definito grave, con disabilità permanente: una donna di 19 anni è stata vaccinata con Gardasil. La donna stava assumendo un antistaminico, Zyrtec (Cetirizina), e contraccettivi ormonali per os. La donna, subito dopo la vaccinazione, ha sviluppato un rash non al sito d’iniezione, ma nel braccio in cui è stata eseguita la vaccinazione. Inoltre, la donna ha accusato una forte mialgia sia agli arti superiori che agli arti inferiori, e la sua mano si è scolorita. Un esame ha rivelato un’infezione streptococcica, e la donna è stata trattata con antibiotici. E’ stata evidenziata un’elevata conta leucocitaria.

    - Caso 20 definito grave, con disabilità permanente: una donna di 18 anni senza storia di allergie, è stata vaccinata con Gardasil (una sola dose), e dopo aver manifestato rash maculopapuloso bilaterale alle estremità inferiori, gonfiore bilaterale agli arti inferiori con la gamba destra di dimensioni maggiori rispetto alla gamba sinistra, dolore muscolare intenso, particolarmente sotto le ginocchia, con difficoltà a camminare, è stata ricoverata in ospedale. Alla dimissione la donna era in terapia con Percocet (Ossicodone ed Acetaminofene), e Prednisolone.

    Fonte: 1) Judicial Watch, 2007; 2) FDA, 2007

    Documentazione
    Clicca qui per vedere le morti riportate in VAERS all’11 maggio 200
    Clicca qui per vedere le reazioni avverse riportate in VAERS all’11 maggio 2007

    The Vaccine Adverse Event Reporting System is a cooperative program for vaccine safety of the Centers for Disease Control and Prevention ( CDC ) and the Food and Drug Administration ( FDA ). VAERS is a post-marketing safety surveillance program, collecting information about adverse events ( possible side effects ) that occur after the administration of US licensed vaccines.

    Xagena2007

    Il giudizio dell’ Harvard Women’s Health Watch
    Vaccinazione contro il papillomavirus
    Gardasil, vaccino anti papillomavirus
    VAERS

    http://www.disinformazione.it

  137. by Yolanda/Mondo Help

    Ho voluto postare questo articolo,per dimostrare a chi,per renderci complici,di guerre crudeli e allo sterminio di popolazioni inermi,ci definisce antisemiti.

    Miei cari accusatori di gente,non ancora del tutto sotto il controllo,che voi e i poteri forti,volete rendere succubi e schiavi,piano piano,ci stiamo svegliando tutti e sempre di più,non potrete più zittirci,col ricatto delle censure e delle diffamazioni,saremo sempre di più e uniti c’è la faremo a svegliare tutti gli altri,per fargli capire che le guerre,non sono giuste,che non servono a noi popoli,ma solo a dei pazzi membri di potere occulto,per formare il Nuovo ordine mondiale.

    Tutti insieme,possiamo farcela a mandare a monte i vostri loschi piani.

    Fonte-http://navecorsara.splinder.com/post/8834517?310comment-38820875

    Da quanti anni sentiamo parlare del diritto di Israele all’esistenza e all’autodifesa?Diritto sacrosanto, ma perchè non si parla anche dei diritti di altri popoli? In nome di questo diritto quante volte sono stati violati i diritti di altri?Occupazione di territori, campi di concentramento, guerre preventive, uccisioni di civili, di bambini, guerre non dichiarate, bombardamenti indiscriminati,…e se si chiede una condanna dell’ONU, ci si trova da 50 anni di fronte al solito veto degli USA. E se si chiede una condanna morale, ci si trova davanti alla solita accusa di antisemitismo.

    Io ammiro per molte cose il popolo israeliano, so che ha dietro di sè intricate radici di sofferenza, ma questo non può esimere Israele dalla responsabilità delle sue azioni. Nessuno può con il dolore del proprio passato costruirsi un’immunità perenne per il presente.

  138. 24 ott 2007

    Lettera del prof. Pallavidini e le accuse di anti-semitismo.

    ..> ..> by Yolanda/Mondo Help

    Ho deciso di postare questa lettera,per far capire a chi da dell’antisemita,a persone che dicono ciò che pensiamo in tanti,e cioè che non bisogna appoggiare e lasciare che i governi ebraici,facciano ad altri ciò che hanno subito loro durante l’olocausto,perchè purtroppo,è quello che sta succedendo,sotto gli occhi di tutti.

    Quando si prova a denunciare,ad esprimere quello che succede davanti al mondo intero,c’è sempre qualcuno,che ti accusa di antisemitismo,come è successo alla sottoscritta,mi sono addirittura sentita chiamare razzista.

    Io mi chiedo,se i pochi indiani d’America rimasti,cominciassero a massacrare il popolo americano,perchè a loro volta furono sterminati e scacciati dalle loro terre dai governi americani,questa cosa non provocherebbe sdegno?

    Se i governi africani,cominciassero a massacrare i popoli europei,perchè furono massacrati e schiavizzati dai governi europei,questo non provocherebbe sdegno?

    Non sono razzista,ne antisemita,ma questo chi mi accusa di esserlo,non vuole capirlo,perchè fa comodo,dare del razzista,senza valutare ciò che l’interlocutore esprime,come me altre persone che usano la propria testa,hanno capito che si vuole creare rancore tra i popoli occidentali e quelli orientali,lo stanno facendo già da prima dell’11 settembre e secondo me chi nega l’evidenza dando dell’antisemita a chi dichiara che il governo ebreo,va fermato e che Bush era daccordo con Bin Laden,sicuramente fa parte di quel potere forte che da sempre ci schiavizza e impoverisce sempre di più,con guerre e deportazioni,in centri dove si applica il controllo mentale,per arrivare ad avere una banca mondiale con un governo mondiale,stanno usando tecniche di terrore,come quella dell’11 settembre,ci spingono sempre di più ad avere paura dei popoli islamici,per far si che al loro prossimo intervento di guerra ,noi li appoggiamo.La persona che mi accusa in mille modi di essere antisemita,ha un sito dove parla male del popolo italiano,ci considera dei creduloni, e altre accuse,anzichè prendersela con i governi,se si prova a contraddirlo,applica una censura ancora più subdola dei nostri poteri forti,facendo sparire e riapparire commenti sul suo sito,per modificare,manipolare la realtà.

    Ci accusa di odiare il popolo americano,perchè sosteniamo che il governo americano ha collaborato,se non è il solo artefice,con Bin Laden all’attentato dell’11 settembre,ho provato a contraddirlo dicendogli che noi popolo di creduloni,non odiamo il popolo americano,ma non approviamo il governo Bush,ma niente da fare quest’uomo oltre a citare 3000articoli per dare una risposta,come dicevo prima, manipola il dialogo cancellando link e commenti di chi lo contraddice e dandogli dell’antisemita,perchè ha postato sul suo sito un link che porta ad un sito antisemita,quando gli ho spiegato che secondo me quel sito,non è antisemita e che è giusto non appoggiare il governo ebreo se commette dei crimini,apriti cielo,altri articoli e parole non proprio belle.

    Per finire mi ha censurata,e con questo stratagemma,ha pubblicato dei miei insulti rivolti a lui,dopo la censura e che pensavo ingenuamente,che non avrebbe pubblicato,signori siamo arrivati alla fine della libertà anche in rete,perchè chiunque apre un sito,può postare qualsiasi castroneria,ma non si può replicare,perchè scatta la censura.

    Da precisare che questo signore tale Hugo Kolion New-Italy.Net ,ha pubblicato sul suo sito articoli,dove denuncia la censura che viene applicata sul blog di Beppe Grillo http://new-italy.net/beppe-grillo-censura/ ,e la sottoscritta gli ha anche dato una mano lasciando i link del suo sito,in altri blog,è pazzesco che un individuo che denuncia la censura nel modo in cui lo ha fatto lui,censuri in maniera ancora più subdola che nel blog di Grillo.

    Ho scritto e pubblicato tutto questo,per farvi capire che quando le persone esprimono e dichiarano,ciò che la loro mente libera da qualsiasi manipolazione gli venga imposta,c’è sempre un elemento appartenente ai poteri forti che ci vogliono succubi e schiavi che ci infanga per non farci sembrare quello che siamo,esseri umani liberi.

    State tranquilli che quel sig.adesso prenderà come spunto per attaccarmi,il sito dove ho preso,”e lo dico di proposito questa lettera”,ma è quello che prevedevo e che voglio…

    http://www.infopal.it/testidet.php?id=4990

    25-04-2007 Torino

    Pubblichiamo qui di seguito la lettera con cui il prof. Renato Pallavidini, docente di Storia presso il Liceo Cavour di Torino, ha ricostruito il suo “caso” e le accuse di anti-semitismo mossegli in primis dalla giornalista Elena Loewenthal e poi da giornali, ispettori, politici, ecc.

    I fatti, che hanno scatenato contro di me le ire delle comunità ebraiche e delle autorità scolastiche, sono i seguenti: nella classe I E del Liceo Cavour (e solo in essa, perché le altre mie classi si sono ripetutamente schierate in pubblico a mio favore), frequentata dalla figlia della nota giornalista Elena Loewenthal, appena entrato in classe, alle ore 8 di venerdì 26 gennaio, una studentessa mi chiese, senza per altro atteggiamento polemico, perché io fossi ostile a celebrare la giornata della memoria.

    Da chi abbia avuto questa notizia la ragazza non si è mai saputo con certezza. Ma lo si può ipotizzare con un alto indice di verosimiglianza. La loro insegnante di Greco e Latino e coordinatrice di classe è uno dei “quadri dirigenti” del Cavour, con tessera sindacale CGIL, con la quale avevo avuto, ad inizio anno, uno specifico e violento alterco proprio sul problema della giornata della memoria.

    Di fronte alla domanda, ho dapprima cercato di svicolare (perfettamente consapevole della pericolosità politica di un personaggio come la Loewenthal), poi mi sono lasciato andare ed ho affermato che la consideravo strumentale a giustificare la politica aggressiva dello Stato d’Israele in Medio Oriente, con l’intenzione di non andare oltre sulla questione. Dopo l’intervento di due studenti sul fumoso problema del “terrorismo” di Hamas e di Hezbollah, non potei esimermi dall’affermare che il recente bombardamento israeliano sul Libano è stato la peggiore porcata storica compiuta dal Governo di Tel Aviv, che le milizie Hezbollah, lungi dall’essere una formazione terrorista, erano un esercito partigiano di popolo che ha fermato sul terreno l’esercito israeliano e che il Presidente iraniano “aveva ragione” (senza alludere minimamente alle sue prese di posizioni negazioniste, che mi lasciano indifferente, ma alludendo in generale alla sua politica antimperialista e antiamericana, che lo ha portato a cercare una convergenza con Il Presidente Chavez) Dopo chiusi completamente la discussione (durata non più di 10 minuti) e passai alle lezioni del giorno.

    Lunedì 29, alle due e trenta, la Preside mi ha convocato per farmi presente l’ “indignazione” delle famiglie (che in seguito ho scoperto essere solo due: la Loewenthal e una vice procuratore di Torino). Nel pomeriggio, come una bomba ad orologeria, ho cominciato ad essere bombardato da telefonate di giornalisti e si è scatenato tutto il can can mass mediatico. La sera stessa il TG regionale ha parlato dell’indignazione delle famiglie, per le gravi affermazioni di un professore negazionista e antisemita. Il giorno dopo sulla Stampa la Maria Teresa Martinengo titola «Prof. In cattedra: “Israele va distrutto”»; sottotitolo «”Consiglierò la lettura del Mein Kampf di Hitler ai miei allievi”, scrive in forum» (Forum della “Stampa” in Internet, del mese di settembre sui fatti del Libano, dove le mie parole esatte, dettate da esasperazione e gusto della provocazione erano: “Di fronte alla brutale aggressione al Libano, Israele ha uno solo diritto, farsi distruggere come il Terzo Reich; mi viene voglia di far leggere ai miei studenti il Mein Kampf”; il mio presunto desiderio è subito diventato sui giornali un fatto reale!). Sono poi apparsi articoli su Repubblica, Libero, Il Giornale (in cronaca del Piemonte). Nel giro di 72 ore si è mosso persino il ministero, e giovedì 1 febbraio ho avuto già il colloquio con l’ispettore ministeriale.

    Cito ancora l’articolo di Pezzana su Libero del 31 gennaio, che sollecita il mio licenziamento, e le dichiarazioni rilasciate dal Provveditore Francesco De Sanctis a Repubblica del 7 febbraio, che annuncia una “visita medica collegiale”, proprio nello stile totalitario che, a parole, si vorrebbe prevenire!

    Questa è una prova di democrazia? Sono sicuro che se avessi insultato il Papa e il Vaticano, e, meglio ancora, Maometto e l’Islam, non sarebbe successo nulla! Anzi! Un tempo eravamo un paese a sovranità limitata dagli americani, adesso anche del governo israeliano, che si può permettere tutto quello che fa nell’impunità totale, ricattando l’Europa intera con il ricordo dell’Olocausto? Ci sono persino intellettuali della sinistra ebraica, anche ebrei integralisti, che sono spaventati da questo uso strumentale che Israele fa dei suoi morti e su cui si sono appiattite quasi tutte le comunità ebraiche. E una persona normale non può neppure esprimere la propria opinione su quanto succede in Medio Oriente?

    Venerdì 9 marzo, quando già pensavo che la cosa si fosse insabbiata per mancanza del reato, la Preside mi consegnò copia della relazione dell’Ispettore Favro sul mio caso, gli addebiti che mi sono stati mossi e le proposte di provvedimenti a mio carico: visita di idoneità, sospensione sino a sei mesi, trasferimento d’ufficio. L’ispettore Favro, nella verbalizzazione del colloquio avuto con lui, mi attribuisce persino affermazioni che non ho fatto, come quelle sulla distruzione di Israele e sul fatto che sarei un “marxista leninista convertito a destra” (io avevo tentato di spiegargli il concetto di nazionalcomunismo!).

    La relazione è una raccolta di immondizie, roba da denuncia penale, tramite la quale mi si vuol far pagare non solo le affermazioni contro Israele (venendo incontro servilmente alle richieste della dott. Loewenthal e della dott. De Masia), ma anni di ostentata e orgogliosa indipendenza di pensiero e di comportamenti rispetto alle strutture della scuola berlingueriana e ai suoi gerarchi con tessera sindacale. Ciò che ha sempre dato fastidio è la tradizionale libertà culturale e didattica che mi prendevo nel decidere l’approfondimento di Hegel e della Filosofia Classica Tedesca, nel terzo anno, o il rapporto fra mito indoeuropeo e pensiero razionale in prima, senza preavvisare e “concordare”, “limare” ecc. con i capi dipartimento o i responsabili del POF, che spesso degli argomenti da me trattati e studiati scientificamente non capivano assolutamente nulla.

    Favro ha persino utilizzato i giudizi di una commissione di concorso universitaria sulle mie pubblicazioni per stroncarle di netto. Si tratta di un concorso per Docente associato in Storia della filosofia, all’Università di Torino.

    In primo luogo, proprio in base la tipologia di concorso, il fatto che io sia stato ammesso alla “lezione simulata” è già una promozione dei miei titoli. In secondo luogo, la valutazione sulla scientificità, attinenza settoriale, proprietà delle categorie usate, ecc. procede secondo criteri di valutazione tutti interni al settore disciplinare storico-filosofico, ove, a Torino, pretendono un’estrema attinenza a testi e linguaggio degli autori studiati e poche rielaborazioni ermeneutiche e di secondo livello. Il giudizio sarebbe stato molto diverso se fosse stato un concorso di filosofia morale o filosofia della storia. Infatti, se l’Ispettore si fosse preso la briga di cercare più a fondo su internet, avrebbe trovato altri verbali di concorso universitario che mi riguardavano (es. un concorso per ricercatore in filosofia morale sempre a Torino del 2000), le cui valutazioni sui miei titoli e le mie prove erano decisamente più positive! In terzo luogo la valutazione dei titoli, ad un concorso per docente associato, non ha niente a che fare con l’idoneità all’insegnamento nei licei! E’ stata citata solo con intento chiaramente diffamatorio nei miei confronti!!!

    Ora si è però messo in movimento un meccanismo giuridico e politico a mia difesa, anche sul piano nazionale, grazie all’aiuto del Prof. Moffa dell’Università di Teramo. Difficilmente dichiareranno la mia inidoneità all’insegnamento. Per le altre sanzioni si vedrà! Ma la mia intenzione è quella di ribattere colpo su colpo e, alla fine di tutto, portare in tribunale per mobbing la Preside del Cavour (che, per inciso, tollera che nelle sezioni ginnasiali siano trascurate grammatica e sintassi italiana, greco e latino, in modo da qualificare l’Istituto come Liceo sperimentale, con il risultato che stanno crescendo classi liceali incapaci di scrivere in un italiano accettabile e naturalmente di tradurre; avrebbe quindi ben altri problemi cui interessarsi che non il controllo del sottoscritto!).

    Torino 25 aprile ‘07 Prof. Renato Pallavidini

  139. 23 ott 2007

    Panorami segreti della storia

    Fonte-http://cosco-giuseppe.tripod.com/storia/panorami.htm

    <>. Così si espresse Nicholas Murray Butler. Giova ricordare chi era questo personaggio. Il Dr. Nicholas Murray Butler è stato presidente dell’Università di Columbia, presidente della Carnegie Endwment for International Peace, membro fondatore, presidente della Pilgrims Society e membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel.

    Taluni autori denunciano, sempre con maggiore insistenza, che è in atto una cospirazione superpolitica, “religiosa” o esoterica. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica, preparata da “società di pensiero” – uguali a quelle studiate da Augustin Cochin (1876-1916) – e da altri gruppi di pressione. La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. Diversi storici sono convinti di questo. Il “Times” (10 marzo 1920) confermò il complotto: <>.

    Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky. E’ anche rivelatore il libro “Rossija nakanune revoljucii” di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: <>.

    L’iniziato Jean Marques-Rivière scrisse: <>. Il lato occulto della storia contemporanea è complesso e, oltremodo, variegato. Insospettabili VIP. del mondo che conta sono affiliati ad oscuri ordini esoterici. L’ex presidente Bush sarebbe stato iniziato, nel 1943, alla sètta “Skull and Bones” (Teschio e Ossa) dell’Università di Yale, fondata nel 1832. George Bush ha diretto anche la Cia. La Skull and Bones assieme a società come il Rhodes Trust, secondo l’autorevole rivista inglese “Economist” (25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli “Illuminati di Baviera” di Jean Adam Weisshaupt (1748-1830).

    Anche suo padre Prescott sarebbe stato membro della sètta “Skull and Bones”. Di essa farebbero parte le più potenti famiglie degli Stati Uniti (EIR Special report, American Leviathan, pag. 181). Tra queste vale la pena di menzionare <> (M. Blondet, Gli della Dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico, Edizioni Ares, Milano 1994, pag. 232).

    E’ anche molto interessante venire a sapere che, secondo quanto scrive lo storico Antony C. Sutton in “America’s Secret Establishment” (liberty House Press. Bilings 1986, pagg. 207 e segg.), la “Skull and Bones” è collegata al movimento New Age e ad essa, asserisce ancora Sutton, non sono estranei aspetti satanisti. Marylin Ferguson nel suo libro “The Aquarian Conspiracy”, una vera e propria Bibbia del movimento New Age, mette assieme Huxley con Teilhard de Chardin, Carl Gustav Jung, Maslow, Carl Rogers, Roberto Assagioli, Krishnamurti, ecc. tra i personaggi, che sono da considerare come padri spirituali del New Age. Aldous Huxley e suo fratello Julian, quest’ultimo fu il primo dirigente dell’ U.N.E.S.C.O., erano anche membri di importanti affiliazioni mondialiste, tra queste ricordo l’anglosassone Fabian Society.

    Sui vertici del mondialismo, lo stesso René Guenon, che era un 33° grado del Rito Scozzese Antico Accettato e un 90° del Rito Egiziano di Memphis-Misraim, ebbe ad affermare: <> (cit. da “Il Teosofismo”, edizioni Arktos, 1987, vol. II, pag. 297).

    Ritornando alla “Skull and Bones” la sua importanza può essere ben compresa se si riflette che, nel 1917, essa diresse, tra l’altro, quel centro finanziario denominato “120 Brodway”, finanziatore del bolscevismo in Russia (EIR Special report, cit., pag. 182) e del nazismo in Germania che, tra l’altro, portò al potere (Ibid., pag. 183). Non ci si meravigli se, a questi livelli, parole come “destra e sinistra” non hanno più significato, più esattamente, non si bada a razze, religioni o ideologie: questi sono solo mezzi da utilizzare per raggiungere il fine ultimo, su scala mondiale, con l’antica strategia del “divide et impera”.

    E, a questo punto, non meraviglia venire a conoscenza delle trattative segrete intercorse tra George Bush ed alte personalità del governo dell’Iran, che poi hanno portato allo scandalo dell’Irangate. Gli accordi furono resi possibili da Khomeini e dal suo entourage, comprendente buona parte dei suoi ministri, il capo della polizia, il comandante dell’esercito, il procuratore generale del tribunale islamico, il capo della polizia segreta, ecc., sarebbero stati affiliati alla Grande Loggia dell’Iran, che è sottoposta alla dipendenza della Gran Loggia d’Inghilterra. L’appartenenza alla Grande Loggia dell’Iran delle personalità iraniane citate, è attestata dalla lettera che il segretario della Grande Loggia, Ahmad Aliabadi, ha fatto pervenire al Gran Maestro della Grande Loggia dell’Iran, Sharif Iman il giorno 16 novembre 1975. Il documento è stato pubblicato da “Nuova Solidarietà” (12 marzo 1988, pag. 4), e da “Chiesa Viva” (n. 199, pag. 8).

    E’ poi noto che l’ex presidente George Bush è esponente di rilievo della sinarchia internazionale, figura di spicco del C.F.R, della Trilaterale, della potente Pilgrims Society oltre che della Skull and Bones. E’ anche interessante accennare ad un articolo, firmato M. Dornbierer, apparso, il 29 gennaio 1991, sul giornale messicano “Excelsior” che spiegava lo <> di Bush documentando la sua origine ebraica secondo quanto indicato nell’Enciclopedia ebraica castigliana. Bush è inoltre un W.A.S.P. (White Anglo-Saxon Protestant), ovvero un americano convinto che la sua origine razziale e le sue convinzioni religiose lo pongano al di sopra degli altri uomini (Epiphanius, Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia, Ediz. Ichthys, Roma, pag. 97).

    Scrive Blondet che <> (M. Blondet, Complotti. I fili invisibili del mondo. I – Stati Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995, pagg. 84-85).

    L’idea del “Nuovo Ordine del Mondo” è perseguita con accanimento. Del presidente Bill Clinton, scrive Epiphanius (op. cit., pag. 497): <>. Blondet ci informa che Clinton portò con sé Les Aspin (CFR) che, tra l’altro, firmò la <> (Complotti. I fili invisibili del mondo. I, op. cit., pagg. 103-104).

    <>.

    Ritornando al progetto del Nuovo Ordine Mondiale, già il 17 febbraio del 1950 il banchiere James Warburg, alla Commissione Esteri del Senato, era stato fin troppo chiaro quando aveva affermato: <>. Anche con le stragi. Il Palazzo Federale “Alfred P. Murrah” ad Oklahoma, U.S.A., viene fatto saltare in aria da una tremenda esplosione, il 19 aprile del 1995. Le vittime furono 168. Furono sospettate dell’attentato e arrestate tre persone: Timothy McVeigh, Terry Nichols e James Nichols. L’FBI iniziò <> (Nexus New Time, N. 1, Padova 1995, pag. 14).

    Ted Gunderson, ex dirigente dell’FBI, al contrario di quanto volle far credere il Dipartimento di Giustizia Americano e cioé che si è trattato di <>, affermò che: <> (Ibid.). Sam Cohen, padre della bomba neutronica, il 28 giugno dello stesso anno, al telegiornale della KFOR-TV, dichiarò: <> (Nexus New Time, N. 2, Padova 1995, pag. 9). Antefatto: non è stato molto pubblicizzato che, <> (Ibid., pag. 10). Di seguito riporto alcuni estratti relativi alla decisione dell’Assemblea Legislativa dell’Oklahoma:

    Risoluzione N. 1047:

    Una risoluzione in relazione alle forze militari degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite; si presenta una petizione al Congresso affinché cessi determinate attività concernenti le Nazioni Unite…

    Considerato che non c’è appoggio popolare per l’instaurazione di un o di una sovranità mondiale di qualsiasi tipo, sia sotto le Nazioni Unite o sotto qualsivoglia organismo mondiale in qualsiasi forma di governo globale;

    Considerato che un governo globale significherebbe la distruzione della nostra Costituzione e la corruzione dello spirito della Dichiarazione di Indipendenza della nostra libertà e del nostro sistema di vita.

    …sia deliberato dalla Camera dei Rappresentanti della seconda Sessione della 44ma legislatura dell’Oklaoma:

    Che al Congresso degli Stati Uniti sia con la presente rammentato di:

    (…). Cessare ogni supporto per l’instaurazione di un o qualsiasi altra forma di governo globale.

    Che al Congresso degli Stati Uniti è, con la presente, rammentato di astenersi dal prendere qualsiasi ulteriore iniziativa verso la fusione economica o politica degli Stati Uniti in un organismo mondiale o qualsiasi altra forma di governo mondiale. (Fonte: Newsgroup alt. conspiracy, via Pegasus computer networks, Australia). (Ibid.).

    Cosa dire di questi fatti? Quale oligarchia misteriosa dirige, in segreto, i vari governi delle nazioni? Lascio al lettore il compito di arrivare a delle conclusioni. Alla luce di certi accadimenti i governi, la politica e gli stessi politici assumono contorni sbiaditi, sfumati. Misteri che travasano nella storia altri misteri. Pochissimi, forse, sanno che <> (M. Blondet, Complotti. I fili invisibili del mondo. II – Europa, Russia, Il Minotauro, Milano 1996, pag. 83).

    Chi tira i fili della storia? Ricercare certe dinamiche è cosa ardua specie quando riguarda la sfera politica e ciò che sembra del tutto casuale, in molti casi, è stato attentamente preparato. Franklin Delano Roosvelt, presidente americano e 33° del Rito Scozzese, nonché appartenente alla Pilgrim Society e al C.F.R., il governo-ombra americano, affermò: <>. Una oscura oligarchia sembrerebbe tirare le fila di burattani, solo apparentemente, alla ribalta della scena politica. Aveva ragione Benjiamin Disraeli, statista inglese del secolo scorso, quando disse: <>. Neppure i partiti contano poi molto. Essi stessi sono a loro volta manovrati, usati, in relazione a degli scopi precisi.

    René Guenon ci informa, nel suo articolo “Réflexions à popos du pouvoir occulte” pubblicato, con lo pseudonimo di Le Sphinx, sul numero dell’11 giugno 1914, pag. 277, della rivista cattolica “France Antimaconnique”, che <>.

    Al riguardo dei movimenti rivoluzionari sempre il Guénon, nel suo libro L’Esoterismo di Dante (Ediz, Atanòr, Roma 1971), spiega: <>. Sul fenomeno del terrorismo delle Brigate Rosse e su quello di estrema destra, il giudice Pietro Calogero, uno dei magistrati che più ha studiato il problema, ammetteva l’esistenza di: <>.

    Fantapolitica e tendenza al complottismo? Tutt’altro. Ecco due esempi italiani. Leggete cosa la rivista americana “Eir” scriveva: <> (Fabio Andriola e Massimo Arcidiacono, L’anno dei complotti, Baldini&Castoldi, Milano 1995, pagg. 25-26).

    Ai cronisti, che chiedevano a Mancino cosa c’è dietro le stragi italiane, lui rispose: <> (Ibid., pagg. 16-17). Strategie occulte della secret fraternity bancaria internazionale. David Rockefeller <> (M. Blondet, Complotti. I fili invisibili del mondo. I, op. cit., pagg. 97-98).

    Giuseppe Cosco

  140. 23 ott 2007

    ORRORI DI UNA SCIENZA ASSERVITA AL MALE

    Fonte-http://cosco-giuseppe.tripod.com/storia/scienza.htm

    Il nostro è un mondo senza amore e senza pietà dove non si rispettano né i vivi né i morti.

    Vi sembra un’affermazione inverosimile?

    Leggete allora che tipo di esperimenti compiono scienziati-stregoni nel segreto dei loro laboratori:

    <>

    (Jean Baptiste Delacour, Di ritorno dall’aldilà, Mondadori, Milano 1996, pagg. 201-203).

    Nel 1971 il professor White pubblicava i suoi risultati. Ma siamo solo all’inizio di questi esperimenti da incubo. Jean Baptiste Delacour, dal quale sono stati riportati i fatti descritti, continua:

    <>.

    La testimonianza che segue supera di gran lunga qualsiasi fantasia horror: .

    > (Ibid., pagg. 205-206).

    Orrori di una scienza asservita al Male.

    E oggi a che punto è la ricerca di queste belve umane? Ma soprattutto quanto vale un essere umano?

    L’uomo vale molto poco in certe parti del nostro pianeta. Come diceva un misterioso interlocutore a Blondet: <>. Esperimenti non meno terrificanti vengono effettuati su ignari cittadini da certe Agenzie di Intelligence.

    Un documento che ha dell’incredibile (pubblicato da “Nexus. New Times” ediz. Italiana, n.6, Luglio-Agosto 1996), elenca tutta una serie di fatti per una causa contro l’Agenzia di Sicurezza Nazionale statunitense, National Security Agency (NSA). L’originale del documento in questione, avverte la citata rivista, è depositato presso la Corte di Washington, DC, intentata da John St Clair contro la NSA, Ft George G. Mead, Maryland (Causa Civile 92-0449). Quanto detto dal documento-denuncia oltrepassa ogni possibile limite.

    Viene affermato, in pratica, che nell’ambito del programma di controllo per la sicurezza nazionale: <>.

    Sembrano cose da fantascienza e parrebbe incredibile che possano avvenire fatti del genere. “Nexus” pubblica una bibliografia relativa a lavori scientifici di non facile reperibilità, che provano che esistono testi molto interessanti in relazione a quanto il querelante asserisce. Ne riporto di seguito alcuni: “Brain Control”, di Elliot S. Valenstein. (ESB; controllo degli individui). “Modern Bioelectricity” (Induzioni audio nel cervello con le onde EM; le coperture del DoD; EEG a distanza). “Neurophysiology”, di Sudhansu Chokroverty, (Magnetofosfene; immagini dirette alla corteccia visiva). “The Mind of Man”, di Nigel Calder (Ricerche sul cervello dell’Intelligence statunitense). “US News & World report”, 2 gennaio 1984, (Stimolazione cerebrale con onde EM; alta tecnologia della comunità dell’Intelligence). Ecc.

    Che i servizi di Intelligence statunitensi avessero effettuato esperimenti su un gran numero di ignari americani non è una novità. La stampa europea iniziò a parlarne il 24 gennaio del 1976. Tra i tanti misfatti di cui si incolpa, in particolare la CIA, vi è anche quello che accusa l’Agenzia di essere ricorsa all’intrusione, nel cervello di un imprecisato numero di persone, di impianti intracerebrali miniaturizzati per controllarne e dirigerne la mente. La cosa non sembra essere improbabile come potrebbe sembrare.

    Gli studi della CIA si diressero anche sulla psico-elettronica. Questo tipo di esperimenti interessò particolarmente il neurofisiologo della Yale University Jose Delgado che affermò nel 1966 che: <> il che lo portò alla ripugnante osservazione che <>. Il successivo salto di qualità portò alle microonde e al loro uso per ottenere effetti più marcati di influenzamento della mente umana.

    Che la CIA avesse effettuato esperimenti su un gran numero di ignari americani non è una novità. La stampa europea iniziò a parlarne il 24 gennaio del 1976. Quel giorno, scrive il giornalista Marcello Coppetti, sul n. 108 del Giornale dei Misteri: <>.

    Un numero incalcolabile di persone è stato usato come cavie da laboratorio, per una vasta gamma di esperimenti orribili, che includono anche armi batteriologiche. Sul n. 6 della rivista “XFACTOR”, a tal proposito, si legge: <>. Secondo taluni l’AIDS sarebbe un prodotto della guerra batteriologica. L’esercito USA, nel 1969, ricevette un budget di 10 milioni di dollari, per ricercare un agente batteriologico nuovo, capace di distruggere il sistema immunitario.

    Esperimenti come quelli riportati in questo articolo assieme ad altri di identica gravità, furono condotti, per oltre 40 anni, su una gran quantità di cittadini inermi e inconsapevoli, da parte dei servizi segreti americani e portano tutti al famigerato programma MK-ULTRA, che consisteva in una serie di tecniche occulte ed esperimenti illegali, condotti anche con vari tipi di droghe ed altro ancora e volti al controllo e manipolazione del cervello. Il famigerato progetto ebbe origine all’inizio degli anni ‘50 e fu poi interrotto negli anni ‘60 per il grosso scandalo scoppiato grazie alle rivelazioni pubblicate dalla stampa. L’inchiesta che venne aperta non concluse nulla. A capo della Commissione senatoriale incaricata di indagare vi era Nelson Rockefeller.

    A questo punto è naturale chiedersi se il programma MK-ULTRA è stato definitivamente messo da parte. Ci informa Maurizio Blondet che <> (“Complotti. I – Stati Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995, pag. 27).

    Giuseppe Cosco

  141. 23 ott 2007

    INTERVISTA A MAURIZIO BLONDET

    Fonte-http://cosco-giuseppe.tripod.com/storia/intervista.htm

    INTERVISTA A MAURIZIO BLONDET

    DI SEGUITO L’INTERESSANTE INTERVISTA CHE COSCO HA FATTO AL GIORNALISTA E SCRITTORE MAURIZIO BLONDET E CHE E’ STATA PUBBLICATA SULLA RIVISTA “TEOLOGICA”, N.5, SETTEMBRE/OTTOBRE 1996.

    Maurizio Blondet è inviato speciale di “Avvenire” e autore di diversi libri tra i quali: “Gli della dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico” (Ares, Milano 1994), “Complotti. I fili invisibili del mondo. I – Stati Uniti, Gran Bretagna” (Il Minotauro, Milano 1995) e, per lo stesso editore, “Complotti. II – Europa e Russia”.

    Domanda: Dott. Blondet, oggi da più parti si stanno lanciando gravi accuse alla musica Rock e tra queste, in particolare, quella di diffondere il culto del diavolo. Secondo Lei si può parlare di un rock satanico ?

    Risposta: Io non ho indagato molto su questo argomento specifico. Ho letto però qualcosa. Il settore più vicino di cui mi sono occupato, per un certo periodo, è quello dei centri sociali, come il Leoncavallo, dove producono anche musica. All’interno di questi centri circolano dei testi di origine americana, ne cito uno che ha un titolo particolare: “Zone temporaneamente autonome”. L’ideologia dominante in questi testi è una specie di anarchismo mistico, ma di un misticismo rovesciato, naturalmente. In realtà ci sono dei centri, dei gruppi di potere, probabilmente, che dall’America cercano di trasformare questi centri sociali in luoghi di resistenza rivoluzionaria, ma, questo tipo umano dei centri sociali non riesce più ad essere utilizzabile per una rivoluzione, perché il rivoluzionario deve essere in grado di sacrificare il suo presente per il futuro. Questi gruppi di potere cercano di preparare, tra gli aderenti ai centri sociali, comunque, dei ribelli, predicando una specie di saccheggio continuo, di saccheggio permanente. Tutto ciò viene condito con forme di ritualità riferita ad esoterismi aberranti, tipo la “Setta degli Assassini”, tipo certe pratiche tantriche e altre cose del genere, allo scopo di provocare la dissoluzione della mente. Questo lo so perché l’ho constatato, perché l’ho visto e l’ho letto in questi testi.

    D.: Lei sa che in certi testi di musica rock vengono inseriti dei messaggi subliminali, che vengono assorbiti dalla mente dell’ascoltatore e, in un secondo tempo, decodificati. Secondo alcuni studiosi del settore sono da intendersi come frammenti di un inquietante vangelo di tenebra. Lei è dello stesso parere ?

    R.: Direi proprio di si . La musica rock è animata da uno spirito di nichilismo, una specie di cultura della morte che si esprime attraverso essa e che cerca, anche, di colpire, attraverso certi particolari ritmi, e può introdursi e dominare molto profondamente la psiche umana. Questi ritmi sono, appunto, quelli tribali. Si può parlare di una forma di magia in qualche modo nera, perché la magia è una tecnica antica per influire sulla mente, ovviamente, è magia nera quando lo scopo finale è quello non di provocare uno stato mentale superiore, ma uno stato mentale inferiore. La musica rock, poi, contrabbanda, attraverso le parole stesse, non solo i messaggi subliminali di cui dice Lei, ma tutta una serie di concetti dissolutori, tipo il godere subito, la droga, la morte stessa vista come una fascinazione, la perdita dello stato di coscienza, insomma cose del genere.

    D.: Tutto ciò è anche alla base della creazione di “salti di paradigma”, cioè l’induzione nella mente delle persone di valori nuovi?

    R.: Indubbiamente si. Una intera generazione, quella degli adolescenti, vive per andare il sabato sera nelle discoteche e già questo è emblematico. Non fanno altro e non aspirano ad altro che a questo.

    D.: Un altro fenomeno che produce “salti di paradigma” è la filosofia della New Age…

    R.: Un vero e proprio supermercato delle religioni dove ognuno si crea la propria, prendendo un po’ qui e un po’ là, senza alcun impegno spirituale autentico. Ci sono dei banchi dove si prende un po’ di culto dei dischi volanti, un po’ di tantra yoga, reincarnazionismo, etc. Ciascuno si fa la sua religione personale. In America Latina questo tipo di ideologie sono diffuse, attraverso stampati e conferenze, dalla Fondazione Rockefeller.

    D.: Lei, nei suoi libri, fa riferimenti anche a strane politiche ONU. Quale ideologie diffonde questo Organismo ?

    R.: La classe di comando dell’ONU, a quel che ho visto in Jugoslavia, ha uno stampo massonico molto evidente. Cosa questi signori vogliono fare specificatamente, in realtà, non lo so. Di certo, tutti, condividono il progetto di superamento degli Stati nazionali in una ideologia mondialistica.

    D.: Eresie del Nuovo Ordine Mondiale ?

    R.: Si, in un certo senso si. Bisogna tuttavia stabilire che qui parliamo di massonerie che, però, non sono la normale massoneria. La massoneria, quella che conosciamo, è soltanto un vivaio, da cui vengono poi cooptate le persone fiduciarie per cerchie sempre più interne di cui non si sa assolutamente niente, solo ogni tanto viene fuori qualche notizia come, ad esempio, la società segreta di “Sckull and Bones” di Bush. In generale, quando si parla di massoneria non si deve intendere la massoneria che fa i comunicati sui giornali.

    D.: Quali rapporti ci sono tra la ricerca dei poteri magici, la rivoluzione culturale e il comunismo ?

    R.: Bisogna pensare alla rivoluzione, quella con la erre maiuscola, come ad un fenomeno storico che supera di molto il comunismo. Il comunismo non è che una fase della rivoluzione, in realtà lo scopo finale della rivoluzione è la sovversione “in interiora hominis”. Nell’uomo esiste una gerarchia: intelligenza, volontà ed istinto. L’intelligenza domina la volontà, la volontà gli istinti; questo nell’uomo che è spiritualmente sano. L’ultima vera rivoluzione, dopo la rivoluzione sociale, che è il comunismo e che è comunque fallita, è la rivoluzione culturale, che promuove cambi di paradigma che devono servire a creare una nuova gerarchia all’interno dell’uomo, per cui, ad esempio, l’istinto, e specificatamente l’istinto sessuale, l’istinto di godere, diventa la guida di tutti i comportamenti umani e domina la volontà e l’intelligenza. Questa sovversione è, praticamente, la dannazione dell’uomo. La rivoluzione è un fenomeno metastorico che ha la sua origine forse in Lutero, forse, addirittura, nell’umanesimo e punta veramente al rovesciamento di tutti i valori come diceva Nietzsche, e alla dannazione dell’uomo. Questo sistema, attraverso l’ideologia che predica concetti tipo “l’uomo deve sempre godere e subito”, porta alla morte dell’anima. L’autore vero della rivoluzione, intesa in questo senso, è Satana stesso, a cui non importa nulla della giustizia sociale e delle uguaglianze sociali. Io vedo il comunismo come una fase superata da questi pseudo-misticismi, da questa ricerca di poteri magici.

    D.: Solo in America, 50.000 persone, ogni anno, vengono sacrificate a Satana…

    R.: Queste cifre sono contestate. Non so se Lei ha letto i libri di Massimo Introvigne. Sono cifre che in realtà io spero che non siano vere.

    D.: Si hanno dei resoconti fatti da testimoni oculari, ma, anche se le cifre di questi crimini fossero molto più basse, perché la stampa tace ?

    R.: La stampa appartiene ai centri di potere finanziari, internazionali o nazionali, non ha interesse a creare un allarme sociale. Lo sforzo di tutta la stampa, di tutti i mass-media è quello di far credere alla gente che viviamo in un mondo trasparente, dove non c’è nulla da nascondere.

    D.: Serge Hutin, nel suo libro “Governi occulti e società segrete”, racconta che Jacques Berger gli ha confidato che “esiste una serie ben precisa di argomenti di cui la stampa ha assoluto divieto di parlare; l’elenco, redatto in una specie di piccolo libro nero, viene consegnato a tutti i direttori dei più importanti organi della stampa di informazione – qualunque sia il regime politico del Paese, poiché il divieto è d’ordine universale – siano essi al servizio del capitalismo o del comunismo”. Quanto potrebbe essere vero tutto ciò ?

    R.: Non c’è bisogno di questo. I direttori dei giornali vengono cooptati tra le persone banali che non hanno il coraggio di cercare cose anticonformiste anche perché esiste tutto un sistema e io ne ho parlato in varie conferenze. La gente, comunque, pensa che il giornalista si va a cercare le notizie nel 99% dei casi, ma non è vero. Al contrario, sono le notizie che vanno a cercare il giornalista. Ci sono dei centri che diffondono le notizie, fondazioni culturali tipo Rockefeller e poi i governi. Questi centri hanno interesse a nascondere la complessità della realtà. Ai giornali le notizie arrivano, di fatto, con le agenzie di stampa, che sono cinque al mondo, e, praticamente, quasi tutte le notizie che appaiono sui giornali vengono da queste agenzie e non sono controllate direttamente dal giornalista. Questo è il meccanismo conformista che viene favorito dal sistema mediologico. In realtà il sistema mediologico non serve a far sapere la realtà, ma a creare un rumore di fondo omologante in cui tutti pensino allo stesso modo.

    D.: Nel Suo libro “Gli della dissoluzione” Lei parla di un ambiente tipico dell’ONU…

    R.: E’ gente che, tra l’altro, fa mercato di bambini. E’ provato, l’ha scritto Lucio Lami, per esempio, in Cambogia fanno mercato di donne e bambini. La maggior parte dei funzionari dell’ONU sono poi omosessuali. Non mi stupisco che in un simile ambiente fioriscano certi culti satanici perché sa, il primo gradino è quello, poi c’è l’aberrazione sessuale, dopo di che si cercano altre cose.

    D.: Per quanto riguarda la situazione politica italiana…

    R.: Le centrali internazionali volevano, già quattro anni fa, che andasse al potere qualche loro fiduciario, per fare le privatizzazioni quali programmi di austerità necessaria per prepararsi alla mondializzazione, alla privatizzazione, cioè alla vendita agli stranieri delle aziende di Stato sane. Noi siamo un’appendice di questo grande fenomeno che sta avvenendo nel mondo, per cui hanno deciso di trasferire i grossi gruppi industriali nei paesi dove la manodopera costa cento volte meno, tipo Cina, Vietnam, Sud Est Asiatico, etc. Questo significa che in Italia, nell’Europa in generale, tutti gli operai dovranno perdere il lavoro perché l’Occidente dovrà specializzarsi in certi tipi di servizi avanzati. Tutto ciò, naturalmente, creerà una struttura sociale diversa, una grande miseria in generale e pochi ricchissimi. Questo è il meccanismo che si innesca per arrivare al governo del mondo. Questi centri internazionali, come del resto nell’Est europeo, hanno deciso che è meglio far fare queste cose alle sinistre perché le sinistre tengono ferma, tengono calma, la manodopera. Il caso Berlusconi ha disturbato questo piano e quindi si sono messe in moto tutta una serie di forze nazionali ed internazionali per distruggere il governo Berlusconi. Adesso siamo tornati a quella “normalità” (tra virgolette).

    D.: Secondo Lei è ancora reversibile questa trasformazione della struttura sociale ?

    R.: Io vorrei sperare che la gente se ne renda conto. E’ così rincretinita dal sistema mediatico che non sta ancora capendo, però, quando la situazione sarà disperata ci sarà, me lo auguro, una qualche forma di organizzazione politica che si opporrà. Bisogna stare attenti che queste forme politiche non vengano strumentalizzate ancora nel senso che la sinistra che gestisce l’austerità e l’arretramento non gestisca la protesta, magari in forma di criminalità, di terrorismo inutile, che crea poi, dei riflessi di ordine pubblico di cui loro possono avvantaggiarsi.

    D.: E’ possibile che per attuare certi piani, per sfaldare la mente della gente, si sia fatto ricorso e si ricorra anche a messaggi subliminali inseriti subdolamente, qua e là, in programmi televisivi ?

    R.: Non è escluso, ma, più frequentemente, sono cose molto più semplici e non c’è bisogno di pensarne altre più particolari. Per esempio, nelle discoteche, solo il livello del rumore ed il ritmo hanno una provata efficacia, senza bisogno di messaggi subliminali. Poi il sudore, un certo tipo di sudore, di sessualità animale, che viene fatta annusare fisicamente. L’antica magia degli odori aveva una capacità di ossessionare più di qualunque altra cosa e ciò va direttamente al subconscio. Basta questo per distruggere le generazioni giovanili ancora poco formate, poco strutturate. Come vede non c’è bisogno di pensare a cose particolarmente diaboliche per ottenere certi scopi.

    D.: Lei ha scritto, nei suoi libri, di magia nera praticata nel mondo dell’alta finanza. Si può spiegare meglio ?

    R.: Certi personaggi praticano strani riti su un’isola vicino a Washington. Sono personaggi di alto livello, si riuniscono, in notti di luna piena, e celebrano dei riti molto particolari. Naturalmente nessuno vuole indagare su questo perché si tratta di gente molto potente. Sono cose che si sussurrano. Allo stesso modo in certi “entourage” politici, di alto livello, si dice molto sottovoce, che vengano stuprati dei bambini. Il tutto avviene in un sottofondo rituale di magia nera. Non sono persone comuni che fanno queste cose, si tratta di gente che ricopre altissime cariche, funzionari del Pentagono, etc.

    D.: I suoi libri hanno denunciato fatti inquietanti e gravissimi. Tutto ciò Le ha comportato dei fastidi ?

    R.: Per quanto riguarda “Gli della dissoluzione” il figlio di Raffaele Mattioli, il banchiere, che si chiama Maurizio Mattioli, che è un uomo sulla sessantina, proprietario ed editore della Casa Editrice “Ricciardi”, è andato dal mio editore per lamentarsi del mio libro. Gli è stato detto che poteva scrivere una smentita sulla rivista della mia editrice “Studi Cattolici”, ma Maurizio Mattioli rispose: “no, non faccio questo, però non distribuisca il volume”. Il libro, difatti, non è stato praticamente recensito da nessuno. Le librerie lo accettarono all’inizio poi non l’accettarono più. Sono stato anche attaccato da una rivista americana molto importante “Village Voice”, un mensile di New York molto chic, che ha stroncato il mio libro in inglese, un libro che il lettore americano non leggerà mai. Tutto ciò è molto strano, indica come “centri internazionali” siano stati allarmati da questo volume. Sono sicuro di aver colpito nel vero. La persona che parla, nella parte finale del mio libro, sono in realtà tre persone diverse, tra cui, un ex agente della CIA che ho conosciuto negli USA e che mi ha raccontato parte di quella storia che si riferisce a Bush. Sono sicuro di quanto ho scritto anche se tutti i tasselli non li ho potuti dimostrare.

    Giuseppe Cosco

  142. LA CIA CONTROLLA INTERNET?

    Fonte-http://cosco-giuseppe.tripod.com/storia/echelon1.htm

    IL DOSSIER ECHELON E LA GUERRA SEGRETA: LA CIA CONTROLLA INTERNET?

    Quando sul Mondo del 20 e 27/3/98 apparve il dossier “Echelon” molte persone restarono sbigottite. Era infatti inimmaginabile quanto rivelato dal rapporto del Technological options assessment (Stoa), Direzione generale ricerca del Parlamento Europeo. Il documento, tra l’altro, affermava, scriveva il Mondo, che: “ogni fax, ogni messaggio di posta elettronica, criptato o meno, può essere intercettato, selezionato, decodificato e inserito in una potentissima banca dati computerizzata”. Una sorta di rete di monitoraggio globale consentirebbe tutto ciò. Questa sarebbe gestita dagli USA che usufruisce dell’assistenza dell’Inghilterra, del Canada, dell’Australia e della Nuova Zelanda.

    In poche parole, Echelon è un sistema di satelliti spia, basi a terra di intercettazione, computer sofisticatissimi e molto potenti. Scrive, in sostanza, il Mondo che: “La particolarità del sistema Echelon è che la sua rete… non è disegnata soltanto per permettere l’intercettazione di alcune particolari linee di trasmissione, bensì per intercettare indiscriminatamente quantitativi inimmaginabili di comunicazioni via qualsiasi mezzo o linea di trasmissione… A differenza di altri sistemi di spionaggio elettronico, Echelon è diretto principalmente contro bersagli civili… L’Italia e gli altri Paesi europei sono bersaglio costante di Echelon… L’anima del sistema Echelon è senza dubbio americana”.

    L’immensa mole di notizie, che viene intercettata finisce nel centro strategico di Menwith Hill (Gran Bretagna) che, successivamente, i dati ritenuti interessanti li dirotta al National Security Agency (NSA), il servizio segreto USA di spionaggio elettronico. Praticamente, se non lo si è ancora capito le nostre azioni quotidiane più banali come l’uso del telefono, di internet, il passaggio ai caselli autostradali, la spesa, ecc., tutto quello che normalmente si fa è registrato e conservato in un archivio di dati di computer, per un tempo che va da pochi giorni a degli anni. Spiati. Sì, spiati, perché è ormai impossibile non lasciare traccia di, quasi, qualsiasi cosa si faccia.

    Una luce ancora più sinistra colora quanto si è detto se, scrive “Lo Stato” (28/4/98): “…ci si ricorda del Documento Farmer. Diffuso nel 1984 da La Lettre di de Villemarest, il documento scritto da Farmer, membro della ‘commissione quadrilaterale’ generata dalla Trilaterale nel 1981, conteneva, tra l’altro, il principio secondo cui il controllo delle comunicazioni dovesse non solo esistere ma essere gestito, facendo passare solo le informazioni che il governo ritenesse opportuno, poiché “. Giova anche rammentare quanto il 17 Febbraio 1950, il banchiere James Warburg aveva affermato davanti alla Commissione Esteri del Senato: “Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale – o col consenso o con la forza”.

    C’è dell’altro che pochissimi sanno. Le libertà personali sono di fatto ristrette. Scrive Maurizio Blondet: “Il 28 Febbraio 1989 – naturalmente la stampa italiana non ne ha parlato – la Corte Suprema degli Usa ha riconosciuto alla polizia federale (Fbi) il ‘diritto’ di arrestare, violare il domicilio, e perquisire cittadini stranieri residenti all’estero. Ufficialmente, la nuova norma ha lo scopo di perseguire gli spacciatori di droga… Va, tuttavia, sottolineato che la polizia degli Stati Uniti ha adesso, ‘legalmente’, i poteri d’arbitrio che il Kgb esercitava di nascosto… Oggi, cittadini stranieri che si suppone abbiano violato la legge americana possono essere arrestati in qualunque parte del mondo, senza il consenso del Paese che li ospita…” (“Complotti. Stati Uniti, Gran Bretagna”, Il Minotauro, Milano 1995).

    Siete stupiti? Credete sul serio di vivere in libertà? Avete ancora fiducia in un Nuovo Ordine Mondiale? “Sono anni, scrive de Villemarest, che il Cfr (Council on Foreing Relations) ripete il concetto: ” (da “Lo Stato”, cit.). Il Council on Foreing Relations (CFR) ebbe origine nel 1921 e fu finanziato dalla famiglia Rockefeller, contava 650 personalità, scrive lo storico Robert Divine: “il Gotha del mondo degli affari americano”. Dopo quanto detto finora, c’è dell’altro che è ancora più inquietante.

    Sapere se risponde al vero la voce, di recente più volte ventilata, che Internet sia controllato dalla Cia. Sembrerebbe proprio di sì da quanto si legge su “Nexus. New Time” (n.4, Marzo-Aprile 1996). Riporto dalla rivista: “I media hanno recentemente riportato che la National Science Foundation ha ceduto la proprietà del nome registrato Internet alla Network, Solutions, Inc. (NSI) di Herndon, VA, USA. Essi hanno mancato di rilevare alcuni interessanti collegamenti. Web Review, una rivista bisettimanale online (vedere il servizio speciale presso http://gnn.com/wr/) ha rivelato il 26 Settembre 1995 che l’NSI è stata acquistata nel Maggio ‘95 dalla Scientific Applications International Corporations (SAIC) di San Diego, CA”.

    La rivista prosegue facendo i nomi dei componenti il consiglio d’amministrazione della SAIC, tra i quali figurano: “…l’Ammiraglio Bobby Inman, ex capo della NSA (National Security Agency) e vice direttore della CIA; Melvin Laird, Segretario alla Difesa di Nixon; ed il generale in pensione Max Thurman… Altri membri del consiglio, recentemente allontanatisi, includono Robert Gates ex direttore della CIA; William Perry, attuale Segretario alla Difesa e John Deutch, l’attuale direttore della CIA”. C’è poco da stare allegri.

    Giuseppe Cosco

  143. Fonte-http://www.bloggers.it/ThePowerOfLinux/index.cfm?blogaction=article_detail&idBlogStorie=A10068A0-EE71-DCF6-3120BF09B907E0CD

    25 febbraio 2006 00:00

    PROPOSTA SERIA
    di ThePowerOfLinux

    Ho una proposta.
    Una proposta seria.
    Una proposta talmente seria, che se l’avessi postata nel salotto buono, sarebbe stata certamente sprecata.

    Quindi mi rivolgo ai topocani.

    Perché ai topocani?

    Perché sicuramente con loro si può parlare senza filtri, e senza ipocrisia.

    Veniamo al dunque.

    Come tutti, non posso fare ameno in questi tempi, di interrogarmi su ciò che sta avvenendo nel mondo.Ho 32 anni e, un po’ come tutti a questa età, sono capace di vedere oltre ciò che mi si mostra.
    Insomma, sono cerebrodotato, e non disdegno l’uso di questa dote.

    Certo è dura, scremare e ripulire lo schifo che ci danno in pasto ogni giorno, almeno due volte al giorno, a mezzo TG. Ma fortunatamente, Internet è ancora abbastanza libera da permettere alle idee, le voci, e le menti libere di esprimersi.

    Sono quindi giunto alla conclusione che con tutto ciò che sta avvenendo, e mi riferisco alle guerre in medio-oriente, al pericolo attentati, e a questa situazione di terrore/terrorismo, non stanno facendo altro che utilizzarci.

    Chi ci utilizza? Chi detiene il potere.
    Perché lo fa? Per lo stesso motivo per cui gli imam integralisti, mandano i kamikaze a farsi saltare in aria e non ci vanno loro stessi.
    Cosa ci guadagna? Più potere.

    È evidente che ci stanno aizzando gli uni contro gli altri. Cristiani contro Mussulmani.
    Lo scontro, secondo loro, deve avvenire ad ogni costo, e non deve essere percepito come voluto, altrimenti non sarebbe efficace.

    E così come gli integralisti e gli estremisti islamici aizzano le folle contro il nemico occidentale, per poter avere più potere sulle folle e per permettere ai regimi che li supportano di distogliere l’attenzione delle folle dai problemi reali, lo stesso viene fatto in occidente, aizzando le masse contro il nemico islamico, per poter avere più potere sull’opinione pubblica e le masse e permettere ai governi corrotti e incapaci, nonché alle varie classi dirigenti politiche/economiche/finanziarie e alle varie multinazionali, di distogliere l’attenzione di queste masse dai problemi reali, dando ad entrambi, occidentali e islamici, un nemico contro cui scaricare le prorie rabbie e frustrazioni.

    È palese!

    Te ne rendi conto, quando vedi un filmato su un TG delle stragi in Iraq e la prima cosa che noti sullo sfondo delle macerie e tra le fiamme, un bel cartellone pubblcitario che pubblicizza noti prodotti occidentali.

    È sotto gli occhi di tutti.

    Ci stanno utilizzando per combattere le loro nuove sporche guerre.

    Non facciamoci utilizzare.

    Prendere coscienza di ciò e rifiutare quest’odio indotto è un primo passo.

    Rendere partecipi di ciò anche il popolo islamico è l’altro passo.

    Liberarci di questa marmaglia senza scrupoli che è al potere (e non sto parlando di Berlusconi, che nel quadro della situazione conta come il due di coppe quando la briscola e mazze, ma soprattutto mentre si stava giocando a scala 40), e ridare dignità e speranza di vera pace è l’ultimo passo necessario per poterci garantire tutti un futuro.

    Lo scontro di civiltà non esiste. Lo hanno preparato a tavolino, e adesso lo stanno mettendo in scena.

    Quindi cari topocani, fate vostro questo mio intervento. Modificatelo se vi pare, e miglioratelo come meglio credete. Ma fatelo arrivare ovunque possiate farlo arrivare.

    Questo scontro va evitato. Ma non per paura o timore (che già sarebbero due ottimi motivi) ma semplicemente perché è una cosa che non appartiene ne al nostro popolo e alla nostra cultura occidentale, ne al popolo e alla vera (e sottolineo vera) cultura islamica.

    Grazie di cuore a voi tutti
    Francesco

    [Sardegna]Francesco74

  144. Dossier sul controllo mentale e sulla tortura tecnologica in Italia

    Fonte-http://www.avae-m.org/www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/Sembra%20fantascienza3-ultimo.htm

    1° edizione, completa, 25-9-2006, Spoleto

    una foto di Michele Fabiani con Paolo Dorigo

    a cura di Michele Fabiani

    Con la collaborazione dell’AVae-m,

    di Paolo Dorigo, Maurizio Bassetti, Marco Sacchi

    premessa

    Questo dossier vuole essere esaustivo e sintetico insieme. È stata data la massima cura alle notizie, tuttavia non è stato possibile sfuggire totalmente ai sabotaggi a questo lavoro,

    come nei confronti di praticamente tutti gli atti della AVae-m.

    indice

    - IL CONTROLLO MENTALE

    - ALCUNE STORIE E IMMAGINI

    - INTERVISTA A MAURIZIO BASSETTI VITTIMA DI TORTURA TECNOLOGICA

    - CHI SONO I TORTURATORI ?

    IL CONTROLLO MENTALE

    Sembra fantascienza, ma con ogni probabilità si tratta di avvenimenti reali. Il fenomeno è di quelli che dovrebbe sconvolgere chiunque, ma invece non fa affatto “notizia”: ci sono nel mondo, in migliaia di casi negli Stati Uniti, e in Italia, persone che sostengono di subire tortura tecnologica. In altre parole essi denunciano di subire degli attacchi a distanza, di sentire voci e di essere influenzati nella loro vita quotidiana. Le persone o agenti che praticano questi atti, lavorando in gruppo, sono chiamati stalker, termine utilizzato in numerosi siti negli Stati Uniti, che propagandano queste “attività” nelle quali sarebbero coinvolti anche minorenni..

    Sono dei pazzi coloro che denunciano di essere vittime di questi strumenti ? Noi crediamo di no e stiamo lavorando a questo dossier per dargli, almeno, lo spazio che altrove non hanno trovato e per veicolare le loro ragioni.

    I progetti CIA e le ammissioni di Clinton

    Cominciamo col dire che è ormai “pubblicamente noto” (le virgolette sottolineano la ristrettezza del pubblico) che, dopo gli esperimenti particolari su esseri umani nei campi di concentramento nazisti, dagli anni ‘40 la CIA e anche il Kgb hanno iniziato esperimenti di controllo mentale via radio, e dagli anni ‘80 la CIA ha dato vita ad un progetto relativo ad MK-Ultra che sperimenta la possibilità di controllo celebrale, con microspie sottocutanee, su animali ed esseri umani. Per altro la CIA ha assunto numerosi nazisti subito dopo la seconda guerra mondiale. Il Congresso americano, nel 1972 e nel ‘74, ha iniziato a ricevere proposte di utilizzo del controllo mentale su larga scala con sistemi sottocutanei, in particolare da Burton e José Delgado, che oggi vive in Spagna. A Milano inoltre sarebbe transitato nel 1974 il notissimo criminale di guerra Mengele, all’epoca ancora vivo. I primi detenuti a fare da cavia per questi esperimenti ufficialmente si sostiene siano stati sottoposti a queste ricerche dal 1990, in realtà parrebbe che già dall’inizio degli anni ‘80 ciò fosse già attuato. Si parla di esperimenti iniziati in Svezia alla metà degli anni ‘80 e negli Stati Uniti tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90. A ciò ha dato spazio anche la tv, sia pure raramente, con i programmi Stargate del 4-5-2003 su LA7 e La storia siamo noi del 14-12-2003 su RAI3; in particolare la prima trasmissione ha parlato dell’uso di questi strumenti sul nazista americano responsabile della strage di Okhlaoma, McVeigh, mentre nella seconda si è parlato anche del trattamento cui fu sottoposta Patricia Hearst, figlia di un miliardario americano, sequestrata, dai “simbionisti”. Non solo: l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso. Ma Dorigo in un’intervista al Corriere Romagna del 14 aprile 2006 riferisce che da sue fonti ha appreso che a Torino, alcuni fisiopatologi sarebbero andati a fare questi esperimenti negli USA su detenuti sin dal 1995, riferendone agli studenti.

    Tuttavia nonostante si interessino ai detenuti americani, Nessuno tocchi Caino, associazione gestita dai Radicali ove lavorano terroristi neri in semilibertà, non ha mai prodotto alcuna documentazione su queste cose.

    Alcuni testi di approfondimento

    Tra i dossier di approfondimento segnaliamo la Controinchiesta di Paolo Dorigo (www.paolodorigo.it/index-links1.htm) e quello dell’Agenzia Ricerca Economico Sociale ( A.R.E.S. http://www.ares2000.net/) dell’ottobre 2005. I carceri, i manicomi e la psichiatria ne risultano il laboratorio di questi esperimenti, la società civile il punto di arrivo e servizi segreti carcerari la base operativa. Un interessante lavoro è stato pubblicato dall’”Associazione italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici” (Aisjca): nel sito http://www.aisjca-mft.org è pubblicato e continuamente aggiornato il libro It’s Abuse NOT Science Fiction, edito dalla Libreria Editrice Cortina Torino, in cui si raccolgono storie internazionali di abusi tecnologici. Consigliamo di leggere anche la ricerca di Romano Nobile, appunto di ARES2000, La tortura nel bel paese, per le Edizioni Malatempora. Gli esperimenti della CIA e il progresso della tecnologia testimoniano la concreta possibilità del fenomeno, ovvero che nel terzo millennio ci sono scienziati che sono in grado di influenzare l’attività delle cellule nervose. Si pensi come esempio agli episodi di protesi e chip che, una volta impiantati negli arti ne ordinano il movimento a computer. Negli USA sono in fase di sperimentazione dei chip neurali su persone paralitiche, grandi circa 2mm, in grado di recepire segnali elettronici ed inviarli al computer che li traduce. Un altro esempio è rappresentato dagli esperimenti del prof. Warwick, inglese, il quale si è volontariamente sottoposto 2 volte insieme alla moglie, all’impianto di chip per comandare a distanza le cose ed effettua esperimenti che dovrebbero portare, secondo lui, alla telepatia elettronica entro il 2012, mentre quanto denunciano le vittime porta a pensare che queste forme, anche in forma passiva e non eludibile, esistano già. L’aspetto anche sessuale e di coppia di questi trattamenti è testimoniato dal libro cult della letteratura in materia, O’Brien – Phillips, Trance formation of America, Macroedizioni, in cui, come in Garage Olimpo, .la torturata va in sposa al torturatore (argentino in questo caso, della CIA in Trance …). Tra i testi da segnalare, Marco Costa, Psicologia militare, Franco Angeli; i manuali sulla PNL; Andrea Moro, I confini di Babele, Longanesi; Bottaccioli, Psiconeuroimmunologia, Edizioni Red !; i libri sulla vivisezione; alcuni titoli della Shake edizioni e la rivista cyber italiana Decoder; Hyland, I segreti perduti della tecnologia nazista, Newton & Compton editori; Offeddu, Il potere del domani, Council finance group; Nel cinema, qui vicino alla realtà più di quanto non si creda, i film da citare sono numerosi, tra questi indichiamo Matrix, Mission impossibile 2, Frequency (consigliato a Dorigo dal direttore del carcere di Spoleto !), Minority report, The Manchurian candidate, Bait-L’esca, Hypnosis, The final cult, Nirvana, Brubacker, Farenheit 451, Sorvegliato speciale, ed un terribile film di Frankenheimer sulla sostituzione di persona, Operazione diabolica; inoltre gli articoli contenuti nella Rassegna scientifica AVae-m ed in altri siti specializzati. Per quanto riguarda il teatro, vi sono alcuni spettacoli minori, mentre l’AVae-m sta mettendo in cantiere 48 ore di due torturati.

    Controllo mentale diretto, subliminale e primario

    Marcello Panio, autore anche del sito http://www.disinfornazione.it, nel suo libro Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Macroedizioni, ha dedicato un intero capitolo al fenomeno del controllo mentale (cfr. capitolo 10) in cui divide il fenomeno in controllo mentale diretto, controllo mentale subliminale, controllo mentale primario: il diretto è il tipo di controllo “classico”, quello di cui parliamo nella gran parte di questo dossier, provocato da MK-Ultra, ma anche da farmaci come il ritalin usato nelle scuole USA per controllare i bambini troppo distratti o/e vivaci; il controllo subliminale avverrebbe tramite l’uso di elettrodomestici per uso commerciale, come la TV e il computer in particolare, dove è ormai nota la diffusione di pubblicità e siti internet con spot subliminali che illegalmente mandano messaggi particolari, invisibili dagli occhi, ma percepiti dal cervello che influenzano le operazioni dell’intelletto; il controllo mentale primario si attuerebbe tramite la contaminazione di acqua ed alimentari con sostanze tossiche che indebolirebbero le capacità di reazione dell’organismo, una di queste sostanze è il fluoro, diffusa in alimentari e dentifrici, secondo Panio era già noto ai nazisti che ripetute dosi di fluoro contribuiscono alla spersonalizzazione dell’individuo.

    Marcello Panio afferma anche che la NSA, agenzia di controspionaggio USA, avrebbe delle attrezzature in grado di controllare le emissioni bio-elettriche del cervello.

    Se fosse vero che chiunque può subire interferenza cerebrale con armi della NSA, allora la Corte di Norimberga dovrebbe essere riaperta subito per tutti i dirigenti responsabili negli Stati Uniti, di queste armi, la NATO sciolta, le forze multinazionali rimandate a casa. Come mai nessuno ne parla, allora, mentre tantissimi protestano contro le guerre mosse dalle stesse compagini ?

    Nel presente dossier non approfondiremo particolarmente comunque il tema di forme di controllo mentale indirette, in quanto ci interessa in particolare denunciare quelle forme violente di tortura tecnologica tese a colpire un singolo individuo, sono le torture meno conosciute, genericamente giudicate come fantascientifiche, pertanto è su di esse che preferiamo porre la nostra attenzione.

    In ogni caso, la provata presenza quotidiana di forme subdole e implicite di influenza e controllo mentale resta certamente una problematica degna di rilievo. Ancor di più questo vale nella nostra società moderna, post e super-industriale, dove la psichiatria, la pubblicità, la contaminazione alimentare sono elementi onnipresenti nella nostra vita.

    I risultati degli esperimenti su 8 detenuti messicani in un documento segreto dell’IBM

    Alfredo Lissoni nel suo libro Nuovo ordine mondiale (Edizioni Segno) cita il sito http://www.theendofline.org, in cui verrebbe riportato un documento dell’IBM riguardante l’impianto di sonde su prigionieri messicani. Il documento viene presentato come assolutamente riservato, di livello sicurezza 9. Il tempo impiegato per la realizzazione dell’intervento, secondo tale segretissimo documento, sarebbe di 60-90 minuti, ma le speranze dei tecnici sarebbero indirizzate nel ridurre in futuro questo tempo anche del 60%.

    Questi alcuni dei risultati ottenuti, sempre secondo il documento citato da Lissoni nel suo libro, su 8 cavie umane:

    - monitoraggio completo dei comportamenti

    - sonno in stadio di letargo per un tempo di almeno 18 ore al giorno

    - i detenuti-cavie rifiutano volontariamente la ricreazione e gli esercizi ginnici

    - i detenuti-cavie se provocati non reagiscono o risultano meno aggressivi (finché non se ne accorgono, poi avviene il contrario)

    - nessuna cavia si è accorta di nulla di quanto gli era accaduto

    Anche Lissoni, come Panio, parla di strumenti in possesso dell’NSA in grado di controllare le emissioni bio-elettriche del cervello. Queste forme di intercettazione a distanza avrebbero indotto nei soggetti vittime di questi abusi, impressioni visive che trapassano gli occhi e sensazioni di essere toccati da fantasmi.

    Le ammissioni di un tenente colonnello della guardia di finanza e di un giornalista consulente dello Stato Maggiore dell’esercito

    Nel libro Le nuove guerre, pubblicato nel 2001 dalle edizione Rizzoli – BUR, due illustri personaggi dello stato come Rapetto e Di Nunzio (il primo tenente colonnello della Guardia di Finanza comandante del gruppo anticrimine e tecnologico, il secondo noto giornalista, capo ufficio stampa della BNL, consulente delle strategie di comunicazione dello Stato Maggiore dell’esercito) ammettono l’esistenza del controllo mentale. Il capitolo 10 del loro testo militarista si intitola proprio il cervello nel mirino, in particolare si parla di metodi di disinformazione del nemico tramite armi indirizzate alla manipolazione delle opinioni, ma si parla anche direttamente di controllo mentale con un elenco di strategie (dall’intervento nell’ambito sociale, all’indebolimento della persona tramite farmaci, assenza di sonno e cibo, ecc) finalizzate al lavaggio del cervello dell’individuo. Vengono inoltre citate alcune presunte attività di controllo mentale dell’agenzia militare statunitense NSA tramite l’utilizzo di microspie.

    Rapetto non è proprio un anonimo personaggio, come ai molti risulterà. Egli viene citato anche nel libro Beat genetation di Mario Bolognani (Editori Riuniti). L’autore fa pensare che Rapetto costituisse una cellula dei servizi segreti insediata nell’AIPA ( l’authority per l’informatica). Rapetto sembrava alla ricerca di prove contro il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Il tutto assume un sapore drammatico con la scenografica morte del consulente di Rapetto, il noto informatico Michele Landi, ufficialmente suicida, ma anche con la lunga catena di suicidi e di morti improvvise in particolare di numerosi membri dell’Arma dei carabinieri, dei servizi segreti e della polizia penitenziaria e dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, specie nel 2002-2003 ma anche dopo.

    Ma che interesse avrebbero Rapetto e Di Nunzio, alti esponenti dello stato nel diffondere certe notizie? Marco Sacchi, che ci ha fornito le informazioni su questo e su altri paragrafi, ricorda che il libro di Rapetto e Dinunzio non è affatto facile da trovare, scomparso dalle librerie italiane da diversi anni ormai. L’ipotesi è che queste pubblicazioni abbiano dei fini ricattatori, un modo per ricordare allo stato o a qualche losco personaggio quanto si potrebbe, se lo si desiderasse, far emergere sul proprio conto.

    Un’ipotesi affatto priva di fondamento

    L’ipotesi che questi strumenti super sofisticati possano essere usati per controllare il pensiero non è dunque affatto priva di fondamento. Inoltre qualora non si creasse un’attenzione adeguata in questa fase, in cui comunque, TAC e Risonanza magnetica, e in qualche misura l’EEG, sono ancora in grado di permettere l’individuazione di questi chip, si corre il rischio di arrivare ad un punto scientifico in cui siano usati chip a DNA, strumenti invisibili a questi accertamenti, che sarebbe molto più difficile e lungo individuare con infinite e costosissime analisi genetiche. A questo aggiungiamo che nei casi di elettrodi innestati su pazienti epilettici o schizofrenici, volontari, queste persone non vengono messe in grado però di disattivare questi elettrodi qualora lo volessero, impedendo così interferenze non prevedibili di terzi.

    Associazione Vittime armi elettroniche-mentali (AVae-m)

    In Italia si è formata un’associazione che raccoglie tutti coloro che credono o sostengono di essere vittime di questa tortura: è l’Associazione Vittime Armi Elettroniche-mentali e si trova al sito http://www.avae-m.org/www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/index.html. L’associazione, alla fine di settembre 2006, è in possesso di almeno 28 casi fino ad ora censiti, complessivamente sono circa 35 i casi di persone in stato di libertà, di cui appunto 28 considerati certi dalla AVae-m. Tra questi casi, almeno 5 di persone interferite non uditivamente. Per qualsiasi segnalazione il recapito dell’AVae-m è info@avae-m.org.

    Vi sono poi decine di casi censiti da Paolo Dorigo in carcere (cfr. Controinchiesta di Paolo Dorigo dal carcere, 2002-2005), più vari altri casi di probabili innesti sottocutanei durante operazioni chirurgiche su altri prigionieri politici (cfr. dvd Laboratorio Rivoluzionario Gatto Selvaggio, dibattito la cui registrazione è in rete nella pagina di relazione sulle presentazioni del libro La tortura nel bel paese), nonché il ricovero in OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) od i suicidi a causa di torture troppo semplicemente associate al carcere in quanto tale da una certa sinistra falsamente “garantista”, sin dalla fine degli anni ‘70, sia in Germania (Ulrike Meinhof ecc.) sia in Italia, di cui non si vuol dir nulla (dal caso Bonoconto, ai casi Galeotto, Valitutti, Carnelutti, F.Ferrari, ed altre/i), compreso il tentativo di internamento di Paolo Dorigo (2002), che, secondo l’AVae-m, sarebbero probabili conseguenze proprio di strumenti subliminali di tortura.

    Secondo Paolo Dorigo è molto probabile che oramai ci siano solo in Italia centinaia di persone che subiscono quotidianamente tortura tecnologica (cfr. dvd presentazione La tortura nel bel paese al L.R. Gatto Selvaggio). Ricordiamo che negli USA sono stati accertati oltre 3.000 morti per questi trattamenti, che peraltro sono attuati da stalkers quasi alla luce del sole, senza contare il numero di morti nelle carceri.

    Nel programma dell’Associazione vittime, esposto nel sito in 10 punti, si chiede tra le altre cose di approvare leggi e strumenti di controllo per tutti coloro che subiscono involontariamente questi trattamenti, un intervento da parte della Corte dell’Aja, il risarcimento delle vittime, l’espulsione dei professionisti e/o radiologi coinvolti dall’albo dei medici ed il processo per i responsabili, per vari reati tra i quali violenza privata, istigazione al suicidio, atti invalidanti, tentato omicidio, ecc., denunciando pubblicamente i limiti della legge sulla tortura che non prevede moratoria e leggi penali per queste armi da guerra vere e proprie, e per altri aspetti risibili (il fondo risarcimento, che permetterebbe allo Stato di splittare i processi in sede civile oltre che penale).

    ALCUNE STORIE E IMMAGINI

    Paolo Dorigo

    Il caso più noto è quello di Paolo Dorigo. Dorigo è anche uno dei due soli casi censiti dell’AVae-m ad avere dei precedenti penali, mentre tutte le altre presunte vittime, censite in Italia, sono incensurate. Arrestato nel 1993 con l’accusa di aver partecipato ad un azione delle BR contro la basa USAF di Aviano, nel 1994 viene condannato a scontare 13 anni e 6 mesi di carcere senza nemmeno avere la possibilità di controinterrogare colui che lo ha accusato. L’irregolarità del processo viola l’articolo 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e per questo motivo il 9 settembre del 1998 la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo richiama l’Italia e gli impone di liberarlo e di rifare un nuovo processo. Ordine che viene periodicamente riformulato, ma al quale l’Italia non ha ancora dato risposte, fino a quando nel marzo 2006 la Corte di appello di Bologna, ha recepito un’istanza del suo avvocato che ammette la giurisdizionabilità dei pronunciamenti CEDU. La detenzione è stata accompagnata da continui episodi di violenza, si vedano in proposito le denunce contro i carceri di Livorno e Biella. Dorigo si è sempre dichiarato innocente, senza però rinnegare il movimento rivoluzionario definendosi un marxista-leninista-maoista.

    Nel 2002, a Spoleto, Dorigo denuncia per la prima volta di avere un microchip nella testa, ipotizzando che sia stato inserito nel 1996 durante un ricovero in ospedale. Lo stesso otorino che lo visita in carcere dichiara che il suo orecchio sinistro percepisce 1000 hz di acufene -quando la norma è di 400-, mentre non ha alcuna vertiginite né altri problemi specifici di equilibrio, ed esami EEG e potenziali evocati escludono schizofrenia od altri disturbi psicotici; nonostante il disturbo uditivo sia stato accertato da esami audiometrici e coperto attorno ai 110-120 dB in cuffia !

    Tra l’altro nell’Ottobre 2002 scadeva, oltre al decreto sui servizi segreti liberi di reato fatto valere da Berlusconi e Frattini per 4 mesi, anche l’ultimatum europeo per la sua scarcerazione, carcerazione che dunque violava le norme della legalità internazionale; e nell’ottobre 2002 viene archiviata la sua ed altre due posizioni (una delle quali di persona che lui non conosce) dalla Procura di Pordenone nel merito degli “NTA”, Procura che aveva disposto proprio in contemporanea all’inizio della tortura esplicita (maggio 2002) il sequestro illegale della sua corrispondenza, già sottoposta a censura. Rinchiuso in cella comincia a raccogliere dati e a documentarsi producendo l’ormai nota Controinchiesta su un’operazione di controllo mentale totale e di annientamento psico-fisico del XXI secolo nelle carceri italiane, giunta alla settima edizione e continuata nel suo sito.

    Dorigo sostiene di udire, come in una comunicazione in chat, voci che gli chiedono di pentirsi, lo processano quotidianamente di cose assurde ed inesistenti spesso costruite come psicodramma, sulla base della sua vita (tecnica simile sia alle torture israeliane dei Palestinesi sia ad altri casi di controllo mentale) gli producono violenti stimoli metabolici e sessuali, lo insultano e gli impediscono di dormire. Allucinazioni uditive? Sembra proprio di no, nonostante il gran battage in questo senso sin dall’inizio delle sue denunce (e non da prima), visto che ben 3 psichiatri (perito Procura di Livorno, psichiatra carcere Spoleto, psichiatra di parte, impegnato anche in alcune carceri) hanno constatato la assenza di psicosi alcuna, mentre stranamente il pm bolognese Giovagnoli, che perseguita anche lui, sostiene sia malato mentale sulla base di una consulenza di parte senza valore di perizia dalla quale si evince che sarebbe affetto da psicosi, ma non si sa da quale genere di psicosi, dice lo psichiatra (di Ferrara). Nel 2003 e 2004 la protesta trova visibilità grazie ad altri duri scioperi della fame miranti non più tanto al raggruppamento ad altri prigionieri rivoluzionari, come nel 1999 (64 giorni), ma a far cessare questa tortura, durati 53 giorni nel 2003, di 54 giorni in Giugno e Luglio 2004, e di 70 giorni tra Settembre e Novembre; importanti anche l’instancabile impegno dell’avvocato Trupiano e la solidarietà manifestata con decine di presidi in tutta Italia, in particolare, con momenti di tensione, a Spoleto sotto il carcere e con azioni di disturbo all’illustre festival e a Perugia in tribunale durante le udienze in cui Paolo era presente.

    Il 25 marzo 2005 viene mandato ai domiciliari come tentativo di silenziare la sua lotta e di “ricondurlo alla ragione” magari attraverso psicofarmaci, che rifiuta, allo scopo di evitare di effettuare dal carcere quegli accertamenti per cui era stato aperto il procedimento, con la scusa di uno stato psichico provato dal carcere, e la necessità di risocializzare, scusa ridicola per il divieto di ricevere amici in casa. Accertamenti clinici che effettua poi e che dimostrano le sue denunce e ragioni. Il 13 marzo 2006 la Corte d’Appello di Bologna accoglie le istanze di revisione sulla base delle sentenze CEDU e pronunciamenti del Consiglio d’Europa. Concetti giuridici che estendono la revisionabilità ai processi cassati dalla CEDU, fatti propri il 13 luglio 2006 dalla prima sezione della Corte di Cassazione. Una grande vittoria giuridica, in totale silenzio nazionale mediatico sulle torture e latitanze mediche, rotto solo da testate locali. Silenzio mediatico quanto più strano se si pensa all’enorme battage mediatico del novembre 2004, fatto secondo Paolo allo scopo di nascondere i contenuti della lotta alla tortura tecnologica e di superare la contraddizione con una scarcerazione, quindi con una provocazione mirata a depistare l’attenzione dal problema (il sequestro dei libri ai prigionieri di Biella, dove sin dal suo trasferimento e fino al maggio 2004, Paolo intendeva ancora tornare).

    Dalla sua casa Dorigo comincia a fare analisi che poco alla volta contribuisco a svelare quanto la giustizia italiana e i servizi segreti per anni hanno cercato di nascondere, per esempio dando voce alla memoria di Vincenzo Olivieri (pluri-ergastolano amico di vari brigatisti rossi e co-detenuto con Dorigo a Spoleto), sul SISES, sul caso Cervia; Olivieri morrà ufficialmente suicida a Spoleto (luglio 2005). Pur non essendo ancora reperita una camera anecoica certificata dotata di un sintonizzatore universale in grado di stabilire le esatte frequenze emesse dal suo corpo, il che proverebbe con certezza la presenza di microchips, ci sono delle TAC che fotografano evidenti corpi estranei nella sua scatola cranica, in 5 punti, circa 22 elettrodi circolari di cui uno che corrisponde quasi esattamente al cluster a grappolo reperito nel capo di Larsson, un rilevante caso internazionale di questo tipo, corrispondenza rilevata anche a Paolo da un’importante associazione italiana esperta in materia, AISJCA.

    Dorigo sta cercando un neurologo che certifichi cosa ha nella sua testa, mentre tutti i medici contattati si sono rifiutati di dare risposte alle immagini nelle lastre, ma anche semplicemente a certificare ufficialmente di non saper dare risposte, dopo che un primario di un reparto ORL cambiò il suo proposito di operarlo all’orecchio sinistro, asserendo che è un punto delicato ove passano 4 diversi nervi. Paolo ha l’impressione che ci siano persone che sanno, e che preferiscono saperlo “accompagnato” controvoglia piuttosto che morto in una sala operatoria. Altri gli hanno detto che senza queste strutture microscopiche, il suo cervello oramai abituato alla loro presenza, smetterebbe di funzionare. Da quello che si vede nelle TAC si evidenzia un corpo di 1mm di diametro nell’orecchio sinistro a 4mm dal timpano e 4mm sottocute. Non si tratta sicuramente di un osteoma, ma potrebbe essere una calcificazione, secondo il suddetto primario ORL.

    A disposizione ci sono numerose altre immagini. Quella dell’orecchio sinistro è la più evidente e si ipotizza nel sito di Dorigo “che può servire per convogliare il segnale di ritorno timpanico alla centralina”. Si denuncia la presenza di più corpi estranei.

    Gli altri oggetti “non identificati” in questione si trovano alla nuca, nell’omuncolo (parte frontale superiore del cervello) nel naso e nello zigomo sinistro, dove sembrano formare un complesso di circa 4mm.

    Un’immagine di due elettrodi posti sopra l’omuncolo (il “radar” del sistema nervoso nel cervello)

    Un’immagine del cluster a grappolo nella nuca, tra 0,4 cm e 1,2 cm sotto il cranio

    disegno ricostruito da Paolo Dorigo del cluster (8 lastre distanti 1 mm l’una dall’altra)

    T.C.

    Nell’associazione delle vittime delle ermi elettroniche c’è anche chi preferisce rimanere anonimo. E’ il caso di TC, descritta come donna di cultura elevata, impiegata, vive nel nord Italia, tra i 50 e i 60 anni, mai stata in carcere, impegnata in politica nel passato con LC e con la sinistra socialista. Sostiene di essere torturata già dal 1988, da allora, nella totale indifferenza, conduce un’indagine personale su quanto le sta accadendo. Oltre a sentire delle voci TC subisce anche delle allucinazioni visive. Da quando viene torturata si sono invertiti anche i valori della vista: prima non vedeva da lontano a destra e vedeva bene a sinistra, ora non vede bene a sinistra mentre vede perfettamente a destra. Importante sottolineare che anche lei non è una psicopatica, ma che anzi, è stata giudicata sana di mente dagli psichiatri. La prima cosa che ha fatto è stata proprio quella di farsi visitare, temendo che stesse cadendo in uno stato di schizofrenia, ma unanimemente i tre psichiatri ai quali si è rivolta le hanno confermato di non essere vittima di nessuna patologia.

    La prima volta che ha sentito una voce commentare quanto stava facendo è stato addirittura nell’Agosto 1978, il secondo episodio si è verificato nel 1986 dopo aver avuto uno scontro verbale con dei carabinieri, ma dal mese di Agosto del 1988 le voci sono diventate continue e ha cominciato le visite e le indagini. Oltre a sentire delle voci che commentano le sue azioni, TC sostiene di sentire anche i dialoghi che i suoi torturatori farebbero tra di loro. Nel 1993 le è capitato di sentire un bruciore al cuoio capelluto, dopo essersi energicamente grattata si staccò un pezzo di pelle, il quale una volta preso in mano divenne incandescente; appena messo il corpo in una busta di plastica ha sentito una voce commentare “l’abbiamo sottovalutata”.

    Gli ingrandimenti di questa immagine sono sconcertanti (cfr. nella pagina Altri casi il Caso TC nel sito http://www.avae-m.org/www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org). Con le prime denunce ritorna momentaneamente il silenzio e pertanto decide di non farne delle altre, ma comunque di continuare la sua indagine. Dopo un po’ di tempo tornano a farsi sentire e in una litigata uno di loro afferma: “A te non bisognava tagliare la gola, bisognava tagliare la testa, se ti pesco a pensare ti brucio il cervello, ma sappi che devi filare come se camminassi sulla lama di un rasoio”. A queste minacce TC risponde: “Lo stesso vale per voi, rispetto a voi ho il vantaggio di non avere più credi, di non sperare in niente, ma non posso pensare che non accada l’imprevisto, se per enne ragioni in un futuro prossimo o remoto, qualcosa vi porterà a galla, vorrò una sedia in prima fila, ma se ci sarò, sarò armata”. Da quel momento finiscono le voci e vengono inseriti dei nastri registrati.

    T.G.

    Un’altra vittima che preferisce rimanere anonima è TG, donna tra i 40 e i 50 anni del Sud Italia. Il sito dell’associazione delle vittime ha diffuso il 26/06/2006 un suo memoriale di quanto le accade:

    Propongo il mio caso per dare con esso una testimonianza diretta di un esempio di inserimento invasivo di microstrumenti di ricetrasmissione.

    Alla luce della mia vita assolutamente normale, del fatto che io non sono mai stata sottoposta ad operazioni chirurgiche, di ciò che mi ricordo di preciso, ritengo che certamente, tutto ciò sia stato realizzato, ovviamente a mia totale insaputa, attraverso semplici iniezioni praticate attraverso il cavo orale (gengive e palato, quindi passati nel circolo sanguigno), contemporaneamente alle anestesie locali effettuate per delle banali cure odontoiatriche.

    Si tratta, quantomeno, di due elettrodi molto piccoli (frazioni di millimetro) individuati a livello dell’osso temporale sinistro, in prossimità dell’orecchio sinistro, attraverso una radiografia del cranio (ed un suo attento esame al computer). Non sono stati refertati (come non ci fossero).

    Ho dovuto spostarmi di centinaia e centinaia di km per eseguire questa indagine in quanto in una precedente radiografia effettuata dove risiedo non si apprezzava nulla poiché la zona in questione non risultava inclusa nella immagine radiografica (come se fosse stata sforbiciata).

    Sono intercorsi tre anni tra il fatto invasivo e la comparsa dei disturbi, intervallo di tempo protrattosi probabilmente per una mancata ripetizione delle iniezioni nel cavo orale.

    Per la peculiarità di ciò che si verifica e per le modalità di introduzione dei corpi estranei nel mio organismo, vi sono forti probabilità che in tale maniera siano state introdotte in esso anche microparticelle, ampiamente diffuse ed innestatesi in determinati tessuti e parti del corpo.

    I disturbi consistono essenzialmente in suoni ripetitivi che mi giungono in corrispondenza dell’orecchio sinistro, di intensità molto bassa, non percepibili se coperti dai rumori dell’ambiente circostante. Tranne un paio di brevissime frasi sempre intensamente ripetitive che ho ricevuto per circa un anno, non ho mai percepito parole, voci o messaggi di cui mi sia resa conto. Dai suoni può derivare, quando sono ferma, un impulso, un’onda di propagazione elettrica che, partendo in corrispondenza degli elettrodi, scende attraverso il corpo, senza propagarsi agli arti, fermandosi al livello del bacino.

    Ciò si verifica in particolar modo quando sono distesa, quindi soprattutto quando tento di dormire, cosa che sono impossibilitata a fare per questo motivo. Gli impulsi elettromagnetici possono raggiungermi anche come vibrazioni delle quali vengo investita in toto, globalmente in tutta la mia persona (restando sempre agli arti poco interessati dei processi descritti) e che percepisco, a livello uditivo, come il rumore cupo, sordo e pulsante di un motore acceso.

    L’intensità di questi stimoli può variare notevolmente in conseguenza di fattori esterni legati all’invio dei segnali. Poiché i microchips sono collegati con determinate strutture nervose, ciò consente di ricevere, attraverso i segnali emessi dal mio corpo, quelle che sono le mie percezioni visive ed uditive.

    Inoltre la fitta rete di microparticelle diffuse all’interno del mio organismo (probabilmente anche a livello cutaneo) permette la ricezione della mia immagine corporea.

    Sono in corso indagini ed accertamenti. Una pseudo agenzia-investigativa (una vera e propria associazione a delinquere) gestisce tutto il sistema dell’invio e ricezione dei segnali; essa è sempre direttamente responsabile di tutta la vicenda, fungendo da tramite, da intermediaria. Coloro i quali effettuano tal genere di ricerche e sperimentazioni si servono, dove io risiedo, di questa agenzia.

    Essa pratica su di un’azione ed un controllo scrupolosi e continui, senza alcuna interruzione nell’arco delle ventiquattro ore giornaliere, tutti i giorni, attuando così anche una gravissima violazione della mia privacy.

    Ogni giorno, da oltre due anni, in maniera continuativa, il mio organismo è sottoposto ad un intenso e massivo “bombardamento elettromagnetico”, con conseguenti disturbi organici tra cui continui mal di testa che si irradiano a partire dal punto del capo dove sono stati individuati gli elettrodi, punto preciso particolarmente dolente, come colpito da un corpo contundente appuntito.

    Tutta la mia vita è venuta ad essere stravolta, paralizzata e finalizzata a resistere e sopravvivere a questi avvenimenti di inaudita violenza, assolutamente inconciliabili con un’esistenza umana.

    Dopo la sua recente denuncia pubblica del giugno 2006, come in alcuni altri casi, ed anche la denuncia penale, il “trattamento” pare attenuato.

    Maurizio Bassetti

    Nel 1994 Maurizio Bassetti, dopo essere stato militante dello PSIUP e del movimento negli anni ‘60-70 lavora come economo alla Camera dei deputati, denuncia gravi irregolarità amministrative nella gestione delle forniture, una grande truffa di Stato, che ha portato al licenziamento di alcuni funzionari. La notizia, in piena Tangentopoli, finisce anche nei giornali e nasce il sospetto che i soldi servissero a finanziare dei “fondi neri”. Successivamente Bassetti viene richiamato dai superiori e invitato ad un incarico per l’America centrale, ma rifiuta preferendo la pensione.

    Il dramma comincia quando nel Luglio del 2001 subisce una violenta rapina da parte di tre persone incappucciate che affermano di appartenere ai servizi segreti, chiedono i documenti e le foto compromettenti, subisce gravi percosse che gli causano la deviazione permanente dello sterno. Dal quel momento Bassetti subisce numerose violazioni di domicilio dove gli vengono portati via documenti e viene più volte manomesso il computer. Nel 2003 viene rinvenuta una microspia che, dopo gli accertamenti, risulta funzionante già dal 2000. Maurizio decide di installare delle telecamere nella sua casa e le visite cessano momentaneamente, nel Gennaio del 2004 viene rinvenuta un’altra microspia al piano inferiore.

    La tortura tecnologica inizia nell’Agosto 2004 con delle scosse elettriche provocate, secondo Bassetti dopo aver consultato esperti in elettronica, da ultrasuoni. Bassetti sostiene che questi ultrasuoni gli interrompono il sonno e gli provocano dolori molto intensi in alcune zone del corpo, come il bruciore allo stomaco, all’intestino ed alla vescica; decide di trasferirsi a casa del figlio e poi in un nuovo appartamento. Nel novembre del 2004 comincia un vero e proprio bombardamento ad ultrasuoni, nel Gennaio 2005 rischia di perdere l’occhio sinistro. La tortura mira all’annientamento fisico e psichico della persona e gli impedisce una vita normale.

    Recentemente la scoperta dell’uso di armi ad energia da parte dell’esercito nordamericano in Iraq nella battaglia dell’aeroporto a Bagdag, ha dato conferma dell’esistenza di questo tipo di armi tecnologiche. In realtà è in circolazione già da anni il Dizionario di tecnologie avanzate per la difesa (edizioni Murzia) di Mario Dearcangelis e Alberto Dearcangelis, in cui si parla di armi a radiofrequenza: i primi esperimenti sarebbero stati fatti in Russia per disturbare il cervello umano, con i risultati contrastanti di sonnolenza ed agitazione, euforia e depressione, ecc. Nel libro c’è un elenco sistematico di questo tipo di armi, in cui schematicamente si parla anche degli ultrasuoni di cui Bassetti denuncia essere vittima.

    Gli attacchi ad ultrasuoni gli provarono ematomi agli arti, come testimonia questa foto (www.avae-m.org/www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/index.html ). Analoghe foto delle proprie gambe ha prodotto Dorigo nel suo sito.

    M.P.

    M.P. è, come lei si definisce, “una donna con un passato transessuale”. Nel sito dell’AVae-m c’è un lungo memoriale molto interessante e toccante. Non lo possiamo riportare per ragioni di spazio, ma consiliamo a tutti di leggerlo. Si parla dei problemi psicologici delle persone transessuali, del razzismo che sono costrette a subire e infine della sua personale storia di emarginazione e violenza. Le violenze vanno dall’emarginazione, alla violazione del domicilio, fino alla tortura tecnologica.

    M.P. afferma di aver ricevuto minacce in cui le veniva intimato di non procedere nel suo indento di adeguamento dei caratteri sessuali, addirittura minacciando che sarebbe stata usata come una cavia per tutta la vita.

    Verso la fine di agosto 2003 M.P. si sveglia per due notti di seguito con la puzza di silicone in bocca, due iniezioni effettuate con lo scopo di mascolinizzare il suo volto, con effetti ancor oggi visibili. Anche lei, come Bassetti, comincia a sentire delle scariche elettriche. Siamo nell’estate 2004. I bruciori riguardano il volto e le gambe. L’impressione di M.P. è che prima dell’inizio del bruciore le sembra di sentire uno schiocco di un interruttore dietro il collo. I dolori passano se pone un alimentatore dietro la testa, come ad esempio un computer.

    M.P. elenca anche alcune “tipologie di irraggiamento”: irraggiamento sulla schiena con effetto di riscaldamento violento, irraggiamento alla nuca con o senza diffusione di calore, irraggiamento molto penetrante alla fronte, cambio di temperatura (ad esempio quando fuori fa freddo le sembra di soffocare dal caldo), ecc.

    La violenza è probabilmente effettuata da qualche maniaco razzista con l’intento di mascolinizzare gli atteggiamenti della vittima transessuale. Tra l’altro, come abbiamo visto con Bassetti, questi mezzi che producono ultrasuoni sono abbastanza diffusi e non occorre una strumentazione esageratamente tecnologica come quella per il controllo della mente.

    Salvatore

    Salvatore è stato per anni un ultrà del Cosenza, un ribelle spesso vittima della repressione e persecuzione dello stato. Anche lui sembra essere vittima di controllo mentale. Riportiamo una lettera di Paolo Dorigo che presenta il suo caso:

    “Salvatore mi ha autorizzato a parlare di lui nel sito, e così sono nati i post che seguono, e questo testo. Salvatore mi scuserà se come AVae-m non possiamo mandargli più dei soldi che possiamo ogni mese, ma speriamo almeno di potergli mandare quello che serve ad integrare con complessi vitaminici, la sua resistenza psichica alla tortura. Dipende anche dalla scarsità degli aiuti alla nostra associazione, che notoriamente non fa parte dei circuiti Telethon-Emergency-Greenpeace ecc. Salvatore mi scuserà anche se in questo testo non parlerò solo di lui, dato che il suo caso è un esemplare condizione di molti altri.

    Innanzitutto diciamocelo: Salvatore è un capopopolo, un trascinatore di curva, uno che non bada per il sottile quando si tratta di esprimere sentimenti e amore non solo per la propria squadra ma per la gente in cui ci si riconosce popolo. Questa parte del nostro paese, si divide, come tutte le cose, dico la tifoseria, in due categorie, quella reazionaria e quella progressista. Salvatore fa indubbiamente parte della seconda.

    Una vita socialmente dura e patita da una condizione economica e sociale non fantasmagoriche, non di quelle che si possono sperare di vivere potendo cambiare, come in un sogno od in un’incubo alla Frankhenmeier, la propria. Salvatore ha patito un po’ di carcere, e in carcere ha subito anche tra l’altro un periodo di ricovero in infermeria, in un carceretto ove c’era una sezioncina di “osservazione”, e di quel ricovero, di alcuni giorni o settimane, NON HA RICORDO ALCUNO.

    Come in vari altri casi, di detenuti che ho conosciuto in carcere e che patiscono come me questo tipo di forma schiavistica – torturatoria di “trattamento” perverso e infame, c’è stato appunto un periodo di “stato di incoscienza”, di “non ricordo”. Anche nel caso di alcune delle persone che hanno portato il proprio caso alla AVae-m, ci sono casi di internamento temporaneo in strutture neurologiche dopo le quali sono iniziati questi “disturbi” o meglio questo trattamento soggettivo di gruppo, infame e perverso, che si avvale di tecnologia trasmissiva, di tecnologia dell’intervento psicofisiologico, di tecnologia neurologica, di tecnologia psicotropa (benzodiazepine e simili), di psicoanalisi da baraccone, di psicodrammi, psicosessuologia ecc., in una forsennata rincorsa della categoria psicologia (“Scienze” “psicologiche dell’intervento clinico”, per esempio, è il gergo usato dalla “libera universita’” di Urbino, un istituto che non si pregiò di darmi alcuna disponibilità di supporto agli studi a Spoleto, citta’ pur vicina), di uscire dal campo della illegittimità scientifica per approdare a riconoscimenti di “scienza” (neuroscienze), nella sua unificazione ai trattamenti psichiatrici. Riconoscimenti che NON PUO’ AVERE DALL’UMANITA’: l’ “intervento clinico” cui si adduce non è altro che l’arricchimento delle multinazionali farmacologiche con le loro pallottole psicotrope.

    […]

    Tornando a Salvatore, quando lo ho conosciuto per la prima volta, a parte notare che non è un laureato, non ho notato affatto in lui esagitazione spropositata rispetto a ciò che soffre, anzi, prima timidamente, poi con maggiore dettaglio e sicurezza, mi ha descritto cose che per la sua formazione e cultura, assai difficilmente qualcuno avrebbe potuto dirgli di raccontarmi per finta. Determinati aspetti, poi, di cui pure io porto pudore, e che non ho mai descritto soggettivamente in dettaglio, lui me li ha riportati in termini assai simili a quelli che io vivo da 4 anni e 4 mesi almeno, ininterrottamente. Per esempio, la certezza che i signorini/signorine militari e di “servizi”, interferenti molto spesso con tutti i telefonini della AVae-m senza alcun intervento a protezione del diritto alla privacy da parte degli “enti privati” o pubblici che gestiscono questi servizi, colpiscano anche Salvatore con falsi annunci di chiamata o sms ecc., è per noi pacifica.

    Le modalità sociali con cui il movimento cosentino, come gran parte del movimento in Italia, ancora sottovaluta questa problematica, pensando che si tratti di problemi “psichiatrici” o “psicologici”, dimostra la corruzione delle idee, la povertà della “sinistra”, l’opportunismo imperante nel moderno fascismo. Ma null’altro. Nelle case del popolo ai tempi del primo movimento socialista e comunista, si dava sostegno di ogni genere ai bisognosi, oggi partiti come “rifondazione” non riescono nemmeno a garantire dei militanti a tempo pieno dentro le realtà sociali che ne necessitano.

    Tornando ancora a Salvatore, invece i suoi sforzi per resistere non sono encomiabili solo per i pochi mezzi di cui dispone, ma anche perché Salvatore SA VIVERE SENZA INUTILI VIOLENZE; e sa sopportare l’infame tortura quotidiana che ignobili “ominuccoli” gli infertano senza mostrare il volto, o mostrandolo a mo’ di provocazione, in diverse forme e modalità conosciute anche da altri nostri amici ed amiche in altre città (Milano, Torino, Padova, Pescara, ecc.), che rimandano alla tecnica “multidisciplinare” per piegare e distruggere le personalità “non conformi” ai desideri di qualche autorità (dalla direttrice carceraria offesa, al detenuto collaborazionista timoroso di essere scoperto, dal padrone della fabbrica, al capoufficio, dal padre-padrone al marito-fidanzato stupratore, dal portiere che ha preso un ceffone al medico che teme per la sua carriera alcune rivelazioni, dal sindaco mediocre, all’ultimo tassello del sistema: il verme di quartiere).

    Senza voler drammatizzare, non neghiamo, o meglio, non nego, ma so di incarnare l’opinione di molti di noi, che il desiderio di vendetta verso i torturatori che ci affliggono è molto forte.

    MA MAGGIORE E’ LA PREOCCUPAZIONE CON CUI NOTIAMO LA SINISTRA CHE TACE QUESTE PROBLEMATICHE, E INTANTO LAVORA IN OSPEDALI, CARCERI, CLINICHE, CENTRI DI ASSISTENZA, COOPERATIVE DI VOLONTARI, ecc.

    CHI TACE ACCONSENTE !!!

    Alieni non sono, i nostri torturatori, e sono anche “carabinieri”, ma non principalmente carabinieri. Il fatto che in alcuni casi determinate punturine addormentino certe funzioni, aree ed attività cerebrali, a persone con questi sistemi torturate (parlo di casi di Venezia, Aquila, dico di Salvatore, ed altri casi) DIMOSTRA A NOI CHE QUESTE COSE DENUNCIAMO E CHE IN TUTTA VERITA’ LE PORTIAMO AL POPOLO SOVRANO sulla carta Costituzionale ma SCHIAVO nella pratica, CHE LA PSICHIATRIA, o meglio coloro che la studiano dalla parte FARMACOLOGICA, (come la Smith & Glaxo di Verona, per esempio, all’interno dei cui uffici ospita il maggiore centro di “studi” psichiatrici italiano), CONOSCE QUESTE COSE. QUESTE COSE però, NON SONO “disturbi” soggettivi dei pazienti, MA PRODOTTO DI ALTRI PSICOFARMACI E-O DI STRUMENTI INVASIVI MICROELETTRONICI, senza contare che pare che queste tecnologie approdino già alle armi biologiche (cfr. Repetto-Di Nunzio, Le nuove guerre, BUR Rizzoli, 2005).

    Citando un noto presidente americano sparato come spesso è capitato in quel paesucolo fondato da ladri ed assassini, cacciati dai loro paesi per le loro turpi attività, POTETE INGANNARE UN UOMO PER TUTTA LA SUA VITA, POTETE INGANNARE UN POPOLO INTERO, MA NON POTETE INGANNARE UN POPOLO INTERO PER SEMPRE.

    La domanda da porsi, a parte il rifiuto e la denuncia di qualunque ricorso a domande di ignoranti familiari intimoriti dai fatti di cronaca inspiegabili che accadono (e che non sono il caso di Salvatore, che coscienza e dignità ne ha da vendere !), è se la psichiatria, a questo punto, sia una scienza o una truffa dei potenti. Soprattutto se andiamo a SVELARE il contenuto effettivo delle cd. esperienze terapeutiche con psicofarmaci, della cd. “antipsichiatria”.

    Abbiamo parlato con una compagna proletaria che nel veneziano ha lavorato nell’assistenza, dipesa dal CIM, dell’assistenza alle persone affette da psicosi. Bene, non è solo l’iniezione fatta da persone prive di titoli per farle. Non è solo la misera paga buona appunto solo per pulire il corpo e le parti intime di persone handicappate. Non è solo l’assimilazione di malato-carcerato-handicappato-psicotico-emarginato, al rango di bestia, di essere inferiore. Non è nemmeno solo la burocrazia della morte bianca. E’ anche la mancanza di cultura umanistica di queste nuove facoltà di psicologia, psichiatria, e simili, la loro specializzazione mirata al mercato ed al profitto, alla carriera dei terapeuti, al loro ruolo e riconoscimento sociale, a fronte del vuoto assoluto di rispetto verso IL BISOGNO. Senza contare che senza i malati costoro non potrebbero lavorare !

    Ebbene, non è nemmeno solo il rispetto, è proprio il concetto che sta alla base. La conoscenza della mente dell’essere umano è agli inizi, ed è sorta per ragioni repressive e di sfruttamento, giungendo solo dopo alcuni decenni alle problematiche oniriche, interpersonali e sessuali delle persone che potevano distendersi sul lettino.

    Eppure questi NAZISTI non demordono, non perdono di mordente, di PREPOTENZA.

    La prepotenza dei vili. Ma non credano che solo ciò che appare, solo ciò che denunciamo, porti il popolo alla verità. Ci sono milioni di vie per giungere alla consapevolezza, e tutte confluiscono in due canali: quello dell’individuo sfruttatore e meschino, e quello delle persone che lottano per la LIBERTA’. Innanzitutto di essere curati secondo la propria coscienza e consapevolezza.

    Non siamo cavie. Siamo uomini e donne.

    Paolo Dorigo

    19-9-2006

    B.D..: il primo caso finalmente refertato dai medici

    B.D., conosciuto nell’associazione anche come il “caso n° 16″, è un giovane di 32 anni di Milano, informatico e molto colto. Verrebbe torturato dal 2002, la probabile operazione di impianto sarebbe stata eseguita nel 1991. Al tempo dell’operazione, aveva appena 16 anni, il medico gli disse: “adesso ti mettiamo un mollettina che ti durerà tutta la vita”.

    E’ un caso molto importante il suo, dato che è il primo ad essere stato refertato da un medico, mentre per le altre vittime sottoposte a controllo del pensiero i medici non hanno mai saputo/voluto fare referti o dichiarazioni sui corpi estranei evidenti nelle lastre. Mentre in questo referto viene scritto: “si segnala la presenza di immagine spiraliforme radioopaca proiettantesi sull’acetavolo sinistro”.

    E’ la prima volta che un referto attestante un corpo estraneo è riconosciuto a un caso AVae-m; anche se può trattarsi di un elemento usato per problemi vascolari. Entro 3 settimane ne avremo l’immagine e la metteremo a confronto con corpi estranei non refertati.

    Altri casi censiti dalla AVae-m

    Sin dal settembre 2005 nel sito AVae-m sono stati riportati altri casi di donne sole o di professionisti oggetto di forme simili o uguali di trattamento inquisitoriale-”rieducativo”. In alcuni casi si tratta di persone che sono entrate nel mirino di interessi particolari, a partire da quelli familiari (con firme segrete di parenti diretti ad organismi “superiori” e “competenti” che usano queste sperimentazioni come fossero cose normali, di legge) con i T.S.O. od i ricoveri in cliniche neurologiche (spesso capitato a donne, come nel caso M.G., ma anche ad imprenditori da rovinare) e magari sin dalla più tenera età in occasione di operazioni chirurgiche da minorenni, compresi quelli di baronie universitarie o mediche, o addirittura prigioniere dei mercanti della prostituzione.

    Il caso n.17 è di una signora pescarese che ha un proprio sito (www.eleonoracavagnuolo.org ) nel quale ha documentato la probabile provenienza alle mandibole (operazioni odontoiatriche) delle torture che accusa; in particolare in alcune lastre si evidenziano due micro elettrodi molto simili a quelli riscontrati nella parte superiore (omuncolo) del cervello a Paolo Dorigo, cosa che ha portato Dorigo ad avanzare alcune ipotesi (http://www.paolodorigo.it/OdontoiatriaOCrimineQuestoE‘IlDubbio.htm) sulla dimensione molto più diffusa del fenomeno dato che protesi al titanio o di altri metalli (in particolare la galena usata dalle spie naziste nelle linee nemiche durante la seconda guerra mondiale) e microelettrodi sarebbero intercettabili ed usati per provocare dolori e torture uditive (collegamento al timpano). Tra l’altro l’Associazione persone elettrosensibili riporta di strani fenomeni molto dolorosi riportati da una signora anziana del Lido di Venezia, da lei attribuiti a protesi dentali e ai femori, al titanio.

    Vi sono poi casi non riportati nel sito, di persone entrate in contatto con l’Associazione, tra i quali un parente di un ufficiale dell’aviazione suicidatosi dopo un grave scandalo di portata internazionale, così come altri suoi colleghi. Una volta suicidatosi questo suo parente, questa persona si mise ad indagare ed immediatamente fu fatto oggetto del medesimo trattamento denunciato da Dorigo, molti anni prima delle sue denunce. Tuttavia, come alcuni degli altri, non ha ancora trovato il coraggio di autorizzare quantomeno l’AVae-m a parlare delle sue denunce. Recentemente il disturbo sarebbe divenuto saltuario.

    In un paio di casi (una coppia in Emilia), nonostante la denuncia su siti importanti come quello di Beppe Grillo, la persecuzione continua ed obbliga le persone a vivere come ricercati, in continuo spostamento. In questo caso l’uomo era imprenditore elettronico. Su 28 casi l’AVae-m denuncia almeno 10 tra informatici e tecnici elettronici. L’ultimo caso, il n.28, di 26 anni, studente, ha chiesto per prima cosa a Dorigo il suo Q.I., rifacendosi a documentazione americana, secondo cui le persone più intelligenti sarebbero tra le più ambite, nazione dopo nazione, in questo progetto. Non ci sarebbe insomma solo il carcere o la “rieducazione” a base di psicofarmaci, come motore di queste torture.

    In generale si tratta spesso di persone sottoposte su propria richiesta o al contrario, dei familiari o di autorità, ad operazioni chirurgiche in anestesia totale o a TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio, in genere si ha su richiesta dei familiari, o di terzi, giudicato dai movimenti antipsichiatrici anticostituzionale perché non si sottopone la persona al “trattamento” “psichiatrico” dopo il suo consenso, ma a partire da una sua situazione di così detta “incapacità di intendere e volere”).

    INTERVISTA A MAURIZIO BASSETTI VITTIMA DI TORTURA TECNOLOGICA

    Maurizio Bassetti ha lavorato alla Camera dei Deputati dal 1979 al 1996. Negli ultimi anni da economo denuncia alcune gravi truffe, le sue denunce finiscono anche nei giornali. Una volta in pensione comincia a subire furti e aggressioni in casa da parte di sedicenti appartenenti ai servizi segreti. Si sente spiato e assume alcune agenzie investigative con il compito di controllare chi, a sua volta, lo segue. Vengono individuati dipendenti del SISDE, delle forze armate, o loschi personaggi che entrano ed escono dalla questura, in un caso si tratta di un noto spacciatore romano. La tragedia inizia nel 2004 quando comincia a subire la tortura tecnologica. Oggi è membro dell’Associazione vittime armi elettroniche e mentali, il suo è uno dei casi più concreti e dimostrabili: dichiara di subire scosse elettriche provocate dall’emissione di onde ad ultrasuoni, strumenti facilmente acquistabili che negli USA verrebbero usati anche come pistole “scaccia cani”. E’ un esempio drammatico di quanto siano capaci gli organi repressivi dello stato, che mette seriamente in dubbio la possibilità della libertà in Italia.

    D: Non sei stato sempre economo a Montecitorio?

    R: No, ma le cose più interessanti avvennero quando ero economo.

    D: Era il periodo di Tangentopoli…

    R: Io e un mio collega ci eravamo illusi di poter fare una piccola Tangentopoli anche a Montecitorio. L’unico appoggio che abbiamo trovato è stato solo da parte dell’onorevole Galasso, il famoso avvocato eletto con il gruppo della Rete. Lui lavorava a livelli più alti, noi fornivamo le informazioni di base. Egli si interessò di alcuni palazzi acquistati dalla Camera a dei prezzi esageratamente alti. Ricordo un caso particolare in cui la Camera acquistò un palazzo a 120 miliardi dal Banco di Napoli. Era evidente che dei soldi ritornavano ai partiti. Da sottolineare il fatto che la Camera dei deputati, in quanto organo costituzionale, non può essere controllato per evitare di subire influenze.

    D: Finanziamenti ai partiti?

    R: Si. La nostra ipotesi era che siccome i partiti si finanziavano con questi investimenti, in cambio pagavano e permettevano ai dipendenti di rubare, così da solidificare il livello di omertà. Le mie denunce riguardavano in gran parte i dipendenti. Io ricordo che da economo finanziavo circa 20 miliardi l’anno e gran parte ne sparivano.

    D: Quale effetto ebbero le denunce?

    R: Sulle mie denunce vennero fatte due commissioni di inchiesta parlamentare, con mia soddisfazione. La soddisfazione calò quando Galasso non venne rieletto e gli atti vennero secretati. Apparentemente, comunque, avevo vinto e i personaggi più compromessi vennero cacciati.

    D: Un partito in particolare?

    R: Un partito in particolare che mi deluse fu il PDS, o PCI ora non ricordo bene cosa fossero, insomma gli attuali DS. Ebbero concretamente l’occasione per scoperchiare il tutto, ma evitarono di farlo per impedire che lo scandalo li coinvolgesse. Siamo dovuti andare allo scontro frontale da soli.

    D: Non è facile.

    R: Si, anche perché io ero uno dei dipendenti più a sinistra e qualche anno prima vennero scoperti dei dipendenti che erano membri delle BR. Quindi c’erano molti controlli e forse temevano che anche io fossi un infiltrato che spiava i politici. Solo così mi spiego tanto accanimento contro di me anche ora.

    D: Quando sei andato in pensione doveva finire tutto?

    R: Io sono andato in pensione nel 1996, mi sono dedicato alla fotografia e non mi sono più preoccupato di questa faccenda.

    D: Quando si è verificato il primo episodio?

    R: Nel giugno 2001, subito dopo la vittoria del centrodestra. Non so se è un caso, c’è un minimo di speranza in me ora che ha vinto il centrosinistra. Non che io abbia alcuna fiducia verso la sinistra, so che sono totalmente immischiati.

    D: Cosa è successo?

    R: Il 13 giugno ho avuto uno strano furto. Sono riusciti ad entrare senza forzare le porte blindate, come se avessero una copia delle chiavi. Poco dopo, il 3 luglio, ho avuto l’episodio più grave: ho trovato a casa tre energumeni incappucciati probabilmente con delle calze, mi hanno sbattuto a terra e mi hanno incerottato con del nastro da pacchi, mi hanno preso a calci e mi hanno chiesto la chiave di una cassaforte. Si sono subito qualificati come agenti dei servizi segreti. Cercavano prove e documenti, hanno anche minacciato di colpire mio figlio. Io ho riportato una frattura allo sterno per i cazzotti.

    D: Strano atteggiamento quello di un membro dei servizi segreti di qualificarsi spontaneamente come tale.

    R: Infatti credo sia una copertura. Un modo per rendere i servizi non sospettabili e lasciarli a dirigere gli attacchi. I tre energumeni non credo proprio siano stati degli agenti. Io so chi è uno dei tre, ma non ho le prove: si tratta di un piccolo delinquente, uno spacciatore di droga.

    D: Quando se ne sono andati?

    R: Dopo avermi trattenuto per un’ora, a mezzogiorno, quando la ragazza delle pulizie ha suonato alla porta. Praticamente mi ha salvato. Questa persona li ha visti in faccia quando mentre uscivano di casa. Pensa che lei non è nemmeno stata contattata dalla polizia per identificare i rapinatori.

    D: Poi cosa è successo?

    Ora mi rendo conto di essere stato sotto sorveglianza, mi filmavano, ero seguito da personaggi che si sono ripetuti negli anni. Ho avuto piccoli furti e danneggiamenti, una volta in particolare mi hanno danneggiato la caldaia e ho corso il pericolo di morire soffocato.

    D: Non hai pensato di fare una denuncia per tentato omicidio?

    Si ma tanto non servono a nulla le denuncie. Essendo contro ignoti non hanno effetto. Come posso dimostrare di essere stato io a fare i danni per manie di protagonismo? In ogni caso non credo si fosse trattato direttamente di un tentativo di omicidio, anche se in quella occasione rischiai seriamente di perdere la vita. Con i mezzi che hanno avrebbero potuto uccidermi in mille modi. Credo piuttosto che vogliano spaventarmi.

    D: Continuiamo…

    Ho avuto una serie di questi episodi. Ricordo in particolare un furto in un mio box dove hanno portato via carte e materiali del lavoro a Montecitorio. Poi ho provato più volte a cambiare casa, ma queste cose si ripetevano lo stesso. Con agenzie private abbiamo ricostruito che dietro potrebbero esserci personaggi dei ROS e del SISMI. Ho dei filmati in cui abbiamo effettuato dei contropedinamenti e una delle persone che mi segue è proprio un dipendente del SISMI. Pensa che oggi al piano i sopra del mio appartamento c’è un albergo dove vive sempre la stessa persona, la quale sembra non lavori mai e mi passa il tempo a controllarmi, mentre al piano di sotto ci vive un carabiniere con una donna. Una volta, non sopportando più la tortura di cui sono vittima, ho perso la pazienza e sono andato al piano di sopra, nella camera di albergo in cui secondo me c’è qualcuno che mi spia, ho preso un treppiede e gli ho spaccato la finestra. Nella casa c’era sicuramente qualcuno, la luce era accesa. Immaginavo sarebbero venuti a protestare…invece si sono limitati a spegnere la luce e sono rimasti in silenzio. Non è il normale comportamento di chi gli viene danneggiata la finestra di casa, ne tanto meno è il normale atteggiamento che un albergatore ha nei confronti della sua proprietà quando viene danneggiata. Non ho ricevuto alcuna protesta. E’, secondo me una prova della loro malafede.

    D: Parlavi di filmati e prove. Tutto questo sarebbe emerso dai contropedinamenti?

    Da questi pedinamenti nei confronti di chi a sua volta mi pedinava, effettuati da agenzie investigative private alle quali mi sono rivolto, sono uscite altre cose molto interessanti: ho un filmato in cui alla stazione ci sono tre tipi, uno dei quali mi riprendeva con una telecamera che poi è andato in Questura. La cosa più stupefacente è lo straordinario impegno di mezzi e costi usati contro di me.

    D: Quando è cominciato la cosiddetta “tortura tecnologica”?

    Verso l’estate del 2004 sono cominciati gli ultrasuoni, una cosa che in principio mi ha particolarmente terrorizzato. Mi sono fatto una cultura, nel tempo, degli ultrasuoni, so che possono passare muri e porte. Sono mezzi che si usano in medicina per sciogliere i calcoli renali, o li usano contro i piccioni o contro gli stormi; vengono usati anche agli occhi per rimuovere la cataratta e molte altre applicazioni ancora…

    D: Cosa senti?

    Ci sono due tipi di reazioni, in genere, che subisco: con l’ultrasuono le piastrine e le particelle di ferro vengono attratte e provocano una forte fitta; oppure possono essere più diffusi e si sente una sorta di calore che aumenta fino al dolore. Il peggio è quando si soffermano sui testicoli e su altre parti delicate del corpo. Ultimamente sembra che vada un po’ “meglio”. O sono io che mi sono abituato o loro che hanno imparato a gestirli. Questa tecnica la usano in particolare la notte per svegliarmi.

    D: Tutto ciò si verifica solo dentro casa?

    In principio erano portati a farmelo ovunque. Dovrebbe trattarsi di apparecchi piccoli e maneggevoli. Forse era un modo per farmi capire che potevano raggiungermi ovunque. Recepito il messaggio sono passati ad attaccarmi in particolare a casa. Ora mi sono fatto costruire un apparecchio, una sorta di calamita che attira gli ultrasuoni e evita che mi cadano addosso.

    D: Come hai fatto a scoprire che quelle scosse era in realtà provocate da ultrasuoni?

    Sempre con le agenzie private. Hanno fatto venire a casa degli esperti che hanno misurato il tasso di elettricità nell’appartamento. Indirettamente ho avuto la conferma anche dal fatto che l’apparecchio che mi hanno dato funzionava.

    D: Come fanno a coinvolgere solo te e non colpire altre persone? Come fanno a guidare le emissioni?

    E’ come per un’arma. Ora dire una pistola è banale, ma per farti capire. In internet ho trovato chi vende questi prodotti, in america vengono usati contro i cani. Quando ci sono altre persone in casa questi episodi non si verificano, credo che mi controllino molto spesso. Capita però che quando sto fermo in una posizione riescono a colpire solo me evitando gli altri.

    D: Perché avrebbero scelto proprio te? Solo come vendetta delle denuncie alla Camera?

    La cosa che non capisco è proprio perché ce l’hanno con me. Alla fine non mi occupo di politica da decenni. Forse credono che io sappia più di quanto so, e in questo caso hanno preso un grosso abbaglio, oppure con l’11 settembre, con il pretesto della guerra al terrorismo, si permettono di usarci tutti come cavie. .

    D: Non c’è nessuno che possa vigilare? Nessuno che possa indagare sull’attività dei servizi segreti?

    Secondo la nostra associazione anche a sinistra c’è molta convivenza. Il Manifesto e Liberazione non dicono quasi mai nulla, Dorigo ipotizza che il suo microchip sia stato impiantato nel 1996, con il centrosinistra al governo in Italia e per anni in seguito è stato Ministro della Giustizia Diliberto, segretario del PdCI, inoltre i deputati della sinistra fanno parte delle commissioni di controllo sui servizi, come possono non sapere nulla?

    AGGIORNAMENTI:

    Questa intervista è gia stata pubblicata alcuni mesi fa sul sito http://www.anarchaos.it come anticipazione del presente dossier sulla tortura tecnologica e il controllo mentale, in modo da “attirare l’attenzione” anticipatamente su queste gravi forme di abusi. La sua pubblicazione è stata accolta con clamore ed indignazione pressoché u

  145. Lun, 15/10/2007 – 00:53
    fonte http://www.oism..

    Bologna: Picchiati e Arrestati perchè si opponevano ad un TSO!
    Leggiamo su http://www..rma-azione.. :

    “Questa mattina, sabato 13 ottobre, verso le 04.00, in P.zza Verdi
    a Bologna, nell’indifferenza generale, una ragazza viene fermata e, poiché
    il suo atteggiamento viene giudicato “anormale”, solerti tutori dell’ordine
    decidono di riservarle il Trattamento Sanitario Obbligatorio.

    “Alcuni individui solidali decidono di manifestare il proprio
    sdegno cercando di ostacolare l’intervento, ma di fronte a questo la
    polizia risponde con le proprie armi, le manganellate si sprecano e
    spuntano anche le pistole. La breve fuga termina in via S. Vitale dove gli
    agenti di ben sei pattuglie si accaniscono schiumanti sui ragazzi
    ammanettati tanto da svegliare alcuni residenti che, rei d’aver espresso
    verbalmente la loro indignazione, rischiano a loro volta l’arresto.

    “Le accuse per i cinque sono pesanti: rapina pluriaggravata (gli
    sbirri hanno perso le manette), danneggiamento (di un’auto sulla quale una
    ragazza è stata caricata) e resistenza. Sono in stato d’arresto e sono
    stati tradotti tutti al carcere della Dozza.

    “Conosciamo bene quali sono i reali crimini dei nostri amici e
    compagni, quello di aver scelto con coraggio di opporsi ad un mondo di
    legale violenza in cui delega e rassegnazione strisciano conniventi con
    repressione e sfruttamento.

    “Agli arrestati va la nostra totale solidarietà ed il nostro
    affetto consci che lottare, opporsi ed alzare la testa è l’unica strada
    percorribile per non essere complici del silenzio imposto da una società
    assassina: Madda, Manu, Texino, Fede, Faco..”

    - dal sito Informa-Azione

    In seguito agli eventi di sabato, un testimone ha contattato Radio Blackout per raccontare in diretta come si sono svolti veramente i fatti: confermate le botte menate dagli agenti ai 5 ragazzi, disconfermata la tesi del furto del manette: l’agente in questione le aveva perse!

    Compagni da tutti Italia si sono diretti a Bologna per protestare e ricostruire i fatti in maggior dettaglio.

    Quel che si evince da questa storia è che la psichiatria è riuscita a reintrodurre le carcerazioni arbitrarie proprio come avveniva nel nazional-socialismo, tempo in cui i medici arrestavano e conducevano i socialmente indesiderati nei campi di concentramento o nelle cliniche della morte per i programmi di cura e sterminio.

    I 5 ragazzi che si sono opposti al sequestro medico della ragazza sono persone che hanno difeso la libertà! Voi, se foste stati presenti al tempo delle deportazioni naziste, cosa avreste fatto: avreste accettato quel che accadeva solo perchè era la legislazione del tempo, o vi sareste ribellati, contro ogni avversità, sprezzanti di qualsiasi conseguenza?

    Sono milioni le persone che sacrificarono la propria vita per opporre i regimi nazisti/fascisti. Oggi la psichiatria lavora di gran lena per riportare lo stato delle cose come al tempo della dittatoria nazista/fascista.

    La ragazza che volevano incarcerare in psichiatria non aveva commesso alcun crimine, quindi era un suo diritto inalienabile rifiutarsi di salire sull’ambulanza che l’avrebbe condotta alle cliniche della lobotmia chimica. I ragazzi che hanno difeso la sua volontà a non seguire gli aguzzini medici erano in pieno diritto di farlo, e a loro va la nostra stima e solidarietà!

    PSICHIATRIA: BRACCIO VIOLENTO DELLA MEDICINA-SOCIALE!
    DENUNCIA L’ALLEANZA TRA STATO-MEDICINA ED ESERCITO!

    Invitiamo tutte le associazioni di utenti e sopravvissuti alla psichiatria a prendere posizioni circa questi gravi eventi. Affinchè la battaglia per la psichiatria non si riduca ad una serie di conferenze, in cui si discute sulla libertà ma non si fa nulla per impedire le incarcerazioni arbitrarie della psichiatria! Vanno bene i libri, le conferenze, i siti e tutto il resto, ma se non ci opponiamo fisicamente ai sequestri medici, che senso ha questa battaglia?

    La rivolta contro la psichiatria si sta sempre più infiammando, e gli eventi di Bologna ne sono la prova! Non lasciamo che la fiamma della difesa della libertà affievolisca: facciamoci sentire e uniamoci a chi la psichiatria la combatte ovunque la incontra!

    ——————————————————————————–

    Vi invitiamo a raccogliere quante più informazioni possibili sugli eventi di Bologna e di inviarle alle liste anti-psichiatriche.

    La trasmissione del Nido del Cuculo di giovedì prossimo si occuperà di questo caso e sarà possibile intervenire in diretta.

    http://www.nido-del-cuculo.anti-psichiatria.com/

    Sosteneteci inviando informazioni a Peste: lapeste@inventati.org

  146. RIFLESSIONI SUL TERRORISMO:
    UNA VISIONE SPIRITUALE (1/3)

    fonte:http://www.viveremeglio.org/conovive/guerra/amore-terrorismo01.htm

    Esistono delle forze, per il bene e per il male

    SOMMARIO

    Prima parte: IRAN: CREAZIONE E GESTIONE DI UN “BUCO NERO” – 04/07/2005
    Di Fausto Carotenuto.

    Sono forze spirituali che da sempre amano muoversi con gruppetti di “fiduciari neri” sulla Terra: pochissimi personaggi del tutto sconosciuti e potentissimi, dotati di leve di potere enormi, i quali mettono in pratica le grandi strategie miranti a bloccare la nostra libertà di crescita…

    Seconda parte: TERRORE A LONDRA: UNA PROSPETTIVA SPIRITUALE – 11/07/2005
    Di Fausto Carotenuto.

    I gruppi elitari che applicano le strategie del Male sono in possesso delle fonti del potere finanziario, economico, politico e militare, e di settori estremamente importanti delle gerarchie religiose…

    Terza parte: ALTRE RIFLESSIONI SUL TERRORISMO – 28/07/2005
    Di Fausto Carotenuto.

    E’ chiaramente in atto una forte accelerazione degli eventi connessi al terrorismo. La strategia di chi muove le leve di questo fenomeno ha impresso un ritmo incalzante alla realizzazione del nuovo tipo di conflitto mondiale…

    ——————————————————————————–

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    IRAN: CREAZIONE E GESTIONE DI UN “BUCO NERO”

    Un fatto di politica internazionale considerato dal punto di vista dei retroscena spirituali.

    di Fausto Carotenuto per http://www.disinformazione.it – 04/07/2005.

    Pronostici sballati

    Tutti i pronostici fatti dai media internazionali sulle elezioni iraniane sono risultati sballati… Nessuno pensava che il “pragmatico” Rafsanjani non ce l’avrebbe fatta.

    Ma certo…. I giornalisti di tutto il mondo al massimo fanno due giri per Teheran parlando con la gente che sa l’Inglese, e che non ha nulla a che fare con la maggioranza della popolazione iraniana.

    Inoltre, quello che succede veramente nel regime iraniano è del tutto sconosciuto alla popolazione iraniana… e non solo: è del tutto ignoto anche alla stragrande maggioranza dei politici iraniani…

    Ma la stessa cosa si potrebbe dire in fondo per tutti i paesi… e certamente anche per il nostro…

    La nomina di questo strano sconosciuto, con una faccia e le parole da hezbollah (uomo del partito di Allah) come in Iran ce ne sono milioni, è stata una grande sorpresa per tutti. Ma chi è questo signore.. cosa rappresenta? Perché un enorme apparato di milioni di volontari islamici di varie milizie popolari ha fatto di tutto per farlo eleggere? … tutto quello che si poteva fare legalmente e illegalmente?

    In effetti, da una certa prospettiva, quello che sta succedendo in Iran è un qualcosa di drammatico, il cui impatto potrebbe incidere sulla Terra e sulle nostre vite per molti anni a venire: si sta allargando un vero e proprio “buco nero”, un vortice oscuro che finora ha assorbito energie positive ed ha espresso negatività, sangue e dolore in maniera molto forte, ma ancora in qualche modo contenuta, rispetto alle sue potenzialità. La novità è che nel prossimo futuro potrebbe esplodere con una “magnitudo” del tutto inattesa.

    Una visione comprensiva delle vicende umane: la lotta tra il Bene ed il Male

    Per non saltare subito a prendere per buona o meno questa conclusione, è necessaria una breve digressione.

    Come al solito, nella politica internazionale – così come nei fatti della vita – non è possibile trovare una valida interpretazione di quello che succede, se la prospettiva non è a tutto tondo, se non prende in considerazione tutti gli aspetti delle azioni umane. Secondo le migliori tradizioni spirituali, sia occidentali che orientali, noi siamo fatti di corpo, anima e spirito, e tutto quello che ci riguarda è fatto di queste tre componenti. Se cerchiamo di vivere o di esaminare la vita partendo dal solo punto di vista di uno di questi tre elementi – i bisogni del corpo, le pulsioni dell’anima, o le esigenze dello spirito – non arriveremo mai a capire quello che ci succede o quello che accade intorno a noi.

    Questo vale anche per la situazione internazionale: in essa si muovono grandi forze – positive e negative – che hanno a che fare con la sfera spirituale, con le pulsioni dell’anima e con quelle del corpo. Tutte queste tre cose sono importanti, ma vanno esaminate insieme, altrimenti non si capisce quello che succede. Quindi non si possono interpretare i grandi fatti mondiali sulla base solamente dell’economia, delle ambizioni di potere, delle spinte militariste, della paura, dell’odio, della fame, ecc… Ma, oltre a queste, occorre tenere conto anche di altre forze, che si muovono in una sfera più generale, superiore: quella spirituale, che include ed influenza in modo decisivo le altre sfere.

    Il discorso sarebbe molto lungo, ma cerchiamo di andare al nocciolo del problema: considerando le azioni di persone e di gruppi sulla scena mondiale, si percepisce chiaramente che ci sono degli impulsi, delle forze – sia collettive che individuali – orientate al bene dell’uomo, ed altre orientate contro questo bene, che potremmo, volendo, chiamare forze del male. Nell’ambito di una visione più avanzata della vita, l’idea delle migliori tradizioni spirituali è sempre stata quella che questi impulsi facciano capo a determinate forze spirituali coscienti: quelle positive vogliono che l’uomo proceda con successo nella propria evoluzione a tutto tondo, quelle negative vogliono in tutti i modi ostacolare questa crescita.

    Secondo le stesse tradizioni iniziatiche, la nostra è un’epoca di grandi possibilità di sviluppo per l’umanità, ed in particolare quello che è in gioco in questi decenni è la decisiva crescita della libera coscienza di ogni persona.

    Se quindi esistono nel mondo un Bene ed un Male, articolati in forze, impulsi ed individui operanti sulla Terra, cosa vogliono nella nostra epoca?

    Le forze del Bene vogliono garantire all’uomo la libertà necessaria per la crescita della coscienza che preme in ognuno di noi,e fornirgli tutti gli stimoli e gli strumenti giusti.

    Le forze del Male vogliono ostacolare in tutti i modi questa crescita e tentano di farci perdere la grande occasione della nostra epoca. Per questo motivo attuano delle strategie che mirano a bloccare e limitare le nostre libertà.

    Quali libertà? Una lista infinita: libertà dall’odio, dal dolore, dalla violenza, dalla paura, dalla malattia, dalla fame, dalla povertà, dall’egoismo, dalla sopraffazione…

    E quindi ci attaccano in tutte le sfere del nostro essere:

    il corpo fisico, mediante l’avvelenamento dell’ambiente e del nutrimento e mediante gran parte dei farmaci;

    la psiche (o anima), mediante la diffusione e l’incoraggiamento di tutti i sentimenti più bassi ed egoistici; e mediante tutto ciò che provoca l’odio, la paura, l’ansia;

    lo spirito, negandone l’esistenza e facendo apparire tutto come frutto della materia…frutto del caso… Negando la stessa possibilità dell’evoluzione umana…

    Nella nostra epoca, le forze del Bene agiscono nel silenzio dell’anima di ognuno di noi, perché vogliono che questa che si risvegli da sola, con i propri mezzi: solo così cresce la coscienza. E infatti vediamo intorno a noi un grande fiorire di impulsi positivi individuali, di persone che si fanno domande intelligenti sui perché della vita. Di individualità che non si nutrono più supinamente di quello che il potere o le religioni organizzate gli mettono nella mangiatoia. E che cercano tante strade differenti per intervenire positivamente sulla realtà.

    Mentre le forze del Male, che non hanno accesso diretto alle parti più sacre della nostra anima, cercano di influenzarla dal di fuori facendo il massimo di “chiasso” possibile. Per impressionare la nostra psiche al punto da renderla malleabile e da farle dimenticare il suo progetto di crescita interiore. Da tenerla occupata con i malanni del corpo e con tanti problemi esterni, abbagliandola con ondate di paura e di ansia e trascinandola in spirali di odio.

    Alle forze del Male servono quindi vortici di odio, di violenza e di paura, piccoli e grandi, in numero sufficiente a condizionare l’atmosfera psichica – o astrale – della Terra. Le guerre, le stragi, le grandi crisi internazionali, sono costantemente necessarie alle forze del Male per inserire il maggiore tasso di veleno possibile nell’aura psichica della Terra, quella nella quale tutti viviamo. Sono la palla di piombo al piede di un’umanità chiamata a volare.

    Le forze oscure ed il mercato delle anime

    Come si muovono le forze del Male? Sono forze spirituali che da sempre amano muoversi con gruppetti di “fiduciari neri” sulla Terra: pochissimi personaggi del tutto sconosciuti e potentissimi, dotati di leve di potere enormi, i quali mettono in pratica le grandi strategie miranti a bloccare la nostra libertà di crescita. Da loro dipende, attraverso numerose logge e congreghe varie, gran parte degli apparati religiosi organizzati, del sistema economico-finanziario, delle organizzazioni industriali e militari, dei servizi segreti, ed infine – sottolineo “infine”- gli ambienti politici.

    Solo la cima della piramide sa quello che sta facendo, mentre tutti gli altri sono persone e gruppi di persone che hanno “venduto l’anima” in cambio di potere, di soldi, dell’appagamento di egoismi vari, individuali, familiari e di gruppo. E dopo aver venduto l’anima partecipano alle strategie del Male, senza nemmeno sapere bene quello che stanno facendo, spesso senza nemmeno domandarselo.

    Gli strateghi del Male, a metà tra mondo fisico e mondo spirituale, adoperano queste “armate nere” di individualità e gruppi che hanno “venduto l’anima”. Da una parte distribuiscono generose prebende, denaro ed onori.. Ma dall’altra parte impongono spessissimo a queste povere creature – che in fondo “non sanno quello che fanno” – una vita di competizione, di aggressività, di paura costante di perdere le ricchezze o le posizioni ricevute.

    Guardando le cose da questo punto di vista, è più facile capire come, ad esempio, i terroristi e le aree più oscure del fronte antiterrorista facciano in fondo parte della stessa strategia… Che a ben guardare non è la strategia più funzionale a nessuno dei due fronti, ma è solamente quella più utile alle centrali delle strategie oscure che dirigono entrambi.

    Nel corso della Storia è andata quasi sempre così… Ma la Storia che conosciamo noi è cieca, perché non tiene conto della Storia spirituale dell’umanità.

    IL LATO OSCURO DELLA POLITICA IRANIANA

    A questo punto torniamo al problema iraniano:

    Chi sono le forze del Male il Iran?

    In Persia – così come in tutti i Paesi del mondo – non solo esistono vari gruppi collegati gerarchicamente alla “piramide del Male”, ma queste forze sono in eterna competizione tra loro per accaparrarsi l’osso del potere e del denaro.

    In certe fasi se lo spartiscono. In altre, spinti dai loro stessi padroni, si azzannano per creare situazioni di odio, di paura e di guerra tali da determinare dei vortici oscuri nell’aura della Terra.

    In Iran sono da secoli esistite delle correnti oscure facenti capo a gruppi occulti di religiosi o di nobili, legati a particolari gruppi islamici o determinate logge massoniche. In un continuo gioco di alleanze e di lotte intestine.

    Mediante l’avvento della rivoluzione islamica, ormai oltre un quarto di secolo fa, una parte delle vecchie logge massoniche, influenzata da ambienti internazionali “neri” – gli stessi ambienti che da noi hanno prodotto l’aberrazione “atlantica” della P2 – ha fatto una alleanza con determinate sette islamiche per rovesciare un circuito rivale. Formalmente rappresentato dalla Shah, ma non solo.

    Le forze del Male, provocando questa crisi tra due correnti comunque a loro legate, si sono garantite la creazione di un vortice che ha già prodotto decenni di guerra, odio, tortura, paura e milioni di morti.

    Voglio riportare un episodio del tutto sconosciuto, che è esplicativo di questa situazione.

    Un giorno, durante le prime ore della rivoluzione, tre giovani islamici, che partecipavano in modo entusiastico alle varie azioni rivoluzionarie, entrano di loro iniziativa nella villa di un ricco personaggio della élite iraniana, nel prestigioso quartiere di Elaieh, per arrestarlo e fare una perquisizione, in quanto avevano saputo che era Gran Maestro di una loggia massonica importante. E tra gli “ideali” della rivoluzione islamica c’era quello di liberarsi della massoneria. Naturalmente non lo trovano: era appena fuggito di corsa informato da qualcuno… Ma nella concitazione non aveva fatto in tempo a bruciare o a portare via il proprio archivio. I tre danno una occhiata alle carte e rimangono folgorati: il Gran Maestro era in possesso di una lista di “fratelli laici” molto importanti, ma soprattutto di una lista di religiosi islamici di altissimo livello, appartenenti ad una loggia coperta e segreta. I nomi gli fanno tremare i polsi, ma nell’entusiasmo pensano:”Bene, almeno diamo una ripulita anche nelle nostre file…”. Mettono le liste in due borse distinte, si precipitano dal mullah che presiedeva alle operazioni rivoluzionarie nella zona e gli consegnano le borse.

    La notte stessa cominciano gli arresti di tutti gli appartenenti alla prima lista… Ma i ragazzi aspettano invano di vedere gli arresti della lista segreta…. Anzi col tempo vedono che i religiosi di quella lista assumono posizioni sempre più importanti nella struttura del regime iraniano. Passati alcuni mesi tornano dal mullah al quale avevano consegnato le borse per chiedergli conto della seconda lista, ma lui…serafico, insiste che lui quella lista non l’ha mai ricevuta, e che loro chiaramente non ricordano bene…

    Non vi ricorda una situazione simile in Italia? Mai sentito parlare di signori che erano in una certa lista ormai dimenticata e che ora occupano posizioni di potere di grande importanza?

    Le situazione post-rivoluzionaria iraniana ha fatto in modo che, come avviene in tutte le rivoluzioni, il fronte rivoluzionario abbia cominciato a “mangiare” se stesso: purghe, epurazioni, attentati, processi, colpi di stato veri e finti, che hanno ridotto lo schieramento dei rivoluzionari, fino ad arrivare a pochissimi gruppi, tutti o quasi controllati dai poteri oscuri trasversali alla politica mondiale.

    Ormai chi contava in Iran – fino alle elezioni-farsa dei giorni scorsi – erano solo i “pragmatici” affaristi e gli integralisti reazionari.

    I primi, rappresentati da Rafsanjani, sono un gruppo legato da sempre a certe lobbies e correnti europee, e soprattutto americane, una volta potentissime, ma al momento “perdenti” sulla scena mondiale.

    I secondi coagulano il potere crescente di un gruppo sostanzialmente segreto di cui nessuno sa nulla: l’Hojattieh. Una vecchia congrega integralista islamica, ufficialmente sciolta, ma che ormai è arrivata a controllare ed influenzare, con i suoi uomini, chiamati “gli uomini in grigio”, il potere che conta in Iran: l’Imam Khamenei, l’onnipotente Consiglio dei Guardiani, il sistema giudiziario, le varie milizie rivoluzionarie dai Pasdaran ai Bassiji, i servizi di sicurezza ed il Parlamento. I pochi uomini in grigio – che hanno a suo tempo ricevuto un anello con una speciale, rara pietra scura, segno di appartenenza all’Hojattieh – ormai controllano il Paese. Le loro connessioni segrete sono con gli ambienti internazionali “neri” dai quali proviene il potere politico-militare che in questo momento domina l’occidente ed il mondo. Questo collegamento non è di dominio pubblico ed avviene a livelli altissimi di strateghi del male.

    Fatto sta che ci sono alcuni strani occidentali che da sempre si occupano dei contatti con questi gruppi, e che ritroviamo ad altissimo livello in strane situazioni, come il caso Iran Contras, come mediatori di affari petroliferi, come organizzatori di guerre, e persino in oscuri affari italiani, come Sigonella, la P2, il caso Moro. Ora pare siano tra gli ispiratori della politica estera americana, imposta a tutti noi….E da tempo stanno preparando una esplosione del vortice iraniano. Enormi apparati sono all’opera da alcuni anni a predisporre la gestione di questa nuova crisi.

    La creazione di una situazione critica: il nemico perfetto

    La nomina del falco Ahmadinejad, espressione – che lui lo sappia o meno – della setta Hojattieh, rientra perfettamente nei piani di chi vuole creare una situazione esplosiva in Iran, che coinvolga tutta la regione ed assorba energie del mondo. I “falchi” americani non potevano trovare di meglio per portare avanti i loro piani sulla regione. Chi meglio di un regime oppressivo e radicale, intenzionato a creare problemi e ad andare avanti con la tecnologia atomica, può servire meglio i loro piani? I falchi iraniani hanno prodotto un regime che é “il nemico perfetto”… Come perfetti erano Gheddafi, Khomeini, Saddam Hussein, Bin Laden… Ma di chi erano espressione veramente questi uomini? Di quali strategie, di quali gruppi?

    Quindi i falchi interni all’Iran e quelli esterni hanno attivamente collaborato per combattere i pragmatici di Rafsanjani: quello che sta per succedere in Iran deve essere strettamente controllato dallo stesso gruppo internazionale ora vincente sulla scena mondiale, senza interferenze… La gestione dei fronti che si combatteranno deve essere coordinata con la maggiore cura possibile, per creare il massimo di crisi e per gestirla con intelligenza negli anni.

    Ora Rafsanjani e la sua famiglia rischiano la vita e tutte le immense fortune che hanno accumulato… Ma questo è spesso il destino di chi vende l’anima e non legge tutte le clausole del “contratto col diavolo”.

    Anche questo, non vi ricorda qualche recente “capitombolo” nello scenario italiano?

    Certo, i falchi in giro per il mondo difficilmente fanno quello che fanno coscientemente per il Male dell’uomo, ma ognuno ha venduto la propria anima per il proprio egoistico bene:”voglio mettere le mani sul petrolio iraniano…”; voglio vendere miliardi di dollari di armi…”; “voglio dominare la zona..”; voglio vincere il “risiko” del potere mediorientale…”; “voglio compiacere gli americani..”; voglio diventare un politico importante…” ; ” voglio obbedire al mio Gran Maestro senza farmi troppe domande…”. E per questo “dimenticano” che stanno facendo del male al prossimo.

    Tutta una vendita delle anime in cambio di beni effimeri, che arriva fino al poveretto che andrà in guerra imbottito di stupidaggini sulla esportazione della democrazia, ma in fondo solo perché così “si guadagnano due soldi in più” da spendere in telefonini, macchine, ed altri prodotti delle multinazionali….

    Le strategie oscure ed il futuro dello scenario iraniano

    Quali scenari si presentano ora per l’Iran, per il popolo iraniano stretto nella morsa di due fronti – quello islamico e quello dei “liberatori democratici” – solo apparentemente opposti?

    Questo regime può fornire, sia per la politica nucleare che per i diritti umani, infinite occasioni per interventi esterni e per disordini interni.

    Fino a qualche tempo fa approfittare di cose del genere era impossibile, anche per una potenza militare come gli Stati Uniti, perché l’Iran ha una popolazione estremamente numerosa, fiera, agguerrita e ben armata. Ma ora la situazione geopolitica è del tutto mutata:

    le basi americane circondano completamente l’Iran: nell’Oceano Indiano, in tutto il Golfo Persico, in Iraq, in Azerbaijan, in Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan, in Afghanistan, in Pakistan;

    l’Hojattieh è al potere senza rivali;

    lo stesso gruppo trasversale è al potere negli Stati Uniti e nella maggioranza dei paesi europei; questo gruppo fa capo ad un sistema di forze oscure dal quale dipendono anche il terrorismo islamico ed il gruppo ora al potere in Iran;

    l’Onu è infiltrata e ridotta al silenzio;

    i pochi governi europei almeno parzialmente indipendenti sono incapaci o non vogliono opporsi.

    E per di più gli stessi gruppi internazionali stanno fomentando tutti i possibili separatismi nel territorio persiano che, tranne la parte centrale, altro non è che un mosaico imperiale di popolazioni differenti. Gli arabi del khuzistan, i curdi, gli azeri, i turcomanni, i beluci, hanno i loro movimenti separatisti pronti ad entrare in campo, con facilissime linee dirette di comunicazione e di rifornimento di armi con le basi americane sparse oltre i confini. Un Iran che dovesse ritrovarsi senza le zone separatiste sarebbe un Iran senza petrolio…

    Basterà un nonnulla “ben coordinato” e l’Iran esploderà in un guerra civile sanguinosa per anni. Chi ha in mano le leve dei due fronti, può agevolmente controllare la durata e l’ampiezza del vortice di morte, distruzione e odio che influenzerà la zona per anni. Una crisi di questo tipo rimetterà in discussione tutti i governi e tutti gli equilibri della zona.

    Le armate nere dei potentati fatti dagli uomini che hanno “venduto l’anima” riceveranno il bottino di guerra in potere, petrolio, soldi, monopoli…

    I cittadini americani, le vittime principali di questa strategia dell’odio, della paura e della violenza, daranno il principale contributo di sangue e di denaro. Le povere popolazioni mediorientali avranno milioni di morti e la perdita delle proprie risorse. L’Europa manderà i propri figli a morire, per prendere una fettina della torta del saccheggio, forzandosi a turarsi gli occhi, il naso e le orecchie.

    Il resto del mondo, al quale dovrebbero andare le risorse necessarie a sfamare e curare miliardi di persone, vedrà la propria situazione peggiorare ulteriormente, perché quelle ricchezze che potrebbero salvarlo finiranno in armi dai costi pazzeschi…

    Ma, soprattutto, un altro buco nero assorbirà per anni parte delle risorse e delle energie che l’umanità dovrebbe usare per la crescita della propria coscienza.

    Questo schema ha già funzionato in modo molto efficiente nel conflitto arabo-israeliano, nell’esplosione della Jugoslavia, in tanti conflitti africani, asiatici e sudamericani.

    E prima nelle grandi guerre e nelle grandi stragi del secolo scorso…

    Non esplosioni casuali, ma la creazione e lo sfruttamento di situazioni locali da parte di forze coscienti, per produrre vortici oscuri di violenza e di paura. Per tenere bassa la frequenza dell’umanità.

    Va tutto così male? Noi cosa possiamo fare?

    Ma noi, una volta riconosciuto questo gioco sporco, cosa possiamo fare?

    Prima di tutto convinverci che le strategie del Male in fondo non servono ad altro che a svegliare le nostre coscienze che dormono. Quindi la risposta non è l’odio per i poveri disgraziati che le mettono in pratica, ma il risveglio del nostro spirito.

    Studiamo le strategie del Male, opponiamoci portandole alla luce in tutti modi, a conoscenza di più persone possibile, perché non si cada nelle trappole della rassegnazione o dell’odio: queste sono proprio le reazioni che le forze oscure sperano di ottenere…

    Ma subentri la convinzione che alla offensiva che tende ad abbassare la frequenza dell’umanità si può rispondere con azioni che facciano crescere le frequenze individuali di ognuno di noi…

    Azioni d’amore disinteressato…

    Ma questa è una storia che vale la pena di trattare a parte…

    Continua…

  147. RIFLESSIONI SUL TERRORISMO:
    UNA VISIONE SPIRITUALE (2/3)
    Alle forze del male serve “odio”, come lo creano?
    SOMMARIO
    TERRORE A LONDRA: UNA PROSPETTIVA SPIRITUALE – 11/07/2005
    Di Fausto Carotenuto.

    I gruppi elitari che applicano le strategie del Male sono in possesso delle fonti del potere finanziario, economico, politico e militare, e di settori estremamente importanti delle gerarchie religiose…

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    TERRORE A LONDRA: UNA PROSPETTIVA SPIRITUALE
    di Fausto Carotenuto per http://www.disinformazione.it – 11/07/2005

    Esplosioni innescate dall’odio, dal risentimento e dalla paura…

    Corpi martoriati, tempeste della psiche che si spargono nel mondo risucchiando le energie degli uomini… indirizzandole verso strade di bestialità e di separazione…

    Questo è il risultato delle bombe di Londra, e del frastuono di dichiarazioni aspre, bellicose, che le segue…

    E cosa rischia di venire fuori dalle “giuste reazioni” occidentali se non ancora milioni di corpi martoriati, uragani dell’anima, buchi neri capaci di risucchiare energie di intere aree della Terra, deserti dello spirito?

    Povera Umanità! Pensiamo di essere al colmo del progresso, ma stiamo toccando il fondo dell’abisso dell’anima… E non ce ne accorgiamo. Non ci accorgiamo che tutto quello che succede dipende da ognuno di noi: noi siamo contemporaneamente le vittime ed i carnefici!

    Ma vediamo di capire come tutto ciò è possibile…e soprattutto cosa possiamo farci.

    L’epoca dei “risvegli”
    Nel mio articolo della scorsa settimana sull’Iran, avevo fatto un rapido quadro del funzionamento delle dinamiche del Bene e del Male sulla Terra nella nostra epoca. Lo stesso sfondo è alla base dei fatti di Londra e delle dinamiche che li circondano.

    E’ in corso una fase embrionale, ma rapida e fortissima, di sviluppo delle coscienze individuali: una parte significativa dell’umanità comincia ad essere attraversata da impulsi positivi che sorgono nei cuori e nelle menti di milioni di persone: ancora una minoranza, ma in crescita estremamente rapida.

    Facciamo attenzione: questo fenomeno non emerge dai media, dalle televisioni o dai giornali, che sono quasi tutti nella mani dei poteri più oscuri. Non viene fuori nelle grandi organizzazioni, sottoposte quasi tutte agli stessi poteri… Ma lo possiamo rilevare facilmente nella nostra vita quotidiana, intorno a noi: quante persone si fanno sempre più domande e non accettano le risposte preconfezionate dei poteri politici o religiosi tradizionali! Quante persone si rendono chiaramente conto che non esistono solo le cose materiali… ma ben altro… Quante persone non ce la fanno più ad affrontare al vita con i mezzi e con le idee materialiste che dominano lo nostra cultura, e cercano strade nuove… In pochi anni il numero dei “risvegli” è in crescita esponenziale.

    E’ l’evoluzione umana, condotta dal mondo spirituale, dalle forze del Bene, che preme dentro di noi…

    Le forze del Male hanno il compito di ostacolare questa crescita in tutti i modi, per sollecitare ed addestrare al massimo i muscoli della nostra coscienza…. Ed in questo momento, se non agiscono in fretta ed in modi eclatanti, rischiano di perdere rapidamente le grandi organizzazioni, i grandi apparati del potere terrestre sul quale fondano da millenni il proprio regno… Le “armate nere” sono ai livelli massimi di emergenza, perché le “armate bianche” hanno cominciato una riscossa silenziosa – e spesso inconscia – ma forte come non mai nella storia dell’umanità.

    Ma procediamo con ordine.

    Una Storia fatta di scontri tra servi degli stessi padroni
    I gruppi elitari che applicano le strategie del Male sono in possesso delle fonti del potere finanziario, economico, politico e militare, e di settori estremamente importanti delle gerarchie religiose.

    Nel corso della Storia, tranne poche eccezioni, i grandi scontri di eserciti, di religioni, di popoli e di culture, sono stati guidati da individui che, in entrambi i fronti di volta in volta in lotta tra loro, hanno servito lo stesso padrone: le forze oscure che fanno da ostacolo alla crescita umana.

    Nella Storia recente, dopo aver creato e sfruttato abilmente fenomeni come il fascismo, il nazismo, il comunismo e lo scontro Est-Ovest, le strategie del Male si sono volte alla fabbricazione e manipolazione di uno scontro, quello tra Occidente e Islam, che non sarebbe mai sorto naturalmente. E’ la riedizione del conflitto medievale tra Crociati e Islam: ebbe successo nelle strategie oscure di allora, e viene riproposto ora… Ora che tutta una serie di determinati impulsi medievali positivi, come quelli templari, federiciani o catari, sta non casualmente riattraversando l’umanità.

    Nel Medio Evo il grande impulso a mettere insieme le ricchezze spirituali occidentali e islamiche, alla base del più profondo e autentico movimento crociato, venne intenzionalmente deviato, già in partenza, nel sangue e nelle stragi… Ai nostri tempi si sta creando un enorme vortice negativo capace di assorbire le energie che dovremmo usare per la crescita della coscienza. Si vuole impedire che importanti semi medievali producano fiori luminosi nell’età dello spirito…

    Allora si trattava di uno scontro di potenze comparabili per forza politica, militare ed economica: le armate islamiche e quelle occidentali. Ora questo tipo di battaglia non è possibile in campo aperto, perché le forze occidentali sono superiori in modo schiacciante, incomparabile: e allora si è inventato il terrorismo islamico, per rendere possibile uno scontro, un vortice oscuro che altrimenti non si sarebbe innescato. Un terrorismo con capi “mitici” ed inafferrabili, che non si può sconfiggere… Un mostro ideale da combattere… un nemico perfetto… Capace di sbucare nel cortile di casa nostra a seminare morte in qualsiasi momento… Questo tipo di terrorismo rende credibile e fattibile la riedizione dello scontro occidente-islam.

    Rende possibile gestire e manipolare per decenni un conflitto che altrimenti durerebbe pochi giorni.

    Come è venuto fuori il terrorismo islamico?
    La base “ideologica” gliel’ha fornita la politica di potenza occidentale, prima con le crociate, poi con l’imperialismo francese e soprattutto britannico subentrati alla oscura dominazione ottomana. Generazioni e generazioni di islamici hanno visto eserciti stranieri e potentati economici e politici occidentali dominare la scena dei loro Paesi, sfruttare le loro risorse, piantare basi militari straniere nei pressi dei “luoghi santi” dell’Islam, inventare e sostenere regimi dominati da impulsi oppressivi, sanguinari e oscuri. Questa è la base di risentimento accuratamente predisposta nel mondo islamico…

    A questo hanno lavorato gli strateghi del Male servendosi soprattutto dei poteri occidentali e di alcuni loro terminali nel mondo mediorientale.

    Il lavoro sull’altro fronte, quello islamico, dura da lungo tempo, ed ha trovato una grande accelerazione negli ultimi dieci anni. Di questo si sono occupate determinate congreghe massoniche mediorientali e certe sette segrete islamiche che da tempo producono una serie di “Sheikh”, o “Imam”, o Maestri “neri”, dotati di grande influenza su certe scuole coraniche. Generazioni di ragazzi sono state cresciute con raffinate tecniche di vera e propria “magia nera”, condizionando le loro anime ed in particolare il loro corpi “eterici”.

    La setta potente dei Fratelli Musulmani, oscure correnti wahabite della penisola arabica, strane e misteriose sette libanesi, siriane, iraniane, pakistane,ecc… Un complesso tessuto i cui vertici sono collegati alle stesse entità che controllano il fronte oscuro occidentale; quello al quale fanno capo le varie logge “nere”, il potere delle multinazionali, della finanza, dei media, degli eserciti e dei servizi segreti, le correnti religiose più potenti e retrive: il complesso di forze che in questo momento domina senza rivali il mondo occidentale. Anch’esso con i suoi riti, con le iniziazioni di giovani adepti modificati nelle proprie strutture animico-eteriche, che poi diventano potentissimi… E fanno spesso carriere stupefacenti…

    Schiere di fanatici “cani da caccia”, di “animali da combattimento”, di combattenti semiciechi, di manipolatori, preparati con cura a seconda del settore di intervento nel quale vengono lanciati. Nel campo islamico soprattutto trascinatori di uomini, plagiatori di giovani per renderli pronti al suicidio, sfruttatori astuti della fede e dei sentimenti. Nel mondo occidentale invece, nei laboratori “neri”, vengono ormai per lo più prodotti centinaia di raffinati manipolatori dei processi democratici, dei sistemi politici, economici e spirituali, capaci di confondere e deviare le coscienze più mature e più legate ai valori della libertà e dei diritti umani.

    In entrambi i casi un buon numero di poveri disgraziati ai quali qualcuno, coscientemente e nell’ambito di una unica strategia, ha spento determinate, indispensabili, calde forze del cuore, ed attivato particolari qualità fredde della mente e della volontà. Spesso la trasformazione si vede nei loro occhi…

    Questi uomini particolarmente condizionati sono relativamente pochi, ma sono ovunque, sparsi nelle grandi organizzazioni e nei punti sensibili del pianeta, pronti ad obbedire ai loro capi… Pronti ad applicare strategie ed a “comprare anime”. Quando dico “ovunque” lo intendo in senso letterale: nessun settore organizzato, nessun settore politico, finanziario, militare o religioso che abbia una rilevanza ne è privo. E’ un cancro trasversale che fino ad ora è brillantemente riuscito a dominare il mondo della materia e le sfere più basse del mondo psichico.

    Venendo ai fatti di Londra, quale è lo schema in funzione?
    Giovani terroristi, istruiti e condizionati dai loro cattivi maestri, e spinti dall’odio per un occidente “veramente” imperialista e dominatore, che “veramente” schiavizza e sfrutta i loro paesi, arrivano al punto da sacrificare sé stessi e le vite di persone innocenti.

    Questo genera un’onda di terrore, odio, ansia e paura che “contrae”, che “rattrappisce” le forze di amore dell’occidente. Che fa sorgere e rafforza pensieri e sentimenti negativi, e che finisce per trasformarsi nella disponibilità delle opinioni pubbliche ad essere manipolate dalle forze oscure occidentali fino a lasciarsi scivolare sempre di più nel buco nero delle azioni violente, delle aggressioni, dell’odio razziale o religioso… In nuove guerre infinite e ingiustificate, in ulteriori perdite di libertà: quelle libertà che sono l’ossigeno indispensabile alla crescita della nostra coscienza, che preme dentro di noi…

    Il quadro sembra veramente oscuro…
    Ma non è come sembra: così è come si vuole che ci appaia, ma questa è una trappola. Il quadro è serio, estremamente serio, ma le forze del Male non stanno affatto vincendo… O meglio: dipende solo da noi, da quello che faremo ora e nei prossimi anni, che vincano o meno… non da loro. Ci sono altri fattori in gioco, tutti positivi, che ci vengono tenuti accuratamente nascosti: le nostre private e potentissime armi a difesa della libertà e per la nostra crescita individuale e collettiva. Ben più forti dei mezzi messi in campo dalle “armate nere”.

    Vedremo quali sono….

    Una trappola raffinata ed estremamente pericolosa
    Ma prima esaminiamo almeno in sintesi che cosa è questa trappola che ci fa apparire le cose più oscure di quanto siano…

    L’opinione pubblica occidentale è in questo momento fondamentalmente divisa in tre atteggiamenti:

    * quelli che ancora “si bevono” le panzane e le manipolazioni dei grandi poteri, e che quindi sono direttamente manipolabili verso l’odio dell’Islam, del diverso, verso la guerra… Con loro il gioco grossolano è facile e scontato. Sono in rapidissima diminuzione, ma purtroppo sono ancora la maggioranza… Il potere si appoggia ancora in modo notevole sulla sollecitazione e sullo sfruttamento diretto dei sentimenti egoistici e privi di amore di questo settore della popolazione occidentale…

    * quelli che non si fanno più manipolare facilmente e direttamente, ma che hanno assunto un atteggiamento passivo, di “disinteresse” per queste vicende, per quello che avviene ai livelli di potere, per i fatti del mondo… Anche questo atteggiamento deriva fondamentalmente dall’egoismo e dalla mancanza di amore, e facilita il compito dei vari poteri: non costituisce un fattore in gioco, ma una massa di manovra “astensionista”. Che, nei meccanismi di manipolazione dei sistemi democratici, viene facilmente “usata” o spinta nelle direzioni volute, sottoponendola di tanto in tanto a determinati “shock”, come quello delle bombe terroriste…o dell’11 settembre…

    * quelli che “non se la bevono più”, e che stanno risvegliando la propria coscienza. Sono in rapidissima espansione, soprattutto nelle giovani generazioni: i movimenti verdi, no global, new age, sono alcune delle espressioni, in parte ancora confuse, di questa insopprimibile spinta della coscienza… Qui il potere si trova in grande difficoltà…

    La strategia in atto
    Proprio per questo gli strateghi del male hanno studiato – e ormai da anni stanno applicando – una strategia volta proprio a condizionare e deviare le coscienze di questa nuova ondata di “persone che non se la bevono più”. E’ una strategia molto sottile e fino ad ora molto efficace.

    Vediamo in cosa consiste:

    Quello che conta per le forze oscure è che la coscienza dell’uomo non cresca: per crescere serve un pensiero libero spinto da sentimenti d’amore.

    Quindi in effetti a queste forze non importa tanto con chi noi ce la prendiamo, cosa pensiamo: quello che per loro è già un ottimo risultato è che nel nostro cuore il nostro impulso d’amore verso la crescita nostra e degli altri venga deviato e bloccato. E allora stanno facendo di tutto per fornire all’umanità che si sta svegliando tanti motivi per odiare.

    Non importa se nel farlo odiamo proprio gli uomini delle loro strutture di potere: quelli sono dei fazzoletti “usa e getta”… e poi sono ben pagati e ripagati anche per questo….

    E allora sono proprio quegli stessi circuiti oscuri che ci forniscono puntualmente e dettagliatamente un numero sufficiente di immagini e informazioni – perfino informazioni segretissime – purché coltiviamo la rabbia, il risentimento per i “cattivi” che rovinano il mondo, ed in tal modo entriamo comunque nei vortici e nei “buchi neri” così accuratamente creati nella rete dell’umanità…

    Quando facevo l’analista politico di professione ed alcuni anni fa mi sono accorto di questa insolita manovra… non ci potevo credere… Ma osservando con attenzione i media ormai ne sono più che certo: questa è la trappola per l’umanità nuova…Quella che più rapidamente cammina verso l’età dello spirito.

    Quanto materiale ci viene fornito dagli stessi media del potere sulle nefandezze del potere, sul suo volto “impresentabile”, sui suoi loschi segreti: lo avete mai notato?

    Chi vuole cercarlo, trova rapidamente tutto il materiale che gli serve per venire a conoscere da chi viene usata e alimentata la Mafia, chi ha messo le bombe di Piazza Fontana, chi ha messo quelle sui treni, chi c’era dietro la P2, chi ha veramente fatto rapire Aldo Moro, da dove vengono i soldi di certi nostri politici importanti, i soldi ed il potere dei Bush, di Bin Laden, il potere di Clinton, quello di Blair o di Chirac, o di Putin o di Berlusconi, e così via… Il materiale è a disposizione a profusione… basta cercarlo.

    Migliaia di foto e di racconti vengono fuori al momento giusto sulle torture a Guantanamo, o ad Abu Ghraib, ed escono fuori allegramente da strutture militari per finire sui media del potere… C’è sempre una gola profonda della Cia o di quello che volete pronta a “sbugiardare” uno degli uomini del potere ufficiale…. O interi governi…

    Si fanno guerre manifestamente prive di motivazioni… Si inventano panzane che vengono smentite facilmente da fatti messi a disposizione di tutti…

    Le nefandezze vengono apertamente mostrate e sottolineate: vengono eletti in modo palesemente truffaldino capi di stato e di governo chiaramente inetti, o ridicoli. Si mostrano gruppi di potere nell’atto di dare l’assalto ai forzieri ed alle risorse degli stati. Si dimostra chiaramente l’inutilità di certe guerre, dei milioni di vittime civili “collaterali”.

    Tutto per spingere “chi è alla ricerca” nella direzione del risentimento per gli uomini che sono i burattini e il volto del potere. Odio che crea contrazione nel flusso di amore dentro di noi, che crea contrapposizione, che alimenta tutto ciò che le forze dell’ostacolo vogliono: distrarre e bloccare quel libero fluire d’amore che permette la crescita della coscienza dell’umanità.

    E’ tutto cibo per alimentare il nostro odio…
    E noi spesso cadiamo nella trappola…
    Anzi siamo in fondo in qualche modo contenti, confortati nel pensare che siamo stati così bravi da scoprire il volto segreto, esecrabile, cattivo del potere. E spesso, riscaldati da questo sentimento di compiacimento per aver capito (“come siamo bravi!”), coltiviamo in noi sentimenti di odio…

    Il risultato di questa manovra è che una parte di noi, in fondo atterrita da quello che ha “scoperto” pensa: “E’ troppo grossa questa struttura di potere, io non posso farci nulla, se non parlarne male, con i miei amici e parenti… con un po’ di livore… Ma non è che ho altri strumenti… Sì, ogni tanto mi chiamano a votare… ma sempre di meno mi piacciono le poche organizzazioni politiche tra cui scegliere… E poi tanto non cambia nulla… Finiscono per fare tutti le stesse cose…”

    Oppure, se siamo dei ragazzi entusiasti e pieni di energie, ci mettiamo in testa di fare qualcosa “contro” questi disgraziati burattini del potere, e magari ci ritroviamo a sfasciare le vetrine nei pressi di un G8. O un giorno qualcuno convincerà anche noi a prendere la strada della violenza…

    E’ come se una qualche entità oscura ci dicesse:”Ti aiuto ad odiare i miei servi!!! Così, senza accorgertene, mi servirai anche tu….”

    Guardando ai risultati di questa trappola raffinata, immagino che spesso, nelle congreghe nere che l’hanno inventata, si stappino bottiglie di champagne!

    Stiamo attenti a non fare il loro gioco, a non concentrarci sulle debolezze degli uomini, anche di quelli potentissimi, che sono solo dei poveri disgraziati …

    Le facce spente di certi uomini di potere, politici, finanziari o religiosi, i loro occhi strani, o torvi, o spenti, il loro ghigno, la loro ridicolaggine, la supponenza e gli evidenti, puerili tentativi manipolatori di quello che ci dicono dovrebbero ispirarci solamente autentica compassione… Spesso “non sanno quello che fanno” e ben più di altri sono destinati come creature ad un cammino di grande sofferenza per uscire dal fango nel quale si sono infilati…

    Guardiamo la trappola, estraiamone i dati utili alle nostre conoscenze, ma non cadiamoci dentro… I mistici hanno sempre saputo che “il diavolo ama nascondersi”, e quando lo scopri, quando vedi chiaramente quello che fa, è “già mezzo sconfitto”.

    L’altra metà è nelle nostre azioni…

    Dopo aver preso coscienza della situazione e delle varie trappole, con la maggiore cura possibile, concentriamoci allora su quello che di “positivo” siamo chiamati a fare…

    Le nostre segrete e potenti armi bianche
    Sì, abbiamo a disposizione delle armi potentissime, in favore del Bene, che ci vengono tenute accuratamente nascoste…

    Per capire meglio cosa fare, serve una brevissima digressione.

    Il Male in natura non c’è… E questo è facile da osservare…

    Allora da dove viene fuori tutta questa energia negativa che si scatena sull’umanità? E’ semplice: dall’umanità! Che ne ha facoltà…. In quanto dotata del libero arbitrio…

    E come viene fuori?
    La creazione, tutto il cosmo, funzionano in un modo molto preciso e singolare: per scorrimento di forze di amore, a cascata, dal creatore a tutte le dimensioni ed alle creature che ne fanno parte: l’amore intelligente è l’unico elemento creativo del cosmo. Ma non bisogna essere necessariamente dei mistici, o dei filosofi o dei teologi per capirlo. Anzi, come sempre, la cosa migliore da fare è guardarsi intorno, e allora questo fatto ognuno di noi lo può constatare con sicurezza nella propria vita quotidiana: nella nostra famiglia, negli ambienti di lavoro, in qualsiasi settore delle nostre relazioni quotidiane. Se qualcosa non va… è sempre perché noi – o qualcun altro – non ci abbiamo messo sufficiente amore. Anche questa è una verità talmente semplice ed evidente, ma tenuta ben nascosta dalla nostra cultura…

    Ora, per dirla in modo molto sintetico, quando noi non facciamo scorrere in noi questa cascata d’amore cosmica, facendola sgorgare liberamente da noi sotto forma di pensieri, sentimenti ed azioni d’amore verso gli altri, blocchiamo e alteriamo dentro di noi la corrente d’amore. La deviamo e la trasformiamo in una energia diversa, in elemento di ostacolo, in un fattore negativo: un egoismo, piccolo o grande, che forma un punto oscuro sia dentro di noi che nella rete potenzialmente luminosa dell’umanità. Di cui tutti facciamo parte.

    L’insieme dei nostri piccoli o grandi egoismi individuali, maturati nella vita di tutti i giorni, appesantisce la nostra psiche, e diventa una energia negativa che lavora nella nostra interiorità contro gli impulsi positivi. La somma di tutti i piccoli e grandi egoismi quotidiani degli uomini crea un nugolo di punti oscuri nella rete dell’umanità, nell’aura psichica della Terra: una serie di enormi bolle oscure di energie negative, che lavorano ad ostacolare e ad appesantire il cammino dell’umanità. In varie tradizioni spirituali queste forme oscure vengono definite “egregore”, in certi casi dotate dalle forze del Male di vere e proprie personalità…

    Ma non sono altro che la sommatoria delle mancanze di amore quotidiane di noi uomini, di tutti noi…

    Di queste enormi forme di energia negativa si avvalgono le forze del Male per attuare le loro strategie… Se queste forme non ci fossero, nessuna strategia del Male sarebbe possibile…

    Nel cosmo tutto è collegato, in varie dimensioni, e tutto corrisponde a leggi di una grande intelligenza….

    Per fare un esempio… la mancanza d’amore, l’indifferenza, il materialismo spinto di un quartiere “bene” di una città “pacifica”, come Ginevra, Roma, Londra, San Francisco, New York, ecc.. dove non avviene nulla di apparentemente drammatico, dove le strade sono ben curate e non c’è in superficie nulla che non va, può produrre una tale somma di egoismi da dare il contributo decisivo ad un certo scatenamento di forze del male, come una strage in Bosnia… O in Uganda…

    o in Iraq… O le forze necessarie ad un terrorista per farsi esplodere per una causa sbagliata… O all’amministrazione Bush per lanciare una nuova guerra…

    E poi, a livello operativo, tutto il potere che le forze del Male hanno a disposizione per mettere in atto le loro strategie deriva dal mercato delle anime…. Da quel pezzo, piccolo o grande della nostra anima che per mancanza d’amore abbiamo venduto in cambio di potere, di denaro, di un avanzamento di carriera, o anche solo della apparente tranquillità, del non mettersi in gioco per gli altri, del badare solo al nostro piccolo orticello…

    Pensiamoci bene… è proprio così: è nel nostro quotidiano privo di amore che costruiamo le forze del Male, quelle che mettiamo a disposizione dei poteri oscuri.

    Dobbiamo sentirci in colpa?
    No, se non lo sapevamo…. Ma una volta che ce ne siamo resi conto, dobbiamo cercare in tutti i modi di smetterla di dare il nostro contributo.

    Se noi forniamo l’energia, l’alimento al Male nella nostra vita quotidiana, allora è il momento di smetterla. Chiudiamo il rubinetto una buona volta! Possiamo farlo, perché è nella nostra vita di tutti i giorni, nella nostra sfera di intervento naturale, che tutto ciò avviene, e lì abbiamo tutti i mezzi per intervenire!

    Questo è il segreto meglio conservato dei nostri tempi: i grandi poteri possono essere sconfitti, indeboliti, svuotati dall’interno, dai nostri comportamenti quotidiani.

    Il Graal che i Cavalieri medievali cercavano ardentemente in giro per il mondo, noi ora lo abbiamo a disposizione nei fatti, nei pensieri, nei sentimenti, negli incontri e nelle azioni della vita di tutti i giorni! E’ la possibilità di usare l’arma bianca più potente che esista, quella che ha fatto il cosmo e che continua ad espandere l’Universo: si chiama AMORE.

    Possiamo veramente cambiare il mondo a partire dal nostro quotidiano…
    Portiamo questa cosa nel nostro quotidiano, in una giornata qualsiasi: decontraiamoci progressivamente, sciogliamo sempre di più i nostri egoismi e diamo il meglio di noi senza chiedere, con intelligenza e disinteresse… Cambiamo il nostro atteggiamento e le nostre azioni con gli estranei che incontriamo, nel traffico, nel nostro lavoro, in famiglia, con il nostro partner… Lavoriamo sui nostri pensieri, sui nostri sentimenti e sulle nostre azioni. Diamo tutti noi stessi, senza riserve… e spegneremo il Male in noi… e illumineremo l’ambiente nel quale siamo… Rendiamoci conto che quando per egoismo trattiamo male il nostro partner, o un collega, o non aiutiamo una persona in difficoltà, stiamo facendo un buco nella nostra anima e contemporaneamente stiamo alimentando i vortici di energie oscure a disposizione delle grandi forze del Male.

    La lotta tra il nostro spirito – rappresentato tradizionalmente da San Michele – e il Drago dell’egoismo è dentro ogni singola anima: è lì che va risolta. Solo da questa rivoluzione interiore emergerà automaticamente la sconfitta del grande Drago dei poteri perversi che ha rapito l’anima dell’Umanità. E la tiene schiava di crisi, di sentimenti bassi e di violenze continue.

    Qualcuno dirà:”Ma non ce la faremo mai!”. Non è vero… Sia nella nostra vita privata, come individui, che come Umanità, il mondo spirituale non ci mette mai di fronte ad una sfida che non possiamo vincere, se ce la mettiamo tutta… Le forze le abbiamo, dobbiamo solo adoperarle… Le nostre guide del mondo spirituale hanno già fatto in modo che in tutte le società, in tutte le organizzazioni della Terra, ci siano sparsi elementi, individualità luminose che sono all’opera per controbilanciare le strategie oscure. Apriamoci all’amore e entreremo naturalmente in contatto con loro: entreremo finalmente in modo cosciente a far parte dell’armata bianca, che sta guadagnando nel silenzio posizioni su posizioni, soprattutto nei cuori e nelle menti.

    Dalle sfere spirituali superiori stanno arrivando piogge torrenziali di impulsi positivi, di pensieri coscienti, di coincidenze significative, di incontri illuminanti… Questo è il nostro nutrimento energetico… Basta aprirsi verso l’alto e verso l’esterno e verremo “irraggiati” da una pioggia di luce. Non possiamo più tenere la porta chiusa, o distruggeremo la nostra psiche… e il mondo.

    La forza dell’amore è di per sé infinitamente più potente del non amore. Ma ha scelto di passare sulla Terra attraverso le azioni degli uomini.

    Se apriamo la finestra e fuori è buio, quel buio non ha la forza di entrare nella stanza: è solo il buio interno che genera l’oscurità della stanza. Ma se apriamo la finestra e fuori c’è il sole, questo ha la forza di entrare e cambiare la situazione, anche se la stanza era buia. C’è una profonda realtà spirituale in questo esempio… Il sole è l’archetipo vivente dell’amore puro…La stanza è la nostra anima.

    Un numero non elevatissimo di coscienze illuminate dall’amore sarà in grado di compiere azioni quotidiane tali da smontare le strategie oscure che bloccano miliardi di coscienze momentaneamente spente…

    Tali da portare luce dovunque ce ne sia bisogno…

    E’ urgente farlo, rimboccandoci le maniche nella vita di tutti i giorni.

    Questa è l’unica strategia possibile, di gran lunga la più efficace, contro quelle forze del Male che non sopportiamo più.

    Ma è una strada che richiede un lavoro intenso e continuo. Il lavoro per cui siamo venuti sulla Terra: quello di imparare a creare il Bene con l’amore e per amore.

    La nostra arma segreta…

    Continua…

  148. RIFLESSIONI SUL TERRORISMO:
    UNA VISIONE SPIRITUALE (3/3)
    Solo l’Amore può sconfiggere il male
    SOMMARIO
    ALTRE RIFLESSIONI SUL TERRORISMO – 28/07/2005
    Di Fausto Carotenuto.

    E’ chiaramente in atto una forte accelerazione degli eventi connessi al terrorismo. La strategia di chi muove le leve di questo fenomeno ha impresso un ritmo incalzante alla realizzazione del nuovo tipo di conflitto mondiale…

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    ALTRE RIFLESSIONI SUL TERRORISMO INTERNAZIONALE
    UN PUNTO DI VISTA SPIRITUALE
    di Fausto Carotenuto per http://www.disinformazione.it – 28/07/2005.

    Una accelerazione da contrastare
    E’ chiaramente in atto una forte accelerazione degli eventi connessi al terrorismo. La strategia di chi muove le leve di questo fenomeno ha impresso un ritmo incalzante alla realizzazione del nuovo tipo di conflitto mondiale: quello tra civiltà e culture differenti, ed in particolare tra Islam e Occidente. La successione delle esplosioni, e l’innalzamento del livello generale di ansia, odio e paura stanno producendo un allargamento rapido delle aree grigie nell’atmosfera psichica della Terra. Questo ha una influenza diretta sull’interiorità di ognuno di noi. E’ una sfida crescente alle nostre capacità di trasformare i fatti, i pensieri ed i sentimenti negativi in occasioni di crescita.

    L’unica risposta positiva possibile a questo “avvitamento” negativo della situazione, accuratamente gestito dalle forze oscure, è quella di adottare una strategia cosciente di ribaltamento degli impulsi negativi.

    Per prima cosa occorre seguire con estrema attenzione, lucidità e grande disincanto i tentativi crescenti di condizionarci. E quindi evitare di chiudersi, e “passare all’offensiva” per trasformare in Bene quello che si presenta come Male, attraverso un aumento deciso delle nostre attività ispirate dall’amore nei confronti degli altri, nella vita quotidiana di ognuno.

    Amare gli altri significa fare quello di cui le persone intorno a noi hanno bisogno per la loro crescita, senza egoismi… E che noi, proprio noi, possiamo dare… del nostro tempo, della nostra capacità, dei nostri talenti, del nostro denaro: amare significa dare pezzi di sé, in senso letterale, senza chiedere nulla in cambio. Come fa il Sole con la Terra. E significa anche informarsi a vicenda, chiarirsi le idee, sostenersi, darsi fiducia e speranza in questi tempi di grande sfida…

    La nostra capacità di illuminare le aree grigie intorno a noi è molto più forte di quanto non pensiamo: usiamola…

    Solo le nostre aree grigie interiori, sollecitate dalle forze oscure, possono consentire progressi nelle strategie del Male. Tagliamo loro gli alimenti! Illuminiamole con la nostra luce!

    A seguire alcune ulteriori considerazioni su alcuni temi che emergono in questi giorni con particolare evidenza.

    Chi è un “terrorista”
    Chi sono questi ragazzi che si suicidano? Se facciamo due conti, su quanti giovani negli ultimi mesi si sono fatti saltare in aria uccidendo innocenti in giro per il mondo, il numero che viene fuori è impressionante… Qualcuno li disprezza come nemici oscuri da odiare e basta, qualcuno dice che rappresentano un mistero, qualcun altro che si tratta di problemi psichiatrici…

    Ma sono tante giovani vite spezzate, veramente tante… E’ possibile liquidarle cosi?

    In effetti come stanno le cose? Cosa spinge un ragazzo in genere di buona famiglia, con una cultura spesso medio-alta, a trasformarsi in un suicida-omicida?

    A ben guardare alla base c’è la stessa cosa che spinge tanti di noi in occidente verso vere e proprie epidemie di depressione, di attacchi di panico, verso forti e crescenti crisi esistenziali…

    Alla base c’è che l’occidente sviluppa al suo interno ed esporta con prepotenza un modello di vita e di civiltà che è un vero e proprio deserto dell’anima. Un modello le cui linee portanti si basano sul soddisfacimento e sullo sfruttamento industriale degli istinti più bassi, dei sentimenti più poveri. E questa cosa non funziona né per l’umanità occidentale né per quella del resto del mondo. Perché nei cuori di tutti gli uomini sta silenziosamente crescendo il desiderio di “ideali”, di una vita che dia soddisfazione alle sfere più alte del nostro essere. Questo deserto dovrebbe essere popolato di ideali e trasformato in un giardino dello spirito. Invece la nostra società occidentale lo riempie solamente di “miraggi”, di elementi virtuali che certo non tolgono la sete…Anzi la aumentano…

    Noi occidentali in effetti non esportiamo “democrazia”: quello che facciamo è imporre nel mondo deserti dell’anima, indebolimento dei corpi, negazione dello spirito…

    Questa è la realtà… I “grandi” leader politici che proclamano che esportiamo “libertà” non si rendono conto – nella migliore delle ipotesi – che, oltre alla morte ed alla violenza, esportiamo soprattutto infelicità, aridità di cuore, pensieri egoistici, materialismo.

    La libertà vera è tutt’altra cosa: è libertà di crescere privi di condizionamenti… E’ libertà di esprimersi con amore creativo in quanto esseri spirituali. E’ la libertà di avere intorno e dentro di noi le condizioni per diventare migliori.

    Questa strategia perversa che pervade il nostro sistema politico, culturale, sociale ed economico trova le sue fonti nascoste di ispirazione nei gruppi oscuri di cui abbiamo già parlato negli articoli precedenti. Sono quegli stessi gruppi che da una parte cercano in tutti i modi di creare e di allargare i deserti dell’anima, e dall’altra operano attivamente per sfruttare i risultati e le reazioni derivanti da questa operazione.

    Per quanto riguarda il mondo islamico, i giovani di quelle culture sono spesso fortemente idealisti, e certamente il modello occidentale – culturalmente estraneo, e portato avanti in punta di eserciti, di basi militari, di proposte materialiste e di saccheggio delle risorse economiche – appare come qualcosa di alieno e pericoloso, da combattere in tutti i modi.

    Questi ragazzi cercano di salvare se stessi ed i loro paesi dalla prepotenza dei nostri deserti di ideali.

    Il dramma è che le stesse congreghe oscure, con i loro terminali nel mondo islamico, rastrellano migliaia di poveri giovani assetati di ideali, indirizzandoli in modo perverso verso direzioni del tutto deviate. Di violenza, di fanatismo, di odio…

    Il contesto islamico, addormentato da secoli di dominazione economica occidentale, e dalla onnipotenza di governi corrotti dipendenti dalle centrali oscure, non ha fino ad ora trovato al proprio interno le forze necessarie per impedire questa deriva: le forze ed i gruppi che si richiamano a contenuti ideali di tipo spirituale sono in quei paesi, ancor più che da noi, rari come le mosche bianche.

    E’ il deserto degli ideali che crea i presupposti per i maggiori scompensi nelle interiorità individuali e nella psiche collettiva della civiltà occidentale. E lo stesso deserto riempito di miraggi virtuali è il terreno di coltura per le reazioni inconsulte e deviate nel mondo islamico.

    Qualsiasi intervento di energie ed azioni positive deve occuparsi di tentare di modificare questa situazione alle sue radici, e non solo nei suoi effetti: bisogna irrigare il deserto con le acque vive degli ideali spirituali elevati, quelli che possono far vibrare le componenti superiori di ogni uomo… Altrimenti il deserto continuerà ad avanzare, nei cuori e nelle menti occidentali ed in tutto il mondo.

    Azioni ispirate dall’amore in ogni campo: dal privato quotidiano al sociale, alla politica, all’economia, alle finanze, ai processi industriali…

    Ma che cosa è un ideale?
    Per dirla in modo semplice e pratico, la spinta verso un ideale è quella tensione verso il Bene che c’è in ognuno di noi. Verso quell’ordine superiore fatto di giustizia, di bellezza, di saggezza e di amore, che sentiamo in noi, e che vorremmo vedere ovunque. Si tratta in effetti dell’impulso a ritrovare quel mondo spirituale che esiste realmente… Che è anzi la vera realtà, nella quale eravamo prima di nascere, e della quale abbiamo una forte ed inconscia nostalgia. Quello che non ricordiamo è che siamo qui sulla Terra proprio per ricostruirlo noi, con le nostre forze, lavorando nel mondo della materia e delle relazioni con gli altri. La nostra crescita consiste proprio nel ricordare un po’ alla volta il progetto e nel metterlo in pratica in questo mondo.

    La nostra vita si compie nel rendere nostro e nel realizzare un ideale divino.

    Ma come si fa a sapere se un ideale è corretto o deviato?
    I terroristi europei, così come ora quelli islamici, così come gli integralisti nazisti, fascisti, comunisti, ecc.. si sono sempre mossi per un ideale che in partenza appariva nobile, superiore, positivo… senza rendersi conto degli elementi di deviazione che poi li hanno coinvolti in terribili tragedie. Questo è avvenuto e avviene perché ogni volta a quell’ideale è mancata la linfa vitale di ogni vero ideale: l’amore puro. Altre considerazioni ogni volta sono diventate prevalenti, e questo ha fatto sì che impulsi positivi si trasformassero in immani vortici oscuri.

    L’unità di misura di ogni ideale è in fondo semplice: l’amore puro e disinteressato.
    Non un amore egoista, di parte, fazioso, condizionato da ma e da se… Un amore puro e disinteressato per la Terra e per tutti gli uomini che ci vivono sopra, senza preferenze…

    Il mio ideale comporta il sacrificio della sfera di libertà o delle possibilità di crescita di qualcuno?

    Allora c’è qualcosa che non va… Il mio ideale comporta la morte di qualcuno, o la violenza contro qualcun’altro, sia pure per un cosiddetto “Bene superiore” ? Allora c’è qualcosa che non va… Il mio ideale comporta che prima di tutto devo assicurare la mia tranquillità e quella dei miei cari, anche se questo sacrifica gli altri? Allora c’è qualcosa che non va…

    Il mio ideale forse è comportarsi come il Sole, che brilla ed ha la sua massima gloria nella dare luce e calore a tutti, senza distinzioni, usando particelle dei suoi vari corpi, senza chiedere nulla in cambio…

    Scoprire le finzioni – lo “scontro tra civiltà”
    Quella di scoprire le strategie oscure è una necessità dei nostri tempi: scoprire le “finzioni” che vengono create ed esporle il più possibile…

    Così facendo si pongono le basi per una nuova visione del mondo, per non essere condizionati e trascinati… per decidere più liberamente cosa fare e come farlo.

    Le finzioni sono tantissime. Quando poi l’umanità comincia a seguirle ed a crederci, da virtuali diventano reali… e tragiche.

    Citiamone in sintesi una di grandissima attualità: lo scontro tra civiltà, tra Occidente ed Islam.

    E’ una creazione del tutto artificiosa da parte delle solite centrali. Uno scontro che di per sé non esisteva, e che è stato creato “a tavolino”. La sua realizzazione viene perseguita con grande forza e con grande spiegamento di mezzi da molti anni.

    Il fine è quello di condizionare la crescita della coscienza di tutti gli uomini, ed in particolare del mondo occidentale, che per una serie di motivi sta svolgendo un compito di punta avanzata dei “risvegli” spirituali.

    Da alcuni decenni sono state accuratamente create ed alimentate reti ed organizzazioni per la emigrazione clandestina da varie zone del mondo in direzione dei paesi occidentali. Sono le stesse reti attraverso le quali i poteri oscuri fanno passare la droga e le armi. Le polizie e le strutture di sicurezza di quasi tutti i paesi hanno in effetti solamente “fatto finta” di combattere il fenomeno. Milioni di uomini di altre culture sono comunque entrati in occidente e si sono stabiliti nei nostri paesi. I nostri governi non hanno fatto nulla di serio per regolare in modo sostanziale e positivo il fenomeno, o per migliorare la vita di queste popolazioni nei loro Paesi, dove continuano ad essere brutalmente sfruttate. Di certo non c’è nulla di male nell’ospitare un fratello di un’altra cultura o nazionalità e nel vederlo integrarsi nella nostra terra, anzi è bello… scalda il cuore, colora e arricchisce il nostro ambiente di cose nuove… Ma qualcuno ha volutamente “forzato” questo fenomeno. Calcolando accuratamente i tempi e le dimensioni della forzatura.

    Contemporaneamente, il tema del confronto tra Islam ed altri Paesi è stato gradatamente sollecitato e sviluppato in vari modi, lungo i confini geografici tra Islam e non-Islam: a partire dagli anni settanta la guerra civile libanese, la rivoluzione islamica iraniana, la guerra del Golfo, la crisi e le stragi in Bosnia, la crisi albanese-kossovara, la deriva terroristica islamica nel confronto arabo-israeliano, il conflitto russo-ceceno, il terrorismo islamico di Al Qaeda, la crisi somala, l’11 settembre, l’invasione dell’Afghanistan, l’invasione dell’Iraq, le bombe in Spagna, a Londra, in Turchia, in Egitto,… e tanti altri scenari. Ognuno dei quali meriterebbe una particolare attenzione….per rivelarne l’aspetto artificioso e di finzione…

    Il conflitto tra Occidente ed Islam sta quindi ora esplodendo non in modo inspiegabile e improvviso, ma dopo una accurata fase di preparazione e di crescita degli odi reciproci – prima del tutto inesistenti. Ora il terreno è stato ben predisposto, con decenni di immigrazione clandestina o sregolata, per fare in modo che questo nuovo conflitto potesse espandersi ovunque, attraverso la forte presenza di comunità islamiche nel mondo occidentale. Ed attraverso i timori che questa presenza suscita nella gente.

    Naturalmente le stesse centrali che hanno favorito l’immigrazione clandestina si sono anche occupate di creare dal nulla e sostenere ovunque partiti e giornali “anti-immigrati”.

    Due culture con profonde asimmetrie religiose, culturali e di stili di vita sono state innaturalmente integrate e poi artificiosamente messe l’una contro l’altra, per fare in modo che le differenze, invece di essere fonte di arricchimento reciproco, diventassero potenzialmente esplosive…

    Ancora una volta, cosa fare?
    Prima di tutto rendersi conto della finzione e svelarla, renderla nota… Poi ribaltare gli odi e le ombre non prestandosi al gioco, inserendo ovunque elementi di coscienza, di tolleranza, di amore, di pace, di non violenza… Isolando i messaggi condizionanti e falsi che arrivano tramite molti politici ed i mass media delle centrali de potere… Smettendola di “bersi supinamente quello che ci dicono”. Ma anche – e questo è fondamentale – evitando di cadere nella trappola dell’odio per i poteri oscuri.

    C’è chi dice: “Lo Stato deve fare di più per tagliare alle radici il terrorismo”.
    E’ questa una posizione spesso proveniente da ambienti di destra, o parafascisti, e mira a legislazioni che limitino ulteriormente le nostre libertà. Ma paradossalmente si muove da alcuni dati veri: è vero che determinati gruppi di potere hanno fatto in modo che nei Paesi occidentali e altrove si consentisse a certe scuole di odio islamico di portare avanti le proprie attività malsane di propaganda deviante.

    Peccato che i burattinai dei gruppi parafascisti e di quegli ambienti che hanno consentito questa cosa siano gli stessi… Loro gestiscono le azioni e le reazioni, per fare in modo che sviluppino il massimo di potenziale per i loro padroni…

    Nei miei lunghi anni di lavoro nelle varie situazioni politiche internazionali mi sono reso conto di una specie di regola non detta, ma quasi sempre valida: se uno Stato vuole, ha tutti i mezzi per sconfiggere un problema di illegalità interna, che emerga come violenza, sopraffazione, guerriglia, separatismo, ecc… Normalmente, un qualsiasi governo ha la capacità di mettere in campo dei mezzi assolutamente preponderanti e decisivi per la soluzione dei problemi interni…

    Se questo non avviene, è molto spesso perché nel governo c’è qualche gruppo di potere che ha la forza di sostenere quelle illegalità interne, di condizionare l’azione governativa, e di impedire allo Stato di occuparsene con tutti i mezzi di cui dispone.

    Questo è sempre avvenuto… ed ora avviene in modo ancora più evidente, perchè gli Stati hanno dei mezzi sofisticatissimi e potentissimi per intervenire…. Eppure stranamente non riescono!!!

    Satelliti e sensori tecnologicamente avanzatissimi frugano quando vogliono persino la nostra vita intima… eppure non riescono a trovare Bin Laden… Così come prima i nostri servizi non trovavano mai proprio certi terroristi neri o rossi, o i loro maestri oscuri… anche se contemporaneamente li accompagnavano in rifugi sicuri in giro per il mondo.

    Poi dopo tanti anni si scopre magari che le Brigate Rosse erano tranquillamente infiltrate da vari servizi… e che i “bombaroli” neri erano diretti da qualche colonnello americano…

    Ma i “soloni” della carta stampata si guardano bene dal tracciare un minimo di collegamento… di fare un minimo di ragionamenti… Per loro erano e rimangono solo fenomeni sociologici, o deviazioni personali di qualche oscuro esaltato…

    Quando giravo per ambienti nei quali i complotti erano all’ordine del giorno, circolava con insistenza una parola d’ordine: “i complotti non esistono… guai a farsi prendere da teorie complottiste!”

    Parecchi intellettuali “deboli” sono caduti in questa trappola… e, a seguire, buona parte dell’opinione pubblica: pensare che non ci siano i complotti è tranquillizzante…. Ed aiuta moltissimo chi li fa…

    Il più grande complotto… convincere la gente che i complotti non esistono!
    Ebbene… penso si possa affermare che il più grande complotto nel quale tanta parte dell’opinione pubblica è caduta è quello di ritenere che i complotti non ci siano!!! E quindi di pensare che non può essere che i governi vengano continuamente manipolati… e che è impossibile che le classi politiche, finanziarie, di potere siano in parte fatte da uomini che per un qualche motivo “hanno venduto l’anima” e che si prestino, più o meno consciamente, ad una serie infinita e continua di complotti….

    Le forze oscure che dominano la scena politica, economica, militare, non fanno altro che complottare continuamente, da sempre, contro la nostra crescita!!! E’ il loro compito, quello di ostacolarci in tutti i modi, per farci “crescere i muscoli” della coscienza, e lo fanno benissimo…nel nostro privato, nel segreto della nostra anima, come nell’ambito di tutte le relazioni umane.

    Se la Mafia c’è, se ci sono i trafficanti di droga e di armi, se la grande industria farmaceutica e quella alimentare stanno minando la nostra forza vitale, se ci sono le Brigate Rosse, o l’Ira, o l’Eta, o gli estremisti palestinesi o sionisti, se c’è la Mafia, se c’è Al Qaeda, è perché i poteri oscuri lo vogliono e sono in grado di fare in modo che dall’interno i vari governi siano condizionati per lunghi periodi a non sconfiggere questi cancri.

    E’ come se qualcuno ci facesse venire una serie di malattie in varie parti del corpo… e poi impedisse in tanti modi ai medici di fare il loro dovere… Li comprasse, li informasse male, li condizionasse, gli desse per noi le medicine sbagliate…

    Che strano esempio che mi è venuto in mente…: a pensarci bene è proprio una delle strategie che i poteri oscuri adoperano con i loro terminali nelle grandi case farmaceutiche…; è proprio quello che gli fanno fare per indebolire la vitalità dei nostri corpi, altra base indispensabile per la crescita della nostra coscienza…

    Si crea un problema, e la soluzione sbagliata di quel problema, perché l’obiettivo è coinvolgerci in una spirale che ci fa sprofondare… Che non ci lascia liberi di crescere e di interagire con amore creativo…

    Quali libertà dobbiamo ottenere?
    Altri dicono che bisogna salvaguardare i diritti dell’uomo

    …che bisogna in tutti i modi evitare di inserire leggi e regolamenti che riducono le libertà civili…

    Anche se bisogna lottare in tutti i modi contro il terrorismo…

    E’ vero, è sacrosanto… Ma adesso, di fronte al tipo di complotto al quale ci troviamo di fronte, non basta più… Le libertà civili sono solo un pezzo – indispensabile ma non sufficiente – delle libertà di cui abbiamo bisogno. Alle libertà civili, va aggiunta la possibilità di essere liberi da altre schiavitù: l’alimentazione sbagliata, i farmaci sbagliati, la distruzione dell’ecosistema, i campi magnetici, le informazioni sbagliate, l’odio, l’ansia, la violenza, la guerra, la sollecitazione continua dei sentimenti più bassi…

    Se non esistono tutte queste altre libertà, le sole libertà civili rischiano di essere – come spesso capita di questi tempi – “una mano di bianco sullo sporco”, un alibi per i manipolatori, un ulteriore psicofarmaco per farci stare tranquilli… Significa in fondo solo lasciare tutti “civilmente liberi” di farsi coinvolgere in modo inconscio nelle varie spirali oscure, e questo non ha senso…

    Guardiamo alla “grande democrazia americana”… che sempre di più somiglia ad un enorme esperimento sociologico da “grande fratello” orwelliano: un popolo in maggioranza addormentato in un sogno di libertà sempre più virtuale…

    No, gli ideali di libertà civile, o economica, sono purtroppo insufficienti… Bisogna salvaguardarli, ma aggiungerci altre libertà: la libertà da tutti i condizionamenti, interiori ed esteriori…

    Il solo inseguire libertà economiche o civili, ha sempre prodotto il risultato che le forze oscure hanno ben presto avuto ragione dei migliori impulsi e li hanno deviati in violenze ed odi senza fine.

    Perché chi ha solo delle libertà civili, ma non ha la libertà di sapere come stanno le cose… non ha la libertà dalla paura e dalla violenza, dall’ansia e dai sentimenti bassi, non è veramente libero: lo è ad un livello molto superficiale…

    Anche la libertà di opinione… che libertà è se io proprio non ho a disposizione i dati per farmi un’opinione?

    Ha senso dirmi che sono libero quando non vedo le sbarre della mia gabbia, ma queste esistono e sono ben forti? In effetti sono molto meno libero di uno che almeno le sbarre le vede….

    Questo è il bel sistema apparentemente “democratico” nel quale ci hanno infilato: illusione di libertà civili – ora per giunta in via di rapida riduzione – e contemporaneamente un attacco brutale a tutte le nostre componenti: fisiche, psichiche e spirituali.

    La povertà di informazioni proposte dai media è impressionante
    Il dibattito sui media e quello politico sono di una povertà e di una limitatezza impressionanti: molti dei nostri politici si comportano per lo più come polli che si beccano per una ciotola di mangime, chiusi in un recinto, adoperando argomenti virtuali, lontanissimi dalla realtà delle cose… Dai grandi sviluppi di origine spirituale che tutti ci coinvolgono…

    Paradossalmente l’unica realtà che conti, quella spirituale – che è l’origine, la sostanza ed il fine di tutto ciò che esiste – non viene tenuta in nessuna considerazione. La materia e gli eventi visibili o percepibili dai sensi non sono altro che la manifestazione di realtà spirituali… Ma nei grandi dibattiti, nei talk show, nessuno ne tiene il benché minimo conto. Nessuno si domanda perché a miliardi continuiamo a sbarcare sulla Terra, per fare che, con quale progetto, con quali strumenti, con quali opportunità… Che senso ha quello che ci capita…

    Queste ed altre mille questioni fondamentali sono completamente fuori dalla visione che ci viene imposta. La nostra cultura vive facendo finta che questi elementi non ci siano. E che esistano solo le cose materiali, non si sa perché, dominate dal caso…

    Questo deserto di prospettive è un grave problema, perché la nostra vera crescita comincia solamente riconoscendo un po’ alla volta il senso spirituale di quello che avviene e di quello che ci circonda. Solo così possiamo poi capire veramente, in piena libertà, cosa è meglio fare… per tutti.

    E’ ora di scuoterci… di non aver paura di parlare di spirito… Di non avere paura di parlare di amore puro, disinteressato… Di inserire il raffronto con l’elemento ideale ovunque… in ogni situazione. Di domandarsi sempre: ma questo fatto, questo evento, cosa ha a che fare con la crescita spirituale mia, dei miei familiari ed amici, dell’umanità? Quanto amore puro c’è in questa cosa? Quanto ce ne ho messo finora e quanto ce ne posso mettere per creare il bene?

    Se non faccio questo vuol dire che non sono libero: sto in una gabbia priva di spirito e di ideali veri… Se invece mi decido a farlo, un po’ alla volta le sbarre della gabbia si dissolvono…

    La libertà me la devo conquistare da me, non me la posso aspettare certo dai grandi poteri organizzati… Loro ci sono apposta perché io impari a conquistare la mia libertà.

    E se sentiamo di non farcela? Che ci vuole un aiuto?
    Se pensiamo che un mondo spirituale esista, e che non sia fatto di esseri inutilmente sadici, ma amorosi nei nostri confronti, perché non pensare che sia anche disposto ad aiutarci quando glielo chiediamo?

    Aiutarci a capire, e poi a trovare le cose giuste da fare…

    Il mondo spirituale è già attivissimo ad aiutarci in mille modi che noi proprio non percepiamo… Altrimenti le forze oscure avrebbero già da tempo avuto ragione del mondo e delle nostre coscienze ancora deboli… Ed anche in questo momento è attivissimo su una infinità di fronti, interiori ed esteriori.

    Chi lo sa… forse per intervenire in modo evidente anche per ognuno di noi sta proprio aspettando che ci decidiamo a dialogare, ad entrare in contatto…

    Ma questa del rapporto diretto con il mondo spirituale è un’altra importantissima storia tutta da approfondire, e soprattutto da vivere…

    Note.
    * Le riflessioni di questo articolo si innestano sul quadro interpretativo illustrato nell’articolo (“Terrore a Londra”).

    * Per una sintetica impostazione di base delle strategie del confronto tra le forze del Male e quelle del Bene a livello internazionale, vedi l’articolo precedente: (“Terrore a”Iran – creazione e gestione di un buco nero”.

  149. 09 ott 2007

    Aspetti sconcertanti della Medicina Ufficiale

    IN NOME DEL POPOLO DEL MONDO
    fonte:http://www.viveremeglio.org/conovive/farmaci/rath-sunto.htm

    Fonte originale: Dr. Rath Health Foundation, sito: http://www.dr-rath-foundation.org
    Citazione in giudizio per genocidio e altri crimini contro l’Umanità, perpetrati in rapporto con Il “business farmaceutico della malattia” e con la recente guerra all’Iraq.

    La presente citazione in giudizio è stata sottoposta, in data 14 giugno 2003, all’ICC (Tribunale Penale Internazionale) dell’Aia, dal Dr. Matthias Rath ed altri in nome del Popolo del mondo.

    Sommario
    Elementi della denuncia
    Documenti completi a disposizione (da leggere!)
    SUNTO DELLA CITAZIONE
    I Fondamenti del commercio farmaceutico
    L’industria farmaceutica come business per la truffa organizzata
    Denunciare il “Business farmaceutico della malattia”
    Retroscena della crisi internazionale corrente e della guerra d’aggressione contro l’Iraq
    TESTO DAL FAX DA SPEDIRE AL 0031 705 158 555

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    Il mercato dell’industria farmaceutica è il corpo umano ed il relativo ritorno sull’investimento dipende dal perdurare e dall’espandersi delle malattie. I relativi profitti dipendono dalla brevettabilità dei farmaci che rendono questa industria, l’industria più proficua del pianeta terra (Dott. Matthias Rath).

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    Elementi della denuncia
    La denuncia porta in giudizio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia i maggiori crimini mai commessi nel corso della storia umana. Gli imputati sono accusati di aver causato la morte e danni a milioni di persone attraverso il “business della malattia”, attraverso crimini di guerra e altri crimini contro l’umanità. Questi crimini sono di competenza del Tribunale Penale Internazionale.

    Gli imputati sanno che verranno ritenuti responsabili per questi crimini e hanno pertanto intrapreso una campagna globale per minare l’autorità del Tribunale Penale Internazionale al fine di mettersi al di sopra della legge internazionale e continuare la loro azione criminale a scapito di tutta l’umanità. Pertanto, la presente citazione deve essere presa in considerazione da parte del Tribunale Penale Internazionale con la massima urgenza. Inoltre, ogni persona fisica e ogni governo sono chiamati ad unirsi alla presente citazione con l’obiettivo di porre fine a questi crimini una volta per tutte.

    SOSTIENI QUESTO APPELLO, scarica e compila il modulo da spedire via fax o per posta, all’ICC (Tribunale penale internazionale). Sito: http://www.laleva.cc/The_Hague/it/Fax_ICC_It.rtf oppure lo trovi in fondo a questo documento.

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    Documenti completi a disposizione (da leggere!)
    Citazione completa
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    Intervista al Dr. Matthias Rath
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    SUNTO DELLA CITAZIONE
    Le accuse presentate in questa denuncia si riferiscono a due principali capi d’accusa:

    Genocidio e altri crimini contro l’umanità commessi in connessione con il business farmaceutico della malattia.
    Crimini di guerra e di aggressione e altri crimini contro l’umanità commessi in connessione con la recente guerra in Iraq e l’escalation internazionale verso una guerra mondiale.
    Questi due capi d’accusa sono direttamente riferiti e collegati ad un unico fattore: vengono commessi nel nome e negli interessi degli stessi gruppi corporativi d’investimento e dai loro sostenitori politici. Per stabilire le prove e mostrare le motivazioni comuni degli accusati è necessaria un breve rivisitazione storica.

    Nel corso del XX secolo, l’industria farmaceutica è stata sviluppata e organizzata con il fine di controllare i sistemi sanitari di tutto il mondo rimpiazzando sistematicamente le terapie naturali non brevettabili con farmaci di sintesi e brevettabili, perciò redditizi. Questa industria non si è evoluta naturalmente. Al contrario, è stata una decisione d’investimento presa da una manciata di imprenditori ricchi e senza scrupoli. Costoro hanno definito deliberatamente il corpo umano come un mercato finalizzato a generare ulteriore ricchezza.

    I Fondamenti del commercio farmaceutico
    Gli imputati sono responsabili della morte di centinaia di milioni di persone che continuano a morire di problemi cardiovascolari, cancro ed altre malattie che potrebbero essere evitate e che potevano essere eliminate definitivamente molto tempo fa. La morte prematura di milioni di persone non è né il risultato di una coincidenza né di negligenza. Tutto questo è stato pianificato ed organizzato sistematicamente dall’industria farmaceutica e dai relativi investitori con il solo scopo di espandere il mercato globale del farmaco dal valore di trilioni di dollari.

    Il mercato dell’industria farmaceutica è il corpo umano ed il relativo ritorno sull’investimento dipende dal perdurare e dall’espandersi delle malattie. I relativi profitti dipendono dalla brevettabilità dei farmaci che rendono questa industria, l’industria più proficua del pianeta terra. Al contrario, la prevenzione e l’estirpazione di tutte le malattie ridurrebbe significativamente o eliminerebbe completamente il mercato del farmaco. Di conseguenza, le società farmaceutiche stanno ostruendo sistematicamente la prevenzione e l’estirpazione delle malattie.

    Per commettere questi crimini, le società farmaceutiche usano un labirinto di esecutori e di complici arruolati nella scienza, nella medicina, nei mass-media e nella politica. I governi di intere nazioni sono maneggiati o completamente controllati da gruppi di pressione e dagli ex-quadro dell’industria farmaceutica. Per decenni, la legislazione di intere nazioni è stata corrotta ed usata per promuovere questo “business della malattia” multimiliardario mettendo a rischio la salute e la vita di centinaia di milioni di pazienti e di persone innocenti.

    Un presupposto per l’incremento dell’industria farmaceutica come investimento di successo è l’eliminazione della concorrenza delle terapie sicure e naturali perché non sono brevettabili e quindi il margine di guadagno è molto basso. In più, queste terapie naturali possono contribuire efficacemente nel prevenire ed eliminare le malattie a causa del loro ruolo essenziale nel metabolismo cellulare.

    Grazie all’eliminazione sistematica delle terapie naturali per la salute e del continuo cambio di gestione dei sistemi sanitari della maggior parte dei paesi del mondo, l’industria farmaceutica ha introdotto milioni di persone, in quasi tutte le nazioni, che sono alle loro dipendenze e che gestiscono questo commercio d’investimento.

    L’industria farmaceutica come business per la truffa organizzata
    L’industria farmaceutica offre la “salute” a milioni di pazienti ma non mantiene i propri impegni. Continuano a produrre prodotti che alleviano soltanto i sintomi, promuovendo la malattia come presupposto per il relativo guadagno futuro. Al fine di dissimulare questa truffa, l’industria spende per la copertura il doppio di quanto spenda per la ricerca su future terapie.

    Questo inganno organizzato è il motivo per cui il business degli investimenti si è protratto per oltre un secolo dietro la cortina fumogena strategicamente creata di “benefattori dell’umanità”. La vita di 6 miliardi di persone e le economie della maggior parte dei paesi del mondo sono tenute in ostaggio dalle pratiche criminali di quest’industria.

    Denunciare il “Business farmaceutico della malattia”
    Nello scorso decennio, ho portato avanti l’impegno di smascherare la frode organizzata della più grande industria per investimenti della terra. Ho dato un contributo decisivo nel denunciare che il maggiore ostacolo per migliorare la salute delle persone sul nostro pianeta è l’industria farmaceutica stessa e la sua natura di industria per investimenti trainata dall’espansione delle malattie.

    Come scienziato, ho avuto il privilegio di scoprire la vera causa delle malattie cardiovascolari e di altre malattie croniche. Insieme ai miei colleghi e ad altri, ho anche dato un contributo decisivo nel documentare le alternative efficaci, naturali e non-brevettabili in contrapposizione al “business farmaceutico della malattia”. L’identificazione delle molecole naturali che ottimizzano il metabolismo cellulare permette all’umanità di impedire, ed in gran parte eliminare, la maggior parte delle malattie comuni, compresi tutti i problemi cardiovascolari, il cancro e molto altro.

    Retroscena della crisi internazionale corrente e della guerra d’aggressione contro l’Iraq
    Attualmente, quattro fattori principali stanno minacciando la sopravvivenza dell’industria farmaceutica e quindi la base stessa di un’industria per investimento a lungo termine dal valore di centinaia di miliardi di dollari:

    Conflitti legali irrisolvibili, come conseguenza di una valanga di cause contro molte società farmaceutiche per responsabilità dei loro prodotti.
    Conflitti scientifici irrisolvibili causati dalle innovazioni delle terapie naturali e non-brevettabili che efficacemente e largamente sradicano le malattie dal loro giro d’affari.
    Conflitti etici irrisolvibili, con conseguente perdita di credibilità per l’intero commercio farmaceutico dato che le esorbitanti tasse per i brevetti limitano l’accesso alle medicine alla maggior parte delle persone, mettendo a rischio di morte prematura milioni di questi.
    Conflitti aziendali irrisolvibili. Lo smascheramento del business farmaceutico come truffa organizzata.
    Per decenni, il Pharma-Cartello ha fatto ogni sforzo per proteggere il relativo commercio globale dei farmaci brevettati, e per vietare la diffusione delle efficaci alternative non-brevettabili. Questo sforzo è stato condotto a livello internazionale, con infiltrazioni nel Parlamento Europeo e l’uso illecito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di altre organizzazioni delle Nazioni Unite.

    Ora, che la più grande industria per investimenti sul pianeta terra è stata esposta come il più grande giro d’affari fraudolenti – perseguitati da decine di migliaia di cause processuali – una immediata e globale protezione industriale è diventata un’urgente misura per dissimulare questi crimini e cementare il controllo continuato del “business per investimenti della malattia” ai danni della salute del genere umano.

    Queste leggi “protettive” formulate per un commercio fraudolento organizzato hanno implicato il restringimento dei diritti civili e di altre misure drastiche che non potrebbero essere altrimenti effettuate durante il tempo di pace. L’esecuzione di queste misure ha richiesto l’escalation di una crisi internazionale, una serie di conflitti militari che deliberatamente portano all’utilizzo di armi di distruzione di massa e all’innesco di un conflitto mondiale.

    Soltanto allora esisterebbe una situazione psicologica globale che permetterebbe l’abbandono dei diritti civili, il passare delle leggi marziali e l’esecuzione globale di quelle leggi protettive che permettono agli accusati di continuare il loro “business della malattia” ed altri crimini ancora.

    In questa situazione, l’industria farmaceutica è diventata la più grande finanziatrice delle elezioni di George Bush, in modo da esercitare un’influenza diretta sul più potente centro politico e militare del mondo. Con l’elezione di George Bush, il gruppo per investimento dei Rockefeller ha avuto accesso diretto alla Casa Bianca, al Pentagono e alle decisioni politiche che vengono prese in quelle sedi. Un’influenza simile è stata impiegata dal gruppo dei Rothschild sul governo di Tony Blair in Gran Bretagna.

    Quindi, non è stata una sorpresa che le due nazioni maggiori esportatrici di preparati farmaceutici, gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna, abbiano rilanciato la crisi internazionale corrente e abbiano istigato la guerra contro l’Iraq. La presunta necessità di questa guerra è stata presentata alla popolazione in America, in Gran Bretagna e nel mondo intero sotto la falsa pretesa di una lotta globale contro il “terrorismo”, l’eliminazione dei cosidetti stati canaglia e la crociata contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

    Quindi, gli stessi gruppi corporativi di interesse comune e gli stessi consegnatari politici responsabili di milioni di morti causati dal continuato “business della malattia” ora sono inoltre responsabili del rischio della morte inutile di decine di migliaia di persone innocenti in Iraq e della morte dei giovani soldati americani, inglesi e di altri paesi. Sono responsabili di aver iniziato e condotto una guerra di aggressione contro l’Iraq senza alcun mandato internazionale. Sono responsabili della schiavizzazione, dei saccheggiamenti, delle torture e di molti altri crimini che attualmente vengono condotti nell’Iraq occupato.

    Se questi gruppi di interesse comune ed i loro consegnatari politici non verranno giudicati responsabili per questi crimini immediatamente, è probabile che continuerà l’escalation della crisi internazionale con l’ultimo rischio di una guerra con armi di distruzione totale. In questa in questo momento critico di importanza storica sto’ presentando questi crimini contro l’umanità, questa guerra criminale, i crimini d’aggressione e il genocidio all’attenzione del procuratore della Corte Criminale Internazionale esortandolo ad intraprendere un’azione immediata per impedire ulteriori crimini e un ultimo disastro, una guerra mondiale. Ogni persona, governo, società o organizzazione del mondo che abbia sofferto per questi crimini o che desidera la cessazione di questi crimini è invitata ad unirsi a questo appello.

    TESTO DAL FAX DA SPEDIRE AL 0031 705 158 555

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    Servizio messo a disposizione da Leva di Archimede. Ass. per la libertà di scelta
    Fonte originale: Dr. Rath Health Foundation, sito: http://www.dr-rath-foundation.org
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    Fax: 0031 705 158 555

    To:
    Il procuratore
    Signor Luis Moreno-Campo
    C/o International Criminal Court
    Maanweg, 174
    2516 AB LAia
    Olanda

    Esprimo il mio pieno consenso e supporto per l’appello contro il genocidio e gli altri crimini di guerra contro l’umanità commessi in connessione con il business farmaceutico della malattia e la recente guerra in Iraq.

    Il 23 giugno del 2003, questo appello è stato sottoposto allattenzione della Corte Criminale Internazionale da parte del Dr. Matthias Rath e altri nel nome del Popolo della terra.

    A causa della gravità delle accuse riportate in questo appello, chiedo che la Corte cominci le sue investigazioni immediatamente, così che gli accusati vengano consegnati alla giustizia nel più breve periodo di tempo possibile.

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    FIRMA

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    NOME E COGNOME

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    INDIRIZZO

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    DATA

  150. http://www.disinformazione.it/bilderberg3.htm

    - Pagina massoneria
    - Skull and Bones: il segreto che unisce Bush e Kerry
    - Dalla Skull and Bones al Nuovo Ordine Mondiale
    - Bush e Kerry divisi in politica ma uniti in loggia

    Bush e Kerry fratelli di loggia e cugini di sangue!
    Marcello Pamio

    Quasi un mese fa, avevamo avvertito che a Stresa, in provincia di Varese, si sarebbero incontrati quelli del Bilderberg per decidere le sorti del nostro pianeta. (vedi lista partecipanti)
    Bene, una delle decisioni è stata proprio quella di scegliere il vice presidente di John Kerry – il candidato democratico alle presidenziali di novembre 2004. Il fortunato «eletto» è stato John Edwards non per via della sua fotogenia, ma perché il suo discorso è stato molto apprezzato dai Burattinai presenti in sala (Rockefeller, Henry Kissinger, & C.). La cosa invece è andata diversamente al Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, pure lui al Grand Hotel Ils des Borromees sul Lago Maggiore per presentare la politica economica italiana. Giulio non ha convinto per nulla la potente platea, e il suo dicastero è stato lasciato nelle mani «sicure» del premier Silvio Berlusconi. Insomma, a quanto pare, l’establishment politico-economica rappresentata in questo frangente dal Bilderberg, ha abbandonato il peso morto George W. Bush perché diventato troppo impopolare e ingombrante. La sua politica internazionale ha infatti scatenato la rivolta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e sta facendo prendere coscienza della situazione attuale, e questo per l’elite, non va assolutamente bene! Il «gregge disorientato», come lo chiama l’intellettuale e professore di linguistica al MIT, Noam Chomsky, deve rimanere in letargo e non destarsi; non deve porsi troppe domande.

    L’attuale presidente degli Stati Uniti però ha mangiato la foglia: ha compreso il suo abbandono da parte dello stesso Sistema che lo ha posizionato «illegittimamente» dentro la Casa Bianca, e le sta provando tutte per sopravvivere, senza comprendere che nulla può contro il Potere, quello vero.
    L’ultimo disperato tentativo è quello di posticipare le elezioni! Proprio così: vuole, o meglio vorrebbe, ritardare le presidenziali di novembre per paura di atti di terrorismo. I media, quelli ovviamente controllati dalla sua amministrazione, danno per certo «cataclismatici attacchi terroristici volti a influenzare le consultazioni». Come fanno a essere così sicuri rimane un mistero…

    Comunque sia, si stanno prodigando seriamente: l’agenzia per la sicurezza della nazione (Homeland Security) ha ufficialmente chiesto al Dipartimento di Giustizia di elaborare strategie giuridiche che permettano di sospendere le elezioni del 2 novembre nel caso di un attacco terroristico! Secondo il «Newsweek» il Dipartimento in oggetto dovrà prendere atto della lettera che è stata inviata nei giorni scorsi dal direttore della Commissione per l’Assistenza Elettorale, DeForest B. Soaries Jr., proprio su questo problema. Ricordiamo che questo personaggio è un fondamentalista religioso di estrema destra, nominato dallo stesso Bush Jr. nel 2002.
    Questo chiarissimo atto intimidatorio dell’amministrazione può essere interpretato come un tentativo di colpo di stato, perché la Costituzione americana non contempla la possibilità che il governo federale sposti le elezioni, per nessun motivo. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane…

    Detto questo, tutti coloro che vedono in Bush un pericolo per la stabilità e la sicurezza del pianeta – e sono in costante aumento – non cantino vittoria e non si rallegrino troppo se al suo posto verrà eletto il democratico John Kerry. E’ molto probabile che Bush, attentati o meno (speriamo non accada nulla!), perderà le elezioni, ma non perché il popolo gli ha voltato le spalle ma perché le spalle gliele hanno voltate i Burattinai. Il popolo si sa non elegge alcunché!
    Il vero problema è che il prossimo inquilino della Casa Bianca sarà suo «fratello di loggia» nonché «cugino di sangue», John Kerry! Sappiamo che entrambi furono istruiti nella «Skull and Bones» («Teschio e Ossa») di Yale, ma pochi sono a conoscenza del loro legame di sangue. Secondo le ricerche dello storico americano, di origine ceca, Miroslav Rechcigl, il presidente George Walker Bush Jr. e lo sfidante John Kerry discenderebbero da Edoardo I, sovrano inglese della casata dei Plantageneti vissuto tra il 1239 e il 1307. Secondo tale studio, anticipato dal quotidiano inglese «The Times», i due candidati alle presidenziali sarebbero non solo imparentati ma addirittura cugini dell’attuale regina d’Inghilterra Elisabetta II! Per gli amanti dei libri di David Icke (ex giornalista della BBC) questa non è certo una novità, ma semmai la prova che le sue elucubrazioni hanno un fondamento…

    Concludo dicendo che il prossimo presidente è stato scelto dai Burattinai perché, come dice Maurizio Blondet, farà le stesse medesime cose di Bush però in maniera meno irritante per la comunità internazionale!

    http://www.disinformazione.it

  151. Ciao Ernesto,grazie per avermi permesso,di postare,ciò che Kolion,nel suo sito,sicuramente avrebbe CENSURATO,come ha fatto con altri articoli,che gli postavo come risposta.
    Kolion,per una volta ho postato,come hai sempre fatto tu,3000 articoli,contento?
    AH!Me ne manca uno che tu mi hai censurato alla grande,lo posto subito.
    Ti raccomando,dimmi che ho fatto scempio,ma ti rispondo che anche qui,ho visto che posti,ma da sempre,3000 articoli,questo sito,ne è pieno,quindi…

  152. fonte-http://italy.indymedia.org/news/2005/01/712527.php

    Lettera di un soldato americano a Falluja “Questa non 蠵na guerra, 蠵na mattanza&qu
    by alessandro magno Sunday, Jan. 16, 2005 at 6:42 PM mail:

    Un soldato americano in Irak, conosciuto come hEkLe, descrive l’orrore dell’attacco statunitense contro Falluja. La lettera 蠳tata pubblicata su GI Special, un sito quotidiano che dࠩnformazioni e notizie ai soldati americani ed alle loro famiglie e su Socialist Worker on line il 3 dicembre 2004

    Sono giorni terribili per i militari statunitensi in Irak. Sembra che, ovunque si guardi, siano sempre pi?oldati morti, feriti e mutilati negli scontri con i ribelli. La ribellione aumenta nelle cittࠤi Bagdad, Mosul e Baquba. La guerriglia 蠢en organizzata ed utilizza tecniche ed armi molto avanzate. Dopo la battaglia che ha lasciato Falluja completamente distrutta, i ribelli sono tornati, duramente determinati a vincere o a morire. Molti cominciano a pensare che non riusciremo a vincere questa guerra. Ma davvero qualcuno riteneva che la vittoria fosse possibile? Le forze militari statunitensi continuano a guadagnare terreno, ad ogni nuova frontiera uccidono una marea di civili e di ribelli. Eppure a Falluja i ribelli sono tornati come uno sciame di api inferocite, e attaccano con frenesia, violentemente.
    Ero a Falluja negli ultimi due giorni dell’assalto finale. La mia missione era diversa da quella dei valorosi soldati e marines impegnati nei combattimenti. Avevo una missione di scorta. Dovevo, accompagnato da un battaglione, proteggere un alto ufficiale nella zona dei combattimenti. Un ufficiale un po’ fanatico. Se ne stava l쬠arrogante, a guardare l’ultima battaglia, e sembrava uno spettatore durante gli ultimi minuti di una partita di calcio.
    Una volta arrivati al Campo Falluja, occupato dai marines, ci siamo accorti che gli spari dell’artiglieria erano diretti verso la citt஠Il tipo si 蠤ato immediatamente un gran da fare per avere un ruolo attivo nella battaglia che avrebbe ridotto Falluja in cenere. C’erano state voci su di lui. Si diceva che quel che voleva era tenere la mano sul fucile, dimostrare a tutti che lui era il cowboy pi?o dell’est dell’Eufrate. Di individui simili ce ne sono un sacco nell’esercito: militari di carriera che hanno passato i primi vent’anni di servizio pattugliando il Muro di Berlino o proteggendo la zona smilitarizzata tra la Corea del Nord e del Sud. Tipi di ufficiali che potrebbero aver combattuto durante la prima Guerra del Golfo, anche se la maggior parte di loro ha passato il tempo sparando contro i “rag heads”(1). Questi tipi con l’aria dura ed il grilletto facile hanno vissuto gli ultimi due decenni di Guerra Fredda con una frenesia bellica che poi, quando la guerra 蠦inita, gli ha lasciato un vuoto drammatico. Ma adesso c’蠬a Nuova Guerra, l’”Allerta Rossa” senza fine, piena di azione, nella quale la minaccia comunista 蠳tata rimpiazzata dalla “guerra contro il terrorismo”. I soldati pi?vani, quelli che sono cresciuti in tempi relativamente pacifici, pensano che per questi tipi essa rappresenti una sorta di compensazione per le opportunit࠰erdute. Ma per la generazione maggiore, quella col grilletto facile, 蠬a vera, grande opportunitຠl’occasione per mettere infine in pratica l’addestramento tenuto dagli anni settanta in poi e tutti i giochetti fantastici che gli hanno insegnato per qualcosa di tangibile, di utile… Finalmente era arrivata l’ora.
    Al fronte erano state stabilitate alcune regole di sicurezza, sintomo che il combattimento in cittࠥra intenso. I veicoli pi?geri che venivano fatti passare erano i carri armati Bradley. Il comandante, dopo aver dato un’occhiata ai nostri Humvees blindati, ci ha detto che non stavamo messi bene. Gli Humvees blindati sono massicci, praticamente impenetrabili al fuoco di armi di piccolo calibro, ma non resistono bene come un carro armato pesantemente blindato agli attacchi dei missili ed alle bombe. Le informazioni dalla zona di guerra parlavano di forti attacchi di missili e di un’insurrezione armata che agiva in ogni vicolo alla ricerca di obiettivi facili. Il comandante ha detto al nostro super entusiasta ufficiale di non entrare nel settore con i camion perch頮elle ore buie sarebbe stato suicida. Gli ha suggerito di entrare in azione ed “ispezionare i danni” la mattina dopo, una volta finiti gli attacchi aerei.
    Intanto il sole aveva lasciato il posto ad un nebuloso orizzonte rossastro e l’artiglieria continuava a martellare quel poco che era rimasto in piedi della devastata Falluja. Durante la notte sono arrivate molte unit஠Era in preparazione un attacco aereo senza precedenti che sarebbe potuto durare fino a 12 ore.
    Il nostro gruppo si trovava sopra il parcheggio degli Humvees. Fornivamo le mitragliatrici e sorvegliavamo la cittࠡlla ricerca di attivit࠮emica. Si supponeva che quella fosse un’area di operazioni abbastanza sicura, proprio al confine della zona dei combattimenti. Tuttavia non c’era nessuna protezione, soli alcuni carri armati posizionati qua e lଠe se chi era di guardia non avesse fatto attenzione ai pi?coli dettagli sarebbe potuta succedere qualsiasi cosa. Un soldato mi ha detto che solo due notti prima avevano sorpreso un ribelle che girava attorno. Era armato. Uno dei carri armati lo aveva visto e lo aveva fatto a pezzi. Certo, ci sentivamo abbastanza sicuri da fumarci una sigaretta, ma dovevamo stare molto attenti a quel che succedeva attorno se la mattina dopo volevamo essere ancora vivi. Sul finire della sera, mentre l’artiglieria continuava a sparare, una danza macabra ha illuminato il cielo: erano arrivati i cacciabombardieri ed avevano dato il via ad un grandioso spettacolo di massicci attacchi aerei. Ad ogni bomba, ad ogni sparo d’artiglieria, il cielo illuminava la ferocia e la distruzione. Prima si vedeva un lampo all’orizzonte, come se un fiammifero fosse caduto in un deposito di dinamite, poi un’esplosione tremenda che ti scuoteva il corpo, ti faceva uscire gli occhi dalle orbite e ti colpiva lo stomaco come un pugno. Le bombe venivano lanciate a non pi?cinque chilometri di distanza, ma era come se ti arrivassero dritte in faccia.
    All’inizio era impossibile non sobbalzare ad ogni boato, ma dopo diverse esplosioni, tutte fortissime, abbiamo cominciato ad abituarci, quasi ad accettarle. A volte gli aerei volavano basso, rombavano sopra cittଠpoi aprivano il fuoco di missili pi?coli ma estremamente precisi. Era proprio lo spettacolo che mancava al nostro Top Gun, sempre pi?rgoglito ed entusiasta degli straordinari effetti sonori. I missili ruggivano sinistri, come un fuoco d’artificio in una bottiglia piena di plutonio, poi non si sentiva pi?nte. Pochi secondi ed una colossale esplosione sconquassava l’aria: a terra restava devastazione, grida e terrore. Poi era la volta dell’artiglieria: sparava fosforo bianco, il napalm dei nostri giorni, che mandava lampi di luce. Qualche volta, vicino all’area del bombardamento, si sentivano i carri armati sparare con le mitragliatrici ed i cannoni. Era incredibile che qualcuno potesse sopravvivere ad un simile attacco. Presto, via radio, 蠡rrivato l’ok alla richiesta delle “revienta-b?es”(2). Pareva che l’artiglieria non riuscisse a penetrare tra alcune ridotte di ribelli. Non sapevo quando le “revienta-b?es” sarebbero state utilizzate. Pi?di mi hanno detto che le tremende esplosioni venivano da loro, da quei missili del tipo “soluzione finale”.
    Dal mio Humvee ho continuato per tutta la notte a guardare l’assalto finale contro Falluja. Esaminavo i vasti cieli con gli occhiali per la visione notturna. Per tutto il tempo della battaglia una serie di elicotteri d’attacco hanno continuato a volare in tondo sopra la citt஠I pi?astanti, con i lanciamissili in serie, erano i Cobras e gli Apaches. Grazie alla visione notturna, potevo vederli mentre giravano sopra la carneficina, esaminando il terreno con i raggi infrarossi che sembravano avere un raggio di chilometri. Una volta avvistato l’obiettivo, risuonava una rapida serie di spari e dal terreno arrivava un ra-ta-ta, come una catena ordinata di petardi.
    Ancora artiglieria, ancora carri armati, ancora tiri di mitragliatrici, ancora bombardamenti spaventosi che radevano al suolo la cittࠤi una volta… non era una guerra, era una mattanza! Se ricordo quegli attacchi aerei, che sono durati fino alla mattina dopo, non posso non sorprendermi di fronte alla moderna tecnologia e non posso non essere nauseato per l’uso che se ne fa. Molte volte mi 蠣apitato di pensare che mentre la resistenza di Falluja combatteva valorosamente con le armi arcaiche della Guerra Fredda, noi volavamo alto sulle loro teste lanciando la furia dei Thor, di un potere distruttivo e di una precisione da guerra nucleare. Era come se gli iracheni stessero combattendo con un bastone contro i carri armati. Eppure, malgrado tutto, la resistenza continuava, molti hanno combattuto fino alla morte. Che determinazione!
    Alcuni soldati dicono che i ribelli sono stupidi perch頰ensano di avere una probabilitࠤi sconfiggere l’esercito pi?ente del mondo. Io li considero valorosi. Non combattono per una vittoria immediata. E cosa volete che valga una vittoria convenzionale in una guerra non convenzionale! E’ del tutto evidente che questa guerra non 蠰i?le mani degli Stati Uniti.
    Abbiamo ridotto Falluja in polvere. Abbiamo gridato vittoria e detto al mondo che Falluja era sotto il nostro totale controllo. I nostri militari hanno dichiarato che le vittime civili erano state poche e che i ribelli morti erano stati migliaia. La CNN e la Fox News hanno strombazzato che la storia avrebbe considerato la battaglia di Falluja un successo straordinario, testimonianza della supremazia degli Stati Uniti nelle guerre moderne. Eravamo tutti sicuri che la situazione fosse sotto controllo e giࠣominciavamo a concentrare la nostra attenzione su un’altra cittࠤifficile: Mosul.
    Ma, passata la tempesta, mentre i generali se ne stavamo comodamente seduti nei loro uffici a fumare ed a celebrare la vittoria, le linee del fronte a Falluja sono state nuovamente prese d’assalto: i ribelli attaccavano le forze degli Usa e della coalizione con mortai, fucili ed armi leggere. Siamo dovuti tornare a Falluja.
    Il Dipartimento della Difesa e la stampa nazionale mentivano quando hanno parlato di un’altra vittoria della guerra preventiva? Non necessariamente. Convenzionalmente, avevamo vinto noi: chi avrebbe potuto negarlo? Avevamo distrutto tutta la cittࠥd ammazzato migliaia e migliaia di persone. Ma il punto vero – non sufficientemente compreso dai militari e dalla gente – 蠣he questa 蠵na guerra di guerriglia. Totalmente. Alcune volte mi chiedo se gli ufficiali di West Point abbiamo mai studiato l’intricata e semplice efficacia della guerra di guerriglia. Mi 蠣apitato di chiedere a tenenti e capitani se hanno mai sentito parlare della Guerra di Guerriglia del Che Guevara. Quasi la metࠤi loro mi ha risposto di no. Incredibile! Dovremo far fronte, forse per anni, ad una guerra di guerriglia, e la direzione militare non sa neanche che cosa sia! Qualsiasi persona pu򠤩rti che un guerrigliero 蠵no che utilizza tecniche di attacchi a sorpresa nell’intento di battere una forza convenzionale pi?te. Ma quel che 蠩mportante, in una campagna di guerriglia, 蠬a passione politica che la motiva. Durante la storia sono stati molti gli eserciti guerriglieri che hanno avuto successo, compreso il nostro stesso paese nella lotta per l’indipendenza. Dovremmo aver imparato la lezione sulla guerra di guerriglia trent’anni fa, durante la guerra del Vietnam, ma la storia ha uno strano modo di ripetersi. La guerra del Vietnam fu un esempio perfetto di come attacchi rapidi e letali, contro truppe convenzionali, possano nel lungo periodo rendere la guerra impopolare tra l’opinione pubblica, e questo ne determina la fine. Che Guevara nel suo libro Guerra de Guerrillas ha scritto che l’elemento pi?ortante in una campagna guerrigliera 蠬’appoggio popolare. Se riesci ad averlo, la vittoria 蠱uasi assicurata. In questo senso gli iracheni sono gi࠳ulla buona strada. Non solo hanno un rifornimento apparentemente senza fine di munizioni e di armi, ma anche il vantaggio di muoversi nel loro ambiente, si tratti di un mercato o di un fitto campo di palme. I ribelli iracheni hanno utilizzato al massimo questi vantaggi, ma il vantaggio pi?ortante, pi?evante, 蠬’appoggio popolare. Quel che i militari ed il governo degli Usa dovrebbero capire 蠣he ogni nostro errore va a vantaggio dell’insurrezione irachena. Ogni volta che un uomo o una donna o un bambino vengono assassinati da un’azione militare, sia essa deliberata o no, l’insurrezione si rafforza. Persino quando un civile innocente muore per mano dei combattenti ribelli, ad essere ritenuta responsabile sarࠬa forza occupante. I ribelli continueranno ad essere considerati combattenti del popolo.
    Tutto in questa guerra 蠰olitica… ogni imboscata, ogni attentato, ogni morte. Quando un lavoratore od un soldato della coalizione vengono sequestrati e giustiziati, il popolo iracheno ne ha un senso di giustizia, mentre gli occupanti restano in preda alla furia ed allo sconforto.
    Alla nostra perdizione contribuiscono anche i media. Ogni volta che rivelano un’atrocitଠil nostro dominio su questa nazione che un tempo 蠳tata laica svanisce. Con il tempo aumenta negli Usa l’inquietudine della popolazione per le immagini di morte violenta dei suoi figli in armi e le giustificazioni del governo nel continuare questa sanguinosa catastrofe diventano sempre pi?oli. Sono gli errori inevitabili del potere convenzionale, per questo la campagna di guerriglia avr࠵n successo certo. La distruzione delle forze armate Usa 蠩mpossibile, ma l’insurrezione, con la sua tenacia, finir࠰er cacciarci. Sar࠱uesto l’inevitabile risultato della guerra.
    Abbiamo perso molti soldati nella battaglia finale di Falluja e molti ancora sono stati seriamente feriti. Abbiamo devastato quella citt࠳olo per tenerla sotto controllo. Che senso ha che tanti soldati continuino a morire solo per continuare a tenerla sotto controllo?
    Non posso dimenticare lo sguardo di un soldato americano quando gli ho chiesto della guerra. Mi ha raccontato storie di sangue e di morte violenta da far accapponare la pelle. Lui e il suo battaglione hanno fatto sacrifici infiniti. Hanno combattuto tutti i giorni, senza mai dormire, senza mai un pasto caldo. Non hanno neanche avuto il tempo di mandare un telegramma ai genitori per dirgli che stavano bene. Alcuni del battaglione dovranno ora andare da quelle famiglie a dirgli che i loro ragazzi sono morti. Lo sguardo del soldato, mentre parlava, era profondo e sconsolato, profondamente turbato. Mi ha descritto nel dettaglio di alcuni iracheni uccisi dai bazuca dell’esercito, di altri cui le pallottole di calibro 50 hanno fatto volare via la testa, di altri schiacciati dai carri armati. Mi ha raccontato di uno dei suoi compagni pi?vi, morto proprio davanti a lui. Stava nascosto dietro al muro di una stradina. Quando 蠵scito per sparare gli hanno tirato una granada nella pancia. Alcune schegge hanno colpito la coscia del mio interlocutore. Mi ha mostrato la carne bruciata. Poi, quando ha finito il suo racconto, mi ha detto che lui era solo un ragazzo un po’ tonto della California, che non aveva mai pensato che entrare nell’esercito significasse andare dritto all’inferno. Mi ha detto che si sentiva pi?rco del diavolo e che voleva solo farsi una doccia. Se n’蠡ndato lentamente, con il fucile sotto il braccio.

    1. Teste con turbante, un modo statunitense di chiamare gli arabi

    2. Si tratta di bombe laser che pesano pi?due chili e penetrano cinquanta metri sotto terra prima di provocare esplosioni devastanti

    Traduzione di Manuela Palermi

  153. fonte-http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=729

    LETTERA AD UN SOLDATO AMERICANO
    Postato il 06 01 2007 di cdcnet

    Quelli che hanno figli e figlie in Iraq ed Afghanistan dovrebbero leggere A letter to an American G.I, scritta da una donna irachena. Questa lettera sarebbe il più importante regalo di Natale per i vostri figli. Inviatela!
    Gabriele Zamparini, Cannon fodder in Christmas’ times, The Cat’s Blog, 21.12.2006

    DI LAYLA ANWAR
    An Arab Woman Blues – Reflections in a sealed bottle…

    Quando guardo le foto su albasrah.net dei vostri compagni morti e leggo qualche vostra candida poesia infantile, mi sento triste per voi. Lo faccio davvero. Mi sento triste per voi e allo stesso tempo mi sento furiosa. E’ un mix molto confusionale di emozioni ambivalenti, contraddittorie. Da un lato, vorrei uccidervi, dall’altro mi dico: non è davvero colpa vostra. Lo scegliete ma allo stesso tempo non lo scegliete. Dalla vostra prospettiva state solo “eseguendo gli ordini”. Ma i duri fatti sul campo di battaglia mi dicono che godete dell’umiliazione da voi inflitta a questo popolo “malvagio”, “estraneo” – gli Iracheni.

    Nonostante la vostra stessa indigenza e il vostro “esserci” perché “esserci” vi garantirà un lasciapassare e forse il famoso passaporto con un’aquila goffrata a stelle e strisce, credete ancora di essere superiori, una razza migliore, più evoluta, più pura.

    Vedo le foto dei vostri compagni morti e penso alle loro madri e ai loro padri e all’amarezza e al dolore che devono provare. Sembrate tutti così giovani e in molti sensi così innocenti.

    Quando vi vedo calciare giovani Iracheni e picchiarli a morte, quando vi vedo violentare ragazzine irachene e bruciarle, quando vi vedo far correre bambini iracheni per miglia dietro ad una bottiglia plastificata d’acqua, o quando insegnate a quelle piccole e povere anime a dire “Fottiti, Iraq”, solo per il divertimento di farlo – non posso fare a meno di odiarvi. (Non menzionerò nemmeno la tortura, né i saccheggi – sapete già tutto al riguardo).

    Quando vi vedo orinare dentro e su luoghi sacri e quando vi vedo scrivere i vostri perversi graffiti su siti archeologici vecchi di 7.000 anni, senza alcun rispetto o riguardo per la Fede, la Cultura e la Storia di un altro popolo – non posso che avere disprezzo per voi.

    Quando sento racconti come questo, quando avete spogliato completamente una mia amica – una donna con più qualifiche di tutto il vostro esercito messo assieme, di 45 anni, abbastanza vecchia da essere vostra madre. Dicevate di volervi assicurare che non stesse “nascondendo qualcosa là giù” nella sua biancheria intima. Lo ricordate? Lo avete fatto davanti a 30 vostri compagni maschi nel vostro campo “speciale”. Poi le avete offerto una coca in modo che potesse rilassarsi e “calmarsi”. Non mi ha raccontato il resto della storia, ha detto: “Non disturbiamo il can dormiente”. Voglio farvi sapere che lei ha lasciato l’Iraq e tutto quello che aveva dopo questo incidente a causa vostra. Mi ha detto: “Non voglio portarmi dietro niente, nemmeno un ricambio di biancheria intima. Lascio che si prendano tutto”. E’ così che l’avete disgustata con le vostre azioni. Sì, quando odo un’altra storia come questa non posso fare a meno di disprezzarvi.

    Lo ammetto: a volte, provo empatia per voi e per la vita che vi lasciate dietro – una vita a cui potreste non tornare mai più.

    E a volte mi siedo chiedendomi se realizzate la quantità di dolore e sofferenza che state infliggendo a delle persone innocenti che non vi hanno fatto NULLA. Realizzate l’enormità e la gravità delle vostre azioni? Realizzate quante profonde ferite e sfregi che potrebbero non guarire mai state lasciando dietro a voi?

    E a volte mi siedo chiedendomi cosa vi capita quando andate a dormire, la sera. Potete dormire in pace? Potete chiudere gli occhi con la coscienza pulita?

    E a volte mi siedo chiedendomi: quando finite la vostra ronda di uccisioni e molestie di Iracheni e li lasciate deliberatamente nelle strade, congestionati dalla Morte, per giorni e giorni – potete ancora ingannarvi da soli e pretendere di mandare lettere d’amore alla vostra famiglia, alla moglie o alla fidanzata?

    Ho ancora molto da dirvi ma sento di aver detto abbastanza. Dopotutto, non vi devo mica arruolare.

    Ma prima che io termini questa lettera e torni alla mia “vita” quotidiana sotto occupazione, voglio che sappiate come io, da qualche parte, in profondità, mi preoccupi dei vostri spiacenti culi. Me ne preoccupo abbastanza non perché apprezzi la vostra presenza – no, per niente – ma semplicemente per il mero fatto che ci è capitato di appartenere alla stessa “razza”. Quella umana. E ho ancora un po’ di fede su quel “fronte”. Mi preoccupo abbastanza da volere che salviate il vostro stesso Io, quell’Io che senza dubbio tornerà a perseguitarvi uno di questi giorni. E, facendolo, state salvando anche la vostra stessa Vita. Lo dovete a “voi stessi”, e potete farlo con una semplice parola: RIFIUTO. Fatelo e basta, fatelo ORA, fatelo prima che sia troppo tardi.

    Layla Anwar
    Fonte: http://arabwomanblues.blogspot.com/
    Link: http://arabwomanblues.blogspot.com/2006/12/letter-to-american-gi.html
    17.12.2006

    Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI

    Kolion,te la ricordi questa?
    Sul tuo sito,me l’hai CENSURATA.
    La verità,ti fa male?
    Sai sparare solo a zero contro gli italiani tu?
    Puoi fare quanti e come vuoi articoli,sulla sottoscritta,ma di certo,non
    proverai,nessuna cattiveria da parte mia,semplicemente,vedo ciò che a te fa comodo non vedere.
    Se riaprirò i commenti,sul mio sito,ti assicuro che ti CENSURERò ancora,proprio come tu hai fatto con me.
    La differenza tra me e te,è enorme,io da donna,ho le palle,di prendermi la responsabilità,di ciò che faccio,tu no.
    Il fatto che tu stravolgi,link e commenti e altri li CENSURI,perchè troppo scomodi,fa di te un essere spregevole.
    Cmq,ti ringrazio ancora per la pubblicità…
    Dopo questo,stop,non rompermi più i Kolion.

    Ciao Ernesto e tieni gli occhi aperti,con KOLION,ti usa e poi ti getta,ha imparato da Bush e company.

  154. Ah!Ah!Ah! Kolion,mi sono fatta un mucchio di risate,con dei miei amici,per quello che hai fatto,che articolo!
    Ammazzate,chissà quanto tempo perso,per dedicarmi sto articolone,ma gli insulti,te li ripeto se vuoi,hai pianto tanto,quando te li ho scritti?
    Sai che ti prendono per il c..o,tutti quelli che stanno leggendo ciò che posti,sul mio conto?

    Queste parti,mi hanno fatta correre in bagno,mi stavo facendo la pipi’ addosso:

    KOLION SCRIVE:

    Stavolta Yolanda alias Iolanda Baccelliere si limita a rispondere con solo tre parole … ma non sa che è già in trappola, e infatti sta per arrivare il colpo finale …

    AH!AH!AH!O mio Dio,rispondevo solo con tre parole,ed ero già in trappola,Dio mio,noooo!!!Il colpo finale noooooooo!!!!!
    KOLION FATTI CURARE…..

    KOLION SCRIVE:

    E così la nostra buona Yolanda alias Iolanda Baccelliere, cioè colei che è (o forse meglio dire era?) per la libertà assoluta e contro ogni censura, si ritrova stavolta a dover rispondere per la prima volta all’accusa di censura mossa contro di lei con tanto di prove … e infatti fornirà spiegazioni alquanto fantasiose, non sapendo però che avrà toppato ancora una volta … mostrando di aver fatto sempre uso della menzogna, ma non solo come strumento d’attacco bensì anche di difesa …

    Povero KOLION,io non sono in trappola,io ti ho censurato e ti censurerò sempre,non vedo nessuna trappola,anche perchè te lo ripeto,ti censurerei anche adesso,ma dove è il problema?
    Tu mi hai censurata e ancora non mi fai postare e io dovrei darti la possibilità,di postare sul mio sito?

    KOLION SCRIVE:

    Ma c’è anche il programma Yolanda parte 2:

    Ieri sono andato sul tuo sito, ed ho postato – ore 20.01 e 20.19 – due commenti che però non sono apparsi per niente !

    Ma non è tutto, oggi trovo un’aggiunta nel post antecedente al mio che non è apparso:

    KOLION,ANCHE IO TI CENSURO,MA è SCONTATO,DOPO CHE MI HAI CENSURATA PER PRIMO!
    NON TI PORGO L’ALTRA GUANCIA,MA IO TE LO SCRIVO E LO LEGGONO TUTTI,TU POVERO PSICOPATICO,CONTINUI AD ARRAMPICARTI SUGLI SPECCHI,PITTOSTO CHE AMMETTERE CHE ATTUI LA CENSURA DOPO CHE HAI SPUTTANATO GRILLO DAPPERTUTTO,QUINDI DI COSA TI LAMENTI?

    KOLION SCRIVE:

    Dopo i miei due posts non apparsi invece con l’aggiunta:

    Ciao Jim,grazie a te.

    Volevo solo avvisarvi che questi post,li ho scritti,solo per dire la mia sulle accuse rivolte dal Kolion,ma non lascerò aperti i commenti,perchè,non ho tempo di approvarli,ma non ci sarà,neppure bisogno,visto che non ho intenzione di sprecare il mio tempo,ad azzuffarmi,con un Kolion,che sul suo sito,non mi ha permesso di postare.

    Quindi Kolion,se passi da queste parti,ti saluto.

    ==

    Ma tu guarda un po’ Yolanda la buona, l’aggiunta che hai messo dice tutto

    Perciò Yolanda = bugiarda e infame, come da me sempre sostenuto. Sei di una falsità incredibile. Prova a negare anche questo fatto che faccio subito a fornire le foto che ho fatto del tuo sito.

    Come vedi Yolanda, le bugie hanno le gambe corte

    E così la nostra buona Yolanda alias Iolanda Baccelliere, cioè colei che è (o forse meglio dire era?) per la libertà assoluta e contro ogni censura, si ritrova stavolta a dover rispondere per la prima volta all’accusa di censura mossa contro di lei con tanto di prove … e infatti fornirà spiegazioni alquanto fantasiose, non sapendo però che avrà toppato ancora una volta … mostrando di aver fatto sempre uso della menzogna, ma non solo come strumento d’attacco bensì anche di difesa …

    KOLION,L’INFAME resti sempre tu,perchè te lo sto dicendo da sempre che ti avavrei censurato e l’ho fatto,quindi,dov’è la mia menzogna?
    Dove sono le mie risposte fantasiose,di cui tu sei il grande maestro?
    Dire che ti ho censurato e che lo farò sempre ti sembra fantasioso?
    Bhe,allora tu che non lo ammetti e trascini da mesi le tue menzogne cosa sei?
    Secondo te,io dovrei lasciare aperti i commenti,in un sito,che ho usato,solo per dire la mia sulle tue accuse di antisemitismo?
    Te l’ho sempre detto che non volevo aprire un sito,che mi bastava my space,,Kolin,sei sempre più falso,perchè l’ho aperto ai tempi delle denunce della censura nel blog di Grillo,su tua insistenza,l’ho fatto per farti un piacere.
    Infatti quando mi hai detto se volevo che tu me l’ho rendessi noto,ricordi che ti ho risposto di lasciare perdere che non mi importava?
    La prova,la trovi proprio li,i post su Grillo,li avevo già rimossi,dopo ci ho messo quelli per difendermi da te che mi davi dell’antisemita…
    Questa non è fantasia Kolion,hai fatto bene a fotografare i tuoi post che ti ho CENSURATO,adesso sono pienamente soddisfatta,ma cosa credevi di fare con la tua furbizia da uomo senza scrupoli?
    Si ti ho censurato e ho scritto quelle cose a Jim,e allora?
    Non voglio di sicuro perdere parte della mia vita,stando dietro ad uno psicopatico come te.

    KOLION SCRIVE:

    Yolanda alias Iolanda Baccelliere prima: un vero fan di Beppe Grillo …
    iolanda baccelliere, su Giugno 28th, 2007 a 8:13 pm Said:
    http://federicofabiani.wordpress.com/2007/06/28/beppe-grillo-al-parlamento-europeo/#comment-19

    grazie,
    beppe
    sei tutti noi
    iolanda

    E con questo?
    Cosa c’è di male?
    Perchè tu quando andavi sul blog di Grillo,sei sempre andato a postare contro di lui?
    Se è cosi’,allora capisco perchè ti hanno censurato,visto che io dovrei accettare la tua CENSURA,perchè non concordo con le tue accuse velenose contro noi italiani.

    Kolion,ti dirò di più,sto rivalutando Grillo,sotto molti aspetti e sicuramente parteciperò,al prossimo V.day.
    Come vedi,ho cambiato ancora idea,meglio 1000 2000 Grillo che mezzo “Uomo” come te.
    Spero di essere stata chiara…
    Tu mi hai censurata e mi censuri,io farò lo stesso con te,ma io lo dico,tu no,quindi KOLION,chi è MENZONIERO?

    Cmq,questi sono gli ultimi commenti,che avrai l’onore di leggere e fotografare,come ricordo della sottoscritta,è già tanto che mi sono abbassata a risponderti.
    Kolion,trovati una donna,ma dubito che c’è ne sia qualcuna disposta a sopportarti,sei una pessima persona.

  155. Hugo Kolion detto

    yolanda/Mondo Help Iolanda Baccelliere Dice:
    Novembre 20, 2007 a 1:18 am
    Ciao Ernesto,grazie per avermi permesso,di postare,ciò che Kolion,nel suo sito,sicuramente avrebbe CENSURATO,come ha fatto con altri articoli,che gli postavo come risposta.
    Kolion,per una volta ho postato,come hai sempre fatto tu,3000 articoli,contento?
    AH!Me ne manca uno che tu mi hai censurato alla grande,lo posto subito.
    Ti raccomando,dimmi che ho fatto scempio,ma ti rispondo che anche qui,ho visto che posti,ma da sempre,3000 articoli,questo sito,ne è pieno,quindi…

    Intanto TU

    - Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere -

    non hai permesso di postare NULLA !

    = 0 !

    Anzi, i soli due posts miei li hai CANCELLATI :-)

    Con tanto di prove allegate, quindi non MAL dicerie come usi fare tu :-)

    Dopo aver scritto che i commenti erano CHIUSI !

    Quindi sei stata SBUGIARDATA alla grande, passo per passo !

    E così la paladina della verità, della libertà

    dei diritti (mai degli altri)

    CONTRO ogni CENSURA :-)

    Si è rivelata per quello che è:

    un pallone gonfiato che non sa porsi

    al confronto perché ha paura :-)

    E che quindi applica la CENSURA !

    PS: mentre io ti ho permesso sul mio sito

    un C E N T I N A I O di commenti incluso gli insulti :-)

    Benvenuta nella democrazia YOLANDA

    Mondo Help ? = de che ?

    alias IOLANDA BACCELLIERE

    alias l’arte della CALUNNIA :-)

    Indirizzi web

    http://new-italy.net/calunnia/yolanda-mondo-help-alias-iolanda-baccelliere.html

  156. Kolion alias VENDUTO SERO DEI MASSONI,te l’ho già scritto infatti centinaia di volte,ti insulterò e ti CENSURERò SEMPRE proprio come tu hai sempre CENSURATO la sottoscritta.
    Psicopatico KOLION,che fotografa i siti altrui,adesso lo scrivrò a quelli del cannocchiale che li stai diffamando chiamandoli ANTISEMITI,ci sono le prove ovunque.Del mio sito fotografato,non mi frega,io te l’ho detto che ti CENSURERò SEMPRE,spiegalo a quelli del cannocchiale,che gli fotografi il sito e li definisci antisemiti.

    KOLION alias VENDUTO SCHIAVO DEI MASSONI SCRIVE:
    Anzi, i soli due posts miei li hai CANCELLATI

    Con tanto di prove allegate, quindi non MAL dicerie come usi fare tu

    Dopo aver scritto che i commenti erano CHIUSI !

    Quindi sei stata SBUGIARDATA alla grande, passo per passo !

    Kolion,ma allora proprio ci sei?
    Io ho le palle di dire che ti censuro,sbugiardata de che?
    Sei tu che non sai più dove sbattere la testa vuota,piuttosto che ammettere che CENSURI,infami me e gli altri che non hanno le tue idee razziste,contro il popolo italiano.

    Addio KOLION ERI KOLION SEI KOLION,PER SEMPRE SARAI.

    PS.A proposito di insulti,ma leggi quanti ne scrivi,sul mio conto,oppure sei cosi’ fuori che non te ne rendi conto?
    Poveretto….

  157. Hugo Kolion detto

    Non scaldarti Yolanda :-)

    Tanto adesso lo sapranno tutti:

    Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia …

    E così la nostra Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia ha confermato a pieno titolo di essere una persona falsa, bugiarda oltre che razzista ! Ha fatto di tutto, è arrivata sul mio sito e ha scempiato di proposito le due stanze “Grazie America” e “Allarme ciarlatani o in Italia ci sono solo troppi creduloni?”, postando inoltre un link ad un sito dal contenuto antisemita che io poi ho tolto. Ma non l’avessi mai fatto!

    Risultato?

    Devo andare via, ma torno torno stai pure tranquillo che ti perseguiterò fino a che ti leverai dai coglioni … Yolanda – Ott 21, 3:22 PM

    E infatti la nostra Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia mi ha piazzato un’ottantina di commenti nel giro di pochi giorni, mi ha insultato e infine sputtanato in tutta la rete come il mega-censuratore, usando ad arte la calunnia ! Ma tra l’idiozia e malvagità della nostra Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia si fa strada di prepotenza la cruda luce della verità. Alla fine del percorso, inchiodata e sbugiardata dalle prove schiaccianti, le sue ultime parole stupide si strozzeranno nella sua gola:

    Ti CENSURO,te capi’ Kolion?

    I falsi sono ovunque, tra le pareti di una casa, di una chiesa o di un partito politico, tutti pronti a colpire alle spalle, se qualcuno gli promette benessere, oppure lo minaccia di molestie se non collabora. I persecutori sono sospinti dalla forza che si riconoscono, e si sentono nel pieno dei loro diritti, ignorando le leggi, i diritti altrui, e la buona educazione. Ma la persecuzione rappresenta proprio il limite e la debolezza dei suoi autori, perché dimostra che non possono convincere con la ragione, o non sanno farlo …

    Il parlar male ha l’efficacia di un virus, perché è capace di infettare un nuovo ospite e replicarsi all’infinito. Le violenze morali traggono la propria forza distruttiva dal clima di consenso che si instaura intorno e contro la vittima. Il silenzio-assenso è una forma di partecipazione passiva e vigliacca, e consiste nel sapere della circolazione delle maldicenze e nel non informarne la vittima. La vittima delle maldicenze non ha modo di difendersi, perché su di sé girano accuse e giudizi, di cui non è responsabile e che non può controllare.

    Fintanto che permarranno queste condizioni, le violenze morali, e la diffamazione come arma principe, continueranno a mietere vittime, in un sistema che, paradossalmente, le premia, o addirittura le incentiva. “I denigratori hanno bisogno di giustificare davanti a tutti il proprio comportamento, e le diffamazioni che stanno riportando, per questo, elaborano di fantasia, o falsificano le informazioni.” E si danno un gran da fare per diffonderle!!!!

    “Parlar Male” di Roberto Melucci :-)

    te capi’ YOLANDA Mondo Help alias Iolanda Baccelliere ALIAS L’ARTE DELLA CALUNNIA ?

    PS: buona arrampicata YOLANDA Mondo altro che Help ! Ed è solo l’inizio :-)

  158. Kolion tu sei un paranoico e per giunta imbecille,quando tutti come dici tu,sapranno,oltre che a darmi ragione sapranno,che tu hai sputtanato Grillo dappertutto,in tutto,compreso l’incidente,che potrebbe capitare anche a te,ma che tu hai usato,per diffamare una persona.
    Tu fai tutto questo,con Grillo con Moore e con tutti,semplicemente,perchè sei un servo schiavo dei MASSONI.
    Ma cosa avrai in cambio?
    Solo derisione,perchè è ciò che ti meriti.
    Kolion,io non mi scaldo,io al contrario di te,ho la coscienza a posto.
    Non dimostri nulla,dimostri solo che tu mi CENSURI e lo neghi,io ti CENSURO e lo ammetto,e lo farò sempre nei tuoi confronti.
    E’ solo l’inizio per te,perchè ti sei scavato la fossa con le tue mani.
    Sono molto soddisfatta.

  159. Kolion alias SERVO SCHIAVO DEI MASSONI,adesso dovrai rendere conto a tutti quelli a cui,hai fracassato i KOLION,con le accuse di censura sul blog di Grillo.
    Dovrai anche rendere conto delle accuse mosse contro un sito,dandogli dell’antisemita,continua cosi’,la tua fossa la stai scavando alla grande.
    Per me stop,non perdo altro tempo,con un KOLION-

  160. Hugo Kolion detto

    Ma guarda la buona YOLANDA che sito frequenta 1 :-)

    commento di Yolanda/Mondo Help – lasciato il 20/11/2007 alle 13:39

    Salve ,vorrei segnalarvi questo sito:

    http://new-italy.net/calunnia/yolanda-mondo-help-alias-iolanda-baccelliere.html

    Vi chiederete cosa c’entra con voi,ebbene c’èntra,perchè su quel sito,di tale Hugo kolion,ha nel post,una foto del vostro sito,(non so se sia legale,fotografare i siti altrui)definito dal Kolion,antisemita.

    Kolion,vi definisce antisemiti,in altri siti,in questo:

    http://new-italy.net/i-falsi-profeti/allarme-ciarlatani-o-in-italia-ci-sono-solo-troppi-creduloni/

    Anche in questo vi definisce chiaramente antisemiti:

    http://terzavia.wordpress.com/2006/10/19/il-partito-democratico-come-lo-vorresti-tu/#comment-609

    E anche in questo afferma di non pubblicare i link,che io ho messo nel suo sito,perchè secondo lui antisemita:

    http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2007/09/su-grillo.html

    Ho voluto dirvelo,perchè sta dando dell’antisemita al vostro sito,con una foto addirittura del vostro sito(ripeto,non so se sia legale,fotografare i siti altrui),cmq vi sta dipingendo come il sito antisemita,un pò ovunque.
    Vi ringrazio da ora per la vostra attenzione.
    http://www.myspace.com/iolandabaccelliereb

    http://re.ilcannocchiale.it/comments/1687879

    Ma guarda la buona YOLANDA che sito frequenta 2 :-)

    È falso che, come si è osato per molto tempo pretendere, sia esistito un ordine qualunque di Hitler o di uno dei suoi stretti collaboratori di sterminare gli ebrei. Durante la guerra, dei soldati e degli ufficiali tedeschi sono stati condannati dalle proprie corti marziali, e a volte fucilati, per aver ucciso degli ebrei.

    http://re.ilcannocchiale.it/?r=78682

    Ma guarda la buona YOLANDA che sito frequenta 3 :-)

    BOICOTTA LE ORGANIZZAZIONI EBRAICO SIONISTE OCCIDENTALI-BOICOTTA LE SPIE SIONISTE CON CITTADINANZA ITALIANA-NON FARTI SOBBILLARE DALLA PROPAGANDA SIONISTA DIFFUSA DA OPINIONISTI E GIORNALISTI ASSERVITI E CIRCONCISI ALLA LOBBY SIONISTA IN ITALIA-IMPARA A RICONOSCERE I COGNOMI ALIENI DI CHI TI PARLA 0 QUANDO LEGGI O ASCOLTI-SONO SPIE!INFILTRATE CON PASSPORTO E CITTADINANZA ITALIANA-BOICOTTA GLI EBREI SIONISTI-BOICOTTA LE ORGANIZZAZIONI EBRAICHE TRANSNAZIONALI-GODONO DI DOPPIA CITTADINANZA-ITALO/ISRAELIANA-MA LA CITTADINANZA ITALIANA PER LORO è SOLO UNA FORMALITA BUROCRATICA CON LA QUALE OTTENERE DIRITTI IN UNA TERRA CHE NON CONSODERANO LORO!ISRAELE è LA LORO TERRA!INFLUENZANO LA POLITICA INTERNA NAZIONALE-ISTIGANO GLI ITALIANI AD UNA GUERRA IN NOME E PER CONTO DI ISRAELE-

    http://re.ilcannocchiale.it/?TAG=sionisti

    Ma guarda buona YOLANDA cosa significa ANTISEMITISMO :-)

    Antisemitismo
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Vai a: Navigazione, cerca
    Con la parola antisemitismo si indicano i pregiudizi e gli atteggiamenti persecutori nei confronti degli ebrei.

    In Europa i pregiudizi e i miti relativi agli ebrei sono sempre stati molteplici, talvolta alimentati da scritti come i Protocolli dei Savi di Sion. Gli ebrei sono stati accusati di corporativismo, di elitarismo religioso, per il fatto di non consentire la conversione, ma di ereditare il diritto a partecipare al culto ebraico, di refrattarietà alle altre culture e di essere attaccati al denaro. Da notare che paradossalmente agli ebrei si rinfacciava di essere ciò che la maggioranza imponeva loro, cioè di separarsi dagli altri quando erano costretti per legge a vivere in quartieri separati, di essere usurai quando l’unica attività concessa era il prestito ad interesse, di non favorire le conversioni quando queste erano duramente sanzionate dalla legge.

    PS: YOLANDA ! Inciti all’odio contro l’ebreo ! Sei una vergogna per il nostro paese !

  161. Kolion,l’Italia,non è il tuo paese,tu sei un venduto,schiavo dei massoni,devi andartene a rompere i KOLION,altrove,vai in America.
    Kolion,io non incito a nessun odio,quello lo fai tu,al soldo dei massoni che ti pagano,per dare la colpa agli italiani,di tutte le loro misfatte,Kolion eri Kolion sei Kolion e Kolion rimarrai.
    Spero che leggano il mio post sul cannocchiale e il tuo adesso vado a postarlo subito sul cannocchiale,il tuo ultimo.
    V.day per te Kolion,ah!ah!ah!

  162. Hugo Kolion detto

    Ha parlato il lume alias

    YOLANDA MONDO HELP ALIAS IOLANDA BACCELLIERE ALIAS L’ARTE DELLA CALUNNIA :-)

    “CMQ, NON SIAMO DEI POVERI BOCCALONI, SAPPIAMO VALUTARE, SE CREDERE O NO A DETERMINATE COSE …”
    http://new-italy.net/calunnia/yolanda-mondo-help-alias-iolanda-baccelliere.html

    The best:

    … la reltà, è sotto i tuoi occhi, ma ti fa comodo non vederla … Abbiamo milioni, di persone, qui in Italia, in America e in altre parti del mondo, che vengono deportate … ma da uno che ha vissuto nella bella Svizzera, dove gli immigrati italiani, se hanno problemi di adattamento, vengono rinchiusi in centri di psichiatria e torturati …

    “CMQ, NON SIAMO DEI POVERI BOCCALONI, SAPPIAMO VALUTARE, SE CREDERE O NO A DETERMINATE COSE …”

    14 Agosto 2007 | 17:51 Iolanda Baccelliere
    http://www.roswell.it/2007/08/10/il-progetto-styx.html

    Quello che ho appena letto,lo sospetto,da molto tempo.
    Il fatto è che a parlarne,con chiunque,si rischia di passare per matti.
    Quando ho provato a parlarne,con gli amici,mi hanno risposto che vedo troppi film.

    Facevi meglio ad ascoltare gli amici o forse anche solo ripetere la scuola YOLANDA MONDO HELP ALIAS IOLANDA BACCELLIERE ALIAS L’ARTE DELLA CALUNNIA, non credi?

  163. fonte-http://stirnermax.splinder.com/archive/2007-07?from=10

    HUGO KOLION da Volterra. Nato in Svizzera, figlio di genitori italiani, in un paese che neppure ora è troppo ospitale con gli immigrati, qualche decennio fa deve avere sofferto le pene dell’inferno, causa l’emarginazione sofferta come bambino figlio d’immigrati. Costui, come spesso avviene in banbini violentati nel corpo o nell’anima, la differenza non è sostanziale, appena potè assumere un atteggiamento che mascherasse la sua sofferenza, attenggiandosi a uomo colto, fatto da sè per i suoi meriti lo fece, ovviamente in incognito, perché nessuno possa controllare il fallimento procurato dalle sue sofferenze e nevrosi: eccolo nei blog, quindi.

  164. Sergio Rizzitiello scrive:
    23 Ottobre 2007 alle 23:03
    Caro Hugo, sono triste perchè tu vuoi giocare a chi ce l’ha più grosso, ti lascio volentieri il primato.
    Il tuo linguaggio oscuro e in alcuni tratti ermetico è funzionale alla tua filosofia dell’assoluto che si compiace di verbosità.
    All’inizio pensavo che si fosse in un dialogo, poi ho capito che avevi già tracciato una linea dove tu volevi vincere.
    Peccato, è un’occasione mancata.
    Una ragione che non si bagni di emozioni vitali è un fantasma, una ragione che non affondi le sue speculazioni nella passione e nell’amore è una ragione morta.
    Un mesto saluto
    Lo trovi qui:

  165. A HK
    Il tuo blog, vedo, non lo cura nessuno
    Sei alla caccia spasmodica di contraddittorio qualcuno che dia retta ai tuoi deliri e che ti dia il senso di esistere
    Io ti rispondo per l’ennesima volta e poi smetterò di scriverti per nausea e perché hai troppo piacere se ti dò retta, mentre la cosa che ti fa più soffrire è essere ignorato, ma, bambino, se non ti aggiorni un po’ e continui con questa solfa di Stalin e Pol Pot verrai a noia anche agli ultimi che ti danno retta.

    viviana viva 14.07.07 21:12

  166. A HK
    purtroppo ti ho conosciuto in tempi in cui la faccia fascista era chiarissima e l’aggressività inequivocabile
    ora hai cambiato look, per questo ti ho chiamato funzionario, forse i superiori ti hanno detto di riciclarti in modo da dare meno nell’occhio e da mimetizzarti e questo fai, ma almeno il nome te lo potevi cambiare
    Come per l’asino bianco che fu ridipinto di nero per parere piu’ nuovo: ti compri chi non ti conosce

    viviana viva 14.07.07 13:30

    Attenti a prendere per buono quel che dice di causalmente democratico Kolion, è un provocatore di dx già noto sul blog per la sua ferocia
    E’ acuro, cosa rara tra i fascisti, ma ciò non deve farlo scambiarlo per ciò che non è
    E’ un funzionario ligio alla CIA e ad oscure forze reazionarie al potere

    viviana viva 13.07.07 16:07

    A HK
    Ho la massima stima di Orwell, ma, come ogni autore, andrebbe localizzato nel suo logo e nel suo tempo
    Sarebbe dunque dovere precisare di quali pacifisti sta parlando, in quale paese e in quale anno e anche dare la citazione esatta del passo dove Orwell avrebbe scritto questo
    Visto che ha composto i suoi libri alle fine degli anni 40, se pure la citazione fosse non errata, sarebbe del tutto obsoleta
    Sappiamo benissimo che HK difende i guerrafondai alla Bush ma che, anche dopo quanto è successo negli ultimi 5 anni e col 75% degli americani contrari a queste guerre di sterminio e con Bush che oppone fissamente il veto al congresso, persistere con con questa solfa dell’attacco a oltranza ai pacifisti mi pare quantomeno diabolico

    viviana viva 13.07.07 12:33

    Attenti a prendere per buono quel che dice di causalmente democratico Kolion, è un provocatore di dx già noto sul blog per la sua ferocia
    E’ acuro, cosa rara tra i fascisti, ma ciò non deve farlo scambiarlo per ciò che non è
    E’ un funzionario ligio alla CIA e ad oscure forze reazionarie al potere

    Vorrei ricordagli che per 3 volte il Congresso eletto dagli americani ha sancito la fine della guerra in Iraq, essendo questa guerra menzognera un totale fallimento USA e per 3 volte Bush ha opposto biecamente il suo veto calpestando la volontà democratica degli elettori
    Ancor oggi la Camera dei Rappresentanti sfida la minaccia di veto di Bush e approva il ritiro delle truppe dall’Iraq entro aprile. Hanno votato a favore del ritiro delle truppe da combattimento 223 deputati contro 201, dunque una schiacciante maggioranza. Il disimpegno previsto dovrebbe cominciare entro 120 giorni. La normativa prevede che un contingente americano resti in Iraq per addestrare le forze di sicurezzza irachene, proteggere le installazioni Usa e combattere Al Qaeda «Abbiamo aspettato anche troppo», ha detto la speaker della Camera, Nancy Pelosi, alla Casa Bianca. Il voto della Camera, dove i democratici hanno la maggioranza trascina i senatori. E’ la 3° volta, quest’anno, che la Camera vota un calendario per la fine della guerra, ormai entrata nel suo 5° anno. I 2 precedenti tentativi sono finiti su un binario morto in Senato o bloccati con il veto da Bush

    Vorrei ricordare (cosa che l’ANSA ha ignorato) che Bush procede implacabile con la distruzione dei diritti civili: Bush dà alle università USA il diritto di vietare l’iscrizione a intere categorie di studenti discriminati per motivi razziali. Le discriminazioni razziali appartennero al fascismo e al nazismo e anche il comunismo non fu da meno. Vederle risorgere in una democrazia fa accapponare la pelle

    A questo si è ridotta quel governo neocon che Vestri e Kolion continuano con pertinacia ad appoggiare

    viviana viva 13.07.07 16:07

  167. Hugo Kolion detto

    Brava Yolanda :-)

    Citando il buon Max – detto il bugiardo (che per l’appunto è simile a te anche negli atteggiamenti) hai reso contento Ernesto :-)

    Citando invece la Vivarelli Viviana (stalinista di Bellaciao.org) invece confermi l’appartenenza, ovvero questo:

    iolanda baccelliere, su Giugno 28th, 2007 a 8:13 pm Said:
    http://federicofabiani.wordpress.com/2007/06/28/beppe-grillo-al-parlamento-europeo/#comment-19

    grazie,
    beppe
    sei tutti noi
    iolanda

    E infatti sei rimasta una grillina in quanto hai mantenuto la caratteristica del BOCCALONE “disorientato” che ha sempre bisogno di un “nuovo” Grillo, Icke, Moore & Co. per “noleggiare” sempre una “nuova” opinione (“Una risposta, me la sono data, anzi, di risposte Icke, me ne ha date tante”) visto che il cervello è “sempre” fuso dato che l’odio sprizza da tutti i pori causa overdose di videate “manipolate” come certi tuoi commenti.

    Ma non solo, citando i suddetti personaggi ti identifichi chiaramente, perché anche loro odiano gli ebrei, gli americani e SOPRATUTTO LA DEMOCRAZIA … ma sopratutto sono bugiardi e infingardi come te, solo che tu non fai parte dello staff del Grillo.

    Ma non è forse questo il motivo per il quale poi ti sei incazzata alla grande? O il continuo elogio del Grillo + membri dello staff è solo nostalgia?

    :-)

    Ma allora perché non torni da loro? Non è sempre meglio del NIENTE?

  168. Kolion alias VENDUTO SERVO DEI MASSONI,meglio GRILLINA che KOLION,
    te l’ho già scritto che parteciperò al prossimo V.Day,più di cosi’ cosa vuoi?
    Ah! Ho firmato anche la petizione”Anch’io sono Ammastellato”,proposta da Grillo…

    Ho firmato anche la petizione per ridare l’inchiesta a De Magistris,proposta da Grillo,hai bisogno di sapere altro?

    Hai visto Grillo al parlamento di Strasburgo?
    Che uomo,eh!Kolion?
    Altro che te,che scrivi accusi piangi,ma di concreto,nada,non fai nada.

    Accusi,chiunque,sia dotato di cervello proprio di odiare gli ebrei!
    Sai cosa significa?
    Significa che veramente sei un VENDUTO SCHIAVO dei MASSONI,perchè solo chi nega l’evidenza come te,e difende addirittura Bush,può essere considerato vero razzista,non noi altri,la realtà,è sotto gli occhi di tutti,il governo Bush,è un governo Nazista,altro che democratico,ma a te i tuoi padroni,ti hanno insegnato che Bush,è il bene,mentre il resto del mondo è il male.

    Quando ti sveglierai,per te sarà troppo tardi,perchè ti sveglierai,quando ai tuoi padroni non servirai più,e ti stermineranno,ma non come tu hai fatto con me,loro lo faranno a te,ma forse eliminandoti dalla faccia della terra.
    La differenza che io ho sempre azionato il mio cervello e te l’ho anche detto in una mail,che non me la contavi giusta,quindi ero pronta ai tuoi attacchi deliranti.

    Mentre tu sei succube dei tuoi padroni,attento Kolion,che se fai troppo casino in giro,potrebbero castigarti già da subito,i tuoi padroni.

  169. Hugo Kolion detto

    Si hai ragione YOLANDA, infatti ho un padrone, la ragione.

    Però hai torto quando dici meglio GRILLINA che KOLION, perché il fatto nel tuo caso è dato per scontato, visto che hai poco o zero cervello :-)

    0 : 1 per me !

    Ma … come farò mai diventare schiavo visto che ci siete “voi”, ovvero due schiappe come te ed il Grillo – oltre che certi vostri amici come il barbuto iraniano – a mettere in pericolo il mondo?

    0 : 2 per me !

    Ma … se la misura d’uomo per te è il Grillo non è un paradosso criticarlo?

    0 : 3 per me !

    Ma … se Bush per te è un nazista, e visto che un nazista odia però gli ebrei come te, come fai a non essere una sorta di nazista?

    0 : 4 per me !

    Ma … se questa tua logica ti fa diventare nazista, non significa che sei tu il razzista?

    0 : 5 per me !

    Ma … se sei nazista, non significa che sei tu ad essere antidemocratica?

    0 : 6 per me !

    Ma … se hai poco cervello non è logico che ti rimanga solo l’istinto basso?

    0 : 7 per me !

    Ma … se agisci solo d’istinto basso non è logico che sei anche fan del Grillo?

    0 : 8 per me !

    Ma … se sei fan di Grillo non è logico che sei tu la forcaiola?

    0 : 9 per me !

    Ma … se sei forcaiola non è logico che la colpa è sempre degli altri?

    0 : 10 per me !

    Come vedi YOLANDA, a volte ti freghi con le tue stesse mani :-)

    Piccola attenuante: sprovvista di cervello che altra scelta potevi avere se non quella tra il nulla o Grillo?

    E infatti dopo una breve fuga sei tornata nell’ovile :-)

  170. Kolion tu fai ridere chiunque legga le tue cazzate,senza cervello,ci sei tu,razza ibrida,tu non sei un uomo,Nazista,è Bush,verso tutti i popoli,come Nazista sei tu,verso il popolo italiano,sempre Nazisti siete.
    I nazisti,come dimostri pienamente tu,non si sono mai estinti,non è prerogativa degli ebrei,essere attaccati dai Nazisti e tu e il tuo padrone Bush,ne date piena dimostrazione,attaccando chiunque venga contro le vostre accuse da bravi dittatori.

    Tu sei un Nazista parassita,che sputa nel piatto dove mangia,tu attacchi,l’Italia e gli italiani e pensi di poter giudicare me,che ti tengo testa,accusandomi,di antisemitismo,ma KOLION,pensi che tutti siano amebe come te,che si bevono ciò che tu scrivi?
    Gli italiani KOLION,sono più svegli di quanto pensi,basta girare sui vari siti,e trovare commenti,di persone,che scrivono cose tutt’altro idilliache sul tuo conto.

    Io su Grillo,ho sempre scritto ciò che pensavo e continuerò a pensarla come credo giusto,ma vuoi che dia retta ad un pazzo come te?

    Io non sono tornata affatto all’ovile,come ti piace fantasticare,se voglio ci torno,ma leggo il blog di Grillo,senza postare,ma non perchè non mi lasciano postare,ma per mia scelta,in quanto un ip,nuovo c’è l’ho se voglio.

    Ricorda una cosa parassita,che si può e si deve cambiare idea,su qualcuno,se quel qualcuno dimostra di fare bene,o se dimostra di fare male,Grillo,sta dimostrando di fare bene,tu dimostri,il tuo parassitismo,quindi KOLION,puoi continuare ad offendere,me,Icke,Moore,Grillo,il popolo italiano,ma tu sempre parassita rimarrai,la sostanza,non cambia.

    Quindi tu NAZISTA PARASSITA,poui dire a me che sono senza cervello,ma il tuo cervello è assente da quando sei nato,il risultato è tangibile in tutto cio che scrivi.

    Il tuo parassitismo,lo si vede anche nel fatto che non sai che c…o fare e continui a rompermi i KOLION,ma rassegnati,perchè cosi’stai continuando a scavarti una fossa sempre più profonda.

    KOLION ERI,KOLION SEI,KOLION PER SEMPRE SARAI….

  171. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda, lascia stare il cervello perché non è il tuo forte, e si legge :-)
    Lascia stare anche le arrampicate sugli specchi perché finora sei scivolata di brutto :-)

    E finora sei stata sbugiardata alla grande, direi che il programma della calunnia è fallito miseramente non credi? Rileggiti certi deliri che hai dato di te, o almeno fatti aiutare, visto che ormai sei partita completamente.

    Piuttosto, visto che cambi bandiera dopo ogni lieve venticello o videata, perché non torni nell’ovile del Grullo? Avresti tutti i vantaggi, ovvero continuare a sprizzare odio e calunnie, visto che la ragione purtroppo per te e quelli come te rimarrà sempre e solo un miraggio :-)

    Ma se vuoi andare oltre, prego, fatti avanti … poi però niente frignate e lamentele come quando hai perso il lavoro per chissà quale motivo … o ti sarai comportata con gli altri come hai fatto con me? Non avrai mica praticato una sorta di mobbing anche sul lavoro?

  172. KOLION,il lavoro,l’ho lasciato io,non pratico mobbing,non è nella mia natura,anzi…e per di più,non piango, non muoio di fame,io ho un uomo che lavora a differenza di te.
    Non inventarti cazzate per attirare simpatie,non sei simpatico neppure a te stesso,tu pittosto,perchè sei tornato in Italia,hai rotto i KOLION,agli svizzeri e ti hanno cacciato a calci nel sedere?
    Sicuramente è cosi’,ma in Italia,continui a rompere perchè gli italiani,sono troppo buoni,a differenza di come tu ci descrivi.
    Io KOLION,al contrario di te,non faccio nessuna arrampicata sugli specchi,e te lo ridico,perchè sei duro di comprendonio,oltre a non volerlo ammettere,io dico che con te attuo la CENSURA,ma dopo che tu l’hai messa in atto nei miei confronti,negandola,ma KOLION,lo sanno tutti che sei un frustrato e che ti appiccichi come una zecca,a chiunque ti smascheri.

    Non vuol dire cambiare bandiera,affermare che Grillo,fa cose utili per gli italiani,a differenza tua che continui a sparlare di noi italiani,ma stai ancora qui in Italia,magari facendoti mantenere coi nostri soldi.

    Se vai ancora a toccare la mia vita privata,prova a pensare che ho ancora delle mail,dove come un verme non hai avuto,il minimo di umanità,e hai continuato ad accusarmi di razzismo,anche dopo che ti ho scritto di mio padre in Germania e neppure quando ti ho scritto di come dei medici incapaci,mi hanno tolto mia madre quando avevo 12 anni,quindi KOLION,adesso o la smetti di rompermi i KOLION,oppure ti denuncio per diffamazione,perchè tiri in ballo cose personali,nascondendoti dietro ad un nik,che dice perfettamente chi sei.
    Decidi tu,ho appena parlato con un mio amico avvocato,posso denunciarti,vuoi andare avanti a diffamare?
    Grillo,non ha tempo da perdere con un KOLION,come te,io se vuoi ti do una lezione che non dimenticherai facilmente.
    Decidi tu,io ho già preso una decisione,se continui,le prove della tua diffamazione sono dappertutto,quindi visto che hai deciso di continuare senza ammettere che CENSURI,ma continuando a diffamarmi,ci sono i modi per arrivare a te,tramite vie legali.
    Aspetto le prossime diffamazioni.
    Cosi’ potrò liberarmi,una volta per tutte,mi hai proprio stancata,sei un essere insopportabile.
    Continua pure e poi vedremo.

  173. Kolion,da quello che so di te,hai più di 40 anni,leggo spesso le tue accuse contro Iolanda,accuse infondate,in quanto la conosco bene e non è cosi’ come la descrivi tu,io sono a casa sua in questo momento,mi ha fatto anche leggere le mail che gli hai inviato,ma non ti fai nessuno scrupolo,tu che nel tuo sito,fai credere di difendere le donne,a diffamare,una donna che per come la conosco e da tanto,aiuta chiunque si trovi in difficoltà!

    Non ti costerebbe niente ammettere che censuri,perchè è cosi’,si capisce chiaramente,anzichè continuare ad inventarti addirittura che ha perso il lavoro?
    Ti posso assicurare che lo ha lasciato lei,l’avevano appena passata come capolinea,non se la sentiva di controllare i colleghi,ma tu come ti permetti di inventarti certe cose sul suo conto?

    Io come professione faccio l’avvocato,quindi ti consiglio di finirla con ste accuse,tra l’altro per come ti comporti,dai veramente l’impressione di avere dei problemi,Iolanda,ha dato prova di non essere falsa,te lo ripete continuamente che ti censura e il perchè.

    Quindi ti consiglio di comportarti da persona civile e di smetterla di diffamarla,altrimenti,prenderò personalmente provvedimenti.

    Trovati un’altro passatempo,non stressare le persone che in Italia si battono per cambiare le cose,se non ti sta bene,ti do un consiglio,cambia nazione.

    Spero che adesso tu te ne stia per i fatti tuoi,stesso consiglio ho dato a Iolanda.

  174. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda alias caro amico di Yolanda :-)

    Le virgolette fregano, come anche lo stesso dente che vi duole. Due persone in una, ma nulla importa perché tanto nulla cambia visto che non sono stato io ad iniziare lo scempio. Yolanda alias amico di Yolanda, ti avevo avvertita, sei andata avanti e adesso andremo fino in fondo. Dimenticavo, visto che non usi la ragione mi trovo costretto ad usare la tua lingua, e a quanto pare il discorso adesso inizia a non piacerti più !

    Ma non sono stato io ad andare sul tuo sito ad iniziare uno scempio senza precedenti, mentre sul tuo cancelli i miei commenti ! E non sono stato io a fare il giro della rete, divertendomi a calunniare dove e quando mi pareva !

    La calunnia finora ti ha fatto divertire? Le minacce di molestie sparate contro di me ti facevano sentire forte? Ti sei sentita nel pieno diritto di fare tutto ciò? Godevi ad insultare il sottoscritto con certe paroline?

    Ebbene Yolanda, adesso tocca a te, perché la prepotenza gratuita è ciò che meno sopporto e perciò ne farai le spese con tanto di interesse aggiunto ! Perché il parlar male è una brutta cosa, anzi una brutta bestia, e tu ti sei data un gran da fare per diffondere le più impensabili calunnie sul sottoscritto !

    Ovvio che poi c’è anche – come nel blog di Grillo – quel silenzio-assenso da parte di altri, quella forma di partecipazione passiva e vigliacca, ma questo fa parte del dna di gente mediocre.

    Ma nulla importa Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia, perché hai una sola possibilità per uscirne fuori: ripassare ogni tuo commento in rete con l’aggiunta che sai, ovvero che ciò che hai scritto non è vero, altrimenti finirai come i guardiani del Grillo assai prepotenti perché si credevano onnipotenti !

    PS: c’è un’altra forma vigliacca che finora hai usato contro di me, quella di sparare in giro la storia che io abbia offeso tua madre o tuo padre ! Ma arrivare a tanto – usare i tuoi genitori – pur di calunniare il sottoscritto non mi sorprende più, perché ormai so che sei veramente una brutta persona Yolanda.

  175. Yolanda/Mondo Help detto

    Kolion,io ti dico solo una cosa,tu permettiti ancora una volta di tirare in ballo i miei genitori o cose personali e quello che ti ha scritto ieri il mio amico,lo metterò in atto.
    La paura ti fa dire ancora più sciocchezze.
    Continui a minacciarmi,ma tra un pò,te ne accorgerai,di come ti sei scavato una bella fossa con le tue manine.
    Ho già sprecato troppo tempo dietro ad un parassita come te,se mi accorgo che tiri in ballo ancora fatti della mia vita privata,sarà peggio per te,per il resto,volevo che si sapesse che tu CENSURI e ci sono riuscita,quindi d’ora in poi,potrai arrampicarti su tutti gli specchi che vuoi,inventarti cavolate sul mio conto,non me ne fregherà nulla,ma te lo ripeto,lascia stare i miei genitori e la mia vita privata.
    Brutta persona sei tu,io ho le mail,dove mi accusi di vergognarmi per come va la sanità in Italia e quando mi sono incavolata,dicendoti di mia madre tu,piuttosto che scusarti,hai tirato in ballo ancora Moore,mi hai dato della razzista nella stessa mail,io ti ho scritto di mio padre in Germania e anche li,anzichè piantarla mi hai scritto che è colpa mia,se in Italia ci sono crimini di ogni tipo,quindi Kolion,finiscila e te lo ripeto,lascia stare i miei genitori.
    Per il resto,sei un essere che striscia e per di più più velenoso di un qualsiasi serpente.

  176. Yolanda/Mondo Help detto

    KOLION SCRIVE:

    Ma nulla importa Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia, perché hai una sola possibilità per uscirne fuori: ripassare ogni tuo commento in rete con l’aggiunta che sai, ovvero che ciò che hai scritto non è vero, altrimenti finirai come i guardiani del Grillo assai prepotenti perché si credevano onnipotenti !

    Kolion,puoi scordartelo,io ho scritto quello che tu sei,non sono calunnie al contrario di ciò che tu scrivi su di me come su altri,ma di un pò,come sarebbero finiti i “Guardiani del Grillo?”.
    Te lo dico io non sono finiti in nessuna maniera a differenza di te,stanno bene,mi riferisco a livello celebrale e non si credono onnipotenti,quella è una tua prerogativa,tendi sempre ad affibbiare ad altri i tuoi difetti.
    Cmq,Kolion un bel v.day per te.

  177. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia, i tuoi genitori li hai tirato in ballo tu per mantenere in atto il ruolo della vittima e nel contempo additarmi come essere volgare privo di sentimento, o devo postarti un tuo primo commento a riguardo?

    Riguardo alla vita privata, anche qui cara Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia, tuo il primato in quanto non hai esitato fare uso anche di quest’arma, o devo postarti un tuo primo commento a riguardo?

    Ma – come preannunciato – tra la tua idiozia e malvagità – cara Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia – si farà strada di prepotenza la cruda luce della verità. Perché vedi cara Yolanda, tu sei abituata aver che fare con altra gente, ed è per questo che non ti accorgi che non mi hai lasciato altra scelta: o subire le tue calunnie o difendermi ! Ho scelto la seconda via, e per me adesso diventa tutto più facile, posso partire all’attacco come feci già con lo staff di Beppe Grillo, apportando le prove “salvate” per poi infine inchiodarti come denigratore.

    E alla fine del percorso, verrai inchiodata e sbugiardata dalle prove schiaccianti, scommettiamo?

    Ovvio inoltre che – ridiventata fan del Grillo – adesso difendi coloro che fino a poco tempo fa accusavi, ma questo rientra nella logica del calunniatore meschino, va bene tutto purché utile alla causa sacra :-)

    PS: sul sito del cannocchiale non ti hanno ancora risposto, a dire che hai insozzato anche li la pagina con quattro commenti di fila pur di sputtanare il sottoscritto. Ma si vede che lì almeno sanno fin troppo bene cosa significa antisemitismo.

    Ti consiglio la lettura di questi due articoli:

    Antisemitismo, avversione e ostilità verso gli ebrei
    http://new-italy.net/the-dark-side/antisemitismo-verso-gli-ebrei/

    L’IMBECILLE DI TIPO NUOVO (dimensione psicologica e fascismo eterno)
    L’estrema destra in Italia da Salò a Forza Nuova

    http://new-italy.net/the-dark-side/lestrema-destra-in-italia-da-sal-a-forza-nuova/

  178. Kolion contina ad diffamare, i miei genitori,li hai toccati tu,nelle mail,cmq,continua pure a dire castronerie sul mio conto,ma resta il fatto che tu CENSURI.

    Gli articoli che vorresti impormi di leggere,leggili tu,sono fatti su misura per te.
    Insisti con l’antisemitismo,perchè non sai dove attaccarti,ma sei sbugiardato alla grande sia qui che in tutti i siti che citi.

    Poi proprio tu mi accusi di questo?:

    Ovvio inoltre che – ridiventata fan del Grillo – adesso difendi coloro che fino a poco tempo fa accusavi, ma questo rientra nella logica del calunniatore meschino, va bene tutto purché utile alla causa sacra

    Kolion sei misero oltre che velenoso,io non ho difeso nessuno,semplicemente,ho detto ciò che penso e cioè,che tu non hai fatto fare nessuna brutta fine a nessuno,infatti ho scritto:

    Kolion,puoi scordartelo,io ho scritto quello che tu sei,non sono calunnie al contrario di ciò che tu scrivi su di me come su altri,ma di un pò,come sarebbero finiti i “Guardiani del Grillo?”.
    Te lo dico io non sono finiti in nessuna maniera a differenza di te,stanno bene,mi riferisco a livello celebrale e non si credono onnipotenti,quella è una tua prerogativa,tendi sempre ad affibbiare ad altri i tuoi difetti.
    Cmq,Kolion un bel v.day per te.

    Tutto questo lo penso,perchè andando a rileggere i commenti che postavi da Grillo,ho capito che anche li diffamavi le persone,proprio come fai con me manipolando i commenti,per avere sempre ragione.

    Per quanto riguarda,”usare”,questo verbo ti appartiene alla grande,perchè hai usato la sottoscritta,per denunciare le censure di Grillo,e non l’hai mai censurata fino a quando ti dava ragione,ma poi sul sito”Grazie America”,dove accusi noi italiani di odiare gli americani,ti ho dato contro e da li hai iniziato con le accuse di antisemitismo,nei confronti della sottoscritta,manipolando link e commenti.

    Quindi,è ovvio che dopo tutto questo,e dopo aver riletto molti tuoi sproloqui e scontri sul blog di Grillo,ho capito,che ho difeso un essere che doveva essere censurato.

    Non mi sembra che tu da Grillo (rispettavi,la casa altrui,il blog di Grillo),hai diffamato e insultato tanta gente e le prove sono ancora li,perchè allora rimproveri me di non aver rispetteto la tua casa e mi CENSURI?

    Dimmi la differenza di ciò che tu fai con me,”mi censuri”, e la censura che Grillo ha messo in atto nei tuoi confronti,dove è?

    C’è una grande differenza,a parte la censura,la applicate tutti e due,ma per il resto Grillo,sta dalla parte del popolo italiano e fa qualcosa per aiutarlo.

    Tu invece,sei contro il popolo italiano,infatti sul tuo sito,pubblichi solo articoli,contro noi italiani,ci disprezzi in maniera assurda,lo fai in maniera ossessiva,proprio come fai con la sottoscritta,anzichè ammettere che CENSURI,per questo ti sbugiardi da solo,quando dici che hai sbugiardato me,io te lo ribadirò in eterno,avendo le palle che tu non hai,

    KOLION,DOPO CHE HAI MESSO IN ATTO LA CENSURA NEI MIEI CONFRONTI,A MIA VOLTA TI HO CENSURATO E LO FARO’ SEMPRE SE RIAPRIRO’ I COMMENTI NEL MIO SITO,MA CI MANCHEREBBE CHE TI PERMETTESSI DI POSTARE!

    Un’altra cosa Kolion tu scrivi:

    Perché vedi cara Yolanda, tu sei abituata aver che fare con altra gente, ed è per questo che non ti accorgi che non mi hai lasciato altra scelta: o subire le tue calunnie o difendermi ! Ho scelto la seconda via, e per me adesso diventa tutto più facile, posso partire all’attacco come feci già con lo staff di Beppe Grillo, apportando le prove “salvate” per poi infine inchiodarti come denigratore.

    KOLION….
    Tutta questa parte, ancora una volta devo correggerti,ti si addice a pennello,infatti sei tu che hai iniziato con le calunnie,sul tuo sito oltre a CENSURARMI,hai iniziato a diffanmarmi dandomi della razzista antisemita e continui ancora a farlo,quindi da li sono partite le mie denunce delle tue CENSURE,non mi permettevi di difendermi,sul tuo sito!
    Cosa ti aspettevi,dopo che hai rotto gli zebedei a tutti su Grillo che ti censurava?
    Quindi come vedi non inchiodi che te stesso…

    Riguardo a Grillo,te l’ho già spiegato ma sei troppo duro di comprendonio oltre che infame.Se una persona sbaglia lo dico,se una persona fa bene lo dico e GRILLO,in molte cose lo appoggio,perchè si avvicina al mio pensiero,non puoi impedire agli altri di ammettere queste cose,solo perchè sei ossessionato,da Grillo,da Moore e da Icke,che sono persone da cui dovresti imparare,non disprezzare con l’odio che ti distingue da noi altri italiani.

    Ma non puoi apprezzarli,perchè tu li odio,per il semplice fatto che loro,per quello che fanno sono apprezzati da molti,tu per quello che fai sei e sarai sempre e solo disprezzato.

  179. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda

    I commenti nelle stanze del Grillo ci sono perché li ho salvati io e quindi non avrai alcuna difficoltà apportare in questa sede una sola diffamazione per mia mano.

    Importante però è che lo fai :-) capisci adesso la differenza tra noi due?

    A te basta spesso e volentieri l’arte della calunnia, a me no, quindi passa piuttosto ai fatti visto che hai l’opportunità per farlo :-)

    Riguardo alla censura Yolanda, anche qui una parola che ti piace mettere in bocca, ma anche qui i fatti che ci dicono che semmai uno di noi due non ha permesso di postare un solo commento questa persona sei solo tu :-)

    Perché hai cancellato i miei commenti visibili sul tuo sito, aggiungendo “dopo la cancellazione” nel post antecedente al mio un testo apposito, simulando con questo tuo atto una “esistente” chiusura dei commenti, dando così l’impressione che non vi era nemmeno la possibilità di postare dei commenti.

    Ma io ti ho fregato e anche dimostrato con tanto di prove quanto sei subdola nel mettere in atto certe tue strategie, oltre che ovviamente essere una bugiarda e manipolatrice a tutti gli effetti. Capisci adesso perché ti sei sbugiardata da te? Perché ti credevi furba, mentre ti sei scordata con chi avevi a che fare.

    Ovvio che poi hai cercato di girare la frittata per infine giustificare l’atto subdolo della cancellazione, ma anche qui hai solo dimostrato quanto sei profondamente disonesta. Capisci adesso perché ti sei accanita contro di me?

    Ovvio poi che ti identifichi con il Grillo, questo lo capisco fin troppo bene, visto che usate gli stessi metodi oltre che essere ambedue degli estremisti afflitti da rancore e odio. Per non parlare di quel vizio che vi accomuna, due pesi e due misure, poiché parlate di censura quando poi siete i primi ad applicarla.

    Capisci adesso perché ti senti attratta dal Grillo?

    Giacomo Leopardi in Pensieri:

    Dico che il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro i generosi.

    Quando due o più birbanti si trovano insieme la prima volta, facilmente e come per segni si conoscono tra loro per quello che sono; e subito si accordano; o se i loro interessi non patiscono questo, certamente provano inclinazione l’uno per l’altro, e si hanno gran rispetto. Se un birbante ha contrattazioni e negozi con altri birbanti, spessissimo accade che si porta con lealtà e che non gl’inganna, se con genti onorate, è impossibile che non manchi loro di fede, e dovunque gli torna comodo, non cerchi di rovinarle; ancorché sieno persone animose, e capaci di vendicarsi, perché ha speranza, come quasi sempre gli riesce, di vincere colle sue frodi la loro bravura.

    Capisci adesso perché non puoi soffrire nemmeno Giacomo Leopardi?

  180. Kolion a differenza tua continuo a ripetere che ti HO CENSURATO E CONTINUERò A FARLO,QUINDI puoi smettere DI ACCUSARE,i tuoi sforzi per manipolare il tutto,sono e saranno vani,perchè la sottoscritta,non nega di CENSURARTI,questo lo fai tu,che anzichè ammettere che CENSURI,mi cerchi di diffamarmi,anche questo sforzo,povero te,è inutile.

    lE PROVE DELLE CENSURE CI SONO SIA QUI,SIA SUL MIO SITO “LIBERTA’” sia su my space,ma tu stranamente non le vedi,cmq,non perdo tempo a postarle ancora,ci sono già!

    Continui a citare Grillo,da qui si riscontra che ciò che scrivo su di te,è vero,hai proprio l’ossessione per Grillo.

    Io poi,a differenza tua ho citato Leopardi,una sola volta,ma non sto nemmeno a ripostare quello,i commenti che non hai potuto e voluto CENSURARE,parlano anche di quello.

    Ma hai voglia di diffamarmi per non ammettere che CENSURI,kolion tu pensi davvero che gli altri conoscendoti,ti credano?

    Continua pure cosi’,che vai solo a peggiorare la tua situazione mentale,oltre che a far dire a quelli che da anni ti hanno sopportato,che loro lo hanno sempre detto che sei un frustrato.

  181. Hugo Kolion detto

    E infatti Yolanda, come non detto: puff, e di colpo niente più prove “sulla presunta diffamazione nel blog del Grillo”, perché erano ancora una volta solo frasi vuote per seminare sempre la stessa calunnia :-)

    Riguardo alla credibilità, cara Yolanda: no, non voglio che mi credano bensì esattamente il contrario, che vadano a verificare :-)

    Conosci la differenza tra le due cose, visto che a te basta un semplice video di un Icke o Moore per subito passare alla condanna?

    Non credo, ed è per questo che ti identifichi con Grillo :-)

    Ma è la cultura che fa la differenza Yolanda, non solo tra democrazia e dittatura, bensì anche tra educazione e maleducazione !

    Ed è sempre per questo motivo che ti identifichi con Grillo o Moore :-)

    E non è forse per questo che hai scelto la via “facile” della calunnia? Volevi solo imitare i tuoi maestri o sei semplicemente bugiarda per natura? E non è forse per questo motivo che adesso non lavori più in quel posto? Pensaci !

  182. Kolion,non perdo tempo a postare le tue diffamazioni che hai messo in atto,contro altre persone a cui hai rotto i KOLION,per anni,perchè come dici tu stesso,basta che verifichino,ma non c’è ne è bisogno,perchè loro sanno come hai sempre manipolato i commenti anche da Grillo,in modo che tu avessi sempre ragione,purtoppo per te,ti hanno beccato e sbugiardato più volte e le prove ci sono nel blog di Grillo.

    Tu hai sempre usato la tattica dell’accusatore,manipolando il tutto.

    Per quanto riguarda questo:

    Ovvio poi che ti identifichi con il Grillo, questo lo capisco fin troppo bene, visto che usate gli stessi metodi oltre che essere ambedue degli estremisti afflitti da rancore e odio. Per non parlare di quel vizio che vi accomuna, due pesi e due misure, poiché parlate di censura quando poi siete i primi ad applicarla.

    Capisci adesso perché ti senti attratta dal Grillo?

    Ma da che pulpito arriva la predica?
    Kolion,anche in questo caso,a parte l’ultima frase,rigiro tutto ciò che hai scritto, alla tua personcina,mi tocca sempre correggerti.
    Quello che hai scritto,delinea un profilo perfetto di un essere subdolo,quale sei.
    Hai denunciato Grillo di CENSURARTI,TU CENSURI e poi che fai!Delle accuse che sono l’identikit ,della tua folle personalità!:)

    E cmq,meglio sentirsi attratti da Grillo,denota sintomo di umanità,piuttosto che essere attratti(mamma mia che ribrezzo),da un falso frustrato come te.

  183. Hai visto come mi firmo?
    Kolion stai attento,perchè se dovfessi andare ancora sul personale,sei fritto,incontreresti ceramente il mio amico…

    Quindi aziona il cervello prima di tirare in ballo ancora cose personali…

  184. Ho voluto darti un consiglio,perchè quando ti si dice la verità,sulla tua personcina,poi per attaccare,usi la sfera privata delle persone,perchè sei cattivo di natura,quindi Kolion,bada bene a ciò che dici.

    Spara tutte le cazzate che vuoi,ma lascia fuori,la mia vita privata.

    Hai voluto non credere che ieri un mio amico ti ha scritto,era a casa mia e lo ha fatto dal mio pc,ma per te è meglio far finta che sia una balla,ma occhio eh!

    Cmq adesso seguo il suo consiglio,mi faccio la mia vita,tu fatti la tua,mi sembra di esserci chiariti,io CENSURO te,tu CENSURAVI E CENSURI ME.

    NON CREDO CHE CI SIA ALTRO DA AGGIUNGERE,TRANNE UN NON TRASCURABILE PARTICOLARE,IO L’HO FATTO PERCHè TU MI HAI CENSURATA E L’HO AMMESSO.

    TU INVECE CONTINUI A NEGARE,BHE!PAZIENZA,tanto TUTTI QUELLI CHE LEGGONO E LEGGERANNO,NE TRARRANNO LE CONCLUSIONI.

  185. Hugo Kolion detto

    Beccata ancora una volta Yolanda o Amico di Iolanda/Yolanda visto che sei sempre tu :-)

    Ma quella delle virgolette che ti tradiscono non l’avevi mica capita?

    Riguardo alle cosiddette diffamazioni da Grillo che appunto non riporti perché del tutto inesistenti – come il tuo AMICO :-) – ti sei forse dimenticata a) che tu stessa hai confermato infinite volte le censure subite e b) che ci sono – oltre le mie – anche le testimonianze nonché prove salvate di altre censure, quelle del Meetup. Qui ci sono non solo le mie prove salvate ma anche quelle di altri meetUppers :-)

    Ma ciò nonostante hai di nuovo tentato la carta della calunnia, e qui poi mi chiedo, non ti accorgi che ti stai umiliando da te? Ancor più quando ti inventi addirittura l’amico di Iolanda/Yolanda che scrive come Yolanda?

    Ma allora Yolanda Mondo Help lo devo intendere nel senso che hai veramente bisogno di un aiuto? Niente più solo Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia, bensì solo una Yolanda in cerca di Help perché ha perso il lavoro per motivi diciamo di vizio?

    E come credi di uscirne? Affrontando me con disonestà anziché te stessa con onestà? Perché non ne parli con il tuo uomo o di lui non ti fidi? O e lui che non si fida di te?

  186. Kolion,la verità ti fa male lo sai!
    Il mio amico ieri ti ha scritto un commento,ma a te fa comodo negare tutto,anche su questo vuoi averla vinta,hai quasi 50 anni,ma di cervello,non sei neppure nato,se ti fa piacere continua a sparare cazzate.

    Intanto kolion,ti rinfresco la memoria su un commento chiaro ed efficace,perchè tu a Sergio,non rompi più i KOLION.

    Quindi d’ora in poi se proprio devo perdere un secondo,con te,ti posterò sempre questo commento,che ti descrive alla grande…

    Sergio Rizzitiello scrive:

    23 Ottobre 2007 alle 23:03
    Caro Hugo, sono triste perchè tu vuoi giocare a chi ce l’ha più grosso, ti lascio volentieri il primato.
    Il tuo linguaggio oscuro e in alcuni tratti ermetico è funzionale alla tua filosofia dell’assoluto che si compiace di verbosità.
    All’inizio pensavo che si fosse in un dialogo, poi ho capito che avevi già tracciato una linea dove tu volevi vincere.
    Peccato, è un’occasione mancata.
    Una ragione che non si bagni di emozioni vitali è un fantasma, una ragione che non affondi le sue speculazioni nella passione e nell’amore è una ragione morta.
    Un mesto saluto

    Lo trovi qui:
    http://www.paologuzzanti.it/archives/504

  187. Allora Kolion,l’ho letto solo ora che hai toccato la mia sfera personale con questo:

    Ma allora Yolanda Mondo Help lo devo intendere nel senso che hai veramente bisogno di un aiuto? Niente più solo Yolanda Mondo Help alias Iolanda Baccelliere alias l’arte della calunnia, bensì solo una Yolanda in cerca di Help perché ha perso il lavoro per motivi diciamo di vizio?

    E come credi di uscirne? Affrontando me con disonestà anziché te stessa con onestà? Perché non ne parli con il tuo uomo o di lui non ti fidi? O e lui che non si fida di te?

    Kolion adesso sono cazzi amari per te,preparati…

  188. Ti denuncio e poi ti spello come un pollo,infame farabutto che non sei altro preparati,pagherai un conto molto salato.

    Preparati a piangere lacrime amare,tu osi inventarti cose sulla mia vita privata e pensi di passarla liscia?

    Ti faccio finire in merda tutta la tua vita inutile verme schifoso te ne accorgerai.

    Sto andando dai carabinieri mo sono c…i tuoi….

  189. Adesso posso fare arrivare la notizia delle tue censure anche da Grillo e altrove,sai come mi divertirò a vederti sul lastrico!

  190. KOLION SPIEGA A TUTTI PERCHè FINO A QUANDO TI HO FATTO COMODO,NELLE MAIL MI SCRIVEVI QUESTO,HAI VOLUTO GIOCARE SPORCO,ALLORA GIOCHIAMO SPORCO IN DUE FECCIA,BECCATI COSA MI SCRIVEVI….

    Da: info@new-italy.net « Aggiungi alla rubrica »
    A:
    Cc:
    Oggetto: Re: Re: Re:
    Spedito: 17/09/2007 3.17
    Allegati:

    Ascolta Iolanda

    A me non sembra assurdo esporre una propria idea o veduta, lo diventa dal
    momento che ci rinunci. Poi, la mia domanda te l’ho fatta con uno scopo ben
    preciso, ovvero per capire se non ti piacerebbe ingaggiarti in quanto donna
    che vede e vive l’Italia come donna. Perché sai, manca anche questo nel
    nostro paese: le donne che dicono la loro con parole semplici e chiare.
    Inoltre, non ci sono solo le mamme o le nonne, ci sono anche le donne come
    te, che vivono e vedono la vita da un’altra angolatura. Quindi, perché non
    fai una specie di diario pubblico? Esempio raccontando la tua quotidianità,
    menzionando ciò che ti piace ma anche ciò che ti sta sulle palle?

    Secondo me tu hai la grinta per diventare una opinion maker donna. E il
    nostro paese ha bisogno di donne come te. Dobbiamo sfondare quest’omertà che
    circonda la donna, che la soffoca, in quanto molto meno libera di esprimersi
    dell’uomo. E una bella parte del malcostume italiano consiste proprio in
    questo, sottomettere la donna. E solo pochi ne parlano. Ma se vuoi un paese
    moderno, è qui che devi fare leva. Non ci sono altre strade. Ti basta
    pensare ai paesi musulmani.

    A me piacerebbe leggere queste cose, e non sono l’unico, credimi. Lo so che
    noi uomini a volte siamo dei cretini, ma ci vuole anche qualcuno che ci
    faccia tornare con i piedi sulla terra.

    Pensaci.
    Il mio sostegno ce l’hai già.
    Hugo

    —– Original Message —–
    From:
    To:
    Sent: Monday, September 17, 2007 1:26 AM
    Subject: R: Re: Re:

    Penso che in Italia,ci sarebbe bisogno di un partito,che prima di approvare
    delle leggi,faccia dei referendum,per far si,che siano gli italiani,a
    decidere
    il proprio destino,ad esempio,per l’indulto,non è stato fatto un
    referendum,e
    guarda cosa sta succedendo.
    Per l’immigrazione,premetto che non sono razzista,ma la legge Fini Bossi
    andava bene,è stata eliminata,per incentivare l’immigrazione,risultato,non
    c’è
    lavoro per noi italiani,gli immigrati,che arrivano,sempre più spesso
    commettono
    crimini e i signori sindaci,di sinistra,come combattono la criminalità,
    perseguitando,i lavavetri,che sono si fastidiosi,ma non ti uccidono. Poi,
    abbiamo,una marea di partitini,arriva il Grullo e che fa,lui che predica,che
    sbraita ecc. ti forma un ennesimo partitino che ci ciuccerà altri soldi,cosa
    che già avevo anticipato sul suo blog,era scontato,il magna magna deve
    continuare no?
    Ti dico io come imposterei la politica. Dovrebbero esserci solo due partiti,
    con il numero di deputati,che servono per i ministeri,far sparire i
    ministeri
    inutili.
    Quando i partiti,si riuniscono alla camera,al senato,un numero,sempre nuovo
    di
    cittadini normali,dovrebbe,presenziare alle sedute,con la facoltà,di parlare
    e
    di proporre,ciò che insieme ad altri cittadini,pensano giusto fare,i
    cittadini
    di tutte le città,dovrebbero fare delle riunioni tra loro e con dei membri
    politici,per essere informati seriamente di tutto ciò che riguarda,il
    lavoro,le
    tasse,l’istruzione,la sanità ecc.
    So che ti sembrerà assurdo,ciò che ho scritto,ma se vogliamo che le cose
    comincino a migliorare dovremmo tutti,ogni singolo individuo,interessarci
    attivamente a ciò che fino ad ora abbiamo delegato ad altri,col
    risultato,che
    tutto va a puttane sempre di più,e ci ritroviamo con un essere come Grullo
    che
    specula,sulla nostra disperazione.

    kolion,sono pronta alla guerra che hai voluto a tutti i costi,ricorda che ti avevo chiesto di non mettere di mezzo la mia sfera personale privata,quindi o ti denunciavo o meglio ancora ti sputtano come si deve,ricordi le mail su Vestri aspetta e vedrai…

    Vuoi a tutti i costi lo scontro con me lo avrai tranquillo infame…

  191. Kolion,ho tutte le mail,adesso mi divertirò io,non preoccuparti che scrupoli,con un mostro infame come te,non me ne farò mai,non mi fermerò io,ricordatelo,ho continuato a ditri di finirla li,anche qualche commento fa,ma tu niente sei un pezzo di merda e ti meriti tutti gli insulti di questo mondo.

    Continui a toccare la sfera personale privata,giusto per farmi incazzare,quando ti dico stop?

    E allora adesso non mi fermi più,povero te.

  192. Hugo Kolion detto

    Cara Yolanda, vedo che sei passata dalle minacce ai fatti.

    Ad ogni modo sappi che pubblicare la posta elettronica – senza l’esplicito permesso dell’autore – è un reato oltre che ovviamente una meschinità di primo ordine.

    E tu adesso – oltre alla calunnia – hai anche commesso un reato !

    Riguardo al buon Sergio, invece, perché non metti l’intero discorso tra me e lui? Forse perché poi non avrebbe più lo stesso effetto?

    Direi che sei giunta al succo, ciò che vale per me non può di certo valere per te. Ma qui ti sei sbagliata cara Yolanda, infatti ti sei incastrata da te, mostrando a tutti il programma della calunnia marca Yolanda.

  193. sudikpitirp detto

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  194. Kolion falso che non sei altro,anche dare false informazioni personali,ma sopratutto private,è reato ed è meschino.

    Tu hai continuato a postare cazzate da te inventate,come la storia che avrei perso il lavoro,quando sai benissimo che non è cosi’,anche fotografare il sito altrui costituisce reato.

    Vuoi continuare a tirare in ballo la mia vita privata?
    Fallo,sappi che posterei le mail che tu ben sai.

    Per quanto riguarda Sergio,perchè mai dovrei postare tutto il tuo litigio con lui,visto che tu pubblichi solo i commenti della sottoscritta che ti fan comodo,mentre gli altri li hai CENSURATI SPUDORATAMENTE?
    Poi la gente che legge la discussione tra te e Sergio,non potrà che dare ragione a Sergio.

    Te lo ripeto,ti ho detto di smetterla di tirare in ballo,la mia vita privata ma tu niente,pensi che gli altri si lascino infamare senza difendersi?

    Ti ripeto anche questo:

    Cmq adesso seguo il suo consiglio,mi faccio la mia vita,tu fatti la tua,mi sembra di esserci chiariti,io CENSURO te,tu CENSURAVI E CENSURI ME.

    NON CREDO CHE CI SIA ALTRO DA AGGIUNGERE,TRANNE UN NON TRASCURABILE PARTICOLARE,IO L’HO FATTO PERCHè TU MI HAI CENSURATA E L’HO AMMESSO.

    TU INVECE CONTINUI A NEGARE,BHE!PAZIENZA,tanto TUTTI QUELLI CHE LEGGONO E LEGGERANNO,NE TRARRANNO LE CONCLUSIONI.

    Te lo ricordi KOLION?
    L’ho scritto prima che tu tirassi in ballo ancora la mia vita privata,ma ti da fastidio e quindi meschino e malvagio continui a tirare in ballo cose private.

    Adesso o la smetti di farlo o continuerò a postare le mail,denunciami,io denuncio te,con tanto di prove che hai iniziato te.

    Scegli…

  195. Kolion,dove ti sei nascosto?
    Adesso dopo che mi hai scritto questo:

    PS: sul sito del cannocchiale non ti hanno ancora risposto, a dire che hai insozzato anche li la pagina con quattro commenti di fila pur di sputtanare il sottoscritto. Ma si vede che lì almeno sanno fin troppo bene cosa significa antisemitismo.

    Ti consiglio la lettura di questi due articoli:

    Antisemitismo, avversione e ostilità verso gli ebrei
    http://new-italy.net/the-dark-side/antisemitismo-verso-gli-ebrei/

    Kolion prova a postare ciò che shaull – Nov 21, 3:31 PM
    ha postato sul tuo sito e visto che sei bravo posta anche ciò che mi ha risposto sul Cannocchiale,c’è l’hai il coraggio adesso o no Kolion?

    Se non lo fai tu lo farò io…